A Polistena successo per il libro “Democristiani” di Mimmo Nunnari

È stata una presentazione di grande emozione e nel ricordo di un passato dove la politica era un momento di vero sostegno ai territori, la presentazione del libro Democristiani di Mimmo Nunnari, avvenuta nel Salone delle Feste di Polistena.

Una tavola rotonda colma di contenuti, che è stata aperta dai saluti dei presidenti dei RC organizzatori di Polistena e Nicotera Medma, Giuseppe Gatto e Giacomo Francesco Saccomanno, che hanno voluto ringraziare i relatori per la loro presenza ed hanno evidenziato di come sia importante guardare alla storia per poter costruire il presente ed il futuro.

Quest’ultimo ha, poi, voluto ricordare il suo passato allorquando nella veste di vice segretario provinciale del PPI ha fortemente contribuito alla elezione del primo deputato della Piana di Gioia Tauro e del lavoro svolto nel parlare continuamente con la gente per comunicare i valori del partito e le progettualità dello stesso, rimarcando di come oggi si assiste solamente a delle risse televisive ove mai si riesce a capire cosa stia succedendo e quali siano le effettive posizioni delle parti.

Brillante la moderazione della giornalista Eva Giumbo che ha subito iniziato a domandare ai relatori cosa ne pensassero del periodo passato. Don Pino De Masi, referente di Libera, ha evidenziato di come quel periodo fosse stato molto importante per l’impegno diretto dei Cattolici in politica senza alcun interesse personale.

Un protagonismo diretto per il bene comune, colmo di cultura e accanto a tanti ideali e alle necessità delle comunità. Don Gaudioso Mercuri, ha incitato a riscoprire le radici e comprendere che dalla stessa parola “democrazia” emerge dal greco la “forza del popolo”, con specifico riferimento ai valori cristiani e alla rappresentazione della effettiva difesa della libertà e della dignità delle persone.

Una politica vera che deve dare risposte concrete alle necessità della gente. Infine, l’autore del libro, Mimmo Nunnari che ha voluto ricostruire la vera storia della democrazia e i valori che sono stati sempre accanto ai rappresentanti del popolo. Ha ricorda la nascita del partito nell’immediatezza del dopo guerra e i sacrifici dei padri costituenti che hanno sempre operato nelle difficoltà economiche e, comunque, pensando alla nuova repubblica, dopo un lungo periodo dittatoriale. In tale momento, i valori e la cultura erano al centro del pensiero di De Gasperi e di tutte le altre persone che hanno costruito il documento fondamentale della nuova Italia.

Un grande patrimonio culturale e politico che ha sempre posto al centro l’uomo e le sue necessità, con la valorizzazione del bene comune. Nel tempo, il declino etico della politica che ha portato avanti solo spinte populistiche e senza una vera e sostanziale strategia. In questo contesto, i cattolici hanno perso la casa madre e la Chiesa non è riuscita a costruire un contenitore per rimettere in piedi quell’insieme di cultura e di persone di alto spessore.

Oggi, si assiste, secondo l’autore, ad una continua rissa senza quei valori cristiani e senza quel pensiero diretto esclusivamente al bene comune e, quindi, al lavoro, alla ricostruzione della morale, al rispetto dell’individuo e al pensiero libero del bene comune. In conclusione, dopo un rilevante dialogo tra i partecipanti ed anche del pubblico, le conclusioni del presidente Saccomanno sono state quelle di evidenziare che oggi nella politica mancano i valori, l’etica, la cultura e la libertà di poter esprimere la propria opinione, senza essere aggrediti.

Un degrado politico che ha allontanato la gente anche dall’andare a votare, non ritenendo di poter essere rappresentati da coloro che non pensano al bene comune, ma spesso sono indirizzati solo a quello personale. (rrc)

COSENZA – La mostra fotografica diffusa “Gli invisibili”

Venerdì, a Cosenza, alle 11, al Palazzo di Giustizia, sarà inaugurata la mostra fotografica diffusa “Gli Invisibili. Ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza”, a cura di Lavinia Caminiti.

