REGGIO – Pnrr, 20 milioni per la rigenerazione urbana e contrasto al degrado sociale

Sono 20 milioni di euro la somma destinata al Comune di Reggio dal Pnrr per la rigenerazione urbana e il contrasto al degrado sociale. Il Comune, infatti, ha proposto 16 progetti, che sono stati tutti ammessi all’importante finanziamento che permetterà il rilancio del territorio cittadino, con particolare attenzione a tutte le aree periferiche.

Questi, nel dettaglio, gli interventi previsti: riqualificazione Lungomare Matteotti; Riqualificazione ex Fiera Pentimele a destinazione cittadella dello sport; Riqualificazione ex cinema Orchidea a destinazione museo; Completamento pista pattinaggio Arghillà; Intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione Circoscrizioni e centri civici; Riqualificazione Trabocchetto ex. IV circ.; Completamento centro civico Cannavò; Riqualificazione Piazze Valanidi (Rosario, Trunca, Candico, Oliveto; Riqualificazione Ex municipio Cataforio; Piazza S. Salvatore; Piazza S. Cristoforo; Centro aggregazione Rosalì; Piazza Vinco; Riqualificazione pertinenze case popolari Rione Marconi; Riqualificazione pertinenze case popolari Vico Neforo; Riqualificazione pertinenze case popolari Piazza Milano.

Soddisfazione viene espressa dal consigliere comunale Nino Malara che, da tempo (anche nelle vesti di delegato), sta seguendo da vicino le materie del decentramento, circoscrizioni e piani strategici di quartiere, per un «risultato – ha dichiarato – che premia il lungo e attento lavoro di programmazione che è stato portato avanti in questi mesi e che è stato condiviso e concertato con gli assessorati Urbanistica e Lavori pubblici».

«Uno degli indirizzi strategici su cui l’amministrazione sta lavorando con grande determinazione – sottolinea il rappresentante di Palazzo San Giorgio – è il rilancio delle circoscrizioni, attraverso manutenzione ordinaria e straordinaria e in particolare la riqualificazione di diversi centri civici. Per quest’ultimi c’è l’idea di rifunzionalizzarli creando le condizioni per fare di questi luoghi dei centri partecipativi di riferimento per attività sociali e culturali ma anche per favorire il miglioramento dei servizi al cittadino in un’ottica funzionale di decentramento amministrativo».

I progetti previsti incidono in modo complessivo e ampio non solo sul fronte urbanistico e infrastrutturale, “ma anche su quello sociale”, evidenzia ancora il consigliere Malara, «pensiamo, ad esempio al completamento della pista di pattinaggio di Arghillà che di fatto, affiancandosi alla palestra già finanziata, realizza un vero e proprio polo sportivo. Altro intervento di rilievo riguarda poi l’edilizia popolare con ben tre azioni di grande impatto a cui saranno destinate tre milioni di euro. Molte piazze, inoltre, rientrano in questo pacchetto di progetti, in particolare nelle periferie. In altre parole, non solo interventi di natura infrastrutturale e rigenerativa, ma un complesso di misure che tocca quasi tutta la città e che ha un forte impatto sociale».

Fari puntati, adesso, sui prossimi step procedurali che già stanno vedendo impegnati gli uffici del Settore Lavori Pubblici. «Questi progetti – spiega il consigliere Malara – sono stati ineriti nel piano triennale delle opere pubbliche ed in questa fase gli uffici comunali sono alle prese con lo schema di convenzione a cui seguirà poi l’iter progettuale di ogni singolo intervento e infine il trasferimento delle risorse. Abbiamo un orizzonte temporale molto chiaro e ben definito che è quello fissato in modo rigoroso dal Pnrr, ovvero il 2026, poiché entro quella data occorre realizzare le opere previste. Abbiamo le condizioni ideali per raggiungere questo traguardo e dare un forte impulso a tutto il territorio cittadino». (rrc)

Pnrr, Confindustria Crotone al Comune: Mettere in campo gruppi di lavoro dedicati

È «necessario continuare a lavorare per dotare la macchina comunale di team di lavoro competenti, strutturati e focalizzati su progetti prioritari, per offrire servizi innovativi ad imprese e cittadini, realizzare interventi di valorizzazione dell’identità storica della città e della sua proiezione sul Mediterraneo». È quanto ha ribadito Confindustria Crotone, guidato da Mario Spanò, che ha sollecitato il Comune di mettere in campo gruppi di lavoro dedicati ai finanziamenti del Pnrr.

