Italo Reale (PD): Una pagina importante in vista del congresso nazionale

Italo Reale, presidente della commissione regionale per il Congresso del Pd, ha reso noto che si sono concluse tutte le assemblee di Circolo del Partito Democratico della Calabria.

«In queste settimane – ha aggiunto – migliaia di iscritti hanno potuto esprimersi in libertà e trasparenza, contribuendo a scrivere una pagina importante del congresso nazionale costituente. Inoltre, vorrei esprimere il mio ringraziamento alle commissioni congressuali provinciali e ai loro presidenti nelle persone di: Giuseppe Mazzuca (Cosenza), Michele Drosi (Catanzaro), Peppe Panetta (Reggio Calabria), Gernando Marasco (Vibo Valentia), Gaetano Grillo (Crotone), che hanno garantito il totale rispetto delle regole e la serietà del processo democratico con terzietà, rigore e serietà dai capoluoghi di provincia ai comuni più piccoli».

«A loro e a tutti i membri delle commissioni provinciali – ha concluso – rinnoviamo la più totale fiducia per la seconda fase del congresso che si concluderà con le primarie del 26 febbraio 2023». (rcz)

Pd Calabria: Preoccupano dati della Corte dei Conti su utilizzo risorse comunitarie

Il gruppo del PD in Consiglio regionale ha espresso preoccupazione per i dati diffusi dalla Corte dei Conti sull’utilizzo delle risorse comunitarie».

«La relazione annuale della Corte dei Conti – hanno spiegato i consiglieri regionali – in ordine all’utilizzo delle risorse comunitarie dimostra come la Calabria continui ad arrancare sia nella programmazione che nell’effettiva spesa dei fondi a propria disposizione, collocandosi fra le Regioni meno virtuose dell’intero Mezzogiorno».

«Chiediamo da tempo – hanno ricordato i dem – un confronto aperto e ampio sulla programmazione della spesa comunitaria proprio per provare ad invertire una rotta che da troppo tempo relega la Calabria agli ultimi posti per programmazione e spesa. Una modalità di gestione che desta ancora più preoccupazione anche in ordine alla spesa dei fondi del Pnrr, alcuni dei quali sono già stati persi così come è avvenuto per le risorse destinate ai Comuni per la manutenzione delle condotte idriche».

«Per i Fondi Fsc, i principali parametri finanziari al 31 dicembre 2021 – hanno spiegato – presentano una dotazione assegnata e rideterminata pari ad euro 2.260.531.679, con un livello di spesa registrato pari al 48,6% che, considerata la chiusura del programma prevista per il 2023, non può ritenersi un target soddisfacente” scrivono i magistrati contabili nella loro relazione, ma non è il solo dato a preoccupare anche in ordine ai fondi stanziati per far fronte all’emergenza pandemica (500 milioni) soltanto 181 sono stati effettivamente impegnati».

«E sappiamo tutti – hanno aggiunto – come la rete sanitaria calabrese avesse bisogno di sfruttare tutte le risorse prevista non soltanto per far fronte all’emergenza, ma anche per provare a rendere il servizio sanitario meno fragile di come si è dimostrato durante i difficili anni in cui il Covid 19 lo ha messo a dura prova».

«La relazione della Corte dei Conti – prosegue la nota diffusa dal gruppo del Pd a palazzo Campanella – indica anche diverse criticità in ordine ai flussi di fondi gestiti dagli enti strumentali regionali e anche sulla gestione di questi ultimi avevamo chiesto in Consiglio un confronto con il governo regionale. L’attuale fase storica che stiamo vivendo non ci consente di perdere ulteriore tempo, né di continuare a perpetrare prassi amministrative e gestionali che non hanno garantito alla Calabria adeguate prospettive di sviluppo».

