Lettera aperta al presidente Occhiuto: Chiarisca le sue intenzioni su Azienda Dulbecco

Di VALERIO DONATO – On. Presidente

Nei giorni scorsi ha ripetutamente affermato, al fine di salvaguardare la decisione di istituire un nuovo corso di studi in Medicina a Cosenza, che avrebbe preservato e supportato, nelle Sue qualità di Commissario ad acta, l’Università di Catanzaro e che non ci sarebbero state esitazioni nell’avvio dell’integrazione delle Aziende Ospedaliere di Catanzaro [Azienda Pugliese-Ciaccio ed Azienda Mater Domini].

In realtà, come da tempo denunziato, le attività e gli atti da Lei posti in essere sembrano piuttosto protesi a “rallentare” e “allontanare nel tempo” la istituzione della Azienda Ospedaliera integrata di Catanzaro. A tal fine sono impiegate “conclusioni” giuridiche assolutamente infondate, con le quali si tenta di non far partire un’Azienda Ospedaliera con circa 850 posti letto, con un danno gravissimo al sistema sanitario regionale, all’economia della Città di Catanzaro, oltre che in modo contrastante con la volontà espressa dal Consiglio regionale, mediante la Legge regionale che istituisce la Azienda “Dulbecco”. 

Ed infatti, la “costruzione” esposta nel Dca 162/2022, per l’avvio della Azienda Dulbecco, è fondata su due presupposti: 1: Il Provvedimento di costituzione dell’Azienda Mater Domini del 1995 [Decreto del Presidente della Regione Calabria, 8 febbraio 1995, n. 170], sarebbe nullo. Tale decreto sarebbe stato adottato in virtù di una norma [art. 4, comma 4, d. lgs. 502/1992], dichiarata incostituzionale [Corte costituzionale, 28 luglio 1993, n. 355]. Sì che sarebbe necessario che l’attuale Governo della Repubblica adottasse un provvedimento per “sanare” questa illegittimità, mediante una “conversione”.

2. L’Azienda Dulbecco, scaturente dalla fusione per incorporazione dell’Azienda Pugliese-Ciaccio nella Azienda Mater Domini – come previsto dalla Legge Regionale 33/2021 – costituirebbe unaazienda nuova”, per la quale sarebbe necessaria una procedura particolarmente complessa e lunga, secondo la disciplina allo stato vigente.

Tutto ciò non è vero! 1. L’interpretazione esposta nel DCA 162/2022 trascura, infatti, di considerare che la norma dell’art. 4, comma 4, del d. lgs. 502/1992, dichiarata incostituzionale nel luglio del 1993, è stata “sostituita” dall’art. 5, del d. lgs. 517/1993, adottato ed entrato in vigore nel dicembre 1993. La nuova disposizione derivante dal suddetto D.Lgs. 517/93 prevedeva espressamente che Le regioni possono altresì costituire in azienda i presìdi ospedalieri in cui insiste la prevalenza del percorso formativo del triennio clinico delle facoltà di medicina e chirurgia, i presìdi ospedalieri che operano in strutture di pertinenza dell’università. In virtù di tale norma, la Regione Calabria ha adottato la Legge Regionale 26/1994, nella quale si prevedeva che il Presidio Ospedaliero Mater Domini è costituito in Azienda Ospedaliera con decreto del Presidente della Regione. In applicazione della Legge Regionale 26/1994, l’allora Presidente della Regione ha costituito l’Azienda Mater Domini, con atto 8 febbraio 1995, n. 170. Dunque nessun vizio di nullità. Nessun atto governativo è dunque necessario per sanare e/o convertire alcunché.