L’evento è stata promossa dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) di Catanzaro in collaborazione con la Fondazione Trame Ets di Lamezia.

L’iniziativa parte simultaneamente da Cosenza e Catanzaro e si concluderà a Lamezia Terme, valorizzando l’unità del territorio e degli uffici nonostante le distanze geografiche. Protagonisti saranno i Palazzi di Giustizia delle Città, intesi non solo come luoghi di esercizio della giurisdizione, ma come veri e propri centri culturali per una rinnovata coscienza collettiva.

L’esposizione, visitabile fino a febbraio 2025, racconta le storie delle vittime della mafia spesso dimenticate, e dei luoghi in cui si consumarono quelle tragedie, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria collettiva e sensibilizzare il pubblico sui temi della legalità e della giustizia.

La mostra è patrocinata dall’ANM e si inserisce nel quadro delle attività della Fondazione Trame ETS, che da oltre un decennio organizza il primo festival in Italia dedicato ai libri sulle mafie. Attraverso immagini che confrontano il passato e il presente, l’esposizione costruisce un itinerario riflessivo, evidenziando come alcune delle più dolorose tragedie italiane siano cadute nell’oblio o siano sconosciute alle nuove generazioni.

Le fotografie raccontano storie di vite spezzate, mostrando come la mafia abbia inciso profondamente non solo sulla vita delle vittime dirette, ma anche sul tessuto sociale e culturale del Paese. Questo racconto per immagini si pone come strumento di educazione civile, rivolgendosi soprattutto ai giovani, per aiutarli a distinguere tra legalità e illegalità e per sviluppare una coscienza critica contro la cultura mafiosa, sia manifesta che implicita.

Un’intera sezione della mostra allestita a Catanzaro, intitolata “Le Rose Spezzate”, è dedicata ai 28 magistrati assassinati dalla mafia, tra cui figure emblematiche come Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. L’obiettivo è umanizzare la figura del magistrato, spesso percepito solo attraverso il suo ruolo istituzionale, e ricordare che, dietro l’uniforme della giustizia, si celano persone, affetti e vite private. Le immagini proposte invitano a riflettere sul valore della loro opera e sull’impatto delle loro perdite, non solo a livello istituzionale, ma anche umano.

La mostra “Gli Invisibili” non vuole essere solo un tributo alle vittime della mafia, ma anche un appello a guardare al passato con coraggio per costruire un presente e un futuro fondati sulla giustizia e sulla memoria, lanciando un messaggio «a sostegno dell’impegno di legalità dei vari operatori presenti nel nostro territorio – come sottolineato dal presidente della giunta Anm di Catanzaro, Giovanni Strangis che pubblicamente vogliamo incoraggiare».

Segnando la nuova sinergia nata con l’Associazione Nazionale Magistrati, il progetto segue il nuovo filone inaugurato da Trame in occasione della tredicesima edizione del Festival dei libri sulle mafie sulla valorizzazione dell’arte come strumento per veicolare messaggi e valori. Il via è stato dato lo scorso giugno con il taglio del nastro della mostra “Visioni Civiche – L’arte restituita. Dalle opere confiscate alle mafie al bene comune”. (rcs)

LAMEZIA – Si presenta il libro “A vicchizza è ‘nna ricchizza”

Domani pomeriggio, a Lamezia, alle 18, nel Salone Parrocchiale della Chiesa di Santa Maria Goretti, sarà presentato il libro “A vicchizza è ‘nna ricchizza”, l’ultima opera del poeta in vernacolo Ciccio Scalise, pubblicata proprio alla vigilia del suo 80° compleanno.

Dialogano con l’autore Vittoria ButeraDomenico Maria MeteFilippo D’Andrea. Le letture sono a cura di Angela IsabellaRaffaele PaonessaPino Mete. Ad arricchire la serata, Pietro Buffone all’organetto. Conduce Luisa Vaccaro.

