REGGIO – Giorno del Ricordo, l’iniziativa “Dalle atrocità delle foibe al ripudio della guerra”

Domani pomeriggio, a Reggio, dalle 16.30, nella Sala “Gilda Trisolini” di Palazzo Alvaro, si terrà l’iniziativa Dalle atrocità delle foibe al ripudio della guerra.

L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività organizzate dalla Città Metropolitana, dal Comune di Reggio e dall’Associazione venticinqueaprile in occasione del Giorno della Memoria.

L’evento vedrà come protagonista, con un intervento registrato, il prof. Raoul Pupo, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Trieste, che recentemente ha pubblicato “Adriatico amarissimo. Una lunga storia di violenze”, libro che si propone di ricostruire i drammatici avvenimenti che ebbero origine già dalla conclusione del primo conflitto mondiale. Partecipano il sindaco f.f. della Città Metropolitana, Carmelo Versace, il sindaco f.f. del Comune, Paolo Brunetti, Mariaconcetta Cancer e Sandro Vitale  di venticinqueaprile  AMPA. Modera Stefano Perri, ufficio stampa della Metrocity RC.

Negli anni successivi all’istituzione del ‘Giorno del Ricordo’ (Legge n. 92/2004), spesso le iniziative assunte per non dimenticare il “10 Febbraio” sono state occasione di una narrazione “politica”, strumentalmente mirata a ridurre l’intera vicenda storica alla tragedia delle foibe, quasi per equiparare tale tragedia a quella della shoah.

 

REGGIO – A Calabria d’Autore le pittrici Adele Canale e Tina Nicolò

Sono state le pittrici Adele CanaleTina Nicolò le protagoniste del nuovo appuntamento a Reggio di Calabria d’Autore, la rassegna ideata dall’Associazione Incontriamoci Sempre guidata da Pino Strati.

L’appuntamento, svoltosi nella Sala Il Ferroviere della Stazione di Santa Caterina a Reggio, ha visto le due artiste parlare dei loro inizi, dei successi e delle numerose mostre d’arte – anche all’estero -, dei riconoscimenti e dei premi prestigiosi che hanno ottenuto negli anni.

Le due artiste reggine, presentate dal critico Francesco Miroddi, hanno incantato il pubblico.

Delle video-esposizione proiettate in un gigante schermo, con foto, eventi che hanno documentato una vita artistica corposa, attiva per tantissimi anni- Donne artiste all’ avanguardia  che hanno onorato la Calabria con la loro arte In Italia e all’estero!

In particolare, la partecipazione di Tina Nicolò a Barcellona in Spagna, ricevendo un importante premio Innovative Collection, portando in passerella la sua Art Fashion, con vestiti ed accessori dipinti a mano!  Adele Canale, al Museo di Reggio Cal., negli eventi che celebravano i Bronzi di Riace, in conferenza a raccontare la sua carriera di architetto nella Soprintendenza dei Beni culturali di Reggio.
Rappresentanti e figlie del nostro tempo, le due artiste rendono immortale la loro arte. Le opere hanno il linguaggio visivo del loro vissuto sociale, in un introspettivo travaglio interiore del loro essere donne ed artiste poliedriche, impegnate nel lavoro e nel sociale. (rrc)

A Reggio col Centro Agape si parla di giustizia riparativa

Venerdì 10 febbraio, a Reggio, alle 16.30, nella Sala della Formazione degli Avvocati del Palazzo della Corte di Appello, si terrà l’incontro sulla giustizia riparativa, promosso dal Centro Comunitario Agape e dal Gruppo Marianella Garcia.

Coordina Lucia Lipari, degli Avvocati Marianella Garcia.

Dopo i saluti del Presidente dell’ordine degli avvocati, Rosario Infantino e del Tribunale di Sorveglianza Daniela Tortorella, del sindaco Paolo Brunetti, della Garante dei diritti dei detenuti Giovanna Russo e della delegata del centro regionale della giustizia minorile Cinzia Santo, è prevista l’introduzione verso una nuova concezione della pena di Mario Nasone, Presidente Centro Comunitario Agape.

