Siclari (FI): Accolta la richiesta di ascoltare il prof. De Donno

È stata accolta la richiesta, del senatore di Forza Italia Marco Siclari, di ascoltare in Commissione Salute in Senato il prof. Giuseppe De Donno.

«Sono felice – ha dichiarato il senatore forzista – che la Commissione abbia accolto la richiesta fatta dal sottoscritto e dai colleghi per audirlo sul tema della terapia con il plasma dei guariti dal Covid-19. È un passo fondamentale per arrivare all’utilizzo terapeutico autorizzato della plasmoterapia».

«In attesa – ha concluso il senatore azzurro – che esca il vaccino e i farmaci innovativi risolutivi che guariscono dal Coronavirus, possiamo utilizzare il plasma dei guariti per  salvare diverse vite umane attaccate ad un respiratore» (rp)

Siclari (FI): Istituire Banca del Plasma

«Allo stato non abbiamo una cura contro il covid-19, per la scoperta e la distribuzione del vaccino passeranno molti mesi e quindi oggi, nell’immediato, l’unico approccio terapeutico, non ancora autorizzato dal Ministero, che sta dando ottimi risultati è il trattamento a base di plasma».
A lanciare l’appello è il senatore forzista Marco Siclari che ha evidenziato come «occorre necessariamente dare una possibilità concreta di guarigione a chi si trova in terapia intensiva, per questo è necessario istituire, velocemente, la banca nazionale del plasma anche valutando un accordo con Avis. Dobbiamo sostenere la terapia con il plasma che contiene gli anticorpi per il Covid, e che si ricava da una semplice donazione di sangue da parte di coloro che sono guariti dalla malattia. Sono in contatto con il prof.  Giuseppe De Donno, del SMA Carlo di Pavia, che sta portando avanti la terapia e lo ringrazio per la sua determinazione. I primi risultati sono totalmente incoraggianti. Negli USA il plasma contenente anticorpi viene utilizzato anche come profilassi, in alcuni casi, per gli operatori sanitari. Chiaramente la soluzione finale sarà il vaccino», ha proseguito il Senatore azzurro.

«Mi auguro – ha concluso Siclari – che tutte le regioni inizino la sperimentazione della plasma terapia da guariti Covid19 e che il governo realizzi la banca nazionale del plasma. Sono sempre in contatto con il Professor De Donno, Ospedale San Carlo di Mantova, che ringrazio per il coraggio e che continuo a sostenere fino a quando il Ministero non darà l’autorizzazione. Quando arriverà il vaccino risolveremo il problema del contagio. Ma a chi si trova attaccato ad un respiratore, non possiamo chiedere di resistere mesi in attesa che arrivi il “farmaco per la cura”, dobbiamo somministrare la plasma terapia, per salvargli la vita prima che sia troppo tardi». (rp)

Magorno (IV): I sindaci e il Sud non possono essere lasciati soli

Il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, intervenendo in aula nel corso della discussione generale sul Def, ha ribadito la necessità di non lasciare soli i sindaci e il Sud, «eroi costretti, spesso, a lottare da soli, a mani nude fuori trincea contro un nemico invisibile che semina morte e contro uno Stato che più che lontano è sembrato essere nemico».

