REGGIO – Tutto pronto per accendere l’Albero di Natale dell’Avis

Domani sera, a Reggio, a Piazza San Giorgio al Corso, alle 19, sarà acceso l’albero di Natale dell’Avis.

Ad addobbarlo saranno delle originali palline con dentro la foto di coloro che, non solo a Natale ma tutto l’anno, compiono l’atto di amore anonimo e gratuito di donare il sangue a chi necessita di trasfusioni. 

«Desideriamo celebrare questa Festa – spiega Myriam Calipari, presidente dell’Avis comunale OdV Reggio Calabria – con tutti coloro senza i quali la mission dell’Avis di assicurare sangue al nostro Grande Ospedale Metropolitano non potrebbe essere assolta. Dunque è un gesto di gratitudine verso i donatori e le donatrici che con il loro gioioso atto d’amore arricchiscono la nostra associazione, che nel 2024 compirà i suoi settant’anni, e la nostra città. Ma è anche il segno di augurio e speranza, in vista delle prossime festività, che l’Avis comunale OdV di Reggio Calabria dona alla città, al servizio della quale quotidianamente si impegna».

«Ringraziamo don Nuccio Cannizzaro per la preziosa collaborazione – ha concluso – e invitiamo la cittadinanza a partecipare. Speriamo possa essere occasione per rinnovare il nostro appello alla donazione del sangue e per ritrovarci uniti dell’amore per il prossimo e nella solidarietà». (rrc)

A Reggio inaugurato il primo “Mediaworld” smart della regione

È stato inaugurato, a Reggio Calabria, a Corso Garibaldi, il primo Mediaworld smart della Calabria.

Si tratta del concept retail di prossimitàche rientra nella strategia di sviluppo ed espansione in chiave omnicanale dell’insegna; una strategia che risponde alle nuove esigenze dei consumatori e che consolida la presenza di MediaWorld, portando a 4 i punti vendita presenti in regione.

A presenziare alla visita in anteprima e alla cerimonia di taglio del nastro, a sottolineare l’importanza dell’occasione non solo per MediaWorld ma anche per la città, è intervenuto, assieme ai Regional Sales Manager Davide Stanchi e Katia Stellacci, il sindaco Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.

Con l’apertura del negozio Smart, MediaWorld valorizza al massimo la propria proposta omnicanale e arriva per la prima volta nel cuore della città, offrendo un luogo che favorisce un contatto diretto e quotidiano con i clienti e che si qualifica come presidio di innovazione, in grado di offrire servizi di consulenza tecnologica, set-up dei prodotti e assistenza qualificata. Il negozio, inoltre, integrato al canale di e-commerce, consente di offrire ai reggini molteplici opportunità ed esperienze di acquisto, tra le quali, ad esempio, la possibilità di finalizzare l’ordine attraverso i servizi di pick-up e pick&pay. I visitatori del negozio Smart troveranno in esposizione un assortimento altamente selezionato di numerose categorie di prodotto e avranno a disposizione due postazioni di “Scaffale Infinito” che consentirà di trovare, selezionare e acquistare anche tutti i prodotti non esposti, direttamente in store. In aggiunta, contestualmente all’apertura del nuovo negozio di Reggio Calabria, MediaWorld lancia una novità assoluta nel settore dell’elettronica di consumo: il servizio di pick-up anche in 30 minuti.

Ordinando su www.mediaworld.it e tramite app MediaWorld, i clienti potranno acquistare online e ritirare gratuitamente in negozio già 30 minuti dopo la conferma dell’ordine, evitando code e potendo così ottimizzare tempi e tragitti, soprattutto in un periodo intenso come quello dello shopping natalizio. Infine, presso il MediaWorld Smart, la relazione con il cliente e la consulenza personalizzata sono centrali, per questo motivo all’interno del negozio è presente uno Smartbar, grazie al quale i clienti potranno acquistare prodotti preconfigurati, personalizzarli e avere accesso ai servizi di riparazione smartphone, così come ricevere un aiuto professionale per gestire al meglio tutti i dispositivi.

