Irto (PD): Basta con politiche delle emergenze, servono interventi strutturali

«Basta con la politica delle emergenze, servono una visione e interventi strutturali». È quanto ha dichiarato il segretario del Partito Democratico Calabria, Nicola Irto, nel corso dell’incontro svoltosi a Cittanova, alla presenza dei candidati alle politiche e degli amministratori della Piana.

«Il governo regionale è in ritardo – ha detto Nicola Irto – e prosegue anche in tema di sanità con interventi tampone e non strutturali, come il bluff dei medici cubani per affrontare l’emergenza negli ospedali calabresi. Serve altro alla Calabria e serve un governo nazionale che non può essere affidato a questa destra. Il Pd rappresenta un punto di riferimento per le Comunità del Mezzogiorno che devono essere tutelate e non possono permettersi di perdere le risorse del Pnrr, né subire ulteriori penalizzazioni per l’effetto dell’autonomia differenziata».

«Occorre lo sforzo di tutti – ha evidenziato – per arrivare ad un governo che sia in grado di proseguire l’azione del governo Draghi e sappia tenere unito il Paese. Alla Calabria serve ancora di più una forza politica che sappia avere una visione del futuro e rimanga in stretto contatto con gli amministratori locali e aperta al contributo di tutte le forze sane della società».

Alla riunione, aperta dal segretario Mommo De Maria, hanno preso parte i dirigenti locali del partito, gli amministratori del territorio della Piana per un confronto sull’organizzazione della campagna elettorale e sulle emergenze del popoloso comprensorio, a partire da quella sanitaria.

Il segretario regionale ha raccolto le istanze e assicurato l’impegno del partito per arrivare a pronte soluzioni. Il gruppo del Pd in Consiglio regionale aveva già presentato un’interrogazione a risposta scritta sull’emergenza sanitaria nella Piana, esprimendo piena solidarietà ai sindaci in protesta per la chiusura dei punti di primo soccorso che sta mettendo in ginocchio l’ospedale di Polistena. (rrc)

 

L’OPINIONE / Giusy Iemma: La politica è chiamata a dare risposte ai precari regionali

di GIUSY IEMMA – Si scrive precari, si legge uomini e donne, spesso non più giovanissimi, che da anni garantiscono servizi fondamentali per funzionamento della macchina amministrativa negli enti locali, molti allo stremo dal punto di vista finanziario. Il tema della stabilizzazione dei precari della Regione Calabria torna ciclicamente.

Anche il presidente Roberto Occhiuto sono stati rinnovati gli impegni assunti dal Dipartimento Lavoro con il decreto n. 10031 del 14 settembre 2018: lavoratori che rientrano  nella graduatoria della legge n. 1 del 2014, discendenti dalla legge regionale 28 del 2008 aspettano certezze.

La politica è chiamata a dare risposte, soprattutto in questo delicato momento storico in cui l’incertezza economica aggravata dal post pandemia e dalla guerra in Ucraina, rischia di innescare una pericolosa bomba sociale. Nella direzione delle risposte sollecitate dai precari, comunque ricordare che le Segreterie regionali delle Organizzazioni Sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in un recente incontro con gli assessori regionali, hanno segnato un importante passo in avanti nella trattativa. Ma tutto ciò non basta se non c’è una vera e seria volontà politica di chi governa la Regione Calabria.

Per questo è doveroso iniziare questo percorso di stabilizzazione rivedendo il Piano del fabbisogno di personale, aumentando il numero delle Categorie professionali D da stabilizzare nell’anno 2022 da 89 a 107, in modo da comprendere tutti i precari del programma stage il cui contratto scade al prossimo 3 dicembre 2022, e non più prorogabile.

Si valuti, inoltre, la possibilità di applicare la norma di cui all’art 1, comma 27 bis, del Milleproroghe 2022 anche ai dipendenti della legge 28/08.  Occorre dunque verificare quanto personale del programma stage e della legge 28 avrà superato le prove selettive per il potenziamento dei Centri per l’impiego per stabilire il numero effettivo di lavoratori di Azienda Calabria Lavoro da stabilizzare e l’ammontare delle  risorse finanziarie necessarie  per assorbire tutto il personale della 28.