«Non è neanche il tempo della caccia ai responsabili – hanno continuato – seppure l’impianto burocratico regionale abbia evidentemente necessità di una completa rivisitazione, ma serve un nuovo senso di responsabilità da parte di tutti. Per questo invitiamo, nuovamente, il presidente Occhiuto a intensificare il confronto con il Consiglio e con tutti i soggetti interessati per avviare un percorso in grado di cambiare il modo di programmare le risorse e riuscire a metterle a terra in modo concreto e conferme a necessità e bisogni dei calabresi».

«La nostra Regione – hanno concluso – non può permettersi di perdere ulteriori occasioni, né sciupare un solo euro della disponibilità prevista dal Pnrr». (rrc)

 

Debito sanità, Bevacqua (PD): Serve un cambio di passo e netto miglioramento dei Lea

Il capogruppo in Consiglio regionale del PD, Mimmo Bevacqua, è intervenuto in merito alle repliche e controreplice sui debiti della sanità calabrese, evidenziando come si «rischia di far perdere di vista il dato fondamentale: i Lea continuano tragicamente a peggiorare».

«E non sarà un’operazione di analisi finanziaria a farli migliorare; tantomeno una serie di mail inviate ai possibili creditori, alle quali sono pervenute risposte soltanto dalla metà dei destinatari» ha detto Bevacqua, aggiungendo che «nessuno mette in dubbio che la certificazione del debito sia una buona cosa, ma vorremo che fosse altrettanto chiaro che i crediti vantati erano già stati quantificati dal Tavolo Adduce e dalla Corte dei Conti».

«Ma non è ripetere le quantificazioni che cambierà la realtà – ha evidenziato –. Perché quel che più conta, è che i conteziosi sono tutti aperti; i bilanci Asp restano buchi neri; le ingiunzioni bloccate per un anno dal Decreto Calabria torneranno vive e vegete nel 2024, forse anche con gli interessi; c’è una montagna di risorse che nessuno spiega perché non siano state utilizzate e dove siano andate a finire; i calabresi non hanno servizi, non trovano ospedali attrezzati, non trovano personale, non trovano assistenza e permangono nella inaccettabile necessità della migrazione sanitaria».

«Lasciamo perdere – ha concluso Bevacqua – gli spot facili a autoassolutori e  anche questo tipo di contrapposizioni che non appassionano nessuno». (rrc)

A Lamezia riunito il PD, Bevacqua: Partito unito per affrontare sfide per il futuro della Calabria

Il Partito Democratico si è riunito, a Lamezia Terme, per fare il punto sull’anno che sta per chiudersi e sulle tante questioni che restano aperte e bisognose di azioni immediate nella nostra Calabria. Presente, all’evento, il senatore e segretario regionale del partito, Nicola Irto.

«Dopo tanti anni di commissariamento, il partito ha finalmente saputo operare un rinnovo degli organismi dirigenti, a cominciare dai vertici provinciali fino al segretario regionale, Nicola Irto, intorno al quale stiamo dimostrando quella coesione che si è riverberata anche nell’intensa attività svolta all’interno del Consiglio regionale e che è stata la chiave determinante per condurre ad una posizione unitaria in vista del congresso nazionale», ha dichiarato il capogruppo in Consiglio regionale, Mimmo Bevacqua.

«Il nuovo anno alle porte – ha spiegato – richiederà un impegno coerente e costante rispetto ai temi fondamentali sui quali gli annunci del governo regionale non hanno finora prodotto gli attesi risultati. La grande svolta sulla sanità è ben di là da venire; sul lavoro, manca un piano organico ad hoc; per il dissesto idrogeologico, i finanziamenti nazionali restano poca cosa; le infrastrutture scontano il peso di una propaganda che somiglia sempre più a una presa in giro, a cominciare dalle risorse per la statale 106, incerte e spalmate su 15 anni. Di questi ultimi giorni, poi, è il nostro appello a dimostrare coraggio e chiarezza su un organico piano regionale universitario, recidendo di netto campanilismi sterili e fuori dal tempo».

