Al via “Tech4You”, l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata

«La nostra regione, grazie a Tech4You, può narrare una storia diversa della Calabria e fare scuola al resto dell’Italia». È quanto ha dichiarato la vicepresidente della Regione, Giusi Princi, alla presentazione all’Università della Calabria del progetto Tech4You, l’Ecosistema dell’Innovazione di Calabria e Basilicata.

Tech4You, il progetto di ecosistema dell’innovazione calabro-lucano, è uno degli undici Ecosistemi territoriali vincitori del bando Pnrr del Ministero dell’università e della ricerca. È risultato il secondo migliore in Italia, ottenendo un finanziamento di 119 milioni di euro, e il suo principale scopo è il trasferimento tecnologico dei prodotti della ricerca al territorio per lo sviluppo dell’innovazione.

Tech4You nasce da una proposta progettuale presentata dall’Università della Calabria, in qualità di capofila, in partenariato con Università Magna Graecia di Catanzaro, Università Mediterranea di Reggio Calabria, Università della Basilicata, Cnr, Regione Calabria e Basilicata e con 19 altri soggetti pubblici e privati del tessuto economico-sociale delle due regioni.

Le tecnologie, in ambito ambientale, energetico, agro-alimentare, culturale e informatico, sono il centro e lo strumento del progetto che mira al contrasto dei cambiamenti climatici per un miglioramento complessivo della vita.

Nell’aprire i lavori, i rettori degli atenei coinvolti e la presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, hanno espresso la soddisfazione e la determinazione di cogliere al massimo l’ambiziosa sfida derivante dal risultato ottenuto con il progetto Tech4You.

«Un risultato straordinario – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone dell’Unical – la nostra proposta di Ecosistema del Sud precede i progetti di regioni ben più avanti sul fronte dell’innovazione. È particolarmente significativo per il territorio perché non si tratta di un bando qualsiasi, ma questo è “il” bando del Mur dedicato al trasferimento tecnologico, in cui viene chiesto a università ed enti di ricerca di dare un importante contributo di innovazione al territorio».

«Tech4You conferma che al Sud le eccellenze non mancano e che, quando si sa fare squadra e si lavora in sinergia superando i campanilismi, si ottengono risultati rilevanti, che superano persino al le aspettative», ha affermato Leone, aggiungendo poi che, passato il momento di soddisfazione e orgoglio, ora bisogna subito rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

«Dobbiamo produrre risultati spendibili, il progetto è ambizioso, ha obiettivi sfidanti ma raggiungibili», ha concluso il rettore dell’Unical.

Per Maurizio Muzzupappa, il docente Unical che ha coordinato i lavori di elaborazione della proposta progettuale, Tech4You è un’opportunità reale di sviluppo del territorio al quale vanno indirizzati i risultati di ricerca, ovvero le tecnologie a cui lavoreranno i sei spoke, le strutture impegnate nello sviluppo delle linee di ricerca del progetto. Tech4You, la tecnologia per te, è appunto mettere a disposizione della società i prodotti della ricerca per favorire il miglioramento della qualità della vita che incontra un pericoloso ostacolo nel clima che cambia.

«A settembre – ha poi annunciato Muzzupappa – sarà pronto un catalogo di tutti i progetti pilota degli spoke da dare agli stakeholder per imboccare la strada che porta allo sviluppo del territorio a beneficio della società civile. Quest’ultima deve fare la sua parte e collaborare affinché alla fine dei tre anni di progetto il processo di cambiamento continui».

La struttura dell’ecosistema calabro – lucano, come richiesto dal Mur, è organizzata secondo il modello hub & spoke, l’hub con funzioni di coordinamento e gestione e gli spoke deputati alle attività di ricerca. L’hub Tech4You, costituito lo scorso 14 giugno, è una società consortile a responsabilità limitata che ha il compito di interfacciarsi con i sei spoke, promuovere e rafforzare la collaborazione tra il sistema della ricerca, il sistema produttivo e le istituzioni territoriali, valorizzare i risultati della ricerca.

I dettagli sull’organizzazione, le funzioni, le competenze e gli obiettivi dell’hub sono stati illustrati, nel corso del meeting, dal suo presidente, il docente Unical Roberto Musmanno.

«Innovare il tessuto economico, creare occupazione di qualità, ridurre il gap fra competenze erogate dalle università e competenze richieste dal mondo del lavoro sono alcuni degli obiettivi di Tech4You che, anche al termine dei tre anni di progetto, deve mandare avanti le attività per garantire uno sviluppo pieno della società», ha chiosato Musmanno.

Le attività di Tech4You si articoleranno in sei settori affidati ai sei spoke, tutti legati allo sviluppo di tecnologie per contrastare i cambiamenti climatici. Durante il meeting il responsabile di ogni spoke ha esposto le attività che saranno sviluppate.

E così, Giovanni Gullà del Cnr ha presentato le tecnologie per la mitigazione dei rischi geo-idrologici e boschivi dello spoke 1, Anna Pinnarelli dell’Unical quelle dirette alla riduzione del consumo energetico e alla tutela della biodiversità dello spoke 2, Mariateresa Russo di UniRC le tecnologie intelligenti per una filiera alimentare e forestale sostenibile (spoke 3), Marcello Schiattarella, Unibas, le azioni per la valorizzazione (spoke 4), Giovanni Cuda di UniCZ le tecnologie per una sana alimentazione (spoke 5), e Gianluigi Greco le tecnologie per la trasformazione digitale e il trasferimento tecnologico dello spoke 6, quello trasversale che mette in relazione tutti gli altri spoke.

Di connessione fra spoke per la co-creazione di conoscenze ha parlato anche Alessandro Maria Lerro di Entopan Innovation, partner di progetto per le attività di supporto alla nascita di nuove imprese.

La progettazione di Tech4You ha ottenuto da subito il sostegno delle due regioni interessate dall’ecosistema.

«Le linee di ricerca dei sei spoke racchiudono le vocazioni della nostra regione che grazie a Tech4You può narrare una storia diversa di Calabria e fare scuola al resto dell’Italia», ha dichiarato Giusi Princi, vice presidente della giunta della Regione Calabria. «Noi ci siamo – ha aggiunto – per accompagnare il presente e il futuro di Tech4You».