Quest’opera, edita da Grafichè di Antonio Perri, rappresenta un tributo alla saggezza e alla ricchezza delle tradizioni popolari, custodite nei cuori di chi ha vissuto esperienze profonde e autentiche. Attraverso poesie toccanti e ironiche, Scalise racconta momenti di vita quotidiana, nostalgie e gioie semplici, invitando il lettore a riscoprire l’essenza della memoria collettiva calabrese. Dai riti della festa paesana agli spaccati familiari, ogni pagina dipinge un quadro vivido della nostra terra, unendo il passato al presente con un linguaggio semplice ma carico di emozione.

COSENZA – Si presenta l’albo illustrato “La notte di Natale”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 16.30, al Museo dei Brettii e degli Enotri, sarà presentato l’albo illustrato La notte di Natale di Vincenzo Padula.

Un primo importante appuntamento di lettura organizzato dalla neonata Biblioteca dei Bambini “Rosanna Rovito” all’ interno della struttura museale. La presentazione dell’albo illustrato “La Notte di Natale” di Vincenzo Padula, con le suggestive illustrazioni di Lucia Scuderi, è edito da Coccole Books in occasione del 20° anniversario della casa editrice.

Ad aprire l’iniziativa, i saluti istituzionali di Franz Caruso, sindaco di Cosenza, e di Pino Capalbo, sindaco di Acri. Seguiranno gli interventi di: Loredana Giannicola, dirigente dell’Ambito Territoriale di Cosenza, di Angela Costabile, docente presso l’Università della Calabria, di Giuseppe Cristofaro, Presidente della Fondazione “Vincenzo Padula”, di Mario Bonacci, assessore alla Cultura del Comune di Acri, di Daniela Valente, autrice e direttore Editoriale di Coccole Books e di Ilario Giuliano, editore della stessa casa editrice.

A moderare l’incontro sarà Antonietta Cozza, Delegata del sindaco alla Cultura del Comune di Cosenza. “La notte di Natale” di Vincenzo Padula è una gemma della letteratura calabrese che adatta il linguaggio poetico del dialetto popolare al mondo, grazie ad un abito nuovo e accattivante: quello di un grande albo illustrato.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione Padula di Acri, con le immagini di Lucia Scuderi, illustratrice che vive e lavora in Sicilia, autrice di moltissimi libri per bambini per le più importanti case editrici italiane, e con l’adattamento di Daniela Valente, il libro ha la prefazione della psicoterapeuta Maria Rita Parsi.

Un’opera straordinaria della letteratura calabrese, che abbraccia la tenerezza, le bellezze del creato e la meraviglia di una notte straordinaria in una Calabria ricca di emozioni, si è trasformata così in un capolavoro intriso di magia e adatto a tutte le età. Questo appuntamento rappresenta un’occasione unica per riscoprire il patrimonio culturale calabrese attraverso la figura di Vincenzo Padula e le meravigliose illustrazioni che accompagnano il racconto, pensato per grandi e piccoli. (rcs)

RENDE – Giovedì la Giornata Internazionale del Volontariato

Giovedì 5 dicembre, al Cinema Teatro Garden di Rende, si terrà un evento organizzato dal Csv Cosenza in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato.

Nell’occasione ci sarà la premiazione del volontario dell’anno 2024. Il Centro servizi ha, infatti, bandito un concorso rivolto a studenti e studentesse delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo grado e delle scuole secondarie di secondo grado di tutta la provincia, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria – Ambito Territoriale di Cosenza e con il patrocinio gratuito della Provincia di Cosenza, con l’obiettivo di diffondere la cultura della solidarietà e dell’azione spontanea di cittadinanza attiva tra i giovani.

Hanno partecipato in 60, tra ragazzi e ragazze, e saranno assegnati cinque premi: scuola primaria; scuola secondaria di primo grado; scuola secondaria di secondo grado; menzione speciale CSV e premio speciale Etica Pro Assimoco. Lo scorso anno, ad essere premiati sul palco del Teatro Rendano, sono stati Emanuel Gjoka, Carmen Pia Capristo, Carmen Spagnuolo e Ines Toteda (foto in allegato).

