Successo, al Chiostro San Domenico di Lamezia Terme, per la presentazione del libro “L’Orlando di Barbaro” di Carmine e Raffaella Lupia.
Al Santuario di San Giovanni Paolo II la Festa della Madonna di Fatima
di MARIAGRAZIA FRAGALE – Ogni anno, il 13 di Maggio, mese Mariano per eccellenza, periodo fecondo durante il quale i fedeli si rivolgono con devozione sentita alla Madre di Dio, la Chiesa pellegrina sulla Terra rinforza il germogliare della vita spirituale, in accordo alla primavera dirompente. La Festa commemorante la prima apparizione della Vergine Maria ai tre pastorelli di Fatima, nel lontano 1917, continua a suscitare nella comunità dei fedeli il desiderio di avvicinarsi ancor di più al mistero della conversione e della penitenza.
Nel Santuario dedicato a San Giovanni Paolo II, nel comune di Feroleto Antico, la storia di Lucia, Francesco e Giacinta, con l’umiltà del loro essere docili alla voce della consolatrice degli afflitti, è motivo di grande gioia e speranza.
Ricolmi di gratitudine e fiducia, i fedeli della Parrocchia “Santa Maria Immacolata” di Accaria, lo scorso 13 Maggio, hanno vissuto un pomeriggio all’insegna della preghiera, del ricordo vivo di un messaggio carico di significato, arricchito ulteriormente dalla condivisione di storie e valori di fede provenienti da un Paese del mondo, sempre piagato dalla fame e dall’indigenza.
È nota a molti l’opera encomiabile che padre Paolino, missionario comboniano, ha portato avanti in Uganda, forte della consapevolezza che, accanto alla libertà dei popoli che scaturisce dalla pace e dalla solidarietà, sia proprio la cultura, derivante dall’istruzione, il perno attorno cui si costruisce una vita dignitosa e saggia. Il suo impegno e la sua dedizione, come quelli di molti uomini e donne che si adoperano per realizzare i desideri in fieri di una fetta di umanità che anela alla felicità, nella quale spicca l’esempio dello zelo meritorio della sorella di padre Paolino, fanno sperare in un futuro sereno per quanti hanno subito le conseguenze della crudeltà del potere.
Alcuni giovani, i primi figli di padre Paolino, provenienti dalla prima scuola che egli fondò in Uganda, si sono recati a fare visita al Santuario di Cardolo, partecipando alla Santa Messa, durante la quale don Francesco Benvenuto, sacerdote che guida la parrocchia di Accaria, ha sottolineato a più riprese la gratitudine dei fedeli per la loro presenza preziosa e arricchente. La celebrazione eucaristica è stata accompagnata da alcuni canti tradizionali africani, che hanno evidenziato la bellezza che risiede nel significato profondo dell’essere cattolici.
Il termine, difatti, deriva dal greco καθολικός (katholikós), che significa “universale”, e riflette l’idea di una Chiesa all’interno della quale ciascuno, con le proprie unicità, sia parte di un unico Corpo che vive per tutte le sue membra. I canti suddetti, assai lontani dallo stile latino, sono caratterizzati da una forte accentuazione ritmica, da un’espressività che va oltre le semplici note musicali e creano un legame tra passato e presente, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità. Valori vivi anche nella nostra tradizione, ma che ciascuno dovrebbe riscoprire, ripartendo dal desiderio più profondo di esprimere, con melodie sempre nuove, la gioia dell’essere cristiani.
Il canto, che si fa preghiera, diviene un inno alla fratellanza e all’uguaglianza, nonché alla pace che Giovanni Paolo II, durante il suo pellegrinaggio a Fatima, nel 2000, ha ribadito essere una delle conquiste più nobili e, al contempo, apparentemente irraggiungibili nella società odierna. Dopo essersi presentati, nella loro lingua madre, i ragazzi ugandesi hanno dimostrato tutto il loro affetto nei confronti di quanti offrono i loro sacrifici per il bene della loro terra natale, tutta la loro gratitudine per l’accoglienza e la cura che sono state dimostrate loro dalla Diocesi calabrese.
