Magorno (IV) interroga il ministro Speranza sull’Azienda Ospedaliera di Cosenza

Il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno,  ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Roberto Speranza, sul caso dei fondi non spesi dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza al fine di soddisfare le esigenze assunzionali di personale medico e sanitario di detta struttura, rese ancora più urgenti per effetto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Nell’interrogazione, il senatore ha chiesto di «sapere se il ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e se intenda verificare, attivando i propri poteri di controllo e nel rispetto delle competenze regionali, la correttezza e l’adeguatezza delle decisioni assunte dalla Azienda Ospedaliera di Cosenza per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e garantire il diritto alla salute dei cittadini». (rp)

Auddino (M5S): Potenziare le Usca con numeri adeguati di Dpi, strumenti informatici e autovetture

Il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, ha ribadito la «necessità impellente di potenziare il sistema sanitario calabrese in questo momento difficile».

«Per gestire l’emergenza sanitaria in atto  – ha aggiunto – è fondamentale adeguare i servizi territoriali agli standard che abbiamo stabilito nei decreti varati in questi mesi, non solo per le terapie intensive negli ospedali ma anche per le cure domiciliari. In particolare, con il decreto legge n. 14/ 2020, abbiamo previsto che le regioni istituissero una unità speciale attiva sette giorni su sette ogni 50.000 abitanti, per il tracciamento e la gestione domiciliare dei pazienti Covid-19. Ad oggi, in Calabria, il servizio prestato dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) è sovraccarico di lavoro, con varie criticità che non consentono di rendere sempre la prestazione per la quale è nato. Per uscire dalla zona rossa occorre al più presto non solo incrementare i posti di terapia intensiva, ma anche attivare e potenziare le sedi Usca previste».

«Servono altri operatori – ha proseguito il senatore – ed una linea telefonica specifica per poter gestire l’emergenza e per le comunicazioni dirette tra enti.  È evidente che i 100 tamponi della dotazione giornaliera per la fascia ionica della provincia di Reggio Calabria sono troppo pochi, così come una sola vettura non è sufficiente ad effettuare tutte le cure domiciliari in un’area che addirittura va da Monasterace a Palizzi. In Calabria il piano delle Usca è previsto già da luglio, come riportato nell’allegato A del Dca 103 inerente al “Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete di assistenza territoriale”: Asp Catanzaro 8, Asp Cosenza 11, Asp Crotone 3, Asp Vibo Valentia 3, Asp Reggio Calabria 12. Le Usca si sono rivelate uno strumento prezioso per il tracciamento e l’assistenza dei malati Covid-19 permettendo di alleggerire la pressione sugli ospedali».

«Occorre potenziare le Usca – ha sottolineato Auddino – fino al raggiungimento degli standard stabiliti ma anche ridistribuire i territori di competenza, in modo da rendere più equa la distribuzione territorio/abitanti tra le varie sedi Usca. É necessario, inoltre, fornire a ogni sede Usca gli adeguati dispositivi di protezione individuale e gli adeguati supporti informatici per svolgere la necessaria attività lavorativa».

«Credo – ha concluso il senatore – nell’importanza dell’assistenza sanitaria domiciliare per allentare la pressione sugli ospedali, per cui vigilerò sul corretto funzionamento di questo importante strumento». (rp)

Granato (M5S): Approvato emendamento per rinnovo organi Enti pubblici di ricerca

Soddisfazione è stata espressa dalla senatrice del Movimento 5 StelleBianca Laura Granato, per l’approvazione dell’emendamento – a sua prima firma – per il rinnovo degli organi Enti pubblici ricerca nel corso dell’iter di conversione in legge al Senato del decreto-legge sulla proroga della dichiarazione dello stato di emergenza per il Covid-19.

«Grazie all’approvazione – ha dichiarato la Granato – dell’emendamento a mia prima firma al decreto sulla proroga dello stato di emergenza gli enti pubblici di ricerca vigilati dal ministero dell’Università dovranno procedere al rinnovo degli organi statutari scaduti nel corso della pandemia entro e non oltre il 31 gennaio prossimo: non era possibile che il rinnovo delle cariche fosse legato allo stato di emergenza, che va avanti da gennaio 2020 e rispetto al quale non c’è ancora un termine finale certo».

