di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Domani sarà l’ultimo giorno utile per poter iscrivere i nostri ragazzi a scuola. Una scadenza importante per i bambini che dovranno frequentare la prima elementare, e i ragazzi che andranno in prima media e in primo superiore. Un viaggio che se per alcuni comincia, per altri prosegue.
Vaccini nelle scuole, al via la fase 2
Gli Open Vax School Day passano alla fase due: da domani, su impulso del presidente Occhiuto, tutti gli istituti calabresi saranno messi nelle condizioni di fare da temporaneo hub vaccinale, ciascun istituto per la propria popolazione scolastica, estendendo quindi le somministrazioni anche agli over 12, calendarizzando gli interventi, in accordo con tutte le componenti organizzative.
Si sceglieranno giorni, luoghi e fasce orarie prestabilite e per tempo comunicate per smaltire gradualmente ma a ritmo serrato tutte le richieste che perverranno dagli studenti e dalle loro famiglie.
E c’è di più. La Regione ha ben ponderato il da farsi, per evitare intoppi e sperpero di tempo e risorse, mettendo già in atto un sistema nel sistema: i ragazzi potranno registrare la loro richiesta in maniera autonoma e anonima tramite piattaforma telematica gestita direttamente dalla Regione, così che l’Ente possa avere numeri certi per potersi organizzare ed al contempo non avere ostacoli dovuti alla gestione dei dati sensibili.
«Con una fava due piccioni, direbbe qualcuno – ha dichiarato la vicepresidente Giusy Princi –. In realtà abbiamo messo su un sistema informatizzato per la gestione di questa attività che ci fa essere l’unica Regione d’Italia ad intervenire in maniera studiata e strutturata, il che ci consentirà di ottenere il massimo risultato con il giusto sforzo di risorse umane. Ci avverremo anche del supporto preziosissimo del personale medico infermieristico messo a disposizione dalle scuole e individuato tra i genitori degli studenti. Tutto ciò sempre per il bene superiore, quello della Comunità».
«La Calabria fa squadra – ha concluso la titolare della delega all’Istruzione – e con questo sistema su cui si avvia la fase-2 si dimostrerà anche squadra vincente!». (rcz)
Lotta al Covid, i tamponi sono gratuiti per gli studenti
I tamponi saranno gratuiti per gli studenti. Lo ha reso noto la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, entusiasta di questa «opportunità che pone ancora una volta la Scuola come solido punto di riferimento, nel solco già tracciato dalle vigorose politiche d’intervento in tema di vaccinazione e sensibilizzazione portate avanti con fermezza dal Presidente Roberto Occhiuto».
Questo avviene al fine di assolvere a quanto previsto dal DL n. 1 del 7 gennaio 2022 – Art. 5 – comma 1, ovvero l’esecuzione gratuita di test antigenici rapidi per la rilevazione del virus SarsCoV-2 nell’ambito dell’attività di tracciamento dei contagi da Covid-19 nella popolazione studentesca delle scuole secondarie di I e II grado.
In sostanza, è disponibile la funzionalità della ricetta dematerializzata che consente ai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta di effettuare la prescrizione per i tamponi in oggetto con il codice: 983790294 – esecuzione tampone rapido riconosciuto ue per covid-19 a studenti di scuole secondarie di I e II grado su prescrizione dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta (a carico Servizio sanitario nazionale).
«Alla robusta campagna di vaccinazione pediatrica che abbiamo avviato da giorno 7 in tutta la Calabria, si aggiunge adesso quest’ulteriore intervento atto a gestire meglio i tracciamenti e consentire un rientro nelle aule con maggiore serenità . Gli italiani, ma per quanto ci riguarda soprattutto i calabresi, hanno bisogno di risposte efficaci da parte delle Istituzioni. Ritengo che quest’azione oggi ufficializzata – ha dichiarato il Vicepresidente Princi – sia l’esempio di quanto forte e corposa intenda essere la risposta dello Stato a questa emergenza che ha colpito ormai ogni famiglia. La Regione Calabria c’è. E lo sta dimostrando con i fatti!».
Per tutti i dettagli tecnici, la Regione Calabria rimanda al portale web del Sistema TS in allegato, dove sono indicate le modalità operative. (rcz)
Vietina, D’Ettore, Mugnai (CI): Governo riconsideri norme e raccomandazioni su Scuola
I deputati di Coraggio Italia, Simona Vietina, Felice Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai, hanno depositato in Commissione Cultura una interrogazione per chiedere al ministro Patrizio Bianchi di riconsiderare le norme messe in campo per la Scuola.
