REGGIO – Lunedì la presentazione del libro “Il popolo di mezzo” di Mimmo Gangemi

Lunedì 21 giugno, alle 19, a Reggio, al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”, è in programma la presentazione del libro Il popolo di mezzo di Mimmo Gangemi.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo di incontri A las siete de la tarde (Alle sette di sera) organizzato dal Circolo Culturale Rhegium Julii, che anticiperanno la nuova edizione dei Caffè letterari 2021.

l nuovo libro di Gangemi propone ancora una saga su ciò che siamo stati, sui sacrifici che tante famiglie meridionali hanno affrontato per cambiare la propria condizione sociale e narra la storia di un siciliano con due figli approdato in America con il sogno di una vita migliore.

La trama, ambientata in un contesto americano per nulla accogliente, consente a Gangemi di soffermarsi sulle logiche di sfruttamento e sulla cultura del pregiudizio e del razzismo che hanno reso drammatica ogni forma di convivenza del protagonista della vicenda e dei suoi figli.

Isolati da tutti, esclusi ed emarginati dalla comunità alla stessa stregua dei negri, gli italiani subiscono ogni forma di sopraffazione e financo un doloroso linciaggio.

Nonostante tutto questo la storia si dipana nel racconto delle storie parallele dei due figli ed evidenzia come le qualità a volte riescono a superare anche gli ostacoli più difficili e possono diventare un’occasione per rivivere sentimenti importanti vissuti e mai dimenticati dai nostri emigranti come il coraggio dei pionieri, la nostalgia divorante, la speranza di piegare il destino e il sogno del ritorno.

Profondo conoscitore delle storie del Mezzogiorno Gangemi, ancora una volta, porta all’attenzione di tutti una storia di grandissima attualità che spesso ritroviamo negli attuali, drammatici, racconti di emigrazione e di dolore di interi popoli. (rrc)

REGGIO – Il 22 giugno il Dibattito pubblico sull’Unione Europea

Martedì 22 giugno, alle 17, sulla pagina FB dell’Istituto Superiore Europeo Studi Politici, è in programma il dibattito pubblico sull’Unione Europea.

L’incontro, che rientra nel progetto 2021 della Rete Cde col contributo della rappresentanza italiana della Commissione Europea, fa seguito al primo incontro, svoltosi nei giorni scorsi, che ha offerto un’occasione di libero confronto per ragionare  sulle sfide e le priorità dell’Europa e per far sentire la voce e le opinioni del territorio. Per l’occasione, inoltre, è stata presentata è stata anche la Piattaforma appositamente pensata per la Conferenza quale strumento  perché davvero questo sia un confronto inter-europeo e trasnazionale. Le istituzioni europee si sono  impegnate, nell’ambito delle rispettive competenze, a potare avanti le proposte della Conferenza  rendendole effettive. 

Il primo evento, dunque, svoltosi in presenza al Digies della Mediterranea, ha visto un corposo numero di  interventi nei quali si è spaziato dal tema della cittadinanza alla trasformazione digitale, dai valori  dei popoli europei all’informazione toccando il ruolo dell’Ue nel mondo, il cambiamento climatico e  quasi tutti i temi previsti per la Conferenza. Il dibattito ha preso le mosse dagli studenti universitari che hanno aperto un ciclo di dibattiti, che proseguirà, appunto, con il secondo incontro del 22 giugno.

Presente sul territorio reggino da più di cinquant’anni, l’Isesp (Istituto Superiore Europeo  Studi Politici) continua a promuovere la formazione intellettuale dei cittadini di ogni età mediante  attività didattiche e di ricerca intese a diffondere la cultura politica, con speciale riguardo alle  esigenze dell’Unione Europea, della Nazione e del territorio calabrese e nella prospettiva di una  sempre maggiore integrazione europea.  

