I consiglieri di minoranza di Villa S. Giovanni incontrano Ciucci (ad Società dello Stretto di Messina)

Marco Santoro, Filippo Lucisano, Daniele Siclari, Stefania Calderone e Domenico De Marco, consiglieri di minoranza di Villa San Giovanni, hanno incontrato nei giorni scorsi Pietro Ciucci, amministratore delegato della Società dello Stretto di Messina.

Un incontro in cui i consiglieri hanno espresso il loro sostegno al Ponte sullo Stretto, definito da loro come «un’opportunità senza precedenti per Villa San Giovanni.

Il capogruppo Santoro ha espresso un caloroso ringraziamento e grande soddisfazione per la nomina del Dott. Ciucci ad Amministratore delegato della Stretto di Messina SpA. Tale incarico prestigioso, confermato dal Governo centrale, riflette il riconoscimento per l’importante contributo del Dott. Ciucci negli anni passati, con la chiara intenzione di riavviare le attività per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Durante la riunione, i consiglieri di minoranza hanno sottolineato la necessità che le risorse del territorio siano utilizzate a beneficio della città, facendo riferimento a esperienze positive durante l’ammodernamento dell’autostrada. Hanno citato un progetto approvato dal Ministero dell’Ambiente nell’anno 2012 durante l’amministrazione di centrodestra, che riguardava il ripascimento della spiaggia di Porticello e parte di Cannitello.

I consiglieri hanno chiesto di ripetere l’attività con i nuovi lavori per il Ponte, considerando l’attuale situazione del litorale villese, che con l’erosione sta creando seri problemi, in primis alle abitazioni di Cannitello ed ai suoi abitanti. Seri problemi di erosione si riscontrano da Acciarello fino alla Costa Viola e, pertanto, ci auguriamo che dai lavori per il Ponte possa arrivare l’aiuto necessario per mettere in sicurezza tutto il litorale.

Un’altra richiesta per l’Amministratore Ciucci arriva dal consigliere De Marco, che si augura che a breve la Stretto di Messina possa far conoscere ai cittadini villesi il grande progetto del Centro Direzionale che nascerà su Villa San Giovanni, realizzato dall’archistar Daniel Libeskind, magari presentato da lui. Un progetto meraviglioso che, una volta realizzato, darà una svolta al modo di progettare nel nostro territorio.

La realizzazione del Ponte è stata prospettata come un catalizzatore di sviluppo per tutta l’Area dello Stretto e i territori limitrofi. Ma proprio perché lo ritengono tale, si augurano che a breve ci sia un incontro tra l’Amministratore Ciucci e tutti i Sindaci dell’Area dello Stretto, per condividere scelte, scambiarsi opinioni, idee su quello che potrà essere il futuro del nostro territorio legato alla costruzione del Ponte sullo Stretto, perché nulla sarà più come prima ed i benefici saranno principalmente per tutti i comuni dell’Area dello Stretto.

Il dott. Ciucci ha apprezzato le parole dei consiglieri di minoranza, ricordando gli sforzi congiunti degli anni passati in collaborazione con le precedenti Amministrazioni. Ha evidenziato un inizio di collaborazione con questa Amministrazione per la realizzazione dell’Isola ecologica nell’area di servizio Agip, per i lavori del lungomare e per l’attenzione dedicata a Forte Beleno. Inoltre, ha comunicato la volontà della “Stretto di Messina” di pubblicare l’avviso alle ditte dopo l’approvazione dell’aggiornamento del progetto definitivo.

I consiglieri concludono ribadendo l’importanza di un’analisi attenta sugli espropri, per non mettere in difficoltà le tante famiglie già colpite da un così repentino cambiamento della loro vita. (rrc)

Il sindaco Falcomatà: Ponte sullo Stretto sia tassello in un sistema intermodale più complesso

Il sindaco della Metrocity Rc, Giuseppe Falcomatà, ha evidenziato come «il Ponte sullo Stretto deve essere un tassello in un sistema intermodale più complesso».