La presentazione ufficiale dell’ecosistema dell’innovazione di Calabria e Basilicata dà ora il via alle attività di ricerca destinate a vincere una grande sfida, quella di cambiare per rispondere a un clima che cambia. (rcs)

Nicola Irto (PD): Il progetto Tech4You dell’Unical una speranza per la Calabria

Il segretario del Partito Democratico Calabria, Nicola Irto, ha definito il progetto Tech4You (Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement) dell’Università della Calabria, «una speranza per la Calabria e segno dell’eccellenza della nostra Università».

Il progetto di ecosistema dell’innovazione di Calabria e Basilicata è risultato vincitore del bando del ministero dell’Università e della ricerca, su fondi del Pnrr, con un punteggio altissimo. Si tratta del secondo migliore in Italia davanti, tra gli altri, a Lombardia, Toscana, Piemonte, Lazio, Veneto. Per realizzarlo, il ministero ha assegnato 119 milioni di euro sui 120 massimi concedibili.  Tech4You impegnerà oltre 850 docenti e ricercatori e prevede il reclutamento di nuovo personale: 163 ricercatori a tempo determinato e 113 posti di dottorato industriale.

Si tratta, per Irto, di «un esempio virtuoso di utilizzo dei fondi del Pnrr che esalta le eccellenze della Calabria e dimostra come, con competenza e professionalità, sia possibile programmare un futuro diverso per la nostra terra». 

«Il progetto rappresenta una perfetta sintesi tra mondo dell’Università, delle Istituzioni e dell’innovazione – ha detto ancora Nicola Irto – che devono incrociarsi sempre di più per far fronte alle sfide del futuro, a partire da quella rappresentata dal cambio, preoccupante, degli scenari climatici».

«Tech4You – ha spiegato – va proprio in questa direzione e consentirà di sviluppare tecnologie per gestire i rischi naturali, per ridurre il consumo energetico e salvare la biodiversità, per una filiera alimentare e forestale sostenibile,  e per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale».

«Un plauso, dunque, a tutti gli attori che hanno consentito di realizzare questo progetto fondamentale sia per la Basilicata che per la Calabria. La politica – ha proseguito Irto – deve valorizzare esperienze come questa e creare le condizioni perché si moltiplichino in maniera tale da far rendere al massimo le tante professionalità eccezionale che operano sul nostro territorio. Sono questi i percorsi che potranno consentire di realizzare condizioni concrete di sviluppo e bloccare la fuga verso il nord del Paese o verso l’Europa dei nostri giovani».

«Una filiera efficiente e ben collegata, tra politica, Amministrazioni e Università – ha concluso – è un obiettivo da realizzare nell’immediato anche per sfruttare nel miglior modo possibile le risorse messe in campo con il Pnrr che la Calabria non può permettersi di sciupare». (rcz)

Ecosistema dell’Innovazione, all’Unical ad agosto si presenta il progetto “Tech4You”

Il 2 agosto, all’Università della Calabria, nell’aula Magna, sarà presentato il progetto Tech4You (Technologies for climate change adaptation and quality of life improvement), il progetto di ecosistema dell’innovazione di Calabria e Basilicata vincitore del bando del ministero dell’Università e della ricerca, su fondi del Pnrr.

La proposta dell’Unical, che è il secondo migliore in Italia, è al primo posto assoluto sia per quanto riguarda gli obiettivi e la qualità scientifica del programma di ricerca, che per l’impatto atteso sul territorio, e tra le sole quattro approvate al Sud.

Si tratta di un progetto di grande impatto, a cui il ministero ha assegnato 119 milioni di euro sui 120 massimi concedibili. Tech4You impegnerà oltre 850 docenti e ricercatori e prevede il reclutamento di nuovo personale: 163 ricercatori a tempo determinato e 113 posti di dottorato industriale.

Tech4You sarà organizzato con una struttura divisa in hub, dedicati ad attività di gestione e coordinamento, e sei spoke dedicati alla ricerca, tutti orientati a rispondere alla sfida del cambiamento climatico. Saranno sviluppate tecnologie per gestire i rischi naturali, per ridurre il consumo energetico e salvare la biodiversità, per una filiera alimentare e forestale sostenibile, per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, per un’alimentazione più sana, per una trasformazione digitale che renda più innovative le comunità locali.

Saranno i referenti degli spoke a presentare nel dettaglio le attività di ricerca progettate per il raggiungimento degli obiettivi dell’ecosistema, ovvero la creazione di opportunità di sviluppo socio-economico in grado di determinare nuova occupazione e rafforzare la resilienza delle comunità coinvolte.

L’evento prevede gli interventi dei rettori di Calabria e Basilicata, della presidente del Cnr, Maria Chiara Carrozza, del docente Unical che ha coordinato la stesura del progetto Tech4You, Maurizio Muzzupappa, del presidente del Cda dell’hub, Roberto Musmanno. Le conclusioni saranno affidate ai presidenti Vito Bardi, della Regione Basilicata, e Roberto Occhiuto, della Regione Calabria. Modera l’incontro la giornalista Manuela Iatì, già corrispondente Sky Tg24 e collaboratrice di testate nazionali. Saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni, del mondo produttivo e del terzo settore delle due regioni. (rcs)

UniCaLab: vince l’app che cambia il modello di pubblicità nei videogiochi

Sono Gamerge, Waitergo e AYL, i vincitori del quinto ciclo di UniCaLab, il percorso di formazione e contaminazione per lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative promosso dall’Università della Calabria.

Gamerge vuole stravolgere il modo di fare advertising nei videogiochi attraverso una piattaforma che faccia inserire i prodotti pubblicitari nel “mondo” del videogioco in automatico, adattando gli skin (modelli) a ciò che si vuole pubblicizzare, senza creare disturbi ai giocatori e profilandoli anche.

Waitergo è il progetto di un’applicazione web che punta a far incontrare domanda e offerta di lavoro nel settore della ristorazione.

L’idea di AYL, invece, è quella di realizzare un servizio di ristorazione innovativo, basato su una app con cui il cliente può creare un pasto personalizzato, bilanciando in modo ottimale gli elementi e ottenendo informazioni nutrizionali complete sul cibo ordinato per consumare cibi sani, di qualità e a chilometro zero.

Per loro premi in servizi e un percorso di accelerazione presso l’incubatore di startup TechNest dell’Unical.