«Le recenti disposizioni messe in campo – hanno spiegato i parlamentari – anche in base alle indicazioni del Ministro dell’Istruzione, prof. Bianchi, per gestire la pandemia sono, in alcuni casi, difficilmente applicabili e scaricano improprie responsabilità su dirigenti scolastici e amministratori locali, disattendendo, nei confronti di questi ultimi, il principio costituzionale di leale collaborazione».
A seguito di segnalazioni giunte da scuole e comuni anche calabresi e toscani, i deputati D’Ettore e Mugnai hanno ribadito che: «alcune norme contenute nel d.l. n. 1/2022 – in base anche alla Nota applicativa ministeriale, di recente emanata – sono da ritenersi difficilmente attuabili, in particolare nelle scuole dove la presenza delle mense non potrà consentire, per ovvi motivi di spazi e strutturali, il rispetto di distanze interpersonali molto rilevanti (almeno 2 metri, quando è accertato un caso di positività)».
«Inoltre – hanno aggiunto – le indicazioni prive di carattere prescrittivo e in via di raccomandazione, comporteranno un trasferimento di responsabilità a carico di coloro che organizzano le attività didattiche e le mense scolastiche, in una situazione già difficile per la ripresa dei contagi».
«In tali casi, infatti – hanno concluso – prevarrà la regola dell’applicazione più prudenziale da parte dei dirigenti scolastici e delle amministrazioni comunali, chiamati ad assumersi le responsabilità per l’applicazione di regole e raccomandazioni cautelari sempre più complesse, poco chiare e spesso discrezionali, con conseguenti possibili chiusure di mense e istituti scolastici». (rp)
Auddino (M5S): Procedere con altre vaccinazioni prima di tornare a Scuola
Il senatore del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Auddino, ha ribadito che «guadagnare almeno 15 giorni sulla pandemia ci darà la possibilità di far tornare i nostri bambini e gli insegnanti a scuola con maggiore sicurezza, con un maggior numero di vaccini e vaccinati».
«In queste condizioni – ha evidenziato il parlamentare – non si può tornare alla didattica in presenza il 10 gennaio. Il Ministro Bianchi farebbe bene a cambiare idea… È necessario tornare fra i banchi di scuola in piena sicurezza, perché in questa situazione è pericoloso!». (rp)
Scuola: a Reggio Dad fino al 15 gennaio, Gli altri sindaci stanno valutando se chiudere gli istituti
Comincia il sindaco ff di Reggio, Paolo Brunetti a chiudere gli istituti scolastici: intanto fino al 15 di gennaio. Altri sindaci della regione stanno valutando il da farsi. A tale proposito il presidente della Regione Roberto Occhiuto aveva sottolineato che «i presidenti di Regione non possono intervenire chiudendo le scuole, ma possono farlo i sindaci».
Il presidente, poi, evidenziando come la didattica a distanza in Calabria «è sempre e comunque un problema» a causa delle carenze digitali e infrastrutturali, ha spiegato «che aprire la scuola con qualche giorno di ritardo potrebbe essere utile per fare in modo che gli studenti possano stare in classe in modo da evitare in futuro altre chiusure».
«Per questo ho sostenuto anche la posizione di tutti i presidenti di Regione che hanno chiesto al Governo di differire di una decina di giorni l’apertura delle scuole per poter poi aprirle in sicurezza senza nuovi provvedimenti di stop» ha spiegato ancora il Governatore, ricordando che «il Governo ha scelto diversamente decidendo comunque di riaprire gli istituti alla data stabilita».
«Per quanto mi riguarda – ha proseguito – ho fatto l’unica cosa che potevo fare e cioè differire di un paio di giorni l’apertura e questo perché tutte le ordinanze che i presidenti dovessero fare e che avessero come oggetto la chiusura delle scuole, sarebbero facilmente impugnate dopo i decreti di aprile».
«Non mi sto opponendo alle richieste dei primi cittadini che sollecitano la mia opinione sull’apertura o chiusura delle scuole – ha concluso Occhiuto – ma questa non è più una competenza dei presidenti delle Regioni. Noi possiamo fare pressioni sul Governo, ma su questo tema le pressioni non hanno sortito alcun effetto».