Il primo cittadino, infatti, ha partecipato all’incontro organizzato dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria dal titolo Palermo/HelsinkiIl corridoio con il Ponte sullo Stretto per lo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno d’Europa, «un’occasione di confronto per la quale ringrazio l’Università Mediterranea e il magnifico rettore Zimbalatti, l’ordine degli ingegneri, con il presidente Foti», ha detto Falcomatà, sottolineando come l’evento sia stato anche «l’occasione per ribadire il ruolo che, rispetto alla tematica del Ponte sullo Stretto, vogliono recitare la Città Metropolitana e il Comune di Reggio Calabria, sicuramente non un ruolo da spettatore ma di protagonista, nella piena consapevolezza che il Ponte è un tassello, un elemento all’interno di un sistema intermodale più complesso».

All’incontro presenti il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, il presidente di RfI Dario Lo Bosco, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. L’evento è stato organizzato dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Reggio Calabria e dall’Università degli Studi Mediterranea ed ha registrato, tra gli altri, l’intervento in ‘remoto’ del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini.
«Rendere i territori protagonisti – ha aggiunto Falcomatà – significa discutere di tutto quello che c’è, insieme ed intorno al Ponte sullo Stretto, ossia gli aeroporti, i porti, la rete ferroviaria, quindi l’alta velocità, la rete stradale, nella Città metropolitana che è la più piccola come numero di abitanti, ma la quarta come estensione territoriale. Il Ponte sullo Stretto deve essere l’occasione anche per ridurre le distanze e l’isolamento con il completamento e la realizzazione di una rete autostradale, all’interno del territorio metropolitano finalmente moderna».
«Abbiamo anche ribadito – ha evidenziato il primo cittadino – il nostro rammarico per il fatto che parte delle risorse per la realizzazione del Ponte, circa 800 milioni di euro, saranno prelevate dalle risorse per il Fondo sviluppo e coesione. Risorse aggiuntive che nella propria programmazione lo Stato, attraverso l’Unione Europea, stanzia e che devono essere non sostitutive delle risorse ordinarie ma aggiuntive per andare a colmare quel gap di sviluppo che c’è su alcuni territori del paese».
«Ci auguriamo – ha concluso Falcomatà – che questa decisione possa essere rivista e che gli 800 milioni che sono marginali rispetto al quantitativo totale per la realizzazione del Ponte, ma sono fondamentali per le attività di coesione sui territori, possano essere restituiti al loro naturale indirizzo». (rrc)

CARA GIORGIA, LA STAMPA SI È SCORDATA
DI CHIEDERLE DI MEZZOGIORNO E DI PONTE

di SANTO STRATI – Non abbiamo potuto partecipare per ragioni di salute alla conferenza stampa di fine anno (posticipata a ieri) della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e nel caso, probabilmente non avremmo avuto la fortuna di essere selezionati (per sorteggio) tra i 45 giornalisti ammessi a porre una domanda (senza diritto di replica). Ma una domanda fuori tempo massimo la formuliamo lo stesso: sul Ponte – che è l’evento clou dell’attività del Governo di quest’anno – non ha nulla da dire? Ha affidato al vicepremier Salvini l’intero onere di organizzare, pianificare, programmare e portare a termine la cerimonia di inizio lavori (luglio 2024) ma, fino ad oggi, non abbiamo mai trovato esposta a chiare lettere la sua posizione sull’Opera più colossale del Millennio. Lei è favorevole o perplessa (certo non contraria…) al Ponte? Perché non ha mai apertamente dichiarato che cosa pensa a tal proposito? Il sospetto – ce lo conceda cara Presidente – è che ci sia, sotto sotto, una furbata colossale: lasciando la patata bollente in mano a Salvini avrà la possibilità – in caso di successo – di ascriverne i meriti al Governo, in caso di flop potrà indicare nel vicepremier il responsabile del fallimento. È perfida, come considerazione, lo sappiamo, ma glielo avremmo chiesto senza alcuna indulgenza, pretendendo una posizione chiara, una risposta che dia il segnale di una precisa presa di responsabilità sulla questione Ponte dello Stretto.