A decretare i tre vincitori una giuria composta dai docenti Unical Maurizio Muzzupappa del Dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica e gestionale (Dimeg) e delegato del Rettore per il Trasferimento tecnologico; Donatella Armentano, del Dipartimento di Chimica e delegata del Rettore per i Laboratori e le Infrastrutture di ricerca; Mariacarmela Passarelli, del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche, esperta in technology management e imprenditorialità; Anna Pinnarelli, ricercatrice del Dimeg, esperta in sistemi elettrici per l’energia; Mariafrancesca D’Agostino, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, esperta in processi di accoglienza, integrazione e interculturalità; e dall’imprenditore Luigi Barberio, fondatore della società di informatica Platonet srl e CEO del factory lab Destinazioni Innovative.

Gli altri pitch della finale sono stati quelli dei progetti ARM Technologies, tecnologie per batterie di auto elettriche; WasteLess, differenziatore automatico dei rifiuti; EventEasy, informazioni sugli eventi dei locali notturni e non solo; FlexGo, soluzione per il miglioramento dell’efficienza lavorativa dei dipendenti di aziende.

Soddisfatto anche di questo quinto ciclo di UniCaLab, del lavoro fatto dai partecipanti per affrontare il corso e la finale si è detto il professore Maurizio Muzzupappa annunciando che si lavorerà sempre di più affinché questo percorso si traduca in un’opportunità per gli studenti e i laureati di realizzare le ambizioni professionali nella propria terra. (rcs)

RENDE (CS) – Al via il progetto per la valorizzazione del dialetto

Si chiama Dialectus – Territorio rendese, il progetto che sarà realizzato dall’Amministrazione comunale di Rende, guidato dal sindaco Marcello Manna, con l’Università della Calabria e il suo Laboratorio di Fonetica.

La proposta di conservazione e salvaguardia del dialetto rendese, avrà come finalità la costituzione di un modello innovativo di analisi, ricerca e divulgazione, in seguito a un lavoro di reperimento del materiale sonoro esistente e la stima della vitalità e la specificità del dialetto rendese, per approdare alla creazione di un archivio sonoro e un portale dedicato in cui si potranno creare dei percorsi della memoria personalizzati.

«L’auspicio – ha sottolineato il sindaco Marcello Manna – è che questo progetto pilota divenga buona pratica per l’intero territorio regionale: è attraverso la salvaguardia e la ricerca delle nostre radici che possiamo salvaguardare il nostro patrimonio identitario».

L’idea è che attraverso i più moderni principi dell’e-learning si valorizzerà il patrimonio culturale attraverso il recupero delle fonti orali allo scopo di preservare il dialetto e di rivalutarlo come risorsa espressiva nuova, non subordinata alla lingua italiana.

«Un progetto di grande valenza culturale: la riscoperta del dialetto rendese e di conseguenza il recupero e la valorizzazione degli usi e tradizioni del territorio rendese significa valorizzare il nostro territorio anche attraverso il recupero delle tradizioni locali e della cultura materiale e immateriale del passato. Per questo riteniamo che la proficua collaborazione con l’Università della Calabria sia fondamentale per sostenere e sviluppare una nuova narrativa della nostra regione», ha proseguito il primo cittadino di Rende.

«I dialetti come i borghi, sono una ricchezza italiana unica, da riscoprire e riappropriare, usando la narrazione delle radici come strumento di incontro. Già da qualche anno, abbiamo avviato la collaborazione con il professore Romito e il Laboratorio di Fonetica, ospitando il convegno delle Scienze della Voce e avvalendosi delle sue competenze per dar vita alla conservazione e fruizione dei documenti sonori anche della musica popolare. Sono felice che questa collaborazione venga ora formalizzata attraverso “Dialectus” (divulgazione e archivio linguistico calabrese di tradizioni usi e suoni)», ha concluso l’assessora alla cultura Marta Petrusewicz.

Ricerca sull’idrogeno, l’Unical prima nel bando del ministero della Transizione ecologica

L’Università della Calabria si è classificata prima al bando del ministero della Transizione ecologica per la ricerca sull’idrogeno, con il progetto NoMaH (Novel Materials for Hydrogen Storage), nell’ambito del Pnrr.

La proposta è risultata prima in graduatoria tra le proposte ammesse a finanziamento che riguardano l’area tematica delle “Tecnologie innovative per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno e la sua trasformazione in derivati ed e-fuels”. A pari merito nella graduatoria generale, il progetto Mecca sulla tematica “Produzione di idrogeno clean e green”, presentato dall’Università di Messina come capofila, con Unical soggetto partner.

La call del ministero finanzia progetti di organismi di ricerca pubblici (enti e università) sviluppati dalle imprese.

L’obiettivo principale del progetto NoMaH è quello di stimolare la produzione e il consumo di idrogeno attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per il suo stoccaggio. NoMaH intende rispondere alle reali esigenze energetiche dei piccoli distretti produttivi e delle “comunità energetiche”, associazioni tra cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese che puntano alla produzione di energia “a chilometro zero”.

La ricerca sull’idrogeno è fondamentale anche per perseguire la decarbonizzazione e, nel mutato contesto geopolitico, contribuire a raggiungere l’indipendenza energetica e accelerare la transizione ecologica. Per quanto riguarda l’idrogeno, il gap tra le tecnologie esistenti per il suo accumulo e i requisiti di sicurezza, flessibilità, compattezza e sostenibilità ambientale richiesti per il suo utilizzo è ancora enorme. Al fine di ridurlo, nell’ambito del progetto NoMaH verrà adottato un approccio multidisciplinare che, coniugando le conoscenze dei partner nel campo della scienza dei materiali e dell’ingegneria, permetterà di sviluppare nuovi materiali e dispositivi attraverso cui si potranno realizzare sistemi ibridi di accumulo di piccola e media dimensione, in grado di operare in condizioni tali da rendere minimi i costi energetici e i problemi legati alla sicurezza del loro utilizzo.

«La nostra idea – ha commentato Raffaele Agostino, docente del dipartimento di Fisica dell’Unical e responsabile scientifico del progetto – è quella di favorire e stimolare la produzione di sistemi modulari a basso costo e a bassa emissione di gas ad effetto serra, integrabili con diversi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, in una logica di piena sostenibilità ambientale. Solo così potremo contribuire a una larga diffusione delle tecnologie tipiche dell’economia dell’idrogeno, favorendo la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili e fornendo un deciso impulso verso un uso pieno delle fonti rinnovabili».