Brunetti, a Reggio, ha firmato l’ordinanza che dispone la sospensione, “a tutela della salute pubblica”, delle attività didattiche in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado della città, sia pubbliche e private, con esclusione degli asili nido, con decorrenza dal 10 al 15 gennaio 2022.
Il provvedimento si è reso necessario alla luce del forte incremento dei contagi che si sta registrando in città e che sta determinando una pressione crescente sulle strutture ospedaliere. Un dato, quest’ultimo, che è emerso in maniera chiara anche dalla nota del Direttore Sanitario del Gom la quale informa che “l’attuale andamento del numero dei contagi legato al covid 19 è in crescita e che la pressione sull’ospedale può diventare insostenibile”.
In questo contesto l’inquilino di Palazzo San Giorgio sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione attraverso una continua attività di interlocuzione e confronto con la Prefettura, la Regione Calabria, la direzione sanitaria del Gom, le autorità sanitarie e gli esperti della task force comunale sulla Sanità che in serata si è riunita per fare il punto della situazione alla presenza, fra gli altri, degli assessori comunali Demetrio Delfino e Lucia Nucera e del consigliere Giuseppe Giordano.
«Abbiamo assunto questa decisione, che è stata pienamente condivisa dai componenti della task force – spiega il Sindaco f.f. Brunetti – consapevoli del momento che stiamo vivendo in conseguenza della nuova ondata di contagi causata dalla variante Omicron del Covid 19. È necessario in questa fase attuare un attento monitoraggio della situazione e nel contempo favorire la campagna vaccinale, con particolare attenzione alle fasce d’età comprendenti bambini e ragazzi. Naturalmente, – conclude il Sindaco f.f. – tale misura potrà essere eventualmente prorogata nei prossimi giorni, in ragione delle ulteriori esigenze che verranno imposte dalla diffusione dei contagi, contemplando la possibilità di un nuovo allungamento del periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza». (rcz)
Scuola, in Calabria il rientro slitta al 10 gennaio
Con l’ordinanza del presidente Roberto Occhiuto, gli studenti calabresi rientreranno in classe il 10 gennaio. Un provvedimento, quello del Governatore, reso necessario per via del recente aumento di contagi da Covid-19 in tutta la regione. (rcz)
Scuola, Biondo (Uil Calabria): Più che di dad pensare a come diffondere il tempo pieno al Sud
Il segretario generale della Uil Calabria, Santo Biondo, ha espresso parere negativo riguardo al ricorso della didattica a distanza nelle scuole, evidenziando come, invece, si dovrebbe discutere di «come diffondere il tempo pieno al Sud, sopratutto nelle nostre aree interne».
«Occorre limitare al massimo il ricorso alla Didattica a distanza, ipotizzandola solo nei casi di estrema ratio» ha evidenziato Biondo, aggiungendo che «per garantire le lezioni in sicurezza c’è un solo modo: vaccinare, organizzando le postazioni per la somministrazione del siero, presso gli istituti scolastici».
«Così come – ha detto ancora – appare non più rinviabile la dotazione al personale docente, a quello amministrativo e agli studenti delle mascherine Ffp2: quelle rese obbligatorie dalle ultime disposizioni governative per frenare il contagio da Covid-19. I nostri ragazzi hanno già pagato abbastanza le conseguenze della pandemia, sia sul piano della socialità che su quello dell’apprendimento». (rcz)
La vicepresidente Princi incontra i presidenti delle Province calabresi per il dimensionamento scolastico
La vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi, ha incontrato le Amministrazioni Provinciali calabresi e la Città Metropolitana di Reggio Calabria per discutere del Piano della rete scolastica e alla programmazione dell’offerta formativa della Regione per l’A.S. 2022/2023.
Al meeting presso la Cittadella regionale hanno partecipato i presidenti delle Province, Sergio Abramo, Catanzaro, Francesco Antonio Iacucci, Cosenza, Salvatore Solano, Vibo Valentia, il Consigliere della Città metropolitana di Reggio Calabria, Salvatore Fuda, la dirigente generale del dipartimento Istruzione, Formazione e Pari opportunità, Maria Francesca Gatto, la dirigente del settore Istruzione, Anna Perani.
