PD Calabria: Occhiuto apra un confronto ampio sui trasporti

I consiglieri regionali del PD, apprezzando la decisione del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, di approvare una delibera per tenere indenni i calabresi agli aumenti di Trenitalia, hanno chiesto di aprire un ampio confronto sui trasporti.

«Non c’è nessun contratto capestro firmato dalla giunta Oliverio – hanno detto i dem –. C’è semplicemente un contratto che rispetta obblighi di legge, nazionale e comunitaria, approvato dall’Autorità Nazionale di Regolazione dei Trasporti e dal Comitato della Mobilità (istituito dalla legge regionale n. 35/2015), che si aggiorna annualmente ma che, per tre anni, è rimasto bloccato. Ed è lo stesso accordo che assicura più km/treno di percorrenza, più qualità nei servizi, maggiori controlli e sicurezza per i viaggiatori, e, non da ultimo, il rinnovo della flotta dei treni, 26 dei quali di nuova produzione».

«Ricordiamo, poi – hanno proseguito – che per la consegna di una parte di essi, avvenuta non più di qualche mese fa, ha espresso soddisfazione  l’assessore al ramo dell’attuale giunta regionale. Ci vorrebbe, pertanto, più rispetto verso contesti e atti frutto di continuità istituzionale. Al presidente Occhiuto, chiediamo, pertanto, di mettere da subito in atto azioni su scala regionale per incentivare l’uso dei mezzi pubblici abbattendo anche dell’80% la spesa per abbonamenti scolastici e dei pendolari meno abbienti. Se ci sarà occasione di discutere di questi provvedimenti, il Pd farà la sua parte a sostegno di queste iniziative, la cui gestione operativa richiede un grosso sforzo amministrativo che assicuri tempi brevi affinché i pendolari possano beneficiare di queste norme». 

«C’è anche un problema molto più ampio con le società “statali” nel loro complesso – hanno concluso i consiglieri dem – Rfi e Anas hanno nei loro portafogli un mare di risorse già erogate ma non mettono a terra i progetti per cui quelle risorse sono state assegnate. È questo che denunciamo da tempo ma il governo regionale “dimentica” di chiedere conto. Se il presidente Occhiuto vuol cominciare adesso, noi siamo pronti». (rrc)

L’EDITORIALE / Filippo Veltri: Il vero nemico del PD è il PD

di FILIPPO VELTRI – «Ci sarebbe da riflettere davvero senza scorciatoie se questo partito ha ancora una funzione e se mai l’ha avuta. Un partito che si dice di sinistra senza esserlo è un non senso, una contraddizione vivente o forse morente».

«Io penso che non serva un congresso per riconsegnare alle correnti il potere di scegliere l’ennesimo segretario da suicidare dopo qualche tempo. Io penso davvero e non senza dolore che questo PD vada sciolto e rifondato, ucciso e resuscitato, distrutto e ricostruito dalle fondamenta e con coordinate nuove, radicali, pensate e pensanti, futuribili e al passo con le nuove esigenze di giustizia sociale, ambientale, territoriale, di genere e generazionale. Non è una sconfitta come un’altra e stavolta non abbiamo neppure alibi da sventolare».

«È una sconfitta che ha il sapore di Partito socialista francese, di quel partito cioè che intendendo il riformismo come il governo per il governo ha finito per estinguersi. Ecco, io vorrei che per noi ci fosse un altro finale».

Questa lunga riflessione che poniamo oggi in testa a questo editoriale è di un giovane (ma non più giovanissimo) dirigente di quello che una volta era il Pci, poi Pds, Ds e infine PD. Si chiama Luigi Guglielmelli e viene dalla Presila Cosentina, un tempo bacino storico della sinistra calabrese e italiana, lì dove venne ospitato e nascosto Pietro Ingrao negli anni bui del fascismo.

Guglielmelli ha avuto un paio di giorni fa il coraggio di mettere i piedi nel piatto e di dire la cosa forse più vera, quando è già iniziata la folle, ennesima corsa al nuovo toto segretario e anzi ci sono già le prime candidature per sostituire Letta (poveri noi! Non hanno capito nulla!).