Non a caso, quello dell’Isesp di Reggio Calabria è tra i 403 Centri di documentazione europea – ricorda il Prof. Daniele Cananzi, Docente presso l’Università Mediterranea e Responsabile  accademico Cde – uno di più risalente istituzione in Italia; la prima Convenzione con la Commissione  delle Comunità europee (oggi Commissione europea) risale al 1976 ed è stata rinnovata, da ultimo,  nel 2018. Ogni anno la rete dei Cde organizza un progetto nazionale volto a sensibilizzare la  cittadinanza sulle più attuali tematiche della vita civile; stante l’attuale Conferenza sul futuro  d’Europa, avviata l’ultimo 9 maggio, il progetto di quest’anno partecipa al confronto democratico in  vista del futuro dell’Unione che chiama ciascuna cittadina e ciascun cittadino europeo a esprimersi,  a fare sentire la propria vice e le proprie idee. (rrc)

 

REGGIO – Lunedì la presentazione del calendario dell’Estate Reggina

Lunedì 21 giugno, alle 10.30, nel Salone dei Lampadari di Reggio Calabria, è in programma la presentazione del Cartellone degli eventi per l’Estate reggina 2021.

La Città di Reggio Calabria apre il ricco programma delle attività culturali previste per la stagione estiva. Anche quest’anno, nonostante le difficoltà ancora legate alla crisi pandemica, l’Amministrazione comunale reggina ha voluto coinvolgere associazioni, operatori culturali, imprese del mondo dello spettacolo, per comporre il fitto calendario di eventi che animeranno piazze e strade della città tra i mesi di giugno e settembre.

Ad illustrare il cartellone delle iniziative saranno il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore al Turismo, Rosanna Scopelliti ed il consigliere delegato all’Estate Reggina ed ai Grandi eventi, Mario Cardia

Parteciperanno le assessore alle Attività produttive ed allo Sport, Irene Calabrò e Giuggi Palmenta, i consiglieri metropolitani delegati alla Cultura ed al Marketing territoriale, Filippo Quartuccio e Carmelo Versace(rrc)

REGGIO – L’incontro “Da conversazione ad azione – Incontro finale”

Domani mattina, alle 11, su Google Meet, è in programma l’evento Da conversazione ad azione – Incontro finale, che rientra nell’ambito del ciclo Impara l’arte e a non metterla da parte!, che fa parte delle attività del Laboratorio dello Stretto, un progetto diretto da Francesco Scialò, finanziato dall’intervento “Linee guida per le Istituzioni Afam calabresi finalizzate al sostegno di interventi a valere sull’Azione 10.5.1 del Por Calabria Fesr/Fse 2014-2020”.

“Impara l’arte e a non metterla da parte!” nasce con l’Associazione Culturale FUORI POSTO insieme all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Maria Daniela Maisano. È un ciclo di nove incontri sui mestieri dell’arte, di formazione e orientamento, curati da Francesco Benedetti, docente di Design del Gioiello presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Essi vedono la partecipazione di sei esperti di art advisoring, visual design, arte contemporanea e curatela d’istituzioni artistiche. (rrc)

REGGIO – È nato il Comitato Giovani di Cambiamo RC

A Reggio Calabria è nato il primo Comitato Giovani di Cambiamo Reggio Calabria, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare i giovani alla politica e  ridare dignità al Sud e all’Italia intera.

Non si può non riflettere –ha dichiarato Cetty Scarcella, vicecoordinatore nazionale dei Giovani di Cambiamo – su parole che hanno dato forza agli uomini di lottare per una comunità giusta. E l’archè di una comunità giusta è un’amministrazione giusta. Per diventare fautori di un vero cambiamento è fondamentale agire con coraggio, senza essere trasportati dai venti del dubbio e dell’incertezza. È tempo di scelte politiche coraggiose per cambiare le sorti del nostro paese, i piccoli passi non bastano a ridisegnare un avvenire rassicurante che profumi di serietà, onestà e amor proprio. È il coraggio di osare che scrive la storia».

«Le giovani generazioni  – ha evidenzia il vicecoordinatore nazionale dei giovani – devono essere promotrici di speranza e curare la delusione senza piegarsi alla rassegnazione ma, invece, dimostrare impegno profuso, spirito di iniziativa e determinazione. Non si possono percorrere nuove strade senza rischio e non è giusto lamentarsi se non si è sostenitori e protagonisti di un cambio di rotta. Guardiamo, oggi, anche al movimento e al comitato promotore del partito nascente “Coraggio Italia” che, dopo l’Assemblea costituente e la stesura dello Statuto, auspichiamo abbia tutte le carte in regola per lasciare un’impronta innovativa nel panorama politico italiano. Noi giovani ci siamo e il coraggio di certo non ci manca».