Con la riunione di oggi, la vicepresidenza ha inteso avviare le procedure atte ad individuare modalità e strategie di dimensionamento scolastico più efficaci rispetto alla situazione regionale calabrese e soprattutto alla luce delle deroghe che sono intervenute per l’anno scolastico 2021/2022 (che stanno per essere riconfermate nella prossima manovra finanziaria), relative all’attribuzione alle scuole di dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali e amministrativi.
Questa normativa, in deroga a quella generale, consente in queste annualità la riduzione dei parametri numerici per l’assegnazione dei dirigenti e Dsga, da minimo 600 alunni a 500, e da minimo 400 alunni a 300 per i comuni montani e/o con specificità linguistiche ovvero isole. Tale stato di precarietà e di incertezza normativa, a cui si aggiungono i tempi ristretti per la conclusione del procedimento ed il perdurare dell’emergenza epidemiologica, hanno portato i componenti del tavolo a condividere all’unanimità la sospensione del dimensionamento con riferimento alle operazioni sulle autonomie scolastiche per l’annualità 2022/2023.
Dopo una disamina dei criteri previsti dalle linee guida regionali per la programmazione dell’offerta normativa, il tavolo ha condiviso l’opportunità di procedere alla soppressione degli indirizzi inattivi negli ultimi 3 anni sulla base dei dati forniti dall’Usr ed all’autorizzazione di nuovi indirizzi, purché coerenti e rispettosi dei predetti criteri.
Considerati gli imminenti rinnovi dei Consigli provinciali e metropolitani, si è stabilito che il 10 gennaio 2022 sarà il termine ultimo per la trasmissione della delibera di approvazione dei piani provinciali. Rispetto al dimensionamento, di particolare ausilio saranno i dati rilevati dall’Osservatorio regionale per le politiche scolastiche e il diritto allo studio, che consentiranno di affrontare in maniera puntuale situazioni assai diversificate che si presentano sul territorio regionale. Osservatorio che verrà presentato a breve e che vedrà la Calabria tra le poche regioni all’avanguardia a dotarsi di uno strumento strategico per la pianificazione regionale.
«Insieme al presidente Roberto Occhiuto – ha spiegato Giusi Princi – daremo presto nuovi impulsi alla programmazione scolastica attraverso l’emanazione di nuove Linee guida (‘Indirizzi regionali per la programmazione e la definizione del dimensionamento della rete scolastica e per la programmazione dell’offerta formativa’) che presto saranno sottoposte all’approvazione di tutta la Giunta regionale, ponendo così le basi per un dimensionamento e un’organizzazione dell’offerta formativa più aderente alla realtà territoriale calabrese».
«L’Osservatorio regionale sulle politiche scolastiche e sul diritto allo studio – ha proseguito – prevedrà anche un coinvolgimento attivo degli Enti Locali, dell’Ufficio scolastico regionale e dei vari portatori d’interesse delle tematiche trattate, così come fortemente voluto dal Governatore».
«Roberto Occhiuto – ha concluso – ci ha chiesto di fare squadra con il Territorio, come è giusto che sia per un’Istituzione come la Nostra. E giornate positive come quella di oggi non fanno che accrescere questo spirito unitario di cui abbiamo ardentemente bisogno!». (rcz)
CALABRIA, S’INVESTE POCO SULLA SCUOLA
TROPPI GLI ISTITUTI ‘VETUSTI’: SONO IL 10%
dalla REDAZIONE ROMANA – La Calabria è indietro anche sulla ‘salute’ degli edifici scolastici: il 10,40% sono ‘vetusti’ e il 3,80% a vincolo idrogeologico. È quanto è emerso dal report di Openpolis sulla Condizione dell’edilizia scolastica e la sfida del Pnrr, che ha fotografato la situazione degli istituti che si sono adeguati dal 2018 in poi alla normativa antisismica e di quelli che, invece, sono ‘vetusti’ o che andrebbero totalmente riqualificati o sostituiti.
Un dato non indifferente, se si considera che «sono oltre 40mila – si legge nel report – gli edifici scolastici statali presenti in Italia. Di questi, 7.161 sono classificabili come vetusti (17,8%), 1.983 si trovano in una zona soggetta a vincoli idrogeologici (4,9%) e 5.117 (12,7%) sono stati progettati o adeguati alla normativa antisismica (quota che sale a 1 su 4 circa nei comuni più a rischio)».