Le opinioni diverse, pur rintracciabili in dottrina [E. Caterini, E. Jorio, Quelle Aziende ospedaliere universitarie italiane “fantasma”, in https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=110020, 31 dicembre 2022, secondo i quali il DRGR 170/1995, con cui è stata costituita l’Azienda Mater Domini, sarebbe nullo in quanto lo stesso rintracciava il suo presupposto giuridico in una norma dichiarata incostituzionale 18 mesi prima dalla consulta depositata il 28 luglio 1993] hanno probabilmente trascurato la disposizione [art. 5, d. lgs. 517/1993, intervenuta dopo la sentenza della Corte costituzionale], per la quale, giova ribadire, le Regioni potevano costituire in Azienda i Presidi in cui insisteva il la prevalenza del percorso formativo del triennio clinico delle Facoltà di medicina.

2. La Legge Regionale che istituisce l’Azienda Ospedaliera Dulbecco [Legge regionale, 16 dicembre 2021, n. 33] prevede che questa sorga per effetto della fusione per incorporazione dell’Azienda Pugliese Ciaccio nell’Azienda Mater Domini, secondo un percorso ed un meccanismo persino suggerito dalla Corte Costituzionale. Dalla fusione per incorporazione non può nascere una «nuova» azienda. Giuridicamente, con l’atto di fusione una società – che “conserva” la propria individualità e autonomia e prosegue la propria esistenza senza soluzioni di continuità – ne assorbe una o più, le quali si estinguono. Né d’altronde l’Azienda si potrebbe considerare «nuova» perché connotata solo da una diversa denominazione [nella specie Azienda “Dulbecco” in luogo di Azienda “Mater Domini”]. La modificazione della denominazione non produce l’estinzione della società incorporante [vale a dire della “Mater Domini”], quanto una mera modificazione dell’atto costitutivo [così per tutti, Corte d’Appello Lecce-Taranto, 29.05.2014]. In ogni caso, qualora l’effetto del cambio di denominazione fosse ritenuto controverso, il legislatore regionale potrebbe modificare comunque la legge 33/2021 per “mantenere” all’attuale azienda ospedaliero-universitaria, la denominazione “Mater Domini” e/o legittimare la modifica della denominazione in un tempo immediatamente successivo e ogni problema sarebbe risolto.

Né ben inteso la procedura potrebbe essere gravata da preventivi pareri da parte della Corte dei conti, come affermato da una prospettiva dottrinale [E. Caterini, E. Jorio, Le fusioni nella sanità, in Astrid, 18, 2022, p.4 e s.], poiché, come attestato dalla Corte dei Conti, Sezioni Riunite, N. 19/SSRRCO/QMIG/2022] è da escludere l’operazione di fusione per incorporazione, sia per gli enti soci dell’incorporante che per quelli dell’incorporata, dal campo di applicazione della rinnovata funzione assegnata alla Corte dei Conti dall’art. 5, commi 3 e 4, , TUSP, in quanto tale vicenda non risulta equiparabile né alla costituzione di una società nell’acquisto di una nuova partecipazione in società già esistente.

È dunque evidente che le interpretazioni esposte nel Dca 162/2022 siano protese a ritardare quanto più possibile la istituzione della Azienda Ospedaliera Dulbecco, per criticità che [pur inesistenti] avrebbero potuto essere affrontate tempestivamente nell’anno trascorso dalla approvazione della Legge Regionale 33/2021; nel mentre è stato repentinamente [ed in modo non conforme alla legge] sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra la Regione e l’Unical per l’attivazione del corso di Medicina a Cosenza.

On. Presidente sembra indispensabile, dunque, un chiarimento. Se, come da Lei dichiarato, Ella ha davvero la volontà politica di a) preservare il sistema sanitario “regionale”, implementarlo e svilupparlo al fine di dare alla sanità calabrese strutture adeguate; b) supportare le strutture sanitarie di Catanzaro e di c) mantenere fede alla volontà espressa dal Consiglio regionale con l’integrazione delle Aziende Pugliese-Ciaccio e Mater Domini, non dovrebbe esitare a rettificare il DCA 162/2022 e avviare con decisione la istituzione della Azienda Dulbecco. Altrimenti la Sua esposizione non potrebbe che essere interpretata alla stregua di mero esercizio retorico, utilizzato al fine di convincere tutti i calabresi che così si perseguirebbe il bene di tutta la collettività regionale, mentre in verità si consegue soltanto la cura del proprio territorio di elezione. (vd)

