SCILLA – S’inaugura la mostra “Mirabilia”

Oggi, al Castello Ruffo di Scilla, s’inaugura la mostra Mirabilia, patrocinata dal Comune di Scilla e organizzata dallo Studio 2a, fondato da Anna Arbitrio e Antonio Labozzetta.

L’esposizione, che porta il nome di Mirabilia, ovvero cose meravigliose, è composta dalle opere di Cilione Chiara, Curcio Davide, Falcomatà Maria Chiara, Granata Giorgio, La Rosa Rosanna, Bruno Salvatore Latella, Leonardi Sara Maria, Marelli Laura Mariana, Marrapodi Silvana, Meli Giusy, Nava Olga, Panetta Angela, Pellicanò Davide, Pirrottina Mariana, Rampino Agostino, Romano Nino, Romeo Valentina, Rotundo Giada, Sacchetti Aldo, Sposato Giovanna, Toma Giulia, Trevisan Cristina, Zambelletti Pina.

«Le opere degli artisti e dei creativi – si legge in una nota – sorprenderanno e meraviglieranno, per dare vita a un’esposizione che stupisca tutti i fruitori, al limite della realtà, del reale, sovrumana, e al confine col possibile. La mostra sarà visitabile gratuitamente da venerdì 2 settembre a domenica 4 settembre, dalle ore 9:00 alle ore 20:00, vernissage alle ore 18:00». (rrc)

 

SCILLA (RC) – Al Castello Ruffo la mostra d’arte contemporanea “Mirabilia”

Il 2 settembre, al Castello Ruffo di Scilla, alle 17.30, s’inaugura la mostra contemporanea Mirabilia organizzata dal collettivo “Studio 2a” e curata da Anna Arbitrio e Antonia Labozzetta e visitabile fino a domenica 4 settembre.

Il nome e tema di questo evento sarà Mirabilia, ovvero “cose meravigliose”. Termine che deriva dal latino mirabilis derivato di mirari, cioè sorprendersi, meravigliarsi. Le opere degli artisti e dei creativi  sorprenderanno e meraviglieranno, per dare vita a un’esposizione che stupisca tutti i fruitori, al limite della realtà, del reale, sovrumana, e al confine col possibile. (rrc)

 

SCILLA (RC) – In scena “Didone”

Domani sera, a Piazza San Rocco a Scilla, in scena lo spettacolo teatrale Didone di Roberto Lerici e la regia di Carlo Emilio Lerici.

Lo spettacolo, liberamente tratto dall’Eneide di Virgilio, rientra nell’ambito degli eventi organizzati in occasione dei 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace ed è una produzione del Teatro Belli di Antonio Salines.

In scena Francesca Bianco e Eleonora Tosto. Alla chitarra Matteo Bottini. (rrc)

 

Su Scilla interviene il Presidente dei Geologi

Giulio Iovine, presidente dell’Ordine dei geologi della Calabria, ha espresso il proprio parere sul maltempo che ha flagellato Scilla nei giorni scorsi.

Almeno 5 eventi analoghi– dice Iovine – si sono ripetuti negli ultimi dieci anni, nella stessa area. Nelle ultime 2 settimane, nella zona di Scilla si erano già registrati un paio di eventi di pioggia: il primo, più rilevante, tra 31.07 e 01.08 (cumulando meno di 20 mm in 2 giorni); il secondo tra 07.08 e 10.08 (2.6 mm in 4 giorni). L’evento del 12-08 si è sviluppato tra le 6 e le 9 del mattino, facendo registrare ai pluviometri tra 40 e oltre 80 mm di pioggia (dati CF-ArpaCal, in corso di validazione): si tratta di quantitativi sicuramente rilevanti, in appena 3 ore. Ma niente di epocale, soprattutto per quella zona.  

Tali precipitazioni temporalesche si sono verificate in un’area, come la Costa Viola, orograficamente accidentata e incisa da corsi d’acqua a carattere torrentizio, i cui bacini idrografici sono generalmente di modesta estensione e caratterizzati da pendenze mediamente elevate. Nell’area, le zone urbanizzate, come pure le principali infrastrutture di trasporto, sono ubicate lungo la costa, alla base dei ripidi versanti, dove sfociano i torrenti. Un osservatore attento non potrà non accorgersi che, spesso, le zone che un tempo erano di pertinenza dei corsi d’acqua sono oggi occupate da aree edificate e strade, e gli impluvi sono a volte scomparsi – “tombati”, cioè costretti a scorrere in tubazioni sotterrate, spesso prive di manutenzione e di dimensioni inadeguate alle portate dei temporali più intensi. In alcuni casi, la memoria del percorso degli antichi corsi d’acqua è ancora conservata nella popolazione, o nella toponomastica. Il territorio, invece, se lo ricorda bene, e se ne riappropria in occasione dei temporali più violenti – come è appunto accaduto a Scilla. 