A seguire, le relazioni di Massimo Canale e Carlo Morace Ocf, rete avvocati Marianella Garcia, su nuove norme e prospettive applicative; Stefano Musolino, segretario nazionale di Magistratura Democratica, sul ruolo della magistratura; Rosa Maria Morbegno, Direttore Ussm, su la giustizia riparativa nel settore minorile; Antonio Galati, Direttore Uepe, su il ruolo del Uepe ufficio esecuzione penale esterna; Giuseppe Marino, coordinatore regionale CM, su il ruolo delle Camere Minorili; Luciano Squillaci, portavoce regionale Forum Terzo settore su il ruolo del volontariato e della cooperazione sociale

Invece del carcere è possibile fare un’esperienza di grande importanza. Per comprendere, ma ancora di più per comprendersi. Per elaborare l’errore e, se possibile, per non ripeterlo e cambiare dentro. Per capire, a contatto con le vite degli altri, specialmente quelle più difficili, che un’altra vita oltre l’illegalità e la devianza è possibile. Tecnicamente si chiama giustizia riparativa ed è un’occasione offerta ai soggetti autori di reato di riparare il danno che hanno recato alla comunità e che si vogliono riabilitare aiutando gli altri e svolgendo lavori di pubblica utilità.

Una opportunità che la riforma Cartabia ha ulteriormente ampliato ma che nel nostro territorio da tempo la magistratura di Sorveglianza prevede per i soggetti che chiedono una misura alternativa alla detenzione. In particolare, con l’affidamento in prova al servizio sociale, un beneficio che, quando concesso, richiede, oltre all’obbligo lavorativo e familiare, anche una qualche forma d’impegno verso le vittime del reato o comunque a favore della collettività. Un servizio di volontariato che mette gli affidati a contatto con i più deboli ed i sofferenti (anziani, disabili, poveri) e stimola forme di riflessione, non solo sull’errore commesso ma anche nella percezione di sé stessi per mettersi in discussione e recuperare i valori autentici della vita. Se colui che ha sbagliato entra in contatto con le persone più deboli non imparerà qualcosa solo da loro, ma anche dall’esempio di chi li aiuta come volontario.

Capirà che per cambiare e non solo espiare una pena, esistono altri modelli di riferimento, non solo quelli che un tempo si chiamavano “cattive compagnie”. Se funziona sarà un elemento -assieme ad altri – per la magistratura e per il servizio sociale di verificare la reale volontà di ravvedimento dell’autore del reato e quindi decidere per l’estinzione della pena. La via della giustizia riparativa richiede un maggiore investimento in un campo nuovo in cui non sempre i vari attori istituzionali si sentono preparati. Per funzionare ci deve essere un’adesione convinta dell’autore del reato e la sua motivazione al cambiamento.

Per questo è importante prevedere una formazione specifica ed integrata di tutti gli attori, magistratura, avvocatura, operatori penitenziari e di tutti coloro che interagiscono con questa nuova modalità d’esecuzione penale come il volontariato ed il terzo settore.

Il forum su questo tema organizzato dal gruppo degli avvocati volontari della Marianella Garcia e dal Centro Comunitario Agape con il patrocinio del Coa di Reggio Calabria vuole avviare un confronto su queste tematiche e raccogliere indicazioni su come cogliere al meglio le nuove opportunità offerte dalla riforma, attivando sinergie e collaborazioni tra le varie componenti interessate. (rrc)

Domani la riunione plenaria per Piazza De Nava di Reggio

Domani è in programma, a Reggio, nel Piccolo Auditorium di Via Giusti, la riunione plenaria del Comitato Civico per Piazza De Nava. All’evento sarà presente anche il Premio Mondiale di Poesia Nosside, presieduto da Pasquale Amato, per ribadire il suo sì al restauro conservativo e il suo no al progetto demolitivo.

Nosside, ha spiegato Amato, «ha aderito al Comitato perché crede nell’impegno della cultura, degli intellettuali e degli artisti sulle problematiche che interessano la comunità. Ha aderito perché non intende organizzare tra 10 anni un bel Convegno in cui si parlerà della demolizione di Piazza De Nava e molto probabilmente saranno invitati a parlarne gli stessi che ora si stanno nascondendo dietro la neutralità della cultura alla Ponzio Pilato».