Lo studio dei nuovi materiali e composti per l’accumulo di idrogeno verrà svolto dal gruppo di ricerca del laboratorio “Superfici e energia” del dipartimento di Fisica e dal gruppo di ricerca CECaSP_Lab del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente dell’Università della Calabria. Al laboratorio DeltaH sono affidate le prove di accumulo su serbatoi di volume fino a qualche decina di litri.

Le università partner del progetto sono: il Politecnico di Torino (tramite il centro interdipartimentale sull’energia e il dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia); il Politecnico di Bari; Alma Mater Studiorum di Bologna (tramite il gruppo di Sistemi e macchine per l’energia e l’ambiente del dipartimento di Ingegneria industriale e i dipartimenti di Chimica e di Fisica e astronomia).

Alle attività di ricerca e sviluppo parteciperà Rina Consulting – Centro Sviluppo Materiali Spa., ramo di consulenza di ingegneria di Rina, gruppo multinazionale nel settore Trasporti & infrastrutture, con sede a Genova, per quanto riguarda lo studio e le analisi dei sistemi di stoccaggio, con particolare riferimento ai materiali e ai dispositivi di contenimento dei materiali di accumulo, nonché per la verifica della funzionalità di un sistema di interesse per il progetto.

L’importo finanziato è pari a 3.128.012,47 euro su una dotazione complessiva del bando di 20 milioni di euro riservati agli enti di ricerca pubblici, di cui il 40 per cento a quelli delle regioni del meridione.

Il progetto Mecca, che ha ottenuto 3 milioni di euro, intende sintetizzare tramite una tecnologia innovativa di cracking del biometano, idrogeno verde in modo competitivo sia in termini di costo che di carbon footprint (letteralmente, “impronta di carbonio” che permette di determinare gli impatti ambientali che le attività antropiche hanno sul cambiamento climatico) rispetto all’idrogeno ottenuto da elettrolisi.

Mecca è stato presentato dall’Università di Messina in partenariato con Enea, Fondazione Bruno Kesler, NextChem Spa e Università della Calabria, per la quale è responsabile scientifico Girolamo Giordano, ordinario del dipartimento di Ingegneria dell’ambiente. (rcs)

Classifica di Shanghai, Unical ai vertici in Italia per ‘Computer Science and Engineering’

L’Università della Calabria è il secondo migliore Ateneo d’Italia nelle settore Computer Science and Engineering. È quanto è emerso dal Global Ranking of Academic Subjects di Shanghai, la classifica internazionale dei migliori atenei del mondo.

In questa classifica sono più di 1800 università su 5mila di 96 Paesi differenti sono incluse nel report, che valuta 54 ambiti disciplinari divisi in 5 macroaree (Scienze naturali, Ingegneria, Scienze della Vita, Scienze Mediche, e Scienze Sociali).

In particolare, nell’ambito ‘Computer Science and Engineering’ l’Unical figura al secondo posto a livello nazionale, preceduta solo dal Politecnico di Milano e a pari merito con la Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli, l’Università di Padova, l’Università di Trento. Sono solo 11 le università italiane entrate in classifica. Nel ranking mondiale, l’Unical si piazza nella fascia 201-300.

«Essere inseriti nelle classifiche di Shanghai è già di per sé un risultato di grande prestigio e l’Unical è presente in ben quattro macroaree su cinque. Raggiungere poi posizioni così rilevanti, nella graduatoria nazionale e non solo, assume un valore ancor più significativo, soprattutto perché il nostro è un ateneo giovane – commenta il Rettore Nicola Leone – È l’ennesimo risultato che dimostra come non sia necessario lasciare la Calabria per trovare una formazione accademica di qualità».

La classifica, che è relativa alle aree bibliometriche, tiene conto di cinque indicatori e prende come riferimento il numero e la qualità delle pubblicazioni, l’impatto che hanno avuto, calcolato sulla base delle citazioni, i premi ottenuti da docenti e ricercatori, le collaborazioni internazionali. Se si esamina il ranking in dettaglio, emerge inoltre che – sul parametro citazionale Cnci e sempre nell’ambito Computer Science and Engineering – l’Unical è prima in Italia e al 120mo posto nel ranking mondiale.

L’ateneo si classifica tra i migliori del Paese anche per l’ambito “Water Resources”: qui è sesto in Italia, a pari merito con altre tre università, e a livello mondiale compare nella fascia 151-200.

È importante sottolineare, infine, la presenza dell’Unical nella classifica dei migliori atenei anche nei seguenti ambiti, trasversali a varie macroaree: Civil Engineering (201-300), Chemical Engineering (201-300), Mechanical Engineering (301-400), Mathematics (401-500), Physics(401-500), Earth Sciences (401-500), Pharmacy and Pharmaceutical Sciences (401-500), Management (401-500).

«Il risultato ottenuto nella categoria “Computer Science & Engineering”, così come in altre categorie, è di assoluta eccellenza, collocando l’Unical tra le università top italiane e internazionali ancor prima di università molto più storiche e blasonate della nostra – ha dichiarato il professor Giancarlo Fortino, delegato del Rettore alle relazioni internazionali, che ha analizzato il ranking – Il risultato si basa esclusivamente sui dati oggettivi dell’analisi bibliometrica della produzione scientifica e non su parametri soggettivi presenti invece in altre classifiche che tendono ad avvantaggiare le università storiche o quelle posizionate in località internazionali ben conosciute».

Al risultato raggiunto dall’ateneo hanno dato un importante contributo, grazie all’alto numero di citazioni ottenuto dalle loro ricerche in Informatica, lo stesso rettore Nicola Leone e il professor Giancarlo Fortino. Quest’ultimo, in particolare, risulta l’unico “Highly cited researcher” in Italia nell’ambito “Computer Science” (classifica “Highly cited researcher” 2021). (rcs)

L’auto da corsa costruita all’Unical sul podio della Formula Sae

Il team dell’Università della Calabria del Reparto Corse si è classificato terzo nella tappa italiana della Formula Sae, la competizione internazionale che vede gli studenti di ingegneria cimentarsi nella progettazione e costruzione di una vettura da corsa per poi competere in appassionanti gare di velocità ed abilità.

Il team calabrese ha partecipato alla competizione con Anemos, che si è dimostrata competitiva in tutte le varie prove: accelerazione, skid pad, autocross e soprattutto l’endurance che ha visto l’auto da corsa arrivare al terzo posto e ha consentito alla squadra di scalare la classifica finale superando tutte le università italiane presenti (Bologna 4°, Padova 6° e Modena 7°), arrivando dietro solo a due corazzate tedesche.