Ancora, a malincuore, abbiamo dovuto osservare, nelle tre e passa ore di incontro, che nessuno dei 45 giornalisti che hanno posto altrettante domande ha trovato di qualche interesse chiederle cosa intende fare il Governo per il Mezzogiorno, soprattutto alla luce dell’entrata in vigore della Zes unica, ma in particolar modo dopo l’assurda gabella ETS che condanna i porti italiani (e in particolar modo quello di Gioia Tauro che sta mostrando segnali di grande crescita). Ma il Sud non è materia d’interesse dei giornali e i media italiani, più che altro sono impegnati a riempire di gossip le proprie colonne o gli schermi, dimenticando che «se non riparte il Mezzogiorno non riparte l’Italia».

Tant’è, ma l’unico accenno al Sud ha riguardato il grande dolore della tragedia di Steccato di Cutro. Ma in una conferenza stampa di fine anno i lettori (per mezzo dei giornali e dei giornalisti) non vogliono sapere di (pur apprezzabili) sentimenti di sofferta condivisione del dolore, bensì amerebbero capire quali sono le intenzioni di un Governo che aumenta le tasse sui pannolini e pensa che chi guadagna 20mila euro al mese sia un riccone da spennare in tasse.

No, si è parlato di futilità e tutto ciò a suo vantaggio. Con questa opposizione e gran parte della stampa italiana che chiede, con timidezza, quali sono gli obiettivi primari non ha da temere nulla: altro che spettro della crisi, a Palazzo Chigi ci starà per decenni.  (s)

Ponte sullo Stretto, Maraio (Psi): «Vergognoso si realizzi con lo scippo di fondi a Sicilia e Calabria»

«Il Ponte sullo Stretto può rappresentare un’opera strategica per quella parte del Mezzogiorno, ma non lo si può immaginare utilizzando i fondi di Sicilia e Calabria come fossero un bancomat. Ora anche il Presidente della Regione Sicilia, il forzista Schifani, si accorge che il governo amico gli “scippa” i soldi per costruire il Ponte sullo Stretto. Evidentemente non si aspettava che gli sarebbero stati sottratti soldi da quel Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che è carburante necessario per rimettere in moto la macchina del Mezzogiorno» – lo ha detto il segretario del Psi; Enzo Maraio, che aggiunge: «E invece proprio Sicilia e Calabria dovranno privarsi di parte di quelle somme per co-finanziarne la costruzione. Una scelta scellerata, quella del Governo, che mette alle strette gli amministratori locali che proprio sui fondi di coesione puntavano per intervenire nei loro territori. Il tutto avviene con la complicità di amministratori locali vicini a questo Governo: fa davvero impressione come il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto si sia dimostrato compiacente alle scelte calate dall’alto, autorizzando “furti” di risorse necessarie al miglioramento della sua regione» – ha concluso. (rrm)

Il movimento No Ponte ricorda Franco Nisticò a 14 anni dalla sua scomparsa

di NO PONTE CALABRIA – Sono trascorsi 14 anni da quel 19 dicembre del 2009 quando, al termine di un accorato intervento sul palco allestito nella piazza di Cannitello, Franco Nisticò ci lasciava stroncato da un malore.

Era l’ultimo degli interventi conclusivi di una grandissima manifestazione che aveva attraversato le strade di Villa San Giovanni, blindata per l’occasione. E blindata non perché ce ne fosse ragione alcuna, ma solo perché chi ha in mente il saccheggio di questi territori aveva deciso che gli abitanti dello Stretto dovevano aver paura del movimento No Ponte, di chi invece questi territori li vorrebbe difendere.

Chissà cosa penserebbe oggi Franco alla luce della situazione attuale e del quadro sempre più devastante che si profila per la nostra Calabria, destinata al triste ruolo di hub energetico per il resto di Italia e d’Europa, con terreni agricoli trasformati in enormi distese di pannelli fotovoltaici, panorami mozzafiato deturpati da migliaia di pale eoliche e con la volontà di realizzare un rigassificatore, impianto “a rischio di incidente rilevante”, nel Porto di Gioia Tauro.