«Saranno queste – ha concluso Bevacqua – le coordinate che guideranno il nostro operato sin da subito, anche attraverso una capillare serie di iniziative sui territori, intese a rendere i calabresi consapevoli delle sfide primarie e a raccoglierne le istanze. Il nostro augurio è che si possa lavorare tutti insieme per un nuovo tempo della Calabria». (rcz)

Ludopatia, Pd Calabria: Appello di don Giacomo Panizza impone all’intero Consiglio regionale una riflessione

Il gruppo Pd del Consiglio regionale ha evidenziato come «l’appello lanciato da Don Giacomo Panizza sulla legge che disciplina i giochi d’azzardo impone all’intero Consiglio regionale una ulteriore riflessione».

«Avevamo fatto mancare – hanno spiegato – il numero legale come centro sinistra durante l’ultima seduta del Consiglio regionale per evitare che venisse approvata, considerata l’assenza in Aule del centrodestra, la legge  che  modifica l’attuale disciplina del gioco d’azzardo in Calabria. Ora dopo l’appello lanciato da Don Panizza si richiede ad ognuno di noi un supplemento di riflessione. Ognuno di noi sa che la ludopatia  costituisce un grave problema sociale, ancora più grave in Regioni fragili come la nostra».

«Bene ha fatto – hanno concluso i consiglieri del Pd – don Giacomo Panizza a lanciare un appello alla riflessione all’intero Consiglio regionale in vista della seduta del 12 in cui si dovrebbe approvare la legge». (rrc)

Sul consigliere supplente centrodestra spaccato, secondo il PD

Il ritiro della proposta di legge che avrebbe voluto istituire la figura del consigliere supplente, era inevitabile. Lo avevamo immediatamente suggerito alla maggioranza di centrodestra, ammonendo sia sull’aumento dei costi che sui profili di opportunità politica e di  costituzionalità per come è stato evidenziato in questi giorni da vari esperti della materia».

A sostenerlo è il gruppo del Pd in Consiglio regionale. «La spaccatura del centrodestra sul tema, che ha portato ad una discussione accesa fra i partiti che sostengono il governo Occhiuto – aggiungono i consiglieri regionali del Pd – non è un buon viatico per il futuro della Regione e ha fatto capire chiaramente che dietro questa proposta non vi era alcun obiettivo di miglioramento della macchina legislativa, ma soltanto la necessità di avere qualche poltrona in più, utile agli equilibri di maggioranza».  (rrc)

 

CITTANOVA (RC) – Venerdì l’incontro del PD “La Piana di domani”

Si intitola “La Piana di domani. Strategie e politiche di sviluppo della Piana di Gioia Tauro” l’iniziativa in programma domani, venerdì 18 novembre al Circolo PD di Cittanova, alle 17.

Un appuntamento cui parteciperanno iscritti e militanti dei Circoli della Piana, sindaci e amministratori comunali, dirigenti locali e nazionali, che si avvarrà del contributo di idee da parte di rappresentanti delle forze produttive, sindacali, professionali e sociali e che sarà conclusa dal Segretario regionale del PD Sen. Nicola Irto.

Un’occasione per un confronto approfondito e articolato sulle molte potenzialità presenti sul territorio pianigiano e sulle criticità che lo attraversano. Un momento da cui fare emergere spunti e proposte utili a rimettere la Piana al centro: quale risorsa territoriale, culturale e umana per la Città Metropolitana e la Calabria. 

L’attuale contesto, infatti, obbliga a rappresentare le istanze dei territori in una dimensione geo-politica comprensoriale, trovando risposte adeguate alle esigenze che questi esprimono.

Ed è, proprio, dal territorio che il PD intende ripartire, per costruire un progetto politico-economico-sociale coeso ed efficace, per superare gli attuali limiti, per recuperare credibilità e consenso.

La Piana di Gioia Tauro-Rosarno rappresenta, oggi, per la presenza della struttura portuale, l’area strategicamente centrale della Calabria, ed è nel contempo espressione di un microcosmo ampio e significativo di una realtà economico-sociale ricca di complessità, novità, ritardi, ma che sostanzialmente manca di un progetto coeso, in grado, da un lato, di imprimere un deciso sviluppo e, dall’altro, di costituire da collante politico. 

