VIBO – Il messaggio del sindaco per l’inizio dell’anno scolastico

di MARIA LIMARDOCarissime bambine, carissimi bambini, ragazze e ragazzi, dirigenti, docenti, personale Ata e carissime famiglie.

Anche quest’anno desideriamo rivolgere un pensiero affettuoso e riconoscente a tutti voi per salutare il nuovo anno scolastico alle porte, che vi regalerà scoperte, vi chiederà impegno, vi presenterà sfide facili e difficili, risponderà a tante domande e tante altre domande vi susciterà.

L’educazione e la crescita sono percorsi delicati, complessi e cruciali per il nostro futuro, tali da non poter essere delegati soltanto alla Scuola che pure riveste un ruolo principale. Anche attraverso il solo esempio delle nostre azioni, tutti dobbiamo sentirci responsabili per la buona crescita delle giovani generazioni.

Per questo motivo, come amministrazione comunale, abbiamo lavorato con passione a fianco delle Scuole, delle famiglie, di enti pubblici e privati per condividere progettualità efficaci e investire maggiormente nella qualificazione delle opportunità educative e formative. Lo dimostrano le tante misure e i lavori avviati per mettere in sicurezza le nostre scuole. Nel corso di questi mesi l’amministrazione comunale ha avviato tutta una serie di interventi per far sì che le strutture scolastiche fossero pronte ed accoglienti; i lavori di manutenzione più invasivi nel corso dell’anno continueranno.

Ma non abbiamo la presunzione di affermare che tutto questo basti, piuttosto il dovere etico e politico di continuare ad impegnarci al massimo delle nostre possibilità per affrontare insieme le sfide attuali, compresa quella ambientale che non può essere vinta senza coinvolgere l’educazione della persona fin dalla primissima infanzia, e a partire dalle nostre scelte quotidiane, come quella di utilizzare di più la bicicletta e meno le auto o di ridurre i rifiuti ed evitare sprechi. 

A voi dirigenti scolastici e insegnanti, che rivestite il ruolo tanto prezioso quanto impegnativo di offrire ai nostri figli un sapere, un saper essere e un saper fare che valga per tutta la vita, rivolgiamo un augurio di buon lavoro con la gratitudine per quanto fate. Un ringraziamento esteso a tutto il personale ausiliario della scuola per l’indispensabile funzione di supporto alla vita scolastica.

A voi famiglie auguriamo la forza e la felicità necessarie a svolgere il difficile compito di educare i figli insieme alla scuola, avvalendovi di tutte le opportunità che questo nostro territorio offre per lavorare al vostro fianco. (ml)

Cinquefrondi è scuola: Il messaggio del Comune per l’inizio dell’anno scolastico

In occasione della ripresa dell’anno scolastico, il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia e l’assessore alla pubblica Istruzione, Roberta Manfrida, insieme al nuovo dirigente Dario Intorre, daranno il benvenuto ai nuovi studenti e rinnovando l’accoglienza alle classi già consolidate.

«Il rientro a scuola – si legge in una nota – rappresenta un periodo importante per tutti i giovani, un momento di ristrutturazione, che prepara ad un nuovo anno all’insegna di ambiziosi progetti, nuove scelte e cambi di rotta, seguiti anche da riconferme culturali ed educative. L’istruzione è un potentissimo strumento che porta alla libertà, fisica e di pensiero. È per tale ragione che l’Amministrazione Comunale ha attuato di recente ed ha in programma per il futuro un numero ingente di interventi al fine di rendere la scuola un luogo sicuro e confortevole, uno spazio in cui ci si prende cura dei bisogni di ogni singolo alunno».

«L’Amministrazione – continua la nota – può affermare con orgoglio che anche quest’anno verrà garantito il servizio Scuolabus gratuito, uno dei pochi comuni a renderlo ancora disponibile in tale modalità. Con la fine dell’emergenza covid, inoltre, anche la Scuola dell’Infanzia avrà la possibilità di usufruirne. Un altro grande traguardo dell’Amministrazione Comunale di Cinquefrondi è il servizio Mensa, disponibile quest’anno in largo anticipo, dal 3 Ottobre infatti i bambini potranno usufruirne, importantissimo dal punto di vista dell’educazione alimentare e della socializzazione ed aiuto concreto alla famiglie».

«In più, da quest’anno – si legge ancora – il Comune di Cinquefrondi, dopo aver aderito ad una campagna a tema “alimentazione sostenibile”, sarà iscritto all’interno della Lista Regionale delle Mense Biologiche, una grande conquista all’insegna della sostenibilità, tema fortemente sentito e portato avanti in più occasioni dall’Amministrazione».

«Nel giorno dell’inizio delle attività scolastiche, il 14 settembre 2022 – conclude la nota – l’Amministrazione donerà ad ogni giovane studente un gadget. Il gadget sarà messaggero di un pensiero rivolto a tutti gli studenti, parola d’ordine credere nelle nuove generazioni ed avere fiducia della cura che avranno per il nostro territorio». (rrc)

INIZIA LA LUNGA MARATONA DELLE SCUOLE
IN CALABRIA ANCORA TROPPE CRITICITÀ

di GUIDO LEONEAncora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti calabresi delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane, si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a mercoledì 14 settembre.

Nelle scuole superiori, poi, negli ultimi  giorni si sono svolte  le operazioni di verifica dei debiti scolastici che gli studenti  hanno dovuto dimostrare di avere  recuperato entro il 31 agosto. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione. Interessano mediamente  centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il  cosiddetto giudizio sospeso, cioè non sono stati né promossi né bocciati e che, pertanto, hanno dovuto sostenere le prove nelle materie insufficienti.