Il MediaWorld Smart di Reggio Calabria va ad impiegare 9 persone provenienti dal territorio, di cui 5 nuovi ingressi, già pronti a dare consulenza e supporto ai concittadini.

«Il format Smart porta i servizi e l’assortimento tecnologico MediaWorld sotto casa dei cittadini di Reggio Calabria – ha dichiarato Guido Monferrini, amministratore delegato MediaWorld –. Grazie alla nostra offerta omnicanale, infatti, tutti i prodotti presenti nel nostro eCommerce sono disponibili a pochi passi da casa. Inoltre, grazie al servizio di pick-up in 30 minuti, sarà possibile acquistare online e ritirare direttamente nel negozio in centro: una comodità assoluta soprattutto nel periodo di acquisti natalizi e corse all’ultimo regalo». (rrc)

REGGIO – Il Reghium Julii presenta il libro “Lingua Nova” di Arturo Cafarelli

È stato presentato, al Circolo del Tennis “Rocco Polimeni” di Reggio Calabria, il nuovo libro di poesie dialettali Lingua Nova del poeta e commediografo Arturo Cafarelli.

L’evento è stato organizzato dal Circolo culturale Rhegium Julii che ne ha curato anche l’edizione. Dopo i saluti del presidente onorario Igino Postorino, l’incontro, molto atteso, è stata introdotta dal presidente del Rhegium Julii Pino Bova, che ha evidenziato come questa nuova pubblicazione in vernacolo calabrese di Cafarelli , rappresentano per il territorio reggino segni un vero e proprio   punto di svolta. La serata si è avvalsa dei commenti critici di Caterina Marina Neri e di Elio Stellitano. Quest’ultimo ha evidenziato come «Arturo Cafarelli in questo libro abbia utilizzato il dialetto reggino (la tradizione) ma parlando di argomenti non arcaici anzi attualissimi … diventando il punto di riferimento delle nuove generazioni di poeti che vorranno scrivere nel dialetto reggino».

Per Marina Neri, invece, «il libro è espressione di un “realismo poetico” in cui il lirismo spesso cammina a braccetto con l’ironia ed è proprio questo risultato alchemico a creare la bellezza del verso».

Il fine dicitore Pasquale Borruto, alternandosi con l’autore, ha letto alcune liriche del libro approfondendo nei suoi commenti alcuni temi delle stesse poesie. A conclusione dell’incontro sono state declamate alcune pungenti satira sulle contraddizioni della nostra città suscitando nell’attenzione e numeroso pubblico momenti di puro divertimento, ma anche di amara riflessione. (rrc)

REGGIO – Con gli Amici del Museo si è parlato degli uccelli sul lungomare di Reggio

Nei giorni scorsi, nella sede dell’Associazione Amici del Museo di Reggio Calabria, si è svolto l’incontro sul tema Gli uccelli del Lungomare di Reggio Calabria, con l’avv. Francesco Zuccarello Cimino.

La conversazione ha suscitato grandissimo interesse fra i presenti, per la eccezionalità dell’argomento trattato. L’oratore, infatti, ha confermato la sua fama di profondo studioso di ornitologia, oltre che apprezzato giurista. Egli ha rapidamente coinvolto l’uditorio, parlando del grande scenario naturalistico che il Lungomare di Reggio Calabria, per la sua magnifica alberatura e per l’incantevole affaccio sul mare dello Stretto, offre quotidianamente. E. in questo scenario, Zuccarello inserisce, con oltre cento ottime immagini fotografiche, i personaggi che lo caratterizzano particolarmente.

Si sono visti, tra i rami delle secolari magnoloidi, uccelli delle specie più diverse, che lì stanno, nidificano, cantano. Ad essi fanno da contraltare gli uccelli che stanno a diretto contatto con il mare. Ed infine ecco gli uccelli stanziali sul greto o sotto i ponti del Calopinace e dell’Annunziata, covando le uova fra le pietre delle fiumare.