«Ha aderito – ha concluso – perché ha deciso da anni di non piegarsi a compromessi col potere costituito ma di esprimere liberamente volta per volta consenso o dissenso o avanzare proposte costruttive e migliorative, senza chiedersi se conviene o no ma se è giusto per gli interessi della comunità. Ha aderito perché crede fortemente al Restauro Conservativo e non alla cancellazione della memoria collettiva del popolo reggino». (rrc)

REGGIO – Il 21 febbraio al Teatro Cilea “Bis” di Francesco Cicchella

Il 21 febbraio, al teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, in scena lo spettacolo di Francesco Cicchella in Bis!.

Bis! è lo spettacolo nel quale Francesco Cicchella riunisce tutti i suoi cavalli di battaglia, tra cui le parodie dei cantanti Ultimo, Achille Lauro, Massimo Ranieri e presenta performance completamente inedite.

La comicità si sposa con la musica, come da sempre nello stile del giovane showman, per dare vita ad uno spettacolo ricco di emozioni e risate.

Sul palco oltre all’artista partenopeo, che firma anche la regia, troviamo la sua fedele spalla Vincenzo De Honestis, la band diretta dal maestro Paco Ruggiero e due ballerine, che impreziosiscono lo show con le coreografie di Margherita Siesto. Lo spettacolo è scritto da Francesco Cicchella, Gennaro Scarpato e Vincenzo De Honestis(rrc)

Il sindaco f.f. di Reggio Brunetti: Preoccupati da questa autonomia differenziata

«Mi viene difficile, oggi, prendere un impegno alla luce di un’autonomia differenziata, appena approvata in Consiglio del ministro, che avrà riflessi anche rispetto ad un argomento come la Sanità». È quanto ha dichiarato il sindaco f.f. del Comune di Reggio, Paolo Brunetti, nel corso del suo intervento alla manifestazione La memoria e l’impegno voluta dal Garante della Salute del Consiglio Regionale per ricordare il giudice Lilla Gaeta nella Giornata mondiale della lotta al cancro.

«Stiamo cercando, come Amministrazione – ha spiegato –, di dare il nostro contributo (per quanto e per ciò che ci compete), ma c’è una cosa che deve essere molto chiara: un cittadino di Reggio Calabria, o calabrese in genere, non ha nulla in meno di un cittadino di Milano! Ciò deve entrare nella testa di chi è nella stanza dei bottoni e decide le sorti di chi magari, per alcuni aspetti, è stato fortunato a nascere a Reggio, ma per altri, invece, lo è meno di uno di Milano».

«L’auspicio – ha concluso Brunetti – è quello che questo criterio di eguaglianza guidi anche quello che sarà il futuro di questa autonomia differenziata».

All’evento voluto dalla Garante regionale Stanganelli, svoltosi nella Scuola Allievi Carabinieri, presente anche il il consigliere metropolitano Giuseppe Giordano, che ha ribadito l’importanza di «rinnovare un impegno che parta dalla necessità di una prevenzione a più livelli ed in più settori».

«Certamente quello culturale e quello pedagogico-educativo (rispetto agli stili di vita ad esempio) – ha aggiunto – ma anche quello, meno scontato, della cura dell’ambiente che è spesso causa fondamentale di problematiche simili».

«Voglio ricordare, proprio oggi, la battaglia condotta anni fa per il registro tumori – ha ricordato – che nel 2017 ha finalmente ottenuto l’accreditamento presso l’ASP di Reggio; legge frutto di un lungo percorso attraverso cui abbiamo dato voce a tante realtà che sono state da sempre in trincea rispetto a questa tematica. Lilia Gaeta, con il sorriso sulle labbra e con la sua tenacia ci ha lasciato un grande patrimonio umano e professionale che ci consegna quindi una grande responsabilità». (rrc)

REGGIO – Con Le Muse la conversazione sulla “Felicità”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 18, nella Sala d’Arte dell’Associazione Le Muse, è in programma la conversazione Io cambio rotta…come tornare ad essere felici.

Il presidente, Giuseppe Livoti, ha evidenziato come «la “felicità” è uno stato emotivo più profondo da far emergere nell’animo umano e per raggiungerla occorre avere una ottima conoscenza, rispetto e amore verso se stesso. Importante il luogo dove noi viviamo o anche il ritrovarsi in un ambiente che favorisca il suo emergere, vivendo così in un clima interiore di serenità e di calma».

