Saccomanno (Lega): Serve una task force per Enti locali allo stremo e molti vicino al dissesto

Il commissario regionale della LegaGiacomo Saccomanno, ha ribadito la necessità che la Regione «tra le tante cose messe in cantiere, si possa anche pensare ad una task force che riunisca tutti gli enti locali sia per comprendere le attuali condizioni che per assumere quelle iniziativi indispensabili, con i dovuti sostegni, per aiutare chi è in difficoltà o non ha gli strumenti umani e organizzativi per poter partecipare alla modernizzazione e utilizzazione dei fondi del Pnrr».

«L’aumento dell’energia e del costo dello smaltimento dei rifiuti – ha spiegato Saccomanno – sono un pesante handicap per tanti enti territoriali che rischiano seriamente il dissesto. Se a questo si aggiunge il mancato pagamento, da parte di molti cittadini, delle tasse e degli oneri locali il quadro è completo. Da una parte aumento dei costi e dall’altro diminuzione delle entrate».

«Come può un comune o una provincia mantenere i servizi se mancano le risorse? – ha aggiunto –. E in tale contesto vi è, anche, l’assoluta carenza di personale che mette a rischio il dovuto e normale percorso gestionale ed il pericolo che non si possano presentare i progetti per il PNRR! La Lega, molta attenta ai bisogni dei territori, lancia l’allarme e chiede che, sulla questione, di vitale importanza per le comunità, si apra una discussione sia a livello governativo che regionale».

«La perdita dei possibili finanziamenti dei progetti del Pnrr – ha concluso – sarebbe una grave sciagura per i territori e riporterebbe molto indietro la Calabria non potendo questa utilizzare seriamente i fondi che dovrebbero, tra l’altro, superare il divario tra il sud ed il nord. E su questo che la politica meridionale deve confrontarsi, anche per evitare delle rivendicazioni degli amministratori del nord che tentano di approfittare, invece che sostenere, le debolezze della nostra terra». (rcz)

FUSCALDO (CS) – Pnrr, presentato progetto di 1 mln per le eco-isole

Il Comune di Fuscaldo, presieduto dal sindaco Giacomo Middea, ha approvato e presentato per l’accesso al contributo, di quasi 1 milione di euro, per le eco-isole.

«La transizione ecologica è una delle principali sfide del presente ed è una tematica che, la nostra amministrazione, ha altamente in considerazione – hanno sottolineato il sindaco Giacomo Middea e l’assessore all’ambiente Innocenzo Scarlato –. La partecipazione a questa nuova linea di intervento rappresenta, infatti, il nostro indirizzo e quelle che sono le nostre prospettive, volte al miglioramento dei servizi che orbitano attorno al settore ambientale».
«Nello specifico – hanno proseguito – il nostro progetto riguarda ben 8 Ecoisole informatizzate, formate da 6 moduli (in cui conferire rifiuti organici, indifferenziata, carta, vetro, multimateriale, pannolini e pannoloni), comprese di software per il funzionamento».
«Ma sono anche altri i macchinari – hanno detto ancora – gli impianti e le attrezzature moderne e d’avanguardia previste: l’impianto fotovoltaico e la videosorveglianza, gli eco-compattatori o la macchina mangia-bottiglie/lattine, oltre 16mila mastelli con Tag R-fid (organico, indifferenziato, RD) e per le utenze domestiche, un contenitore carrellato da 360 litri con Tag R-fid (organico, indifferenziato, carta, multimateriale, vetro). Contenitore da 1100 litri con Tag R-fid (organico, indifferenziato, carta, multimateriale, vetro) per le utenze commerciali e condominiali, lettore RFID e Barcode per gli operatori (raccolta porta a porta), Gps e software per il controllo delle attività dei mezzi di raccolta (raccolta porta a porta), software per l’elaborazione e la gestione dei dati di raccolta provenienti dalle diverse attrezzature, sistemi software per la gestione informatizzata del centro di raccolta (CRC), elettroserratura su attrezzatura per utenze condominiali o commerciali per autorizzare il conferimento, procedura di riconoscimento dell’utente tramite la lettura tessera sanitaria o tessera barcode, sistema in cloud per l’inserimento del ritiro da parte dell’operatore e creazione di account web dedicato al cittadino per l’inserimento della richiesta di ritiro ingombranti o RAEE, container scarrabili a tenuta stagna, contenitori per rifiuti speciali e pericolosi ed impianto di illuminazione a led e di videosorveglianza integrato con pannelli fotovoltaici».
Sempre il primo cittadino Middea e l’assessore Scarlato, proseguono, spiegando cosa sono le ecoisole: «L’ecoisola è un’isola ecologica informatizzata, autonoma ed autosufficiente in grado di tracciare, in maniera puntuale e completa, tutto il conferito. Nasce come alternativa o come aiuto alla raccolta porta a porta, per ridurre i costi di trasporto attraverso i sistemi di telelettura a distanza e minimizzazione delle operazioni di ritiro».
«Un punto di raccolta esteticamente curato – hanno spiegato ancora – così da essere perfettamente integrato nel territorio. Strutture realizzate con processi di industrializzazione tali da renderle resistenti ed adatte alle più varie applicazioni. Dotate di sistemi di sanificazione per l’abbattimento di odori e la formazione di insetti. Un sistema che lascia l’utente libero di conferire in qualsiasi momento in base alla proprie necessità. In un unico punto di raccolta l’utente, in base alle scelte dell’Amministrazione, può conferire vari tipi di rifiuti». (rcs)