Gli eventi di pioggia estremi appaiono sempre più frequenti, probabilmente in conseguenza di cambiamenti climatici che il genere umano sta contribuendo ad amplificare con emissioni sconsiderate di gas serra. Questi temporali si abbattono su un territorio generalmente trascurato (alcune aree interne sono state abbandonate negli ultimi decenni), e sfregiato dagli incendi (praticamente tutti appiccati dai sapiens). Estese porzioni di territorio sono state trasformate, e rese meno permeabili: a parità di pioggia, oggi una maggiore quantità tende a ruscellare in superficie invece di infiltrarsi nel sottosuolo. In un simile contesto, quando le acque piovane giungono a terra con estrema violenza, tendono a innescare processi erosivi lungo i versanti, e scorrono verso valle sempre più impetuose, trascinando con sé detriti e oggetti vari. Talvolta, lungo il percorso, i flussi incontrano ostacoli o rallentamenti temporanei (es. accumuli di detrito, rifiuti), che poi collassano. In condizioni particolari, le aliquote di acqua che riescono a infiltrarsi nel terreno innescano anche frane “superficiali”, che possono fluidificarsi e propagarsi a grandi distanze dai siti di origine. Nel complesso, questi eventi temporaleschi originano “flussi iperconcentrati” (ricchi in frazione solida) e frane da “colata detritica”, capaci di spostarsi molto rapidamente (fino a decine di metri al secondo). L’impatto di tali flussi – in zone spesso distanti da quelle in cui si sono originati – è devastante, e produce gran parte dei danni e delle vittime che si registrano in occasione di questi eventi.

Duole constatare che a Scilla, il 12 agosto 2022, è accaduto ciò che, da tempo, sappiamo bene che può succedere in simili zone. Grazie all’avanzamento delle conoscenze multidisciplinari, in settori come la geologia applicata, la geomorfologia, l’idrogeologia/idrologia e l’idraulica, è noto infatti con buona precisione “dove” possono accadere questi tipi di eventi, e siamo in grado di stimare anche “quando” possono accadere (o meglio, con che probabilità si possono verificare). Combinando approcci di modellistica ad adeguati strumenti di monitoraggio (anche in remoto, es. satelliti e RADAR meteo), sappiamo perfino riconoscere l’approssimarsi di condizioni meteo critiche, individuare le celle convettive fin dal loro originarsi (es. a mare), studiarne il percorso, e prevedere dove potranno colpire nel giro di poche ore. Esempi di studi di questo tipo sono ben noti nella letteratura scientifica, e andrebbero semplicemente “utilizzati” per la mitigazione del rischio geo-idrologico (in tal senso, un esempio virtuoso è rappresentato dal Progetto RAMSES, finanziato da RFI SpA con la partecipazione di CNR-IRPI e Centro Funzionale ARPACAL). 

Ovviamente, ciò presuppone il rispetto degli strumenti di pianificazione, elaborati ai sensi della L.183/89 e norme collegate. Ma questi strumenti necessitano di aggiornamenti e approfondimenti, e con l’accentramento delle Autorità di Bacino in Autorità Distrettuali le difficoltà per i professionisti calabresi sono aumentate. Questo Ordine ha istituito uno specifico Gruppo di Lavoro su tali problematiche, e ha già segnalato tali esigenze di razionalizzazione, offrendo disponibilità di collaborazione e supporto tecnico. Auspichiamo che i problemi analiticamente segnalati vengano rapidamente risolti. 

