Protocollo d’intesa tra Unical e Sportitalia per attività didattiche in ambito sportivo e comunicativo

Venerdì 12 novembre, l’Università della Calabria, guidata dal Rettore Nicola Leone, siglerà un protocollo d’intesa con Sportitalia, guidata da Michele Criscitiello, per la realizzazione di attività didattiche, di formazione continua e scientifiche in ambito sportivo e comunicativo.

Tale accordo, dunque, consentirà di mettere in campo azioni condivise didattiche e di ricerca nell’ambito dei corsi di formazione che l’ateneo avvierà in ambito sportivo, come stage, tirocini, seminari e iniziative di divulgazione.

Per l’occasione, inoltre, è previsto un convegno, nell’Aula Magna dell’Unical, dal titolo Sport: Giornalismo e Comunicazione, dove si discuterà del rapporto tra il mondo accademico e il mondo dello sport, con particolare attenzione al ruolo della comunicazione e del giornalismo.

Interverranno Alfredo Pedullà e Gianluigi Longari, rispettivamente giornalista/opinionista e responsabile di redazione di Sportitalia, e i professori Giuseppe Piero Guido e Giuseppe Pellegrino, delegati del Rettore per lo sport. Modererà il dibattito Federico Bria, giornalista e segretario generale di BCC Mediocrati.

Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming sul canale youtube dell’ateneo e su unical.it/live(rcs)

All’Unical master di II livello in Data Science

di FRANCO BARTUCCI –  Nell’era dei big data, il Data Scientist è tra le figure professionali più richieste dal mercato del lavoro, sempre più rilevante per aziende, enti e pubblica amministrazione, per acquisire ed elaborare informazioni a supporto delle decisioni strategiche. Un trend non destinato a scomparire, ma a divenire sempre più incisivo nel mercato del lavoro dei prossimi anni.

Dopo il successo della prima edizione, parte adesso la seconda edizione del Master Universitario di II livello in Data Science, promosso dal Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza “Giovanni Anania” dell’Unical e con il partenariato di 25 aziende del territorio calabrese e nazionale.

La finalità del Master è chiara: cogliere le nuove sfide che offre la digitalizzazione delle informazioni formando la figura del Data Scientist, l’esperto che è in grado di acquisire, gestire, analizzare e interpretare grandi moli di dati, per supportare le decisioni e le strategie operative e creare vantaggi competitivi.

Oggi più che mai, la data economy e la digital transformation richiedono professionisti con competenze sempre più ampie e qualificate, anche in una regione come la Calabria che negli ultimi anni ha visto crescere a dismisura la presenza di aziende operanti nell’ambito della consulenza strategica e dell’information technology e si appresta anche a cogliere le offerte del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza nell’ambito delle politiche del lavoro.

Una ghiotta opportunità che l’Unical non si è lasciata sfuggire confermando la volontà di puntare ancora sul Master in Data Science per dare ai giovani la possibilità di essere altamente competitivi sul mercato del lavoro e rispondere alla sempre più crescente richiesta di figure professionali altamente qualificate, restando sul territorio calabrese.

Nella prima edizione del Master, 27 studenti sono stati seguiti nel percorso didattico e nel placement. Si sono confrontati con docenti universitari, ricercatori, manager e professionisti del mondo dei dati; si sono messi alla prova in un Data Hackathon nel quale hanno potuto conoscere e farsi conoscere dalle aziende, dove ora stanno svolgendo un tirocinio formativo.

Il Master prevede 1500 ore di attività formative ed è rivolto a laureati in matematica, fisica, economia, economia aziendale, statistica, informatica e ingegneria e a professionisti di enti pubblici e privati, società e aziende. Importante novità per la seconda edizione è che la didattica sarà erogata completamente online per facilitare la partecipazione di lavoratori ed in generale di corsisti di diverse regioni.

Il percorso inizierà a gennaio 2022 e durerà un anno. È possibile iscriversi entro il 30 novembre 2021; mentre ulteriori informazioni si possono avere mediante: questo link; oppure consultando il video(fb)

L’EDITORIALE / Filippo Veltri: Le eccellenze e i municipalismi negli Atenei calabresi

di FILIPPO VELTRI Capita sempre più spesso in questa nostra bella Calabria che le cose buone e positive ci passino sotto i nostri occhi e noi non sappiamo vederle se non, addirittura, le scambiamo per altro, le mettiamo cioè in un angolino e le facciamo passare per cose non buone. Misteri di casa nostra. 