Lavoro, Occhiuto e Pietropaolo: Ok a graduatorie definitive per 258 assunzioni

Sono complessivamente 258 le unità di personale che verranno assunte dalla Regione Calabria nei primi giorni di gennaio nell’ambito del piano di potenziamento dei Centri per l’impiego. È quanto hanno annunciato il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e l’assessore regionale all’Organizzazione e alle Risorse Umane, Filippo Pietropaolo.

Si tratta, in particolare, di 177 unità a tempo indeterminato di profilo C e 81 unità a tempo determinato del profilo D, di vari profili professionali, che dopo due anni passeranno a tempo indeterminato come già previsto dal piano di potenziamento.

Nei giorni scorsi sono stati anche pubblicati da parte del Dipartimento Personale, guidato da Marina Patrizia Petrolo, l’avviso di mobilità per 25 unità dalla altra pubblica amministrazione, l’avviso per 57 progressioni verticali per il passaggio da C a D per il personale dell’amministrazione regionale, e l’avviso per l’utilizzo di graduatorie di altre pubbliche amministrazioni per profili D per 24 unità.

Inoltre è stato espletato anche il concorso per 113 posti per funzionari di categoria D, per dare seguito a quanto previsto nel decreto del milleproproghe, che dà alla Regione la possibilità di inserire nuovo personale per sostenere le attività del Pnrr anche valorizzando le esperienze dei lavoratori precari di Azienda Calabria Lavoro.

«Si conclude così il piano del fabbisogno del 2022, che era molto ambizioso e complesso e che renderà più efficiente la macchina amministrativa regionale grazie ad una importante iniezione di nuove energie e competenze», ha spiegato il presidente Occhiuto.

Rimangono da ultimare solo le prove scritte gestite da Formez per le ulteriori 260 unità per il piano di potenziamento dei profili D e per le 31 unità nell’ambito della legge 68, che si svolgeranno nel corso del mese gennaio.

«Esprimo il mio ringraziamento a tutto il Dipartimento Personale – ha concluso l’assessore Pietropaolo – per l’intenso lavoro svolto nell’anno 2022, che ha prodotto risultati importanti, e che dimostra come anche in Calabria è possibile fare concorsi ed assumere utilizzando il solo criterio del merito e nella piena trasparenza. La scelta di affidare le attività di selezione a Formez e di non procedere con la prova orale, come consentito dai decreti di emergenza del governo, ha di fatto messo al sicuro le procedure concorsuali dal rischio di indebite interferenze». (rcz)

Ciclo integrato dei rifiuti, Metrocity RC: Territori non coinvolti in una riforma epocale

La Città Metropolitana di Reggio Calabria ha denunciato come ci sia stato il mancato coinvolgimento dei territori da parte della Regione per quanto riguarda il ciclo integrato dei rifiuti.

Dal 1° gennaio, infatti, la competenza sugli impianti di smaltimento dei rifiuti passerà alla Regione in virtù di una legge voluta dall’esecutivo Occhiuto, che è stata contestata «e che continuiamo a contestare» fanno sapere dalla Città Metropolitana «per il mancato coinvolgimento dei territori nella realizzazione di una riforma epocale di un settore complesso che incide, profondamente, nella quotidianità dei cittadini».

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a Palazzo Alvaro, il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, il consigliere delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda, ed il dirigente di settore, Vincenzo De Matteis, hanno informato la comunità sul passaggio di consegne che sancisce «la fine di una programmazione, oculata e attenta, portata avanti dalla Città Metropolitana per riordinare un comparto, commissariato da 20 anni, che la Regione, quasi tre anni fa, ci aveva consegnato in un avanzato stato di degrado».