La serata si è conclusa in un momento di convivialità, durante il quale la condivisione, che parla un’unica lingua, quella dell’amore, ha allietato gli animi di tutti. (mf)
Castrolibero sempre di più un modello di comunità
È stato un momento di confronto e bilancio, ma soprattutto di programmazione concreta, l’incontro avvenuto tra le Associazioni del territorio, il Comune di Castrolibero, guidato dal sindaco Orlandino Greco e il presidente del Forum delle Associazioni, Massimo Scarpelli.
Presenti anche le nuove realtà associative che negli ultimi mesi hanno preso vita, segno tangibile di un fermento che non si spegne ma anzi si rinnova.
Ha partecipato all’incontro anche il comandante della Polizia Municipale, Antonio Plastina, in rappresentanza di un altro pezzo fondamentale dell’architettura sociale del territorio. Un segno, anche questo, di quanto l’idea di “comunità” a Castrolibero non sia solo una parola da pronunciare nei comizi, ma una direzione da prendere ogni giorno. Insieme.
«Dobbiamo cooperare per restare vivi – ha detto con fermezza Scarpelli – e lo dobbiamo alle nostre famiglie, ai nostri principi. Le associazioni sono interlocutori essenziali dell’amministrazione comunale perché sono vive, piene di idee, capaci di generare eventi, iniziative, socialità. E questo legame tra amministrazione e mondo associativo è la chiave per costruire qualcosa di duraturo».
Un concetto ripreso con forza anche dall’assessore Giovanni Greco, che ha tracciato una visione chiara: «Questa partecipazione è già un segnale forte. Le associazioni non vogliono stare a guardare, vogliono essere protagoniste. E noi come amministrazione abbiamo il dovere di supportarle, ascoltarle, includerle».
«Oggi governare un territorio significa farlo insieme, in squadra. Nessuno può farcela da solo. Le sfide che abbiamo davanti – dalla precarietà delle famiglie alle tante emergenze sociali – ci impongono di essere uniti. Ogni delega, ogni assessorato, ha un ruolo fondamentale. Solo una squadra forte può vincere certe battaglie».
Greco ha poi sottolineato come Castrolibero, spesso, abbia sopperito alle mancanze dello Stato: «Abbiamo garantito servizi che altrove mancano. Ma tutto questo si può fare solo se si costruisce una cooperazione reale tra le istituzioni e chi opera sul territorio. Le associazioni sono il tessuto vivo della nostra comunità».
Un passo importante in questa direzione sarà la realizzazione della Casa delle Associazioni, annunciata dal sindaco Orlandino Greco: «Sarà un luogo fisico, concreto, dove elaborare idee, progettare eventi, fare rete. Una fucina di iniziative e creatività, che rafforzerà il legame tra chi opera nel sociale e chi guida l’amministrazione. Castrolibero è la terra delle associazioni. Qui diamo un significato autentico a queste realtà, le mettiamo al centro».
E non è solo una questione di organizzazione. È anche cultura, bellezza, identità. Il sindaco ha svelato un altro tassello: «Il nostro parco fluviale sarà presto dedicato alla dea Calliope, musa della poesia epica e sarà teatro di un evento che vedrà tutte le associazioni coinvolte. Il suono del fiume è poesia, è pace dei sensi. E le associazioni, in fondo, sono la poesia civile del nostro tempo». (rcs)
CETRARO MARINA (CS) – La premiazione del Concorso scolastico nazionale del Serra Club
Domani mattina, a Cetraro Marina, alle 10, alla Colonia San Benedetto, si terrà la cerimonia di premiazione del Concorso scolastico nazionale del Serra Club, giunto alla 20esima edizione.