Capita così che un grande giornale come il Corriere della Sera in uno dei suoi dorsi più specialistici e di nicchia – il Corriere Innovazione – dedichi una pagina intera ad un mirabile episodio di cooperazione tra due nostre Università, che noi invece per mesi abbiamo dileggiato in un’assurda lotta campanilistica tra città, atenei, quasi un derby calcistico in salsa accademica. Assurdo, veramente assurdo!

Di che parliamo? L’ 11 ottobre l’Università della Calabria e l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro hanno inaugurato il primo corso in Italia in Medicina e Tecnologie digitali interateneo. L’offerta formativa punta sull’ innovazione per rispondere alle sfide professionali del futuro con uno sguardo internazionale. Si tratta infatti di una laurea magistrale a ciclo unico con 66 posti disponibili di cui 6 riservati a cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero.

Nel suo intervento alla giornata inaugurale dei corsi la ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, ha parlato di una «iniziativa importante e vincente che seguiremo nel tempo per capire se c’è la possibilità di allargarla ad altre realtà». 

 Sì: avete capite e letto bene. Per una volta facciamo da apripista nazionale in una cosa bella e positiva. Non solo si studieranno le competenze mediche ma come padroneggiare le nuove tecnologie e applicarle nel mondo sanitario, con l’apprendimento di metodi e tecniche proprie dell’intelligenza artificiale e della bio-informatica. Si andrà avanti nello studio della telemedicina, della medicina di precisione, della medicina personalizzata, della chirurgia robotica. Questo corso assicurerà un doppio titolo: la laurea magistrale in Medicina e chirurgia e la laurea triennale in Ingegneria informatica.

Ecco quindi i medici-ingegneri nella regione della mala sanità, della mala medicina, della sanità commissariata da 13 anni ecc ecc.

Un quadro che dovrebbe, dunque, attirare attenzione positiva, suscitare quantomeno interesse, sollevare dibattiti per come aiutare questo sforzo che due università di casa nostra hanno messo in piedi. E invece…

Accade invece che si sollevino – soprattutto se non esclusivamente da Catanzaro – settori del municipalismo più becero che tanto danno, come dovrebbe essere noto, ha portato alla Calabria per aprire una canea sullo “scippo ai danni del capoluogo”, su una nuova facoltà di Medicina che mette in secondo piano quella già esistente, un doppione, un’offesa alla dignità del capoluogo, ecc ecc.

Una incredibile sollevazione di gruppi, associazioni, sigle che puntano al solito refrain della città defraudata, chiamando a raccolta – come fecero 50 anni anni fa in altre parti della nostra bella Calabria – gli spiriti più bollenti. Per fortuna nostra i tempi sono cambiati, i luoghi sono diversi, il contesto come direbbero i marxisti è mutato e nulla è successo. Ma un’occasione sì che è stata persa. Anzi due: quella di tacere in primo luogo e di non sbraitare solo per farsi notare e, magari, ricordarsi di come si difendono per davvero la storia e la dignità di un territorio.

E la seconda occasione è stata quella di non saltare addosso a questa meravigliosa situazione creatasi (per la cronaca: se l’Università di Catanzaro non aderiva l’Unical si rivolgeva altrove e il corso interateneo si faceva fuori dalla Calabria) per rendere tutti edotti di quanto di positivo anche noi si poteva e si può fare.

Insomma quanto siamo capaci di farci del male noi stessi quando il bene è invece dietro l’angolo! Anzi davanti l’angolo! (fv)

L’Associazione Amici Unical ha ricordato il 50° anniversario della presentazione dello Statuto

di FRANCO BARTUCCI – L’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” ricorda con immenso piacere il cinquantesimo anniversario della presentazione del Rettore Beniamino Andreatta ai rappresentanti delle Istituzioni locali e regionali, nonché ai politici calabresi, dello Statuto dell’ Ateneo – elaborato a seguito della legge istitutiva n° 442 del 12 marzo 1968.

Un incontro svoltosi  il 26 ottobre 1971, nel salone consiliare di Palazzo dei Bruzi, su promozione del sindaco Fausto Lio, componente del Comitato Tecnico Amministrativo dell’Università in rappresentanza della città di Cosenza.