Katya Gentile (FI): Competenze dei precari calabresi potrebbero essere utili per progettazione del Pnrr

La consigliera regionale di Forza ItaliaKatya Gentile, ha suggerito di utilizzare le competenze e professionalità che i precari calabresi hanno acquisito all’interno delle strutture regionali, per la progettazione e rendicontazione sui finanziamenti previsti dal Pnrr.

La consigliera, infatti, condivide e apprezza « le strategie e le modalità con cui il  Presidente Occhiuto sta affrontando alcuni dei punti fondamentali del programma di governo» e «l’approccio sistematico e la visione prospettica utilizzati in  tema di finanziamenti comunitari, e nello specifico per  quelli veicolati attraverso il Pnrr, hanno trovato concretezza  nell’idea di ampliare la mission di Fincalabra».

«Questo organismo in house della Regione Calabria – ha proseguito – di cui  l’ente già si avvale per l’attuazione delle politiche di sviluppo  economico, potrà rappresentare certamente un centro  nevralgico e di riferimento anche in ambito di  progettazione, a cui tutti i comuni calabresi potranno  appoggiarsi per sfruttare al meglio e in modo adeguato le  possibilità offerte dal Pnrr.  L’idea di fondo del Presidente di utilizzare e ottimizzare le  strutture regionali già esistenti potrebbe essere  ulteriormente valorizzata attraverso l’impiego del capitale  umano qualificato del precariato calabrese». 

«Considerando i tempi ristrettissimi da rispettare – ha spiegato – e gli  ambiziosi obiettivi da raggiungere, ritengo che la proposta  di inserimento di queste risorse umane, grazie anche  all’affiancamento delle professionalità già presenti in  Fincalabra, possa rappresentare un tassello funzionale a  quello che è il macro-progetto che il nostro Governatore sta  portando avanti».

«Reputo, quindi – ha concluso – che sia possibile trovare soluzioni idonee  per il precariato calabrese, che rispettino la dignità dei  lavoratori e che, contemporaneamente, possano essere un  valore aggiunto per la nostra regione». (rcz)

Cgil Fillea Calabria: Nessuna notizia su progetti per bando Pnrr su valorizzazione beni confiscati

 Simone Celebre, segretario generale Fillea CGIL Calabria, e Luigi Veraldi, segretario Cgil Calabria, hanno espresso preoccupazione per la mancata notizia sui progetti da presentare e per i tavoli di confronto non svolti in merito al bando del Pnrr per la valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie, che scadrà il 28 febbraio.

L’Avviso per la coesione territoriale rivolto alla valorizzazione economica e sociale dei beni confiscati alle mafie all’interno del PNRR  prevede interventi il cui ammontare complessivo è pari a 250 milioni di euro, da destinare a proposte progettuali al fine della riqualificazione di intere aree e di beni confiscati alle mafie da destinare a beneficio della collettività. 

