REGGIO – Il concorso “In memoria di Olga”

Domani pomeriggio, alle 15, in videoconferenza, è in programma la 13esima edizione del concorso nazionale In memoria di Olga: La vita oltre, dedicato alla piccola Olga Panuccio, scomparsa tragicamente insieme ai genitori.

Il concorso, inserito nel protocollo di intesa Mi-SAIt, indetto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria – Planetarium Pythagoras, dalla Società Astronomica Italiana, di intesa con la Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale d’Istruzione Uff. I, non intende richiamare all’attenzione pubblica una tragedia che ha segnato la vita di tante persone, bensì sollecitare gli adulti ad una maggiore attenzione verso i bambini tutti.

I promotori del concorso desiderano accomunare alla memoria di Olga quella di tutti i bambini cui è stata negata la possibilità di un sereno avvenire e, nella considerazione che il cielo stellato sia il luogo che idealmente accoglie ogni bimbo scomparso, hanno indirizzato il concorso agli alunni della Scuola dell’infanzia e primaria per sollecitarli all’osservazione del cielo notturno e all’elaborazione di una personale riflessione, che si traduca in una pagina scritta o in una elaborazione grafica.

Anche per la tredicesima edizione del concorso, nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, la partecipazione nazionale è stata significativa: hanno partecipato 50 scuole, per un totale di 250 elaborati inviati. 

La commissione giudicatrice, dopo un attento esame dei lavori pervenuti ha, per ciascuna delle sezioni individuate, dichiarato all’ unanimità vincitrici I.C. Montebello Jonico – Motta San Giovanni; Scuola dell’Infanzia “Motta San Giovanni” e Scuola dell’Infanzia “Lazzaro” Saline Joniche (RC) per il I premio.

II Premio all’IC Fuscaldo Plesso Fuscaldo Centro (CS); III Premio VCD “San Francesco d’Assisi” Scuola dell’Infanzia “G. Rodari” di Altamura (BA).

Per la sezione testo/testo illustrativo Primaria, premiate l’Ic Camerano (AN), IC “Achille Boroli” Scuola Primaria Fratelli di Dio di Novara, D.D. 1° Circolo – San Giuseppe Vesuviano (NA), IC “Antonio De Curtis” Palma Campania (NA), IC “G. Moscato” Scuola Primaria di Oliveto (RC) e 1° C.D. “G. Bovio” di Rugo di Puglia (BA). (rrc)

 

Consiglio Metropolitano di Reggio: alle urne gli amministratori (?) il 24 gennaio

Il sindaco della Città Metropolitana di Reggio Giuseppe Falcomatà ha convocato per il 24 gennaio le elezioni per il rinnovo del Consiglio metropolitano. Originariamente le elezioni (sono chiamati al voto gli amministratori dei 97 comuni del territorio della Città Metropolitana) erano state indette per il 29 novembre, ma la data, a causa dell’emergenza covid, era stata annullata dal decreto legge del 7 novembre che permetteva il rinvio fino a 180 giorni dalla data di proclamazione del sindaco metropolitano.

Le operazioni di voto avranno luogo presso il Seggio elettorale centrale, e la relativa sottosezione, costituito presso l’Ufficio Elettorale, allocato a Palazzo “Corrado Alvaro”, sito in Piazza Italia di Reggio, sede della MetroCity. I componenti del Consiglio metropolitano sono eletti dai Sindaci e dai Consiglieri comunali dei Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Sono eleggibili a Consigliere metropolitano i Sindaci ed i Consiglieri comunali in carica nei Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’elezione avviene sulla base di liste concorrenti, composte da un numero di candidati non inferiore alla metà dei Consiglieri da eleggere e sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Il Consiglio metropolitano è eletto con voto diretto, libero e segreto, attribuito a liste di candidati concorrenti in un unico Collegio elettorale corrispondente al territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Martedì si è tenuto l’ultimo Consiglio della precedente consiliatura e sono stati indicati i componenti del collegio dei revisori dei conti. A presiederlo sarà l’ex deputato Bruno Censore (del PD) che sarà affiancato da Giuseppe Perrone e Aurelio Filippone.