Un evento che rientra nel 50° anniversario della nascita dell’Università della Calabria, dopo aver ricordato la scelta fatta dal Governo, presieduto dall’on. Emilio Colombo, nella seduta del 16 febbraio 1971, di assegnazione al territorio della provincia di Cosenza l’insediamento della nuova Università per la Calabria, sancito dal Decreto del Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, datato 16 aprile 1971.

Un Decreto che portò il Ministro della Pubblica Istruzione, on. Riccardo Misasi, a nominare il 28 aprile 1971 il Comitato Tecnico Amministrativo e i Comitati Ordinatori delle quattro Facoltà previste dalla legge istitutiva: Ingegneria, Scienze Economiche e Sociali, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Lettere e Filosofia,

Atti che portarono il Ministro della Pubblica Istruzione, in accordo con il sindaco di Cosenza Fausto Lio, a promuovere il 22 maggio 1971, nella sala consiliare di palazzo dei Bruzi, una cerimonia d’insediamento degli  Organi Accademici e amministrativi dell’Università, la cui componente accademica nella giornata del 28 maggio elesse il prof. Beniamino Andreatta a Rettore della nascente Università.

Nel 50° anniversario della nascita dell’Università della Calabria si colloca pure la scelta fatta il 31 luglio 1971 dal Comitato Tecnico Amministrativo di insediare le strutture della nuova Università sui territori dei Comuni di Rende e Montalto Uffugo, portando altresì i Comitati Ordinatori delle Facoltà e lo stesso Organismo amministrativo a elaborare il testo dello Statuto attraverso il lavoro di una commissione, coordinata dal prof. Adriano Vanzetti, componente del Comitato Ordinatore della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali con presidente il prof. Paolo Sylos Labini.

Lo Statuto venne per prima esaminato ed approvato dal Comitato Tecnico Amministrativo nella seduta del 28 settembre 1971, per poi essere presentato pubblicamente nella giornata del 26 ottobre 1971, nella sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, ai vari politici e rappresentanti delle Istituzioni locali e  della Regione  con in prima linea il Presidente della Giunta regionale della Calabria, prof. Antonio Guarasci, anch’egli di fresca elezione.

Ad illustrare loro lo Statuto c’era appunto il Rettore Beniamino Andreatta con accanto il prof. Adriano Vanzetti, coordinatore della Commissione costituita per la sua elaborazione dal Comitato Tecnico Amministrativo.

Un testo composto da 93 articoli e relative tabelle esplicative che costituisce la “carta costituzionale” del primo Ateneo calabrese prevedendo l’istituzione, per prima in Italia in un sistema universitario, di 21 dipartimenti, alcuni centri interdipartimentali di studio e una Scuola di specializzazione in tecniche di organizzazione aziendale e amministrativa, nonché la costituzione di importanti servizi comuni (Biblioteca, Laboratorio Linguistico, Centro di Calcolo, Centro per le arti la musica e lo spettacolo, Centro sportivo, Centro librario ed editoriale, Centro radiotelevisivo e di informazione, Centro sanitario, Orto botanico).

A livello amministrativo interno e in rapporto alla società calabrese sono inoltre da annoverare l’organizzazione del Comitato di Coordinamento e Programmazione e la Commissione di collegamento con gli Enti esterni.

Tra di questi, fatto unico in Italia, su dettato della legge istitutiva,  viene prevista a garanzia della residenzialità l’istituzione di un Centro Residenziale che dovrà costituire il cuore pulsante di un Campus universitario e di una cittadella universitaria nel contesto di un’area urbana allargata protesa a dare il via al sorgere d una nuova unica grande città, definita come “il grande sogno” del futuro.

«L’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, nata per tutelare e promuovere la storia della nostra Università – ha dichiarato la sua presidente, prof.ssa Patrizia Piro – proseguirà la sua azione di stimolo e sensibilizzazione, in rapporto con la società calabrese, per rinnovare una memoria e i contenuti di un progetto, in accordo con la governance dell’Ateneo, legato allo sviluppo e alla crescita sociale, economica e culturale della Calabria, avendo al centro una particolare attenzione di collegamento con i suoi laureati che rappresentano “l’humus” di un nuovo futuro” per la nostra regione».

«Noi con questo lavoro – disse il Rettore Beniamino Andreatta nel presentare lo Statuto ai politici intervenuti – abbiamo cercato di immaginarci il futuro del sistema universitario italiano ed immaginarcelo per la Calabria. Abbiamo cercato di impostare un modello, un esempio per l’Università italiana».