La classifica finale vede il reparto corse calabrese terzo con 655 punti dietro l’Università di Darmstadt con 795 punti e l’Università di Esslingen arrivata prima con ben 955 punti su 1000. Sul circuito di Varano de’ Melegari l’Unical ha preceduto 22 università provenienti da tutto il mondo.

La prima volta che l’Unical Reparto Corse ha iniziato la sua avventura nella formula SAE era il 2006. In questi 16 anni ha partecipato alla manifestazione ben tredici volte, dodici di queste con una propria vettura. Nelle varie partecipazioni l’Unical Reparto Corse ha sempre primeggiato nelle prove teoriche della competizione, ma ha spesso sofferto il gap tecnologico con le più blasonate e, soprattutto più ricche, università europee. Fino all’edizione 2022.

«Quest’anno avevamo un compito molto importante: festeggiare adeguatamente il cinquantesimo della nostra Università. E quale modo migliore per farlo? – ha detto il professor Muzzupappa al termine della gara – Dopo tante fatiche, e anche tanta sfortuna, un terzo posto che premia le capacità di un gruppo che ha saputo primeggiare a livello internazionale, pur nelle mille difficoltà dovute ad un territorio che non sa supportare adeguatamente le competenze dei nostri giovani».

«E in questo momento di grande soddisfazione – ha proseguito – ci tengo a sottolineare che questo risultato non è soltanto il frutto di questi 25 studenti che hanno saputo brillantemente destreggiarsi in una competizione serratissima, ma è il risultato di tanti ragazzi che prima di loro hanno saputo costruire questa splendida realtà calabrese che è l’Unical Reparto Corse».

«Questi giovani studenti – ha concluso – ci insegnano una grande verità: non possiamo e non dobbiamo nasconderci dietro le difficoltà, gli imprevisti o la sfortuna; non possiamo giustificarci per un contesto che spesso ci rema contro, ci critica e ci ostacola. Se desideriamo veramente raggiungere un obiettivo, anche ambizioso, lo studio, la dedizione e la passione sono gli strumenti sufficienti per raggiungerlo». (rcs)

L’Unical ha pubblicato il 50° bando di ammissione per i corsi di laurea

di FRANCO BARTUCCIL’Università della Calabria il 12 luglio ha pubblicato il 50° bando di ammissione ai vari corsi di laurea per l’anno accademico 2022/2023 con alcune novità importanti. È un’offerta  formativa d’avanguardia che risponde alle nuove esigenze di formazione e del mondo del lavoro, aumentando pure l’importo delle borse di studio e ampliata la platea dei beneficiari.

Fino al prossimo 26 agosto sarà possibile presentare domanda per i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico. I posti a disposizione in questa fase (ammissione standard) sono 2.354, relativi a 36 corsi, cui si aggiungono i circa 1.300 già assegnati nella fase di ammissione anticipata e quelli previsti per i corsi a numero programmato.

Con tale bando – precisa una nota del polo di comunicazione dell’Ateneo – si è predisposta un’offerta formativa completa e d’avanguardia, che offre una formazione di qualità in un Ateneo che, come rilevato dalla recente classifica Censis, si attesta tra i migliori del Paese per servizi, borse di studio e attenzione agli studenti. Un’offerta che da quest’anno, inoltre, è straordinariamente appetibile – anche per chi ha minori disponibilità economiche – grazie al consistente aumento della quota in denaro della borsa di studio e all’ampliamento della platea dei beneficiari.

«Ci prepariamo ad accogliere le nuove matricole per quello che sarà un anno accademico speciale – sostiene il Rettore Nicola Leone –. Per almeno due ragioni: sarà l’anno del cinquantesimo anniversario dell’avvio dei corsi all’Università della Calabria e anche quello, ci auguriamo, del completo ritorno alla pienezza della vita universitaria nel Campus, dopo la pandemia. I neo iscritti troveranno qui all’Unical un’offerta didattica ampia e innovativa, dal respiro internazionale, sempre proiettata in avanti, ma legata anche al suo territorio e alle sue radici».

«Un’offerta – ha spiegato Leone – che si coniuga alla straordinaria opportunità di studiare in un campus, vivendo pienamente un’esperienza universitaria che diviene un’occasione di crescita e formazione umana e professionale, e che consente ai nostri studenti di porre le basi per la realizzazione dei loro sogni e di iniziare a costruire il proprio futuro da qui, senza bisogno di partire per dirigersi verso altre Università italiane ed altri territori nazionali ed esteri».

Come iscriversi

La domanda di ammissione deve essere compilata on line su unical.esse3.cineca.it. Le aspiranti matricole dovranno prima registrarsi (nel caso in cui non lo abbiano già fatto) e poi accedere al sistema con le credenziali ottenute. Effettuato l’accesso, occorre cliccare su ‘Menu’, selezionare ‘Segreteria’ e andare poi su ‘Bandi d’ammissione’. A quel punto sarà possibile compilare la domanda, scegliendo un solo corso di laurea, tra quelli previsti nel bando di ammissione ‘standard’.

Il bando d’ammissione è consultabile qui.

Open Days in Unical  “Incontri in Campus per future matricole”

Ricco il calendario di appuntamenti: nel mese di luglio sono previsti quattro eventi: 13 e 15 luglio (Aula Magna); 21 e 22 luglio (Aula Caldora). Nel mese di agosto sono stati organizzati sette appuntamenti tutti in Aula Magna nei giorni 3, 4, 5, 23, 24, 25 e 26. L’ateneo riapre le porte alle aspiranti matricole e alle loro famiglie, con eventi in presenza che saranno l’occasione per visitare il campus, scoprire l’offerta formativa dell’ateneo e i suoi servizi, prepararsi a una scelta consapevole. Quest’anno per la prima volta ci sarà uno spazio dedicato all’incontro con i genitori curato dal Servizio di Counseling di Ateneo. Attivo infine, dal 12 luglio al 26 agosto dalle 10 alle 12 (tutti i giorni), uno sportello on-line su piattaforma Teams, che garantirà assistenza in caso di difficoltà.