«L’unione fa la forza – ha concluso la Scarcella –  e permette di ottenere uno spazio più ampio e di irrobustire e potenziare quell’area moderata del centro destra ispirata ai valori liberali cattolici e riformisti. Il presidente della Liguria, Giovanni Toti e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, hanno lanciato un monito di coraggio e di fiducia. Non possiamo non recepirlo come un barlume di luce che possa diventare sempre più radiosa, che punti sulla competenza, sui giovani e, come si deduce dai colori scelti per il nuovo simbolo, sulle donne». (rrc)

Al MArRC di Reggio s’inaugura la mostra “Salvati dall’oblio”

S’inaugura oggi, in Piazza Paolo Orsi del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, la mostra Salvati dall’oblio, a cura del direttore Carmelo Malacrino, da Bartolo Taglietti, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza e dall’Archeologo Maurizio Cannatà.

L’esposizione, composta da 150 preziosi reperti archeologici rinvenuti  illecitamente o pronti per essere venduti sul mercato clandestino, e recuperati dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, è visitabile fino al 9 gennaio 2022, ed è la prima mostra, dopo i mesi di chiusura a causa della pandemia, che viene realizzata all’interno del Museo.

L’inaugurazione di Salvati dall’oblio – realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’Università della Calabria e della Direzione Regionale Musei Calabria – dunque, rappresenta la ripartenza delle grandi mostre al Museo di Reggio Calabria.

Mostra salvati dall'oblio

«La mostra, con il suo curato percorso espositivo, rende molto bene l’idea del grande lavoro svolto nel tempo dal Nucleo di Cosenza per la salvaguardia di un patrimonio straordinario, quello di una Regione ricca di storia e di cultura» ha spiegato il generale Ricciardi.

«Siamo onorati di poter ospitare in Museo questi manufatti – ha commentato il direttore Malacrino – non soltanto per il contributo archeologico e di ricerca, ma soprattutto per il valore civile che essi testimoniano nei confronti della collettività per la tutela dello straordinario patrimonio culturale italiano e calabrese in particolare. L’obiettivo della mostra non è soltanto quello di esporre reperti archeologici che, diversamente, sarebbero rimasti sconosciuti in qualche vetrina di collezionisti privati, ma anche quello di descrivere e comunicare al pubblico l’eccezionale azione di contrasto alle attività illecite e ai reati contro il Patrimonio Culturale condotta con orgoglio dai Carabinieri in sinergia con il Ministero della Cultura e con le sue diramazioni regionali».

«Ringrazio, quindi – ha concluso – l’Arma per le sinergie proficue messe in campo per la realizzazione di questa esposizione. Una mostra che vede la luce dopo i mesi di chiusura al pubblico determinati dalla pandemia e della cui realizzazione siamo fieri. Sono certo che essa rappresenterà un valore aggiunto alla collezione permanente del Museo, entusiasmando gli animi e la vista dei calabresi e dei turisti che attendiamo numerosi».

«La prima sezione tematica della mostra – ha spiegato Cannatà – evidenzia il valore identitario che il patrimonio culturale riveste per l’intera collettività, l’importanza della sua tutela e della sua valorizzazione come valori fondamentali della nostra Nazione, così come sanciti dall’art. 9 della nostra Costituzione. L’allestimento prosegue rimarcando il rapporto tra la Costituzione repubblicana e la moderna legislazione contenuta nel Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, sottolineandone la lunga tradizione derivante dalla normativa vigente negli stati preunitari. Nella seconda sezione della mostra sono descritti i compiti, le funzioni, le attività operative del Comando TPC e del suo Nucleo calabrese, che hanno permesso di salvare dalla distruzione numerosi siti di interesse culturale e paesaggistico, nonché di recuperare migliaia di opere d’arte trafugate illecitamente».