Chissà cosa penserebbe oggi Franco di un presidente della Regione che dice di non essere fesso quando accetta di distogliere dal Fondo Coesione risorse destinate alla Calabria perché, a suo dire, così ci finanzieranno i lavori per l’autostrada e la SS.106. Come se la Calabria non facesse parte dell’Italia e come se non fosse un nostro diritto avere delle infrastrutture degne di un paese civile. Ma far passare l’essersi arreso ai ricatti e ai diktat dei partiti nazionali come delle vittorie, cercare di far fessi tutti i calabresi, è strategia cara al nostro Occhiuto, visto che dopo aver avallato l’infame autonomia differenziata, ci disse che così finalmente avremmo potuto definire quei Lep che è la Costituzione a prevedere, non un premio alla furbizia. E chissà cosa si inventerà per convincerci che le gabbie salariali saranno, se veramente approvate, un premio per i calabresi e non un’ulteriore motivazione da dare ai nostri figli per farli emigrare in cerca di fortuna altrove.

Allora non è vero che “ccà nisciuno è fesso” ma, al contrario, è vero chi ci stanno tanti fessi che continuano a dare credito a chi, in questi 14 anni, ha continuato ad aggravare un quadro già desolante per la nostra Calabria. Purtroppo, a fronte di questa deriva, non possiamo non denunciare l’incapacità di fare sintesi, di uscire da logiche autoreferenziali, dai particolarismi, che come un virus hanno infettato i movimenti territoriali e sociali della nostra regione.

Così vogliamo ricordare Franco, nella speranza che quelle sue parole oggi possano nuovamente fare breccia nelle menti e nei cuori e avviare una nuova fase di lotta e di riscatto.

«I molti problemi del nostro territorio, come il dissesto idrogeologico, i giovani, il lavoro, non hanno bisogno di divisione, ma hanno bisogno di unità. Dobbiamo lottare con forza e tutti insieme per sconfiggere chi marcia contro. E allora la speranza siamo tutti noi, vecchi e giovani. Per dare insieme una speranza a questa Calabria abbandonata da tutti». (npc)

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Strumentale la polemica sui fondi SFC per il Ponte

di GIACOMO SACCOMANNOLa polemica insorta per essere stati utilizzati alcune somme del Fondo di Sviluppo e Coesione delle regioni Calabria e Sicilia per contribuire alla realizzazione del Ponte sullo Stretto è veramente tendenziosa e strumentale. Intanto, entrambe le regioni partecipano alla società delle Stretto, con l’evidente conseguenza che, in tale veste, devono necessariamente contribuire alla realizzazione dell’opera.

L’aver indicato la possibile utilizzazione di alcuni importi del Fondo di Sviluppo e Coesione non è, sicuramente, una “rapina o uno scippo”, per quanto sopra precisato, in quanto, tra l’altro, si tratta di opera strategica che interessa particolarmente le due regioni. Tra l’altro, a breve, scade il termine per l’utilizzo dell’importo concesso per il periodo 2014-2020, con l’evidente conseguenza che se le somme riconosciute non sono state spese, vi è il rischio di perderle! E sembra proprio che non tutte le somme sono state spese. Ma, a parte questo, non può non evidenziarsi che entrambe le regioni hanno ottenuto riconoscimenti importanti da parte del Governo: cosa che non è mai successa negli ultimi anni.

Un’attenzione particolare che ha messo in moto i lavori per le linee ferroviarie interne, con elettrificazione di queste, che ha rispolverato circa 500 milioni per la sistemazione dei passaggi a livello (somme ferme da moltissimi anni), che sta definendo i progetti per l’alta velocità Salerno-Palermo, che ha stanziato tre miliardi per la 106, due per l’autostrada, ed altre somme per le trasversali o i collegamenti in Sicilia, oltre ai rifacimenti di molte stazioni ferroviarie. Senza aggiungere altre risorse per opere minori e la previsione del rigassificatore a Gioia Tauro che potrebbe trasformare lo sviluppo di tale area.