I due rappresentanti della CGIL Calabrese tengono, altresì, a ribadire che per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie si prevede un’assegnazione di 300 milioni di euro per la realizzazione di 200 progetti nelle otto Regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e che in tale contesto le Prefetture rivestono un ruolo importante e, nella qualità di interlocutore istituzionale tra Agenzia e le Amministrazioni Locali, possono esercitare una decisiva azione di stimolo e sostegno in favore dei Comuni nel processo di destinazione dei beni confiscati per il migliore perseguimento delle finalità nel riutilizzo sociale degli stessi.

Celebre e Veraldi, nella piena consapevolezza dell’importanza che la valorizzazione dei beni confiscati rappresentano un chiaro segnale della lotta contro la criminalità organizzata, ricordano che  il 29 dicembre scorso avevano chiesto ai Prefetti di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia di valutare le eventuali attività necessarie e quindi utili per favorire la rigenerazione dei beni ricadenti all’interno delle rispettive competenze territoriali e avevano garantito la loro disponibilità a partecipare ad attività concertativa al fine di favorire l’utilizzo delle previste misure. Ad oggi, cioè a 20 giorni dalla scadenza del bando, concludono i due segretari – esprimiamo la nostra preoccupazione  in considerazione che non abbiamo avuto alcuna notizia in merito e né tantomeno siamo stati chiamati a svolgere attività concertativa. (rcz)

I sindaci del Recovery Sud incontrano i tecnici del Pnrr

Martedì 8 febbraio, a,lle 11, è in programma l’incontro dal titolo Digitalizzazione e semplificazione nel PNRR: le opportunità per i Comuni, organizzato dalla rete Recovery Sud, per illustrare ai sindaci del Mezzogiorno le opportunità offerte dal Pnrr per lo sviluppo digitale dei loro Comuni.

Un incontro, dunque, che vuole individuare un percorso, attraverso il Pnrr, che consenta ai Comuni meridionali, meno informatizzati degli altri, di allinearsi agli standard europei. Come ha rilevato una recente indagine di Banca d’Italia, infatti,il 67% degli enti locali meridionali ha un sito internet esclusivamente informativo e non abilitato al dialogo con l’utenza (la media nazionale è del 53%) e solo il 13% consente i paramenti on line.

Introduce Chiara Goretti, coordinatrice della segreteria tecnica del Pnrr. Interverranno anche Stefano Parisse, del Dipartimento per la trasformazione digitale, il quale parlerà delle “Iniziative di digitalizzazione per i Comuni nelle procedure dirette ai cittadini” e Valerio Iossa, del Dipartimento della Funzione Pubblica, che interverrà sulle iniziative di semplificazione per i Comuni nel rapporto con le imprese.

«Abbiamo costituito un gruppo di lavoro – ha spiegato Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, comune capofila della rete Recovery Sud – per capire come superare il digital divide. Servono risorse umane: pochi Comuni riescono a permettersi un esperto informatico. Senza banda ultra larga, inoltre, è impensabile il ricorso al Cloud Computing. Soprattutto, per i municipi del Sud è necessario un deciso intervento di re-ingegnerizzazione e uniformazione dei procedimenti amministrativi che consenta, per esempio, di ottimizzare la capacità di “ascolto” delle segnalazioni dei cittadini (su servizi e disservizi, sulla manutenzione urbana, sul controllo del territorio, sui rifiuti, ecc.), traducendo queste segnalazioni in “compiti operativi” per i dipendenti comunali».

«È fondamentale consentire ai Comuni del Sud di colmare questo gap per poter competere con il resto d’Italia – ha affermato il Sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia –. Il percorso di digitalizzazione, affiancato dall’efficientamento delle infrastrutture e dall’inserimento di nuove figure professionali in grado di catalizzarlo, resta un elemento essenziale per rendere competitiva la Pubblica Amministrazione».