Il tema scelto per questa edizione, “Il coraggio di vivere in bellezza”, ha coinvolto studenti, docenti e dirigenti scolastici in un percorso educativo e creativo che ha posto al centro il valore della bellezza autentica, da cercare e custodire nella vita quotidiana, soprattutto nelle sue sfide.
Alla cerimonia interverranno monsignor Stefano Rega, vescovo della diocesi, don Giuseppe Fazio, rettore del Seminario Vescovile, la professoressa Maria Luisa Coppola, già presidente nazionale del Serra Club, e l’avvocato Lina Giovinazzo, presidente del club calabrese ospitante. Saranno inoltre presenti i dirigenti scolastici, gli insegnanti e soprattutto gli studenti delle scuole che hanno preso parte con entusiasmo e impegno al concorso.
Numerosi gli istituti scolastici del territorio che hanno aderito all’iniziativa. Da Cetraro hanno partecipato le scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Cetraro: il plesso San Filippo (pluriclasse terza, quarta e quinta), il plesso Vonella (pluriclasse prima e terza A; pluriclasse seconda, quarta e quinta), il plesso Marina (classe terza A e classi quinte sezioni A e B), e il plesso San Pietro (pluriclasse prima, seconda, terza e quinta A). Sempre da Cetraro, hanno preso parte anche gli studenti dell’Istituto di istruzione superiore “Silvio Lopiano”, con il Liceo Scientifico (classi terza C, quarta C e quinta C), il Liceo Artistico (classi seconda A e quarta A) e l’indirizzo Trasporti e Logistica (classe quarta N).
Ha partecipato inoltre l’Istituto Comprensivo “Paolo Borsellino” di Santa Maria del Cedro con la scuola secondaria di primo grado di Orsomarso (pluriclasse prima, seconda e terza).
Dall’Istituto di istruzione superiore di Roggiano Gravina sono giunti elaborati dall’Ipsia (Istituto professionale per l’industria e l’artigianato – Settore legno), classe prima A della sede di Sant’Agata di Esaro) e dall’Itet (Istituto Tecnico Industriale indirizzo Elettronica ed Elettrotecnica, classe quarta B).
San Marco Argentano è stata rappresentata dalle classi quinte della scuola primaria del plesso Centro, appartenente all’Istituto Comprensivo della città, e dall’Istituto di istruzione superiore San Marco Argentano, con le classi prima A, seconda A, terza A e quarta A dell’indirizzo amministrazione, finanza e marketing.
Anche da San Sosti è giunta la partecipazione della classe quinta A della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo San Sosti – Malvito.
L’evento sarà impreziosito dall intermezzo musicale del Maestro Beatrice De Loria, che accompagnerà la cerimonia con voce e chitarra, rendendo l’atmosfera ancora più gioiosa. L’invito all’evento è esteso a tutti con l’intento di celebrare insieme l’alto valore di un’iniziativa che in questa edizione viene celebrata nel territorio della diocesi di San Marco Argentano – Scalea e che pone i giovani al centro, guidandoli a riscoprire la bellezza della vita attraverso lo sguardo della cultura. (rcs)
RENDE – Sabato il Premio “Un libro amico per l’inverno”
Sabato, al Museo del Presente di Rende, alle 17, nella Sala Tokyo, si terrà la cerimonia conclusiva del Premio Letterario Internazionale ”Un libro amico per l’inverno”, indetto e organizzato dall’Associazione Culturale GueCi.
La manifestazione, inserita nel prestigioso cartellone Cepell “Il Maggio dei Libri”, è patrocinato dall’Unesco, Città di Rende, Istituto Italiano Cultura di Napoli, Cisat e Liups.
La valutazione delle Opere iscritte al concorso è affidata a ben due Giurie: Giuria Critici: presidente Premio Anna Laura Cittadino (presidente Ass.ne GueCi, scrittrice e poetessa), Presidente di Giuria sezione Poesia edita: prof.re Natale Vulcano (scrittore-poeta). Membri Giuria sezione poesia edita: Marinella Cossu (poetessa), Luigi Ferrari ( poeta e saggista), Antonella Tocci (poetessa).