Intanto giovedì 1 settembre per il mondo della scuola è l’inizio  del nuovo anno scolastico. Anche quest’anno ci sarà una nuova ripartenza, la terza dall’inizio della pandemia da Covid-19, nel quale, ancora una volta, bisognerà confrontarsi con nuove abitudini e stili di vita che hanno impresso, nel corso degli ultimi anni,  una svolta epocale nel modo di essere e fare scuola, grazie anche al massiccio ricorso alle nuove tecnologie che ha colmato l’isolamento imposto dalle restrizioni per arginare il fenomeno Covid. 

La ripartenza è caratterizzata dalle novità contenute nel documento ministeriale che regolamenta il rientro degli studenti a scuola

Gli alunni frequenteranno regolarmente le lezioni in assenza di sintomi covid o febbre, con eccezione per il raffreddore, considerato una condizione stagionale e troppo frequente per impedire la regolare frequentazione; gli studenti con sintomi lievi e niente febbre possono frequentare ma con mascherina, sia chirurgica sia FFP2, mascherine che restano obbligatorie per le persone fragili. Non sarà necessario il distanziamento. Le scuole dovranno provvedere alla sanificazione, sia quella ordinaria e periodica, sia quella straordinaria in caso di casi confermati, con cambi d’aria frequenti e regolari. Nel caso di aumento dei contagi, si provvederà a misure aggiuntive come distanziamento, e obbligo di mascherina.

Stop anche all’obbligo di vaccinazione del personale scolastico.

I numeri della scuola reggina 

Lo scenario scolastico 2022- 2023, che si apre il 1° settembre, inizia per dirigenti, docenti e personale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazioni di natura collegiale, relativamente a decisioni per la organizzazione delle condizioni di sicurezza negli istituti, anche per  la rivisitazione del piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività di accoglienza per le matricole reggine dei vari ordini di scuola, così distribuiti: 3.382 per l’infanzia ,4.208 per la primaria, 4.920 per la media e 6.009 per le superiori.

Ciò che andrebbe evitata è la fretta di sedersi alla cattedra e al banco, di riprendere a insegnare per recuperare il tempo perduto, lasciando le vite di prima, le vite del vuoto scolastico, fuori dalle aule.

Il progetto educativo della ripresa avrebbe bisogno di tre passaggi: accoglienza, narrazione, rimodulazione.

In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2022-2023 saranno 74.473, così distribuiti fra i vari ordini di scuola: 8.921 infanzia, 22.040 primaria,14.930 media, 28.582 superiore. Cui vanno ad aggiungersi gli allievi delle scuole paritarie. Resta,purtroppo,la tendenza, che si registra da tempo ad una diminuzione della popolazione scolastica anche nella nostra provincia.

Nel Reggino ad affrontare i prossimi esami di maturità, che avranno inizio mercoledì  21 giugno 2023, nelle scuole superiori statali saranno 5.252 allievi, mentre nella scuola media inferiore saranno 5.029.

Cosa prevede il nuovo calendario scolastico: una lunga maratona di 203 giorni

 Questo è il ventunesimo anno della devolution nel quale le Regioni autonomamente  fissano la data d’inizio e il termine delle lezioni.

In Calabria il termine è stato decretato per sabato 10 giugno 2023.

Le attività educative nella scuola dell’infanzia, invece, termineranno in quasi tutte le regioni venerdì 30 giugno 2023.

Per tutti, giorno più giorno meno, una lunga maratona di nove mesi di lezione, 203 giorni per la Calabria, fatto salvo il minimo dei 200 giorni di lezione.

I giorni di festa (escluse le domeniche) previsti dal calendario ministeriale sono al momento 11, vincolanti su tutto il territorio nazionale.

E cioè il 1° novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; l’1 gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, Anniversario Liberazione; l’1 maggio, Festa del Lavoro; il 2 Giugno, Festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono. 

Il decreto del Presidente della Regione Calabria stabilisce, poi, che non si effettueranno lezioni  lunedì 31 ottobre 2022 ponte della festa di tutti i Santi, il 2 novembre 2019 (ponte festività Ognissanti), dal venerdì 9 al sabato 10 Dicembre 2022 – Ponte della Festa dell’Immacolata Concezione; – dal venerdì 23 Dicembre 2022 al sabato 7 Gennaio 2023 – Vacanze natalizie; – dal giovedì 6 al martedì 11 Aprile 2023 – Vacanze pasquali; – il lunedì 24 Aprile 2023 – Ponte dell’Anniversario della Liberazione; – il sabato 3 Giugno 2023 – Ponte della Festa Nazionale della Repubblica.  

Il nuovo calendario, così come prevede l’autonomia scolastica , è , comunque, flessibile e dà la possibilità alle scuole di proporre gli adattamenti che possono riguardare anche la data di inizio delle lezioni , nonché la sospensione, in corso di anno scolastico, delle attività educative e delle lezioni prevedendo, ai fini della compensazione delle attività non effettuate, modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno. Sicchè anche le scuole della nostra provincia potrebbero  iniziare le lezioni ancor prima del 14 settembre.

L’esordio di nuovi dirigenti scolastici nella città di Reggio Calabria

Novità, poi come capita ogni anno, per le dirigenze scolastiche. A Reggio, in particolare, lasciano  per raggiunti limiti di età  le presidi Anna Nucera, Maria Rosaria Rao e Margherita Nucera alle quali va, insieme agli altri  dirigenti della nostra provincia, un doveroso ringraziamento per l’impegno profuso in tanti anni al servizio della scuola .Hanno  svolto con grande professionalità il loro lavoro contribuendo alla crescita qualitativa di tante generazioni. Le new entry cittadine riguardano i dirigenti Gueli Maria (I.C. Gallico),Martino Giuseppe (IC Ravagnese), Lucisano Carmela (Liceo Classico Campanella), Ubaldini Antonino (I.C. Moscato), Marino Teresa (Istituto Tecnico  Panella), Zavettieri Lucia (I.C Galilei Pascoli). 