«Questa Università – disse ancora – cerca la sua vocazione all’autonomia, come ogni Università. Crediamo che questo sia importante per lo sviluppo della Calabria, se è vero che il problema del sottosviluppo è un problema di una lotta allo sviluppo autonomo della civiltà urbana».

«Se è radicato nella storia del Mezzogiorno, nella prevaricazione del regno il sistema delle autonomie cittadine, le ragioni del sottosviluppo – dichiarò sempre Andreatta in quella circostanza – l’Università che nasce con la civiltà urbana che è collegata al sagrato e alla piazza del popolo dei Comuni italiani o asiatici, europei, l’Università vive in questo rapporto e ci sembra che il compito nostro sia anche quello di rafforzare la struttura, la cromatura urbana della Calabria».

Parlando poi della scelta della collocazione delle strutture universitarie a Nord di Cosenza sui territori dei Comuni di Rende e Montalto Uffugo ebbe a dire: «Credo che la decisione che abbiamo assunto è stata una decisione che ha lasciato incertezze, ha lasciato momenti di difficoltà in noi, ha lasciato anche nelle genti delle varie parti della regione indubbiamente motivi di rammarico e contrasti insieme a motivi di legittima soddisfazione».

«Ma era necessario – disse ancora – superare le divisioni per unificare la Calabria attraverso la promozione di una idea nuova rappresentata dall’idea regionale dell’Università. Una idea nuova nell’organizzazione di questa Università».

«Abbiamo ritenuto – disse ancora Andretta – che il rapporto dell’Università  con la città fosse necessario e che questo rapporto implicasse anche una continuità  di realtà urbana a questo quartiere specializzato  di un’area metropolitana, specializzato negli studi, che è l’Università e il resto, il teatro, la piazza, la molteplice vita di occasioni, di incontri e di relazioni che una città offre. Lo Statuto ci consente di lavorare per realizzare questo disegno nuovo di Università innovativa legata allo sviluppo della Calabria».

Soddisfatto della presentazione dello Statuto si dichiarò il primo presidente della Giunta Regionale della Calabria, prof. Antonio Guarasci, che nel riceverne una copia dalle mani del Rettore Andreatta ebbe a dire: «Esprimiamo il nostro senso vivissimo di attesa, di tutta la popolazione calabrese per la realizzazione ed il funzionamento di una struttura culturale essenziale allo sviluppo economico e civile della Regione».

«I calabresi – disse Guarasci – hanno condotto una lunga ed appassionante lotta politica che mi pare sia stata opportunamente richiamata stamattina dal rettore Andreatta, per compiere la scelta più adeguata e più giusta e più confacente all’idea dello sviluppo generale della regione che essi si erano fatti ed al contributo che ad esso avrebbe dovuto dare un grande centro unitario di alta cultura come Università».

«Nel momento in cui la regione istituzionalmente comincia a funzionare – disse ancora – che gli investimenti pubblici e privati deliberati dagli organi dello Stato e della Regione riaprono le speranze a concreti  risultati di sviluppo l’Università Calabrese assume il significato di una sfida vera e propria di una componente che si aggiunge quasi con le forze trainanti dello sviluppo».

«Riteniamo che lo Statuto come ci è stato presentato – evidenziò – risponde largamente all’esigenza di sviluppo e di crescita civile, economica e sociale della regione calabrese. La Calabria con la sua Università e questo statuto diviene al momento la cavia di una esperienza importante, innovatrice, eccezionale come un momento costruttivo anche che anticipa, rispetto a tutto quello che dovrà venire».

«Mentre si discute ancora al Senato la legge sull’Università Italiana – concluse – in Calabria si prepara già un primo esperimento, già una prima proposta che potrà contribuire enormemente a dare una svolta alla politica meridionalistica». (fb)

L’Unical ha presentato il progetto che punta all’HR Excellence in Research Award

È stato presentato il percorso Human Resources Strategy for Researchers (HRS4R), con cui l’Università della Calabria si è candidata all’HR Excellence in Research Award, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Commissione Europea agli Atenei e ai Centri di Ricerca che assicurano uno standard europeo di qualità dell’ambiente di lavoro a ricercatrici e ricercatori.

UniCal longs 4 excellence è il progetto con cui l’Ateneo è in corsa per l’ottenimento del Premio che prevede l’allineamento della condotta ai quaranta principi della Carta Europea dei Ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei Ricercatori, principi che riguardano le procedure di reclutamento, gli aspetti etici e professionali, le condizioni di lavoro e previdenza sociale, la formazione.