Sarà, inoltre, proiettato il video dei 20 anni del CSV, nato nel 2004, e saranno presentati gli spettacoli di “Tutto un altro Natale”, il cartellone di spettacoli e iniziative natalizie del volontariato cosentino. Seguirà la rappresentazione “Piazza Tagliola” a cura dell’associazione “Spaccamattuni” con testi di Ruggero Ciancio e regia di Vincenza Benincasa.

In Italia sono 6 milioni le persone che, secondo l’indagine Istat, CSVnet e Fondazione Volontariato e Partecipazione, ogni giorno si mettono a disposizione degli altri. Nella nostra provincia, secondo l’ultima ricerca realizzata dal Centro servizi e dall’Università della Calabria, sono oltre 30 mila le persone coinvolte regolarmente nelle attività delle organizzazioni del terzo settore nella provincia.

Ad oggi sono oltre mille e 500 gli enti di terzo settore iscritti al Runts (Registro unico nazionale terzo settore), impegnati principalmente in ambito sociale. Il 5 dicembre è l’occasione per farli sentire speciali e per accendere i riflettori sul loro lavoro quotidiano e silenzioso accanto agli altri e a favore del bene comune. (rcs)

COSENZA – Al Rendano in scena “Il fu Mattia Pascal”

Domani sera, al Teatro Rendano di Cosenza, in scena lo spettacolo Il fu Mattia Pascal, tratto dal celebre romanzo di Luigi Pirandello e diretto da Marco Tullio Giordana.

L’evento rientra nell’ambito della stagione di prosa della Rassegna l’Altro Teatro, ideata da Gianluigi FabianoGiuseppe Citrigno. La Rassegna è realizzata con il supporto dell’amministrazione comunale di Cosenza ed è co-finanziata con “risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Distribuzione Teatrale” della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

Sul palco Geppy Glejjeses – allievo prediletto di Eduardo De Filippo – nel ruolo del protagonista, affiancato da Marilù Prati e altri 14 attori in scena.

È una “farsa trascendentale” retta sull’assurdo. Mattia Pascal, un bibliotecario che si sente prigioniero di una vita appesantita da ruoli sociali e convenzioni, creduto e poi fintosi morto, quando “risuscita” s’accorge che non può essere riammesso nella società, nella famiglia, perché per la società, per la famiglia egli è morto davvero. Quale prova più scintillante del sentimento del contrario? Disonestà e purezza, vita-morte nel grande caleidoscopio della certezza sociale, che sancisce come sicuro quello che non esiste e come inesistente quello che vide. E dentro una tessitura umoristica, elementi riflessivi e irrazionali sconvolgono quella quarta parere, che nel teatro come nel romanzo dovrebbe essere protezione d’impersonalità, come se l’autore stesso e il pubblico non esistessero.

«Il fu Mattia Pascal – scrive Marco Tullio Giordana nelle sue note di regia –, pubblicato nel 1904, è il romanzo che diede a Pirandello fama mondiale e che, in continuità con Wilde, Dostoevskij, Stevenson e contemporaneamente a Conrad, Freud, Kafka, farà dilagare nella letteratura del Novecento il tema del Doppio, del Doppelgänger, in modo così invadente da spazientire Nabokov che lo considerava “di una noia mortale”. In realtà nel romanzo seminale di Pirandello le vicissitudini di Mattia Pascal e del suo specchio Adriano Meis sono il contrario della noia: tanti sono i colpi di scena, e lo spazio/tempo dove si consumano in continue sovrapposizioni, da suggerire nella riduzione per la scena una chiave non realistica e indurre la macchina teatrale a mescolarsi col linguaggio parallelo del cinema, sviluppatosi anch’esso agli inizi del “secolo breve”». (rcs)

RENDE (CS) – Al Tau “La scortecata”

Mercoledì 4 dicembre, al Teatro Auditorium dell’Unical, a Rende, alle 20.30, in scena lo spettacolo La Scortecata della Compagna Atto Unico/Sud Costa Occidentale, con testo e regia di Emma Dante.