Per tali ragioni necessita di un progetto economico-sociale coeso che individui nel territorio comprensoriale una base di aggregazione unitaria pur nelle sue differenze. 

Mettendo in rete le diverse risorse, le attitudini, gli insediamenti è possibile costruire un percorso in grado di valorizzare questo territorio in una prospettiva distrettuale; percorso che può concretamente costituire il volano di riferimento per un’aggregazione di esperienze di quanti operano sul territorio con tenacia e generosità per delineare un percorso comune.

Occorre, dunque, congegnare un disegno programmatorio territoriale in una dimensione comprensoriale, in cui le infrastrutture viarie ed i servizi (sanità, trasporti, cultura…), opportunamente potenziati e valorizzati e senza sovrapposizioni e/o campanilismi, siano inseriti in modo funzionale e sinergico in un circuito di fruizione collettiva.

Il quadro produttivo di riferimento di questo processo è costituito dal rapporto tra agricoltura, ambiente, turismo, artigianato, che, se messi in connessione, possono rappresentare il riferimento di base per la costruzione di una dimensione distrettuale del territorio, avendo come riferimento una politica programmatoria regionale unitaria e di respiro. 

Dunque, la Piana come area di sviluppo sostenibile e non semplice territorio di servizio. Diritti da affermare, disuguaglianze crescenti da contrastare, ma anche risorse e opportunità da valorizzare, sono le parole chiave del dibattito che il PD intende avviare con le comunità di un’area strategica qual è la Piana per fronteggiare le sfide che l’attendono. (rrc)

Successo per l’assemblea pubblica del PD a Bivongi, Irto: Ripartire dai territori per rigenerare il Partito

È stata molto partecipata l’Assemblea pubblica del Partito Democratico svoltasi a Bivongi, organizzata dal segretario di circolo Alessio Zirilli e aperta alla cittadinanza della vallata dello Stilaro.

All’incontro, volto anche ad approfondire la conoscenza tra i cittadini del comprensorio e il senatore dem Nicola Irto, hanno preso parte militanti, amministratori locali e rappresentanti delle istituzioni.

Nicola Irto ha registrato le tante esigenze provenienti del territorio e ha garantito di farsi da tramite per farle arrivare sui tavoli istituzionali di ogni livello. 

Il senatore e segretario regionale del Pd ha sottolineato come «incontri di questa natura siano fondamentali per rafforzare il legame con i territori e con la base, anche in vista del percorso congressuale nazionale che dovrà portare all’elezione della nuova classe dirigente. In Calabria è un percorso che stiamo seguendo da tempo e che proseguirà nei prossimi mesi per rendere sempre di più il Pd un partito aperto ai contributi della società e punto di riferimento per i cittadini».

Il dibattito è stato alimentato da numerosi interventi di amministratori, iscritti e simpatizzanti che hanno dato vita a una discussione proficua, con numerose proposte e idee volte ad arricchire il dibattito e fornire un contributo anche al percorso congressuale nazionale. (rrc)

L’OPINIONE / Raffaele Malito: Bettini e D’Alema, come strateghi per la salvezza del PD

di RAFFAELE MALITONella livida, cupa atmosfera di fine di un progetto, di una storia  che avrebbe dovuto  recuperare, fondendole, i grandi filoni culturalpolitici della  sinistra comunista, e non, e del cattolicesimo democratico, si propongono, come  strateghi della salvezza esistenziale, ancora prima che politica,  del Pd, due grandi personaggi, diversi per i ruoli svolti ma uguali per straordinaria, incommensurabile egolatria, riscoperti da giornali e TV: Goffredo Bettini e l’eterno Massimo D’Alema.