Spanò, infatti, in una nota ha scritto che «segnali positivi vogliamo anche nell’avanzamento del percorso del programma di valorizzazione Antica Kroton e nell’ampio parco progetti proposto per il finanziamento dei Contratti istituzionali di sviluppo. Leggiamo questi dati come molto incoraggianti e per questo rivolgiamo al sindaco ed alla sua squadra l’invito a proseguire con sempre più determinazione nei percorsi avviati, perché dal riconoscimento del finanziamento si passi alla progettazione ed alla cantierizzazione delle opere in tempi congrui. Lentezze e ritardi sarebbero insostenibili».

«Continueremo a svolgere – ha proseguito – un ruolo propositivo nelle nostre interlocuzioni con l’amministrazione comunale, convinti che questo è il momento per spingere forte sull’acceleratore, invertire il senso di marcia e cogliere tutte le opportunità per ammodernare ed innovare la nostra città e generare sviluppo per le imprese e l’intera comunità. Dobbiamo essere pronti a cogliere i finanziamenti del Pnrr, così come quelli dei fondi comunitari e del Fondo di sviluppo e coesione».

«Per farlo – ha concluso – serve una visione chiara sugli obiettivi, gruppi di lavoro dedicati e motivati nelle amministrazioni locali coinvolte e supporto da Agenzie esterne». (rkr)

Pnrr, Gentile (FI): Calabria esclusa dagli investimenti del settore idrico

Il deputato di Forza ItaliaAndrea Gentile, ha annunciato una interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, in merito all’esclusione della Calabria dagli investimenti del Pnrr nel settore idrico.

Gentile, citando il decreto emanato il 16 dicembre scorso dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili con il quale vengono di fatto ripartite le risorse del PNRR, pari a circa 4 miliardi di euro, nel settore “investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico” chiederà al Ministro di conoscere i motivi per i quali pur prevedendo la chiave di riparto che il 40% del totale delle disponibilità fosse riservato al Mezzogiorno nelle tabelle allegate al decreto figurano due sole opere da realizzare in Regione Calabria, per un totale di circa 18 milioni di euro (meno dell’1% del totale delle disponibilità).

«Mentre  – ha sottolineato il parlamentare azzurro – risultano presenti opere di significativa rilevanza presentate da Acquedotto Pugliese, Acqua Campania e Sicilia Acque, desta particolare perplessità e preoccupazione il fatto che, sia pure in presenza di evidenti carenze e criticità nei sistemi di approvvigionamento primari della Calabria, non risulti negli elenchi alcuna opera proposta da Sorical, società la cui missione è praticamente analoga a quella delle citate società. Tutto ciò nonostante gli immani sforzi che il neo Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto sta profondendo per rilanciare gli investimenti in Calabria».

«Per tali motivi – ha proseguito il parlamentare di Forza Italia – rivolgerò apposita interrogazione al Ministro al fine di conoscere le ragioni per cui la Calabria è stata completamente esclusa dal riparto dei finanziamenti in questione, fatta eccezione per una esigua e marginale somma attribuita a due Consorzi di Bonifica pari a meno dell’1% delle risorse disponibili».

