Il presidente Occhiuto: A breve integrazione tra Pugliese-Ciaccio e Mater Domini

«Devo dire che, per 20 anni, si è parlato dell’integrazione tra Pugliese Ciaccio e Mater Domini e nessuno l’ha fatta in Calabria, noi da qui a qualche giorno, qualche settimana la faremo». È quanto ha dichiarato il presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto, a margine della conferenza stampa di presentazione della piattaforma Consultazionipubbliche.it.

«Per 20 anni si è parlato della facoltà di medicina a Cosenza e nessuno l’ha fatta, noi, soprattutto per l’impegno del Rettore Leone, abbiamo accompagnato questa scelta e si farà anche questo. Il mio modo di procedere è quello di fare le cose: lascio agli altri le chiacchiere», ha aggiunto, spiegando che «la scelta dell’offerta formativa non è una scelta che compete né alle città capoluogo né alle Regioni, è una scelta che compete al sistema universitario regionale».

«E, infatti – ha continuato – quando si decide di attivare un nuovo corso di laurea o una nuova facoltà sono i Rettori delle università che lo decidono, non sono i sindaci dei Comuni o i presidenti della Regione che possono decidere di attivare questa o quella facoltà. Chi ritiene il contrario, dimostra ignoranza istituzionale».

Tornando all’integrazione del Pugliese-Ciaccio e Mater Domini di Catanzaro, Occhiuto ha riferito di aver chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, «di darmi l’avviso del ministero. Ho preparato una lettera nella quale pongo un quesito e dico: “il ministero ci ha detto che ci vuole il Dpcm, l’Università di Catanzaro sostiene che non ci vuole, ci dica il ministero quello che bisogna fare” perché è intendimento del governo regionale procedere nei tempi più brevi all’integrazione tra il Pugliese Ciaccio e il Mater Domini».

Sul Dpcm è intervenuto, nei giorni scorsi, anche il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, sottolineando che «ciò che conta è fare le cose per bene, cosi com’è stato fatto finora, per non mettere a rischio l’obiettivo strategico di potenziare la sanità del territorio e garantire prospettive di futuro all’Umg. Di sicuro c’è che l’iter   per l’integrazione dei due Ospedali catanzaresi, avviato dalla legge  da me proposta e approvata dal Consiglio regionale a dicembre 2021, dovrà procedere spedito e senza intralci di sorta».

«L’auspicio – ha concluso il Presidente del Consiglio regionale –, nell’interesse di Catanzaro, dell’area centrale  e della Calabria, è che, giunti a questo buon punto, si accantonino polemiche fuori luogo e tempo. E che ciascuno, per la propria parte di responsabilità, contribuisca fattivamente ad assicurare che, al termine delle previste incombenze amministrative, Catanzaro possa coronare il sogno di diventare la città della buona salute e della ricerca scientifica». (rcz)

 

Il sindaco Caruso ha incontrato il commissario Asp De Salazar per il rilancio della sanità cosentina

Importanti convergenze per il rilancio della sanità ospedaliera cosentina si sono registrate nel corso dell’incontro tra il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, e il commissario Asp, Vitaliano De Salazar. Presente anche l’assessore alla Salute, Maria Teresa De Marco.

«Il rilancio delle prestazioni ospedaliere nel cosentino, non può che passare dalla realizzazione del nuovo ospedale regionale Hub di Cosenza – ha affermato il sindaco Franz Caruso –. Una consapevolezza che condividiamo con il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che sin dal mio insediamento ha chiesto che il Comune facesse quanto di propria competenza in questa direzione. Ebbene, lo abbiamo fatto individuando l’area in cui ubicarlo, che è quella di VaglioLise».

«Un sito – ha spiegato – che è congeniale allo studio di fattibilità che a suo tempo fece fare l’Ente regionale, risultando ottimale sia dal punto di vista logistico che da quello ambientale. Attendiamo ora che il Presidente Roberto Occhiuto convochi la Conferenza dei servizi al fine di avviarne l’iter procedurale necessario alla sua realizzazione che, se non si perde tempo, potrebbe vedere la luce entro i prossimi tre anni. I finanziamenti, infatti, ci sono e sono consistenti, consentendoci di costruire la struttura ospedaliera moderna e all’avanguardia, con un’intera area dedicata all’alta formazione ed alla ricerca scientifica».