Sono 66 ,invece, di cui 18 in provincia di Reggio, le scuole calabresi che avranno un dirigente part time come reggente e che dovranno dividersi fra due scuole talvolta abbastanza distanti tra loro.

In città il Liceo scientifico “Da vinci” sarà retto dal dirigente Franco Praticò

Continua a permanere la tendenza al colore rosa nei numeri della dirigenza scolastica calabrese e reggina in particolare e l’abbassamento dell’età media dei responsabili degli istituti. 

Le criticità

Il Covid–19 ha accentuato e messo a nudo i problemi che la scuola italiana manifestava da tempo. Non è un caso che la scuola italiana si presenti così male davanti ad una crisi pandemica senza precedenti, ma anche davanti ad un periodo di profondo cambiamento tecnologico.

Incredibilmente, tuttavia, il dibattito di questi giorni si concentra su aspetti certamente importanti ma non centrali,  vaccini, distanziamenti, mascherine, aereazione dei locali ecc. Si badi bene: queste vicende sono decisive e possono essere dirimenti per garantire la continuità scolastica, ma non affrontano i nodi rimasti irrisolti.

Dall’annosa penuria di docenti alla qualità della formazione e dell’offerta formativa, dalla abbondanza delle classi pollaio alle modeste condizioni retributive e lavorative, alla mancata riforma della carriera degli insegnanti, alla assenza di interventi per migliorare l’efficienza ed efficientamento energetico in strutture ad elevatissimo consumo e dispendio energetico. Le risorse destinate al sistema scolastico diminuiscono nell’indifferenza di tutti. La scuola, invece, deve essere la priorità perché ne va del nostro futuro.

Perciò è necessario pensare una scuola nuova con modelli metodologici e valutativi rivisti in profondità e con una reale personalizzazione dei percorsi. Serve un cambio di passo per garantire pari opportunità e successo formativo a ogni studente. Solo così potremo pensare di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi che affollano le nostre scuole, preparandoli alle esigenze del mondo, del lavoro e delle università.

Messi in fila, questi dati raccontano di un ritardo preoccupante della regione calabrese  e risultati ancora peggiori in alcune realtà locali . La principale criticità della scuola in Italia riguarda infatti la qualità degli apprendimenti degli studenti, inferiore a quella degli altri paesi avanzati, così come sono inferiori quelli degli allievi calabresi in confronto ai colleghi del Centro-Nord Italia, come costantemente evidenziano gli esiti delle prove Invalsi soprattutto nelle insufficienti competenze in lingua italiana, matematica e scienze.

La grave perdita di apprendimenti generata, ancor più dal lockdown, per cui passeranno un paio di anni per un reale recupero, è la goccia che ha fatto traboccare un vaso, già colmo ben prima. Le politiche degli ultimi anni hanno indebolito il sistema d’istruzione nel nostro Paese. I nostri governanti hanno dimenticato che la scuola non è solo governo (autonomia, ministero, organi collegiali), ma anche struttura (ordinamenti) e cultura (programmi) e se non si interviene sinergicamente su questi tre elementi si possono provocare più guasti di quelli che si vogliono riparare. Alla scuola servono, idee, strumenti e risorse per ridefinirne la mission.

Colpisce l’assenza di iniziative da parte ministeriale ma anche della direzione dell’Ufficio scolastico regionale in questi ultimi anni. Ci saremmo aspettati da parte dell’U.S.R. una seria riflessione sulla scuola calabrese e sulle sue emergenze, dandole un senso, un significato, un orizzonte, unitamente alla Regione Calabria.

I nostri territori sono segnati, peraltro, da profonde differenze in termini di  opportunità spazi, servizi, attività integrative, di condizioni culturali, sociali e quant’altro, tutti aspetti ineludibili che condizionano fortemente gli stessi risultati. Ecco, necessita che l’Assessorato alla P.I. faccia una diagnosi puntuale dell’attuale condizione scolastica calabrese per capire quale può essere la terapia da affrontare per le nostre permanenti emergenze. (gl)

REGGIO – L’assessore Nucera incontra i dirigenti scolastici in vista dell’inizio della Scuola

L’assessore comunale all’Istruzione del Comune di Reggio, Lucia Anita Nucera, ha incontrato i dirigenti degli istituti scolastici reggini al fine di programmare con loro le future attività.

«Una riunione proficua con la collaborazione di tutte le componenti presenti, in vista della ripresa delle attività scolastiche» l’ha definita Nucera, spiegando che «sono stati inseriti in bilancio i fondi per l’accatastamento, per l’ agibilità e la capienza degli istituti scolastici, per le manutenzioni, il verde ecc.».

Inoltre, in vista della ripartenza della scuola  si sono approfondite le circolari del Mir. «Ho dato  massima disponibilità – ha sottolineato l’assessore – per affrontare le difficoltà che eventualmente si presenteranno».

Nel corso della riunione, che si è  svolta attraverso l’ascolto di tutti i dirigenti per le criticità in atto, per il completamento di alcuni lavori e il rilancio di strategia per l’abbattimento della dispersione scolastica, l’assessore Nucera  ha poi elencato le  diverse possibilità legate al Pnrr e i progetti già presentati e che riguardano: mensa, trasporto e l’orchestra e il coro delle scuole della città di Reggio Calabria.  È previsto, inoltre, l’avvio da parte dell’ assessorato di una serie di incontri in tutti gli istituti comprensivi avente come temi: autostima, diritti umani, la pace, legalità, storia, cultura e minoranze linguistiche.