«A mio avviso – ha concluso il deputato calabrese – il Governo dovrà imporre un ripensamento strategico in merito alla equa ripartizione dei fondi al fine di non consentire la sostanziale estromissione di una regione del Mezzogiorno dalle risorse europee del Next Generation UE». (rp)

GIOIA TAURO (RC) – Successo per ApeRisorse-Pnrr: strumento di rilancio per la Piana di Gioia Tauro

Grande partecipazione e successo per ApeRisorse – Pnrr: Strumento di rilancio per la Piana di Gioia Tauro, svoltosi nei giorni scorsi e organizzata dall’Associazione Risorse, che ha visto protagonisti i sindaci dei comuni della Piana di Gioia Tauro: Aldo Alessio (Sindaco di Gioia Tauro), Roy Biasi (Sindaco di Taurianova), Michele Conia (Sindaco di Cinquefrondi), Francesco Cosentino (Sindaco di Cittanova) e Michele Tripodi (Sindaco di Polistena).

Un evento, che come suggerisce il titolo si è incentrato sul Pnrr, digitalizzazione, rivoluzione verde, istruzione e sanità. Moderati da Noemi AsciuttoGiacomo LarosaFrancesco Rossetti, i sindaci Biasi e Cosentino anno assicurato che i loro comuni sono ben avviati nelle procedure di digitalizzazione dei servizi, dal pagamento dei tributi all’accesso alle varie procedure concorsuali.

Durante il dibattito il sindaco Alessio ha più volte rimarcato le difficoltà che il Comune di Gioia Tauro riscontra nella gestione dell’apparato amministrativo, poiché la mancanza di strumenti adatti alla realizzazione dei piani del Pnrr sarà un ostacolo non indifferente per ottenere importanti risultati.

Il problema dei rifiuti, successivamente, ha preso campo nel dibattito, marcando le differenze tra i sindaci, con il sindaco di Taurianova Roy Biasi più favorevole all’utilizzo di termovalorizzatori per gestire la questione rifiuti ed i sindaci di Polistena, di Cinquefrondi e di Cittanova molto più inclini all’utilizzo della raccolta differenziata, con la proposta da parte del sindaco Tripodi di iniziare ad educare sin da bambini alla raccolta differenziata, per migliorare la qualità e la quantità di spazzatura differenziata.

La parte centrale del dibattito ha riguardato la tematica dell’istruzione e della ricerca: qui è stato chiesto ai sindaci se cercheranno delle collaborazioni con le università calabresi per la realizzazione dei progetti del Pnrr. Tutti i sindaci hanno assicurato che i loro comuni sono già molto attivi nella ricerca di collaborazione con le università e con il personale universitario, in modo da affiancare queste figure al personale del comune che si occuperà di questo. Le lamentele maggiori da parte dei sindaci si sono incentrate sulla mancanza di asili nidi pubblici nel nostro territorio: da qui la promessa che con i fondi del Pnrr si punterà alla realizzazione di questi asili, affinché i bambini possano iniziare sin da subito a studiare in ambienti sani e sicuri.

L’inclusione dei cittadini nel processo decisionale ha riguardato la domanda sulla missione numero 5 del Pnrr: dall’occupazione femminile al coinvolgimento di tutti i territori all’interno dei comuni, dal centro alle periferie. Il sindaco Conia ha espresso la convinzione che l’unione dei sindaci, delle amministrazioni, delle comunità e non il singolo primo cittadino potranno vincere le sfide che il Pnrr consegna a tutti noi: solo lo scambio di servizi tra i vari comuni e le varie comunità può dare la spinta vincente al Sud ed alla Calabria per il rilancio di questa Terra.

Nella parte finale del dibattito si è affrontato il tema della sanità, soprattutto con riferimento ai primi fondi del Pnrr che la Regione Calabria ha destinato alla realizzazione di strutture sanitarie nei vari territori della Piana di Gioia Tauro.

«La mancanza del sindaco di Palmi Giuseppe Ranuccio, che ha declinato l’invito proprio all’ultimo minuto per un problema personale – si legge in una nota – non ci ha permesso di avere un quadro generale sulla realizzazione dell’Ospedale della Piana che, stando ai progetti, dovrà sorgere proprio nel territorio di Palmi. I sindaci hanno spiegato a cosa potranno servire queste Case o Ospedali di Comunità, evidenziando non poche criticità nella realizzazione del progetto, lamentando l’eccessivo ritardo, soprattutto secondo il Sindaco Tripodi che ha riportato la nota con cui la Conferenza dei Sindaci tenutasi sul tema critica fortemente le modalità con cui la Regione Calabria ha dato vita a questi nuovi progetti».