«L’Unical ha accettato questa sfida. È una sfida difficile perché gli standard di qualità europei sono elevati, ma noi contiamo sulla collaborazione di tutta la comunità accademica. La governance ritiene prioritario l’innalzamento della qualità dell’ambiente di lavoro ed il rispetto di alti principi etici, ed è molto motivata nel voler raggiungere questo obiettivo” – ha affermato il Rettore Nicola Leone, nell’aprire i lavori del workshop che si è tenuto martedì scorso al Teatro Auditorium dell’Ateneo.

«HRS4R – ha aggiunto il Magnifico Rettore – è un tassello del percorso virtuoso intrapreso dall’Unical, la renderà migliore, più accogliente e più competitiva».

A presentare il percorso HR avviato all’Unical, in cosa esso consiste, quali sono le sue fasi, gli obiettivi e le azioni messe in campo è stato il prof. Francesco Valentini, Delegato del Rettore per la Progettazione della Ricerca Unical.

«Scattiamo una foto dell’Ateneo – ha spiegato Valentini – con gli occhi di chi l’Ateneo lo vive per individuare le eventuali criticità che ci allontanano dai principi della Carta Europea dei Ricercatori; dopodiché proporremo delle azioni correttive per un allineamento pieno ai principi e per ottenere, così, l’HR Excellence in Research Award».

«Questo – ha aggiunto – ci permetterà di offrire alle nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori un ambiente di lavoro eccellente, capace di attrarre qui, dall’Europa e dal mondo, talenti della scienza».

Tutto questo avrà un forte impatto positivo anche sul territorio che ha già recepito l’importanza dell’iniziativa Unical. Al workshop hanno partecipato, infatti, autorità e rappresentanti delle istituzioni. In platea, insieme agli oltre 200 accademici, erano presenti le assessore Marta Petrusewicz e Lisa Sorrentino del Comune di Rende, il dirigente Gabriele Alitto della Regione Calabria.

Sull’importanza della certificazione europea dello standard di qualità è intervenuta al workshop Monica Gussoni, direttrice Area Risorse Umane dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha sottolineato i vantaggi registrati dalla sua università in seguito all’assegnazione del premio, come ad esempio l’incremento del numero di finanziamenti ottenuti.

Il workshop si è concluso con l’illustrazione e il lancio del questionario destinato a tutto il personale di ricerca Unical, atto a rilevare le percezioni delle ricercatrici e dei ricercatori sull’ambiente di lavoro.

Il prossimo step sarà quello di esaminare le risposte del questionario per definire la migliore strategia da attuare per ottenere l’HR Excellence Award. (rcs)

All’Università della Calabria inaugurato il primo anno di Medicina e Tecnologie Digitali

All’Università della Calabria è partito il primo anno del corso di laurea in Medicina e Tecnologie digitali interateneo con l’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Un corso, quello inaugurato all’Unical, «innovativo e vincente» lo ha definito la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, presente in forma online all’inaugurazione a cui hanno partecipato le autorità politiche, civili, sanitarie e religiose del territorio, i membri di Senato accademico e CdA, gli ex rettori dell’Università della Calabria, i docenti e gli iscritti al nuovo corso di laurea che fra sei anni conseguiranno il doppio titolo di laurea in Medicina e in Ingegneria informatica, curriculum bioinformatico.

Saranno pionieri di un progetto che guarda alla medicina del futuro e alla formazione di professionisti che oltre a solide conoscenze nel campo delle scienze della salute avranno anche forti competente in ambito tecnologico e digitale. «Questo corso di laurea ci mette sotto gli occhi la profonda differenza tra “usare” e “conoscere” una tecnologia. E da questo non può venire che bene» ha ricordato in apertura il moderatore dell’evento, il giornalista Massimo Razzi di Repubblica.

«Medicina e tecnologie digitali è un corso estremamente innovativo ed è di innovazione che abbiamo estremamente bisogno ­– ha detto il ministro Messa –. Tutti immaginiamo la forza che hanno le tecnologie e le metodologie di analisi di intelligenza artificiale, però oggi abbiamo un grosso divario tra ciò che avviene nella ricerca e nell’utilizzo di queste tecnologie e il livello di conoscenza e insegnamento delle stesse, a partire dalla scuola».