Ammirati, così, i Beccapesci, i Cavalieri d’Italia, il Martin Pescatore; e le upupe, le capinere dal melodioso canto, il Porciglione, il Mignattaio, passeri di ogni specie, cormorani, il Corriere Piccolo e le Piropiro, i gabbiani rosa, gazze, corvi, merli dal becco giallo, tordi e storni, i beccaccini che non sono beccaccini.

La conversazione è stata così una continua scoperta di una grande ricchezza naturale di questa nostra città di Reggio Calabria, che non finisce mai di stupire e di appassionare chi sa guardarla con la dovuta, ammirata attenzione. (rrc)

 

REGGIO – Al Cinema Lumiere arriva “Il vuoto” di Giovanni Carpanzano

Domani sera, al Cinema Multisala Lumiere di Reggio Calabria, sarà proiettato Il vuoto, il lungometraggio di Giovanni Carpanzano, e prodotto da Indaco Film.

Il lungometraggio segna il debutto sul grande schermo del regista e docente di regia presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, con una storia autobiografica, grazie al sostegno della Fondazione Calabria Film Commission e del Ministero della Cultura e Regione Lazio – Fondo per l’audiovisivo, alla coproduzione di Ciakalabria e al sostegno dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro e Planet Multimedia.

La proiezione sarà introdotta da un talk che prevede la presenza di Carpanzano, affiancato da una parte del cast, ovvero Maddalena Ascione, Gianluca Galati, Costantino Comito e Tommaso Perri. Il film resterà in programmazione dal 7 al 14 dicembre.

«Durante una lezione, spiegando ai miei alunni quanto il cinema fosse più emotivo del teatro, attraverso l’esempio di una storia d’amore omosessuale contrastato mostrai loro come fosse importante partire da una storia intima, vissuta in prima persona. In quel momento, mi sono reso conto che la mia storia personale poteva rappresentare un ottimo soggetto da sviluppare per affacciarmi al mondo del cinema», così Carpanzano, impegnato nella drammaturgia contemporanea in ambito cinematografico e teatrale, rintraccia in questo episodio la genesi de “Il vuoto”.

Protagonisti sono Giorgio e Marco, ventenni provenienti da due contesti sociali differenti – uno è figlio di un avvocato affermato, l’altro di un agricoltore –, che, per difendere il proprio amore, condividono una lotta di emancipazione nonché il desiderio bruciante di emergere e trovare il proprio posto nel mondo. Attraverso un viaggio nella loro dimensione interiore, si indaga il dramma di vivere un amore impossibile destinato a soccombere in una società avvelenata dal pregiudizio e dall’inaridimento emotivo.

«È un racconto autobiografico che esplora il labile confine tra libertà e autodistruzione, ma, oltrepassando la differenza di genere, si rivela una storia universale in cui chiunque vive un amore contrastato si può identificare. Già durante la fase di scrittura, i confini autobiografici si sono dissolti e la storia è diventata di tutti» spiega il regista, sin da subito sostenuto da Marino, produttore sempre attento alle tematiche sociali, come appunto l’integrazione e i diritti della comunità LGBTQ+, nelle opere prodotte dalla sua Indaco Film e premiate con David di Donatello (vedi Bismillah nel 2018 e Inverno nel 2020)». (rrc)

REGGIO – Inaugurata la mostra sui reperti storici del terremoto del 1908

È stata inaugurata, al Castello Aragonese di Reggio Calabria, la mostra Millenovecentootto, il percorso espositivo sui reperti storici rinvenuti dopo il tragico sisma che colpì Reggio Calabria oltre un secolo fa.

L’expo, promossa dal settore Cultura e Turismo del Comune, nell’ambito del programma Pon React-Eu, è stata curata dall’Accademia di Belle Arti e sostenuta dalla Banca d’Italia attraverso il trasferimento, avvenuto lo scorso anno, dei beni recuperati dalle macerie del terribile evento che distrusse la città di Reggio.