REGGIO – Al via il progetto “Confido” del Centro Agape

Ha preso il via, in dieci regioni, il progetto Confido, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari e del Centro Comunitario Agape per sostenere le adozioni e l’affido dei minori in difficoltà.

Si tratta di convincere almeno 2mila famiglie che, affido e adozione, con i sostegni adeguati e le conoscenze del caso, sono percorsi possibili, senza nascondere le difficoltà, ma anche ingigantirle. Il progetto ha ricevuto il sostegno della Presidenza del Consiglio, Dipartimento per la famiglia, e  andrà avanti fino all’ottobre 2021.

L’obiettivo quello di coinvolgere circa 2mila famiglie accoglienti in dieci regioni (Lazio, Lombardia, Puglia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Campania,Calabria, Sardegna, Sicilia).

«Si tratta di un progetto di innovazione sociale – si legge in una nota – che ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza delle pratiche di adozione e affido su tutto il territorio italiano».

Una sfida grande per «sensibilizzare le famiglie e dare risposte al bisogno di ogni minore a vivere in una famiglia, fornendo loro informazioni, formazione e orientamento, su tre fronti diversi: affido familiare, adozione e tutor per minori non accompagnati».

«Promuovere affido e adozione – continua la nota – non significa proporre un’alternativa alle famiglie d’origine che non ce la fanno ma è quella di sostenere la fragilità di questi nuclei con un lavoro sussidiario di sostegno e di affiancamento e solo nelle situazioni di abbandono ricorrere all’adozione. Il Progetto Confido, per sostenere adozione e affido, andrà avanti anche nella speranza che nel frattempo la politica faccia il suo dovere, avviando quelle riforme legislative che, oggi, frenano non poco tutto il sistema dell’accoglienza e dell’assistenza ai minori».

Il primo step inizierà il 15 gennaio con incontri settimanali sul web tenuti da psicologi, assistenti sociali, giudici minorili e con testimonianze di famiglie che si  sono aperte all’accoglienza. (rrc)

REGGIO – L’incontro “La medicina in microgravità” col prof. Scopelliti

Domani sera, alle 19, in diretta sulla pagina Fb del Planetarium Pythagoras, è in programma l’incontro dedicato alla medicina aerospaziale e agli effetti della permanenza nello spazio sull’organismo umano.

L’evento rientra nell’ambito del ciclo di incontri Sotto la Cupola del Planetario, organizzati dal Planetario reggino,e ricade all’interno del progetto denominato: “Cultura, natura e tradizioni: l’Astronomia scienza del vivere quotidiano” presentato dalla Città Metropolitana nell’ambito degli interventi finanziati dalla Regione Calabria -annualità 2020- volti a rafforzare il legame tra cultura ed identità.

Relaziona su questo importante argomento il prof. Filippo Scopelliti, specialista in Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica dell’Ospedale Pederzoli di Verona.

Vivere e lavorare nello spazio comporta alcune problematiche: l’assenza di peso, le radiazioni, l’irraggiamento solare, sono alcuni esempi di contesti in cui si dedica la medicina aerospaziale. Si tratta di una branca nata negli anni Cinquanta con i primi lanci di esseri viventi nello spazio. Lo studio degli stati della materia e dei loro comportamenti in condizioni di microgravità rappresenta una buona opportunità per espandere i confini della conoscenza scientifica.

Le sperimentazioni in condizioni di microgravità consentono di affrontare varie e complesse problematiche connesse ai futuri programmi di esplorazione planeteria.

Al termine della conferenza, se le condizioni meteo lo consentiranno, ci sarà il collegamento in remoto con gli osservatori astronomici “Giuseppe Pustorino” e “Ardore” diretti dagli esperti del Planetario, Giuseppe Ciancia e Bruno Monteleone.

La serata si concluderà con la visione delle costellazioni “sotto la cupola del Planetario”.