«Una volta conclusi i procedimenti giudiziari scaturiti dalle attività investigative – ha concluso – il patrimonio culturale di proprietà statale recuperato dai Carabinieri TPC viene affidato al Ministero della Cultura. La terza sezione – conclude Cannatà – descrive l’intensa attività dei tecnici del Ministero, Archeologi, Architetti, Storici dell’Arte e Restauratori, finalizzata a recuperare il valore culturale e storico dei beni». (rrc)

REGGIO – Via libera al Piano di Zona per il Sociale

La città di Reggio ha il suo Piano di Zona per il sociale 2021-2023.

La giunta comunale, infatti, ha dato il via libera al programma destinato a rivoluzionare il welfare sul territorio, mappando criticità da eliminare, potenzialità sulle quali investire, nuove opportunità da sviluppare. È corposo, infatti, l’elenco degli interventi che saranno consolidati o potenziati ed dei nuovi servizi che saranno attivati nei diversi quartieri.

Fra le novità rientrano, per esempio, l’Attività di sostegno per minori a rischio sociale ad Arghillà e Pellaro (Legge n. 285/97) con un investimento di 120.000 euro, oppure il Servizio di pronta accoglienza per minori (3-12 anni) con quasi 66 mila euro inseriti nei Pon Metro 2014-2020. Ma anche il Servizio “Hub dei servizi per la famiglia” con 250.776,40 sempre su fondi Pon Metro ed altri 1,6 milioni per i Servizi educativi 0-3 con 50 posti in più nei nuovi nido comunali.

Attraverso i Pon Inclusione si arrivera ad oltre 3 milioni di euro per il Catalogo dell’offerta formativa e 100 mila euro (Pon Metro) andranno ai Servizi di supporto all’inclusione sociale per le famiglie. Con 785 mila euro dai Poc Metro si attiveranno i Servizi di accompagnamento all’housing sociale e, sempre dai Pon Metro 14/20, si attingeranno quasi 800 mila euro per l’Agenzia sociale per la casa. Nasceranno Empori della solidarietà (601.538,71 euro sui Pon Metro) e verrà realizzato il Centro diurno per persone senza fissa dimora capace di ospitare 30 persone grazie a poco più di 730 mila euro individuati ancora nei Pon Metro 2014-2020.

Attraverso 570 mila euro (FNPS, FRPS – Fondi DGR n. 503/19) prenderà corpo una nuova struttura che ospiterà 20 donne in quella che diverrà Casa di accoglienza per donne in difficoltà, gestanti e/o con figli. In 80, poi, potranno contare sui Centri per minori con disabilità (Legge n. 285/97) grazie ad una struttura che costerà 642.096 euro.

Nei Pon Metro, ancora, rientrano pure i Servizi di housing e di centro diurno anziani, previsti ai “Ricoveri Riuniti”, con un intervento di 255.000 euro. Lunghissimo anche l’elenco delle attività già esistenti e che saranno incrementate e potenziate: dalla Casa famiglia “Dopo di Noi” ai Centri diurni per disabili adulti, dal Servizio di Assistenza domiciliare per disabili al Gruppo appartamento per minori, dalle Case Famiglia alla Comunità educativa per minori, dal Servizio di affidamento familiare diurno e residenziale al Servizio Assistenza domiciliare anziani passando per Comunità alloggio residenziale. Tantissimi anche i servizi sui quali si interverrà con un importante consolidamento.

Per l’assessore alle Politiche Sociali, Demetrio Delfino, l’approvazione del Piano di zona rappresenta «un evento storico per la città ed il suo territorio racchiuso in un unico ambito».

«Per farlo – ha spiegato a margine della riunione dell’esecutivo – la linea scelta è stata quella della condivisione. L’Ente, infatti, ha aperto le porte al contributo fondamentale di chi giornalmente affronta i tanti disagi sociali: terzo settore, sindacati, Asp, cooperative, associazioni, famiglie. L’altissima partecipazione, il serrato confronto e l’acquisizione dei vari input sono state le basi per la co-costruzione del piano sviluppatosi attraverso tavoli tematici ed incontri costanti».