A tagliare il nastro è stato il sindaco Giuseppe Falcomatà, insieme all’assessora alla Cultura, Irene Calabrò, al direttore ed al presidente dell’Accademia delle Belle Arti, Pietro Sacchetti e Marilena Cerzoso. Presenti anche il vicesindaco Paolo Brunetti e numerosi assessori e consiglieri comunali.

«Questa mostra – ha detto il sindaco Giuseppe Falcomatà – ha già lasciato un segno e continuerà a lasciarlo nei visitatori che potranno riconoscere i graffi nel cuore e le ferite che quel terremoto ha marchiato, ancora ben visibili, nell’anima della nostra comunità. L’expo credo sia, prima di tutto, una bella pagina di sinergia istituzionale, parola della quale troppo spesso si abusa, che ci fa capire quante cose buone e produttive possano nascere dal dialogo interistituzionale. Per questo, ringrazio l’Accademia, la Banca d’Italia, il settore Cultura del Comune che è stato proattivo nell’allestire questa mostra grazie all’operosità della dirigente Loredana Pace e dei funzionari Daniela Neri e Pasquale Borrello».

«La mostra – ha aggiunto – racconta, attraverso gli oggetti esposti, quanto successo alla nostra gente in quel drammatico 28 dicembre, ma non soltanto per farne memoria. Spero, infatti, possa essere frequentata, vista e vissuta soprattutto dai ragazzi e dalle ragazze della nostra città che non sentono più parlare del terremoto del 1908. Perché non è solo una mostra statica, ma uno spazio dinamico con una sala dove poter rivivere le emozioni di quella tragedia. Poi ci sono gli oggetti della nostra quotidianità, ovvero tutto quanto è stato tragicamente interrotto da quella catastrofe, vite spezzate ed una quotidianità distrutta».

Tuttavia, per il sindaco Giuseppe Falcomatà “millenovecentootto” non è soltanto questo: «È anche monito per le istituzioni».
«Questo allestimento – ha proseguito – ricorda quanto ancora debba essere fatto in tema di prevenzione sismica e politiche di messa in sicurezza del territorio. Noi viviamo in un territorio, ancora oggi, a forte rischio dissesto idrogeologico per colpa di politiche fallimentari e violenze continue perpetrate ai danni del nostro paesaggio e del nostro bellissimo ecosistema. Che questa mostra, quindi, funga da monito affinché ognuno, nel proprio ruolo, lavori per preservare dal pericolo di questo evento di ritorno come lo è stato, purtroppo, il terremoto del 1908».

L’assessora Irene Calabrò ha spiegato, poi, come «il Comune abbia voluto dare un taglio diverso a questa esposizione museale, valorizzando i reperti riemersi dalle macerie del sisma e finora custoditi a Roma dalla Banca d’Italia, di cui l’amministrazione comunale è ritornata in possesso soltanto lo scorso anno dopo un lungo iter burocratico che ha visto impegnati i Ministeri di Economia e Finanze e Cultura».

«È una mostra che è un racconto – ha proseguito – per mettere in evidenza gli oggetti di quel tempo, un expo che recupera le tradizioni e le usanze dell’epoca di una comunità, la nostra, vittima di quel doloroso evento. Allo stesso tempo, però, ne segna una nuova lettura che guarda al futuro e alla speranza. Molti oggetti esposti accendono non soltanto un ricordo, ma anche un’ispirazione futura».

«Il punto da tenere in considerazione e che avrà massimo rilievo – ha concluso Calabrò – è quello del tempo, quello trascorso e segnato dagli orologi visibili nella torre sud. Un tempo che si è fermato, ma che con la carica che ciascuno di noi potrà dare all’ingranaggio del presente durerà e rianimerà, sicuramente, il nostro futuro». (rrc)

REGGIO – Con le muse si scoprono i legami tra i dolci natalizi e la storia dell’arte e della linguistica

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 18, nella sala d’arte di Via San Giuseppe 19, è in programma un incontro con una conversazione dedicata al connubio tra la storia delle tipicità dolciarie collegate alle feste ed a vari collegamenti di tipo storico, artistico e linguistico, organizzato dall’Associazione Culturale Le Muse, Laboratorio delle Arti e delle Lettere.