 

CALABRIA ANCORA NON BACIATA DAL ‘SOLE’
CROTONE MAGLIA NERA, È ULTIMA IN LISTA

Di male in peggio. Se l’indagine di Italia Oggi sulla qualità della vita ci aveva restituito l’immagine di una Calabria in netto declino, l’inchiesta – ancora più prestigiosa – de Il Sole 24 Ore offre un quadro assolutamente devastante delle Città e delle province calabresi. Se si esclude la buona performance di Cosenza, che si piazza all’86° posto con un balzo di 10 posizioni, le altre quattro “sorelle” si adagiano pericolosamente in fondo alla classifica. Reggio Calabria perde 4 posizioni e si attesta al 95° posto, mentre Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone sono sotto la centesima posizione. Una débacle, una Waterloo che dovrebbe fare arrossire di vergogna tutta la classe dirigente della Calabria, dai parlamentari ai consiglieri regionali, dai presidenti delle Province ai sindaci, dagli operatori economici al sistema del credito.

Le Città calabresi guardano con il binocolo la capolista Bologna e quasi tutta l’Emilia che guadagna il podio nell’anno più difficile, dimostrando grande capacità di resilienza e di adattamento anche alla crisi.

Di contro, le posizioni di retroguardia delle Città calabresi ne mettono a nudo tutta l’incapacità di fronteggiare le emergenze. Si può dire che il Covid ha accentuato in maniera drammatica e devastante la già pesante crisi delle comunità urbane della Calabria.

Praticamente in tutti gli “indicatori” presi in considerazione dai ricercatori le calabresi si piazzano agli ultimi posti. Fa davvero impressione la “maglia nera” di Crotone, ultima tra le ultime, nonostante le grandi potenzialità della Città di Pitagora.

C’è insomma molto da riflettere, soprattutto da parte delle forze politiche che si accingono ad affrontarsi nell’imminente campagna elettorale per la Regione. Quali programmi e quali ricette intendono proporre per combattere un declino che sembra inarrestabile ? Leggano con attenzione i capi dei partiti i dati dell’indagine de Il Sole 24 Ore prima di avventurarsi nella sola ricerca dei candidati alla Presidenza, evitando ogni approfondimento di una crisi che appare senza ritorno. (rds)

REGGIO – Finanziamento di 740 mila euro per la San Gregorio-Santa Venere

Sono 740 mila euro la somma stanziata dal Ministero dell’Interno per il Comune di Reggio Calabria per la progettazione esecutiva per la messa in sicurezza e la riqualificazione della San Gregorio – Santa Venere e per le aste del Calopinace.

A darne notizia l’assessore comunale ai Lavori Pubblici del Comune, Giovanni Muraca, che in una nota ha ringraziato gli uffici per il lavoro svolto, che ha consentito al Comune di Reggio Calabria di partecipare alla selezione nazionale per i progetti di messa in sicurezza del territorio interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico.
Tale somma è stata ottenuta grazie al bando per la progettazione definitiva ed esecutiva relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio, finanziato dal Ministero dell’Interno.
Nello specifico, il doppio finanziamento indirizzato al Comune di Reggio Calabria, prevede circa 528mila euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione del tratto di strada tra San Gregorio e Santa Venere e circa 212 mila euro per la messa in sicurezza e la riqualificazione delle aste arginali del torrente Calopinace e dei relativi accessi.
Complessivamente, un fondo da 740mila euro che serviranno a completare la progettazione, che sarà affidata nelle prossime settimane, di due moderne e sicure arterie stradali, che collegheranno la zona costiera con l’aera collinare della città.
«Il collegamento delle zone collinari costituisce uno degli obiettivi strategici dell’Amministrazione Falcomatà –ha commentato l’assessore Muraca – in questi anni più volte ci siamo confrontati con le difficoltà che provenivano da un lungo periodo di mancata manutenzione delle principali arterie stradali che seguono le dorsali collinari. Per lungo tempo le comunità che vivono in questi territori hanno vissuto una condizione di inaccettabile marginalità».
«Proprio per questo – ha aggiunto – in questi anni abbiamo lavorato a livello di programmazione per dotare le aree collinari di un sistema di collegamenti più efficiente e moderno. Mi riferisco, ad esempio, a quanto fatto per le comunità di Paterriti e Oliveto, con il nuovo ponte di collegamento, e ad altri interventi sulla viabilità per i quali abbiamo reperito importanti finanziamenti e che sono in corso di esecuzione o di appalto».
«Il finanziamento – ha concluso – per la progettazione di questi due ulteriori interventi, ci consentirà di proseguire il percorso avviato e di completare, nei prossimi anni, il sistema della mobilità collinare come strumento essenziale per il rilancio di aree importanti del nostro tessuto urbano che in questi anni sono andate incontro ad un processo di spopolamento e di impoverimento sociale che va assolutamente invertito». (rrc)