«Dobbiamo recuperare, in breve tempo – ha aggiunto – quello che non è stato fatto negli anni passati. Credo, e lo dico più da medico che da ministro, che l’aspetto dell’arte medica non verrà mai a mancare perché una intelligenza artificiale non potrà mai tenere conto delle emozioni, della capacità di comprendere al volo una persona, parlandole e guardandola in faccia – ha proseguito il ministro – Queste sono abilità che si acquisiscono nel tempo e chiedono una forte interazione tra medico e paziente. Ma è anche vero che il dominio delle tecnologie facilita tantissimo il compito del medico, quindi le competenze combinate che questi giovani studenti potranno saranno preziosissime. È sicuramente un corso di laurea impegnativo, ma credo ne valga la pena perché sono state condivise le competenze di due università e del territorio, fattori che superano il campanilismo e danno una forza maggiore non solo al corso ma a tutto il sistema universitario».

All’integrazione tra saperi e discipline diverse il nuovo corso di Medicina e Tecnologie digitali somma infatti la stretta sinergia tra due diversi atenei regionali – l’Università della Calabria e l’Università Magna Graecia di Catanzaro – che mettono in campo le proprie eccellenze in un percorso formativo di grande innovazione.

«In un anno abbiamo realizzato quello che fino a qualche tempo fa era solo un sogno – ha detto nel suo saluto il rettore dell’ateneo di Catanzaro, Giovambattista De Sarro – superando ogni forma di campanilismo».

De Sarro, medico e ricercatore, ha sottolineato l’impegno comune e condiviso dei due atenei, al passo con l’evoluzione che sta interessando la scienza medica nell’era digitale. «Anche il territorio dovrà percorrere questa strada. Bisognerà creare ospedali e strutture moderne che possano essere fruite da nostri nuovi studenti» ha aggiunto il Rettore dell’università Magna Graecia.

Ma perché l’Intelligenza Artificiale è oggi strategica per la Medicina? Lo ha spiegato nella sua lectio magistralis il rettore dell’Università della Calabria, Nicola Leone, ordinario di Informatica e scienziato di fama internazionale.

«L’Intelligenza artificiale riproduce forme di ragionamento e risolve problemi in modo razionale, ma non necessariamente come farebbe un uomo. In alcuni casi la sua efficacia supera quella dell’uomo. È il caso della gestione ed elaborazione di enormi quantità di dati, come quelli che oggi abbiamo a disposizione».

«Oggi, inoltre – ha aggiunto – abbiamo a disposizione un’alta velocità di trasmissione dei dati, dispositivi sempre più precisi e affidabili, device indossabili, in grado di registrare e analizzare parametri vitali. Viviamo una stagione di maggiore consapevolezza e fiducia nell’Intelligenza artificiale. I vantaggi, per la medicina, sono notevoli: dalla diagnosi precoce alle terapie personalizzate, dalla predizione dell’evoluzione della malattia al supporto delle decisioni prese dal medico, dalla chirurgia robotica al training, con il ricorso alla realtà virtuale e aumentata».

«E la formazione – ha concluso –deve stare al passo con gli sviluppi della ricerca scientifica. Da qui l’esigenza di formare non solo nuovi medici, ma medici nuovi che alla preparazione nel campo delle scienze della salute possano unire competenze di carattere ingegneristico per un utilizzo consapevole ed efficace di metodi e strumenti di intelligenza artificiale».

Grande soddisfazione è stata espressa da Marcello Manna, sindaco di Rende e presidente di Anci Calabria, sottolineato come questo corso di laurea sia un’«opportunità per il rilancio della Calabria».