La riunione molto partecipata, si è tenuta alla presenza  del  dirigente del settore istruzione e sport la dott.ssa Daniela Roschetti e il delegato del dirigente del lavori pubblici e manutenzioni ing. Postorino.

«Auspico una collaborazione concreta per un bene dei nostri ragazzi – ha concluso l’assessore Nucera – le riunioni con i dirigenti saranno a cadenza mensile e a seconda delle problematiche sarà prevista eventualmente la partecipazione anche  di altre istituzioni». (rrc)

PROMESSE MANCATE E CRITICITÀ COSTANTI
I CALABRESI SONO STANCHI DELLA POLITICA

di FRANCESCO RAOLa mediocrità ci ha condotto alla peggiore delle condizioni, incidendo contemporaneamente sulle sorti delle generazioni passate, presenti e future. La campagna elettorale per le Elezioni Politiche è partita da mesi, anzi non si è mai fermata durante gli ultimi 30 anni.

Oggi leggevo alcune “illibate” constatazioni, colorate da autorevoli pareri e pregevoli giudizi, dispensati soprattutto sui social, luogo nel quale non si diffonde informazione ma si alimenta confusione. Gli estensori delle riflessioni, in piena libertà, oltre a commentare le proposte lanciate a caldo da Silvio Berlusconi, ossia 1000 euro al mese per le pensioni e un milione di alberi l’anno, non hanno perso tempo per tentare di individuare i colpevoli della fine dell’era Draghi. 

Non entro nel merito. Ognuno durante questa coda di Campagna Elettorale proporrà ciò che meglio crede, costruendo su argomentazioni e proposte quel rapporto di fiducia utile a raccogliere il consenso, indispensabile ad eleggere i componenti del futuro Parlamento, presumibilmente più instabile di quelli precedenti. Quest’ultima è una mia convinzione, lungi dal volerla far passare come una verità. Il prossimo 25 settembre, come diceva il grande Totò, sarà la somma a fare il totale e potremo immediatamente comprendere quali nuovi equilibri politici verranno generati.  

Rimanendo in tema di partiti, mi chiedo, al cospetto di una sinistra ormai polverizzata, incapace di risolvere quanto portato a strascico durante gli ultimi 27 anni, nei quali i lavoratori LSU/LPU – nati durante il Governo Prodi grazie al famoso pacchetto Treu – sono stati costretti a vivere con una ”elemosina” di Stato, lavorando senza contributi e attaccati di anno in anno alle speranze di un rinnovo contrattuale per poter continuare a vivere, svolgendo con il loro prezioso lavoro un supporto divenuto ormai indispensabile per gli Enti Locali, luogo nel quale ancora oggi di concorsi pubblici per porre fine alle carenze di personale e competenze non se ne parla, il problema continua ad essere Silvio Berlusconi e le sue proposte?

La domanda sorge spontanea: quale programma verrà proposto in alternativa da chi non si preoccupa più dei lavoratori una volta chiamati salariati? Sarà considerata la priorità dell’agenda approvata dal Governo dimissionario e consegnata all’Europa per ottenere i fondi del PNRR oppure si scriveranno altre nuove ed affascinanti promesse destinate ad alimentare prima aspettative e poi ulteriori delusioni? Inoltre, a causa delle mancate sicurezze contrattuali e reddituali, quanto è cresciuta la povertà educativa nel nostro Sud e quanti opportunità sono state negate a tantissimi giovani, seppur meritevoli ma impossibilitati a studiare perché con 500 euro bisognava scegliere ogni giorno come destinare anche un solo euro?

Siccome ultimante è sorto il desiderio di promuovere il salario minimo, vogliamo per favore verificare l’importo mensile, versato attualmente ad una Persona con invalidità civile? Poi, siamo certi che le aziende con più di 15 dipendenti siano disposte ad assumere persone iscritte al collocamento mirato, secondo quanto previsto dalla Legge 68/99, oppure siano più propensi a pagare l’eventuale sanzione, importo di gran lunga inferiore alle 13 mensilità e continuare ad assumere persone normodotate?

Sarei anche curioso di sapere se tra tutti i Ministri dei Trasporti della Repubblica, susseguitesi durante gli ultimi 30 anni, fosse mai balenata l’idea a qualcuno di loro di superare il limite arrecato da una galleria nel territorio della provincia di Cosenza ai convogli ferroviari impegnati a trasportare i container provenienti dal Porto di Gioia Tauro. Forse era necessario, ancora una volta, alimentare il divario Nord-Sud per salvaguardare qualche Porti del Centro-Nord e bloccare lo sviluppo del Meridione, attraverso l’implementazione dello stesso Porto di Gioia Tauro e della ZES?

Berlusconi potrà anche essere poco gradito per il Popolo del Centro-Sinistra. Ma vorrei chiedere a quanti ancora oggi riportano intolleranza nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio: i governi afferenti al Centro-Sinistra sarebbe riuscito a realizzare l’attuale Autostrada A2, seppur ancora soggetta a mille problematiche ma destinata a diventare l’Autostrada più evoluta d’Europa grazie al progetto “Smart Road” promosso da Anas? Conosco la risposta, ma avrei il piacere di conoscere anche le altre risposte in merito. 

Tra il 2007 e il 2020 circa, quali schieramenti politici hanno scelto di non inviare finanziamenti al Sud, adducendo tra le tante scuse divenute nel tempo fuffa elettorale e pretesto predicato nei vari talk televisivi per screditare il Meridione ed i meridionali onesti? La criminalità organizzata non esiste soltanto nel Meridione. Esiste ovunque. Perché quando il Dr. Nicola Gratteri poteva essere nominato Ministro della Giustizia nessuno si è indignato a fronte del risultato poi reiterato con la mancata elezione a Procuratore Nazionale Antimafia? Bisogna scegliere da che parte stare. Se c’è un problema occorrono mezzi e professionalità per contrastarli in modo radicale, altrimenti il risultato sarà riconducibile ai contenuti del Gattopardo. 