In provincia di Catanzaro la maggior parte delle scuole ha sede nella città capoluogo, che sul territorio comunale ne conta in tutto 59 e a Lamezia Terme dove risiedono 56 istituti, in entrambi i centri si individuano degli edifici che, per essere conformi alle nuove norme antisismiche dovrebbero essere ricostruiti, 10 edifici vetusti si trovano a Catanzaro e 6 a Lamezia.
A Curinga, invece, la situazione è più critica: su 10 scuole, almeno 7 andrebbero ristrutturate in toto. Sempre nella Provincia di Catanzaro, a Sellia 6 edifici su 11 sono vetusti, mentre a Soveria Mannelli sono 4 le scuole, su 7, a essere vetuste.
Nella Provincia di Cosenza, e in particolare nel capoluogo di Provincia, 10 scuole su 59 dovrebbero essere ristrutturate; a Rende e a Rogliano, la situazione è, invece rosea: a Rende, dove ci sono 34 edifici, nessuno è stato indicato come vetusto, e due sono stati adeguati alle norme sismiche, e a Rogliano, i 9 istituti non sono stati indicati come vetusti e uno è stato ammodernato.
Nei piccoli centri, invece, si registra tutt’altra situazione: a Morano e a Fagnano Castello, su 4 scuole, 3 sono da ristrutturare. Stesso discorso per Praia a Mare: dei 10 edifici, 4 sono stati definiti vetusti, mentre a Rose dei 6 istituti, 3 sono in area soggetta a vincolo idrogeologico, ma 4 sono stati adeguati alle normative.
Crotone, che possiede 57 edifici scolastici, 5 sono stati indicati come vetusti solo 13 sono stati adeguati. Buona performance anche per Cirò Marina, che ha adeguato 7 edifici scolastici su 19.
A Reggio Calabria, dove c’è il numero più alto di edifici scolastici, ci sono 107 istituti, e di questi 5 sono vetusti e solo 3 sono stati adeguati. A Cittanova, 4 edifici su 8 sono stati ammodernati, mentre a Melito sono 7 le scuole da rifare in toto su 12 e altri 5 istituti a Locri su un totale di 15 scuole presenti. Ottimo, invece, per Motta San Giovanni che ha tutti gli edifici scolastici ammodernati (7), ma 4 di questi sono a vincolo idrogeologico.
Un quadro, quello calabrese, che fa capire quanto sia urgente intervenire sull’edilizia scolastica, in modo da garantire, così, non solo sicurezza agli studenti, ma anche il diritto allo studio.
Nei prossimi anni, infatti, gli edifici scolastici statali «saranno destinatari di risorse importanti. Finalizzate a ridurne l’età media e a renderli ambienti di apprendimento più sicuri ed efficienti. E, soprattutto, intervenendo sui divari che oggi caratterizzano la condizione dell’edilizia scolastica nel nostro paese».
Nel Pnrr 2021, infatti, viene evidenziato come «i progetti relativi ad asili e scuole per l’infanzia, lotta all’abbandono scolastico, edilizia scolastica e contrasto alla povertà educativa hanno un forte impatto al Sud, favorendo un percorso che – in complementarità con la spesa pubblica ordinaria – dovrà portare al rispetto costituzionale dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire a tutti i cittadini dovunque risiedano».
«Il potenziamento del patrimonio edilizio delle scuole incrocia una serie di misure all’interno del Pnrr. In primo luogo, va segnalato l’investimento 1.1, contenente il piano da 800 milioni per la sostituzione di edifici scolastici e di riqualificazione energetica. Un intervento che mira a “sostituire progressivamente il patrimonio scolastico obsoleto”. Con l’obiettivo di aumentare la sicurezza dal punto di vista sismico, ridurre i consumi energetici e migliorare gli ambienti scolastici» scrive Openpolis.
«Più ampia – prosegue l’Ente – la portata del piano per la messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica (investimento 3.3). Questo si avvale di uno stanziamento da 3,9 miliardi complessivi tra 2021 e 2026, la cui allocazione avrà come obiettivo prioritario le aree svantaggiate del paese. Risorse destinate al miglioramento della classe energetica degli edifici scolastici (per ridurre i consumi e le emissioni di anidride carbonica), nonché all’aumento della sicurezza strutturale delle scuole». (rrm)