«Nel frattempo dobbiamo superare le emergenze e le difficoltà attuali, che sono complesse e tante – ha concluso il primo cittadino di Cosenza – ma sono certo che il dott. De Salazar saprà indicarne le soluzioni migliori per garantire il diritto alla salute dei cittadini/utenti. Ho già avuto modo di fare un plauso pubblico ai primi passi che ha mosso in questa direzione, spostando il reparto di urologia, diretto dal dott. Di Dio, in spazi più consoni ed adeguati, aumentandone i posti letto. Sono certo che continuerà in questa direzione e che porterà a soluzione uno dei problemi più gravi della sanità ospedaliera, rappresentato dal dramma che vive il pronto soccorso».

«Il Pronto Soccorso – ha affermato Vitaliano De Salazar – versa in condizioni gravissime, di cui mi sono reso immediatamente conto e su cui occorrerà lavorare molto. Possiamo incidere sulla situazione attuale se operiamo insieme, in stretta collaborazione, rafforzando la rete territoriale in un’ottica di politiche socio-sanitarie capaci di decongestionare il pronto soccorso dove spesso l’utenza si reca non per curare una malattia ma per trovare risposte ad un disagio. E questo non è possibile».

«Ritornare in Calabria ed accettare la sfida che mi ha lanciato il presidente Occhiuto – ha sostenuto il commissario De Salazar – mi ha entusiasmato, pur consapevole degli enormi problemi che vive questa terra, che, però, è la mia terra.  Sono qui con la volontà di rimanerci a lungo. C’è indubbiamente molto da fare, ma soprattutto si può fare molto. Sono, infatti, assai fiducioso perché dopo una prima valutazione delle condizioni generali dell’Annunziata, assai critiche e problematiche, ho riscontrato le condizioni per una seria ripartenza».

Il sindaco Franz Caruso ed il commissario Vitaliano De Salazar hanno, quindi, convenuto sull’importanza che riveste l’attivazione dei nuovi corsi di medicina all’Unical per migliorare e rafforzare il sistema sanitario regionale che dovrà garantire ai cittadini calabresi gli stessi diritti dei cittadini di altre regioni italiane.

Pari sinergia d’intenti si è registrata sulla necessità di intrattenere un maggiore rapporto di condivisione e confronto tra le diverse Istituzioni pubbliche con l’obiettivo di individuare insieme la strada della rinascita della sanità cosentina. In questa ottica il commissario De Salazar ed il sindaco Franz Caruso hanno già ipotizzato un nuovo incontro presso la direzione generale dell’Azienda Ospedaliera. (rcs)

Sanità, Occhiuto: Reclutamento medici un problema enorme

Il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel suo intervento a Tg4 Diario del giorno ha ribadito come «il sistema sanitario italiano è al collasso e in alcune Regioni è ancora più fatiscente di altre, come nella mia, reduce da 12 anni di commissariamento: 12 anni in cui la sanità della Calabria è stata amministrata dal governo nazionale».

«Attualmente abbiamo il punteggio più basso dei Lea, un enorme problema di reclutamento di medici, che hanno tutte le Regioni ma soprattutto quelle con un sistema sanitario meno attrattivo, come quello della Calabria», ha spiegato, aggiungendo che «credo che, negli ultimi anni, si sia sottovalutato il tema dell’organizzazione della sanità nel nostro Paese».

«Lo hanno sottovalutato gli Ordini dei medici – ha continuato – che non hanno capito per tempo il fabbisogno di medici che avremmo avuto, lo ha sottovalutato la politica. Quello che accade nei pronto soccorso accade anche perché non funziona la medicina territoriale. Tutto ormai arriva al pronto soccorso, anche quello che non dovrebbe arrivare: quando ero ragazzo i medici di famiglia visitavano a domicilio. Non c’è stato alcun investimento sui presidi territoriali. Il Pnrr ora i dà la possibilità di realizzare le Case di comunità che dovrebbero filtrare i ricoveri inappropriati nella rete ospedaliera».