Presidente di Giuria sezione narrativa edita: Marco Marra (poeta-scrittore). Membri di Giuria sezione narrativa edita: dott.ssa Mariateresa Buccieri (poetessa-critica d’arte), dott.ssa Maria Mollo (scrittrice-poetessa), dott. Paolo Petruzzelli (scrittore).
La narrativa edita vede sul podio: “Teresa – Il sentire dei fiori di iperico” di Patrizia Mandaglio (Ass.ne Cult. Caffè delle Arti), “Rocco il giostraio” di Marcello Loprencipe (Campi di carta), “Senza identità ” di Desirè Roberto (YouCanPrint).
I vari premi speciali: Premio Presidente di Giuria “Aconite” di Alessadro Spocci (Il Rio edizioni), Premio Giuria Critica “Figlia della terra” di Teresa Cuparo (Emia Edizioni) Premio Speciale miglior Opera per ragazzi “Un amico di nome Antonio Vivaldi” di Cecilia Casella (A.P), Premio Speciale “ Storie vere” a “Portami al mare” di Domenico Latino (Officine Editoriali da Cleto); Premio Speciale miglior romanzo “Nel segreto del padre” di Giandomenico Betalli (Passerino Editore).
Premio Speciale miglior Opera autobiografica “Un passo alla volta-Sogna ragazzo sogna” di Simona Marafioti ( La Caravella Editrice), Premio Speciale miglior Opera di denuncia sociale “Povera squola-Un prof senza più speranze racconta” di Salvatore La Moglie (Setteponti Edizioni), Premio Speciale miglior opera di narrativa “Ironta – Pazzo per Victor” di Claudio Bianchetti (La Caravella Editrice).
Inoltre, i vincitori, per la sezione Poesia edita: Primo Premio “Nei cieli di Odessa” di Marcello Tagliente (Manni Editori), a seguire “Le ragioni invecchiate” di Attilio Domenico Giannoni (Puntoacapo Editrice).
“Qual perfetto appiglio” di Renzo Piccoli (Sovera Edizioni) si aggiudica il Premio della Giuria Critica “Il soffione e la farfalla” di Luigi Carlo Rocco ( Florestano Edizioni), mentre il Premio Speciale Emozioni va a “Raccolta di emozioni” di Gilda Di Vincenzo (Luigi Pellegrini Editore).
Premio Speciale a “Molliche” di Stefano Baldinu (Dibuono Edizioni). Due le Menzioni d’Onore conferite a: “L’ombra degli attimi” di Lorenzo Piccirillo (Leonida Edizioni) e a “Chiaroscuri” di Luisa Totino (Aletti Editore).
L’evento vedrà la partecipazione, per gli intermezzi musicali, di Caterina Loizzo (Accademia Salfi, classe di Arpa M.E. De Zarlo). (rcs)
BAGNARA (RC) – Avanza il cantiere per la realizzazione del nuovo edificio scolastico
Il Vicesindaco metropolitano Carmelo Versace, insieme al Dirigente Arch. Mezzatesta ha eseguito un sopralluogo per verificare l’andamento dei lavori di costruzione del nuovo Liceo Scientifico ed I.T.I. nel Comune di Bagnara Calabra.
Il nuovo edificio avrà una forma suddivisa in settori funzionali, che ospiteranno rispettivamente l’area didattica (aule, laboratori, servizi igienici e tecnici) e quella amministrativo – dirigenziale (segreterie, presidenza, sale docenti, servizi igienici e tecnici). Tutte le aule sono state progettate in modo da contenere tutti gli arredi e le attrezzature necessarie per il lavoro individuale, sia in riferimento alle attuali esigenze della scuola sia per quelle future, le partizioni interne, convenientemente insonorizzate e di robustezza adeguata.