Il primo è già all’opera per “creare” il nuovo segretario del Pd, quando e se, dopo i lunghi tempi asiatici, previsti per il congresso,  il partito esisterà ancora. È indicato abbastanza chiaramente nel libro che Bettini ha presentato di recente con un titolo,  Sinistra da capo, che è già un programma e un progetto di fondazione: Andrea Orlando. Un dirigente che dispone già di una sua piccola corrente che offre una garanzia essenziale e che costituisce una pre-condizione che Bettini apprezza molto, il trait- d’union  che li lega alla straordinaria figura di grande coerenza politica e di punto di riferimento dell’ area progressista, racchiusa in Giuseppe Conte.

Esattamente il Conte che è stato con Matteo Salvini, senza crederci ma accettando tutto ciò che il capo della Lega gli dettava, con il Pd finché era prono e credulo in grandi, comuni progetti futuri, con Mario Draghi finché gli è convenuto, e, poi, ha fatto cadere: lo stesso Conte che ora fa finta di essere di sinistra per sottrarre voti al Pd, adesso, e fagocitarlo, domani, proponendosi come il Melanchon “de noantri”, sponda e punto di riferimento di tutto il populisno sinistreggiante.

Orlando, perché dirigente di livello senza molta storia e spessore culturale, dovrebbe essere il primo a preoccuparsi di questo investimento politico  e ideale che Bettini fa nei suoi confronti: uno dei suoi figliocci prediletti, Nicola Zingaretti che riceveva i suoi consigli e i suggerimenti sulle cose da dire, ha fatto perdere le tracce ed è scappato via vergognandosi del partito di cui era stato segretario.

Novello Machiavelli alla continua  ricerca di un Principe-leader da plasmare, alla fine, non ne ha  azzeccata una in questa insopprimibile vocazione: Alessandro De Angelis, su Huffingtonpost, ricorda che più di tre lustri fa auspicava la discesa in campo di Montezemolo e, poi, due lustri fa, scrisse un libro con quella prosa  avvolgente un po’ ingraiana modello “la storia siamo noi” che Matteo Renzi era la carta decisiva della sinistra europea e, ora, è Giuseppe Conte il faro di una nuova era della sinistra e suo punto di riferimento. 

L’altro  illuminato consigliere – lo ha ammesso, con una certa circospezione, l’altra sera a “ In onda” su la7 –  è Massimo D’Alema.   C’è una coincidenza tra questi due personaggi: provengono entrambi dal Pci, di grande esperienza, di buone letture, hanno letto e interpretato il mondo in grande ma hanno perduto il contatto con la realtà, prigionieri del loro ego. Hanno costruito teorie aleatorie per coprire opportunismi tattici, innamorati della manovra di cui si sentono titolari e depositari.

E c’è da chiedersi come è possibile  che D’Alema, che è stato autorevole leader della sinistra, di un pezzo di storia, insomma, possa  interloquire, consigliare, tramare per costruire un ipotetico, grande progetto politico con un Conte Laqualunque. Ed è lo stesso D’Alema che ha suggerito e sostenuto la scissione nel Pd, con scarsi, o risultati nulli, per la guerra a Matteo Renzi fino giudicare, con abiure di sapore leninista, la svolta riformista e di respiro europeo del leader toscano,  una malattia mentale , “per fortuna – come ha scritto – dalla quale è guarito da sola”.

Sul game over del Pd nessuna riflessione, in modo disinteressato, nessuna analisi, un pensiero in grado di spiegare le ragioni di una sconfitta storica, della rottura del rapporto con il paese ma solo giochi tattici mirati al posizionamento personale. E, quindi, nessuna risposta alla domanda perché il Pd ha perso e rischia di perdersi: colpa del correntismo, del governiamo, si risponde. E si proclama un congresso, infinito nei tempi, di rifondazione e rigenerazione che dovrebbe restituire anima, idee, progetti, la missione politica, insomma, smarrita. Intanto ognuno rafforza le proprie correnti e il segretario Letta, con le sue finte dimissioni e scarso coraggio, invece di stimolare la discussione ne conserva e legittima il meccanismo perverso.