Lo spettacolo, tratto liberamente da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, vede sul palco Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio.

Emma Dante reinterpreta in modo originale una delle novelle più famose della raccolta “Lo cunto de li cunti” ovvero “lo trattenimiento de peccerille”, con cui Giambattista Basile creò un capolavoro della tradizione letteraria italiana e mondiale nel Seicento. Il napoletano di Basile, ricco di espressioni gergali, proverbi e invettive popolari, dà vita a forme teatrali che mescolano elementi della commedia dell’arte con influenze shakespeariane.

“La scortecata” narra di un re che si innamora della voce di una vecchia. Trasformata in una giovane bellissima da un incantesimo, questa rivela all’altra sorella di essersi fatta scorticare per diventare così bella. Rispettando la tradizione settecentesca, la Dante assegna a due uomini i ruoli delle sorelle e del re. In un ambiente spoglio, con un castello in miniatura a evocare un sogno, le due “vecchie” ricreano l’antica fiaba, che invita le donne a non essere vanitose, le anziane a riconoscere il ridicolo e gli uomini a non lasciarsi ingannare dalle apparenze. (rcs)

LAMEZIA – Si parla del Diritto alla Pace con lo studioso Antonio Pileggi

Domani pomeriggio, alle 17, a Lamezia Terme, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale, si terrà l’incontro sul Diritto alla Pace con Antonio Pileggi, già Provveditore agli Studi e Direttore generale dell’Invalsi, con la presentazione del suo libro Ius Pacis – Per un’epoca universale di rinnovamento.

L’evento è organizzato dai Convegni di cultura “Beata Maria Cristina di Savoia” di Lamezia Terme e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lamezia Terme. 

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Paolo Mascaro, dell’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli e della delegata regionale Convegni di cultura di Calabria Filomena Cervadoro, interverranno Maria Cristina Michienzi presidente Convegni di Cultura di Lamezia Terme e l’assistente ecclesiastico don Domenico Cicione Strangis.

A dialogare con l’autore Pileggi sarà la giornalista Maria ScaramuzzinoNel corso dell’incontro è previsto il reading di poesie e l’intermezzo musicale di Angelica Martello, violinista del Liceo musicale “Campanella Fiorentino” e del Conservatorio “Torrefranca” di Vibo Valentia. 

Il diritto alla pace consiste nell’affermazione che nessun popolo o nazione o etnica potrà più avanzare delle motivazioni per ricorrere alla guerra contro uno o più popoli, nazioni o etnie. Numquam ius belli datur: non è mai consentito ricorrere alla guerra, quale che sia il motivo addotto. Ogni forma di controversia dovrà essere ricondotta entro i confini della pacifica negoziazione fra le parti in causa.

 L’affermazione di tale diritto è rivoluzionaria. Lo è ancor più di quanto lo furono l’abolizione della schiavitù, dell’origine divina del potere regale e della eliminazione delle caste sociali. L’uomo non potrà mai più per alcun motivo organizzarsi con lo scopo di uccidere altri uomini nell’esercizio della guerra. Rendere illegale qualsiasi forma di guerra presuppone una volontà comune di tutti i popoli del Pianeta di perseguire tale obiettivo. (rcz)

Coi Rotary di Cosenza si parla delle infrastrutture necessarie alla Calabria

Domani, a Rende, alle 18, al BV President Hotel, si terrà l’incontro “Infrastrutture necessarie per una Calabria in crescita e per uno sviluppo economico ed occupazionale”, organizzata dai Rotary Club di Cosenza Telesio, Cosenza Nord, Rende, Presila Cosenza Est, Montalto Uffugo Valle del Crati, Mendicino e Cosenza Sette Colli.

La manifestazione, voluta dal Rotary, vuole affrontare il problema delle infrastrutture che tanto hanno e penalizzano il Sud ed, in particolare, la Calabria. Spazio, anche, alla Questione Meridionale.