Il Sindaco Conia ha, invece, sostenuto che è solo un punto di partenza, da sfruttare per migliorare le strutture sanitarie presenti sui vari territori della Piana, utilizzando dei fondi che, altrimenti, sarebbero andati persi. (rrc)

Il 14 gennaio giornata formativa con la Camera di Commercio di Cs su “Infiltrazioni criminali, Pnrr e ruolo delle Prefetture”

Il 14 gennaio, è in programma un evento formativo gratuito – in presenza e online – su Infiltrazioni criminali, Pnrr e ruolo delle Prefetture, organizzato dalla Camera di Commercio di Cosenza e che vede gli interventi dei presidenti degli Ordini Professionali che hanno aderito.

Il recente intervento normativo dello scorso novembre, che ha interessato il Codice antimafia su aspetti di rilievo come, ad esempio, la cosiddetta “prevenzione collaborativa”, apre nuove prospettive all’attività dello Stato dal punto di vista della prevenzione degli eventi criminali, soprattutto con riferimento alle infiltrazioni di tipo mafioso. Un intervento che, in termini generali, può produrre effetti di portata più ampia sull’intero sistema, essendo idoneo a dar vita ad un nuovo e più costruttivo rapporto tra Prefetture, autonomie locali e mondo delle imprese.

«L’incontro formativo rappresenterà un’occasione di approfondimento – ha dichiarato il Presidente Klaus Algieri – e l’opportunità di osservare il fenomeno da prospettive diverse, per comprendere insieme cosa si può migliorare nel contrasto alle mafie e nella nostra legislazione antimafia, perché la libertà di impresa, la sicurezza e la trasparenza del mercato sono precondizioni imprescindibili di una economia sana». (rcs)

Pnrr, la Conferenza dei Sindaci del Distretto di Polistena contro il documento approvato dall’Asp

È un giudizio negativo, quello espresso dalla Conferenza dei Sindaci del Distretto socio-Assistenziale di Polistena, per il documento approvato dall’Asp sulle schede del Pnrr relative alla ristrutturazione di immobili destinati a case, ospedali di comunità e centrali operative.

«In un tempo in cui il Covid – si legge in una nota – ha messo a nudo tutte le criticità di un sistema sanitario e socio-assistenziale fragile, è davvero irrispettoso del ruolo dei Sindaci pensare di avviare una progettualità senza un approfondito confronto con i territori e le comunità locali. A nostro avviso, la discussione sull’impiego dei fondi del Pnrr non può rimanere estranea alle gravi carenze del sistema sanitario e della sua programmazione inattuata sull’intero territorio provinciale».

«Assistiamo ogni giorno, infatti – prosegue la Conferenza dei Sindaci – all’indebolimento dell’ospedale spoke di Polistena, unico riferimento per migliaia di persone insieme all’ospedale territoriale di Gioia Tauro, sempre più svuotato di risorse e personale tanto che risulta compromessa la funzionalità ordinaria nell’erogazione dei servizi fondamentali nei confronti di un’utenza ben più vasta del territorio della Piana di Gioia Tauro».

«Oltre alla rete ospedaliera – continua la Conferenza dei Sindaci – l’organizzazione della medicina territoriale è assai carente e manca quel filtro tra territorio e ospedalizzazione, necessario, specie oggi in tempo di Covid, a dare risposte alla popolazione ammalata. La chiusura delle Guardie Mediche, di cui chiediamo l’immediata riapertura, mai più attivate nei piccoli centri della Piana nonostante le sentenze esecutive, si sta facendo sentire soprattutto durante l’emergenza pandemica. La gestione straordinaria Covid lascia a desiderare ed il ruolo dei Sindaci quali Autorità sanitarie è stato completamente svilito e ridotto soltanto alla compilazione ed alla notifica di ordinanze di quarantena».