Una conversazione relazionale evolutiva che avrà come protagonisti Michelangelo Marino, chief happiness officer e Flavia Cuzzola, formatrice e co fondatrice di “Io cambio rotta”.

Marino, nella qualità di chief happiness officer, svolge l’attività di manager della felicità. In Italia è una professione ancora poco conosciuta, anche perché in tutto il mondo esistono solo 1.500 figure specializzate in “felicità”. Gli ambienti in cui noi viviamo hanno bisogno soprattutto dopo la pandemia, di una maggiore attenzione alla felicità.

Per questo si inizia a parlare di nuove figure come questa. Un itinerario che analizzerà competenze interpersonali, cioè quelle che permettono di comprendere i momenti di crisi dell’essere umano e di risolverli con la capacità di ascolto, la capacità di osservazione, la capacità di organizzazione. Un viaggio dunque nel sistema relazionale evolutivo tra scala valoriale, linea del tempo e sfera familiare non dimenticando di coltivare la propria mente per perseguire i propri scopi sviluppando l’autodisciplina. 

In apertura di manifestazione il Laboratorio di Lettura dell’associazione immergerà il pubblico nella Lettera alla Felicità di Epicuro che come lo stesso ribadiva si lega ai piaceri naturali e necessari, ovvero quelli che hanno a che fare con la propria condizione e di cui si ha bisogno per mantenersi in vita: bere il necessario e mangiare il necessario, quindi è necessario l’indipendenza dai piaceri e dai desideri. Secondo il filosofo, la felicità attitudine individuale che permette di scegliere con accortezza il piacere è strettamente legata alla virtù, in quanto la virtù è l’unico mezzo per conseguire il piacere.

Per l’occasione gli artisti della nota associazione reggina Antonella Laganà, Cristina Benedetto, Pierfilippo Bucca, Rossella MarraSanta Maria Milardi, hanno realizzato un’opera “emozionale” che commenteranno durante la manifestazione. (rrc)

Protocollo d’intesa tra Comune di Reggio e Mediterranea: Nascerà un’azienda agraria

Nascerà un’azienda agraria, sui quattro ettari che il Comune di Reggio Calabria ha concesso in comodato d’uso all’Università Mediterranea.

Il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, l’assessora allo Sviluppo Economico, Angela Martino, il Rettore dell’UniRc, Giuseppe Zimbalatti, ed il direttore del Dipartimento di Agraria, Valentino Branca, hanno formalizzato «un accordo voluto e cercato fortemente che chiude, positivamente, un percorso partito già anni addietro».

La costituzione di un’Azienda agraria, infatti, «segna un passaggio importante per il mondo della ricerca ed il tessuto imprenditoriale locale in ambito agricolo».

Per l’assessora Angela Martino, dunque, la creazione di un simile strumento «non sarà azione puramente auto-referenziale della nostra università, ma attività che svolgerà un lavoro di ricerca fondamentale ed estremamente utile per le nostre imprese agricole locali».

«Mettere assieme la ricerca universitaria ed i suoi benefici per il mondo agricolo, in generale – ha sottolineato – era un nostro obiettivo strategico».

Grande soddisfazione anche da parte del sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti: «Questo è un percorso iniziato anni fa, nel mio allora ruolo di assessore all’Ambiente, quando il professore Zimbalatti, non ancora rettore, già sollecitato questo tipo di accordo che, oggi, finalmente, stiamo sottoscrivendo».

«Sollecitazione – ha ricordato – che accolse subito il sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà che mi chiese, espressamente, di accelerare verso questa direzione. Motivo di grande soddisfazione, quindi, aver chiuso un cerchio che porterà la facoltà di Agraria alla pari rispetto a numerose facoltà nazionali ma, soprattutto, consentirà ai propri studenti di sviluppare e proseguire i propri studi sul nostro territorio con la concreta opportunità di rimanerci per lavorare. Un’opportunità, dunque, sia di studio e ricerca che di sviluppo del territorio con grande attenzione non solo alle questioni ambientali ma anche ai giovani»

Il Rettore Giuseppe Zimbalatti, infine, ha spiegato quali, di fatto, saranno le funzioni dell’Azienda agraria e come si caratterizzeranno e concretizzeranno le attività sui terreni concessi dal Comune: «Oggi si gettano ufficialmente le basi per una collaborazione importante per un settore strategico ed al servizio della cittadinanza e dell’agricoltura».