«Ma è necessario dotarle – ha evidenziato – di personale sanitario che in Italia non è facile reperire. I medici che dicono di non voler più lavorare nel sistema sanitario pubblico probabilmente trovano più conveniente lavorare nelle cooperative a gettone, che ti danno la possibilità di scegliere i turni e quanto lavorare. Nella mia Regione sono costretto a pagare 150 euro all’ora ai gettonisti, nelle altre Regioni si pagano 120 euro. Il paradosso è che però non posso pagare di più i medici che stanno nel servizio pubblico e sono costretto a utilizzare medici che prima lavoravano nel servizio pubblico e costavano allo Stato 6/7 mila euro, e ora lavorano nelle cooperative e guadagnano molto di più».

«Sono commissario della sanità calabrese da circa un anno – ha ricordato –. Ho dovuto superare mille problemi burocratici e ora, finalmente, a fine dicembre scorso, sono arrivati i primi 51 medici da Cuba. È evidente che non è una soluzione strutturale. Intanto abbiamo stabilizzato tutti i medici che potevano essere stabilizzati, e stiamo procedendo ai concorsi a tempo indeterminato. Il problema del reclutamento riguarda tutte le Regioni».

«Secondo me, nel corso degli anni passati – ha detto ancora – si è investito nelle specialistiche sbagliate. Oggi non è che non abbiamo medici, in Calabria mancano alcune specialità come gli anestesisti, i rianimatori, i pediatri. I medici cubani non ruberanno un solo posto di lavoro ai medici italiani o calabresi. Inoltre non ci sono medici che vogliono venire in Calabria. Quindi, o chiudevo alcuni ospedali della provincia di Reggio Calabria, oppure dovevo trovare una soluzione di emergenza».

«E questa è la soluzione che mi consente di mantenere aperti questi ospedali – ha detto –. Una vita salvata in un ospedale da un medico, anche cubano, vale più di mille polemiche. È questa la consapevolezza che mi ha dato la forza di superare i diversi ostacoli. Sono contento di questa soluzione e sono contenti soprattutto questi medici cubani che sono felicissimi di lavorare il Calabria.
C’è una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che a nulla serve il commissariamento della sanità in Calabria se poi lo Stato non dà gli strumenti necessari per incidere sul sistema».

«Io sto accertando il debito della sanità calabrese in pochi mesi – ha ribadito –. In 12 anni di commissariamento il governo nazionale non era riuscito a farlo. Si parlava di un debito di 3-4 miliardi. Ho dimostrato che non abbiamo un debito patologico, ma oggi abbiamo addirittura risorse. Sono i tagli di questi anni che hanno messo ancora in ginocchio la politica sanitaria in Calabria”, ha sottolineato il governatore Occhiuto». (rrm)

Occhiuto incontra il ministro Schillaci: Focus sulle difficoltà della sanità in Calabria

Il presidente della Regione e Commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ha incontrato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per discutere delle difficoltà in ambito sanitario della Calabria.

Si è discusso, anche, delle tante iniziative messe in campo da Occhiuto per capovolgere lo stato delle cose.

«Abbiamo parlato – ha riferito Occhiuto – dell’emergenza reclutamento dei medici, degli accordi che abbiamo stipulato, della riorganizzazione del sistema sanitario, e dell’integrazione Pugliese-Ciaccio /Mater Domini».

«Uno scambio di idee e di opinioni positivo e propositivo. Ce la stiamo mettendo tutta, ma per vincere questa sfida abbiamo bisogno che il governo nazionale sia al nostro fianco», ha aggiunto.

Sempre per la sanità, il presidente Occhiuto ha ricordato, poi, dell’importante accordo siglato nel mese di agosto con l’ospedale Bambino Gesù di Roma. Il 9 gennaio, i medici dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma «hanno ufficialmente preso servizio in Calabria ed hanno effettuato le prime visite presso l’Ospedale “Mater Domini” di Catanzaro», ha spiegato il commissario ad acta.
«Lo scopo della convenzione è – ha spiegato – potenziare la rete pediatrica regionale; migliorare la capacità di risposta sul territorio; contenere la migrazione sanitaria in ambito pediatrico».  (rrm)

Il presidente Mancuso: Verso la nascita dell’azienda unica “Renato Dulbecco”

Il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, ha annunciato che «si avvicina la firma del protocollo d’intesa fra la Regione e l’Università Magna Graecia con cui sarà istituita l’Azienda unica ‘Renato Dulbecco’». 