Ma limitarsi a parlare, oggi, di prevenzione e di mitigazione del rischio geo-idrologico suona inappropriato. Sono necessari diffusi interventi di protezione, a partire dalle zone maggiormente esposte, col rischio di produrre ulteriori scempi ambientali (per la gioia di chi fa affari con la cementificazione). Ma serve anche un deciso cambio di rotta, una presa di coscienza generale da parte della popolazione, di chi fa informazione, e degli Amministratori e politici, locali e nazionali. Come in tante altre parti d’Italia, la meraviglia e lo sconforto dureranno solo qualche ora (al più, qualche giorno, nei casi in cui si contano vittime). Poi ci dimenticheremo di tutto, anche perché così conviene a molti, e saremo punto e a capo, pronti per il prossimo disastro. Negli ultimi anni, abbiamo anche trovato un comodo “capro” cui addossare tutte le colpe: il cambiamento climatico. Vero è che gli eventi estremi si stanno verificando con maggior frequenza, ma non possiamo certo limitarci a subire passivamente. E invece, continuiamo imperterriti a utilizzare malamente il territorio, insofferenti verso vincoli e prescrizioni. E qualcuno pensa, perfino, di eliminare i fastidiosi adempimenti in materia urbanistica. (rrc)

SCILLA (RC) – Grande successo per lo Scilla Jazz Festival

Si è chiusa con successo la sesta edizione dello Scilla Jazz Festival, con la direzione artistica di Francesco Barillà.

A concludere la rassegna, due straordinari momenti musicali che si sono avvicendati sul palco la sera dell’11 agosto e hanno conquistato un pubblico che non ha lasciato Piazza San Rocco, gremita fino al termine delle esibizioni ben oltre la mezzanotte.

«Siamo giunti anche quest’anno alla conclusione del nostro viaggio musicale e artistico – ha detto Barillà – grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Scilla nella veste del sindaco Ciccone e dell’assessora Gattuso. Grazie a loro oggi lo Scilla Jazz Festival è diventato una realtà continuativa della città e un punto di riferimento culturale.  Speriamo di continuare a lavorare negli anni a venire per portare i più importanti nomi del mondo del jazz qui da noi, ma l’aspirazione dello SJF è anche quella di fungere da volano di sviluppo per il territorio e da riflettore per le tante eccellenze che provengono da questi luoghi».

«Proprio per questo – ha concluso – stasera abbiamo scelto di portare sul palco Nicola Sergio, partito da Galatro dopo aver studiato a Reggio e oggi artista di fama internazionale.  Ma spazio alla Calabria anche nel concerto di apertura con il giovane talento del trio Correale, Freno, Morabito e il loro promettente progetto che stasera avrà il generoso pubblico dello SJF da conquistare».

L’ultimo appuntamento con lo SJF entra nel vivo con la presentazione in anteprima del nuovo album di Nicola Sergio, dal titolo “Flamants Roses”, i cui brani sono stati ascoltati per primi proprio dagli spettatori della rassegna scillese. Un album costruito intorno a una metafora: l’immagine dei fenicotteri rosa in cui l’artista identifica tutti coloro che si battono per i propri sogni.

Il pianoforte di Nicola Sergio e il flauto del coreano Ujin Ko ammaliano gli spettatori trasportandoli in un viaggio che procede dalla Costa degli dèi sino all’antica Rhegion e raccontato magistralmente da Sergio, il quale ha introdotto i brani di volta in volta con affascinanti descrizioni: «Nella Grecia Antica la musica era qualcosa di diverso rispetto ad oggi – spiega il musicista – perché non aveva lo stesso modo di fruizione ed era legata al teatro o alla poesia. Questa sera proporremo dei brani che mi sono stati commissionati dall’associazione reggina Archigramma. Tempo fa sono stati scoperti dei papiri greci risalenti al V secolo a.C. che con grande perizia sono stati decodificati dall’università di Oxford e l’associazione di Reggio, innamorata della propria terra, mi ha chiesto di riarrangiarne i brani. Mi sono ritrovato a ricostruire la musica da piccoli frammenti e sono nati pezzi come “Nemesys”, “Invocation to a muse” e “Tarantella dell’Antica Grecia” che ascolterete stasera».

I due musicisti hanno eseguito, poi, pezzi provenienti dallo straordinario humus culturale reggino come “Pur dolente son io” del grande compositore Francesco Cilea, passando a una sofisticata reinterpretazione di “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini e arrivando al brano “Scilla”, scritto da Sergio e a cui sono legate una serie di fortunate coincidenze raccontate dall’artista e capaci di generare un vortice di emozioni che dal palco ha coinvolto tutti i presenti.

A sorpresa, poi, sul palco sale per salutare il pubblico dello SJF la grande concertista francese Dona Sévène, un’inattesa presenza che ha portato un’altra grande suggestione in musica.