Non serve a nulla, infatti, cambiare il settimo segretario in 14 anni (manco la bonanima di Zamparini avrebbe fatto meglio con i suoi allenatori cambiati e riciclati!) se non cambia tutto il contesto! Il PD, questo PD, non serve a nulla, in mano a capicorrente, a Roma e poi in cascata in periferia, che hanno in mente solo la loro autoconservazione. Un partito che in tutti questi anni è sembrato vivere in una bolla, che non si è accorto minimamente di quello che agitava il corpo della società. Che non ha capito perché per troppo tempo ha vissuto al di sopra, in un circuito autoreferenziale dentro il quale non c’erano la vita e i problemi del Paese, ma una loro rappresentazione deformata. 

Ha scritto Pietro Spataro, un altro che viene da lontano e che ha fatto il caporedattore all’Unità (quella vera) e oggi scrive su Strisciarossa, il blog di quel che resta di quel meraviglioso giornale fondato da Antonio Gramsci: « …non si spiega altrimenti l’insistenza su Draghi e sulla sua misteriosa agenda. Avere immaginato che il paese fosse rimasto talmente colpito e indignato per la crisi di quel governo e per l’uscita di scena del grande finanziere da riversare i suoi voti sul Pd, è stato un errore che solo un partito sordo e cieco poteva compiere. Il Problema del Pd è il PD».

Questo è il vero problema.

Aveva ragione Massimo D’Alema (un altro che non si può, però, nemmeno citare pena la forca, a sentire quella sinistra che più sinistra non si può, che non è però mai responsabile di nulla e che il 25 settembre è arrivata all’ iperbolica percentuale dell’ 1 per cento!): quel partito, nato dall’incontro di culture politiche diverse, non ha mai definito la propria identità e si è trasformato nel tempo in una sorta di taxi sul quale si può salire per andare ognuno dove desidera. Nella maggior parte dei casi la destinazione richiesta è stata il governo, il potere: è stata questa la massima aspirazione, a prescindere spesso dai programmi e dagli alleati.

«Questa ‘torsione governista’ è stata – ha scritto Spataro – la rovina del Pd perché lo ha tenuto chiuso dentro le stanze che contano, sempre più distante dal popolo che dice di voler rappresentare e che non sa più chi è. Qual è, infatti, il blocco sociale del Pd? Chi sono i suoi referenti? Dov’è il suo insediamento? Tutte domande a cui è difficile rispondere, perché nemmeno al Nazareno lo sanno, o meglio ognuno lo sa a modo suo. Ma senza identità un partito non esiste. Non è niente, oppure è tutto e il contrario di tutto: si può essere il partito del Jobs Act e quello contro il precariato e contro le disuguaglianze, per fare un solo esempio».

«Insomma,a 14 dalla sua nascita ancora non è chiaro se il Pd è un partito di sinistra, un partito centrista, una nuova Dc, un partito socialdemocratico, un partito liberale. L’idea di voler essere tutto questo insieme costituisce il male oscuro che lo sta corrodendo. Pensare che cambiando di nuovo segretario si possa risolvere ogni problema è una grande illusione. Pensare che Stefano Bonaccini o Elly Schlein o chissà chi altro possa salvare un partito in crisi solo con la sua bella presenza è un’idea completamente sbagliata e fuorviante».

«Il Pd, infatti, si trova difronte a un bivio. O meglio, si trova in una situazione da anno zero. Se non scioglie i nodi che abbiamo tratteggiato e non riesce a capire finalmente chi è e che cosa vuole, è destinato a consumarsi. Bisognerebbe avere il coraggio e la forza diaprire una discussione seria, anche aspra, come si faceva nei partiti della vituperata prima repubblica. Bisognerebbe avere il coraggio di farla, questa discussione, anche mettendo nel conto una separazione: i moderati-centristi da una parte, i socialdemocratici da un’altra. Meglio dividersi piuttosto che reiterare i compromessi che annichiliscono e rendono impotenti, piuttosto che tenere in piedi un partito indefinito, piuttosto che coltivare, come cantava Francesco Guccini ai tempi della Dc, “una politica che è solo far carriera”».

«I prossimi mesi saranno decisivi. Se il Pd avrà il coraggio di fare questo e di mettersi in discussione, di pensare a nuove idee per nuove aggregazioni, di rinnovare una classe dirigente che si è consumata nei giochetti tattici, di capire qual è la sua “costituzione ideale” e i suoi referenti sociali, di riconquistare un’autonomia politico-culturale consumata nell’inseguimento di “papi stranieri”, allora forse si potrà aprire una nuova stagione. Altrimenti il declino sarà inesorabile. Finirà che il partito che voleva essere pigliatutto (la famosa vocazione maggioritaria) non piglierà più niente».