REGGIO – Falcomatà e Scopelliti incontrano il Forum delle Associazioni e le Imprese Culturali

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, e l’assessore Rosanna Scopelliti hanno incontrato, online, il Forum delle Associazioni e Imprese Cultura per il sostegno agli operatori e lavoratori della cultura, dello spettacolo.

L’incontro, per entrambe le parti, che ha visto la partecipazione di Pino Rotta, presidente del Club Ausonia Helions Magazine, Kreszenzia Gehrer, pittrice, Teresa Timpano, di Scena Nuda, Massimo Barilla, Mana Chuma, l’Associazione Mattanza e Mario Lo Cascio, è stato un importante avvio di confronto collaborativo nell’interesse tanto degli operatori delle Associazioni, che della dell’Amministrazione Comunale e Metropolitana.

Dopo l’introduzione di Pino Rotta, presidente del Club Ausonia Helios Magazine e coordinatore dei firmatari dell’appello e della richiesta d’incontro, che ha riassunto le esigenze di programmazione e sostegno che le associazioni ponevano all’attenzione del sindaco e dell’sssessore alla Cultura, sono intervenuti rappresentanti delle Imprese e delle Associazioni culturali che hanno sostenuto e ampliato quanto illustrato dal Coordinatore.

Da canto suo, il sindaco Giuseppe Falcomatà, pur ribadendo il fondamentale valore delle Consulte instituite, ha ritenuto che l’avvio di tavole tematici tecnici e progettuali, più mirato sarà un valore aggiunto a cui l’Amministrazione presterà massimo ascolto.

L’assessore Rosanna Scopelliti, si è detta soddisfatta e disponibile ad avviare, nel più breve tempo possibile, tali iniziative e ha data appuntamento a breve scadenza con i rappresentanti del Forum e delle Associazione che intanto hanno già fatto richiesta di aderire all’iniziativa.

Comincia, così, quest’importante esperienza nuova nel metodo e nelle finalità in una città quale è Reggio Calabria e nell’intera Città Metropolitana, dove la bellezza e la cultura non rappresentano solo un fondamentale elemento di crescita civile e sociale ma anche un importante settore economico. (rrc)

CALABRIA E REGGIO, ELEZIONI SENZA PACE
FORSE È OPPORTUNO RIPARTIRE DA ZERO

di SANTO STRATI – È una storiaccia. Che getta discredito sulle istituzioni e tradisce la fiducia degli elettori. Le gravissime accuse mosse al consigliere comunale di Reggio Antonino Castorina (falso e brogli elettorali) creano un nuovo terremoto politico in Calabria. Una terra senza pace, anche del punto di vista elettorale, ma con diversi punti di vista, a seconda delle latitudini: a Lamezia Terme viene annullata l’elezione del sindaco Paolo Mascaro per “irregolarità” in due sezioni dove si tornerà a votare. Anche se il momentaneamente “ex” sindaco non prenderà un voto nelle due sezioni la sua elezione sarà confermata: rispetto delle regole democratiche, per carità, ma – consentiteci – un inutile esercizio di ordinaria burocrazia. A Reggio, invece, per una vicenda analoga le elezioni non si annullano né si rifanno. L’elezione di Giuseppe Falcomatà rimane legittima e infrangibile, anche se la gravità delle accuse di brogli – più volte denunciati senza risultato da Klaus Davi – rischia di coinvolgere la stessa amministrazione: chi ha autorizzato la duplicazione delle tessere elettorali e chi non ha controllato sul loro effettivo utilizzo?