I lavori, eseguiti per conto dell’impresa Pan Costruzioni di Pellegrino, sotto la supervisione del Rup, arch. Francesco Rigoli per un importo complessivo di 3,3 milioni di euro prevedono una consegna “chiavi in mano”: sono pertanto compresi tutti i lavori, le prestazioni, i servizi, le forniture e le provviste necessarie per consegnare il lavoro completo e l’immobile pronto all’uso, dotato inoltre delle caratteristiche prestazionali di efficienza energetica ed eco sostenibilità.
«Siamo orgogliosi di questo importante progetto che stiamo seguendo in tutte le sue fasi di realizzazione – ha affermato il Vicesindaco metropolitano Versace – un progetto moderno ed innovativo che metterà al primo posto le esigenze didattiche degli studenti, creando ambienti ampi e spaziosi, con un occhio di specifico riguardo per gli aspetti legati alla sicurezza dell’edificio».
Gli studenti del “Gatti Manzoni Augruso” di Lamezia alla mostra “Gli invisibili”
È stata una giornata ricca di emozioni e riflessioni per gli studenti dell’Istituto comprensivo “Gatti Manzoni Augruso” di Lamezia Terme, che hanno visitato la mostra “Gli invisibili: volti, nomi e storie di chi è stato ammazzato dalla mafia e dall’indifferenza”.
L’iniziativa, curata da Lavinia Caminiti e promossa dall’Associazione nazionale magistrati del Distretto di Catanzaro e dalla Fondazione Trame Ets, ha l’obiettivo di restituire dignità e memoria a chi troppo spesso è stato dimenticato, vittima non solo della violenza mafiosa, ma anche del silenzio e dell’indifferenza collettiva. Ad accogliere gli studenti il funzionario Deborah Chirico, che ha introdotto i percorsi relativi alla mostra fotografica attraverso le varie icone ubicate tra i vari piani del Palazzo di giustizia.
La mostra ricostruisce, attraverso le immagini tra passato e presente, avvenimenti tragici avvenuti per mano della mafia, riportando i fatti avvenuti insieme alle persone coinvolte, tra cui giudici, magistrati, parroci, donne e anche bambini trucidati, di cui è importante mantenere viva la memoria soprattutto tra i giovani. Tra le vittime di mafia viene ricordato, a distanza dal cinquantesimo anniversario dell’attentato, il primo magistrato assassinato dalla ‘ndrangheta in Calabria, Francesco Ferlaino, ucciso il 3 luglio 1975 a Lamezia Terme. Poi un’ampia carrellata di immagini dove vengono ricordati anche gli attentati avvenuti nel 1992 dei giudizi Falcone e Borsellino e tante altre personalità che hanno sempre lottato contro le ingiustizie e per la legalità. Le fotografie in bianco e nero, accompagnate da brevi biografie e testimonianze, raccontava storie di uomini, donne e giovani che hanno perso la vita per aver detto “no” alla mafia.
Obiettivo della mostra, che ha trasformato il Tribunale in uno spazio di memoria e consapevolezza, è quello di sensibilizzare i giovani rafforzando il senso civico nonché la cultura della legalità attraverso la memoria.
«È un’iniziativa molto importante – ha evidenziato la dirigente scolastica Antonella Mongiardo – perché coinvolge direttamente le nuove generazioni in un percorso di consapevolezza. La mostra, che racconta chi è stato ucciso dalla mafia e dall’indifferenza, ha rappresentato non solo un momento di apprendimento, ma anche un’esperienza di partecipazione civica: un invito a guardare oltre le cronache e le semplificazioni, per riscoprire il valore della memoria attiva e dell’impegno quotidiano contro ogni forma di ingiustizia». La partecipazione degli alunni alla mostra fotografica è stata organizzata dalle referenti alla Legalità della scuola, le insegnanti Marianna Sena e Giovanna Folino. (rcz)
AIELLO CALABRO (CS) – Sabato in scena “Anna Cappelli”
Sabato 17 maggio, ad Aiello Calabro, alle 21, al Teatro Comunale, andrà in scena “Anna Cappelli”, scritta dal grande genio napoletano Annibale Ruccello e prodotta dalla compagnia “Teatro Primo”, con l’interpretazione di una straordinaria Silvana Luppino e la regia di Christian Maria Parisi.