«Ma sarebbe, sia chiaro, un problema serio non solo per il Pd. Questo processo di ripensamento, infatti, riguarda anche tutti quelli che ancora credono che possa esistere una sinistra del cambiamento nel nostro futuro. Nessuno si senta escluso». (fv)

 

Bonforte (PD): Nel Reggino partito distinto in positivo

La segretaria cittadina del Partito Democratico di Reggio Calabria Valeria Bonforte, ha evidenziato come «l’analisi del voto ci consegna alcuni dati certi ed inequivocabili».

«Nel quadro generale delle difficoltà registrate – ha aggiunto – ed al netto della sconfitta sul piano nazionale, il Partito Democratico reggino si è distinto in positivo, registrando una percentuale di consenso, tra Camera e Senato, che risulta addirittura al di sopra della media nazionale, fatto inedito dalla nascita del Pd, e la più alta tra le città calabresi e del Mezzogiorno d’Italia».

«Nel complesso – ha proseguito Bonforte – nella nostra città il Partito Democratico registra ben cinque punti percentuali in più rispetto alle scorse elezioni politiche del 2018, con un avanzamento, anche in termini di voti assoluti, di ben 2500 voti in più. Un risultato che è frutto di una lavoro di squadra e di un partito che si è mosso finalmente in maniera unitaria, lavorando univocamente per il perseguimento di un risultato certamente ragguardevole, nell’ambito del centrosinistra, e che deve costituire per tutti noi un nuovo punto di partenza».
«Anzitutto per l’elezione al Senato del nostro Segretario regionale Nicola Irto, ed anche per l’ottima performance che ha consentito l’elezione di Nico Stumpo e di Enza Bruno Bossio alla Camera – ha proseguito – ma anche per la buona affermazione del nostro candidato all’uninominale Mimmo Battaglia, che si è purtroppo scontrata con una tendenza nazionale che ha premiato i partiti del centrodestra e con le difficoltà dovute ad una coalizione troppo stretta frutto delle scelte delle forze politiche nazionali».

«Dal risultato raggiunto dal Partito nella Città di Reggio Calabria – ha detto ancora –  bisogna ripartire, costruendo un nuovo paradigma politico che premi la concretezza e la pragmaticità del lavoro politico e di rappresentanza, l’attività di servizio e di ascolto nei confronti della comunità, a cominciare dai soggetti più fragili. Concetti che devono costituire il punto di partenza per una discussione ampia e profonda a livello nazionale, che deve fare perno sulle buone prassi costruite in questi anni e rinnovare profondamente non solo la classe dirigente, ma l’intera proposta politica ed i linguaggi da utilizzare per rappresentarla».

«Il Partito Democratico reggino – ha detto – si mette, quindi, a disposizione di questo processo, attraverso una classe dirigente matura, capace e coesa, in grado di dare slancio e forza al percorso di ricostruzione del Partito Democratico. Dal buon risultato di Reggio Calabria parta il percorso di rinnovamento necessario a costruire il nuovo corso del Partito Democratico a livello nazionale».

«D’altra parte – ha concluso Bonforte – è necessario ancor di più sostenere e rilanciare l’azione amministrativa alla guida del Comune di Reggio Calabria, saldando le fila e dando forza ad una coalizione di governo che il Partito Democratico sostiene convintamente, senza tentennamenti o rivendicazioni personalistiche, costituendo il cuore dell’azione amministrativa attraverso i propri validi assessori e consiglieri delegati, rinsaldando la compagine di governo, nell’attesa del rientro del sindaco Giuseppe Falcomatà, che costituirà un ulteriore fondamentale valore aggiunto in questa fase delicata che la nostra città si troverà ad affrontare nei prossimi mesi». (rrc)

Elezioni, Confartigianato Imprese Calabria ha incontrato il Partito Democratico

Prosegue il fitto calendario di incontri organizzati da Confartigianato Imprese Calabria in vista delle elezioni di domenica 25 settembre. Ospiti del nuovo appuntamento, i candidati del Partito Democratico Giusy Iemma, alla camera nel collegio Calabria 3, Francesco Pitaro, al Senato nel collegio Catanzaro-Reggio, delegati dal segretario regionale Nicola Irto.

