DA LAMEZIA LA SFIDA ALLE BIOTECNOLOGIE
GIÀ PRONTE LE PRIME LINEE DI RICERCA

di SANTO STRATI – Chi pensasse che il bellissimo, grande progetto del Renato Dulbecco Institute che vedrà a luce a Lamezia presso la Fondazione Mediterranea Terina fosse solo uno dei tanti annunci senza seguito dovrà ricredersi. Il dinamismo della squadra coordinata dal Commissario della Fondazione, prof. Pino Nisticò, con il Presidente della stessa, il Rettore dell’Università Magna Graeci di Catanzaro prof. Giovambattista De Sarro risulta subito agli occhi: da Lamezia parte davvero la sfida alle biotecnologie, prim’ancora che vengano allestiti i laboratori, sono già state inviate da San Francisco le molecole pronectine che serviranno ad avviare le prime due linee di ricerca che risultano di grandissima attualità e originalità. Questo significa operare per la Calabria con competenza e capacità, con l’obiettivo di offrire spazio per la formazione e la specializzazione dei nostri ragazzi:  la ricerca scientifica che partirà da Lamezia mostrerà, dunque, dal primo momento la massima autorevolezza con finalità scientifiche di primissimo ordine. Questa di Lamezia e dell’Istituto intitolato al premio Nobel Renato Dulbecco, grande scienziato catanzarese che ha anche insegnato alla Facoltà di Medicina del Capoluogo, non è una scommessa, ma sta diventando, giorno dopo giorno, con una velocità impressionante, una magnifica realtà che proietterà la Calabria nel mondo della comunità scientifica con la dovuta ammirazione (e fors’anche tanta sana invidia). Fatto sta che già dopo le prime riunioni convocate a Catanzaro, il mondo dei ricercatori – non solo calabresi – ha mostrato un grande entusiasmo per l’iniziativa e offerto immediatamente la propria disponibilità e adesione piena al progetto.

L’altro ieri, su convocazione del prof. Giovambattista De Sarro, (Presidente del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione)  e del prof. Pino Nisticò (Commissario della stessa) si è riunito ieri mattina presso il rettorato di Catanzaro il Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione Renato Dulbecco per discutere sulle linee di ricerca e sui progetti da presentare per ottenere finanziamenti a livello nazionale e della Commissione europea e così avviare le attività scientifiche innovative dell’Istituto sotto la regia del prof. Roberto Crea, Presidente della Fondazione.

Dopo la teleconferenza con il Presidente della Regione Jole Santelli, la quale ha già dato il via libera alla preparazione dei laboratori di ricerca presso la Fondazione Mediterranea Terina, il prof. Crea con grande rapidità e lucidità ha già inviato da San Francisco due linee di ricerca di grandissima attualità e originalità. La prima riguarda l’impiego delle pronectine come nuovi farmaci anticoronavirus, la seconda riguarda l’uso di pronectine, che superano gli effetti terapeutici degli anticorpi monoclonali (mab) nel trattamento del cancro. Infatti, le pronectine sono proteine di più piccole dimensioni molecolari rispetto ai mab, più biodisponibili, più efficaci e più tollerate. Inoltre, le pronectine – ha spiegato il prof. Crea – non sono immunogene e pertanto non evocano, come fanno i mab, anticorpi che neutralizzano gli effetti dopo ripetute somministrazioni.

I membri del CTS dopo aver sentito le proposte del prof. Crea hanno espresso grande interesse per questa collaborazione iniziale con la Protelica di San Francisco, oltreoceano, ma che fra un anno sarà operativa presso l’Istituto Renato Dulbecco di Lamezia. Alla discussione hanno preso parte tutti i membri del CTS e, in particolare, il prof. De Sarro e i suoi collaboratori di Farmacotossicologia, hanno espresso interesse allo sviluppo di farmaci e mab contro la malattia di Alzheimer e le lesioni neurodegenerative da erbicidi e pesticidi.

Il prof. Vincenzo Mollace, già Preside della Facoltà di Farmacia, il prof. Franco Perticone, già direttore della Medicina interna dell’Università Magna Graecia e il prof. Mino Pelaia, clinico eccellente nel campo respiratorio, studieranno anche in collaborazione con il prof. Sir Salvador Moncada di Londra e il prof. Franco Romeo, Direttore della Cardiologia dell’Università di Tor Vergata, gli effetti e soprattutto i meccanismi molecolari alla base della patogenesi delle lesioni dell’apparato respiratorio e dell’apparato cardiovascolare indotte da coronavirus, ma anche da inquinanti presenti nell’ambiente.