«In un momento storico – ha detto il primo cittadino – che ha posto l’accento sul tema della salute quale centrale nell’agenda politica regionale, siamo certi che l’Università della Calabria debba avere un ruolo fondamentale nel contribuire ad affrontare i problemi che affliggono il nostro territorio. La nascita di questo nuovo corso di laurea, oggi, è segno tangibile di speranza per tutti i calabresi».
«La nuova facoltà di medicina è stata pensata come integrata alle nuove tecnologie digitali legate all’ingegneria informatica e alla intelligenza artificiale. L’Università della Calabria sarà la prima ad offrire un servizio pubblico ai propri studenti garantendo, con costi accessibili, il diritto allo studio», ha proseguito Manna che ha aggiunto che «ciò dovrebbe andare di pari passo con il diritto alla salute che in questi anni è stato minato dai continui commissariamenti».
«È questa la summa di un lavoro – ha proseguito – che portiamo avanti da tempo come amministrazione comunale: abbiamo sempre ritenuto in questi anni di governo che le eccellenze all’interno dell’università andassero valorizzate e che l’Unical debba continuare a dialogare con il territorio in maniera sinergica. Auspichiamo che non solo nell’emergenza, ma soprattutto nella normalità, tale sinergia sia implementata».
«Plaudiamo – ha concluso – al lavoro svolto dal rettore Nicola Leone e dal senato accademico che, con l’istituzione della facoltà di medicina, sono riusciti a realizzare un risultato che darà lustro a tutta la Calabria».
Per l’assessore Lisa Sorrentino, «è un segno di ripartenza in un momento in cui è doveroso fare dei bilanci, in cui è necessario adoperarsi per scongiurare nuove catastrofi annunciate. Le nostre università possono offrire importanti competenze nel campo medico e questo nuovo corso di laurea così innovativo può riuscire a favorire l’implementazione di metodologie capaci di coadiuvare e facilitare il percorso di diagnosi e cura grazie all’uso delle nuove tecnologie digitali».
«Ripartire, dunque – ha proseguito – da un tema quanto mai attuale come quello della medicina e dell’intelligenza artificiale anche per riportare l’attenzione su una questione centrale come la creazione di un nuovo ospedale pubblico e della sua naturale allocazione nel territorio dove insiste l’università. Sarebbe questa una risposta coerente ed ottemperante alla terza missione con cui l’Università della Calabria si prefigge di attuare strategie finalizzate al cambiamento e alla crescita sociale ed economica del territorio regionale».
«Auspichiamo – ha concluso l’assessore Sorrentino – che i candidati a sindaco della città di Cosenza non sottovalutino l’importanza di questo discorso. Non è una questione campanilistica, ma di opportunità e di cambiamento di rotta necessario a garantire i servizi di assistenza alla cittadinanza. La medicina si fa sul territorio: è l’organizzazione territoriale a fare la differenza e con l’implementazione del nuovo assetto urbanistico, attraverso la realizzazione dello svincolo autostradale a Settimo e della stazione ferroviaria tra Rende e Montalto, si potrà offrire un servizio essenziale in una zona strategica in vista della città unica. Bisogna avere una visione chiara sul futuro: l’ospedale ha cento anni, il nuovo nosocomio deve essere pensato per i prossimi cento e l’unica collocazione possibile è all’interno del campus di Arcavacata. Su questo chiediamo una riflessione concreta da parte di una politica alta».
Soddisfazione è stata espressa dal candidato a sindaco di Cosenza, Francesco Caruso, che ha sottolineato come l’inaugurazione del primo anno accademico del corso di laurea in medicina e tecnologie digitali «segna, per l’Università della Calabria e per l’intero nostro territorio un traguardo storico». (rcs)

RENDE (CS) – La presentazione di “Human Resources Strategy for Researchers”

Domani pomeriggio, a Rende, alle 17, al Teatro Auditorium Unical, la presentazione del percorso Human Resources Strategy for Researchers, con cui l’Università della Calabria punta alla certificazione dello standard europeo di qualità dell’ambiente di lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori.

UniCal longs 4 excellence è il progetto con cui lo scorso 25 marzo l’Unical si è candidata all’ottenimento del prestigioso riconoscimento, dando così avvio a tutte le azioni che puntano dritto all’obiettivo, come la costituzione di focus groups tematici che hanno lavorato alla disamina dei quaranta principi espressi nella Carta Europea dei Ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei Ricercatori, principi ai quali gli Istituti, gli Atenei e i Centri di Ricerca che intendono ottenere l’Award devono allineare la propria condotta al fine di migliorare le condizioni di lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori.

Il lavoro dei focus groups (costituiti da personale docente e tecnico dell’Unical) ha condotto il team di HRS4R ad effettuare un’indagine interna, un’approfondita Gap Analysis che, adesso, mediante un questionario online, rileverà le percezioni delle ricercatrici e dei ricercatori per definire, così, la migliore strategia da intraprendere attraverso un action plan da sottoporre alla Commissione Europea per ottenere l’HR Excellence Award.