«Gli interventi sanitari, specie in questa fase – si legge ancora – a partire dai tamponi molecolari, che ancora vengono processati a Reggio Calabria e non presso il laboratorio ospedaliero di Polistena, sono sempre meno tempestivi così come l’assistenza domiciliare a malati Covid è sempre meno puntuale e frequente, comportando tra la popolazione l’aumento di sfiducia e del senso di abbandono da parte delle istituzioni».

«Chiediamo – viene evidenziato – di potenziare il tracciamento con drive-in e i centri vaccinali esistenti, valutando nuovi siti per tamponi e vaccinazioni anche nei piccoli centri dove spesso le percentuali dei soggetti positivi non dichiarati e persone non vaccinate supera la media. In una situazione di questo tipo, dove perfino l’unità di crisi non risponde, la disorganizzazione sanitaria è palese e la tutela della salute delle persone è costantemente messa in discussione, una proposta di utilizzo dei fondi del Pnrr scollegata dalla realtà che viviamo ogni giorno e dalla programmazione sanitaria ordinaria, clamorosamente ancora inattuata da decenni, ci sembra davvero evanescente e goliardica».

«I buoni propositi di chi vorrebbe realizzare i progetti del Pnrr – continua la nota – ancorchè stabiliti a tavolino, si scontrano tuttavia con il metodo utilizzato che, ad esempio per il territorio del Distretto avrebbe dovuto considerare, come raccomandato da alcuni Sindaci, il versante che fa capo al comune di Laureana di Borrello e al territorio montano di Giffone. O ancora si sarebbero potute valorizzare altre strutture come quella originariamente destinata all’Hospice di Melicucco dopo decenni di inadempienze e promesse non mantenute da parte dell’Asp».

«Ci saremmo aspettati, infine – continua ancora la nota – che fosse valorizzato il comune capofila di Polistena, che già offre ospitalità in immobili propri a diversi servizi dell’Asp, in ragione del fatto che nella mappa progettuale proposta dall’ASP tutti i comuni sede del Distretto compaiono con uno specifico ruolo. Tutti tranne Polistena».

«Ed invece nulla delle questioni evidenziate – continua la nota – problematiche queste generali sollevate in precedenza anche dalle organizzazioni dei Sindaci e dall’Associazione Città degli Ulivi, hanno ricevuto riscontro. Ma solo un metodo di discussione silenzioso e accomodante che offende l’autonomia dei territori, l’opposto di ciò che l’ASP dovrebbe fare secondo quanto sottoscritto anche nel Protocollo d’Intesa firmato con i 13 Sindaci del Distretto di Polistena e con tutti gli altri Distretti del territorio provinciale».

«Per tali motivi – continua ancora la Conferenza – contestiamo le decisioni prese e auspichiamo la riapertura dei tavoli di discussione che come giustamente affermato dal Presidente della Regione on. Roberto Occhiuto rimangono aperti ad ogni modifica entro marzo 2022. L’intenzione dei Sindaci del Distretto n. 1 è infine quella di voler allargare il confronto alle ben più serie e quotidiane problematiche che riguardano la sanità pubblica ospedaliera e territoriale e la gestione dell’emergenza Covid nella Piana di Gioia Tauro che deve integrarsi e camminare di pari passo con le scelte progettuali strategiche del Pnrr». (rrc)

Cannizzaro (FI): 180 milioni per gli asili nido in Calabria

Sono 180 milioni di euro la somma che la Calabria riceverà per realizzare nuovi asili nido. Lo ha reso noto il deputato di Forza ItaliaFrancesco Cannizzaro, spiegando che tali fondi arrivano dal Pnrr.