Ricco di emozioni è stato l’intervento del prof. Pierluigi Tassone, responsabile dell’Oncologia del Policlinico di Germaneto, il quale ha confessato che finalmente «è orgoglioso di riprendere le ricerche che aveva iniziato circa venti anni orsono con il famosissimo prof. Soldano Ferroni Direttore dell’Oncologia del New York Medical College e soprattutto di avere oggi la fortuna di poter collaborare con il prof. Crea, padre delle biotecnologie, che metterà a disposizione una serie di molecole originali come le pronectine per combattere leucemie e altre forme di tumori solidi».

Il prof. Nisticò ha ricordato che il prof. Tassone è stato uno dei migliori studenti presso la Facoltà di Medicina, quando lui insegnava a Catanzaro, e insieme con il prof. Pier Sandro Tagliaferri rappresentano oggi oncologi fra i più stimati in Italia, di esperienza internazionale, che hanno saputo realizzare presso il Policlinico di Germaneto i reparti della cosiddetta Fase I delle sperimentazioni cliniche di nuovi farmaci, prima dell’immissione in commercio, reparti autorizzati a tale scopo dall’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco. Tali reparti – ha sottolineato Nisticò – purtroppo non sono stati ancora completati né all’Università di Roma Tor Vergata né all’Università La Sapienza».

Il dr Michelangelo Iannone e la dr.ssa Maria Mena Arbitrio, qualificati ricercatori del CNR, hanno avanzato la proposta di stipulare una Convenzione fra la Fondazione Renato Dulbecco e il CNR di Catanzaro e di Cosenza, che, pur esistendo sul territorio da circa 40 anni, hanno bisogno di un maggiore impulso per essere competitivi con altri qualificati istituti del CNR a livello nazionale.

Il prof. Alfredo Focà già Direttore della Microbiologia dell’Università Magna Graecia, insieme con il prof. Lillo Bonina, virologo di fama internazionale presso l’Università di Messina, si sono mostrati entusiasti di partecipare al progetto coronavirus, valutando gli effetti delle spike proteins in vari modelli sperimentali in vivo e in vitro e caratterizzare il profilo terapeutico delle pronectine.

Infine, il prof. Stefano Alcaro, direttore della Chimica Farmaceutica della Facoltà di Farmacia di Catanzaro, Presidente della Fondazione Crisea di Condoleo, Belcastro, ha proposto di stipulare una Convenzione di collaborazione scientifica con il Renato Dulbecco Institute, nonché una Convenzione con il dottorato in Scienze della Vita. Dal punto di vista scientifico, il prof. Alcaro sarà lieto di fornire le proprie competenze nel modelling dei mabs e delle pronectine.

Inoltre il prof. Giuseppe Viglietto, direttore della Genetica molecolare della UMG, ha espresso la propria disponibilità a fornire il suo know how ben riconosciuto a livello internazionale, per attivare i laboratori di Biologia e di Genetica molecolare che saranno uno dei due pilastri fondamentali dell’Istituto di Lamezia.

Dopo questo primo incontro – ha riferito il prof. Nisticò – sarà organizzata a breve una riunione presso il Rettorato di Catanzaro dei componenti del CTS dell’Università Unical, fra cui il prof. Sebastiano Andò, già Preside per oltre vent’anni della Facoltà di Farmacia, e il prof. Franco Rubino, già Preside della Facoltà di Economia, e il prof. Massimo La Deda, nanotecnologo di fama internazionale.

Dopo aver raccolto le linee di ricerca dei due Atenei ci sarà, non appena possibile, un incontro dei membri del CTS con il prof. Roberto Crea, il quale, come ha promesso al Presidente Santelli, prenderà il primo volo disponibile per la Calabria appena cessata la fase di lockdown in California. In tale occasione saranno approvati i primi progetti di ricerca del Renato Dulbecco Institute.