La vicenda è spinosa e spetterà alla magistratura inquirente dipanare la matassa e dimostrare la correttezza dell’impianto accusatorio, mandando a giudizio sia il consigliere comunale che ha raccolto più voti per il centrosinistra a Reggio, appunto Antonino Castorina, e il presidente di un seggio di Archi dove – apparentemente – l’attribuzione dei voti era assolutamente discrezionale. Per dovere di cronaca riferiamo che sono stati emessi troppi duplicati di tessere elettorali, quasi tutti a nome di ultraottantenni e persino di qualche defunto, ma nessuno nell’Ufficio elettorale del Comune ha trovato strana la mole di richieste appartenenti, peraltro, a determinate sezioni elettorali. Nell’attesa che siano chiarite le singole posizioni, però, sarebbe auspicabile che non si scatenasse la solita barbarie mediatica, dove l’accusato diventa da subito condannato attraverso i titoli dei giornali e i servizi dei media, ma sappiamo già che è una speranza vana. C’è una crudele sete giustizialista attraverso i media che non risparmia alcuno, finalizzata probabilmente a vendere più giornali o a raccogliere più click: il rispetto costituzionale della presunzione d’innocenza (art. 27) è fondamentale, ci piacerebbe che non fossimo solo in pochi a osservarlo. Ma non sono solo i media a tradire il dettato costituzionale: qualsiasi operazione giudiziaria, persino un avviso di reato (che dovrebbe essere di garanzia per l’imputato) diventa il pretesto per colpire e tentare di abbattere l’avversario.

Così, la destra che ha perso le elezioni (ma ha ben altri problemi da risolvere, a cominciare dal penoso caso di Ripepi e della sua “chiesa”) ovviamente ci sta sguazzando su questa storiaccia e chiede a più voci che vengano annullate le elezioni. La Giunta in carica, in maniera coesa, dichiara di non accettare «strumentalizzazioni né lezioni di legalità da chi ha distrutto la città, lasciando montagne di debiti che ancora i reggini stanno pagando. Le accuse del centrodestra, che tentano di gettare fumo negli occhi dei cittadini, sono gravi ed offensive» e aggiunge che «I profili sui quali la Procura ha indagato hanno già prodotto la sospensione del Consigliere Castorina che, auspichiamo possa dimostrare la sua innocenza e la totale estraneità alle circostanze contestate. Ma ciò non può in alcun modo dare adito alle infamanti accuse sollevate dalle forze politiche di destra, che rispediamo al mittente senza alcun tentennamento».

Lo stesso Falcomatà ha parlato di «una giornata triste per la città» ringraziando «la Questura e gli organismi inquirenti per il lavoro di accertamento condotto su alcune specifiche circostanze che si sono verificate in occasione del primo turno delle scorse elezioni amministrative reggine. L’indagine condotta come ha specificato lo stesso Procuratore, focalizza singoli fatti e circostanze che, stando a quanto appreso dalle dichiarazioni degli inquirenti, riguarderebbero alcuni seggi, e non si riferisce in alcun modo all’impianto amministrativo delle elezioni. Fatti che vanno pienamente sviscerati ed accertati per amore di giustizia ed a tutela delle istituzioni democraticamente elette e soprattutto delle migliaia di cittadini che hanno liberamente espresso il loro voto. Personalmente sono molto addolorato per questa vicenda che non deve in alcun modo distogliere il Consiglio, la Giunta e l’intera amministrazione dagli obiettivi di risanamento e di crescita che i cittadini meritano e che ci hanno chiesto con il voto. Se le circostanze descritte dovessero essere accertate sarebbe una vicenda molto grave anche sul piano etico oltre che giudiziario».

La verità è che, a cominciare dalle insolite lungaggini degli scrutini, queste elezioni amministrative hanno lasciato un bruttissimo ricordo tra i reggini e gettato un’infinita serie di perplessità sulla regolarità del voto. Il massmediologo Klaus Davi – già candidato a sindaco con una sua lista capeggiata dallo psichiatra Nico Pangallo – aveva immediatamente denunciato la manipolazione dei voti, ma poi aveva rinunciato a rivolgersi al Tar per i dati incompleti e parziali diffusi dalla Commissione elettorale. Dati che avevano fuorviato anche la lista di Pangallo che poteva cercare un apparentamento e conquistare facilmente un seggio in Consiglio e invece, nella convinzione di aver raggiunto il quorum richiesto, ci aveva rinunciato. Adesso Klaus Davi è ripartito all’attacco e chiede l’annullamento delle elezioni.