«A chi si candida a guidare il Paese chiediamo un patto di fiducia e soprattutto l’avvio di un percorso comune soprattutto dopo il 25 settembre – hanno dichiarato il presidente regionale Roberto Matragrano e Silvano Barbalace, segretario – affinché l’artigianato e le micro e piccole imprese, che rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 64% degli occupati, siano realmente al centro degli interventi per rilanciare la competitività e di riorientare l’attenzione su coloro che hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico, coesione sociale».

Nell’agenda delle priorità indicata da Confartigianato spicca anche la richiesta di leggi che non siano a “taglia unica”, e che quindi pensino anche alle piccole e medie imprese, «di un fisco semplice e leggero, visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona. Da riformare all’insegna dell’efficienza anche la macchina burocratica, un lavoro di qualità, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul lavoro e il potenziamento della formazione tecnica e professionale e dell’apprendistato per agevolare il reperimento di manodopera qualificata da parte delle imprese».

E sul caro energia Confartigianato sollecita una «riduzione dei costi di elettricità e gas, aumentati del 108% nell’ultimo anno, auspicando un tetto europeo al prezzo del gas e una riforma strutturale della bolletta che escluda gli oneri di sistema impropri pagati dai piccoli imprenditori e sostenendo gli investimenti in energie rinnovabili».

«Sono tanti i punti di incontro tra il documento nazionale di Confartigianato e il programma del Partito democratico: dal fisco, visto che sosteniamo la riduzione shock del cuneo fiscale sul lavoro all’accelerazione dell’attuazione del Pnrr, una opportunità imperdibile per il Mezzogiorno per cui difenderemo l’allocazione del 40 per cento delle risorse. E per l’unico punto che non riusciamo a condividere, vale a dire il salario minimo, saremo pronti ad aprire il confronto per concertare soluzioni», ha affermato Giusy Iemma che ha auspicato anche: «Spero che questo sia solo l’inizio di un confronto comune. Dobbiamo lavorare assieme per valorizzare un settore portante come quello dell’artigianato che rappresenta l’ossatura economica del Paese, soprattutto della Calabria».

Iemma ritiene che «sostenere le piccole e medie imprese, migliorandone l’operatività, significa favorire lo sviluppo anche dei piccoli comuni delle aree interne. La valorizzazione del saper fare artigiano e quindi il sostegno al Made in Calabria è la risposta all’isolamento e allo spopolamento: pensiamo alle botteghe artigiane, a percorsi enogastronomiche, sfruttando le risorse della innovazione tecnologica».

Un altro tema molto caro alla vice sindaca di Catanzaro e candidata alla Camera nel seggio uninominale è quello del “caro-bollette”: «I ristori non bastano – ha detto ancora – servono risposte concrete guardando al futuro. Chiediamoci, prima di tutto perché l’energia pulita proveniente da fonti rinnovabili viene pagata come l’energia da fonti fossili: la Calabria potrebbe aspirare all’autosufficienza energetica in bolletta, invece si ritrova salassi anche peggio che nel resto del Paese».

«Ecco – ha concluso – io vorrei portare la voce della Calabria in Parlamento e rivendicare i diritti di una regione che continua ad essere sfruttata e impoverita senza prospettive di sviluppo».

Dell’importanza delle comunità energetiche, del senso di responsabilità nei confronti della comunità e del fatto che «le piccole e medie imprese rappresentano lo scheletro dell’intera economia italiana», ha parlato anche Francesco Pitaro. Il candidato democrat al Senato nel collegio Catanzaro-Reggio ritiene che il settore dell’artigianato «non è favorito né dalla politica  né dalla burocrazia, e la crisi energetica che rischia la crisi economica e occupazionale. Il Sud deve avere progetti realizzabili, l’attuazione del Pnrr deve essere garantito anche con il coinvolgimento delle medie e piccole imprese – ha detto ancora –. Un settore che non deve essere trascurato per lo sviluppo economico è quello delle infrastrutture: senza una adeguata e sicura viabilità non possiamo pensare al turismo e alla valorizzazione dell’enorme patrimonio di bellezze naturali e culturali che abbiamo». (rcz)

Irto (PD): Serve battere la destra per salvare il Sud e il nostro territorio

«Serve battere la destra per salvare il Sud e il nostro territorio». È quanto ha dichiarato il segretario regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, nel corso del dibattito organizzato a Monasterace Marina.