«Quello prodotto – ha aggiunto – non vuole essere certo un “libro dei sogni”, ma un documento realistico di ciò che è e di quello che vogliamo diventi passando dai comuni “servizi sociali” a vere e più complesse pratiche di “politiche sociali”. Queste ultime intese come investimento per il futuro di tutta la comunità. Proprio per questo abbiamo deciso di lasciare il Piano di Zona aperto, ossia un piano “work in progress” che nel triennio possa essere modificato attraverso le valutazioni ed i riscontri che si avranno. A tale scopo, visto l’ottimo risultato avuto dal confronto, l’impegno è quello di istituire i tavoli tematici in modalità permanente affinché il rapporto di collaborazione tra Comune e soggetti territoriali non cessi ma sia costante e produttivo nel tempo».

«Un esempio di democrazia partecipata che vogliamo proseguire», ha sottolineato l’assessore Delfino concludendo: «Questo tipo di risultati non si ottengono senza una squadra affiatata che ne condivide spirito ed obiettivi, per questo vorrei ringraziare del grandissimo lavoro svolto il dirigente al Welfare Francesco Barreca, i membri dell’ufficio di piano, i dipendenti del settore e la società IRESS per l’alta professionalità dimostrata». (rrc)

REGGIO – Successo per il secondo appuntamento de Le Muse

Nel cortile delle Muse di Reggio Calabria, si è svolto, con successo, il secondo appuntamento degli incontri estivi dell’Associazione Le Muse – Laboratorio delle Arti e delle Lettere di Reggio Calabria, che ha visto la partecipazione di Vivien Hewitt, regista, scenografa, costumista e Premio Muse 2021.

«Una scelta importante – ha dichiarato il presidente Muse, Giuseppe Livoti – scelta che attesta come il Premio Muse è nel panorama internazionale dei riconoscimenti di prestigio che vedono, “in presenza”, personalità di alto livello dialogare con i soci e “firmare”, ormai, la storica formella in argilla che attesta la consegna del premio, formella realizzata dalla nota artista, scultrice e ceramista Rossella Marra».

Tanti saluti istituzionali iniziali dal collegamento in diretta col già Premio Muse Marinetta Saglio, fotografa per il cinema, la tv ed il teatro la quale, ha ribadito come ricevere una attestazione è fonte essenziale di riconoscimento per chi lavora in questo campo, ed ancora il presidente dei Comuni dell’Area Grecanica Pierpaolo Zavettieri, sindaco di Roghudi che ha voluto ribadire il senso del fare cultura nei nostri territori che andrebbero valorizzati e protetti, così come l’attività de Le Muse, ormai un riferimento della regione Calabria. Dello stesso parere il presidente del Consiglio Comunale di Staiti, Leone Campanella. E, ancora, del presidente della Camera di Commercio dott. Ninni Tramontana che, complimentandosi per la pregevole iniziativa, ha sostenuto l’urgenza di fare rete anche con sodalizi come Le Muse e che l’occasione dell’incontro con la Hewitt potrà essere anteprima di probabili accordi per il futuro.

Dunque, appuntamento prestigioso  per una donna che ha firmato circa settanta produzioni operistiche in prestigiosi teatri in Italia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Malta, Usa, Giappone, Corea del Sud, Brasile, Perù e Uryguay. Ha dato vita all’Itinerario Pucciniano con il libro La Terra di Puccini e il dvd Puccini Luoghi e suggestioni. Tra i suoi spettacoli Madama Butterfly al Teatro Carlo Felice di Genova e al Arts Center di Seoul nella produzione intramontabile del Festival Puccini (18 riprese finora in Italia, Giappone, Germania e Usa), La Boheme a Seoul e a Gozo, Tosca a Gozo, Otello di Rossini al Manoel Teatro di Malta, Il Barbiere di Siviglia sempre per il Teatro Carlo Felice. Collabora da molti anni con il Festival Puccini di Torre del Lago.