«L’Azienda agraria – ha spiegato – consentirà di svolgere attività scientifiche e didattiche fondamentali sia per gli studenti, con l’opportunità di frequentare sul campo, che per la cittadinanza tutta (compresi gli imprenditori) che avranno ora modo di attingere direttamente dalla nostra attività didattica e, per l’appunto, scientifica. Un passaggio importante, previsto dal nostro statuto, che adegua la facoltà a tutte, o quasi, le università italiane. Avere questi terreni sul nostro territorio è una grande occasione per i nostri studenti, per i giovani e per tutto il mondo della scuola. Come ateneo ci cimenteremo affinché diventi quanto più funzionale possibile».

«Di fatto – ha concluso il Rettore – diventerà un vero e proprio laboratorio sperimentale sia per le colture autoctone che per quelle dell’area mediterranea, in genere, con uno sguardo ed un’attenzione particolare anche al cambio climatico ed alla tropicalizzazione verosimile delle nostre colture nel periodo a venire. In collaborazione con la facoltà di Ingegneria svilupperemo una gestione digitale dell’Azienda utilizzando al meglio le tecnologie offerte dai nostri tempi. Oggi si concretizza un sogno». (rrc)

REGGIO – Con gli Amici del Museo si è parlato dei Cavalieri templari e dei cavalieri di Malta nella storia di Reggio

Nei giorni scorsi, in Via della Giudecca di Reggio Calabria, con gli Amici del Museo di Reggio Calabria si è parlato dei Cavalieri templari e i Cavalieri di Malta nella storia di Reggio.

L’evento rientra nell’ambito degli incontri del ciclo Storia, Archeologia, Territorio. Ha relazionato sul tema il presidente dell’Associazione, Francesco Arillotta.

Il relatore ha in iniziato ricordando la storia gloriosa e drammatica dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio, fondato a Gerusalemme, nel   1118, da Ugone da Pagani, che aveva lo scopo di difendere i luoghi consacrati alla Cristianità, ma anche di aiutare e si proteggere una le migliaia di pellegrini che da ogni parte d’Europa si dirigevano verso la Città Santa.

Arillotta ha evidenziato come questo quest’Ordine che ben presto diventò una autentica potenza militare ed economica. Finché, agli inizi del XIV secolo, re Filippo il bello di Francia, sollecitato da sue esigenze soprattutto finanziarie, non decise di contrastarlo, fino ad arrivare al suo scioglimento. Accusati di ogni ignominia, ma soprattutto di eresia, i Cavalieri Templari in tutta Europa furono perseguitati ed in molti casi condannati al rogo, come avvenne 18 marzo 1314, quando il Gran Maestro dell’Ordine, Jacques de Molay, e altri alti dignitari, a Parigi, furono arsi vivi.

Con il consenso, per motivi politici, di Papa Clemente V. 

Entrando in nel vivo del tema, Arillotta è partito dalla constatazione, sostenuta dagli studi di eminenti ricercatori (Bianca Capone, Gaetano Lamattina: e altri), che i Cavalieri Templari usavano realizzare, nelle città in cui operavano, una mansio interna al centro urbano, destinata all’assistenza dei pellegrini, ed una esterna, con funzioni di mercato. E gli stessi studiosi affermano che la prima era quasi sempre dedicata alla loro protettrice Santa Margherita d’Antiochia, e la seconda a San Pietro o San Marco. 

Rifacendosi alla storia urbanistica medievale di Reggio, sono stati presentati due tratti dell’area urbana, una al centro dell’antica città, dove è attestata la presenza di un ospedale, che poteva anche accogliere persone di passaggio. E questa struttura era intitolata a Santa Margherita d’Antiochia, ed è rimasta in funzione fino al terremoto del 1783. L’altra era una chiesa dedicata a San Marco, posta immediatamente fuori la cinta muraria, all’uscita da Porta Mesa. 

Queste due realtà, secondo Arillotta, sono da ascriversi all’iniziativa dell’Odine dei Templari. 