All’incontro hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale di Stilo Salvatore Sabatino, il sindaco di Bivongi Vincenzo Valenti, il sindaco di Pezzano Franco Valenti e il sindaco di Camini Giuseppe Alfarano, oltre ai dirigenti locali del partito e a tantissimi cittadini.

Le conclusioni sono state affidate ai candidati di Camera e Senato per il collegio di riferimento Domenico Battaglia e Nicola Irto.

«Il progetto del centrodestra è chiaro – ha ribadito Irto – attraverso l’autonomia differenziata si vogliono, nuovamente, sottrarre risorse al Meridione a vantaggio del Nord. Salvini è venuto fino a Crotone a spiegare che vogliono introdurre l’autonomia differenziata affermando che sarebbe un bene per il nostro territorio. Un bluff bello e buono. Con l’autonomia differenziata, così come concepita dal centrodestra, la penalizzazione per il Mezzogiorno è palese».

«Ma, con la destra al governo – ha aggiunto – c’è anche il rischio di vedere evaporare le risorse del Pnrr. Del resto l’unico partito che parla di Sud e del suo sviluppo, inteso come punto di partenza per tenere l’Italia unita, è il Pd. Il manifesto per il Sud firmato a Taranto dal segretario Enrico Letta è una garanzia in questo senso con le sette linee di intervento previste e con un piano straordinario per l’occupazione». (rrc)

Irto (PD): Fondamentale mantenere il 40% del Pnrr al Sud

Il segretario regionale del Partito DemocraticoNicola Irto, ha evidenziato quanto sia fondamentale «che venga mantenuto il 40% dei fondi del Pnrr  già destinati al Sud».

Nel corso dell’incontro del PD avvenuto a Villa San Giovanni, moderato da Filippo Bellantone e Enzo Musolino, a cui hanno partecipato il sindaco di Villa San Giovanni, Giusy CaminitiGiuseppe Falcomatà, già sindaco di Reggio, il segretario metropolitano Antonio Morabito, il candidato alla Camera, Mimmo Battaglia, Irto ha ribadito che «con un governo di centrodestra questo impegno potrebbe venire meno con le conseguenze immaginabili per il nostro territorio».

«Il Pd ha la forza e un progetto politico – ha proseguito Irto – in grado di fornire le risposte che la Calabria e le altre regioni meridionali si attendono in termini di attenzione e investimenti con un accento particolare da mettere sulle politiche occupazionali. La Carta di Taranto contiene il frutto dell’elaborazione politica che il partito ha svolto durante questi mesi e che cristallizza lo sforzo per provare a tenere unito il Paese in un momento assai difficile in cui i territori più periferici e le fasce più deboli della popolazione rischiano di soccombere». 

Il Pd ha sottolineato l’importanza di riuscire ad inserire tra le priorità del prossimo governo nazionale lo sviluppo del Meridione che ancora sconta un pesante gap di sviluppo nei confronti del resto del Paese. Una divisione profonda che rischia di essere ancora più grave nel caso in cui dovessero arrivare a palazzo Chigi Meloni e Salvini con il loro progetto di autonomia differenziata.

Non a caso, proprio qualche giorno fa, il segretario nazionale del partito Enrico Letta ha sottoscritto il manifesto per il Sud, la Carta di Taranto, che contiene sette linee programmatiche per il suo sviluppo che riguardano: pubblica amministrazione; sanità, scuola e servizi di cittadinanza; transizione ecologia e gestione delle acqua; lavoro e imprese; zes; sicurezza e legalità; insularità. (rrc)

Mammoliti (PD): Serve una bonifica del sistema sanitario calabrese

Il consigliere regionale del Partito DemocraticoRaffaele Mammoliti, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al commissario ad acta Roberto Occhiuto, in merito alle vicende legale alla sanità calabrese.

Per Mammoliti, infatti, «per mettere in asse il sistema sanitario calabrese occorre prioritariamente effettuare una necessaria  bonifica sostituendo una gestione caratterizzata spesso da opacità, corruzione, infiltrazioni che hanno  comportato scioglimenti di Asp, con trasparenza e legalità».