«Ci aspettiamo un passo in avanti da parte del presidente Roberto Occhiuto – ha detto Versace – affinché, una volta per tutte, riconosca l’esistenza di un’amministrazione che vuole collaborare. Sarebbe un atto d’amore per il territorio ed un riconoscimento alle attività di una Città Metropolitana che è pronta a fornire un’intera struttura alla Regione Calabria». Quella che è mancata, secondo i vertici di Palazzo Alvaro, «è la concertazione, il coinvolgimento di sindaci e amministratori locali che sono i primi a confrontarsi con gli effetti di una legge votata, in soli otto minuti, da una commissione del Consiglio regionale».

«È da aprile che abbiamo chiesto un incontro al Governatore Occhiuto – ha sottolineato il sindaco facente funzioni – e ancora prima la stessa richiesta era arrivata da 67 sindaci della Città Metropolitana. Stiamo aspettando una risposta che, nel frattempo, al di là di qualche confronto informale, non è arrivata neanche dal commissario Gualtieri. Vorrei ricordare come i sindaci della Provincia di Cosenza, sul tema, siano stati ricevuti dal presidente della Regione in appena 48 ore. Non credo sia il modo corretto per affrontare un tema così importante».

Entrando nel merito del provvedimento, Carmelo Versace ha spiegato che «se un Comune avrà problemi a conferire in un impianto, la Città Metropolitana non potrà più intervenire e non è chiaro chi, in una circostanza simile, dovrà farlo». Ma sono altri i vulnus evidenziati dal sindaco metropolitano sullo scenario che si sta delineando: «Pensate a quelle che saranno le poste da mettere in bilancio per ogni Comune. Non sappiamo quale sarà il futuro economico con cui si dovranno confrontare i 97 Enti della Città Metropolitana e dell’intera Calabria. La riunione di due giorni fa a Catanzaro, in questo senso, non ha chiarito nulla né sull’idrico, né sui rifiuti che sono strettamente collegati alla legge regionale».

«In questa fase così confusa – ha continuato – non sappiamo dare risposte ai lavoratori, ai cittadini, ai sindaci che, purtroppo, si rivolgono all’Ente di prossimità che è la Città Metropolitana. Quello che possiamo affermare con certezza è che continueremo, con serietà e responsabilità, a stare al loro fianco. Dal canto nostro, la Città Metropolitana ha coscientemente scelto di mantenere il proprio apparato amministrativo di settore; non ha smobilitato, volutamente, le somme in bilancio e proveremo a sostenere i territori senza, comunque, sostituirci alla legge ed alle competenze della Regione. Lo abbiamo sempre fatto, come quando si è trattato di aprire la discarica di Melicuccà, un atto che avrebbe dovuto fare il presidente Occhiuto ma che ho dovuto assumere in prima persona per evitare il riproporsi del problema rifiuti nel periodo estivo».

Palazzo Alvaro, insomma, sosterrà le proprie convinzioni in ogni sede: «Avevamo chiesto chiarimenti prima sui tavoli istituzionali per far prevalere la supremazia del confronto e della politica, lo abbiamo chiesto con i nostri uffici e messo anche per iscritto. Solo quando siamo stati portati all’estremo, ci siamo rivolti all’autorità giudiziaria amministrativa quale ultimo strumento che ci consente di tutelare gli interessi dei cittadini. Attenderemo con fiducia la pronuncia sul nostro ricorso, certi che andremo fino in fondo ad una questione di prim’ordine per le nostre comunità».