Sarà possibile seguire l’incontro da remoto su www.acquaviva.civicam.it. (rrm)

Riviera e Borghi degli Angeli: I Comuni del Basso Ionio sfruttino i bandi nazionali del Pnrr

L’A.Op.T. Riviera e Borghi degli Angeli ha invitato i Comuni del Basso Ionio a sfruttare, al meglio, le opportunità offerte dai bandi nazionali del Pnrr, con una visione d’insieme e con un piano strutturato, coerente e coordinato tra le parti.

«Il Pnrr – ha spiegato Riviera e Borghi — è una grande opportunità per la valorizzazione e il rilancio delle destinazioni italiane, del Sud e dei nostri territori. La linea di intervento per l’attrattività dei borghi italiani con scadenza fissata al 15 marzo 2022, prevede il rilancio di 250 destinazioni minori e mette sul piatto oltre 1000 miliardi di euro per progettualità di valore e di senso, di cui ben 420 milioni per la rigenerazione culturale, sociale ed economica delle aree fragili a rischio di abbandono».

«Oggi che i nostri borghi e piccoli paesi – continua l’Associazione – possono attirare un turismo moderno, più lento, più remunerativo, sicuramente più relazionale, un turismo di nicchia spinto sempre di più dalla motivazione di viaggio ovvero dal “che cosa faremo, che cosa vivremo… a destinazione?”, pensiamo sia opportuno armonizzare i valori tangibili e intangibili che ci caratterizzano e contraddistinguono. Per esempio, dare concretamente vita al Distretto Turistico Regionale con piattaforme digitali integrate che siano in grado di intercettare e motivare il turista/ospite/viaggiatore a venire nel nostro territorio grazie a servizi e formule di “Turismo da Vivere tutto l’anno”;  avviare campagne marketing identificandoci come vera destinazione internazionale slow & smart, istituendo anche spazi di co-working e potenziando la digitalizzazione;  favorire il turismo delle radici con eventi a rafforzo di legami forti e recupero della memoria e delle tradizioni, strutturare format esperienziali, religiosi ed eco-culturali, sostenere le eccellenze enogastronomiche locali con definizione di nuovi canali commerciali per raggiungere mercati globali».

«Noi di “Riviera e Borghi degli Angeli” – si legge in una nota –  da anni impegnati nella promozione e valorizzazione turistico-culturale del nostro territorio e di recente co-promotori della proposta di “Distretto Turistico Regionale” assieme a partner pubblici e privati, siamo già al lavoro per immaginare nuovi paradigmi da capovolgere, proposte innovative da concretizzare, storie da raccontare, luoghi da svelare, tradizioni storiche da tutelare, patrimonio umano da salvaguardare e valorizzare in processi comunitari virtuosi, sempre mettendo al centro le persone, i luoghi ed il contesto naturalistico in cui viviamo!  Dal nostro modesto punto di vista, bisogna procedere con una progettazione innovativa, lavorando in sinergia ed in coordinamento territoriale con obiettivi comuni e soprattutto con una prospettiva da vera destinazione regionale. Questo è il momento con le occasioni giuste e serve uno sforzo e cambio di passo politico-istituzionale, sia sul fonte pubblico-amministrativo e parallelamente sul fronte privato».

«Il ministero del Turismo ha già pubblicato l’avviso pubblico con le modalità applicative, i requisiti e le spese ammissibili per usufruire degli incentivi destinati dal Pnrr alle imprese turistiche (di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b) e c) del DL 152/2021) attraverso il cosiddetto Decreto Pnrr, collegato al Recovery Plan italiano. Si tratta di aiuti erogati in forma di credito d’imposta e di contributo a fondo perduto, nonché di finanziamento agevolato».

«È, quindi – continua la nota – un momento storico importante, in cui non si può sbagliare e che deve segnare svolte epocali per il presente e per il futuro del nostro territorio, della Calabria e del Sud. Dalle macerie della crisi e dell’emergenza Covid-19 bisogna saper cogliere ora, tra gli spiragli di luce, le giuste opportunità normative ed economico-finanziarie statali. Serve uno sforzo di progettazione innovativa, capace di creare economie, avviare e ripristinare servizi pubblici e privati, alzare il livello di vivibilità dei nostri paesi e luoghi, creare opportunità di lavoro e sviluppo».