Per quanto riguarda le politiche economiche, alla mancata crescita, dovuta alla crisi economica mondiale del 2008, sappiamo benissimo cosa affermava Keynes: “nei casi di crisi economica non bisogna chiudere i rubinetti per superare le difficoltà dettate dal momento ma occorre rispondere mediante la programmazione di opere pubbliche, capaci di generare il rilancio strutturale dell’economia”.

Anche in questo caso, la domanda è d’obbligo: noi siamo stati governati da scienziati, i quali, per sottrarre fondi alla criminalità hanno mantenuto da una parte alta la guardia con Forze dell’Ordine e Magistratura costretti a segnare il passo perché impossibilitati ad agire per mancanza di strumenti e per penuria di leggi capaci di alimentare la certezza della pena che caratterizza l’azione repressiva e  dall’altra parte, come documentato dai dati SVIMEZ, gli investimenti crollavano anno dopo anno, consentendo alla criminalità di far crescere i loro affari mentre gli Italiani diventavano giorno dopo giorno più poveri contribuendo a rendere quella parte d’Italia da potenziale trattore a rimorchio sgangherato.

Per motivi di spazio sarò costretto a saltare molti temi e mi dispiace, anche perché mi sarebbe piaciuto parlare delle numerose opere incompiute e dei relativi tempi necessari in Italia per realizzare un’opera strategica per il territorio. Evitiamo. A buon intenditore poche parole bastano. 

Vogliamo parlare della Scuola? Con massimo rispetto per quanti svolgono uno tra i lavori più belli al mondo, credendoci e spendendosi ogni giorno, siamo certi di offrire ai nostri ragazzi quelle competenze richieste da un mondo del lavoro fortemente evoluto? Non dite subito si. Ricordate cosa dice in merito l’OCSE e L’INVALSI ogni anno. Intanto, oggi apprendiamo la percentuale dei diplomati con il massimo dei voti all’ultimo esame di maturità. Per carità, mi fa piacere. A ciò si aggiunge una curiosità: come mai alle prove INVALSI siamo indietro ed alla maturità saltiamo in avanti? Questo argomento, entrerà nell’agenda della Campagna Elettorale in corso oppure ripareremo il tutto aprendo nuovamente le finestre di Palazzo Chigi per informare i nostri giovani che non sarà più necessaria la meritocrazia per realizzarsi, tanto il Reddito di Cittadinanza colmerà il vuoto occupazionale e consentirà una mensilità per sopravvivere?

Ed allora, se questa dovesse essere la scelta, vorrei sperare nell’arrivo di migliaia di Persone extracomunitarie, pronte ad abbandonare il lavoro svolto nel comparto agricolo, sempre più sottopagato e spesso gestito dal caporalato, salutando con piacere l’inserimento degli stessi nel settore della ristorazione e dell’hotellerie quali camerieri, baristi, pizzaioli. Vorrei sperare che moltissimi giovani, grazie al loro lavoro, ai loro sacrifici, alla loro autostima, possano studiare e realizzarsi quale classe dirigente di un’Italia intenta a credere a quanti vivono per promettere, senza rendersi conto di quanti danni hanno arrecato e arrecheranno.  

Ridotto il numero dei Parlamentari, ci sarà un giorno la lungimiranza politica per rimettere in discussione anche il Sistema Sanitario Nazionale, il quale non può essere governato a livello regionale ma dovrà essere ripensato come modello nazionale, teso a garantire agli ammalati di Reggio Calabria e di Cuneo identiche cure, identici luoghi di cura ed identici percorsi di medicina preventiva proiettando anche la straordinaria professionalità dei nostri medici in una sfera molto più ampia nella quale le uniche emergenze dovranno essere quelle afferenti alle cure verso i pazienti e non riconducibili al governo della sanità.

Volutamente non tocco il tasto delle Ferrovie, con annesso il sistema Alta Velocità. Vi chiedo però: quanti treni collegano Roma Termini con Milano e quanti treni collegano Roma Termini con Reggio Calabria ogni giorno?

Per fare meno male all’Italia ed ai nostri figli, dovremmo riflettere un po’ di più sull’importante fase nella quale ci troviamo. Invece di continuare ad essere parte di un gioco al massacro, spesso consumato sui social, dovremmo essere molto più propositivi e iniziare a pretendere il meglio, non il peggio.

Ci sono tanti argomenti sui quali confrontarci, vi sono anche numerosissimi vincoli di legge da rispettare, spesso non conosciuti da quanti pensano di avere la soluzione giusta ma anziché sedere in uno dei tavoli di governo si interloquisce dalla propria poltrona. Il nuovo inizio è possibile, dovrebbe essere incentrato sulla qualità, sull’affidabilità e sulla concretezza. Il compromesso a ribasso ci ha portato all’attuale crisi di valore, all’apatia e ad una crescente forma di astensionismo.

In questo clima, gli unici a perdere saremo noi, semplici Cittadini, innamorati della nostra terra. Ecco perché sarà importante comprendere molto di più gli argomenti sui quali si andrà a confrontarsi, evitare di essere eccessivamente focosi nelle discussioni e ascoltare tutti gli interlocutori impegnati nel dibattito. Forse è questa la sfida che dovremmo saper cogliere per eleggere un Parlamento capace di lavorare sulle criticità del Paese e non sulla tenuta degli accordi interni ai singoli partiti. Sarà difficile alzare il livello? Vedremo. (fr)

(Francesco Rao è presidente dell’Associazione Nazionale Sociologi Calabria)

REGGIO – Il convegno “Adozione e Scuola”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 16.30, all’Auditorium del Centro Civico di Ravagnese, il convegno Adozione e scuola, l’inserimento scolastico dei bambini adottati. Il ruolo e la formazione dei Referenti dell’Adozione organizzato in sinergia dal Servizio Adozioni del Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria e dal gruppo dei genitori adottivi ed aspiranti. Presenti gli assessori Demetrio Delfino e Lucia Nucera.