L’evento è il primo degli appuntamenti natalizi del sodalizio.

La tematica trattata sarà appunto Nacatule e Protalia: indagine archeolinguistica sul cibo nella Calabria Greca e vedrà una conversazione con Pasquale Casile, docente – vicepresidente Associazione Magna Grecia Pieve Emanuele, membro CdA Fondazione Calabro Greca ed organizzatore del Bicentenario dei Greci di Calabria.

Insieme a lui altro intervento sarà quello di Bartolo Foti, pasticcere ed esperto dolci della tradizione calabrese. Anche un momento della poesia vernacolare reggina con la presenza di Rossana Rossomando, delegata Muse Poesia e Cultura Dialettale.

Il presidente prof. Giuseppe Livoti ricorda che si è pensato a questo primo incontro, che precede tutte le attività culturali che si terranno fino al 6 gennaio, «utile per immergerci nella storia dei territori, attraverso, dolci della tradizione che in effetti nascondono altri significanti e significati oltre che collegamenti con riferimenti archeologici e con immagini importanti della pittura e dell’arte e della lingua soprattutto nell’area grecanica».

«Proprio per questo non potevamo non indagare – ha spiegato – dal punto di vista pratico e conoscitivo anche con la figura di un pasticcere e noto conoscitore della tradizione, mentre il vernacolo sarà utile a scandire i vari momenti tra tradizione e classicità. Le “nacatole” sono dei dolci tradizionali di origine antica, di forme diverse, che venivano preparate nelle famiglie per ricorrenze varie come matrimoni e battesimi e per le festività più importanti. Si preparavano generalmente una settimana prima di Natale come segno beneaugurale e non possono mancare nel cenone di fine anno».

«Oggi si preparano tutto l’anno – ha proseguito – e si possono trovare nelle pasticcerie e nei panifici. Questo tipico dolce viene consumato e si sposa magnificamente con i classici vini locali da dessert (assimilabili per molti versi ai cantucci col vinsanto). La mattina, invece, a colazione, si associa molto bene con il latte fresco. L’area di produzione è il territorio del comprensorio della Locride e della Piana di Gioia Tauro. Un tempo le nacatole venivano considerate un dono per amici e parenti, da parte dei futuri sposi in occasione del matrimonio».

«Questi dolci rappresentavano quindi – ha concluso – la tradizionale pasticceria calabrese durante le feste nuziali. La loro forma è ellissoidale, caratterizzata da una spirale all’interno, riconducibile alla sagoma di un bambino. Non a caso, la parola calabrese naca proviene dal greco nakè, che significa culla. È quindi un dolce non solo buon augurio per il matrimonio, ma anche come buon auspicio per il concepimento di una nuova vita. Per la stessa ragione, probabilmente, sono entrate a far parte anche della tradizione natalizia locale». (rrc)

 

REGGIO – Torna il “Katedromos, il catechismo dell’Educazione stradale”

Il 4 e il 5 dicembre, a Reggio, all’Auditorium  ‘Gianni Versace’ del Ce.Dir. a Reggio Calabria, alle 9.30 tornano gli incontri di educazione stradale denominati ‘Katedromos, il catechismo dell’Educazione stradale’, giunto alla seconda edizione.

Il format multimediale ed interattivo, promosso ed organizzato dalla Polizia locale, con il patrocinio degli assessorati alla Polizia locale e Istruzione, coinvolgerà circa 900 alunni delle scuole cittadine, di ogni ordine e grado.

«Le giornate formative – ha detto l’assessora alla Polizia locale, Giuggi Palmenta – rappresentano, per la qualità divulgativa ed il numero degli utenti coinvolti, una straordinaria opportunità formativa. La volontà di coinvolgere i più giovani, segue le linee di indirizzo politico del sindaco Giuseppe Falcomatà, proiettate ad affermare, soprattutto tra i più giovani, una corretta coscienza civile ed attività di sensibilizzazione, partendo anche dall’educazione stradale». (rrc)

Con Gente in Aspromonte alla scoperta di Pietra Cappa tra leggenda e religione

di ARISTIDE BAVAPer domani l’associazione escursionistica “Gente in Aspromonte” ha programmato una escursione anche a carattere religioso lungo le grandi vie dell’ Aspromonte, sul tema ” Pietra Cappa e Gesù” per riprendere una vecchia leggenda secondo la quale  Gesù e i suoi discepoli, predicando la parola di Dio, arrivarono anche ai piedi dell’Aspromonte.