«Massima attenzione per andare avanti, bene e spediti, verso la nascita a Catanzaro del Polo sanitario d’eccellenza più grande della Calabria e tra i più grandi del Mezzogiorno», ha aggiunto Mancuso, a margine dell’incontro svoltosi in Cittadella fra i rappresentanti delle Istituzioni.

«Il presidente della Giunta e commissario per la sanità Roberto Occhiuto – ha annunciato – la prossima settimana si recherà a Roma per definire gli ultimi adempimenti burocratici. Contestualmente, il Senato accademico e il Consiglio d’amministrazione assumeranno formalmente le delibere con cui sarà autorizzato il rettore Giovambattista De Sarro a sottoscrivere il protocollo d’intesa con la Regione». 

«Nel corso della riunione, è stato confermato l’impegno di circa 50 milioni di euro per finanziare contratti aggiuntivi per le scuole di specializzazione di area medica, attive nell’Università di Catanzaro, già a partire dal 2023».

Il presidente Mancuso, circa l’esito del confronto, esprime soddisfazione: «I contenuti dell’incontro e la strada tracciata sono la dimostrazione tangibile di come la costituzione dell’Azienda unica di Catanzaro sia in cima agli obiettivi della Regione e sia il frutto della sinergia Consiglio – Giunta – Commissario per la Sanità e Università». 

«Un percorso avviato con l’approvazione della legge n.33 del 16 dicembre 2021 – ha continuato – da me presentata e che presto troverà il suo pieno compimento con il protocollo d’intesa e gli atti conseguenziali. Tutto ciò, per garantire il diritto alla salute dei calabresi, per rafforzare la facoltà di medicina e per conseguire lo straordinario risultato che il capoluogo della Calabria attende da vent’anni».

Ha commentato il presidente Mancuso: «Trovo apprezzabile che anche le parti politiche che hanno criticato e persino votato contro la legge regionale da me proposta a inizio legislatura, adesso ritengano indispensabile la sottoscrizione del protocollo Regione-Università, avendo finalmente compreso l’importanza storica e strategica per la città e per la Calabria dell’integrazione degli Ospedali».

 «L’auspicio è che, dinanzi alla prospettiva – ha continuato – di avere un Polo sanitario con 855 posti letto, un secondo Pronto soccorso a Germaneto, un rafforzamento dell’area pediatrica e il pieno utilizzo di Villa Bianca, mentre contestualmente, saranno blindate le scuole di specializzazione della facoltà di medicina, si apra, accantonando sterili e inutili polemiche, una fase di estesa partecipazione propositiva e di leale collaborazione fra Istituzioni».

«A dimostrazione dell’impegno per il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali del territorio – ha continuato – nel corso dell’incontro è stato, inoltre, approfondito il dossier relativo all’istituzione del nuovo Corso di laurea magistrale di medicina veterinaria. Corso di laurea già autorizzato dal Coruc e per cui manca solo il via libera dell’Anvur (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) e del Ministero dell’Università, che effettueranno le relative verifiche entro metà gennaio». 

«Sul punto specifico – ha concluso – in coerenza con gli accordi condivisi, la Regione è in procinto di stanziare un importante finanziamento per realizzare l’Ospedale veterinario, indispensabile per l’avvio del Corso di laurea».

 All’incontro hanno partecipato: il presidente della Giunta e commissario per la sanità Roberto Occhiuto, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, il rettore dell’UMG Giovambattista De Sarro, il direttore generale UMG Roberto Sigilli, il prof. Arturo Pujia, il commissario di Azienda Zero Giuseppe Profiti e l’avv. Vincenzo Pezzuto. (rrc)

Tavernise (M5S): Sulla sanità e sui medici imboscati non molliamo la presa

Il consigliere regionale del M5SDavide Tavernise, ha reso noto di aver incontato il nuovo Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, il dott. Antonio Graziano, «alla cui attenzione ho posto questioni che reputo molto importanti».