Difficile non concordare con lui che forse sarebbe opportuno azzerare tutto e ripartire da capo. Non bastano “sospensioni” dal Consiglio (che sono peraltro di competenza del prefetto e non del sindaco che le ha annunciate nei confronti di Castorina), serve ridare soprattutto fiducia al popolo reggino. Con un onesto esame di coscienza da parte di tutti gli attori della passata consultazione elettorale: a cominciare da Angela Marcianò che, pur essendo a rischio della legge Severino (che l’ha poi effettivamente colpita) l’ha nascosto agli elettori, minimizzando la cosa. O dello stesso sindaco Falcomatà che è a processo con quasi tutta la Giunta precedente per l’altra grottesca storia dell’Hotel Miramare concesso senza esitazioni ad “amici” della sua corrente politica. O di Nino Minicuci che ha più volte sconfessato di essere uomo della Lega, per poi rivendicarlo a fasi alterne.

I reggini, i calabresi, hanno il diritto di pretendere specchiata onestà dai propri amministratori e, soprattutto, la massima trasparenza. Sempre che, disgustati da questi mezzucci e brogli da cabina elettorale (che sono comunque gravi reati), non rinuncino a recarsi alle urne. La peggior cosa che una democrazia deve temere è che i cittadini rinuncino a votare e prevalga la sfiducia nelle istituzioni. Ma, grazie al cielo, come ha detto il questore (reggino) Bruno Megale «questa città ha gli anticorpi per reagire». E, siamo certi, saprà reagire. È meglio, dunque – pandemia permettendo –, tornare al voto, con le dovute garanzie di correttezza e trasparenza. (s)

REGGIO – Brogli elettoriali, Falcomatà: Giornata triste per la città

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, è intervenuto in merito alla vicenda dei brogli elettorali di Reggio Calabria, dichiarando che «è una giornata triste per la città».

«Ringrazio – si legge in una nota – la Procura di Reggio Calabria, la Questura e gli organismi inquirenti per il lavoro di accertamento condotto su alcune specifiche circostanze che si sono verificate in occasione del primo turno delle scorse elezioni amministrative reggine».
«L’indagine condotta – si legge ancora – come ha specificato lo stesso Procuratore, focalizza singoli fatti e circostanze che, stando a quanto appreso dalle dichiarazioni degli inquirenti, riguarderebbero alcuni seggi, e non si riferisce in alcun modo all’impianto amministrativo delle elezioni. Fatti che vanno pienamente sviscerati ed accertati per amore di giustizia ed a tutela delle istituzioni democraticamente elette e soprattutto delle migliaia di cittadini che hanno liberamente espresso il loro voto. È una giornata triste per la città. Personalmente sono molto addolorato per questa vicenda che non deve in alcun modo distogliere il consiglio, la giunta e l’intera amministrazione dagli obiettivi di risanamento e di crescita che i cittadini meritano e che ci hanno chiesto con il voto. Se le circostanze descritte dovessero essere accertate sarebbe una vicenda molto grave anche sul piano etico oltre che giudiziario».

«Ho piena fiducia – conclude la nota – nella magistratura e negli organismi inquirenti e spero che si possa fare piena luce al piu presto su questa vicenda. Non è una frase di circostanza, credo realmente che il lavoro promosso dalla Procura sia a tutela di tutti, e spero che le persone coinvolte, a cominciare dal Consigliere Antonino Castorina, siano in grado di dimostrare la propria estraneità rispetto alle accuse contestate, ma intanto è chiaro che fin da subito sarà sospeso dal Consiglio e dovrà lasciare ogni altro incarico». (rrc)

REGGIO – Minicuci chiede di tornare al voto

Antonino Minicuci chiede che a Reggio Calabria si torni al voto, sopratutto a seguito delle indagini della Digos, che hanno portato all’arresto di Antonino Castorina, «capogruppo consiliare del PD, uomo di fiducia del sindaco Falcomatà e consigliere di centrosinistra primo eletto».