Quindi, il consigliere Salvatore Fuda ha fatto il punto su ciò che lascia la Città Metropolitana: «I Comuni, per tramite della Città Metropolitana, finiranno una gestione virtuosa che vale 30 milioni di euro l’anno dopo aver corrisposto le somme necessarie ad evitare disfunzioni. Fino al 2022 tutti i fornitori sono stati regolarmente pagati». La maggiore preoccupazione, nel passaggio della gestione degli impianti alla Regione, resta «l’assenza di una struttura in una società, ad oggi, commissariata». «I Comuni sono molto disorientati e le poche adesioni lo confermano», ha proseguito Fuda sostenendo che, «fino all’ultima ora, noi faremo il nostro dovere».

Nel corso del suo intervento, il consigliere delegato all’Ambiente ha rilevato «l’inversione ad U compita dalla Regione sull’organizzazione del comparto». «Ai tempi della Presidente Santelli – ricorda – con la stessa maggioranza regionale, soprattutto, con l’assessore Ultimo si era creato rapporto di collaborazione e dialogo. Oggi si procede d’imperio». Eppure, sul campo, la Città Metropolitana ha prodotto importanti investimenti, gli ultimi dei quali riguardano i bandi del Pnrr col finanziamento di un impianto di trattamento delle terre di spazzamento ed un altro per i materiali assorbenti: «Firmeremo e andremo avanti perché non possiamo permetterci di perdere risorse per 12 milioni di euro. In questa fase, infatti, stanno venendo a maturazione molte cose che avevamo programmato e dispiace non poter avere un dialogo produttivo con la Regione, dove regna una confusione gestionale e amministrativa insopportabile».

Il dirigente Vincenzo De Matteis, infine, dopo aver ripercorso gli enormi progressi fatti dalla Città Metropolitana in termini di programmazione, realizzazione e miglioramento degli impianti ereditati dalla Regione, ha ribadito l’oculatezza con la quale si è proceduto a gestire un settore che, adesso, si presenta finanziariamente in regola: «Le condizioni economiche di gestione dell’Ato ci consentono di chiudere il biennio ‘20-‘21 con la liquidazione di tutti i servizi resi e 35 milioni di bilancio preventivo, con i Comuni che hanno versato praticamente tutto il richiesto».

«Per il 2022 – ha concluso – i servizi sono stati liquidati fino a settembre e gli Enti locali stanno procedendo con i pagamenti. Tutto questo, la Città Metropolitana lo ha fatto per conto dei Comuni così da raggiungere risultati soddisfacenti possibili soltanto grazie alla loro partecipazione ed al loro coinvolgimento nelle scelte». (rrc)

Lunedì il presidente Occhiuto incontra il ministro Calderoli

Lunedì 2 gennaio, alle 15.30, in Cittadella regionale, il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, incontrerà il ministro per gli Affari Regionali, Roberto Calderoli.

Durante la giornata il ministro avrà incontri e riunioni di lavoro con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, con gli assessori della Giunta regionale, con il segretario generale regionale della Cisl, Tonino Russo, e con il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara(rcz)

Welfare, Regione approva provvedimenti su Servizi socio-assistenziali e caregiver

La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore Emma Staine, tre importanti provvedimenti che riguardano i servizi socio-assistenziali, il contrasto alla povertà e il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del caregiver familiare.

Nel primo caso si tratta della modifica dello schema-tipo di convenzione per la gestione ed erogazione di eervizi socio-assistenziali in Gruppo Appartamento, a favore di minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria. Un sistema che è caratterizzato ed organizzato funzionalmente come struttura educativa residenziale di tipo familiare, per accogliere minori a rischio sociale (disadattati, devianti, caratteriali, con carenze educative genitoriali ecc.) per i quali si rende necessario un valido sostegno per rispondere ai bisogni sociali, affettivi, relazionali e cognitivi.

La modifica prevede una migliore reciprocità amministrativa, un controllo più efficiente da parte del Dipartimento e settore welfare sulle attività dei Gruppi Appartamento, in particolare su una migliore specifica individuazione dei minori da inserire nei programmi delle strutture stesse. Sarà quindi il Dipartimento della Regione Calabria ad aver maggiore controllo sulle attività svolte dalle predette strutture, volto a colmare vulnus normativi e applicativi finora presenti.