Pre-corsi 

Con la compilazione della domanda di ammissione, all’aspirante matricola sarà anche chiesto di aderire ai pre-corsi: un piano di attività formative d’introduzione allo studio universitario, che saranno erogati a distanza nel mese di settembre. I pre-corsi hanno l’obiettivo di rafforzare le conoscenze di base in matematica, comprensione del testo e logica. Sono aperti a tutte le matricole ma obbligatori per le matricole cui, a seguito dei test d’ingresso, verrà attribuito l’obbligo formativo aggiuntivo (Ofa). 

Graduatorie

 Saranno stilate in base al voto di diploma, fatta eccezione per i corsi con obbligo di test per l’ammissione dei Dipartimenti di “Ingegneria Informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica” (Dimes) e di Matematica e Informatica (Demacs), che valuteranno anche l’esito del test Tolc-I. Le graduatorie di ammissione ai corsi di laurea del Dimes (Ingegneria chimica, Ingegneria elettronica, Ingegneria informatica) terranno conto del punteggio riportato nel Tolc-I (che si svolgeranno in modalità on line nei giorni 30 e 31 agosto e 1 e 2 settembre) e del voto di diploma. L’ammissione ai corsi del Demacs (Matematica e Informatica) è regolata invece solo dal punteggio della prova (a parità di risultato, si prenderà in considerazione il voto di diploma). Le graduatorie saranno pubblicate su unical.it/ammissione

La graduatoria provvisoria – conclude la nota del polo comunicazione dell’Università – sarà pubblicata il 30 agosto (e il 6 settembre quella dei corsi con obbligo di test). La graduatoria definitiva uscirà l’1 settembre (e giorno 8 per i corsi che prevedono test obbligatorio). Se si risulta vincitori, è possibile immatricolarsi entro 6 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva pagando la prima rata di 16,50 euro.

Sono già aperti, inoltre, i bandi di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato, regolati da requisiti d’ammissione nazionale, in Conservazione e Restauro dei beni culturaliIngegneria edile-architetturaMedicina e Tecnologie digitali; mentre il bando per Scienze della formazione primaria  e Assistenza sanitaria sarà di prossima pubblicazione. 

Le aspiranti matricole che partecipano ai concorsi per questi specifici corsi di laurea possono presentare domanda anche per il bando d’ammissione standard; mentre per ulteriori informazioni sul bando ed allegati si consiglia di consultare tramite internet unical.it/ammissione studenti. (fb)

L’Università della Calabria festeggia l’ambasciatrice del Kosovo

di FRANCO BARTUCCI – «Ventidue anni fa ho avuto la possibilità di studiare in Italia, grazie all’impegno e accoglienza degli italiani e alla generosità della nostra comunità storica degli arbëreshë. Le sfide degli ultimi due anni con la lotta alla pandemia e le complessità dei recenti sviluppi legati alla guerra in Ucraina, mettono ancora di più in risalto l’importanza del diritto allo studio, un principio fondamentale per il patrimonio di ogni società e del mondo intero».

Sono parole pronunciate recentemente a Firenze, nel corso della cerimonia inaugurale del 238esimo  anno accademico dell’Accademia di Belle Arti, da Lendita Haxhitasim, Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia, San Marino e Malta, la quale  in questi ultimi giorni del mese di giugno 2022 è ritornata in Calabria e nella sua Università della Calabria, dove nel 2006 si laureò in Scienze Politiche conseguendo anche successivamente un Master in  Relazioni Internazionali. 

Il Rettore Unical Nicola Leone e l’ambasciatrice

La sua è una bella storia iniziata all’Università della Calabria nel duemila quando fu accolta insieme ad altri studenti del Kosovo nel campus universitario di Arcavacata per iniziare un percorso di studio, portando con se la drammaticità del conflitto bellico nei Balcani che coinvolse il suo Paese e la Serbia.

Per l’Università della Calabria la presenza di Lendita Haxhitasim, Ambasciatrice del Kosovo in Italia, San Marino e Malta, costituisce una buona occasione per mettere in risalto tutto quello che ha creato nel create un rapporto stretto tra la Calabria e i Paesi dei Balcani, in modo particolare con l’Albania e il Kosovo utilizzando i canali delle Università. Fin dalla sua nascita l’Università della Calabria, che quest’anno ricorre il cinquantesimo della sua nascita, ha cercato un rapporto diretto, grazie alla forte sensibilità culturale del suo primo Rettore, prof. Beniamino Andreatta, che ha creato, in accordo con il Comitato Ordinatore della Facoltà di Lettere e Filosofia, la cattedra di letteratura albanese, affidata al prof. Francesco Solano, che ha trovato come suo successore negli anni il prof. Francesco Altimari.

Per farla breve il lavoro di questa cattedra ha contribuito a migliorare con varie iniziative le condizioni per  tutelare in Calabria questa particolare minoranza linguistica arbëreshë; mentre alla fine degli anni novanta per rafforzare il valore della pace, di fronte ai venti di guerra nei Balcani, oltre ad accogliere studenti di quei Paesi, l’Università della Calabria con la Facoltà di Economia, guidata dal Preside, prof. Giovanni Latorre, istituì il corso di laurea triennale in “Cooperazione Sviluppo e Pace”. 

Un percorso progettuale di lavoro didattico, scientifico, sociale e culturale che fa vedere oggi, con la presenza nell’Università e in Calabria della già studentessa Lendita Haxhitasim, laureatasi con il massimo dei voti e lode presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria nel 2006, divenuta nel frattempo nel 2019  Ambasciatrice della Repubblica del Kosovo in Italia, da quattordici anni indipendente, dopo avere acquisito varie esperienze di  lavoro a Bruxelles e Washington, come sia stato importante per la stessa Università ad avere investito in rapporti di scambi con le Università di quei Paesi e soprattutto in percorsi formativi e di accoglienza di giovani studenti nelle proprie strutture residenziali.

Dai Paesi dei Balcani all’accoglienza di studenti provenienti dall’Ucraina è l’ultimo percorso intrapreso e rinnovato dall’Università in questi giorni che sarà certamente fonte e lievito nella costruzione di valori importanti e pregnanti come la pace frutto del rispetto delle identità umane nell’esercizio del valore dell’amore.

La carriera professionale e diplomatica di Lendita Haxhitasim 

Nel 2009, dopo il conseguimento della laurea in Scienze Politiche e del Master in Rapporti Internazionali presso l’Università della Calabria, entra nel Ministero degli Affari Esteri, dove viene selezionata nel nucleo ristretto di diplomatici di carriera, incaricati di istituire e consolidare le Missioni diplomatiche della Repubblica del Kosovo. In quell’occasione viene incaricata come Primo Segretario presso l’Ambasciata della Repubblica del Kosovo nel Regno del Belgio, dove si è occupata di questioni chiave relativi alle Istituzioni europee a Bruxelles. 