«È un notevole passo in avanti rispetto al passato – ha aggiunto – indispensabile per ridurre quel gap con le altre Regioni del Paese in un settore decisivo dal punto di vista sociale ed economico. Un risultato che va ascritto alla caparbietà e alla capacità di sintesi del ministro Carfagna ed all’impegno dei deputati di Forza Italia, da sempre attenti alle esigenze specifiche dei territori».

«La quota dei fondi destinati alle Regioni del Sud per questo specifico investimento è più del 55 per cento –ha spiegato il parlamentare reggino – oltre 1,3 miliardi di euro. La svolta per il Meridione da tutti noi invocata pian piano sta avvenendo… e non è un caso che ciò accada proprio quando a dirigere certi ministeri siano appunto esponenti di Forza Italia. Capacità e voglia di fare premiano sempre!». (rp)

«PNRR, LA CALABRIA NON PUÒ ASPETTARE»
OCCHIUTO VUOLE L’ATTENZIONE DI DRAGHI

dalla REDAZIONE ROMANA – La Calabria non intende né può aspettare per riprogrammare il proprio futuro: è questo il succo della decisa lettera che il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha inviato al Premier Mario Draghi. Nella lettera viene espressa la chiara richiesta di modifica per la Calabria della programmazione della quota di finanziamento nazionale del PNRR per la parte che spetta alla regione. In tal modo – secondo Occhiuto – si potranno avviare «opere e interventi che, indipendentemente dai vincoli originari di spesa, possano essere dedicati a progetti oggi in grado di produrre lavoro, occupazione, benessere sociale».

Nella lettera, inviata per conoscenza anche al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Garofoli, il presidente Occhiuto espresso le perplessità della Regione in merito alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno-Reggio Calabria, in quanto nella proposta presentata, manca il progetto integrale che, da Battipaglia, arriva a Reggio.

«Apprendo – scrive il Governatore – che nella presentazione dei lotti che interessano il territorio della mia Regione di cui non è emersa alcuna caratteristica tecnica dell’opera ma sono solo emersi i riferimenti legati al tipo di finanziamento. In particolare è stato precisato che il finanziamento di 9,4 miliardi di euro graverà su generiche fonti finanziarie: è emerso anche che per i relativi tempi di attuazione l’orizzonte temporale si attesta al 2030, ovviamente successivo al 2026; mentre entro il 2026 sarà possibile disporre di soli 33 km tra Battipaglia e Romagnano finanziati con 1.8 miliardi di euro del PNRR. Infatti la tratta Battipaglia Praja è articolata in 3 sublotti con un sublotto a), tra Battipaglia e Romagnano di 35 km, il sublotto b) tra Romagnano Buonabitacolo di 46 km e il sub lotto c che parte da Buonabitacolo di 47 km per arrivare a Praja, sulla costa calabrese».

«Nonostante gli sforzi del Presidente e di alcuni componenti della Commissione speciale – continua Occhiuto – prima richiamata nell’insistere sulla necessità di disporre di un quadro complessivo di un’opera tra le più significative del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza a livello europeo per il suo intrinseco significato di coesione economica e territoriale, di accessibilità alle aree interne, di equità infrastrutturale, di impatto sui fondamentali indicatori di sviluppo, al momento non è stato presentato il progetto di fattibilità tecnica economica oltre Romagnano fino a Praja e nulla è stato presentato sulle tratte tutte in territorio calabrese che da Praja vanno a Tarsia, nulla sul rifacimento della Galleria Santomarco».

«L’unico riferimento – ha spiegato – è stato al finanziamento a valere per complessivi 9,4 miliardi di euro su non meglio specificate fonti di finanziamento. I lotti tra Tarsia e Cosenza, Cosenza e Lamezia Terme, Lamezia Terme e Gioia Tauro sono ad oggi solo un’idea di tracciato per i quali manca anche una idea di finanziamento. La ragionevole certezza dell’assenza di progetti in grado di generare lavoro, occupazione, stabilità sociale in momenti gravi come questi che stiamo vivendo, si scontra così nei fatti con le migliori intenzioni di investimento in aree meno sviluppate del Paese, producendo una distorsione che considero significativa delle iniziali ragioni che hanno portato al concepimento stesso del PNRR».