Al centro del dibattito il libro di Giacomo Francesco Saccomanno, che affronta, appunto le ragioni del declino del Sud e indica quali potrebbero essere le iniziative per superarlo, individuando specificatamente gli accorgimenti e gli interventi indispensabili. La serata è aperta dai saluti istituzionali dei presidenti dei RC organizzatori e del DGE Dino De Marco, a seguire l’introduzione del Past District Governor Francesco Socievole, e poi gli interventi programmati di Giacomo Francesco Saccomanno, autore del libro “La questione Meridionale: è la volta buona?”, di Francesco Caporaso, responsabile dell’Anas Struttura Territoriale Calabria, di Lucio Menta, Direttore Investimenti Rfi, e dopo il dibattito, le conclusioni del Governatore Distretto 2102 Maria Pia Porcino.

In tale direzione si vuole affrontare la questione riguardante il territorio di Cosenza e della fascia ionica che, allo stato, risulta particolarmente isolata. Uno sguardo, quindi, agli interventi programmati da RFI e Anas, che prevedono grossi ed importanti investimenti e, nel contempo, la verifica su possibili ed eventuali integrazioni, con suggerimenti che partono dal territorio.

Un momento di grande riflessione che, lasciando da parte polemiche e campanilismi, mira a collaborare con gli enti preposti ed a condividere quelle iniziative che servono al territorio per superare il gap esistente e che il sud si trascina da decenni, senza che nessuna misura, allo stato, sia riuscita a migliorare la situazione. Un modo nuovo per tentare di partecipare alla programmazione di opere di rilevante interesse e che potrebbero essere migliorate con la collaborazione delle comunità, che conoscono, naturalmente, le necessità del territorio. Un confronto a più voci che, sicuramente, arricchirà la conoscenza del possibile sviluppo del territorio e che consentirà anche di prendere atto dello sforzo del Governo per consentire al meridione di fare quel salto di qualità che finora è rimasto solo negli annunci. Sarà la volta buona? Secondo l’autore ci sono tutte le condizioni, ma il territorio deve condividere e partecipare attivamente e non lasciare al caso o nelle mani di pochi uno sviluppo che dipende solo dalle comunità interessate e dalla politica che si sta interessando, oggi, particolarmente al mezzogiorno. Una condivisione e una collaborazione che deve arricchire l’esistente programmazione  e non deve invece bloccarla per ragioni a volte sconosciute. (rcs)

A Taurianova Capitale del Libro grande partecipazione al primo forum “Calcio – Giovani & Infrastrutture

Si è svolto, a Taurianova, il primo forum “Calcio – Giovani & Infrastrutture”, ideato dal giornalista Maurizio Insardà, con l’intento di creare un modello di incontro e approfondimento tra addetti ai lavori, politica e famiglie, replicabile in ogni territorio.

Un evento che rientra tra le azioni chiave del progetto della Capitale Italiana del Libro 2024: il contrasto alla povertà educativa attraverso iniziative che stimolino la crescita culturale e sociale della comunità, grazie anche a tematiche come lo sport, inteso come forma di educazione civica, aggregazione sociale e crescita personale.

Al centro dei diversi interventi che si sono susseguiti durante il forum, numeri, buone pratiche, crisi e prospettive di crescita presentati da Paolo MorgantiGiuseppe Praticò e Pippo Caffo – presidente della Vibonese e direttori sportivi rispettivamente del Catanzaro e della Reggina – i quali hanno parlato ad una sala gremita di giovani atleti e dirigenti delle due squadre cittadine, il Real Taurianova e l’Ads Accademy, oltre che di tanti genitori, allenatori, dirigenti e vecchie glorie del calcio locale.

Il dibattito, organizzato in collaborazione con l’associazione Edda, è stato arricchito anche dalle testimonianze di due figure storiche della dirigenza calcistica in riva allo Stretto e non solo, Gabriele Martino e Franco Iacopino. I giornalisti Maurizio Insardà e Antonio Spina hanno introdotto una discussione che si è mossa a partire dal 1986, quando, con la Reggina in serie A, si decise di creare il Centro sportivo “Sant’Agata”, da cui passarono diversi giovani poi diventati campioni, uno su tutti Simone Perrotta, diventando così un modello all’avanguardia nell’Italia meridionale.