Nel contempo, il prof. Nisticò sta elaborando con gli esperti del Comitato organizzatore della Fondazione, di cui è Presidente il dott. Gianfranco Luzzo, già suo capogabinetto alla Regione e assessore regionale alla Sanità, e Vice-presidente il prof. Santino Gratteri dell’UMG di Catanzaro, il progetto esecutivo per la ristrutturazione funzionale dei laboratori della Terina e il Project Financing con la collaborazione di Armando Pagliaro, già eccellente dirigente della Regione in tale settore, per trovare le risorse necessarie in modo tale che entro il mese di settembre il dossier completo possa essere presentato, insieme con il sindaco di Lamezia Terme avv. Paolo Mascaro, al Presidente della Regione Jole Santelli per la sua approvazione. Questo significa che entro l’anno, se la Regione metterà le risorse necessarie, i laboratori di ricerca presso la Fondazione Terina potranno essere già pronti per accogliere scienziati e ricercatori dalla Calabria, ma anche da tutto il mondo: l’autorevolezza dello staff scientifico messo insieme dal prof. Nisticò, che – ricordiamolo – è un farmacologo di fama mondiale, e la carta vincente di un grand eimpegno cui la Regione non deve sottrarsi, con il coinvolgimento dell’Unical e dell’Università Magna Graecia. L’eccellenza dei nostri giovani scienziati chiamati da ogni parte del mondo e non solo in Italia, potrà dunque cominciare a farsi valere in Calabria. Terra di sole, di mare e… oggi anche di Ricerca. (s)

“DULBECCO INSTITUTE”: C’È GIÀ UN NOBEL
«NON VEDO L’ORA DI VENIRE IN CALABRIA»

Nasce sotto i migliori auspici il “Renato Dulbecco Institute”, che sorgerà nel grande complesso industriale di Lamezia terme, un tempo Sir, oggi in gestione alla Fondazione Mediterranea Terina: il premio Nobel israeliano Aaron Ciechanover, uno scienziato famoso in tutto il mondo per le sue ricerche, che è stato nominato nel Consiglio scientifico internazionale, non vede l’ora di venire in Calabria, che ama molto.

Costituito come Fondazione con atto notarile presso il notaio Rocco Guglielmo di Catanzaro lo scorso 15 luglio, il “Renato Dulbecco Institute” ha già cominciato a muovere i primi passi, ricevendo molti consensi dalla comunità scientifica nazionale e internazionale per l’ambizioso e formidabile progetto di ricerca che intende portare avanti nel nuovo insediamento di Lamezia Terme.

Al prof. Pino Nisticò è arrivato, tra gli altri, un telegramma del Premio Nobel Aaron Ciechanover con cui l’illustre scienziato esprime il suo compiacimento di far parte del Consiglio scientifico internazionale della Fondazione Renato Dulbecco. Il prof. Ciechanover è attualmente il Presidente del Technion Integrated Cancer Center (TICC) della Facoltà di Medicina Rappaport del prestigioso Technion Israel Institute of Technology di Haifa, in Israele.

Al prof. Ciechanover è stato conferito il Premio Nobel nel 2004 per la sua geniale scoperta dell’esistenza nel citoplasma delle cellule di proteine enzimatiche dette “ubiquitine”, analoghe agli enzimi presenti nei lisosomi (organuli intracellulari). Orbene, le ubiquitine sono coinvolte nella regolazione dei processi della vita e della morte delle cellule. Così, una alterata funzionalità delle ubiquitine può portare a una abnorme proliferazione cellulare e quindi all’insorgenza del cancro. Analogamente, nel Sistema Nervoso Centrale un’alterata funzione può portare a una eccessiva morte cellulare ed essere alla base delle malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson, la SLA, etc. Dalla scoperta di Ciechanover si stanno continuamente studiando nuovi strumenti per il trattamento di tali malattie ancora incurabili.

Aaron Ciechanover era molto amico di Rita Levi Montalcini (entrambi di origine ebrea) ma anche di Renato Dulbecco. Ecco perché egli ha accettato volentieri di presiedere il Consiglio Scientifico Internazionale del nascente Renato Dulbecco Institute. Il CSI avrà il compito di concordare con i ricercatori della Calabria le linee di ricerca e dare preziosi suggerimenti sulla priorità dei progetti da portare avanti.

Il prof. Ciechanover è stato ospite negli anni scorsi del prof. Nisticò a Torre di Ruggiero. E si era subito innamorato della Calabria, tanto da dire alla fine del suo soggiorno: «Caro Pino, come sai, io sono ateo, però dopo questi giorni se qualcuno mi dovesse chiedere se credo in Dio io risponderei: credo in Torello e San Brunone di Serra San Bruno che rappresentano per me dei lembi di paradiso!».