«Primariamente – ha aggiunto – vorrei comunicare due buone notizie. La prima è che grazie alla presa di servizio dal primo febbraio di un nuovo medico e lo spostamento di un dottore da un altro reparto, è scongiurata la chiusura del Reparto Nefrologia all’ospedale di Rossano La seconda riguarda invece la nomina del nuovo direttore sanitario allo spoke di Corigliano-Rossano: dopo mesi in cui era stato dato un incarico ad interim al direttore sanitario Greco, arriva il dottor Muraca, al quale rivolgo il mio in bocca al lupo per il suo incarico».

«Nel corso dell’incontro – ha spiegato – ho sollecitato nuovi bandi per l’assunzione di personale infermieristico e medico in provincia di Cosenza, soprattutto alla luce del nuovo piano operativo che prevede la riapertura degli ospedali di Cariati, Trebisacce e Praia a Mare. Ed è proprio qui, come ho avuto modo di sottolineare al Commissario Graziano, che dovranno essere impiegati i medici cubani che arriveranno nel prossimo futuro».

«Come saprete i medici cubani appena arrivati – ha concluso –prenderanno invece servizio esclusivamente in provincia di Reggio Calabria, dove anche si è in sofferenza per mancanza di personale. Infine voglio annunciare che a breve sarò in grado di comunicare i dati precisi dei medici imboscati: sto aspettando le ultime risposte dalle aziende sanitarie calabresi». (rcs)

Occhiuto: Debito sanitario ammonta a più di 800 mln, ma dopo accertamenti sarà inferiore

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha reso noto che il debito sanitario calabrese ammonta a più di 800 milioni di euro. La cifra riguarda però, presunti crediti maturati prima del 31 dicembre 2020, data presa a riferimento dal decreto legge che ha dato vita all’operazione di verifica condotta in questi mesi.

Lo scorso 31 dicembre, infatti, si è conclusa la prima fase di accertamento del debito. E, per l’occasione, il presidente e commissario ad acta, Occhiuto, ha convocato una conferenza stampa per illustrare i dati emersi.

Agli 862.709,609 milioni di euro, vanno aggiunti più di 350 milioni di euro (per la precisione 363.834, 468 euro) di richieste di presunti crediti riferiti agli anni 2021 e 2022.

«Le due cifre – è stato spiegato – non rappresentano il debito complessivo della sanità calabrese, ma quello massimo deducibile dalle richieste creditorie che ci sono arrivare. Prevediamo che, all’esito delle verifiche che si svolgeranno i gruppi di lavoro presso le Aziende  Sanitarie e Ospedaliere, con l’ausilio della Guardia di Finanza, il debito reale sarà molto più basso».

«Partiranno adesso – ha spiegato – le operazioni – che condurremo anche grazie all’ausilio della Guardia di Finanza, dirette a verificare quante di queste pretese creditorie hanno i presupposti per trasformarsi in vero debito e quante di queste istanze, invece, sono frutto di duplicazioni e di errori contabili, ovvero prive di basi giuridiche in quanto non fondate su contratti validi». (rcz)

 

Sanità, Occhiuto: I medici cubani non ruberanno alcun posto di lavoro

I medici cubani sono un ponte per evitare il tracollo delle strutture ospedaliere in Calabria, non per rubare il posto di lavoro ai medici calabresi. È quanto ha ribadito il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, in una intervista a La Repubblica.

E, proprio riferendosi ai medici calabresi, Occhiuto ha garantito che «quando ci saranno o decideranno di partecipare ai concorsi che continuiamo a bandire saremo felici di assumerli. Il paradosso è questo. Che la sanità calabrese può assumere, ma diciamo che ha difficoltà di reclutamento».