Nel caso in cui i fondi disponibili non dovessero essere sufficienti, chiedo al Presidente Occhiuto ed alla Giunta Regionale, di avanzare urgentemente una specifica richiesta al Governo nazionale di integrazione del finanziamento già previsto dal Milleproroghe 2022, per almeno 5 milioni di euro per il 2022 e 10 milioni dal 2023.

Se tutte queste azioni amministrative di buon senso saranno avviate immediatamente, e cioè prima della scadenza di dicembre, i Lavoratori della Legge n. 28/2008, presenti nella graduatoria approvata con il citato Decreto Regionale di cui la legge n. 1/2014, finalmente potranno vedere riconosciuta la loro giusta stabilizzazione lavorativa. (gi)

[Giusy Iemma è presidente dell’Assemblea regionale del Partito Democratico]

Guccione (PD): Occhiuto non ha ancora chiarito su come affrontare emergenza sanitaria

Il responsabile PD Sanità per il Mezzogiorno, Carlo Guccione, ha evidenziato come «il Commissario Occhiuto ancora non ha fatto chiarezza su come affrontare concretamente e operativamente la situazione emergenziale in cui si trova la sanità calabrese».

Nel corso dell’iniziativa organizzata dal PD a Cosenza, Guccione ha spiegato che «in una recente intervista ha detto che “il problema della sanità è che ci sono nelle Aziende centri di potere amministrativo che si sono consolidati e che è difficile sradicarli e, più precisamente, a volte nelle aziende sanitarie ci sono capi del personale, direttori del personale che magari fanno non i concorsi che interessano ai cittadini ma quelli che interessano a loro”».

«Bene, anche Occhiuto finalmente – ha evidenziato – si è accorto che la questione dei “centri di potere” ha paralizzato il sistema: non solo non portano avanti i concorsi per migliaia di assunzioni autorizzati attraverso l’approvazione di tutti i Piani del fabbisogno del personale, ma non effettuano neanche le gare e ci troviamo, ad esempio, con proroghe di beni e servizi di Asp e Aziende ospedaliere di oltre 15 anni. La cosa più grave è che la mole del debito sanitario continua a crescere a dismisura e a schiacciare il sistema sanitario calabrese».

«È ora di voltare pagina – ha ribadito – se Occhiuto è in grado di rompere questi meccanismi e le ingerenze non solo della politica ma anche del sistema criminale, noi ci siamo. È una battaglia che combattiamo da dodici anni».

«La vicenda dei medici cubani – ha proseguito nel suo intervento – dimostra che le scorciatoie non portano da nessuna parte, l’emergenza sanitaria c’è, è reale e datata nel tempo ma ci sono gli strumenti per affrontarla. Ecco perché, prima di siglare l’accordo per l’arrivo dei medici cubani, andava bandita ad esempio, così come il presidente commissario ha fatto solo qualche giorno fa (25 agosto), la manifestazione pubblica per gli specializzandi».

«O bisognava – ha sostenuto Carlo Guccione – imporre ad Asp e Aziende ospedaliere di bandire tutti i concorsi autorizzati, a tempo indeterminato, per l’assunzione di personale per il triennio 2019-2021. Inoltre, bastava accelerare l’approvazione del nuovo Piano operativo 2022-2024 per far scattare la norma del Decreto Calabria che prevede un piano assunzionale di medici e di operatori del comparto sanitario. Questa alternativa, non presa in considerazione in tempo utile, ha ritardato la possibilità di avere già in servizio medici e specializzandi nei reparti degli ospedali calabresi».

«Mi chiedo, qual è la reale garanzia sulla qualità e appropriatezza delle cure che possono garantire i 500 medici che provengono da un contesto formativo e organizzativo così diverso dal nostro? – ha concluso –. A cui bisogna, tra l’altro, aggiungere una notevole difficoltà di integrazione? Un conto è averli avuti in piena emergenza pandemica svolgendo un ruolo specifico di contrasto al Covid, altro è metterli in una corsia di ospedale da soli, di turno di notte, in un Pronto soccorso o in una sala operatoria».

La deputata Enza Bruno Bossio, nel suo intervento ha constatato che il commissario Occhiuto «preferisce utilizzare agenzie interinali per assumere medici cubani. Così facendo però non allontana l’emergenza, anzi l’aggrava, mortificando allo stesso tempo le professionalità calabresi».