Oggi, il premio Nobel è molto rammaricato di non poter essere in Calabria per visitare laboratori della Fondazione Mediterranea Terina di Lamezia in cui sarà allocato il nuovo Renato Dulbecco Institute. Il suo rammarico è dovuto al fatto che in Israele c’è un lockdown essendosi ripresentata una seconda ondata di Covid-19, ma si è ripromesso di tornare in Calabria con la moglie Menucha alla quale ha descritto la Calabria come il vero paradiso in terra. In tale occasione andrà a ringraziare la presidente Jole Santelli alla Cittadella di Germaneto e successivamente il sindaco di Lamezia avv. Paolo Mascaro. Inoltre saranno discusse le procedute per sviluppare al più presto i laboratori del Renato Dulbecco Institute e così tributare gli onori che merita al suo grande amico Renato Dulbecco.

Per quanto riguarda i lavori preparatori del nascente Istituto intitolato a Renato Dulbecco, c’è, intanto, da segnalare un’invidiabile velocità organizzativa: per martedì 21 luglio è stata convocata dal prof. Pino Nisticò, commissario della Fondazione, una riunione presieduta dal Rettore dell’Università Magna Graecia Giovambattista De Sarro dei componenti di Catanzaro del Comitato tecnico-scientifico (i proff. Stefano Alcaro, Maria Mena Arbitrio, Eugenio Donato Di Paola, Alfredo Focà, Michelangelo Iannone, Vincenzo Mollace, Mino Pelaia, Franco Perticone) per definire il progetto scientifico indicando le linee di ricerca, le potenziali sinergie tra i vari gruppi di ricerca e il team del prof. Roberto Crea di San Francisco (presidente della Fondazione).

Analogamente, nei prossimi giorni sarà convocata una riunione dei componenti del CTS dell’Università della Calabria, prof. Sebastiano Andò, già preside della Facoltà di Farmacia, prof. Massimo La Deda, nanotecnologo di fama internazionale, e il prof. Franco Rubino, già preside della Facoltà di Economia.

Tali riunioni consentiranno di preparare entro settembre progetti di ricerca volti a ottenere risorse finanziare dalla Regione, dal Governo centrale e dalla Commissione europea, così da attivare le funzioni scientifiche dell’Istituto.  (rrm)

NASCE A LAMEZIA IL DULBECCO INSTITUTE
E RITORNA DAGLI USA LO SCIENZIATO CREA

di SANTO STRATI – L’iniziativa è grande, importante e darà straordinario lustro alla Calabria: nasce a Lamezia l’Istituto Renato Dulbecco, un centro di eccellenza per la ricerca scientifica intitolata al Premio Nobel originario di Catanzaro. Ha un doppio significato l’intitolazione al prof. Dulbecco , che – ricordiamolo – è stato professore a contratto dell’Università Magna Graecia di Catanzaro di Genetica Molecolare: non solo significa onorare la memoria di uno straordinario scienziato calabrese premio Nobel, ma indica l’aspirazione e, soprattutto, la volontà della Calabria di far tornare i suoi “cervelli” a produrre ricchezza nella propria terra. Forse per questo la presidente Jole Santelli si è entusiasmata subito del progetto portato avanti dal prof. Pino Nisticò, farmacologo di fama internazionale, già presidente della Regione Calabria negli anni 1995-1998: riportare in Calabria i nostri migliori scienziati e metterli in condizioni di creare un centro di ricerca scientifica che faccia invidia a tutto il Mezzogiorno.

Jole Santelli
La presidente della Regione Calabria Jole Santelli

Ci sono le capacità, le competenze e, soprattutto, la forte preparazione scientifica delle nostre università che sfornano fior di laureati subito “preda” delle multinazionali, mentre amarebbero restare nella propria terra a formarsi, specializzarsi, fare ricerca e mettere su famiglia nel proprio territorio, tra affetti familiari, amicizie e amori, con l’orgoglio e la soddisfazione di fare qualcosa di buona per la loro Calabria. E quale miglior posto per insediare un centro di ricerca così ambizioso se non Lamezia, che ospita la Fondazione Mediterranea Terina, oltre 40mila mq di superficie, adattissima a diventare e trasformarsi in un prestigioso centro di ricerca scientifica? Tra l’altro Lamezia è a metà strada tra Cosenza e Catanzaro, è collegata con un aeroporto internazionale e servita adesso anche dai treni di alta velocità, con un’autostrada del Mediterraneo che le passa accanto. Una centralità che risulterà molto utile per gli sviluppi futuri dell’iniziativa che vedranno il coinvolgimento e la partecipazione di scienziati e ricercatori da tutto il mondo.