Questo evento ed il Percorso di formazione dei Referenti per l’Adozione, nominati dagli Istituti Comprensivi, sono stati organizzati, in stretta collaborazione, dal Servizio Minori del Settore Welfare del Comune di Reggio Calabria, rappresentato dalla Responsabile e coordinatrice dell’equipe adozioni e affidamenti, dottoressa Maria Grazia Marcianò, e dal gruppo dei genitori adottivi e aspiranti tali, nato nel 2009 ed operativo presso il Settore.

Esso, sin da subito, ha rappresentato una novità per il territorio, rispetto ai gruppi di post adozione, in quanto integrava il confronto tra le esperienze di vita dei genitori adottivi, con l’accompagnamento attivo del periodo di attesa delle coppie di aspiranti genitori.

Nel tempo, per richiesta degli stessi genitori, esso è diventato un gruppo in formazione permanente sui temi della genitorialità, avvertendo sin da subito l’esigenza di entrare in stretto dialogo con la scuola, per favorire l’inserimento scolastico dei propri figli adottati. Così, da questa sinergia, è nato un percorso di formazione sull’accoglienza a scuola dei bambini adottati, rivolto agli insegnanti della scuola primaria.

Tra questi, poi, i Dirigenti Scolastici hanno individuato i referenti per l’adozione. Quindi, grazie all’interesse e all’accoglienza che il mondo della scuola ha dimostrato rispetto a questa iniziativa, il gruppo dei genitori adottivi e aspiranti, sempre con il coordinamento degli operatori del Settore Welfare, ha proposto ai Referenti dell’Adozione, che intanto gli Istituti Comprensivi del Comune e della Città metropolitana di Reggio Calabria avevano provveduto a nominare per la prima volta, un percorso di formazione specifico, secondo quanto previsto dalle “linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati” del Ministero dell’Istruzione.

Giunti al termine del secondo anno di questo percorso formativo rivolto ai Referenti, è stato organizzato il convegno che vedrà presenti, oltre ai referenti scolastici, anche i dirigenti scolastici e gli Assessori al Welfare, Demetrio Delfino, ed all’Istruzione, Lucia Nucera, del Comune di Reggio Calabria, che hanno sostenuto sin da subito questa iniziativa.

Questo modello è unico in Italia, in quanto ha attuato una virtuosa collaborazione tra Servizi Sociali, che hanno formato le famiglie adottive e le famiglie adottive che, una volta formate, sono diventate a propria volta formatrici e hanno offerto la loro collaborazione volontaria e gratuita alla scuola, che ha scelto di accogliere e far tesoro delle loro esperienze e competenze, attuando al meglio l’auspicato e fondamentale dialogo scuola – famiglia, con l’obiettivo di garantire il benessere dei bambini.

Tutto questo ha suscitato l’interesse del prestigioso Istituto degli Innocenti di Firenze che da sempre promuove servizi ed attività per affermare concretamente i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e dell’A.N.F.A.A., storica associazione nazionale di famiglie adottive e affidatarie che, a livello istituzionale, ha promosso nel tempo l’approvazione di leggi fondamentali per l’adozione e l’affidamento.

Entrambi hanno voluto essere presenti partecipando al convegno con due autorevoli relatori: Massimo Santoro per l’Istituto degli Innocenti, psicologo e psicoterapeuta che parlerà del tema: Il visto, ma non riconosciuto dell’Adozione, e Sara Saksida, presidente della sezione A.N.F.A.A. di Trieste, con la relazione dal titolo : Ascoltiamoci! La Scuola dal punto di vista delle famiglie adottive. (rrc)

FINISCE LA SCUOLA, I PROBLEMI RESTANO
FORTE IL GAP IN MATEMATICA NELLE MEDIE

di GUIDO LEONE – Con la chiusura dell’anno  scolastico fissata per giovedì 9 giugno arrivano le vacanze lunghe  per i 76.000 e più allievi delle  scuole di ogni ordine e grado della provincia di Reggio Calabria. L’ultima campanella sta ,dunque, per suonare  ma non per i novemila  e cinquecento piccoli allievi della scuola dell’infanzia che termineranno le loro attività educative il prossimo giovedì 30 giugno.

Poi sarà vacanza per i più fino al 19 settembre 2022 presumibile inizio del nuovo anno scolastico, (la Regione Calabria non ha ancora emesso il decreto), tre mesi pieni lontani da compiti, interrogazioni e libri. Però, non per tutti sarà così. Per i ragazzi di terza media la fine delle lezioni di fatto è sinonimo di esami di Stato. Per i quattordicenni le vere vacanze scatteranno il 30 giugno, ultimo giorno utile fissato dal Ministero della P.I. per gli esami di Stato. I diciottenni, invece, saranno alle prese con gli esami almeno fino a metà luglio.

Intanto, è già tempo di scrutini e i prossimi giorni saranno dedicati nelle scuole alle valutazioni finali: scrutini per le ammissioni alla classe successiva e agli esami di Stato.

A cominciare per primi saranno i quattromila e duecentocinquanta  alunni di terza della scuola secondaria di primo grado che affronteranno la loro ultima fatica, il conseguimento della cosiddetta ‘minimaturità’. A seguire i quasi cinquemilacinquecento maturandi circa delle scuole secondarie superiori che inizieranno i loro esami di stato mercoledì 22 giugno.