Nell’interrogazione, il consigliere regionale ha ricordato dell’informativa di Occhiuto – svoltasi lo scorso 30 agosto – sull’accordo per la fornitura di servizi medici e sanitari del 17 agosto,  che prevede «in ragione della grave carenza di personale medico nelle  aziende sanitarie provinciali ed in quelle ospedaliere e considerata la difficoltà a reperirlo per le vie  ordinarie, un accordo transnazionale con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos S.A.  (CSMC S.A.) con l’attivazione di procedure di distacco internazionale per la fornitura di medici da  utilizzare a copertura del fabbisogno».

«Nel corso di detta informativa – si legge nell’interrogazione – il Presidente della Giunta, nello stigmatizzare la condotta di società e  agenzie per l’intermediazione di lavoro che, a suo dire, nel fornire medici ai sistemi sanitari regionali  porrebbero in essere un’azione speculatrice distorcendo il mercato e ancora evidenziando aspetti che  richiederebbero l’attenzione della magistratura; vale la pena ricordare che senza lo spirito di abnegazione di tutto il personale sanitario, da premiare  e valorizzare, che è stato ed è in prima linea nella difesa del diritto alla salute e nella lotta al covid  19, il nostro sistema socio-sanitario sarebbe sprofondato in una crisi irreversibile dalle conseguenze  devastanti, ciononostante, come ammesso dallo stesso Presidente, buona parte di detto personale non  ha ancora ricevuto le previste indennità covid».

Mammoliti, poi, ha ricordato che il Governatore in una video intervista «a proposito della gestione dei concorsi da parte delle aziende ospedaliere e sanitarie,  ha affermato che esistono centri di potere amministrativi e dirigenti del personale che “fanno i  concorsi non che servono ai cittadini, ma che servono a loro”;  da ultimo, sempre in riferimento alla mancanza di medici e alla difficoltà di reclutamento, come  sottolineato da alcune organizzazioni sindacali, parrebbe che molti medici del sistema sanitario  regionale svolgerebbero funzioni amministrative anziché mediche».

Sulla base di ciò, Mammoliti ha chiesto a Occhiuto «quali azioni coerenti intenda mettere in atto per fare piena luce, e/o eventualmente  sottoporre a altre sedi competenti l’attività di intermediazione da parte di Cooperative private  in merito ai contenuti delle sue affermazioni; se, alla luce delle dichiarazioni rese in merito a comportamenti di alcuni dirigenti del personale  di A.S.P. e A.O., quali utili e tempestivi provvedimenti intenda adottare al fine di porvi  rimedio».

Infine, Mammoliti chiede se Occhiuto «non ritenga opportuno porre in essere un’azione di verifica e monitoraggio per rilevare se  e quanto personale medico svolge mansioni amministrative».

«Sulla sanità c’è bisogno di atti coerenti e appropriati in quanto si gioca una sfida  importante e decisiva per il cambiamento della regione», ha ricordato Mammoliti. (rrc)

Irto (PD): Serve un intervento straordinario per lo Sviluppo del Mezzogiorno

Il segretario regionale del PD, Nicola Irto, esprimendo soddisfazione per il Piano per il Sud lanciato dal segretario del PD, Enrico Letta, ha sottolineato che «serve un intervento straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno».

«Ancora una volta – ha aggiunto – il Pd dimostra di essere l’unico partito ad occuparsi concretamente del Sud. E così, mentre la destra di Salvini e Meloni vuole dividere l’Italia con l’autonomia differenzia, il segretario nazionale Enrico Letta, insieme ai governatori De Luca e Emiliano, lancia la Carta di Taranto».

«Il segretario Letta lo ha detto chiaramente: “combatteremo con tutta la nostra forza rispetto al tentativo, che Salvini la Lega fanno, di togliere la soglia del 40% di premialità per i fondi del Pnrr sul Mezzogiorno” – ha proseguito –. Le regioni meridionali non possono subire ulteriori penalizzazioni, ma anzi devono diventare una priorità per il prossimo governo nazionale. Serve un piano straordinario che venga sfruttato per le potenziare le infrastrutture, per gli investimenti nella sanità, per la transizione digitale e per l’occupazione. Bisogna respingere l’attacco della destra al reddito di cittadinanza, seppure da correggere e da migliorare, che rappresenta l’unico appiglio per chi non ha un’occupazione e non riesce ad arrivare a fine mese. Al contempo è necessario investire, soprattutto nelle regioni meridionali, per fornire occasioni concrete di sviluppo e per creare posti reali di lavoro, unica ricetta per eliminare le sacche di precariato e l’assistenzialismo».