Comprendiamo che questo evidente interessamento per le due regioni non è gradito a soggetti che, per decine di anni, hanno solo promesso, ma non hanno realizzato nulla. Ma, questo non vuol dire che oggi bisogna criticare chi sta operando concretamente per la crescita della Sicilia e della Calabria in un modo che mai si era visto. Il Ministro Salvini ed il Governo vogliono eliminare il divario esistente tra Sud e Nord, ma questo potrà avvenire, solamente ed esclusivamente, realizzando le opere fondamentali perché ciò possa accadere. E le infrastrutture sono essenziali per la crescita del territorio. Una persona seria, anche se di colore o idea diversa, dinnanzi alla possibilità di rendere le due regioni competitive e non come oggi ultime in quasi tutte le classifiche, dinnanzi a tali possibilità può e deve interessarsi che le stesse vengano eseguite celermente e nel migliore dei modi per la collettività.

Le critiche di posizione partitica non condizionano più le intelligenze dei calabresi e siciliani, che sapranno valutare seriamente chi sta lavorando per il bene dei propri territori. Le chiacchiere e le polemiche non portano crescita, sviluppo, economia, occupazione, benessere. E il meridione ha bisogno di azioni concrete e non di altre tante promesse che lo hanno portato al disastro sociale ed economico. (gs)

[Giacomo Saccomanno è commissario regionale della Lega]

Il sindaco di CZ rilancia proposta di referendum sul Ponte sullo Stretto

Un referendum consultivo in Calabria sull’utilità del Ponte sullo Stretto e, di riflesso, sulla possibilità che la Regione contribuisca al finanziamento dell’opera rinunciando a parte del Fondo di Sviluppo e Coesione. È la proposta lanciata dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ospite di Radio24.

«Se c’è la volontà politica si può votare anche assieme alle Europee della prossima primavera – ha detto il primo cittadino –. Qualcuno, terrorizzato da questa ipotesi, sostiene che il referendum consultivo non è contemplato. Non è così. Il referendum consultivo su questioni di interesse regionale è previsto dall’art.12 dello Statuto e a farne richiesta possono essere il 10% del corpo elettorale o il 40% dei Consiglieri regionali. Manca, è vero, la legge attuativa e la Calabria, se non erro, è una delle tre Regioni che non lo hanno fatto, assieme a Basilicata e Molise».

«Cosa impedisce al Consiglio regionale – ha aggiunto – di varare in due mesi la legge attuativa e consentire così lo svolgimento del referendum? Io credo sia interesse dello stesso presidente Occhiuto e dello stesso ministro Salvini conoscere la volontà popolare della Calabria su un tema così serio».

«È l’unico strumento democratico – ha concluso – per sapere se davvero la Calabria, come sostiene Salvini , è favorevole al Ponte e se è disposta ad ogni sacrificio pur di averlo. Se la Calabria si pronuncerà per il ponte, allora il ragionamento di Salvini di una compartecipazione della nostra Regione, potrebbe anche avere una logica. Si faccia dunque senza paura il referendum». (rrm)

NON BASTA DIRE “PONTE“ PER CAMBIARE
LE SORTI DEL SUD: SERVE UNA VERA SVOLTA

di MIMMO NUNNARI – Dicono che faranno il Ponte, ma intanto, visto che non c’erano tutti i soldi per farlo, hanno dirottato sul progetto 1,6 miliardi di euro che erano destinati al fondo di sviluppo e coesione gestito da Sicilia e Calabria, più altri 718 milioni per opere nel Mezzogiorno. Così, con un clic, visto che sa d’antico parlare d’un tratto di penna, quando si cancella qualcosa. Il clic è più veloce.

Bisognerebbe vedere nel dettaglio per quali opere sono stati “cassati” i finanziamenti dirottati sull’opera di regime che Salvini vuole realizzare a tutti i costi; alcuni dicono perché vuole entrare nella storia, più verosimilmente per raccattare consensi al Sud, che prima vedeva come una zavorra per l’Italia del Nord e adesso pensa che sia un’opportunità, quantomeno dal punto di vista elettorale. Perché tutto per quello [il consenso] si fa oggi, nella politica in Italia, a destra come a sinistra. Alzi la mano chi ha un progetto, una visione di Paese e di futuro, un occhio al bene comune, il bottone giusto per accendere un motore che faccia girare le cose.