Qui fecero penitenza raccogliendo alcuni pesanti massi, ma Pietro a differenza degli altri raccolse soltanto un piccolo ciottolo. Quando Gesù trasformò tutti i massi raccolti dai discepoli in pagnotte di pane, Pietro rammaricato si rese conto dell’errore commesso, volle che quella pietra restasse lì a ricordo della sua malizia. Ma sfiorandolo con un dito lo fece lievitare fino al punto di trasformarlo nell’enorme monolite che è oggi, ovvero la ben nota Pietra Cappa  Durante il percorso escursionistico prima di arrivare a Piatra Cappa  si incontrano i ruderi di un grandioso sito, la Chiesetta di San Giorgio, un Monastero di epoca bizantina del VII-VIII sec d.C.

È una delle 4 Chiese a croce greca in Calabria, meno famosa di quella di Stilo, ma probabilmente la più grande e maestosa delle quattro. C’è, a corredo, anche un motivo di interesse storico : In alcuni documenti medievali si trova la voce di Pietra Gauca, al posto di Pietra Cappa. La parola significa pietra vuota, scavata e infatti, una pietra erosa dagli agenti atmosferici. Il toponimo tuttavia è riferibile non solo a Pietra Cappa, ma all’intera zona circostante dato che numerose, anche se più piccole, sono le rocce con grotte ed anfratti,  che  alla mente i paesaggi della Cappadocia. L’itinerario parte da Serro Scaru lungo la sterrata che sale e dopo alcuni tornati si prosegue per qualche tratto sulla strada cementata. Arrivati all’incrocio che porta al rifugio Baglì e Polsi, si continua seguendo l’indicazione Polsi.

Superato il Castagneto di Natile si scende sulla sterrata per 20 minuti fino a raggiungere I Giganti della Memoria di San Giorgio di Pietra Cappa che sono i silenti testimoni di un tempo di spiritualità, studio e trascrizione degli antichi codici greci. I posti che si incontrano sono molto suggestivi e, in quella zona; la natura si sposa con la meravigliosa bellezza del paesaggio.

Qualunque sia la vera origine di Pietra Cappa, questo luogo attira da sempre numerosi visitatori, affascinati non solo dalle storie leggendarie, ma anche dai sentieri incantati e dai paesaggi circondati da vegetazione, ricca di colori e profumi, che la mano dell’uomo non è ancora riuscita, fortunatamente, ad intaccare. Inoltre è possibile ammirare i resti bizantini e i ruderi della Chiesa di San Giorgio, che si incontrano lungo il sentiero che conduce a Pietra Cappa. (ab)

REGGIO – Domenica si presenta il libro “L’evoluzione della televisione”

Domenica 3 dicembre, a Reggio, alle 10, al Palazzo della Cultura P. Crupi, sarà presentato il libro L’evoluzione della televisione: divismo, reality show e influencer di Martina Licastro ed edito da Europa Edizioni.

L’evento rientra nell’ambito di Narrazioni Metropolitane – Festival del Libro e della Lettura.

L’evento sarà moderato dalla giornalista Anna Briante, ad intervenire saranno: Martina Licastro autrice e giornalista pubblicista, Antonio Marziale, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria e docente universitario di sociologia, Francesco Chindemi giornalista professionista Avvenire di Calabria già direttore di Reggio Tv e Rosario Canale, cantautore, autore e producer.

Ci sarà inoltre l’esibizione musicale del Maestro Emanuele Mario D’Amico, flautista e la lettura tratta dal libro a cura di Dario Zema, attore. (rrc)