«È utile ricordare – ha aggiunto – che senza il progetto dell’Alta Velocità ferroviaria nel Sud del Paese difficilmente la Unione Europea avrebbe acconsentito alla strutturazione di un Piano del valore, solo per l’Italia, di ben 209 miliardi di euro e devo tristemente sottolineare che la differenza essenziale tra un piano esclusivamente finanziario ed uno realmente significativo per lo sviluppo di ampie aree del Paese, passa proprio attraverso l’attuazione di una serie di interventi da sempre noti e rimasti da sempre intuizioni progettuali».

«La Calabria non può aspettare – ha ribadito il presidente – che Rete Ferroviaria Italiana produca progetti di fattibilità tecnica delle tratte in territorio calabrese non conoscendo, perché non è pubblico, neanche la stima dei cronoprogrammi dei lavori tra Praja e Tarsia e nel proseguimento della tratta fino a Reggio».

«La Calabria – ha proseguito – non può aspettare che da quei cronoprogrammi oggi non conosciuti discendano finanziamenti bloccati per circa 9.4 miliardi che migliorano solo il rating delle stazioni appaltanti, congelati come sono nel relativo contratto di programma».

«La Calabria – ha detto ancora – non può aspettare che nel suo stesso territorio siano genericamente assegnati e bloccati fondi per opere per le quali la prima fattura lavori da pagare sarà probabilmente nel 2031 ed avere oggi nel 2021 progetti definitivi in grado di creare lavoro bloccati per l’assenza di fondi». (rrm)

In copertina, il ministro alle Infrastrutture Enrico Giovannini e il presidente Occhiuto

Carenza di tecnici per programmare Pnrr, il sindaco Tripodi: Serve una cabina di regia

Quella del Pnrr è una sfida che il Sud – e soprattutto la Calabria – non possono permettersi di perdere. Tuttavia, la buona riuscita della programmazione dei preziosi fondi si scontra con una realtà amara, ossia che ai Comuni mancano i tecnici di un certo spessore, ed è per questo che il sindaco di Polistena, Michele Tripodi, nel talk di approfondimento de L’altro Corriere Tv  ha ribadito la necessità di una cabina di regia.

«Ci stiamo preparando per la fase attuativa (del Pnrr, ndr) – ha dichiarato nella trasmissione condotta da Ugo FloroDanilo Monteleone – ma credo che la totalità dei Comuni non sia pronta perché dopo anni di spending review sono rimasti a secco di personale. Molti dovranno ricorrere ad esperti esterni, come faremo anche noi». Il tema rilanciato da Tripodi è stato toccato a più riprese dei diversi amministratori della regione. La progettualità alla base del Pnrr richiede figure tecniche di un certo spessore (e con determinate competenze) che in questo momento mancano agli enti».

«Ci sono una serie di passaggi che richiedono una struttura» ha spiegato ancora Tripodi, aggiungendo che i Lsu e gli Lpu «ricoprono qualifiche basse e non possono dare quell’apporto qualificato che richiede il Pnrr. Molti Comuni non sono nelle condizioni di sostenere una spesa extra-dotazione organica».

Dal canto suo, il primo cittadino ha esposto la sua linea d’azione: «Faremo una procedura pubblica per selezionare profili come pianificatori, programmatori e tecnici, ma servirebbe anche un apporto amministrativo, rendicontatori e altre figure».

Per il sindaco Tripodi, poi, «il presidente della Regione dovrà prendere atto della necessità di confrontarsi coi territori anche perché le decisioni prese saranno differite nel tempo. Parliamo di una programmazione del Pnrr che dovrebbe partire dal 2026; di una programmazione differita dentro una programmazione ordinaria che non esiste». (rrc)

«PNRR, IL CONFRONTO ANCHE COI GIOVANI
PER PROGETTARE IL FUTURO DELLE CITTÀ»

di BIANCA VIOLANTE – Possono i giovani progettare la loro città del futuro, attraverso le risorse del Pnrr? Per il sindaco di Rende e presidente Anci Calabria, Marcello Manna sì anzi, è fondamentale rendere partecipi, attivamente, i giovani di quel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che dovrebbe risollevare le sorti del nostro Paese, profondamente segnato dalla pandemia.