«Come se non bastasse – ha aggiunto – Castorina era anche il Presidente della Commissione Elettorale Comunale, delegato del sindaco Giuseppe Falcomata alla Città Metropolitana nonché membro della direzione nazionale del Partito Democratico».

«In diverse circostanze – ha proseguito – abbiamo denunciato non solo pubblicamente, ma anche attraverso gli organi competenti alcune vicende ‘particolari’ che si sono verificate nel corso delle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria. Oggi, grazie al lavoro di chi ha investigato con determinazione, abbiamo la certezza che le nostre non erano parole al vento».

«Da un primo riscontro – ha detto ancora – è emerso, infatti, che su 100 certificati elettorali duplicati rilasciati ad anziani risultati tra i votanti, gli inquirenti hanno accertato come nessuno di loro si sia recato al seggio elettorale. Inoltre, risulta che i Presidenti dei seggi abbiano attestato la loro presenza fisica e dichiarato di conoscerli personalmente. Gli inquirenti sostengono che il meccanismo era stato organizzato da tempo, con il sindaco Falcomatà che ha designato tanti Presidenti di seggio elettorale. Coloro che, con ogni probabilità, erano complici dei brogli». 

«Ancora non è chiaro – ha detto ancora – quanto sia vasta l’entità di questo squallido modus operandi, che ha visto approfittarsi di persone anziane o addirittura decedute. Fortunatamente “le indagini vanno avanti, sono ancora tanti documenti da esaminare”, come dichiarato dal Procuratore Giovanni Bombardieri».

«Appare evidente – ha proseguito Minicuci – come si sia squarciata la credibilità che i cittadini ripongono nelle istituzioni. La democrazia è stata uccisa, al pari della fiducia di tutti i reggini che si sono recati regolarmente alle urne. Al termine dello spoglio relativo al turno di ballottaggio, non ho perso tempo nel congratularmi con il sindaco Falcomatà e con il centrosinistra per la vittoria».

«Oggi mi sento in dovere di ritirare quei complimenti – ha proseguito Minicuci – in quanto la vittoria è stata truccata nel modo più meschino e vergognoso, alle spalle di tutti gli elettori reggini e di chi, come me, per mesi si è speso sul territorio consumando ogni goccia di sudore». 

 «Non è possibile fare finta di niente – ha ribadito – nascondere la polvere sotto al tappeto e provare ad andare avanti come se nulla fosse. Se un briciolo di dignità è rimasto nel sindaco Falcomatà e nei consiglieri di maggioranza, non esiste strada alternativa alle dimissioni. Reggio Calabria deve tornare al voto, cancellando al più presto una delle pagine più  tristi della sua storia recente. A Lamezia Terme, non dall’altra parte del mondo ma a pochi chilometri da Reggio Calabria, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria il 10 dicembre scorso ha stabilito che dovranno essere ripetute le operazioni di voto con gli stessi consiglieri e candidati a sindaco dell’epoca nelle quattro sezioni dove emersero solo delle anomalie. Invero, in quelle sezioni alcune schede erano sparite o, durante lo scrutinio, aumentate». 

«A Reggio Calabria, in almeno otto sezioni – ha detto ancora – si sono commessi reati gravissimi, da parte di esponenti politici di primo piano del Partito Democratico. Grazie di cuore ai magistrati ed agli inquirenti che siamo sicuri, a breve, faranno piena luce su quanto accaduto. Chiediamo al Ministro degli Interni lo scioglimento del Consiglio Comunale che certamente non è rappresentativo della volontà popolare e la ripetizione delle operazioni di voto».

«Scoprire, oggi in modo ufficiale – ha concluso – che alle scorse elezioni comunali si è giocato con un mazzo di carte truccato è un qualcosa di terrificante, che dovrebbe indurre alle dimissioni immediate qualsiasi amministratore dotato di amore per la propria città». (rrc)