Per Bruno Bossio, infatti, la soluzione all’emergenza sanitaria in Calabria trova risposta «con concorsi pubblici, non con accordi con società interinali non accreditate presso il Ministero del Lavoro. Non siamo noi a dirlo, sono le parti sociali, i medici e i cittadini calabresi che chiedono cure, non demagogia».

Vittorio Pecoraro,  segretario PD – Federazione di Cosenza, invece, ha evidenziato come «la sanità calabrese non può essere affidata a soluzioni precarie e di fantasia, ma necessita di risposte strutturali». (rcs)

 

Medici da Cuba: per Guccione (Pd) non è la soluzione giusta per la sanità calabrese

Prosegue la polemica sulla scelta del Presidente Occhiuto di far arrivare 497 medici da Cuba a supporto di una sanità calabrese sempre più in crisi, ormai vicina al disastro.

L’ex consigliere regionale Carlo Guccione, responsabile Sanità per il Mezzogiorno del Partito Democratico, interviene chiedendo che si facciano bandi e avvisi per sopperire all’emergenza.

«Siamo preoccupati – afferma Guccione – , non ci sembra che il tentativo di assumere medici cubani nella sanità calabrese sia la soluzione a un problema reale che persiste da tempo. Non è altro che una scorciatoia che rischia di fare solo rumore e di non produrre soluzioni concrete. Sono oggettive le difficoltà da superare per rendere operativo l’accordo tra la Regione Calabria e la Cooperativa cubana per come già specificato in maniera chiara dal documento dei presidenti degli Ordini dei medici e degli odontoiatri della Calabria». 

«Nel Dca numero 87 del 17 agosto 2022 – per l’approvazione dell’Accordo Quadro con la Cooperativa CSMC S.A. di proprietà dello Stato cubano per la fornitura di servizi medici e sanitari – si evidenzia come uno dei motivi della stipula dell’accordo risiede nel fatto che, in base ai dati del primo semestre del 2022, la Calabria è soggetta a una intensificazione degli sbarchi di migranti che vanno ad aumentare la pressione sulle strutture sanitarie regionali. Inoltre, come specificato nel Dca, le difficoltà organizzative del sistema sanitario regionale sono state oggetto di una apposita sentenza della Corte costituzionale (168/2021) che ha ribadito l’inefficacia della passata gestione commissariale della sanità “durante la quale si sarebbe verificato un progressivo peggioramento dei Livelli essenziali di assistenza”. A questo si aggiunge il fatto che le Aziende ospedaliere e le Asp, dopo diversi tentativi di reclutamento, sia a tempo determinato che indeterminato, non sono riuscite a reclutare il personale medico necessario alla copertura del fabbisogno. Queste sono alcune delle ragioni che hanno portato il commissario della sanità, Roberto Occhiuto, a emanare il Dca. 

Ma come si è arrivati a tutto questo? La Calabria – sottolinea Carlo Guccione – continua ad essere terra di paradossi. Siamo stati l’unica regione che durante la pandemia ha registrato una diminuzione del costo del personale pur essendo state previste risorse aggiuntive straordinarie destinate alle assunzioni. 

Le 18 Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere hanno approvato i piani triennali del fabbisogno del personale (2019-2021) ma, come è stato sottolineato nel verbale del Tavolo Adduce del 12 dicembre 2021, le assunzioni non risulterebbero effettuate o risulterebbero in grave ritardo attuativo. 

In Calabria, in base all’articolo 1-comma 4 ter del decreto legge 150/2020, è previsto un piano straordinario di assunzioni in deroga anche ai tetti di spesa di personale sanitario, medico e del comparto. Tutto questo potrà avvenire solo dopo l’approvazione del nuovo Piano operativo 2022-2024 che registra forti ritardi nell’adozione. 

Le assunzioni – spiega il responsabile Pd Sanità per il Mezzogiorno – non sono avvenute solo per mancanza di personale? O per incapacità del sistema sanitario di bandire i concorsi e di utilizzare le opportunità derivanti dai due decreti Calabria? È mai possibile che non si è in grado di fornire i dati relativi a quanti bandi sono stati emanati dalle Asp e Aziende ospedaliere, quante assunzioni a tempo indeterminato e determinato sono state fatte e quanti bandi sono andati deserti? Si faccia chiarezza fornendo dati certi sulle assunzioni, non si può parlare genericamente di mancata partecipazione di medici ai concorsi. 