«  Con il decreto-legge Cura Italia, infatti – ha aggiunto – era stato stabilito che, se scaduti, i mandati in corso fossero prorogati fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei Ministri il 7 gennaio 2020. Da quel momento sono occorse due ulteriori proroghe: dal 31 luglio 2020 al 15 ottobre 2020 e, poi, dal 15 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, per cui era assolutamente necessario inserire un termine finale entro cui procedere, a prescindere da tutto, ai rinnovi degli organi di governo». (rp)

Le lacrime di Marco Siclari: la Calabria fallisce per colpa del Governo

Non ha saputo trattenere la commozione e le lacrime, il sen. Marco Siclari durante il suo intervento in Senato sulla situazione del Covid in Calabria. «A nulla sono servite – ha detto Siclari – le reiterate denunce che ho fatto da due anni a questa parte per attirare l’attenzione del governo sul disastro in cui si dibatte la snaità calabrese. A nulla è valsa la denuncia più volte ripetuta sul fallimento di 12 ani di commissariamento della sanità. 12 anni vergognosamente perduti.

«In 12 anni di inefficienze il sistema commissariale della sanità calabrese ha creato danni alla salute dei cittadini, oggi hanno determinato l’inserimento della Calabria nella fascia rossa ai fini delle restrizioni covid, mortificando le aziende e le famiglie. Lo Stato, direttamente responsabile della gestione commissariale, ha causato non solo un danno diretto a tutti gli ammalati calabresi, alcuni morti o rimasti invalidi per la scarsa o inesistente assistenza sanitaria, ma ha prodotto danni economici enormi non solo alla Regione Calabria costretta a pagare in costi, centinaia di milioni all’anno, dell’emigrazione sanitaria dei calabresi costretti a curarsi in altre regioni, ma anche alle famiglie calabresi obbligate a sopportare i costi, pari a svariate centinaia di milioni di euro, dell’accompagnamento e dell’assistenza ai malati fuori sede, oltre a subire i danni all’attività lavorativa, alle attività economiche e produttive, alla vita sociale e si relazione che la diaspora sanitaria impone e determina.

«Finalmente, con colpevolissimo ritardo, nel decreto legge Covid, oggi in sede di conversione al Senato, ritroviamo le proposte di Forza Italia avanzata da oltre otto mesi. Fin dai primi annunci della possibilità che l’allora epidemia, poi classificata pandemia, abbiamo proposto l’obbligatorietà dell’uso della mascherina anche all’aperto, l’utilizzo dei tamponi veloci, l’acquisto delle prestazioni sanitarie dalle strutture privata fuori budget, un piano straordinario di assunzioni del personale sanitario, medici e paramedici, carente nel sistema sanitario regionale calabrese, un piano straordinario di acquisizione di immobili da adibire ad ospedali covid e non covid, edificando nuove strutture ospedaliere modulari come quello di Milano e Napoli oppure ristrutturando e riconvertendo strutture sanitarie pubbliche e private dismesse o in disuso, accesso ai fondi del MES per migliorare l’assistenza sanitarie elevando i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria e tante altre. Meglio tardi che mai, rimane il rammarico per il tempo perso, per le vittime della pandemia che potevano essere salvate ed invece sono morte di covid per la mancanza di programmazione degli interventi e la cieca volontà del Governo e della maggioranza che lo sostiene di non accettare la collaborazione dell’opposizione nella gestione dell’emergenza».
Il senatore Siclari ha inoltre annunciato la mobilitazione di tutti i primi cittadini calabresi: «Il prossimo 19 novembre, davanti a Palazzo Chigi manifesteranno contro il commissariamento della sanità calabrese e per dotare la Calabria di un’assistenza sanitaria adeguata e dignitosa, i sindaci della regione, ultima in Italia per livello dei LEA, decretata “zona rossa” proprio per la grave carenza degli indicatori di efficienza e funzionalità del SSR. Alla manifestazione parteciperò anch’io come calabrese, come medico e come esponente di Forza Italia assieme ai colleghi parlamentari di tutto il centrodestra che hanno accolto il mio invito a fare fronte comune per il diritto alla salute di ciascun calabrese. Attendo in piazza anche i parlamentari del centrosinistra e del movimento cinquestelle che so condividere la battaglia, ma che finora stanno privilegiando l’appartenenza politica e partitica, non esponendosi contro le scelte governative. Invito il Governo a dare risposte serie, impegnative e risolutive alla protesta che è il grido di dolore di tutto il popolo calabrese offeso nella dignità di cittadinanza, leso per la mancanza ed inefficienza dell’assistenza sanitaria erogata e tradito nelle fiducia malriposta nelle forze che sostengono l’azione governativa che insiste nell’imporre il commissariamento solo come misure di rientro dal debito e non come procedura per migliorare l’erogazione delle prestazioni sanitarie ai cittadini italiani residenti in Calabria». (rp)

Magorno (IV): Le risorse del Governo non bastano, intervenga la Regione

Il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, ha ribadito che «le risorse messe in campo dal governo non sono sufficienti» e che «anche la Regione deve fare la sua parte».