Nisticò ha lavorato a lungo al progetto e ha convinto il prof. Roberto Crea, biotecnologo di origini calabresi, da 40 anni in California, a San Francisco, di tornare in Calabria e venire a dirigere questo prestigioso centro che vedrà presto la luce. Crea, tra i soci fondatori, sarà presidente nonché direttore di un Centro Ricerche che nasce con l’obiettivo di produrre molecole cellulari in laboratorio per la cura di gravi patologie e pandemie di un certa gravità come questa del coronavirus.

Il prof. Pino Nisticò
Il prof. Pino Nisticò, promotore e commissario ad acta del “Renato Dulbecco Institute”

La costituzione dell’Istituto Renato Dulbecco è avvenuta mercoledì scorso presso il notaio Rocco Guglielmo di Catanzaro. Oltre al prof. Crea, sono soci fondatori il prof. Giovambattista De Sarro, Rettore dell’Università Magna Graecia (Vice-Presidente), il prof. Giuseppe Nisticò dell’Università di Roma (Commissario). Altri qualificati soci fondatori sono calabresi eccellenti quali il prof. Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università di Roma Sapienza e il prof. Franco Romeo, Direttore della Cardiologia dell’Università di Roma Tor Vergata. Qualche giorno prima, il sindaco di Lamezia Terme, avv. Paolo Mascaro aveva convocato i fondatori del progetto a una riunione dove erano presenti numerosi assessori della sua Giunta tra cui il dott. Gianfranco Luzzo, già assessore alla Sanità e capo gabinetto del Presidente della Regione prof. Nisticò, l’assessore alla Cultura Luisa Vaccaro, l’avv. Gennarino Masi, presidente e commissario della Fondazione Mediterranea Terina, nonché il consigliere regionale Pietro Molinaro e tanti altri qualificati amministratori del circondario, tra cui Leopoldo Chieffallo.

Il sindaco Mascaro ha espresso grande entusiasmo per l’iniziativa del prof. Giuseppe Nisticò di realizzare con la prestigiosa collaborazione del prof. Roberto Crea di San Francisco una infrastruttura di eccellenza denominata Renato Dulbecco Institute, il cui obiettivo è lo studio e la produzione di anticorpi monoclonali e di pronectine per il trattamento di malattie ancora incurabili come il cancro, l’Alzheimer e anche l’insufficienza respiratoria da coronavirus. Il sindaco ha offerto la disponibilità di allocare il Renato Dulbecco Institute presso la Fondazione Mediterranea Terina, un complesso straordinario di 40mila mq in cui sono presenti laboratori di ricerca attrezzati, decine di aule per la didattica e la formazione, un’aula Magna per circa 800 persone. Il sindaco ha quindi pregato il presidente-commissario Masi di far visitare la Fondazione Terina al prof. Nisticò e a una delegazione di professori molto qualificati dell’Università della Calabria, quali il prof. Sebastiano Andò che è stato preside della Facoltà di Farmacia per oltre vent’anni, il prof. Franco Rubino, già preside della Facoltà di Economia di Cosenza e profondo conoscitore dei meccanismi di bio-economia a livello internazionale e il prof. Stefano Alcaro, direttore della Chimica farmaceutica dell’Università Magna Graecia. Dopo la visita, era palpabile la soddisfazione e la convinzione del prof. Nisticò e degli altri docenti di aver individuato quello che serve: la Fondazione Terina è la sede ideale per collocare i laboratori e tutte le strutture scientifiche del nascente Istituto Renato Dulbecco.

La Fondazione Terina si trova in una posizione centrale rispetto alle due Università di Catanzaro e di Cosenza, le quali contribuiranno in maniera paritetica alla nascita e allo sviluppo dell’Istituto Renato Dulbecco. Sotto la guida del Prof. Roberto Crea che è considerato il padre delle biotecnologie nel mondo, avendo egli scoperto l’insulina umana ricombinante ed altri prodotti biotecnologici di importanza fondamentale in medicina, nella piattaforma di eccellenza che si verrà a creare ci si propone di procedere all’identificazione e alla produzione di anticorpi monoclonali e di pronectine (una forma più avanzata e tollerata degli anticorpi monoclonali). Questi rappresentano oggi una arma specifica e potente per la terapia non solo del cancro, malattie neurodegenerative (malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, SLA etc.), malattie orfane, ma anche si stanno rivelando efficaci nel trattamento dell’insufficienza respiratoria da coronavirus. Inoltre presso l’Istituto Renato Dulbecco sarà attivato, in collaborazione con l’Inail, un laboratorio di diagnostica e Genetica molecolare per la prevenzione e il trattamento di malattie professionali e anche da esposizione a tossici presenti nell’ambiente.

