A Catanzaro un passo in avanti per la diagnostica pediatrica

Si sono fatti passi avanti per la diagnostica pediatrica nel primo corso teorico-pratico organizzato dall’Associazione Acsa&Ste Ets, guidata dal dottorGiuseppe Raiola, Direttore del Dipartimento Materno-Infantile e Direttore SOC di Pediatria dell’Azienda Universitaria-Ospedaliera “Renato Dulbecco” di Catanzaro, e svoltosi nella Sala Multimediale dell’Azienda Ospedaliera-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.

Si è trattata di un’iniziativa rivolta a tutto il personale sanitario dei reparti di pediatria, patologia neonatale e chirurgia pediatrica.

Il dottore Giuseppe Raiola ha sottolineato l’importanza dell’ecografia come strumento fondamentale per la diagnosi pediatrica: «oggi è uno strumento indispensabile per ogni pediatra. Non solo accelera le decisioni diagnostiche, ma è anche priva di radiazioni, garantendo una maggiore sicurezza per i bambini rispetto all’imaging tradizionale della radiologia».

«Il pediatra deve essere in grado di poter utilizzare questo mezzo e riuscire a fare diagnosi, perché è un importantissimo supporto», ha detto ancora Raiola, evidenziando «la necessità che ogni pediatra sia competente nell’utilizzo dell’ecografia per aumentare la capacità diagnostica e garantire un’assistenza completa e tempestiva ai piccoli pazienti».

«Voglio ringraziare il commissario straordinario dell’Azienda Universitaria-Ospedaliera “Renato Dulbecco”, la dottoressa Simona Carbone e al direttore sanitario di presidio, il dottor Gianluca Raffaele per aver appoggiato questa nostra iniziativa garantendo la massima disponibilità all’organizzazione», ha concluso il dottore Raiola.

La dottoressa Rossella Galiano, ecografista esperta nel campo della patologia neonatale, direttrice scientifica del corso assieme alla dottoressa Valentina Talarico, ha espresso la sua gratitudine per l’opportunità offerta da Giuseppe Raiola di organizzare il corso.

«Questo corso ha colmato una lacuna nella formazione dei pediatri, che raramente hanno l’occasione di specializzarsi in ecografia pediatrica. È un passo fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza pediatrica – ha affermato ancora la dottoressa Galiano –. Se al nostro collo c’è allacciato un fonendoscopio nelle nostre mani ci deve essere una sonda, questo è un elemento che accelera non solo le decisioni diagnostiche ma anche gli interventi terapeutici. I pediatri raramente hanno l’occasione di formarsi in questo ambito, che invece è strettamente necessario».

La dottoressa Galiano ha voluto, infine, sottolineare che l’organizzazione del corso ha visto partecipi sia l’azienda ospedaliera universitaria Dulbecco insieme ma anche l’Asp di Catanzaro, «permettendo al corso di essere un importante punto di incontro e di formazione per il personale sanitario della regione». (rcz)

CATANZARO – S’inaugurano i nuovi spazi dell’Unità Operativa di Pediatria del Policlinico

Domani, venerdì 23 settembre, alle 11, nella Sala Riunioni del Rettorato, saranno inaugurati e presentati alla stampa i nuovi spazi dell’Unità Operativa di Pediatria Universitaria al Policlinico di Catanzaro.

Intervengono il Commissario Straordinario della A.O.U. “Materdomini” di Catanzaro, Vincenzo La Regina; il Rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Giovambattista De Sarro; il direttore della U.O. di Pediatria Universitaria, Daniela Concolino(rcz)

Sanità, al via accordo tra Regione e l’Ospedale Bambino Gesù di Roma per potenziare rete pediatrica

Potenziare la rete pediatrica e contenere la migrazione sanitaria. Sono questi gli obiettivi dell’accordo firmato a Roma, al ministero della Salute, tra la Regione Calabria e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

L’accordo, firmato dal presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto e la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc, è avvenuto alla presenza del ministro Roberto Speranza e, tra gli obiettivi, vuole potenziare la rete pediatrica regionale per migliorare la capacità di risposta sul territorio, recuperare la fiducia delle famiglie e contenere la migrazione sanitaria, limitandola alle patologie di elevata complessità.