«Va costruita una mentalità nuova e fresca – ha continuato Riviera e Borghi– che risponda ai nuovi trend e alle nuove linee guida del PNRR e dei vari bandi ministeriali, capace di andare oltre la precedente di mera ristrutturazione – fine a se stessa – di beni pubblici che poi rischiano di divenire contenitori vuoti. Non possiamo più permettercelo! In più, tanti dei nostri piccoli Comuni, hanno già beneficiato di finanziamenti statali dal Fondo di sostegno ai Comuni marginali che ha assegna 180 milioni di euro a n. 1.187 centri a rischio spopolamento per: agevolare l’apertura di attività commerciali, artigianali o professionali; favorire l’arrivo di nuovi residenti».

«Sollecitiamo, infine – conclude la nota – i Comuni del nostro territorio a valutare seriamente le opportunità dettate alla nuova Legge di Bilancio 2022 n. 234 del 31 dicembre 2021, grazie alla quale è stato reso ufficialmente operativo il bando per la Rigenerazione Urbana dei Comuni italiani con una dotazione finanziaria di 300 milioni di euro. Tale bando, con scadenza fissata al 31 Marzo 2022, è rivolto anche ai Comuni con meno di 15.000 abitanti che presentino, in forma associata, una popolazione di almeno 15.000 abitanti, e si presenta con una procedura parallela a quella già avviata ad aprile per il Comuni più grandi, al fine di promuovere interventi di valorizzazione del territorio, miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Forza, è il momento ideale per lavorare e progettare concretamente in rete e sinergia, con una reale unità di intenti, come una vera e propria destinazione territoriale». (rcz)

 

Pnrr, il Forum Terzo Settore Calabria: Si istituisca tavolo di concertazione regionale

Il portavoce del Forum Terzo Settore Calabria, Luciano Squillaci, ha ribadito l’importanza di «spendere bene» i fondi del Pnrr «ma, per farlo, occorre prima programmare bene». Per questo, il Forum è convinto della necessità di una «programmazione di sistema, capace di concepire a monte una strategia comune, da ribaltare poi sui diversi livelli istituzionali e territoriali».

«Il Pnrr è senza dubbio un’occasione fondamentale, soprattutto per la nostra regione, ma non sarà possibile coglierla senza un strategia di “sistema” che tenga uniti le diverse linee di programmazione» ha ribadito Squillaci, spiegando che «abbiamo la sensazione che i diversi livelli chiamati a progettare sui fondi Pnrr stiano pensando e lavorando, per l’ennesima volta, a compartimenti stagni, senza che vi sia una reale sinergia e, ancora meno, una concreta integrazione».

«Come è possibile infatti pensare a politiche per l’inclusione sociale – si legge nella nota del Forum Terzo Settore – senza considerare parallelamente gli aspetti legati alla sanità, come si può programmare il tutto senza integrare nella strategia generale le infrastrutture per innovazione, cultura e turismo, e gli aspetti legati alla sostenibilità ed alla transizione ecologica. Insomma il Pnrr è pensato come piano unico, integrato, e come tale, secondo il Forum, va strutturato sul territorio calabrese».

«Il Forum – continua la nota – ha scritto per questo motivo, qualche giorno fa, al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, segnalando proprio questo timore di parcellizzare gli interventi e renderli di fatto un finanziamento a pioggia, una mera suddivisione territoriale di risorse senza una precisa idea di sviluppo a monte».

«A tal fine abbiamo segnalato, e lo ribadiamo, la nostra piena disponibilità a portare il necessario contributo. Così come siamo certi che anche le altre parti sociali sono disponibili e pronte in tal senso. Per questo chiediamo venga istituito, anche in Regione Calabria – chiosa Squillaci – un luogo di consultazione e confronto con le parti sociali, sulla linea di quanto fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il “Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale”».