Nel secondo caso, si adotta e si definiscono le risorse per il Piano di contrasto alla povertà, triennio 2021-2023 poiché sono a disposizione somme rilevanti sulle quali la Regione è impegnata nell’individuazione dei migliori canali per il raggiungimento dell’unico obiettivo di offrire un supporto a coloro i quali manifestano reale necessità di aiuto economico.

Novità anche per il ruolo del caregiver familiare, al quale viene riconosciuto formalmente il ruolo e l’impegno di cura, come componente informale ed essenziale del sistema dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari. Saranno i caregiver i destinatari diretti, secondo precisi requisiti, delle misure attive a loro sostegno. In tal senso sono disponibili risorse per 791.211,91 euro che saranno ripartite per ciascun Ambito territoriale.

«Sono davvero soddisfatta di questa giornata – ha dichiarato l’assessore Staine – per l’approvazione e deliberazione dei provvedimenti che ho proposto in Giunta. Si tratta di tre aspetti fondamentali che riguardano migliaia di famiglie calabresi in difficoltà sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello sociosanitario».

«Tutto questo – ha aggiunto Staine – è solo un primo passo verso quella che sarà una svolta importante per il sistema complessivo del welfare in Calabria, anche se non è privo di ostacoli. Nel nostro caso ogni attività sarà studiata con la massima cura, quella che richiede un settore perennemente in affanno». (rcz)

Pari Opportunità, al via microcredito per le donne

«Un altro tassello concreto per una piena parità di genere». È così che la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, ha commentato il microcredito per le donne. Si tratta di una misura speciale per cui la Regione ha impegnato 10 milioni di euro e che è stata finanziata nell’ambito del Piano Sviluppo e Coesione.

«Uno strumento attraverso cui vogliamo dare un’opportunità concreta alle donne calabresi che vogliono avviare un’attività d’impresa nella nostra regione», ha aggiunto la vicepresidente, spiegando che «il percorso è già attivo, grazie agli sforzi che abbiamo profuso con il Direttore generale del Dipartimento Lavoro e Welfare, Roberto Cosentino, e con il coordinatore regionale dell’Ente nazionale per il Microcredito, Antonello Rispoli».

«Questa è una delle prime misure che mettiamo in campo in termini di pari opportunità concrete, risposta importante in tema di occupazione femminile. Tante altre azioni andranno ad incentivare l’indipendenza economica delle donne calabresi – ha aggiunto il Vicepresidente – come già enucleato nel Piano da poco deliberato in Giunta. Abbiamo voluto dare un segno tangibile di quanto la Regione possa e debba fare per l’empowerment delle donne calabresi».

«Era un mio impegno – ha concluso Giusi Princi – ed è solo il primo di quelli previsti nel Piano di attuazione per la parità di genere a cui seguiranno, a breve, anche gli altri».

Le parole del Vicepresidente della Calabria con delega alle Pari opportunità, Giusi Princi, fanno riferimento all’accordo istituzionale siglato in questi giorni tra Regione Calabria, Ente Nazionale per il Microcredito e FinCalabra, per dare avvio al Progetto “Microcredito per le donne”, già previsto nel Piano di attuazione della legge regionale n.7 del 2022 “Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione femminile”.

Lo strumento finanziario FIF (Fondo Imprese Femminili) sarà gestito da FinCalabra e prevederà un finanziamento massimo di 62.500 di cui 30.000 di contributo a fondo perduto e il resto da restituire, a tasso zero e senza garanzie, in 6 anni.

Il Fondo imprese femminili è rivolto alle donne con status di disoccupazione o inoccupazione, persone con disabilità e a rischio discriminazione, incluse le lavoratrici prossime al termine della fruizione di ammortizzatori sociali ed anche le donne che, seppur occupate, abbiano già seguito e completato positivamente il percorso Yes I Start Up Donne.