«Bisogna che le società si dotino di specialisti nel reperimento di fondi – ha detto Morganti – sapendo che ogni euro che si investe in infrastrutture può generare fino a 12 euro di utilità per la comunità in termini sociali e sportivi».  Da qui inoltre il suggerimento alle società del calcio minore «a fare rete fra loro nei vari territori per ottenere risposte in termini di servizi». Da Iacopino, invece, è partito un appello alle istituzioni affinché «nelle realtà piccole e grandi gli amministratori svestano i panni dell’appartenenza politica, per sostenere le squadre e rispondere alle loro esigenze».

A questo proposito Praticò ha lamentato «i ritardi nella pubblicazione del bando per rilanciare il Centro Sant’Agata, dopo l’unica manifestazione d’interesse presentata a marzo dalla Reggina», mentre il presidente Caffo ha ricordato con amarezza il contenzioso che la sua Vibonese ha con il Comune «che chiede 60.000 euro all’anno per il pagamento della sola Tari, considerando le tribune dello stadio una superficie utilizzata tutto l’anno e non nei pochi giorni in cui si svolgono partite».

Per difendere la funzione sociale del calcio giovanile, Martino ha chiesto «l’avvento di una stagione culturale e politica nuova che determini quote di investimento sempre più massicce a favore delle squadre e dei formatori, per aiutare i presidenti lungimiranti che da soli non ce la fanno», con la chiosa del presidente Caffo secondo il quale «in mancanza di tale sostegno politico, non bisogna poi lamentarsi se i grandi club italiani fanno ricorso in maniera quasi totalizzante ai giocatori stranieri».

Il dibattito, servito anche per una presa di coscienza generale rispetto alle alleanze possibili grazie allo sport contro la povertà educativa, è stato arricchito dal saluto del sindaco Roy Biasi, che, oltre a ricordare «i progetti varati e da finanziare per l’adeguamento dei due campi sportivi cittadini», ha sottolineato l’urgenza di un intervento ad ampio raggio.

«Sentiamo ogni giorno parlare di bullismo e dell’imperversare delle baby gang – ha detto il primo cittadino di Taurianova – e ci rendiamo conto che noi adulti stiamo consegnando ai ragazzi un contesto locale di gran lunga peggiorato rispetto al passato, a causa della crisi delle varie agenzie educative. Ecco perché vogliamo che il fermento che stiamo vivendo nell’anno da Capitale del libro generi anche una spinta propulsiva per pretendere, ad ogni livello, un miglioramento in tutti i settori della vita sociale dei ragazzi a partire dalla dotazione di strutture sportive che servono a togliere dalla strada, o dallo sguardo sui telefonini, le nuove generazioni».

Il forum è stato concluso da Maria Fedele, assessore alla cultura e direttore di TCIL che, volendo dedicare l’incontro alla memoria di Giuseppe Miriello, il giovane allenatore di Taurianova deceduto la settimana scorsa proprio mentre sul campo della vicina Cittanova allenava la locale under 17. Dopo il minuto di raccoglimento è stato proiettato un commovente collage fotografico dell’apprezzato sportivo, consegnando assieme al sindaco una targa ricordo ad uno dei calciatori in erba da lui allenati.

«Una città nominata Capitale del Libro non può limitarsi alla promozione della lettura in senso stretto – ha commentato Fedele – ma abbracciare l’intero tessuto culturale della comunità. Anche il calcio, soprattutto a livello giovanile, non rappresenta solo uno sport, ma un potente strumento educativo e sociale.  Attraverso questo evento abbiamo voluto lanciare ancora una volta un segnale chiaro: il fermento culturale che stiamo vivendo grazie al riconoscimento ottenuto deve tradursi in un miglioramento concreto del territorio».