«Riteniamo infatti fondamentale – ha concluso – in questo momento particolarmente importante per il futuro della nostra regione, operare in termini di sistema e garantire la massima partecipazione». (rrm)

FenealUil Calabria: Serve un Patto per la Calabria per i fondi del Pnrr

La segretaria generale della FenealUil CalabriaMaria Elena Senese, ha ribadito la necessità di un Patto per la Calabria «per evitare il rischio di vedersi scappare l’irripetibile occasione offerta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza», che sia utile «a sbloccare i tanti cantieri incompiuti e per dare l’avvio a tutte quelle infrastrutture – a partire dalla Strada Statale 106 – necessarie e non più procrastinabili per rilanciare il nostro territorio».

«Le istituzioni locali, le parti sociali, tutti i corpi intermedi presenti ed operanti sul territorio, la parte migliore di questa terra deve riuscire a fare rete per sfruttare al meglio l’enorme mole di denaro che verrà trasferita al Mezzogiorno dall’Europa» ha ribadito Senese.

«In queste ultime settimane, anche importanti testate giornalistiche nazionali – ha proseguito – hanno ripreso e rilanciato l’allarme di numerosi amministratori pubblici di città meridionali che, davanti alla sfida della corretta spesa dei fondi comunitari, hanno detto con chiarezza che le proprie macchine burocratiche non sono nella condizione di poter rispondere con prontezza a questo appuntamento con la storia».

«E la Calabria, in questo quadro – ha detto ancora – è sicuramente una delle regioni che sta peggio. Ci sono comuni costretti a fare i conti con uffici svuotati, a fare i salti mortali per gestire l’ordinaria amministrazione. Il blocco del turnover, la mancata stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari, hanno messo in difficoltà gli apparati burocratici degli enti locali. Serve una scossa immediata finalizzata al potenziamento di tutti gli uffici amministrativi calabresi».

«Se non si velocizza la macchina burocratica calabrese – ha concluso – si rischia di perdere le risorse destinate alla nostra regione, a favore di quelle amministrativamente più avanti di noi. La nostra priorità è quella di sburocratizzare la macchina amministrativa regionale, per velocizzare e non permettere più a lungaggini amministrative, ma non solo, di bloccare opere essenziali per la nostra regione». (rcz)

 

Disagio sociale, per Mario Caligiuri «Può esplodere se il Pnrr non sarà efficace»

di FRANCO BARTUCCI – «Il disagio sociale può esplodere se il Pnrr non sarà efficace». Lo ha sostenuto il prof. Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di Intelligence, nel corso di una sua lezione nell’ambito del Master su l’Intelligence in corso di svolgimento all’Università della Calabria.

Il docente ha esordito affermando che «il compito dell’intelligence è di prevedere quanto può accadere. Pertanto il tema del disagio sociale potrebbe essere prioritario nelle attività dei Servizi». Ricordando come questo fenomeno sia presente da tempo e in maniera diffusa nella società, Caligiuri ha analizzato la questione collegandola non solo alla sicurezza nazionale ma anche allo scenario digitale, in quanto «viviamo contemporaneamente in tre dimensioni: fisica,  virtuale e aumentata; questa ultima intesa come integrazione tra uomo e macchina che estende le possibilità dell’umano».  

Citando il recente rapporto dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale Il mondo che verrà 2022, Caligiuri ha evidenziato come il tema della disuguaglianza stia progressivamente crescendo con la globalizzazione e in Italia più che altrove, tanto che il divario di reddito tra il 10% più ricco e il 10% più povero ha raggiunto il rapporto di 11 a 1, superiore alla media internazionale.

Riprendendo il saggio di Yves Mény “La nuova e vecchia rabbia”, Caligiuri ha illustrato come la storia sia caratterizzata dall’avvicendarsi di periodi di pace e di momenti sanguinosi, in quanto la violenza è insita nello sviluppo umano. I miglioramenti sociali sono stati il risultato, secondo Mény, di violenze e disordini oppure sono stati il premio ad eventi traumatici, come i diritti sociali ottenuti dopo le due guerre mondiali. 

Il docente ha poi esaminato le principali cause che contribuiscono alla formazione del disagio sociale. Tra queste vi sono l’inarrestabile immigrazione collegata con il declino demografico, la perdita di potere di acquisto dei cittadini occidentali, la trasformazione del lavoro con l’affermarsi di quello precario su quello stabile, l’impatto sconvolgente dell’intelligenza artificiale e la società della disinformazione, della quale le fake news rappresentano l’esempio meno pericoloso, poiché la vera disinformazione proviene dalla propaganda di Stato e dalla comunicazione istituzionale.