«Lo scostamento di 55 miliardi – ha proseguito il senatore Magorno – rappresenta un passaggio importante per affrontare la crisi legata all’emergenza Covid-19. E, se da un lato le misure volte a non lasciare indietro nessuno rappresentano solo un primo passo, dall’altro non posso non rimarcare la necessità di porre attenzione sulla situazione dei comuni in particolare degli enti più piccoli. I sindaci, in queste settimane, hanno svolto un grande lavoro, sono stati il punto di riferimento accogliendo e cercando di dare una risposta concreta alle necessità più disparate di ogni singolo cittadino».
«Ma servono maggiori risorse – ha proseguito il senatore Magorno – e, per questo, non si può non sostenere l’appello dell’Anci che chiede 5 miliardi da destinare ai comuni.
Il fondo da 3,5 miliardi pensato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non è sufficiente per garantire il corretto funzionamento dei comuni che rischiano, concretamente, il default ovvero il fallimento di un intero sistema volto ad assicurare i servizi essenziali ai cittadini: penso ai trasporti, ai servizi sociali e alla raccolta dei rifiuti. Insomma tutto l’insieme dei servizi necessari per affrontare la quotidianità. Il minimo».
«In questi giorni le casse comunali, sostanzialmente – ha proseguito il senatore Magorno – non hanno registrato entrate e, quindi, non si può perdere tempo e non si può donare ai sindaci meno di quanto richiedono. Un altro punto riguarda la possibilità di controllare capillarmente il territorio e per questo serve una presenza maggiore di forze dell’ordine, l’ultimo Dpcm dà ai sindaci l’onere dei controlli sul territorio ma non si sa con chi. In queste settimane le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro straordinario, ma, soprattutto al Sud c’è bisogno di assumere vigili urbani per rafforzare gli organici che, in alcuni comuni, non vedono neanche un solo agente di polizia municipale e non sono pochi i casi in cui i sindaci stessi si sono improvvisati vigili per effettuare i controlli e colmare un grave vuoto. Come, purtroppo, si è palesato un vuoto grave relativo alle linee guida per affrontare la fase 2».
«L’ultimo Dpcm – ha proseguito il senatore Magorno – scarica tutto sui sindaci senza però dar loro le norme da adottare. Matteo Renzi, in tempi non sospetti, è stato il primo a focalizzare l’attenzione sulla ripartenza, bisognava ascoltarlo. Ora tutti si concentrano su questo punto e per settori come il turismo rischia di essere troppo tardi. Servono subito regole chiare per far aprire le attività turistiche che sono vitali per intere zone del nostro Paese».
«Sempre a proposito di turismo – ha proseguito il senatore Magorno – non posso non porre all’attenzione la questione relativa al fondo di solidarietà comunale. Istituito  con l’articolo 1, comma 380, lettera b della legge 24 dicembre 2012 n. 228, che è alimentato con una quota dell’imposta municipale propria (IMU) di spettanza dei Comuni. Gli enti, soprattutto quelli costieri pertanto avevano alimentato servizi prendendo a base i citati introiti ( rifiuti, idrico in primis). Dall’entrata in vigore del citato balzello, i comuni devono rendere i servizi nei confronti di una popolazione estiva ABNORME senza incassare le somme di ” prima”».
«Gli appelli lanciati a più riprese da tanti primi cittadini – ha proseguito il senatore Magorno – non possono cadere nel vuoto. In particolare, consideriamo necessari i seguenti provvedimenti da parte dello Stato: la riduzione del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità dal 95% attuale al 50%; il ristoro totale a fondo perduto delle perdite secche derivanti dal mancato incasso dei tributi comunali (tari, sevizio idrico, ecc) e dei tributi minori (tosap, cosap, ecc) per tutto il 2020; l’aumento dell’anticipazione di tesoreria a 7/12 e riconoscimento di un contributo a copertura dei maggiori interessi; la sospensione delle rate di restituzione delle anticipazioni di liquidità derivanti dai contributi dati ai Comuni in dissesto o che hanno sfruttato ad esempio il DL 35; l’accelerazione con le banche di accordi che superino i problemi burocratici in essere che stanno impedendo la sospensione delle rate mutui nei confronti dei creditori dell’ente; l’emanazione di norme più snelle per la concessione e/o gestione di tutto il patrimonio pubblico (parchi, ville, palazzi antichi), al fine di creare occasioni di sviluppo e lavoro; lo sblocco delle risorse per liquidare attività professionali già svolte relativamente allo studio di vulnerabilità sismica per i comuni con Durc non regolare; un contributo per i maggiori oneri derivanti dall’adozione di piani di sicurezza in interventi e opere già in itinere o finanziati e ridefinizione del cronoprogramma dei lavori il cui mancato raggiungimento comporta la perdita del finanziamento». (rp)

Siclari (FI): Senza contributi e accesso al credito si fallisce

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ribadisce che «devono arrivare, da parte dello Stato, aiuti consistenti, sia per garantire l’accesso facile e veloce al credito sia come contributi a fondo perduto».