Durante la serata, spazio anche per i giovani talenti del nostro territorio grazie al concerto di apertura affidato al trio di Roberto Correale, Antonio Freno e Marco Morabito che dopo aver completato gli studi ora stanno muovendo i loro primi passi sulla scena musicale con il progetto “A Simple Day”, un album che vuole descrivere un processo di crescita, in cui si scopre qualcosa di nuovo e l’alternarsi di momenti di tensione e distensione.

Una conclusione in grande stile per una manifestazione che si è ancora una volta distinta per aver osato e proposto valore nel panorama artistico-culturale della regione.

Una riuscita commistione tra arte e musica alla quale il pubblico ha risposto con una partecipazione sentita ed entusiasta, sancendo una continuità con il passato del festival e stabilendo una fiduciosa curiosità per la prossima edizione che non sarà disattesa.
Appuntamento al prossimo anno, quindi, con la VI edizione dello “Scilla Jazz Festival”. (rrc)

SCILLA (RC) – Allo Scilla Jazz si ripercorre la storia dei Bronzi con Daniele Castrizio

È stato un viaggio nella storia dei Bronzi di Riace – di cui il 16 agosto ricorrono i 50 anni dal ritrovamento – quello fatto dal prof. Daniele Castrizio, nel corso della prima serata dello Scilla Jazz Festival, organizzato dall’Amministrazione comunale.

Il professor Castrizio, docente di numismatica presso l’Università di Messina, da decenni si dedica allo studio dei Bronzi di Riace e su di essi ha elaborato una teoria in merito alla loro creazione e alla loro identità. Ha all’attivo la pubblicazione di numerose opere, sia nel campo della Numismatica che approfondimenti sui Bronzi.

L’ultimo volume che ha curato I Bronzi di Riace. Studi e ricerche, edito da Laruffa Editore, vede inoltre la partecipazione dei più importanti studiosi in materia a livello internazionale e proprio, ieri commenta ironicamente l’autore, è stato consegnato a Richard Gere dalla vicepresidente della Regione Calabria.

Il racconto di Castrizio ha seguito lo spirito del luogo e non poteva mancare la narrazione dei miti di Scilla, strettamente legati a quelli di Reggio e alla nascita della parola Italia che appartiene proprio a questi lidi. Poi, entrando nel vivo dell’argomento e approfittando della complicità del pubblico attento, Castrizio ha portato sul palco la grande storia dei Bronzi di Riace attraverso risvolti nuovi e studi ancora inediti su questi capolavori di arte severa che oggi concorrono a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Tra i più affascinanti recenti aggiornamenti gli studi effettuati su colori e materiali dei Bronzi di Riace che si soffermano sulla barba del Bronzo A, i cui riccioli lavorati singolarmente presentano quantità di stagno ogni volta differenti che consentirono all’artista di ottenere molteplici sfumature che andavano dal biondo al rosso.

Il docente ha poi passato in rassegna le più fantasiose teorie che negli ultimi tempi hanno avuto un immeritato risalto come quella che propone i Bronzi come guerrieri della Tracia imbraccianti la pelta (uno scudo troppo leggero per giustificare lo sforzo muscolare dei due eroi); e con sempre carismatica ironia ha avvicinato il pubblico anche ai particolari più tecnici come la realizzazione delle costole della statua B modellate su “salsicciotti di argilla” in un procedimento del tutto innovativo. (rrc)

SCILLA (RC) – Il concerto di Ada Montellanico

Domani sera, a Scilla, alle 21, a Piazza San Rocco, il concerto Jazz, round and round di Ada Montellanico e Andrea Molinari.

Lo spettacolo è il secondo appuntamento dello Scilla Jazz Festival.

Ada Montellanico è una delle più originali autrici e cantanti della scena del jazz italiano. A lei si attribuisce l’apertura di una nuova strada nell’ambito vocale del jazz nazionale di cui il cuore è proprio la fusione tra questo genere musicale e la lingua italiana.
Artista poliedrica ha portato la sua voce a Cuba e trasformato in musica “La tempesta” di Shakespeare, esplorato l’immagine femminile attraverso il suono e ripercorso la storia musicale di Billie Holiday, ma soprattutto ha ricercato repertori inusuali e originali a cui infondere la sua voce ambrata e carismatica.

Il nuovo progetto di Ada Montellanico nasce dall’incontro con il “suono” a lei caro, già utilizzato con successo in altre incisioni discografiche. Il duo Voce e Chitarra, infatti, ha una lunga tradizione e permette una sperimentazione così ampia che questa formazione può essere considerata una tra le più cangianti e versatili nell’ambito musicale.