«Soltanto con un Sud forte e al passo con le regioni più sviluppate – ha detto ancora – si può avere davvero un’Italia unita e in grado di affrontare le difficili sfide che ci attendono a partire dal prossimo mese di ottobre. Nessuno deve restare indietro, questo il messaggio principale contenuto nella Carta di Taranto che deve essere un punto di partenza per l’avvio di una politica diversa per il Meridione. Una politica che la destra non ha nessuna intenzione di mettere in campo, come dimostra il silenzio della coalizione di Salvini e Meloni sulle emergenze del Mezzogiorno e come è confermato dal silenzio della destra locale, con il governatore Occhiuto rimasto inerte anche davanti al blocco dei fondi Fsc».

«Il voto per il Pd, dunque – ha concluso – è l’unica possibilità per evitare che il Paese venga esposto a ulteriori divisioni e che il Meridione venga condannato per sempre a una condizione di sottosviluppo. Con il Sud in affanno non si farebbe altro che amplificare la crisi economica che il prossimo governo dovrà affrontare con determinazione e con un’attenzione altissima per le fasce sociali più deboli». (rrm)

A Reggio apre il Comitato del Partito Democratico

Domani, a Reggio, alle 18.30, s’inaugura il Comitato del Partito Democratico, la cui sede è a Va Roma 14.

Uno spazio ampio e moderno che nelle prossime settimane sarà teatro di incontri ed approfondimenti animati da dirigenti e militanti del Partito e dagli stessi candidati alle elezioni politiche, nonché un punto di ritrovo per la consegna del materiale elettorale e la consultazione del programma del Partito Democratico.

All’evento prenderanno parte i segretari provinciale e cittadino del Partito Democratico, Antonio Morabito e Valeria Bonforte, Dirigenti provinciali e regionali del Partito, sindaci ed amministratori eletti nel Comune capoluogo, alla Città Metropolitana e negli altri comuni del territorio, il Segretario regionale del Partito, candidato al collegio plurinominale del Senato, Nicola Irto, insieme agli altri candidati del Partito Democratico Francesco Pitaro (Collegio uninominale al Senato), Domenico Battaglia (Collegio uninominale Camera) e Nico Stumpo (Collegio plurinominale alla Camera). (rrc)

Sanità, Irto e Guccione (PD): Occhiuto porti le carte in Procura

Carlo GuccioneNicola Irto, del Partito Democratico, hanno dichiarato che «se Occhiuto  vuole essere coerente con le cose che dice porti le carte in Procura, invece di fare solo propaganda elettorale e scelte spot. Sulle cooperative di medici perché non è intervenuto prima, visto che non poteva non essere a conoscenza di delibere e convenzioni già stipulate da mesi da Asp e Aziende ospedaliere calabresi?».

Come succede spesso in politica – hanno detto – le cose accadono all’insaputa di qualcuno. Il commissario-presidente ha chiesto alla magistratura di indagare sulle cooperative incaricate di occuparsi del reperimento di medici e operatori che offrono le loro prestazioni a 100/150 euro l’ora, ciò vuol dire che per un turno giornaliero di 12 ore in una struttura sanitaria si devono sborsare dai 1000 ai 1500 euro».

«Occhiuto, però, non sa o non vuole sapere – hanno proseguito – che le Asp e Aziende ospedaliere calabresi, hanno stipulato convenzioni con società cooperative di medici e operatori sanitari dell’Emilia-Romagna, della Campania e della Toscana (con capitale sociale di 10mila euro)».

«L’Asp di Cosenza, ad esempio, con delibera 1982 del 29 dicembre 2021 ha stipulato una convenzione con “Nuova Hypnos Srl TP” di Aversa (con capitale sociale di 2500 euro) esternalizzando il servizio di Guardia medica anestesiologica e rianimatoria, per un periodo che va dall’1-02-2022 al 31-01-2023. Inoltre, con delibera 1297 del 2 agosto 2022 è stata indetta – hanno detto ancora Irto e Guccione – una procedura di gara per l’acquisizione di servizi medici specialisti e nelle more dell’espletamento della nuova procedura di gara è stata prevista – con la medesima società (Nuova Hypnos Srl TP) – la proroga del servizio di Guardia medica anestesiologica e rianimatoria in alcuni presidi ospedalieri della provincia di Cosenza, impegnando 392 mila euro per un servizio complessivo di 4000 ore».  (rrm)