Per il senatore Siclari, infatti, «questa è l’unica soluzione per dare un sostegno concreto e reale alle imprese, impedendo che le stesse entrino in crisi in maniera irreversibile e falliscano. Senza contributo a fondo perduto e senza accesso facile al credito bancario a tasso zero e da restituire in lunghi periodi, le aziende italiane non si rialzeranno».

«Quasi tutte le aziende italiane – ha proseguito il senatore Siclari – sono già esposte con le banche ed un ulteriore e un nuovo indebitamento non aiuta le imprese, anzi verranno ulteriormente appesantite  considerando, inoltre che dopo la riapertura, a causa della prevista flessione degli incassi, sarà difficile restituire il debito contratto».

«Peraltro – ha proseguito il senatore Siclari – il sistema bancario ha dei parametri di finanziabilità molto rigorosi che impediranno un accesso facile e veloce al credito e questo rischia di lasciare fuori la maggior parte delle piccole e medie imprese che non avranno la possibilità di passare indenni da questa fase di crisi e di tentare di ripartire. Il fondo perduto è l’unica strada per risollevare l’apparato produttivo del Paese». (rp)

Abate (M5S): Regionalizzazione delle opere idroelettrice e regime di salvaguardia

Rosa Silvana Abate, senatrice del Movimento 5 Stelle e nella Commissione Agricoltura, rende noto che, nel decreto Cura Italia è stato approvato, anche, il rinvio della regionalizzazione delle opere idroelettriche, con la possibilità di chiederla fino al 31 ottobre 2020.

Per la senatrice Abate si tratta di «un’opportunità che anche la Calabria deve cogliere per risparmiare sui costi dell’energia elettrica lavorando tutti insieme per rivedere anche la normativa sul regime di salvaguarda e il fattore “Omega”».

«Già un’attivista calabrese, la dottoressa Rosella Cerra – ha proseguito la senatrice Abate – aveva sollevato a marzo la necessità di un rinvio del termine di scadenza precedentemente fissato proprio a fine marzo dopo un confronto con alcuni politici e amministratori poiché aveva riscontrato un vero e proprio un vuoto informativo che necessitava di una maggiore riflessione e confronto con altre regioni che invece hanno avviato l’iter già da tempo. L’invito era rivolto direttamente alla governatrice Jole Santelli affinché chiedesse ella stessa un rinvio della data di scadenza fissata lo scorso anno dal DL “Semplificazioni” al 31 marzo 2020».

«Ma, intanto – ha proseguito la senatrice Abate – il lavoro del M5S è continuato presentato un emendamento al Decreto Cura Italia (n.125.0.8) per chiedere la necessaria proroga visto che la mobilitazione dei Consigli regionali per l’emergenza Covid-19, in questo momento, non avrebbe permetterebbe loro di legiferare con la dovuta accortezza».

«Accolto l’emendamento, dunque – ha proseguito la senatrice Abate – la data di scadenza slitta al 31 ottobre 2020. Nello specifico, questa forma di regionalizzazione è prevista nel DL n. 135 del febbraio 2019, il Decreto Semplificazioni che, all’articolo 11-quarter, prevedeva che: «alle regioni è demandata la disciplina con legge, entro il 13 febbraio 2020 e comunque non oltre il 31 marzo 2020, delle modalità e delle procedure di assegnazione. (…) Nelle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, le regioni possono disporre con legge l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni».

«Così come in precedenza già fatto dalla dottoressa Rosella Cerra – ha proseguito la senatrice Abate – giro anche io la mia richiesta alla Regione Calabria per conoscere lo stato della pratica. Con lei sapevamo che il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie aveva già avviato la richiesta di ricognizione sullo stadio di avanzamento delle iniziative legislative intraprese dalle regioni, le quali avrebbero dovuto riferire in merito entro la fine del mese di febbraio, tramite il Coordinamento tecnico interregionale competente in materia di energia».

«Alcune regioni del Nord – ha proseguito la senatrice Abate –hanno già presentato le proprie proposte pubblicate sui loro siti istituzionali. Ora più che interessante, soprattutto, è utile conoscere la posizione della nostra Regione anche in merito anche al fattore Omega, previsto in regime di salvaguardia, che pone una tassa sull’elettricità per i comuni della Calabria già in difficoltà di pagamento che è circa quattro volte quella che paga un comune della Lombardia nella stessa condizione di morosità».