«Ci sono fondi non utilizzati – ha spiegato il senatore – che possono essere spesi per aiutare i cittadini più bisognosi e per aumentare le pensioni minime a 1000 euro. Facciamolo!».

Magorno, nel corso di una diretta su Facebook, ha parlato anche di sanità chiedendo interventi rapidi su tamponi e, soprattutto, sui «medici che devono assistere le persone positive e in quarantena».

Sempre parlando di sanità, il senatore di Italia Viva ha chiesto che «i tamponi antigenici siano gestiti dai sindaci che combattono da mesi a mani nude e sono in grado di gestire, con il necessario ausilio di personale, anche questa situazione».

«La Calabria ha bisogno dei sindaci – ha concluso – il futuro della nostra regione passa dalla valorizzazione del ruolo dei primi cittadini, per questo mi auguro che il prossimo presidente sia un sindaco della Calabria». (rp)

 

Auddino (M5S): Anche il Laboratorio di Polistena può processare i tamponi molecolari

Anche il Laboratorio di analisi dell’Ospedale di Polistena è stato autorizzato a processare i tamponi molecolari. Lo ha reso noto il senatore del Movimento 5 StelleGiuseppe Auddino, che lo ha definito un «grande risultato, che giunge a questo buon esito dopo un impegno costante di mesi! I due laboratori cittadini di Reggio Calabria non possono continuare a soddisfare la continua richiesta di tamponi dell’intera provincia reggina, ecco perché mi sono battuto per far processare i tamponi molecolari anche a Polistena e a Locri».

«Grazie al costante lavoro di squadra – ha aggiunto – che ha, ancora una volta, coinvolto anche tanti medici e biologi che in questi mesi hanno saputo collaborare fattivamente con il sottoscritto, in pochi giorni ho fatto avviare anche la procedura su Polistena, come promesso. L’Asp sta già procedendo all’acquisizione della strumentazione occorrente».

«Grazie alla predisposizione dei due nuovi punti di Locri e di Polistena dove processare i tamponi – ha proseguito il senatore – si eviterà il trasporto dei campioni dell’intero comprensorio a Reggio Calabria, nei laboratori di Patologia Clinica dell’Asp di via Willermin e del Grande Ospedale Metropolitano, con un’evidente riduzione dei tempi di attesa per i risultati, tempi che hanno indubbiamente un’incidenza negativa nel contenimento del contagio quando sono troppo lunghi. Sappiamo che per avere un quadro chiaro della situazione epidemiologica nei nostri territori e interrompere le catene di contagio, è necessario aumentare il numero dei tamponi molecolari processati, metodo più attendibile per l’identificazione dei casi positivi secondo il Cts, dato l’elevato grado di affidabilità di questi test».

«Tuttavia – ha detto ancora Auddino – per gestire l’emergenza occorre ottimizzare i tempi per isolare immediatamente i casi positivi ed evitare che circolino liberamente gli asintomatici, ma anche per poter fare una ricognizione rapida delle persone che sono entrate in contatto con il virus. A tal proposito, è palese il limite operativo dei due laboratori reggini attualmente accreditati, che fanno da mesi un lavoro enorme, con grande spirito di servizio ma con l’evidente difficoltà di evadere in tempi brevi le richieste dell’intero territorio provinciale, in costante aumento».

«Alla luce della necessità – ha concluso – di garantire i risultati dei test in tempi rapidi e compatibili con le esigenze di salute pubblica, mi sono impegnato per fare attrezzare altri due laboratori in grado di processare i tamponi nel territorio reggino. Questo è un modo concreto per uscire velocemente dalla zona rossa! Io vado avanti: la sanità calabrese dovrà adottare tutte le misure utili a fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto ed a contenere quanto più possibile i rischi di contagio. Io sto facendo la mia parte e tanti con me per pianificare le azioni necessarie oggi affinché l’emergenza non ci colga impreparati domani. Ancora una volta faccio parlare i fatti.». (rp)

Magorno (IV): Rispondere alle necessità dei calabresi

Per il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, «è arrivato il momento di dire basta a questa insensata guerra mediatica tra lobby contrapposte e di chiedere con forza una svolta per ottenere ciò che davvero serve ai cittadini calabresi».