Il progetto è caratterizzato da due elementi fondanti, che tengono conto dell’esperienza maturata dalla regione sul tema dell’autoimpiego: un affiancamento gratuito alle potenziali imprenditrici per valutare la sostenibilità della loro idea d’impresa e uno strumento finanziario, senza garanzie, in grado di coprire tutte le risorse necessarie. Il percorso di accompagnamento Yes I Start Up Donne, erogato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, ha la durata di 100 ore per strutturare al meglio il business plan, per poi proseguire anche dopo il finanziamento tramite attività di tutoraggio.

Per l’iscrizione al corso gratuito è sufficiente scrivere un’email a yisucal.amministrazione@microcredito.gov.it . Solo con la partecipazione al percorso si potrà accedere al finanziamento correlato. (rcz)

 

Il sindaco Fiorita: Occhiuto firmi protocollo per nascita dell’Azienda Dulbecco

Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, pur trovando aperture da parte del Governatore Roberto Occhiuto sulla Facoltà di Medicina, si è chiesto come mai «perché non abbia ancora firmato il protocollo d’intesa Regione-Università per dare vita all’Azienda unica universitario-ospedaliera ‘Renato Dulbecco’», se «davvero punta a rafforzare l’Umg e la sua Scuola di Medicina».

«La nascitura azienda, forte dei suoi 885 posti letto – ha spiegato – di un secondo pronto soccorso e di un Irccs per la medicina di precisione, irrobustirebbe la Facoltà di medicina, fornendo agli studenti e ai ricercatori gli spazi, le risorse e le tecnologie per un’alta qualità formativa. La ‘Dulbecco’ diventerebbe così il principale polo sanitario della Calabria e renderebbe ancora più inutile la duplicazione della Facoltà di medicina a Cosenza dove, peraltro, non esiste un Policlinico di riferimento e l’ospedale dell’Annunziata non sembra in grado, per i suoi gravi problemi logistici, di supportare un’attività didattica e formativa così importante».

«Se davvero il presidente Occhiuto – ha proseguito – ha a cuore la Facoltà di medicina di Catanzaro, non abbia esitazioni nel firmare il protocollo d’intesa, anche perché il termine di un anno fissato dalla legge regionale sull’Azienda unica è già stato superato. Ma anche questo non basta. La nuova Azienda ‘Dulbecco’ ha bisogno di più spazi e crediamo che la somma destinata dalla Regione al ‘nuovo ospedale di Catanzaro’ appaia insufficiente e sicuramente molto inferiore a quella destinata al ‘nuovo ospedale di Cosenza’, parliamo di ben 500 milioni di euro».

«Quanto al poderoso piano di investimenti per le Scuole di specializzazione dell’Umg – ha continuato – annunciato dal presidente Occhiuto, attendiamo ovviamente di conoscerne i dettagli e gli importi».

«Rispetto alla decisione adottata dal Coruc – ha concluso – la nostra posizione non cambia. Noi riteniamo sbagliata, inutile e giuridicamente discutibile l’istituzione della seconda Facoltà di medicina all’Unical e la contrasteremo in tutte le sedi. Solo a bocce ferme, si potrà discutere di un nuovo assetto del sistema universitario calabrese che non dovrà vedere – e in questo siamo d’accordo con il presidente Occhiuto – rendite di posizione». (rcz)

Sanità, sono arrivati i 50 medici cubani

Sono arrivati in Calabria i 50 medici cubani. Lo ha reso noto il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ribadendo che «non ruberanno alcun posto di lavoro ai medici italiani, ma ci aiuteranno a tenere aperti reparti e ospedali».

«Il 2 gennaio – ha aggiunto – inizieranno il corso presso l’Università della Calabria e appena saranno pronti cominceranno a lavorare negli ospedali calabresi. Continuiamo senza sosta a cercare medici italiani tramite i concorsi, ma adesso il pericolo era di dover chiudere strutture sanitarie per carenza di personale».