Una settimana fa il Censis ha restituito l’immagine di un Paese fermo, confuso, prigioniero di ventate emotive, privo di una visione di sviluppo condivisa e condivisibile. Non poteva essere diversamente: la classe politica italiana è quella che è, incapace di fare le riforme che necessitano per far volare il Paese. Volare, sì proprio volare, perché l’Italia potrebbe volare se avessimo una classe dirigente e un Governo adeguati. Sulla carta e nellopinione comune siamo storicamente un Paese ricco dingegno, ancorché povero di risorse, e quando lingegno viene meno – come nellepoca attuale – sono dolori, e soprattutto è crisi, morale ed etica, prima che economica, delle più nere. Avremmo bisogno di un cambiamento di prospettiva: lItalia tutta ne ha disperatamente bisogno, per scongiurare il collasso sociale, economico e ambientale che incombe, soprattutto al Sud.

Ma non si riesce ad andare oltre il “ponte” che Salvini vuole più di tutti, e poco importa se bisogna sacrificare cose che avrebbero ridotto le disuguaglianze che sono le vere iatture di questo Paese incompiuto, senza identità. Per ridare le ali al Paese, che ha bisogno di rimettere a posto i suoi ingranaggi, serve metodo, e il Sud dovrebbe intanto avere i suoi ingranaggi, perché neanche quelli ha. Metodo che cambi la base decisionale, metodo di sintesi costruttiva, che aiuti a scegliere le priorità, quello che serve, che ci guidi fuori dal pantano in cui tutti oggi siamo invischiati. Non basta dire “ponte”, per cambiare le sorti del Sud. Il ponte da solo – sempre che si realizzi – è come comprarsi una Ferrari senza motore; poi la devi spingere per farla muovere, o ti ci puoi solo sedere alla guida e farti un selfie.

È avvilente, che al clic che ha dirottato i finanziamenti previsti per il Sud abbiano messo il loro onorevole ditino per spingere i bottoni i parlamentari della maggioranza eletti nel Meridione, e che gli altri, dell’opposizione, non si siano ancora incatenati agli scranni per protesta. Si sta giocando col fuoco e si sta abusando della pazienza del Sud che non può essere infinita. Il Sud è come un vulcano addormentato che può risvegliarsi all’improvviso. È come una polveriera che può saltare in aria con lo scoppio di una sola scintilla.

Non bastano gli annunci e le promesse per scongiurare eventualità incresciose, e pericolose. Porre riparo alla debolezza storica di regioni come la Calabria sarebbe il punto da cui partire. Spezzare le catene che condannano il Sud all’arretratezza dovrebbe essere un imperativo e non si spezzano certo solo col ponte queste catene; ponte che sembra essere diventato un capriccio elettorale di un ministro per adesso accontentato con i soldi del Sud dirottati con un dirottamento che sembra di più un furto, ai danni di Sicilia e Calabria. (mnu)

Ponte sullo Stretto, Occhiuto: La Calabria contribuirà con 300 mln

Trecento milioni di euro. È questa la somma con cui la Regione Calabria contribuirà alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Lo ha reso noto il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, intervistato da Il Corriere della Sera.

«La polemica tra Schifani e Salvini è stato un equivoco, la Sicilia voleva mettere 1 miliardo, il governo ne chiede 1,3. Presto si chiariranno», ha detto Occhiuto, ricordando come «Forza Italia è da sempre favorevole alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Io stesso ho chiesto che quest’opera straordinaria fosse intitolata al presidente Silvio Berlusconi».

«elle intenzioni del presidente Schifani, più convinto di me sulla realizzazione del Ponte, c’è l’idea di cofinanziare l’opera attingendo ai Fondi di Coesione. E Salvini questo lo sa, perché ne abbiamo parlato otto mesi fa», ha ricordato ancora il governatore, sottolineando come «bisogna tener presente quanto la Sicilia incassa dai Fondi di Coesione, 6 miliardi, mentre alla Calabria ne arriveranno solo 2 miliardi e 200 milioni. E, poi, il Ponte sarà un’opera strategica molto di più per la Sicilia che per la Calabria».

Una decisione, quella di destinare maggiori fondi alla Sicilia, per consentire ai siciliani «superare la condizione di insularità», ha spiegato Occhiuto, sciogliendo il nodo dei contributi dalle due regioni.