Nel 2014 le viene affidato il ruolo delicato dell’Ufficiale di Collegamento con le Nazione Unite, con il grado di Consigliere presso il Consolato Generale del Kosovo a New York.  Successivamente, nel novembre del 2015 viene nominata all’Ambasciata del Kosovo a Washington D.C., dove ha svolto le sue principali attività in stretta collaborazione con il Dipartimento di Stato e il Consiglio per Sicurezza Nazionale. 

Nel 2018 rientra a Pristina e viene assegnata al Dipartimento per l’Europa e l’UE, dove ha svolto anche l’incarico di Direttore Vicario del Dipartimento.  Dopo aver conseguito gli studi in Italia, le è stata assegnata la borsa di studio Schumann per il tirocinio presso la DG EXPO del Parlamento Europeo a Bruxelles, dove ha lavorato con il Segretariato della Delegazione sui rapporti con i paesi dell’Europa Sud Orientale. 

Le sue principali esperienze prima di unirsi al Servizio Estero del Kosovo, sono state quelle di Consulente del Ministro degli Interni del Kosovo, impiegata dall’UNDP a sostegno dello sviluppo dei settori di sicurezza nel Paese. Precedentemente ha collaborato anche con varie ONG come la Fondazione della Società Civile del Kosovo su progetti finanziati dell’UE.  Subito dopo la guerra del 1999, ha lavorato per KFOR, la missione militare della NATO in Kosovo, occupandosi della comunicazione.  Dal 5 dicembre 2019 è accreditata come Ambasciatore della Repubblica del Kosovo in Italia.

Dal 20 novembre 2020 è accreditata come Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica del Kosovo (non residente) a San Marino e dal 28 gennaio 2021 con le stesse funzioni anche a Malta .

Il ritorno in Calabria e gli incontri istituzionali

Ha pensato bene l’Ambasciatore Lendita Haxhitasim, prima di ritornare nella sua Università, d’incontrare i sindaci delle comunità arbëreshë  del cosentino  per ristabilire con loro un rapporto istituzionale e di conoscenza grazie alla collaborazione del Presidente della Provincia, Rosaria Succurro. Un incontro che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 24 giugno 2022 in un clima festoso e di grande accoglienza, dove ha avuto modo di firmare il registro degli ospiti speciali ed illustri.

«La comunità arbëreshë del cosentino è la più numerosa della Calabria – ha sottolineato Rosaria Succurro – con 21 Comuni su trenta complessivi. L’Ambasciatore conosce molto bene il nostro territorio, essendosi peraltro laureata all’Unical, vantando quindi una storia di affetto e vicinanza con la nostra gente. La Provincia di Cosenza sottoscriverà a breve, insieme ai Sindaci dei Comuni arbëreshë, un patto di amicizia con una città del Kosovo cui possano seguire proficui scambi sul piano economico, turistico e culturale. L’idea è di intensificare in maniera proficua la collaborazione fra i due paesi, partendo dalle comuni potenzialità e promuovendo nuove sinergie».

Di comuni potenzialità ha parlato anche l’Ambasciatore, che ha auspicato la creazione di  comuni intesi fra Città sia del Kosovo che della Provincia di Cosenza, al fine di riallacciare e approfondire un legame già esistente lavorando insieme in maniera più strutturata. Per l’Ambasciatore Lendita Haxhitasim  è fondamentale rilanciare non solo il turismo, ma anche le relazioni economiche. Filo conduttore può essere, in ogni caso, il turismo storico, ma anche il rilancio in settori strategici quali l’agriturismo e le infrastrutture.

All’incontro hanno partecipato i Sindaci dei Comuni di: Acquaformosa, Civita, Firmo, Frascineto, Lungro, Mongrassano, San Benedetto Ullano, San Cosmo Albanese, Santa Sofia d’Epiro e Spezzano Albanese.

Non di minore importanza è stato l’incontro con il Sindaco di Rende, Marcello Manna, con accanto i componenti della Giunta, del presidente del Consiglio, dirigenti e consiglieri comunali.

«Sono lieta di ritornare qui a Rende – ha dichiarato – convinta che investire in educazione e cultura sia fondamentale per la crescita di una comunità. La ricaduta che le università possono avere sul territorio sono importanti e cruciali per il nostro futuro». 

Mentre il Sindaco Manna ha dichiarato che: «La nostra amministrazione e l’Università della Calabria hanno da tempo avviato un dialogo sinergico dando attenzione all’offerta culturale e sociale. La residenzialità è da sempre una peculiarità del nostro ateneo ed è sinonimo di radicamento al territorio. Per noi gli studenti stranieri sono sempre stati abitanti culturali di Rende».

Sia il Sindaco Manna che l’Ambasciatrice Haxhitasim hanno convenuto sulla necessita di intraprendere un discorso che vada aldilà del semplice gemellaggio e si  ponga come obiettivo di progettare in maniera condivisa un percorso che arricchisca entrambi i paesi attraverso un lavoro che sia più locale che centrale. «Avvieremo percorsi virtuosi, contaminazioni delle diverse culture per un futuro di sviluppo comune».

Il sindaco Manna ha infine annunciato che la commissione  toponomastica comunale ha avanzato la proposta di intitolare tre strade della città di Rende ad altrettanti personalità originarie del Kosovo: Madre Teresa, Girolamo De Rada e Giorgio Castriota Scanderberg. Una notizia accolta con favore dall’Ambasciatrice che ha sottolineato come: «le figure nominate siano state e sono ancora protagoniste del patrimonio identitario del Kosovo».

Il ritorno nella sua Università 

Intensa è stata la giornata trascorsa all’Università della Calabria, iniziata nella mattinata di lunedì 27 giugno 2022, con una visita all’incubatore di imprese dell’Ateneo Technest e al Teatro Auditorium e a seguire l’atteso incontro in rettorato con il Rettore, prof. Nicola Leone, nel corso del quale è stato sottoscritto un accordo di cooperazione scientifica e didattica con l’Università di Prishtina, con la quale l’Università della Calabria ha un rapporto storico ultra quarantennale di scambi e collaborazione.