La minimaturità

L’esame, che ha carattere di verifica e certificazione degli obiettivi educativi e didattici a conclusione della scuola secondaria di I grado, rappresenta il primo banco di prova che gli alunni si ritrovano ad affrontare nel proprio percorso formativo. Nella scuola primaria, infatti, la componente valutativa è affidata ad un giudizio sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno e, solo in casi eccezionali e motivati, è prevista la non ammissione alla classe successiva (art.3 L.169/2008).

La valutazione rappresenta da sempre un momento di particolare rilevanza, non solo perché conclude un ciclo scolastico, ma perché al tempo stesso dà l’avvio ad un nuovo percorso di formazione culturale e personale per ciascuno studente.

L’ammissione agli esami di terza media compete al Consiglio di classe con giudizio di idoneità (espresso in decimi) per gli alunni che hanno ottenuto, con decisione assunta a maggioranza dal consiglio di classe, un voto non inferiore a sei decimi in ogni disciplina, voto sul comportamento compreso.

I requisiti di ammissione all’esame finale di terza media sono i seguenti: avere frequentato almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato secondo regolare ordinamento della scuola. Fanno eccezione situazioni legate alle particolari condizioni epidemiologiche.

E poi non essere incorsi in sanzioni disciplinari molto pesanti.

La votazione tiene conto del percorso scolastico compiuto , mentre le prove Invalsi svolte durante l’anno dallo studente non concorrono a definirne la valutazione.

L’eventuale non ammissione è deliberata a maggioranza.

Il calendario 

Gli esami iniziano dopo gli scrutini e le date variano da istituto a istituto. Tuttavia è presumibile che la riunione preliminare di insediamento delle commissioni avvenga subito dopo la chiusura delle lezioni tra l’11 ed il 13 giugno.

Le prove

Per l’Esame del primo ciclo sono previste due prove scritte, una di Italiano e una relativa alle competenze logico-matematiche; seguirà un colloquio, nel corso del quale saranno accertate anche le competenze relative alla Lingua inglese, alla seconda lingua comunitaria e all’insegnamento dell’Educazione civica.

Per i percorsi a indirizzo musicale, al colloquio è previsto anche lo svolgimento di una prova pratica di strumento.

La votazione finale resta in decimi. Si potrà ottenere la lode. L’Esame si svolgerà in presenza, nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2022.

Per il solo colloquio, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il proprio domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata.

Il gap della Scuola Media

Le due aree principali su cui lavorare nell’immediato futuro sono gli apprendimenti in italiano e matematica; è un gap territoriale che parte sin dalla scuola primaria e si accentua nella scuola media, il ventre molle o se vogliamo l’anello debole del nostro sistema educativo.

La scuola media, una terra di mezzo, è da molti anni alla ricerca di una sua identità, attratta dalla scuola superiore (il piano alto della “secondaria”), ma poi richiamata alla comune appartenenza alla scuola di base (il c.d. “primo ciclo” dell’istruzione). L’alternarsi di diverse denominazioni (scuola – di volta in volta – media, secondaria I grado, del primo ciclo, di base) da l’imprinting a questa vera e propria sindrome pirandelliana, nella non risolta ambiguità della sua secondarietà – di accesso ai saperi formali e al pensare per modelli – o di completamento della formazione primaria, quindi di consolidamento dell’alfabetizzazione strumentale.

Occorre affrontare presto e con energia questa profonda crisi della scuola media, che da molti anni ha smarrito la propria identità e il senso della sua missione. Occorre ridarle una missione chiara aggiornando le sua offerta pedagogica e didattica, attraverso  un forte orientamento alla personalizzazione dell’insegnamento da realizzarsi attraverso un’estensione del tempo scuola con una vera “scuola del pomeriggio”. (gl)

Bando nuove Scuole, la Calabria ancora sul podio per i progetti approvati

La Calabria, con 16 progetti approvati, è «seconda per interventi finanziati nell’ambito del bando indetto dal Ministero per il Sud per la costruzione di nuove scuole, che prevede in totale 98 interventi mettendo in campo 504 milioni di euro». È quanto hanno reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi e l’assessore ai Lavori Pubblici, Mauro Dolce.

«Così come – hanno aggiunto – per il bando sugli asili nido che ha visto i Comuni cogliere l’occasione su invito della Regione, anche in questa circostanza possiamo parlare di una Calabria che inverte trend, viaggiando ancora su numeri da record rispetto al passato, che si propone e che lavora su se stessa per migliorarsi».

L’ambito è quello del PNRR ed il contesto l’edilizia scolastica, con un bando fortemente voluto dal Ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna che oggi dal portale istituzionale con orgoglio parla di “Risposta forte ed efficace dei Comuni meridionali”.

In particolare dei territori di Campania e Calabria, in passato spesso fanalini di coda di tante graduatorie nazionali, oggi invece sul podio dei progetti approvati, superando regioni generalmente più pronte come Sicilia e Puglia.

«Ben 16 gli interventi approvati per la nostra regione –  hanno precisato i due assessori regionali – con un importo di 49.483.856 euro su 504 milioni previsti per tutto il Sud che in cinque anni porteranno migliaia di studenti calabresi ad avere edifici scolastici più moderni, efficienti e interconnessi. Puntare sull’edilizia scolastica, dotando le scuole di ambienti al passo con i tempi, accoglienti e confortevoli, significa assicurare quel benessere integrale dello studente che ne garantisce uno stato d’animo più sereno ed un migliore rendimento. L’obiettivo indiretto ma consequenziale è arginare la dispersione scolastica e combattere la povertà educativa».