Andrea Molinari, giovane musicista ormai appartenente alla schiera delle nuove star nazionali, vanta già importanti collaborazioni oltre ad essere alla guida di una propria formazione.

La chitarra, usata nella più ampia e imprevedibile gamma sonora dà modo ai due musicisti di creare un percorso particolare, che spazia da composizioni originali a brani di Lee Konitz, Carole King, Simon & Garfunkel, Lennon-McCartney e altri della grande tradizione jazzistica.

La voce inconfondibile di Montellanico si fonde così alla poliedricità strumentale e alla

cantabilità di Molinari per dar vita ad appassionate storie musicali. (rrc)

SCILLA (RC) – Si presenta il libro “I Bronzi di Riace” di Daniele Castrizio

Domani sera, a Scilla, a Piazza San Rocco, alle 21.30, è in programma l’incontro e reading con Daniele Castrizio, autore del libro I Bronzi di Riace. Studi e ricerche.

L’evento è il primo appuntamento dello Scilla Jazz Festival, giunto alla sesta edizione, che ha deciso di aprire la kermesse celebrando il 50° anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace.

Il professor Castrizio, docente di numismatica presso l’Università di Messina, da decenni si dedica allo studio dei Bronzi di Riace e su di essi ha elaborato una teoria in merito alla loro creazione e alla loro identità. Ha all’attivo la pubblicazione di numerose opere, sia nel campo della Numismatica che approfondimenti sui Bronzi. L’ultimo volume che ha curato I Bronzi di Riace. Studi e ricerche, edito da Laruffa Editore, vede inoltre la partecipazione dei più importanti studiosi in materia a livello internazionale.

Castrizio proporrà una narrazione dei Bronzi, della loro storia, raccontata in maniera coinvolgente, cercando la complicità del pubblico attraverso la sua trascinante capacità divulgativa. Una prospettiva diversa con cui esplorare questi capolavori, attraverso risvolti nuovi e studi ancora inediti, che oggi concorrono a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Nella sua breve ma peculiare tradizione lo SJF si è distinto per l’aspirazione ad esaltare la musica attraverso il connubio con altre forme d’arte e di cultura, così quest’anno la rassegna sarà accompagnata dal reading e dall’incontro con l’autore del volume, ma anche dalla mostra d’arte contemporanea internazionale a cura del museo Miit ed Italia Arte, visitabile presso le sale del castello dal 10 al 20 del mese.

Alle 22.30, il concerto Jazz dello Spiritual Trio, con Fabrizio Bosso (tromba), Alberto Marsico (organo) e Alessandro Minetto (batteria). (rrc)

SCILLA (CRC) – Al Castello Ruffo la mostra “Sciumare”

S’inaugura domani, al Castello Ruffo di Scilla, alle 18.30, la mostra personale Sciumare dell’artista reggino Nino Mangano e presentata dall’Associazione Culturale Anassilaos con il patrocinio del Comune di Scilla.

L’inaugurazione avverrà alla presenza di Maria Teresa Prestigiacomo, giornalista, critico d’arte e presidente dell’Accademia Euromediterranea delle Arti. Previsto l’intervento dell’editore Eduardo Lamberti Castronuovo oltre ai saluti del sindaco di Scilla, Pasquale Ciccone e di Stefano Iorfida, presidente dell’associazione Anassilaos.

L’artista si presenta con opere che non potevano essere scorporate, divise. Mangano non poteva sottrarsi al fascino del mare e delle sue coste (definite la Florida del Sud d’Italia) e non poteva esimersi dal cantare il fascino, altrettanto intrigante delle sue Fiumare, delle vere e proprie sculture d’acqua.

«Mangano – ha spiegato Maria Teresa Prestigiacomo – richiama la letteratura italiana, in particolare Corrado Alvaro che scrive ‘non è bella la vita dei pastori in Aspromonte d’inverno, quando i torbidi torrenti corrono al mare e la terra sembra navigare sulle acque’ e si ispira anche a quella di Ungaretti della poesia ‘Fiumi’. L’artista richiama anche l’antropologia culturale e i proverbi legati alla fiumara. Ne consegue che una pittura solo apparentemente e fortemente decorativa e tecnicamente studiata per trasferire bellezza, contenga in sé riferimenti filosofici profondi. Ad esempio riferimenti al proverbio ‘la petra chi non faci lippu si la leva la chiùmara’, cioè chi non si ancora alla realtà, rischia, vivendo di illusioni, di essere travolto da storie rovinose. Le fiumare, le Sciumare, sono legate alla memoria storia dell’infanzia e dell’adolescenza di Nino Mangano. I simboli di una terra magica, dal fascino protoromantico nelle sue fiumare, si trasformano in splendide opere, totem orizzontali che ammaliano».