Nell’ultimo anno sono stati oltre 7500 i bambini calabresi a raggiungere il Bambino Gesù di Roma per cure mediche, ma solo il 15% di questi pazienti – poco più di 1000 – ha avuto fortunatamente bisogno di un ricovero. La stragrande maggioranza delle prestazioni (12.049 su 13.195) ha riguardato visite ambulatoriali, esami diagnostici o day hospital.

Per la trasferta a Roma, il viaggio, il vitto, la permanenza, i giorni di lavoro persi, la stima della spesa per le famiglie ammonta complessivamente a circa 5 milioni di euro. Su questi dati vuole incidere l’accordo, che avrà durata triennale e prevede una serie di attività che verranno realizzate dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con le strutture, gli specialisti e i pediatri della Regione Calabria.

Nello specifico, l’accordo prevede: Assistenza specialistica ai pazienti pediatrici della Regione attraverso l’invio di medici, infermieri e tecnici presso gli ambulatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro. Gli specialisti del Bambino Gesù programmeranno un’attività settimanale con i colleghi della Regione per le specialità maggiormente coinvolte nel fenomeno della migrazione sanitaria: neurologia, neuropsichiatria, cardiologia, malattie metaboliche, epatogastroenterologia, nefrologia, endocrinologia e diabetologia, reumatologia e allergologia, otorinolaringoiatria, oculistica, ortopedia, urologia, dermatologia, malattie rare e genetica medica.

Telemedicina: Il progetto prevede attività di teleconsulto con i pediatri della Regione, televisite di follow-up e telemonitoraggio dei pazienti calabresi effettuate congiuntamente dagli specialisti del Bambino Gesù e dai pediatri ospedalieri e territoriali della Regione Calabria, con particolare attenzione ai bambini in cura per patologie complesse che prevedono un piano assistenziale integrato.

Presa in carico presso il Bambino Gesù dei pazienti della Regione Calabria con patologie di elevata complessità, anche attraverso la definizione di percorsi dedicati che assicurino cure altamente specialistiche caratterizzate dalla forte integrazione tra attività assistenziale e attività di ricerca.

Partnership medico-infermieristica nell’ambito della formazione e dell’aggiornamento del personale. I programmi di formazione riguarderanno in particolare la risposta all’emergenza e il supporto delle funzioni vitali per i medici e gli infermieri che lavorano nel Centro pediatrico regionale e per il personale del 118; la gestione medica e infermieristica di ambiti altamente specialistici come l’ECMO respiratorio e cardiorespiratorio, la tecnica di circolazione extracorporea in grado di salvare la vita di bambini con una grave insufficienza del cuore o dei polmoni; i protocolli clinico-assistenziali per patologie ad alta complessità. Le attività di formazione si svolgeranno sia nell’Ospedale romano che nelle strutture regionali.

Fondamentale, poi, l’informazione e la formazione per le famiglie: su questo fronte, l’ospedale realizzerà, insieme alla Regione Calabria, attraverso l’Istituto della Salute, una serie di prodotti e contenuti digitali dedicati all’educazione sanitaria coinvolgendo specialisti e famiglie in webinar e dirette multicanale per rispondere alle domande di salute più ricorrenti che riguardano bambini e adolescenti.

«Dobbiamo lavorare per accrescere ogni giorno il livello di cura e assistenza in ogni angolo del Paese. Per questo il protocollo di collaborazione in ambito pediatrico firmato oggi tra Regione Calabria e Ospedale Bambino Gesù va nella direzione giusta», ha affermato il ministro Roberto Speranza.

«La Calabria ha oggettive difficoltà, e stiamo lavorando per superarle, ma anche tante professionalità d’eccellenza. Con l’accordo firmato oggi mettiamo in rete i nostri operatori sanitari con quelli dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma – ha sottolineato il presidente Roberto Occhiuto –. Puntiamo a dare ai calabresi servizi sempre migliori e un’assistenza di prossimità di qualità. Con questa intesa vogliamo aggiornare i nostri protocolli, formare il nostro personale sanitario e garantire servizi adeguati ai bisogni della popolazione».