Il Comitato dei Soci fondatori si avvarrà della collaborazione di un Consiglio Scientifico Internazionale in cui sono presenti due Premi Nobel (Aaron Ciechanover di Tel Aviv, Thomas Sudhof della Standford University) e scienziati di fama internazionale come Sir Salvador Moncada dell’University College di Londra, il prof. Paolo Chiesi di Parma,  il prof. Giuseppe Novelli già Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, etc.

Inoltre, la Fondazione Renato Dulbecco si avvarrà della collaborazione di un Comitato tecnico-scientifico che comprende numerosi docenti qualificati dell’Università di Catanzaro e di Cosenza, con il compito di indicare le linee di ricerca, selezionare con borse di studio i ricercatori e i dottorandi migliori da inviare presso prestigiosi istituti italiani e stranieri per la loro formazione, nonché di operare come consulenti per l’organizzazione dei laboratori e per la soluzione di specifici problemi durante la realizzazione dell’Istituto.

Il Prof. Roberto Crea, attualmente Presidente e CEO della Protelica di San Francisco, ha concesso in licenza alla nascente Fondazione 12 brevetti su cui il Renato Dulbecco Institute potrà iniziare a lavorare per la produzione di prodotti biotecnologici innovativi e competitivi secondo le linee concordate con il Consiglio Scientifico Internazionale.

Subito dopo la costituzione del Renato Dulbecco Institute, il sindaco Mascaro, insieme con il prof. Nisticò e il rettore prof. Giovambattista De Sarro rettore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, si sono recati alla Cittadella di Germaneto per un incontro con la presidente Santelli, nel corso del quale è stato presentato il progetto della realizzazione presso la Fondazione Terina del Renato Dulbecco Institute, pun rogetto che servirà a valorizzare e rilanciare le strutture esistenti e rendere Lamezia uno dei centri più qualificati del nostro Paese nel campo delle biotecnologie avanzate.

La presidente Santelli ha ascoltato con grande interesse la presentazione del progetto e ha accolto favorevolmente la richiesta di allocare presso la Fondazione Terina il nascente Istituto, che sarà un centro della Regione multidisciplinare in cui ci saranno progetti di ricerca di prodotti biotecnologici innovativi per il trattamento di malattie ancora incurabili, ma anche di interesse industriale nel settore farmaceutico e di grande impatto economico per la regione. Ciò consentirà – ha affermato la Santelli – di valorizzare il patrimonio dei nostri giovani cervelli inserendoli nei circuiti della ricerca internazionale.

Durante l’incontro il prof. Nisticò ha organizzato una teleconferenza con il prof. Roberto Crea, il quale per il lockdown in California non ha potuto essere presente alla riunione, ma ha voluto esprimere in videoconferenza alla presidente Santelli e al sindaco Mascaro la sua gratitudine per aver accolto l’idea di realizzare in Calabria il Renato Dulbecco Institute sul modello di quanto lui stesso ha già realizzato in passato come direttore scientifico della Genentech, per la nascita della Silicon Valley nella Baia di San Francisco.

Il prof. Crea si è quindi impegnato a prendere il primo volo disponibile dopo la fine del lockdown in California per venire di persona a ringraziare la presidente Santelli e per un suo rientro definitivo in Calabria, non appena saranno pronti i laboratori del nuovo Istituto, dopo 40 anni di attività scientifica a San Francisco. In Calabria ci sono ancora le sue profonde radici, gli affetti familiari e soprattutto intende dare un contributo a valorizzare il talento di tanti giovani calabresi che tutto il mondo ci invidia e purtroppo costretti ancora oggi alla fuga in altre regioni o all’estero.

«Oggi – ha detto il Prof. Giuseppe Nisticò, che sarà il Commissario ad acta per la realizzazione dell’Istituto – è una giornata di interesse storico per la Regione Calabria, la quale grazie alla Presidente Jole Santelli entusiasta di questo progetto internazionale fin dall’inizio, intende rompere con il passato per creare l’Istituto Renato Dulbecco, che avrà un impatto sulla cultura, sulle biotecnologie più avanzate e sulla industria futura in Calabria. «L’Istituto Renato Dulbecco – ha dichiarato infine la Presidente Santelli, deve portare un messaggio nuovo e dirompente  e cioè che la Scienza sta alla base dell’innovazione tecnologica, della salute e del benessere dei cittadini, ma anche della ricchezza economica della Calabria e del nostro Paese». È questa la Calabria che vale e sa farsi valere. (s)