«Mangano ne coglie gli istanti di bellezza – ha concluso – anche nel torbido. In molte di queste opere, l’artista esalta le brillanticromìe variegate, viranti tra i verdi e gli azzurri, o l’indaco, esaltando la corrispondenza biunivoca del cielo e del fiume e condividendone il sentimento del tempo che tutto trascina». (rrc)

SCILLA (RC) – Presentato lo Scilla Jazz Festival

È stata presentata la sesta edizione dello Scilla Jazz Festival, che animerà il Castello Ruffo e Piazza San Rocco di Scilla dal 6 all’11 agosto.

A introdurre gli eventi sono stati gli interventi del Sindaco di Scilla, Pasqualino Ciccone, dell’assessora alla Cultura, Maria Gattuso, i consiglieri comunali e del Direttore artistico del festival, Francesco Barillà.

La prima serata del 6 agosto vedrà la presenza del grande trombettista Fabrizio Bosso, in un’eccezionale performance tra il jazz e la tradizione spiritual accompagnato dagli altri membri dello “Spiritual Trio” Alberto Marsico all’organo e Alessandro Minetto alla batteria. Un omaggio alla musica nera e un viaggio pieno di emozioni attraverso i brani più significativi dei lavori discografici del trio.

Innovatrice della scena jazzistica italiana, Ada Montellanico salirà sul palco di Piazza San Rocco il 7 agosto, accompagnata da Andrea Molinari alla chitarra in una serata alla ricerca della fusione della lingua italiana con il jazz e l’improvvisazione nel suo “Round and Round”. Mentre l’8 agosto ritorna l’incontro con una tappa del Derive Festival che darà vita a una serata rock dal tono gitano grazie alla Eusebio Martinelli Gipsy Orkestar.

Nuovi ponti tra il jazz, il folclore, e il tango saranno proposti nelle note di Javier Girotto e Vince Abbracciante Duo nella cornice storica del castello il 10 agosto. Infine, la serata conclusiva dell’11 agosto sarà affidata alle sonorità jazz melodiche del pianista Nicola Sergio e del flautista coreano Ujin Ko, che si esibiranno in improvvisazioni e i brani nati dal loro incontro parigino che fonderanno l’esperienza nazionale con quella internazionale.

Nella sua breve ma peculiare tradizione lo SJF si è distinto per l’aspirazione ad esaltare la musica attraverso il connubio con altre forme d’arte e di cultura, così anche quest’anno la rassegna sarà accompagnata dalla mostra d’arte contemporanea internazionale a cura del museo MIIT ed Italia Arte, visitabile presso le sale del castello dal 10 al 20 del mese; inoltre, la manifestazione ospiterà la presentazione e il reading con l’autore del volume sui Bronzi di Riace, il 6 agosto.

«Sarà un’estate all’insegna del divertimento, in cui abbiamo cercato di allietare il soggiorno dei turisti e i nostri cittadini. – ha spiegato il sindaco Ciccone – Ci saranno numerose occasioni che vanno dalla musica di tutti i generi, alla presentazione di libri importanti, a mostre artistiche. Il 21 ritorna come da tradizione la Festa di San Rocco con i fuochi pirotecnici sulle zattere, ma grande risalto avrà il Festival del Mito e naturalmente lo Scilla Jazz Festival».

«Il nostro festival jazz – ha aggiunto – è un evento ormai storicizzato negli anni e ospiterà nomi importanti. Tutti questi eventi contribuiranno a dare una svolta dal punto di vista culturale e mettere in evidenza la città e la sua grande storia mitologica.»

Il direttore artistico dello SJF, Francesco Barillà ha poi promosso con entusiasmo la manifestazione: «Lo SJF arriva all’anno 6 e quest’anno con delle presenze estremamente importanti. La rassegna è riuscita a diventare attrattore a livello nazionale nel circuito jazz, avendo nel tempo ricevuto grandi riscontri e prestigiose adesioni. I nostri eventi, ci teniamo a sottolineare, sono gratuiti grazie all’impegno dell’amministrazione comunale e ora aspettiamo il pubblico che potrà fruire non solo delle nostre serate di musica ma anche della città in modo nuovo, grazie all’ascensore e alla navetta che libereranno il circuito urbano». (rrc)