«In Calabria, intanto – ha proseguito la senatrice Abate – aumentato le richieste e le concessioni di derivazione di acqua per la costruzione di centrali idroelettriche. Ultime concessioni in ordine di tempo sono pubblicate il 30 marzo 2020 sul Burc Calabria relative a tre concessione di piccola derivazione di acque pubbliche superficiali dal Fiume Soleo, in Agro del Comune di Petilia Policastro (KR), ad uso idroelettrico, per tre società del luogo, per la produzione di energia della potenza nominale media totale di 422,95 kW».

«In progetto – ha proseguito la senatrice Abate — c’è anche la centrale idroelettrica nella Valle del Trionto, la più grande della Calabria, con un investimento da 32 milioni ed una produzione di 40 megawatt. Insomma è un tema importante e determinante per la nostra Regione, ed ora abbiamo il tempo di approfondire e avviare una discussione che sia ampia e condivisa. Un’opportunità, questa offerta dalla regionalizzazione delle opere idroelettriche, che anche la Calabria deve cogliere per risparmiare sui costi dell’energia elettrica lavorando tutti insieme per rivedere anche la normativa sul regime di salvaguarda e il fattore “Omega”». (rp)

Siclari (FI): Far ripartire l’Italia con i test rapidi

Il senatore di Forza Italia e capogruppo della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Marco Siclari, ribadisce che bisogna «aprire il paese e fermare il contagio da Coronavirus entro il 31 maggio e ridurre notevolmente il rischio delle ricadute».

«Ho contribuito personalmente – ha proseguito il senatore Siclari – ad elaborare questa proposta per tutelare la nostra salute e riprendere a lavorare prima possibile».

tabella

Il senatore forzista, infatti, sostiene la possibilità di una ripartenza solo tramite i test rapidi «da effettuare a tutti i cittadini. A questo devono seguire altri step. Individuare gli asintomatici e curarli in strutture dedicate e specifiche Covid 19».

«Attivazione APP di monitoraggio – ha proseguito il senatore Siclari -. Tampone settimanale obbligatorio a ciascun lavoratore (pubblico e privato), tutti i dipendenti delle strutture socio sanitarie assistenziali. Mascherine obbligatorie per tutti i cittadini a costo ridottissimo, non superiore a 50 centesimi. Test obbligatorio per tutti i viaggiatori che entrano in Italia da un viaggio all’estero. Tante sono le misure da adottare ma solo iniziando da qui si potrà programmare la ripartenza del paese». (rp)

Siclari (FI): realizzare un ospedale Covid-19 per ogni Regione

Per il senatore di Forza Italia e capogruppo della Commissione Igiene e Sanità, Marco Siclari, «serve realizzare un Grande Ospedale per ogni Regione per preparsi alla possibile seconda ondata di Covid-19 e alle future pandemie ed emergenze sanitarie».

«La struttura si può realizzare anche seguendo il modello Lombardo – ha proseguito il senatore Siclari – all’interno di una fiera o su un terreno idoneo o con la riconversione di una grande struttura già realizzata e questo può avvenire in tempi rapidissimi. Il Governo, gli enti regionali e locali facilitino la realizzazione da un punto di vista burocratico».

«È fondamentale, intanto – ha proseguito il senatore Siclari – che lo Stato si approvvigioni, sin da subito, per l’autunno dei DPI per medici e ospedali Covid 19, guanti e mascherine per tutti i cittadini e per le strutture sanitarie private e pubbliche, tamponi per lavoratori e Test rapido per tutti i cittadini, e realizzi 1 posto in terapia intensiva ogni 3.000 abitanti come la Germania, considerando che noi italiani ne abbiamo meno della metà rispetto a loro». (rp)

Siclari (FI): Trovare cittadini asintomatici

Il senatore di Forza Italia e capogruppo in Commissione Igiene e Sanità al Senato, Marco Siclari, ha presentato un subemendamento al maxiemendamento del Governo per introdurre un test rapido anti-covid – 19 per la tutta la popolazione prima che apra il Paese.