Allargando lo sguardo al territorio provinciale, Arillotta ha segnalato che il santo patrono dell’Ordine era Giovanni Battista, e che i due approdi a nord e a sud della città, le due ‘Fossa’ erano entrambe intitolate a questo Santo. Altra significativa testimonianza la troviamo a Seminara, centro nevralgico a cavallo della Via Popilia, che presenta, all’interno dell’antico centro urbano, un ospedale, e all’esterno, anche qui, una chiesa dedicata a San Marco. Ma l’elemento più importante è costituito dal fatto che l’antico paese, andato distrutto nel 1783, era caratterizzato da solo tre porte in direzione est, ovest e sud, ed attraversato da due strade che formavano in maniera molto singolare, una grande T: il Tau adottato dai Templari come loro simbolo?

Passato a ricordare i Cavalieri di Malta reggini, Arillotta ha presentato gli stemmi di alcune di queste famiglie: Barone, Bosurgi, Laboccetta, Melissari, Monsolino, Diano, Parisio, Logoteta, eccetera ed ha ricordato in particolare le figure del Grand Priore Giovanni Bosurgi e del Gran Balì Antonio Nesci. 

Ultimo ricordo: la statua funeraria del capitano della cavalleria maltese, frà Giuseppe Monsolino, una volta presente nel complesso funerario della famiglia nella chiesa dell’Eremo, ed oggi posseduta, in maniera controversa, dagli eredi di Francesco Maria Ricci.

 Pagine bellissime dell’affascinante storia di Reggio Calabria.  (rrc)

REGGIO – Torna il progetto “Ti porto al Museo” del MArRC e Atam

Domenica 5 febbraio si potrà entrare gratis al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, grazie alla Domenica al Museo. Ma non è finita: torna, anche, il progetto Ti porto al museo,  l’iniziativa nata dalle sinergia tra il MArRC e Atam Reggio Calabria.

Un progetto sperimentale di inclusione, con l’obiettivo di stimolare la fruizione dei luoghi culturali, in particolare da parte dei cittadini che abitano in periferia. Un contributo simbolico ma concreto al riequilibrio territoriale, che dal 1° gennaio di quest’anno al 4 giugno prossimo accompagnerà ogni prima domenica del mese i Reggini al Museo Archeologico.

«Un connubio perfetto per consentire ai cittadini di raggiungerci anche dalle zone periferiche – ha dichiarato il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino –. È una sperimentazione che può diventare modello di riferimento per tutta la città, pensando alla cultura come strumento di riconnessione del tessuto territoriale. Visitare il MArRC la prima domenica del mese è diventato per i reggini un vero e proprio appuntamento fisso. Grazie alla solida sinergia con l’Atam, adesso sarà ancora più agevole trascorrere una giornata alla scoperta della bellezza della Calabria e delle proprie radici culturali».

Con il servizio di bus (di andata e ritorno) verrà consentito agli abitanti delle periferie di Reggio Calabria di raggiungere agevolmente il MArRC, in occasione della campagna del Ministero della Cultura #domenicalmuseo, in programma per il prossimo 5 febbraio.

«Avvicinare le periferie al centro città è uno dei servizi sui quali Atam investe di più, nell’ottica di ridurre le distanze spazio culturali – ha dichiarato l’amministratore delegato di ATAM, Giuseppe Basile –. La domenica, senza tempi scanditi dal lavoro o dalla scuola, viaggiare sui nostri mezzi sarà un’esperienza nuova per le famiglie, esperienza che, siamo sicuri, potrà essere utile per scoprire la comodità del viaggiare sui mezzi pubblici».

Le linee interessate saranno: #320 (Cardeto), #319 (Gambarie), #124 (Podargoni), #122 (Trunca), #118 (Armo), #117 (Mosorrofa), #116(Vinco), #115 (Lazzaro), #108 (Pettogallico), #107 (Diminniti),  #103 (Catona Bolano), #102 (Catona Concessa), #101(Arghillà), Linea A (Arghillà). Maggiori dettagli sulle corse saranno disponibili sul sito ufficiale Atam. Le linee effettueranno le corse come fossero giorni feriali.

Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria è possibile accedere dal martedì alla domenica, con orario continuato dalle ore 9:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:30) e senza prenotazione. È sempre consigliato l’uso della mascherina chirurgica. (rrc)