Non si può chiedere a un giovane medico di prestare servizio per tre o sei mesi, e non dare la possibilità di assumere attraverso avvisi pubblici con condizioni economiche dignitose e contratti di una durata minima di 36 mesi, almeno alle stesse condizioni dei medici cubani. 

Molti specializzandi e medici calabresi sono costretti, tra l’altro, ad andare fuori regione: l’Azienda USL di Ferrara, ad esempio, ha predisposto un avviso pubblico per le attività di Medicina dell’Urgenza-emergenza che prevede la stipula di contratti per gli specializzati con compensi di 90 euro orari, 540 euro per ogni turno di sei ore e di 1080 euro per ogni turno di 12 ore; per i non specializzati prevede compensi di 70 euro orari, 420 euro per ogni turno di 6 ore e 840 per ogni turno di 12 ore. Ecco perché per gli operatori sanitari non è attrattivo venire in Calabria. 

Il governatore ci informi su come sono stati distribuiti gli specializzandi del terzo, quarto e quinto anno assunti grazie ad accordi specifici stipulati con le università di Catanzaro, Messina e Tor Vergata e quanti di questi sono stati assegnati ai Reparti di emergenza-urgenza, tuttora drammaticamente carenti di personale medico. 

Il Dca che prevede la convenzione con i medici cubani ha ricevuto il parere vincolante dei Ministeri della Salute, dell’Economia e delle Finanze che affiancano le Regioni in Piano di Rientro?

Occhiuto ha affermato che questo accordo è stato fatto in collaborazione proprio con il Ministero della Salute a cui chiediamo che faccia chiarezza sulla vicenda e, in particolare, sui tempi necessari per le varie autorizzazioni finalizzate alla reale operatività dell’accordo.

Invece di trovare soluzioni “tortuose”, si facciano bandi e avvisi per sopperire all’emergenza, così come è accaduto tra l’altro nelle regioni Piemonte, Veneto e nell’USL di Ferrara che hanno permesso di reperire personale medico e sanitario, almeno alle stesse condizioni economiche che vengono garantire al personale medico cubano (4700 euro tra stipendio e spese) e un contratto di 3 anni».Carlo Guccione

Bevacqua (PD): Regione intervenga sul torrente Grammisato a Corigliano Rossano

Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, ha ribadito la necessità dell’intervento della Regione sul torrente Grammisato a Corigliano Rossano, che versa in condizioni preoccupanti.

«Non si può attendere con le mani in mano il disastro annunciato – ha evidenziato – con il letto del fiume privo di manutenzione e invaso da vegetazione e detriti, sono sufficienti precipitazioni di poco superiori alla media perché possa accadere l’irreparabile».

«Il tempo dei rimpalli di responsabilità deve finire – ha proseguito – i compiti assegnati alla Regione in materia di aree demaniali sono precisi ed è dalla Cittadella che devono partire le direttive ufficiali affinché i Consorzi di Bonifica si possano attivare e svolgere pienamente il proprio ruolo. Il rischio derivante da ulteriori ritardi è evidente. E sarebbero ritardi colpevoli e ingiustificabili».  

«Il gruppo del Pd in Consiglio regionale – ha concluso Bevacqua – ha illustrato da tempo un organico progetto di legge che garantirebbe un costante ed efficace monitoraggio del territorio unitamente agli interventi ordinari e straordinari di puntuale manutenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Continueremo a insistere in tutte le sedi istituzionali perché si prenda davvero contezza del problema e si arrivi, finalmente, a soluzioni strutturali». (rrc)

L’OPINIONE / Domenico Bevacqua: È finita la luna di miele di Salvini con la Calabria

di DOMENICO BEVACQUASembrano davvero lontani i tempi in cui il leader della Lega, Matteo Salvini, arrivava in Calabria e ad attenderlo trovava centinaia di persone ansiose di ascoltarlo e di fare la fila per un selfie.  Ieri, durante il suo tour in Calabria, ha registrato soltanto sparute presenze di pochi irriducibili attivisti oltre ai  rappresentanti istituzionali e dirigenti del partito.