Il presidente, poi, ha annunciato che «entro la fine dell’anno il Mit finanzierà un miliardo di euro per i lavori del nuovo tracciato dell’autostrada del Mediterraneo, che interesserà il tratto di Altilia Grimaldi».

«“I calabresi devono stare sicuri che alla Calabria non sarà tolto un euro. A fronte dei 300 milioni che ‘devolveremo’ per il Ponte, arriveranno tanti altri miliardi che serviranno per finanziare altre infrastrutture, come la statale 106 e l’Alta velocità. Il Ponte sarà l’opera bandiera per Forza Italia: se Calabria e Sicilia, lo cofinanzieranno per il 10%, non mi sembra una cosa folle. La Calabria troverà altri benefici per aver contribuito alla sua realizzazione».

«È pronto 1 miliardo di euro – ha aggiunto – per finanziare alcuni lotti dell’Autostrada del Mediterraneo. Una parte si bandirà nel 2024, l’altra nel 2025. Poi sempre entro la fine di quest’anno, sarà bandita l’elettrificazione della linea ferroviaria jonica e i due lotti della statale 106 per complessivi 3 miliardi: per la parte compresa tra Squillace e Melito Porto Salvo ho già ottenuto da Anas la realizzazione della progettazione».

Occhiuto, poi, ha ribadito come «il Ponte è diventata un’opera ideologica, perché il primo a volerla davvero fu Berlusconi. Adesso con il governo di centrodestra sta diventando una realtà. Ho una convinzione: una volta che partiranno i lavori per la sua realizzazione, il processo sarà irreversibile». (rrm)

Ponte, capigruppo di maggioranza e il presidente Mancuso replicano al Pd

I capigruppo della maggioranza e il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, hanno replicato al Partito Democratico in merito alla polemica alimentata dei dem sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione destinate a «un’opera storica e come il collegamento stabile sullo Stretto».

«La Regione Calabria parteciperà alla realizzazione del Ponte sullo Stretto – hanno evidenziato – con una quota di 300 milioni ed ha già ottenuto, proprio grazie alle interlocuzioni del presidente Occhiuto con il governo su questa strategica infrastruttura, quasi 4 miliardi di finanziamenti per la mobilità. Infatti, senza che il Ponte sia ancora stato costruito, la nostra Regione ha già ottenuto 3 miliardi per la SS 106, a cui si aggiunge un ulteriore miliardo per il completamento del tratto dell’A2 tra Cosenza e Altilia».

«Il Ponte già ora si sta rivelando, per la Calabria e la Sicilia – hanno proseguito – uno straordinario attrattore di opportunità, di crescita, e di miglioramento delle condizioni logistiche, Basta fare quattro calcoli per riportare a verità i vaneggiamenti del Pd: il Ponte costerà circa 5 miliardi e il governo ha stanziato risorse pari a 13 miliardi, il che vuol dire che i restanti 8 miliardi saranno impiegati per infrastrutturare il territorio delle province di Reggio Calabria e Messina, soprattutto nelle opere viarie e di collegamento».

«Tutto ciò, a dimostrazione che il Ponte sullo Stretto – hanno continuato – la cui realizzazione determinerà ricadute occupazionali enormi, oltre a essere una grande opportunità di sviluppo per la Calabria e una gigantesca fonte di attrazione di traffico turistico e commerciale, è già, e sempre più lo diventerà, un rilevante attrattore di investimenti. Insomma, c’è chi quotidianamente lavora e si spende per dare alla Calabria occasioni reali di crescita e modernizzazione e chi, invece, fa della polemica sterile e fine a se stessa la cifra del proprio agire. Per fortuna i calabresi sono in grado di formarsi un giudizio consapevole sulla realtà dei fatti».

«Una nota finale sugli attacchi del Pd. Se il presidente Occhiuto avesse scelto la propria carriera due anni fa – hanno concluso – sarebbe rimasto a Roma a fare il capogruppo e oggi probabilmente sarebbe un ministro dell’esecutivo Meloni. Invece, ha scelto la Calabria e sta dimostrando con i fatti, e non con le chiacchiere prodotte in questi mesi dall’opposizione, che la nostra Regione può essere governata ed essere protagonista a testa alta, nello scenario nazionale ed europeo». (rrc)