Per il senatore Siclari, infatti, «deve essere finito lo screening di massa a tutti i cittadini prima che apra il Paese, seguendo un protocollo sanitario specifico e sicuro per isolare gli asintomatici e curarli. I test rapidi potranno essere eseguiti negli Hub posizionati davanti le farmacie, uffici  pubblici, uffici pubblici, supermercati   utilizzando  roulotte, tende o altro, ed i test  saranno effettuati   dalle forze dell’ordine, l’esercito, la protezione civile, le associazioni di medici, di infermieri ecc.».

«I test  – ha proseguito il senatore Siclari – possono essere effettuati in laboratori medici che aderiscono allo screening ecc . Il test verrà effettuato gratis e “rigorosamente per nucleo abitativo” (più precisamente verrà effettuato  contemporaneamente alle  persone che  condividono lo   stesso   appartamento), e mai   singolarmente,   in   modo   da   fotografare   lo   “stato   di salute” del nucleo abitativo in quel momento».

«Chi effettua   il   Test   Rapido – ha proseguito il senatore Siclari  – riceverà   un   “Libretto o foglio  di via sanitario”,  dove verrà  scritto  il  risultati del test e verrà indicato il prossimo appuntamento. Ogni cittadino o nucleo familiare dovrà effettuare il  test  una  volta   a settimana  per  quattro settimane consecutive e rispettare  rigorosamente le restrizioni ancora attive. Il Paese, terminato lo screening di massa, può decidere di ridurre le restrizioni». (rp)

 

Abate (M5S): Emendamento per Florovivaismo e pesca/agricoltura

La senatrice del Movimento 5 Stelle e capogruppo della Commissione Agricoltura, Maria Rosa Abate, ha presentato un maxi-emendamento al decreto Cura Italia per i settori del florovivaismo e della pesca/agricoltura.

«Relativamente alle aziende del settore florovivaistico – ha spiegato la senatrice Abate – ho chiesto di prevedere anche per queste la sospensione dei versamenti di ritenute e valutare la possibilità di accesso credito di imposta per spese energetiche sostenute dalla filiera ed interventi finalizzati con fondi Ismea prevedendo la proroga del bonus verde anche per il 2021 con un aumento dell’ammontare complessivo oggetto di detrazione».

«Mentre già nel testo base del decreto – ha proseguito la senatrice Abate – come Movimento 5 Stelle, avevamo fortemente voluto che i prodotti del Florovivaismo fossero inclusi tra quelli per i quali è permessa la vendita comprendendo anche semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. S’è così scongiurata sia la perdita del prodotto, che sarebbe finito al macero, e sia la perdita economica da parte delle aziende di quello che è un comparto vitale per settore agricolo raccogliendo così le reiterate richieste del settore pervenute attraverso le Associazioni di settore».

«Sempre nel mio maxi-emendamento – ha proseguito la senatrice Abate – all’articolo 78 del decreto legge oggetto dell’esame in Senato, per quanto riguarda il settore della Pesca, ho chiesto di prevedere che le risorse messe a disposizione della filiera col “Cura Italia” siano erogabili anche mediante lo strumento del credito di imposta e di sospendere il pagamento dei canoni delle concessioni demaniali marittime per le attività di pesca e acquacoltura da parte di imprese, cooperative e loro consorzi».

«Al fine di assicurare  – ha proseguito la senatrice Abate – la ripresa economica e produttiva alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che abbiano subito danni diretti o indiretti derivanti dall’emergenza COVID-19, ho chiesto che siano concessi mutui a tasso zero, della durata non superiore a 15 anni, finalizzati alla estinzione dei debiti bancari, in capo alle stesse, in essere al 31 gennaio 2020».

«Per questa misura è istituito, infatti – ha proseguito la senatrice Abate – nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali un fondo rotativo con una dotazione di 30 milioni di euro per l’anno 2020. Per la gestione del fondo rotativo, invece, il Ministero è autorizzato all’apertura di apposita contabilità speciale. E ho chiesto, infine, che vengano integrate alcune pratiche commerciali sleale per evitare che possano profittare di questa situazione legata al COVID-19».