La sua produzione di Madama Butterfly è la più acclamata e longeva nella storia del Festival: è stata rappresentata a Torre del Lago nel 2000, 2002, 2003, 2004, 2010, 2012, 2016 e 2018. Premio Fuji per il migliore evento dell’anno culturale Italia Giappone 2001, è stata presentata a Tokyo, Nagasaki, Kobe, a Baltimora, al Maifestspiele di Wiesbaden, nuovamente in Giappone presso il Bunka Kai Kan Theatre e per l’Expo di Aichi nel 2005 e a Seoul nel 2017. Edgar, scelto nel 2008 fra i titoli per l’inaugurazione del Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago in concomitanza con i 150 anni dalla nascita di Giacomo Puccini, è stato votato dal pubblico quale migliore spettacolo della 54° edizione del Festival. 

Ha affiancato il baritono Rolando Panerai nella realizzazione di La Bohème (1994) e Gianni Schicchi (1993) per il Festival Puccini. La guida La Terra di Puccini con le fotografie di Angelo Ceresa, nasce invece nel 1991 per creare un itinerario turistico culturale attraverso i luoghi pucciniani. Regista e sceneggiatrice di documentari e video, ha collaborato alla mostra Nessun Dorma all’Opera Nazionale di Beijing (2010) e al Pearl Opera House di Guangxhou (2011), oltre a Puccini al Cinema  a Torre del Lago per le celebrazioni Puccini 150° (2008). Un momento dunque di dialogo con una “stage director” dei più grandi palcoscenici al mondo.

La premiata ha raccontato tanti episodi della sua vita: «tutto avviene seguendo un sogno – ha raccontato – io giovane donna partita dall’Irlanda verso l’Italia, e che ora mi vede presente in Calabria dal lontano 1994, in occasione della riapertura del Teatro Rendano con la messa in scena curata da me del Gianni Schicchi. Il Teatro è vita, immaginate che, per una produzione per l’opera lirica, spesso ci sono più di 80/100 persone su un palco, una grande fabbrica. Reggio con il Teatro Cilea, perché non produce? Perché non vi è una Fondazione ? I giovani sono bravissimi, bravissimi i calabresi ma le strutture? Palermo, in questo ultimo periodo, è riuscita a stabilizzare circa 15 persone all’interno del suo Ente Stabile ed in un periodo così, queste, sono le grandi vittorie in particolare per le nuove generazioni».

«Io ho iniziato così, per caso giovanissima – ha proseguito – mi portarono a vedere il Pipistrello di Strauss e rimasi suggestionata dalla rappresentazione, e pensai tra me e me perché non fare anche io questo lavoro? Ero sognatrice e, magari, fuori luogo in quel momento ma, per caso cercavano una attrezzista di scena in un teatro accanto al mio luogo di lavoro. Amavo ed amo il bel canto e così studiai all’Istituto Verdiano a Parma».  

La serata ha previsto vari momenti di interazione con le storie pucciniane come le creazioni artistiche di Giovanna Cuzzocrea in arte “crazy joe”, dedicate alla Turandot, Butterfly, Boheme, Tosca, Manon lescaut.

E, ancora, la presenza di Samuela Piccolo che, in qualità di direttrice di danza ed esperta di ballo, ha realizzato un appello sotto forma di coreografia leggera ed inedita, animando il giardino de Le Muse e ricordando a tutti che occorre  una ripresa per tutto questo settore – in crisi – a causa della pandemia, e ponendo l’attenzione alle istituzioni tutte, quelle di alta cultura che dovrebbero supportare centri di formazione e di promozione del mondo coreutico. 

La consegna del Premio ha sancito la fine della serata che ancora una volta per la vice presidente Muse già dirigente scolastico Orsola Latella attesta un operato culturale de “Le Muse”  proteso al bello, al nuovo ed all’inedito nella massima crescita della civitas.  (rrc)

L’appello del Premio Muse Vivien Hewitt: Il Teatro Cilea di Reggio ha bisogno di una Fondazione

«Reggio, con il Teatro Cilea, perché non produce? Perché non vi è una Fondazione? I giovani sono bravissimi, bravissimi i calabresi, ma le strutture?». È quanto ha chiesto Vivien Hewitt, regista, costumista, scenografa e Premio Muse 2021, nel corso del secondo Appello dell’Associazione Culturale Le Muse.