«È chiaro che questa non può essere una soluzione strutturale – ha proseguito – ma una soluzione ponte per evitare un tracollo di alcune strutture ospedaliere. La sanità calabrese è stata distrutta da 12 anni di commissariamento in cui non solo non sono mai stati aumentati i livelli di prestazione, ma non sono mai neanche stati fatti i conti sull’ammontare del debito. Noi abbiamo bisogno di 2.500 medici, 500 dei quali subito se non vogliamo chiudere pronto soccorso e reparti».

In merito alla questione che in Italia non ci siano medici disponibili, il Governatore ha spiegato: «No, qui abbiamo fatto e stiamo facendo concorsi per assunzioni a tempo indeterminato, ma non troviamo gli specialisti che servono. Evidentemente il sistema sanitario calabrese è poco attrattivo e il turnover non è stato garantito dal numero chiuso all’Università. In più molti medici ospedalieri si dimettono».

«E sa perché? Per una stortura del sistema – ha spiegato –. Si dimettono perché trovano più conveniente andare a lavorare nelle cooperative che forniscono medici a gettone. Qui in Calabria un medico a gettone prende 150 euro all’ora. Un medico così puó arrivare a costare fino a 50 mila euro al mese e non ce lo possiamo permettere».

Sul ricorso ai medici cubani che non è stato visto di buon occhio dall’Ordine dei Medici, Occhiuto ha spiegato che «noi abbiamo utilizzato un varco normativo, quello dell’emergenza Covid, che non prevede l’iscrizione all’Ordine dei medici. Ma, aldilà di questo, io ho avuto l’impressione di aver toccato qualche interesse. Se andiamo a guardare i fatturati che stanno sviluppando queste cooperative a gettone forse capiamo perché. Preferisco pensare che questo nostro modello potrebbe essere adottato da altre Regioni in difficoltà come noi». (rrm)

Rizzo (Fials): Bene stabilizzazione precari del Pugliese-Ciaccio

Sono stati stabilizzati i precari dell’Azienda Ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. Soddisfazione è stata espressa dal segretario provinciale di Fials Catanzaro, Dario Rizzo, sottolineando come il Pugliese-Ciaccio «ha concluso l’iter, una tra le poche in Calabria,  per le procedure di stabilizzazione di tutto il personale precario avente titolo entro il 31 dicembre 2022».

La Segreteria Provinciale Fials di Catanzaro ringrazia altresì, per il loro contributo costruttivo, anche i propri rappresentanti aziendali Michele Camera, Stefano Candido, Isabella Corea, Antonio Febbraio e Germana Fodaro.

«Auguri quindi – ha aggiunto Rizzo – a tutto il personale precario che finalmente ha potuto in questi giorni apporre la propria firma per un contratto a tempo indeterminato ponendo fine a tutte quelle paure, dubbi, tergiversazioni  e quant’altro che si sono evidenziate in questi ultimi anni».

La Fials Provincia di Catanzaro, guardando al futuro, «continuerà nella sua opera a tutti i livelli, a partire da quello regionale, ad assicurare la propria attenzione e operatività per perseguire ulteriori stabilizzazioni in indirizzo agli emendamenti della finanziaria 2023 e ai piani di fabbisogno degli anni 2023, 2024 e 2025», ha concluso Rizzo. (dc)

Sanità, sono arrivati i 50 medici cubani

Sono arrivati in Calabria i 50 medici cubani. Lo ha reso noto il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, ribadendo che «non ruberanno alcun posto di lavoro ai medici italiani, ma ci aiuteranno a tenere aperti reparti e ospedali».

«Il 2 gennaio – ha aggiunto – inizieranno il corso presso l’Università della Calabria e appena saranno pronti cominceranno a lavorare negli ospedali calabresi. Continuiamo senza sosta a cercare medici italiani tramite i concorsi, ma adesso il pericolo era di dover chiudere strutture sanitarie per carenza di personale».

«Ringrazio, per il lavoro svolto in questi mesi – ha concluso – indispensabile per raggiungere questo obiettivo, il direttore generale della Salute, Iole Fantozzi, i dirigenti del Dipartimento, e il mio consulente giuridico, il vice avvocato generale dello Stato Ettore Figliolia. È nostro dovere affrontare l’emergenza con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, per garantire cure e servizi ai cittadini calabresi. Non ci faremo fermare». (rcz)