«L’unico dovere, in questo momento — ha aggiunto – è chiedere e realizzare una serie di interventi urgenti per le necessità reali dei calabresi. Bisogna andare nel concreto dell’emergenza aumentando il numero dei tamponi, rafforzando la presenza di personale nei presidi sanitari, chiarendo chi deve fare i tamponi antigenici e come questi devono essere eseguiti».

«A Roma si parla una lingua, in Calabria un’altra – ha concluso Magorno –. Quello che non si può accettare è che a pagare siano i cittadini che, invece, hanno diritto a un rafforzamento della sanità, per sconfiggere il Covid e per il futuro». (rp)

Vono (IV): Se c’è commissariamento, sia affidato a un calabrese

La senatrice di Italia VivaSilvia Vono, è ferma nella sua posizione: «se commissariamento deve essere, che il ruolo sia affidato ad un calabrese competente e qualificato, come tanti ce ne sono in Calabria, in Italia e nel mondo, per ristabilire gli equilibri dei servizi essenziali per i cittadini».

La Vono, infatti, è intervenuta a seguito del Caso Cotticelli, ribadendo che, «ancora una volta, si grida alla cacciata del commissario attuale – come fu fatto con Massimo Scura -senza che nessuno richieda mai le responsabilità: è dalla stesura del primo Decreto Calabria (che non ho condiviso) che lotto per questo».

«Non mi sorprendono – ha aggiunto – le dichiarazioni del commissario alla sanità calabrese Saverio Cotticelli che dimostrano nei fatti un fallimento di questo sistema che, a parte rare eccezioni, è sempre stato determinato dalla “moda politica del momento”, senza valutare competenze e capacità di gestione e organizzazione in materia sanitaria necessarie a svolgere adeguatamente il ruolo assegnato. Anche il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri indica la nomina semplicemente di un “commissario ad acta” senza definire qualifiche, competenze, responsabilità e adeguatezza del ruolo».

«Da sempre – ha proseguito la senatrice di Italia Viva – ho criticato le scelte e lavorato per far valere le potenzialità della sanità/salute calabrese mediando personalmente un sistema di comunicazioni tra commissariamento e Regione per ottenere risultati tangibili».

«È ora – ha concluso – che i calabresi decidano con forza le sorti della sanità territoriale quale diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. Continuerò a discutere con il Governo perché non venga mai abbassata la guardia nei confronti della Calabria»(rp)

Mangialavori (FI): Fallimento conclamato, ora basta commissari

Il senatore di Forza ItaliaGiuseppe Mangialavori, ha sottolineato come «il fallimento commissariale in Calabria è ormai conclamato».

«Ne ha preso ufficialmente atto, buon ultimo – ha aggiunto – anche il premier Giuseppe Conte. Che ora non potrà perseverare nell’errore, altrimenti ci troveremmo di fronte a un piano politico veramente diabolico ai danni di una regione che vuole, finalmente, guardare al futuro con fiducia. È arrivato il momento di mettere fine al commissariamento».

«Quanto sta succedendo in queste ore – ha proseguito il parlamentare – rende evidente la crisi del sistema sanitario calabrese, piegato da 10 anni di commissariamento e da un Piano di rientro lacrime e sangue. I fatti dimostrano che la regione è oggi in zona rossa proprio a causa del depauperamento del settore operato dal regime speciale imposto da Roma. È quindi inaccettabile la riproposizione di un Decreto Calabria rivisto e peggiorato».

«Il Governo – ha concluso Mangialavori – deve dunque fermarsi e non procedere con un commissariamento bis. La Calabria ha già pagato abbondantemente per gli errori commessi dal potere centrale». (rp)

Magorno (IV): Cotticelli ha il dovere di dimettersi subito

Per il senatore di Italia Viva e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, «l’intervista del Commissario ad acta Saverio Cotticelli ha dell’incredibile. Non ci sono parole per definire una situazione che ha come vittime innocenti i cittadini calabresi costretti a vivere la sofferenza della zona rossa».

Per questo, il senatore ha ribadito il dovere, da parte di Cotticelli, di «dimettersi immediatamente senza aspettare di essere rimosso dal Governo che deve, invece, nominare, senza perdere tempo, un nuovo Commissario in grado di realizzare quell’accelerata necessaria per affrontare al meglio questa seconda ondata di contagi Covid». (rp)