«Siamo particolarmente contenti di questo progetto di collaborazione che premia il profilo altamente specialistico del Bambino Gesù, nell’ottica della condivisione del sapere e del servizio alle famiglie», il commento della presidente Mariella Enoc.

«L’auspicio è che possano essere valorizzate le tante professionalità in campo pediatrico del territorio calabrese – ha concluso – in un fecondo scambio con i medici e gli infermieri del nostro ospedale, a beneficio dei bambini e delle famiglie della Regione». (rrm)

Minasi (Sip Calabria): Manca unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica regionale

Manca «nella nostra regione di un piano organico per la gestione dell’emergenza urgenza in età pediatrica e, soprattutto, della mancata attivazione di una unità operativa complessa di Terapia Intensiva pediatrica regionale». È l’allarme lanciato da Domenico Minasi, presidente della Società Italiana Pediatri – sezione Calabria, a seguito della triste notizia della morte, a causa del covid, della bambina di Mesoraca.

Per il presidente, infatti, non è più rinviabile «una riorganizzazione dell’intera rete assistenziale pediatrica regionale, compresa quella relativa all’emergenza urgenza capace di superare le carenze strutturali, tecnologiche ed organizzative attualmente esistenti».

«E questo – si legge nella nota del presidente Minasi – nonostante quanto indicato dall’Accordo Stato Regioni 248/CSR del 21.12.2017 e, in particolare, quanto stabilito dal DCA 89/ 2017 con cui era stata autorizzata l’attivazione nella Regione Calabria di una U.O di Terapia intensiva Pediatrica ad alta specialità con quattro posti letto. La conseguenza è che i bambini calabresi che necessitano di elevata intensità di cure vengono oggi trattati impropriamente nelle Terapie Intensive dell’adulto o, molto più frequentemente, trasferiti in strutture extra regionali, come, come nel caso della piccolo deceduta ieri al Bambin Gesù di Roma, con tutte le problematiche assistenziali ed i gravi rischi per la salute dei bambini che un trasferimento in condizioni di emergenza comporta».

«Tutto questo si inserisce, purtroppo – conclude la nota – nel più ampio contesto delle criticità relative all’attuale gestione delle cure pediatriche nella nostra Regione, legate soprattutto all’assoluta mancanza di un piano strategico rivolto a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’intera rete assistenziale dedicata ai bambini calabresi».

Come poi spiegato a Il Corriere della Calabria, Minasi ha spiegato lo scopo del suo appello: «la creazione di una unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica che abbia una valenza regionale», in quanto «in questo momento – ha spiegato – ci sono dei posti di terapia intensiva pediatrica all’AO di Cosenza, ma una parte si trova all’unità di neonatologia, un’altra nella terapia intensiva dell’adulto».

«Si tratta però di strutture semplici, non complesse, e dunque non si tratta di un reparto autonomo con medici, infermieri dedicati solo a quella attività e con competenze specifiche» ha aggiunto.

«Mi sto battendo – ha spiegato ancora – affinché questo avvenga e che venga dato seguito a quel famoso decreto di Scura che istituiva, in Calabria, l’unità operativa complessa di terapia intensiva pediatrica. E ho già avuto molti riscontri, comunicazioni da figure istituzionali interessate e ai quali ho detto che abbiamo già pronto un documento con delle linee di indirizzo per la riorganizzazione dell’intera rete assistenziale pediatrica».

«Perché – ha riferito Minasi – ci sono tanti altri problemi da affrontare come quello della neuropsichiatria infantile, l’oncoematologia pediatrica, la strutturazione e l’organizzazione e la creazione di una rete complessa che possa poi dare risultati dal punto di vista qualitativo e l’efficacia assistenziale».

«Al di là della polemica – ha concluso – deve essere sempre e comunque perseguita la proposta, quello che bisogna fare. Insomma, serve un cambio di mentalità. Occhiuto è già stato informato, già ha dato disponibilità per un prossimo incontro, abbiamo avuto riscontri molto positivi in questo senso». (rrm)