Ha quindi spiegato che la società della  disinformazione si caratterizza per la dismisura delle informazioni da un lato e per il basso livello di istruzione sostanziale dall’altro, determinando un corto circuito cognitivo che allontana le persone dalla comprensione della realtà.

«La pandemia – ha precisato – rappresenta la materializzazione della società della disinformazione, con l’evidenza dei no vax che, senza entrare nel merito, sono in ogni caso la manifestazione evidente del crescente disagio sociale».

In merito all’intelligenza artificiale, ha evidenziato che sarà destinata a sostituire molte professioni, sia ripetitive che intellettuali. Caligiuri ha citato uno studio del Dipartimento del Lavoro statunitense secondo il quale il 64% delle persone che si iscrivono adesso nelle scuole, una volta terminati gli studi, svolgeranno una professione che ancora non è stata inventata. Ha quindi proseguito sostenendo che «non abbiamo ancora sviluppato una coscienza dell’intelligenza artificiale, poiché manca la consapevolezza delle conseguenze dell’intelligenza artificiale, che è prevalentemente in mano ai privati».

Successivamente ha illustrato il disagio esistenziale, che proviene da lontano, sottolineando come si stia assistendo a una dilatazione del disagio nella società, tanto che aumentano i disturbi psicologici e psichiatrici.

«Il disagio sociale reale – ha poi spiegato – si evidenzia e si espande anche a livello  digitale ed ha marcati risvolti sociali e politici. Gli esempi sono numerosi come le controverse Primavere arabe, i tentativi di condizionamento elettorale in numerose nazioni, le rivelazioni di Wikileaks che dimostrano lo scarto tra dichiarazioni ufficiali dei governi e comportamenti reali, il terrorismo che viene amplificato dalla Rete come dimostra il caso dell’Isis, il protagonismo della criminalità nel web con i crescenti crimini informatici».

«Occorre – ha sottolineato – un sistema che tuteli il diritto dei cittadini alla sicurezza, concetto ampio che comprende non solo la sicurezza fisica intesa come controllo dei confini, ma anche quella sociale, alimentare e sanitaria. In tale scenario l’attività di intelligence orientata alla sicurezza diventa ancora più rilevante».

Caligiuri ha infine esaminato il contesto italiano, ricordando come un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni non studia e non lavora, determinando un costo annuo per la società nazionale di circa 36 miliardi di euro. Il docente ha poi esposto che «prima della pandemia più di un quinto dei nostri connazionali aveva difficoltà a pagare le spese mediche e più di cinque milioni e mezzo, negli ultimi tre anni, si sono indebitati per pagare le spese sanitarie. Tali indicatori rappresentano un malessere economico strutturale. A questo si deve aggiungere la disoccupazione giovanile, molto elevata nelle regioni meridionali, che alimenta le mafie». 

Soffermandosi sulla dimensione digitale, ha ribadito la necessità di una cyber education che deve essere intesa come uno strumento decisivo da insegnare obbligatoriamente nelle scuole, poiché «la forza maggiore di una nazione è rappresentata da una cittadinanza istruita». 

Infine, Caligiuri ha ribadito che il disagio sociale potrebbe essere utilizzato come paradigma interpretativo della realtà contemporanea, in quanto costituisce la manifestazione più evidente della crescente disuguaglianza globale. Pertanto, ha affermato il docente, «se il disagio sociale diventasse fuori controllo potrebbe rappresentare un problema fondamentale di sicurezza nazionale, poiché potrebbe avere grave ripercussioni sulla credibilità e sulla stabilità delle istituzioni, richiedendo pertanto la necessaria attività preventiva dell’intelligence».

«Molto dipenderà – ha concluso – dal reale impatto delle misure del PNRR, augurando che non si risolva in propaganda e distrazione di massa, perché rappresenta l’occasione per realizzare interventi concreti e strutturali, soprattutto nelle regioni meridionali». (fb)