«Ringrazio, per il lavoro svolto in questi mesi – ha concluso – indispensabile per raggiungere questo obiettivo, il direttore generale della Salute, Iole Fantozzi, i dirigenti del Dipartimento, e il mio consulente giuridico, il vice avvocato generale dello Stato Ettore Figliolia. È nostro dovere affrontare l’emergenza con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, per garantire cure e servizi ai cittadini calabresi. Non ci faremo fermare». (rcz)

A Reggio s’inaugura il Cube Stage for Christmas

Oggi, a Reggio Calabria, sul Lungomare, s’inaugura il Cube Stage for Christmas. Si tratta di una installazione artistica di 5 metri per lato che con musica e immagini permetterà una ricostruzione moderna della Magna Grecia, rientra nelle iniziative finanziate dalla Regione Calabria nell’ambito del Cinquantenario dalla scoperta dei Bronzi di Riace.

Fino al 2 gennaio, inoltre, sono previsti tantissimi eventi che animeranno il cubo intrattenendo, gratuitamente, dalle 9.30 in poi, un pubblico variegato dai più piccoli ai più grandi.

L’inaugurazione è prevista per le 18. Saranno presenti la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, il sindaco f.f. della Città Metropolitana di Reggio, Paolo Brunetti, e il sindaco f.f. della Città Metropolitana, Carmelo Versace. Big Opening con animazione per i più piccoli, a cura di Space Party (intrattenimento con spettacolo bolle di sapone, palloncini, mascotte di Sonic e Paw Patrol); a seguire esibizione di danze popolari a cura di Anna Mallamaci, esibizioni a cura delle Scuole di danza “Arte in movimento” e “ASD Pretty Woman”.

Alle 19, degustazione di dolci di natale della tradizione a cura dei Maestri pasticceri d’Italia della Conpait. Chiude la serata, alle 21.30, il concerto di Mimmo Cavallaro in trio, con ospite Marcello Cirillo.

Contenimento degli ungulati, Gallo: Provvedimenti in linea con richieste delle Regioni

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha evidenziato come «le misure che il Governo si accinge ad introdurre in tema di contenimento degli ungulati vanno nella direzione auspicata dalle Regioni italiane e sono una prima risposta concreta nell’opera di contrasto del fenomeno dopo anni di tentennamenti».

«La Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, coordinata dal collega Federico Caner – ha ricordato Gallo – era intervenuta più volte negli ultimi due anni per sottolineare l’insostenibilità dell’attuale sistema di gestione della fauna selvatica ed in particolare degli ungulati, fenomeno che oggi rappresenta questione di ordine pubblico e sanitario, spesso causa di incidenti mortali lungo le strade e di proliferazione di malattie, oltre che di devastazione dei campi e dei raccolti».

«Per questo nel recente passato – ha aggiunto l’esponente della Giunta – abbiamo più volte sollecitato i ministeri dell’agricoltura e dell’ambiente ad avviare, sul piano normativo, un’azione di contenimento della fauna selvatica, ed in particolare del cinghiale, e quindi una riforma del sistema di vigilanza. I tanti impegni assunti dai ministri del tempo non si sono però mai tradotti in realtà. Adesso, finalmente, si assiste ad una svolta».

«Nel prosieguo del cammino intrapreso sarà necessario lavorare al rafforzamento del prelievo di contenimento degli ungulati con fondi adeguati, prevedendo anche assicurazioni per l’incidentalità stradale da fauna selvatica, così degli indennizzi adeguati per i danni provocati all’agricoltura. Al tempo stesso – ha concluso –, occorreranno un riordino complessivo delle competenze in materia faunistico venatoria ed un potenziamento della vigilanza venatoria. Intanto non si può che salutare con favore il primo passo di un cammino che va nella direzione indicata dalle Regioni, dalle organizzazioni di categoria, dalle imprese e dai cittadini». (rcz)