Con il nuovo accordo i due atenei  si impegneranno a collaborare in attività formative e progetti di ricerca nell’ambito di aree di interesse comune, nell’organizzazione di conferenze scientifiche e nella definizione di programmi di doppia laurea. L’accordo prevede anche iniziative di mobilità internazionale, per favorire lo scambio di docenti, personale e studenti tra i due atenei. In particolare, l’Università di Prishtina riserverà a docenti e studenti Unical un invito speciale per la partecipazione alla sua International Summer University.

L’incontro di carattere pubblico maggiormente atteso si è svolto nel pomeriggio di lunedì nella sala stampa collocata all’interno del palazzo congressi Beniamino Andreatta, dove l’Ambasciatrice ha avuto modo di raccontare la sua esperienza di studio all’interno del Campus universitario di Arcavacata ed avere un confronto con i professori: Francesco Scarcello, Prorettore e delegato del Rettore per la Didattica; Giancarlo Fortino, delegato per l’internazionalizzazione; Francesco Altimari, professore Ordinario di lingua e letteratura albanese; Guerino D’Ignazio, professore Ordinario di Diritto Pubblico Anglo-Americano; Gianpiero Barbuto, responsabile  dell’Area di Internazionalizzazione dell’Università.

Si può dire sia stato un incontro molto familiare, presenti diversi studenti dei Paesi Balcanici e dello stesso Kosovo, docenti, tra i quali la prof.ssa Argondizzo con la quale l’Ambasciatrice ha elaborato la sua tesi di laurea, come alcuni non docenti dell’Università. Ognuno di loro ha avuto modo di raccontare qualcosa sul carattere di internazionalizzazione della nostra Università e sui contatti avuti  con lei durate il suo periodo di studio nel campus di Arcavacata. 

Una studentessa modello leader tra gli stessi studenti stranieri ed impegnata anche  in attività di tirocinio durante il suo percorso di studio presso l’Ufficio Socrates dell’Università avendo come responsabile il dott. Gianpiero Barbuto per come egli stesso ha sottolineato durante il suo intervento. Sempre disponibile ad avere degli incontri di lavoro, sia durante la sua missione a Bruxelles che a New York, alla presenza anche del Rettore Crisci e del prof D’Ignazio.

Per lei è stata una occasione per raccontare se stessa partendo dagli anni difficili della sua gioventù in Kosovo avendo l’aspirazione come studentessa di venire a studiare all’Università della Calabria, considerata oggi come la sua seconda casa essendo stata trattata in modo veramente familiare soprattutto dai professori Guerino D’Ignazio e Francesco Altimari che le hanno consentito ad arricchire la sua personalità e crescita culturale.

«Due figure – ha dichiarato – che considero ancora oggi i miei angeli custodi».

Il suo ritorno all’Università è stata l’occasione di riconsiderare un rapporto più intenso di collaborazione con essa e gli uffici che hanno la responsabilità di curare i rapporti internazionali e la convivenza sociale ed umana nel centro residenziale, rappresentato nella circostanza dell’incontro dal Presidente prof.ssa Patrizia Piro.

Tanti altri pensieri e consigli sono stati espressi rivolti soprattutto agli studenti presenti in sala stimolandoli a dare spazio ai loro sogni attraverso la serietà degli studi ed una convivenza civile e sociale molto forte in prospettiva della costruzione di una comunità ed una società portata a convivere nella pace e nel rispetto delle identità umane e culturali.”Nel corso della mia vita professionale per quanto ho ricevuto in questo Campus – ha detto l’ambasciatrice Lendita Haxhitasim  nel suo intervento – sono stata e sono orgogliosa del senso di appartenenza a questa Università”. 

L’attestato di merito dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” 

Una iniziativa che si è chiusa con una cerimonia importate e significativa con la consegna di una pergamena di Socio Onorario dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, conferitale all’unanimità dal direttivo della stessa Associazione. A consegnare tale pergamena è stata la Presidente, prof.ssa Silvia Mazzuca, che ha spiegato le motivazioni, in quanto laureata della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università della Calabria ed illustre figura del mondo  delle ambasciate internazionali nel nostro Paese.

Una pergamena in cui si riconosce come socio onorario «il suo impegno sociale, politico ed umanitario nel tracciare percorsi di giustizia, di democrazia e di pace». Non potevano mancare da parte sua emozione e parole di sentimenti finalizzati a creare un dialogo di continuità e collaborazione permanente nel tempo.

Tanta emozione nell’apprendere che tale riconoscimento è stato conferito nell’ordine dall’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” a figure eccezionali, note ed apprezzate come: Roberto Benigni (laureato Honoris Causa UniCal in Filologia), Francesco Antonio Lucifero (Presidente della Banca Popolare del Mezzogiorno), Gianni Amelio (laureato Honoris Causa UniCal in Dams), Giana Petronio Andreatta (in memoria del prof. Beniamino  Andreatta, primo Rettore UniCal) ed ora a Lendita Haxhitasim, laureata UniCal in Scienze Politiche e Master in Rapporti Internazionali con le funzioni di Ambasciatore del Kosovo in Italia, nonché di San Marino e Malta. Quinta persona a ricevere nell’ordine tale riconoscimento che vuole essere a dimostrazione di un rapporto intenso di appartenenza con l’Università, nel bene e nel male come legame matrimoniale aperto alla tutela, crescita e sviluppo della stessa Università con sentimenti di amore e pace. 

La stessa Associazione ha poi fatto omaggio all’ambasciatrice dei tre volumi “La storia dell’Università della Calabria, dalla legge istitutiva alla sua realizzazione”, scritta da Aldo Bonifati, considerato il “padre costruttore” dell’Università della Calabria. A consegnare l’opera è stato chiamato il dott. Gianpiero Barbuto, responsabile dell’Area Internazionale  dell’Università della Calabria, la prima persona che ne ha avuto cura fin dal suo arrivo nell’Università calabrese nel duemila, in quanto responsabile dell’Ufficio Socrates, dove come già detto in precedenza la studentessa Lendita Haxhitasim  ha svolto lavoro di tirocinante nell’accogliere gli studenti stranieri, che oggi raggiungono oltre le 1.200 unità provenienti da circa ottanta Paesi del mondo.

La cosa bella è che tutto questo è avvenuto nel cinquantesimo anniversario della nascita dell’Università della Calabria e l’ambasciatrice del Kosovo, Lendita Haxhitasim, consapevole di ciò ha espresso con gioia tutta la sua soddisfazione e felicità. (fb)