Siamo sulla buona strada. I calabresi non sono fessi e hanno iniziato a capire due cose fondamentali: innanzi tutto, che il populismo è un pericolo per la democrazia e non risolve alcun problema; in secondo luogo, hanno capito che l’unico vero tema oggi prioritario nell’agenda leghista è quell’autonomia differenziata che, se attuata, cancellerebbe definitivamente ogni ipotesi di riequilibrio sociale ed economico tra Nord e Sud del Paese.

E, infine, alcune scelte di Salvini, come quella di riconfermare responsabile della campagna elettorale del partito Domenico Furgiuele, continuano a minare la credibilità stessa della Lega, così come ha avuto modo di sottolineare anche il senatore Franco Mirabelli, componente della Commissione Antimafia a palazzo Madama che ha chiesto chiarezza e trasparenza ai partiti per una campagna elettorale così importante e in una Regione complicata come la Calabria. (db)

PD Calabria: Attendiamo da Occhiuto presa di posizione su operato del Governo Draghi

I consiglieri regionali del Partito Democratico, hanno detto di aspettarsi, dal presidente della Regione, Roberto Occhiuto, una presa di posizione sull’operato del governo Draghi e su quanto sta avvenendo a livello nazionale».

«Il Pd – spiega la nota – lo ha fatto fin da subito in maniera coerente e decisa. La decisione di Lega e Fi di interrompere anzitempo la legislatura per biechi fini elettorali è una delle pagine più buie della storia della Repubblica, considerando la fase di emergenza che ci troviamo a dovere fronteggiare».

«Ci  aspettavamo dal presidente Occhiuto – hanno spiegato i consiglieri regionali dem – una dichiarazione netta anche a difesa delle posizioni assunte dalle sue amiche Gelmini e Carfagna e dal ministro Renato Brunetta che, dopo la deriva populista e sovranista assunta da Forza Italia hanno deciso di essere conseguenziali abbandonando il partito per il quale in questi anni avevano svolto ruoli di primo piano».

«Ci aspettavamo dal presidente Occhiuto altrettanto chiarezza. Invece ci pare  di capire che si stia aspettando la posizione più conveniente da assumere», hanno concluso. (rcz)

SOVERATO (CZ) – Venerdì col PD confronto su Azienda Zero

Venerdì 22 luglio, alle 18.30 nella sala del Consiglio comunale, è in programma il dibattito su Azienda zero – Esperienze a confronto, organizzato dal gruppo del Pd in Consiglio regionale di concerto con il partito regionale guidato da Nicola Irto.

All’incontro prenderanno parte il Commissario di Azienda Zero, Giuseppe Profiti e il presidente del gruppo del Pd della Regione Veneto Giacomo Possamai, oltre ai consiglieri regionali di opposizione, alle rappresentanze del mondo sindacale, dell’ordine dei medici e degli esperti di settore.

Il gruppo del Pd, con spirito critico e costruttivo, vuole procedere a un confronto con la Regione Veneto dove, da qualche tempo, è attiva un’Azienda simile a quella costituita in Calabria, con troppa fretta e senza alcun confronto. Per questo motivo il gruppo del Pd ha deciso di promuovere questa iniziativa al fine di potere attingere argomentazioni tali da potere superare le tante  criticità riscontrate.

«Dimostriamo con i fatti –ha detto il capogruppo dem a palazzo Campanella, Mimmo Bevacqua – di volere dare il nostro contributo per il bene comune e nell’interesse esclusivo della Calabria. Con lo stesso spirito, quindi, che anima la nostra azione di opposizione, anche a difesa delle prerogative e del ruolo dello stesso Consiglio regionale che spesso è stato scavalcato dall’azione dell’attuale giunta regionale. Questa è la prima di una serie di iniziative che metteremo in campo nei prossimi mesi per rimarcare la nostra presenza, le nostre posizioni e la forza delle nostre idee». (rcz)

Guccione (PD): Nel settore sanitario le risorse non vengono utilizzate: 53 mln fermi nel Crotonese

«Nel settore sanitario le risorse non mancano ma, purtroppo, restano inutilizzate». È quanto ha detto Carlo Guccione, responsabile Pd Sanità nel Mezzogiorno, denunciando come «ci sono 53 milioni fermi per la sanità crotonese: finanziamenti destinati all’adeguamento e al potenziamento dell’ospedale di Crotone, alla Casa della salute di Mesoraca».