«Sempre in questo settore – ha proseguito la senatrice Abate – si deve prevedere che le certificazioni e i collaudi dei motopescherecci adibiti alla pesca professionale, rilasciati da amministrazioni statali e enti di classificazione navale, scaduti da non oltre dodici mesi o in scadenza alla data di entrata in vigore della presente legge, siano prorogati al 31 dicembre 2020, per garantire l’operatività dei motopescherecci, che altrimenti si troverebbero impediti all’esercizio della loro attività per l’impossibilità, in questo periodo, di effettuare collaudi o avere certificazioni da parte degli enti di classificazione».

«Ma il mio lavoro riguarda anche gli altri settori – ha proseguito la senatrice Abate -. L’Agricoltura e la Pesca sono, insieme al turismo, i settori su cui si muove il motore economico dell’Italia e dobbiamo proteggerli con ogni azione possibile». (rp)

Abate (M5S): Bene le misure della Regione per pesca e agricoltura

La senatrice del Movimento 5 Stelle e della Commissione Agricoltura, Rosa Silvana Abate, è soddisfatta delle misure della Regione Calabria per pesca e agricoltura.

«Nel dettaglio – ha spiegato la senatrice Abate – le misure interessate dal provvedimento sono quelle del kit numero 89, che comprende i pagamenti dei fondi per lo sviluppo rurale biologico e integrato per 10,796 milioni e che interessa 928 aziende. Dal sito dell’Arcea queste risultano già pagate mentre per il kit numero 90 e la domanda unica 2019 non risultano ancora corrisposti gli anticipi. Per questi, infatti, c’è una “promessa” di pagamento che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Ritengo sia opportuno, con una certa celerità, trasmettere gli elenchi dei beneficiari ad Arcea per consentire l’emissione dei pagamenti non ancora effettuati nel più breve tempo possibile di modo da dare alle aziende quella liquidità di cui hanno bisogno per andare avanti vista la grande crisi epocale che stiamo attraversando sia a livello nazionale che globale».

«Per quanto riguarda le misure strutturali, invece – ha proseguito la senatrice Abate – avevo chiesto e rinnovo a lui la mia richiesta di uno snellimento nelle procedure riguardanti la richiesta delle anticipazioni dei Sal e dei saldi finali per i progetti in itinere, in particolare per le Misure 6.1 e le Misure 4.1, con un ulteriore posticipo della chiusura, di almeno 60 giorni, degli attuali Bandi sulle Misure ancora aperte».

«Per gli altri adempimenti autorizzativi – ha proseguito la senatrice Abate – necessari per il proseguimento degli impegni sulle Misure a Superfici, per i Patentini Fitosanitari abilitati alla vendita e all’acquisto dei presidi sanitari, con l’impossibilità di organizzare corsi e seminari (oggetto dei divieti dei DPCM) in caso di scadenza, chiedo di intervenire concedendo una proroga alla validità con scadenza al dicembre 2020. Lo stesso vale per la taratura delle irroratrici, attualmente in scadenza, derogando, il termine dei 5 anni fino alla scadenza del dicembre 2020».

«Come ho detto già nei giorni scorsi – ha proseguito la senatrice Abate – nessuno perderà il lavoro o rimarrà indietro a causa di questa crisi dovuta al Coronavirus e, sia a livello parlamentare che ministeriale e governativo, stiamo intervenendo in modo ingente a favore di Pesca e Agricoltura, due dei settori trainanti del Paese».

«Al momento, al Ministero – ha proseguito la senatrice Abate – c’è un fondo da 350 milioni di euro per l’agricoltura e di 20 milioni per la pesca ma stiamo lavorando per incrementare interventi e dotazioni. Proprio in queste ore, infatti, stiamo emendando al Senato il decreto “Cura Italia” che amplia i fondi stanziati fino a 25 miliardi di euro. Ma per far sì che tutte queste misure prese ai vari livelli siano efficaci ed evitino che le aziende del settore risentano ancora di più della crisi in atto bisogna attuare una grande sinergia istituzionale. È per questo che rivolgo all’assessore Gallo questo appello confermandogli la mia disponibilità a fare fronte comune contro l’emergenza».

«Con questa comunicazione – ha proseguito la senatrice Abate – colgo anche l’occasione per fargli gli auguri con la speranza che questo segni l’inizio di una lunga e fruttuosa collaborazione». (rp)