«Dal canto nostro – hanno concluso Giusi Princi e Mauro Dolce – stiamo mettendo in pratica quello che sin dal primo giorno del nostro insediamento il Presidente Occhiuto ci ha chiesto per la Calabria: attingere da tutte le opportunità di finanziamento garantendo una programmazione finalizzata a potenziare i servizi, a migliorare strutture ed infrastrutture. Così colmiamo i gap e diamo nuovi impulsi ai settori meno sviluppati». (rcz)

Cosenza è tra i pochi Comuni nel Mezzogiorno ad aver rispetto i termini per presentare progetti del Pnrr

Il Comune di Cosenza è tra i pochi Comuni, nel Mezzogiorno, ad aver presentato, nel rispetto dei termini previsti, i progetti del Pnrr. Si tratta, nello specifico, di 12 progetti di ammodernamento e ristrutturazione delle scuole cittadine.

«Un’attività non facile – è stato sottolineato – per la complessità delle “schede” ed in particolar modo per i tempi molto ristretti. Infatti -è notizia di queste ore- che tante altre amministrazioni, non riuscendo a presentare alcun intervento, hanno chiesto la riapertura dei termini”.

Si sono riunite, infatti,  le Commissioni consiliari Pubblica Istruzione e Lavori Pubblici, presiedute da Chiara Penna e Concetta De Paola.  Alla riunione ha partecipato l’assessore ai Lavori Pubblici, Damiano Covelli, esprimendo grande soddisfazione per l’obiettivo raggiunto e sottolineando come tale risultato sia frutto di collegialità, sinergia e partecipazione tra i consiglieri comunali, i dirigenti scolastici e l’assessorato».

«Le scuole cittadine – ha dichiarato l’assessore – rappresentano una delle priorità del sindaco Franz Caruso. Abbiamo, quindi, inteso puntare ad una programmazione organica per rendere più sicuro, funzionale, accogliente e green il nostro sistema scolastico. I dodici interventi previsti in altrettante scuole, già annunciati nei giorni scorsi, prevedono non solo la messa in sicurezza degli immobili, ma la realizzazione di nuove mense, nuove palestre, nuovi asili nido all’altezza dei bisogni formativi e di crescita sana dei nostri bambini».

Alla discussione hanno partecipato i consiglieri Bianca Rende, Francesco Alimena, Francesco Caruso e Francesco Turco, i quali hanno espresso parole di soddisfazione per quanto è stato fatto, per nulla scontato, e, proprio per questo, molto apprezzato. La riunione si è conclusa con l’auspicio, espresso da parte di tutti, che i progetti presentati, per circa 12 milioni di euro, possano trovare accoglienza, al fine di fare delle scuole cittadine un fiore all’occhiello e motivo di orgoglio per l’intera comunità. (rcs)

 

Istruzione, dalla Regione quasi 14 mln per le fasce scolastiche fragili

Sono quasi 14 milioni di euro la somma che la Regione Calabria ha destinati agli svantaggi ed ai disturbi specifici degli studenti calabresi grazie al progetto A scuola d’inclusione. Lo ha reso noto la vicepresidente Giusy Princi, spiegando che si tratta di «una grande boccata d’ossigeno per le scuole, ma soprattutto un aiuto per le fasce più deboli della comunità scolastica calabrese».

Sono 106 gli istituti scolastici coinvolti, a cui sono state corrisposte risorse per un massimo di 170mila euro ad istituto. Un percorso formativo a tutto tondo della durata di due anni, che prevede al suo interno tre diverse direttrici: attività didattiche laboratoriali; supporto psicologico; formazione docenti.

È un intervento a 360° sull’inclusione, che mira ad intervenire su tutte quelle situazioni varie di svantaggio che interessano la popolazione studentesca, comprendendo una categoria molto ampia: dalla disabilità, ai disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, discalculia), passando per le situazioni di svantaggio economico, sociale, culturale, linguistico.

«Sono degli interventi strategicamente importanti – ha spiegato la vicepresidente Giusi Princi –. Basti pensare che, dai dati in possesso della Regione, sono circa 23mila i ragazzi calabresi che accusano bisogni ben determinati legati ai disturbi sopraelencati. È dunque dalla necessità di dare stessi diritti e possibilità a tutti che nasce la volontà di investire nel settore istruzione con questo percorso. Oggi più che mai necessari, in quanto l’emergenza pandemica ha accentuato nei giovani le varie forme di svantaggio, specie di carattere psicologico».

Per velocizzare l’iter burocratico e per consentire alle scuole interessate di avviare in tempi rapidi i percorsi formativi, l’assessorato all’Istruzione della Regione Calabria ha già coinvolto i dirigenti scolastici dei 106 istituti beneficiari del bando in un webinar a cui hanno preso parte, oltre al Vicepresidente Princi, il direttore generale Francesca Gatto, il dirigente di settore Anna Perani e il direttore generale Antonella Iunti per l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.

«Un ringraziamento particolare va proprio a loro – aggiunge Giusi Princi – per l’intenso lavoro di riprogrammazione, fondamentale affinché le risorse non venissero restituite alla Comunità Europea, bensì usate al meglio per garantire opportunità agli studenti calabresi».

Durante l’incontro telematico è stata virtualmente sottoscritta la convenzione tra Regione e scuole; contestualmente sono state fornite tutte le indicazioni operative a cura dell’ufficio tecnico, che si è impegnato ad accompagnare le scuole durante le fasi attuative del progetto.

In sintonia con la linea tracciata dal Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, “A scuola di inclusione” si pone infatti come una sorta di progetto-pilota, nel solco degli obiettivi che il settore Istruzione intende raggiungere da qui ai prossimi anni, e che sarà ulteriormente approfondito nel corso dei prossimi tavoli tecnici dell’osservatorio scuola-inclusione. (rcz)