Così l’idea di Bettini di puntare sul nuovo figlioccio Orlando che rappresenta una delle molte correnti della sinistra interna  e ne coaugula un’area, si gettano le premesse per difendersi da un’eventuale  vittoria di un  segretario fuori dal controllo delle correnti.    Un altro dato di questa crisi profonda è che chi vince, vince tutto, chi perde si prepara ad andarsene.  Ci sarà da spiegare, però, una questione non trascurabile: che cosa si dice sulla guerra in corso in Ucraina, sulle grandi emergenze sociali, economiche,  sui migranti, su come si fa opposizione al governo di destra di Meloni mentre si resta bloccati e  si pensa solo ai conti da regolare nella sistemazione del potere nelle e delle correnti. 

Nei disegni machiavellici di Bettini &Co si prepara una nuova cosa rossa con Conte. Ma il Conte Laqualunque si muove con l’obiettivo di   superare, di netto, alle prossime europee 2024, il Pd, facendo, come alle recenti politiche, salire a bordo della piattaforma cinque stelle, pezzi di sinistra  ma non i dirigenti, snobbati, ignorati o, addirittura, provocati con proposte inaccettabili  per far saltare qualsiasi ipotesi di accordo, come sta accadendo a proposito di alleanze per le prossime elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia. C’è, nel Pd l’antico vizio del “papa straniero” a cui affidare il destino proprio e del Paese, rifiutando, come è accaduto con Walter Veltroni, quello che veniva dalla  propria storia. Nella distorta idea di considerarlo un “utile idiota”.                                     

Ma le cose si potrebbero rovesciare: il papa straniero a cui, oggi, si guarda nel Pd, il Conte Laqualunque, potrebbe trasformare, per  una beffa della storia, in “utili idioti” proprio i manovratori e i pensatori dei papi stranieri.  (rm)                                                                 

Il PD Calabria: Occhiuto tenga ferma la posizione sull’autonomia differenziata

«Occhiuto tenga ferma la posizione sull’autonomia differenziata e difenda la Calabria». È l’appello lanciato dal Partito Democratico Calabria, chiedendo la convocazione di un Consiglio ad hoc.

«Se il Ministro leghista Calderoli – si legge in una nota – si complimenta con il presidente Occhiuto per la sua posizione sull’autonomia differenziata, è il presidente Occhiuto che dovrebbe farsi qualche domanda. Noi siamo molto preoccupati,  perché la bozza messa a punto da Calderoli sull’autonomia differenziata non fa altro che disegnare la secessione delle Regioni ricche, facendo perno sul criterio inaccettabile della spesa storica e disancorando, sostanzialmente, la riforma dalla definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni. Eppure il presidente Occhiuto diceva cose ben precise neanche un anno fa ed erano molto diverse».

«Presentando in Consiglio regionale le sue linee programmatiche – ricorda il Pd nella nota – il 14 dicembre dello scorso anno, Occhiuto aveva testualmente detto:  “Basta con la spesa storica; i livelli essenziali delle prestazioni devono essere garantiti dallo Stato; quando, al termine della perequazione, ci avranno assicurato, il soddisfacimento di tutti i fabbisogni standard, allora se ci fossero Regioni con quote ulteriori di fiscalità, potrebbero occuparsi pure di aumentare il livello dei diritti per i loro cittadini”».

«Noi ci aspettiamo – hanno detto i consiglieri dem – che il governatore Occhiuto tenga fede a queste parole. Comprendiamo le difficoltà nascenti dal doversi posizionare rispetto alle linee nazionali della sua maggioranza ma, prima di tutto, egli è il presidente della Calabria e dei calabresi che deve difendere in ogni sede e a partire già dai confronti che avrà nei prossimi giorni con il ministro Salvini per il ponte sullo Stretto e con Calderoli sull’autonomia differenziata».

«Questioni cruciali sui quali riteniamo sia opportuno – hanno concluso – che venga convocata una seduta ad hoc del Consiglio regionale per un confronto che sia il più ampio possibile». (rrc)