Una domanda, quella della Hewitt, a cui il Comune dovrà fornire una risposta, considerato il fatto non solo che il Teatro “Francesco Cilea” di Reggio è il più grande teatro della Calabria, con i suoi 1.500 posti, ma anche che l’idea di realizzare una Fondazione per «rilanciare il Teatro Cilea, valorizzare le produzioni culturali del territorio e proporre una stagione teatrale unica e di qualità» era già stata valutata dalla Giunta Falcomatà ma che, purtroppo, è finito nel dimenticatoio.

Il primo cittadino, infatti, nel corso del primo mandato, aveva organizzato due incontri esplorativi «per la predisposizione del masterplan economico e della bozza di statuto del nuovo soggetto che sarà costituito da Enti pubblici ed aperto al contributo dei privati».

La riunione per la Fondazione del Teatro Cilea

L’obiettivo degli incontri, dunque, era quello «di costituire una Fondazione per la gestione complessiva dei servizi connessi al Teatro Cilea, una delle strutture culturali più belle e prestigiose dell’intero meridione d’Italia, individuando una direzione artistica che consenta di costruire un unico cartellone di eventi per la stagione teatrale, mettendo insieme le istanze dei tanti valenti promotori culturali ed organizzatori che già oggi operano nel comprensorio reggino e calabrese e valorizzare le migliori risorse culturali del territori».

Falcomatà, ai tempi, aveva sottolineato il fatto che «dopo anni di stasi assoluta, il nostro splendido teatro è tornato ad essere oggi il punto di riferimento principale per l’arte e la cultura della città grazie al lavoro di programmazione prodotto in questi anni e grazie alla collaborazione degli operatori culturali presenti in città il teatro è oggi una struttura viva e vitale, capace di proporre ogni settimana ai reggini, ma anche ai turisti, diverse piece teatrali, di lirica, di prosa, balletto, o anche spettacoli di cabaret o musica leggera».

Il primo cittadino, inoltre, aveva parlato anche della necessità di un ulteriore passo avanti, «mettendo in rete il lavoro prodotto in questi anni e rilanciando l’idea della Fondazione come collettore dei processi culturali virtuosi già presenti in città e di quelli che, proprio grazie ad un soggetto autorevole completamente dedicato a questo scopo, potrebbero essere attratti sul nostro territorio. Sarebbe anche uno strumento utile per valorizzare i nostri talenti – ha concluso il sindaco – le produzioni culturali del nostro territorio, innalzando la qualità degli spettacoli e creando un circuito culturale in grado di produrre reddito sia direttamente che indirettamente attraverso l’indotto». Peccato che, di passi avanti, sul versante della Fondazione, non sia stato fatto assolutamente nulla, ‘abbandonando’ un piccolo gioiello della Calabria che potrebbe essere il centro culturale della città e del teatro calabrese. (rrm)

REGGIO – Falcomatà e Scopelliti incontrano i vertici dell’Accademia di Belle Arti

Un «confronto importante, per cercare di valorizzare una delle eccellenze culturali del nostro territorio», è quello avvenuto, a Reggio, tra il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore alla Cultura, Rosanna Scopelliti e i vertici dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, rappresentati dalla direttrice Maria Daniela Maisano, dalla presidentessa Francesca Maria Morabito e dal componente del Cda, Ottavio Amaro.

«Un confronto importante», l’ha definito l’assessore Scopelliti per «ragionare insieme e continuare una proficua collaborazione che porterà benefici al territorio ed alla numerosa platea di studenti che frequenta il prestigioso plesso di via XXV Luglio».

Una sinergia che coinvolge anche la Città Metropolitana e che, secondo la delegata della giunta Falcomatà, è destinata «alla valorizzazione di un’eccellenza culturale del nostro territorio».

«Ci siamo confrontati – ha spiegato l’assessore Scopelliti – proprio su quelli che possono essere gli spunti di crescita più interessanti, condividendo il massimo impegno rivolto allo sviluppo di un’istituzione che rappresenta un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intero comprensorio metropolitano».

Si è, dunque, avviato un percorso di collaborazione che, nelle prossime settimane, porterà i rappresentati del Comune, della Città metropolitana e dell’Accademia delle Belle Arti a ritrovarsi per provare a concretizzare le idee emerse durante il confronto a Palazzo di Città. (rrc)