«A questi si aggiungono oltre 8 milioni per l’ammodernamento tecnologico (tac, mammografi, risonanze magnetiche) del patrimonio sanitario», ha aggiunto Guccione, nel corso dell’Agorà democratica svoltasi a Crotone e organizzata dal PD Crotone.

«Nel 2020 – ha spiegato Guccione – la Regione ha ricevuto oltre 51 milioni di euro per implementare i posti letto di terapia intensiva, semi-intensiva, e per la riorganizzazione dei Pronto soccorso della Rete Covid. Per Crotone il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in relazione all’emergenza Covid prevedeva 3 posti letto aggiuntivi di terapia intensiva e 8 posti di terapia semi-intensiva, oltre la realizzazione di un Pronto soccorso, con tac e radiologia dedicata, mediante l’installazione di una struttura prefabbricata ubicata al piano terra e adiacente all’attuale Pronto soccorso». 

«È necessario intraprendere misure – ha sottolineato Guccione – che vadano nella direzione di superare intoppi burocratici, ritardi e inerzie che rallentano da anni l’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale della sanità calabrese. La madre di tutte le battaglie resta quella del debito. Nessun commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, nominato dai vari Governi nazionali, è riuscito in questi 12 anni di commissariamento a quantificare il debito e a recidere i meccanismi che lo alimenta». 

«Il debito – ha ricordato Carlo Guccione – è un mostro che divora la sanità e che determina, inevitabilmente, una enorme sottrazione di risorse alla cura dei calabresi. Se non si affronta con determinazione questo aspetto sarà molto difficile, anche per l’attuale presidente e commissario ad acta Roberto Occhiuto, uscire dal Piano di rientro e migliorare le prestazioni sanitarie per i calabresi». (rkr)

 

PD Calabria presenta interrogazione su emergenza sanitaria nella Piana di Gioia Tauro

Il gruppo Pd del Consiglio regionale ha presentato una interrogazione, a risposta scritta, sull’emergenza sanitaria nella Piana di Gioia Tauro, provocata dalla chiusura dei Punti di Primo Soccorso.

Nell’interrogazione, viene evidenziato come «a distanza di 14 anni dall’inizio dell’iter, il R.U.P. per la Regione Calabria, riscontrando una nota trasmessa dall’Associazione ProSalus di Palmi, in data 12 gennaio 2022 ha rappresentato che la consegna dei lavori non potrà avvenire senza che siano definite le vicende inerenti le problematiche su terre e rocce da scavo, lo spostamento degli elettrodotti, gli adeguamenti prescritti in sede di Conferenza dei Servizi, l’approvazione del Progetto Definitivo e, successivamente, del Progetto Esecutivo».

Ma a destare preoccupazione è l’intera rete di assistenza territoriale nella fascia tirrenica reggina, nella Piana e nei territori pre-aspromontani che risenta risente di uno stato di emergenza costante, dovuto alla carenza di personale ed al deficit strumentale e strutturale e aggravato dalla decisione, nell’ottobre 2021, di disporre la chiusura del Pronto Soccorso di Gioia Tauro.

Un quadro che adesso è ancora più fosco dopo la recente decisione, assunta con provvedimento del 10 luglio 2022, prot. n. 34841, dal Collegio di Direzione dell’ASP di Reggio Calabria con cui è stata disposta la chiusura dei Punti di Primo Intervento di Palmi, Scilla ed Oppido Mamertina, trasferendo temporaneamente il personale medico presso il Pronto Soccorso del nosocomio di Polistena.

I consiglieri del Pd chiedono, dunque, che il governo regionale faccia chiarezza sui provvedimenti da assumere, con celerità, per evitare che la situazione possa trasformarsi in una catastrofe sanitaria.

«La penalizzazione della Provincia di Reggio Calabria e del territorio della Piana di Gioia Tauro sotto il profilo della tutela sanitaria – hanno dichiarato i consiglieri dem – non può essere tollerata ulteriormente. Servono risposte precise e un cronoprogramma degli interventi per invertire la rotta a partire dalla gestione dei punti di primo soccorso. A tal proposito il gruppo del Pd si dichiara pienamente solidale con i sindaci del territorio in protesta proprio per segnalare che la situazione è arrivata vicinissima al punto di non ritorno». (rrc)