E dunque, perché non mettersi a tavolino con loro, per conoscere il loro punto di vista e le loro opinioni per elaborare idee sulla città che i nostri ragazzi vorrebbero e, sopratutto, estendere l’iniziativa di Rende, ad altre Amministrazioni comunali?

Il primo cittadino, infatti, è convinto che «sostenere politiche volte alla partecipazione attiva dei cittadini sia esercizio democratico in grado di avvicinare concretamente le nostre comunità alla cosa pubblica» e che «il confronto aperto, la pluralità di visioni, possano davvero fare la differenza nel ricostruire le nostre città».

Così, Manna ha scritto al presidente di Anci, Antonio Decaro, informandolo che «inviterò i miei colleghi a chiedere a loro volta momenti di confronto tra istituzioni e studenti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, soprattutto in quei territori che mostrano le maggiori criticità e difficolta di coinvolgimento con le locali istituzioni scolastiche».

«Da anni – ha scritto Manna – crediamo che sostenere politiche volte alla partecipazione attiva dei cittadini sia esercizio democratico in grado di avvicinare concretamente le nostre comunità alla cosa pubblica. Se una cosa, poi, ci ha insegnato la pandemia è che il confronto aperto, la pluralità di visioni, possano davvero fare la differenza nel ricostruire le nostre città.
Le giovani e giovanissime menti giocano un ruolo fondamentale in questo processo di democrazia diretta».
«Per questo – ha spiegato – abbiamo coinvolto gli studenti delle nostre scuole nei laboratori di cittadinanza attiva: momenti di approfondimento, spazi volti ad elaborare idee sulla città che i nostri ragazzi vorrebbero in vista delle concrete opportunità che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ci offre. La progettazione deve essere momento partecipato, la sinergia tra istituzioni e cittadini deve mettere al centro bisogni, aspirazioni e necessità di ogni cittadino. Sin dai primi incontri sono uscite proposte creative e innovative: la sede dove solitamente si svolgono le sedute del consiglio comunale è divenuta agorà di partecipazione civica».
«Abbiamo chiesto agli studenti, facendo riferimento alla propria esperienza scolastica – si legge nella lettera – di pensare e ideare proposte che potessero fornire alla cabina di regia che lavora al Pnrr il prezioso apporto di queste giovani menti.
E la loro risposta è stata immediata, attraverso progetti che esprimono appieno il loro sentire, i loro bisogni e le idee di una città più a misura di bambino e ragazzo, una società più accogliente, pluralista. Gli alunni hanno chiesto, prendendo spunto dalle linee guida del Pnrr, di puntare su istruzione, ricerca, inclusione e coesione».
«Uno sguardo – si legge ancora nella lettera – su sostenibilità, salute e ambiente premendo sulla digitalizzazione, spazi di socializzazione, abbattimento delle barriere architettoniche, inclusività, valorizzazione del patrimonio identitario e culturale: i progetti presentati dai nostri ragazzi hanno mostrato quanto la loro visione sia riuscita a cogliere punti di vista molteplici, necessari a costruire la città del futuro e, al contempo, a crescere e a migliorare come comunità».
«I laboratori di cittadinanza attiva – ha illustrato il primo cittadino – sono nati proprio per fornire loro gli strumenti atti ad esercitare il pensiero critico e di conoscere il funzionamento della macchina costituzionale prima, e amministrativa poi, con le opportune iniziative di interazione con i luoghi della politica. Gli studenti, con grande abilità, hanno infatti dimostrato quanto il loro percorso verso l’autodeterminarsi debba essere sostenuto dalle istituzioni». (bvi)