La pièce è una nuova perla che va ad arricchire il calendario del festival “Poeti della Terra – De Publica Opinione”, finanziato con risorse PAC 2014/2020- Az. 6.8.3 erogate ad esito dell’Avviso “Attività Culturali 2023” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione e Pari Opportunità – Settore Cultura. Nome di pregio quello della compagnia “Teatro Primo”, che si è fatta conoscere per l’uso sapiente di bravura e innovazione. Ironia, sarcasmo, disperazione, cinismo e lucidità: c’è veramente ogni ingrediente nella regia di questa opera straordinaria, dall’atmosfera onirica e drammaticamente comica.
Anna Cappelli è una impiegata che vive ai margini della società. La sua vita è fatta di grigio, di cucine condivise, il sogno di una esistenza tinta di rosa che resta solo un sogno. È la storia di una solitudine tra tante solitudini, vissute con un’energia comica che lascia disarmati. L’interpretazione tagliente e ironica di Silvana Luppino ha già raccolto numerosi consensi nel corso delle repliche e giunge nel borgo di Aiello Calabro per regalare un momento di altissima cultura e divertimento puro. Un teatro fatto bene.
«Lavorare alla regia di questo che considero un piccolo capolavoro drammaturgico perfettamente sospeso tra commedia e tragedia firmato da un grandissimo autore quale è stato Annibale Ruccello ritengo sia stato per la nostra compagnia teatrale innanzitutto una fortuna, un dono – spiega il regista Christian Maria Parisi. – Come molti di noi, oggi sovraesposti agli stimoli dei social network, della pubblicità e di modelli di vita esterni al nostro reale quotidiano, anche la protagonista ha una sovraesposizione mentale ed emotiva. Abbiamo tentato di sbirciare nella sua testa per raccontarla».
«Portare questo testo e questa compagnia all’interno del nostro festival – spiega il direttore artistico Angelica Artemisia Pedatella – per tutti noi è una emozione. Opere di questo pregio e artisti teatrali di questo spessore che arrivano in un paese che sta riemergendo culturalmente grazie agli sforzi fatti finora significa raccogliere una vittoria e offrire alla gente qualità. È quello che manca davvero per far sentire la Calabria un luogo speciale». Soddisfatto il sindaco Luca Lepore: «Aiello Calabro sta offrendo da diverso tempo una qualità alta. Il palcoscenico del nostro teatro sta vivendo davvero molte emozioni e noi che amiamo questo paese non possiamo che essere orgogliosi e pieni di gratitudine per tutta la bellezza che ci sta arrivando. Frutto indubbiamente dei nostri sforzi, ma anche un vero regalo da parte dei tanti artisti calabresi di valore che continuano a dirci di sì». (rcs)
COSENZA – Si presenta il film “Nottefonda”
Domani, alle 20, al Cinema San Nicola di Cosenza, sarà presentato il film “Nottefonda” di Giuseppe Miale di Mauro. Sarà presente, anche, l’attore protagonista Francesco Di Leva. A moderare l’incontro la giornalista Barbara Marchio.
Scritto dallo stesso regista con Bruno Oliviero e Francesco Di Leva, “Nottefonda” è prodotto da Mad Entertainment con Rai Cinema in collaborazione con Leocadia. La serata evento è organizzata da Giuseppe Citrigno, presidente Anec Calabria e amministratore della CGC Sale cinematografiche. Francesco Di Leva torna a Cosenza dopo la vittoria del David di Donatello 2025 come migliore attore non protagonista per il film “Familia”, presentato proprio al Cinema Citrigno insieme al regista Francesco Costabile.
Liberamente tratto dal romanzo, “La strada degli Americani” (Frassinelli) a firma dello stesso regista Miale Di Mauro, il film racconta la storia di Ciro (Francesco Di Leva), un uomo allo sbando dopo la perdita della moglie, che ogni notte esce con il figlio di tredici anni, Luigi (Mario Di Leva), alla ricerca di quell’auto rossa che ha investito e ucciso l’amata moglie. In questa ricerca ha perduto sé stesso, il senso del tempo e la possibilità di far vivere una vita normale a suo figlio, un ragazzino costretto a crescere in fretta per trattenere il padre dalla discesa negli inferi. Una via crucis dell’elaborazione di un lutto difficile da superare. Ma il loro destino è già scritto, e durante l’ultima “Nottefonda” dovranno affrontarlo.
In “Nottefonda” l’attore napoletano condivide il set con il figlio Mario, classe 2010.
«Il mio personaggio di Ciro – racconta Francesco Di Leva – è un uomo che sprofonda in un abisso e, dopo aver raggiunto il punto più profondo e oscuro della sua esistenza, prova in tutti i modi a risalire a galla, sperando di vedere presto la luce. Non è un vero tossicodipendente, ma ha trovato nell’uso e nell’abuso del crack uno sfogo per uscire dalla traversata del lutto che lo ha colpito dopo la morte improvvisa di sua moglie in un incidente stradale. Per restituire al personaggio il dolore, la fatica, ma anche la tenerezza che si porta dietro come un macigno, ho lavorato molto sul silenzio».
«Ciro evita di confrontarsi con le persone – ha proseguito – e anche di incontrare gli sguardi degli altri, sfugge a qualsiasi contatto umano perché questa circostanza implicherebbe un confronto. Lui sa che è il momento di essere invaso dalla sofferenza, vuole percepirla come ultima e grande esperienza di amore verso sua moglie mentre tutto il resto, gli altri, la vita di ogni giorno, vengono dopo». (rcs)
RENDE (CS) – Il convegno “Insieme per Educare”
Domani pomeriggio, a Rende, alle 16, nell’Aula Magna dell’Istituto Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori a Rende, si terrà il convegno “Insieme per Educare: Famiglia e Scuola la Sfida della Corresponsabilità”, organizzato dal’Associazione Italiana Maestri Cattolici e dal Forum Famiglie della Calabria.
Intervengono Silvana Sita presidente AIMC Calabria, Suor Immacolata Gigliotti e don Luciano Fiorentino assistente spirituale AIMC, Mons. Giovanni Checchinato Arcivescovo Metropolita di Cosenza- Bisignano
Gli interventi programmati, che affronteranno vari punti di vista, saranno di: Esther Flocco Presidente Nazionale AIMC, Adriano Bordignon Presidente Nazionale Forum Associazioni familiari, Brunella Serpe – docente storia della pedagogia e dell’educazione all’Unical.
Le conclusioni sono affidate a: Loredana Giannicola Dirigente ambito territoriale di Cosenza. Modererà i lavori Claudio Venditti giornalista e presidente Forum Famiglie Calabria.
Durante il convegno è previsto un intrattenimento musicale a cura della soprano Alessandra Mandarino e del pianista Gianbattista Bruno.
«Un tema di grande attualità», affermano gli organizzatori, «poiché l’educazione dà forza alle Comunità».
«Il futuro della società – ci insegna Papa Francesco – si gioca nel modo in cui scuole e famiglie collaborano per educare bambini, ragazzi e giovani». L’evento è un’importante occasione di confronto e riflessione sul tema della corresponsabilità educativa. L’obiettivo è di promuovere una maggiore collaborazione tra Famiglia, Scuola e Istituzioni. Il convegno esplorerà le sfide attuali dell’educazione indicando azioni concrete sulle quali genitori, insegnanti e agenzie educative, sentendosi comunità educante, possano lavorare insieme per un’educazione di qualità, inclusiva e sostenibile. (rcs)