Il questionario sarà illustrato e lanciato proprio durante il workshop che si configura come un’occasione per presentare nel dettaglio tutto il percorso di eccellenza intrapreso dall’Unical e il cui risultato sarà rintracciabile in vantaggi come: il perfezionamento dei processi di assistenza alle risorse umane; la garanzia di procedure di reclutamento e di valutazione Eque, Trasparenti e Meritocratiche (OTM-R); la promozione delle pari opportunità e della cooperazione trasversale; il miglioramento dello status e delle condizioni di lavoro dei ricercatori; l’internazionalizzazione dell’Ateneo per lo sviluppo di Reti con altre organizzazioni di ricerca; l’aumento dell’attrattiva dell’Ateneo e della capacità di trattenere personale di alto livello.

Il tutto sarà ampiamente spiegato dal Delegato del Rettore per la Progettazione della Ricerca Unical, prof. Francesco Valentini, che è il promotore dell’iniziativa.

«L’Università della Calabria con UniCal longs 4 excellence ha intrapreso la strada che conduce alla ribalta internazionale, come campus che garantisce un ambiente di lavoro eccellente per le ricercatrici e i ricercatori e che si propone come polo attrattore dei migliori talenti della scienza», ha dichiarato il prof. Valentini.

RENDE (CS) – L’evento Conoscere la storia dell’Unical con il libro “L’avventura di Andreatta in Calabria”

Domani mattina, a Rende, alle 11, nell’Aula Hera dell’Università della Calabria, l’incontro Conoscere la storia dell’Università della Calabria attraverso il libro Le avventure di Andreatta in Calabria – Un Campus per competere nel mondo di Franco Bartucci con gli studenti del Corso di laurea magistrale in Scienze Pedagogiche per l’insegnamento di Pedagogia della Comunicazione.

L’evento è stato promosso dal prof. bMario Caligiuri, docente di Pedagogia Generale presso il Dipartimento di Culture Educazione e Società presso lo stesso Ateneo, trovando un supporto organizzativo nell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, con presidente la prof.ssa Patrizia Piro.

Per Franco Bartucci, già responsabile dell’ufficio stampa dell’Università della Calabria e attuale Portavoce dell’Associazione promotrice dell’evento, costituirà una valida occasione per presentare agli studenti il suo libro, ma soprattutto per raccontare la sua personale esperienza di lavoro vissuta accanto al prof. Beniamino Andreatta, nei suoi quattro anni di permanenza nella nostra Regione interamente dedicati alla nascita dell’Università della Calabria. 

Un anniversario che proprio quest’anno apre il cinquantesimo della nascita partendo dalle decisioni assunte dal governo del Presidente Emilio Colombo di insediare la nascente Università calabrese nella Provincia di Cosenza (febbraio 1971), confermata con un Decreto del Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat nel mese di aprile 1971. 

Atti a cui seguiranno: la nomina, da parte del Ministro della Pubblica Istruzione, on. Riccardo Misasi, del Comitato Tecnico Amministrativo e dei Comitati Ordinatori delle quattro Facoltà (28 aprile 1971), previste inizialmente dalla legge istitutiva n.442  del 12 marzo 1968, a firma del Presidente Aldo Moro; l’insediamento ufficiale e la loro presentazione alla città di Cosenza il 22 maggio 1971, nel salone consiliare del Comune, con sindaco Fausto Lio; l’elezione ad opera del corpo accademico del prof. Beniamino Andreatta a Rettore dell’Università della Calabria (28 maggio 1971), il cui insediamento ufficiale avvenne il 9 giugno 1971 con la convocazione della prima riunione utile del Comitato Tecnico Amministrativo.

La scelta dell’ubicazione della nascente università sui territori dei Comuni di Rende e Montalto Uffugo, su delibera del Comitato Tecnico Amministrativo (31 luglio 1971). Mentre proprio in questi giorni ci si trova nel cinquantesimo anniversario di approvazione dello Statuto da parte dell’Organo Amministrativo supremo dell’Università (28 settembre 1971) e di presentazione pubblica, prima ai politici calabresi nella sala consiliare del Comune di Cosenza (26 ottobre 1971) ed a seguire nella sala consiliare dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza, a cura del sindaco Fausto Lio e del Presidente Francesco De Munno.

«Una storia importante da rinverdire e far conoscere ai nostri studenti e non solo – ha dichiarato il prof. Mario Caligiuri – che nulla sanno, mentre è importante far acquisire loro il senso di appartenenza a cominciare dalla conoscenza delle radici fondanti della loro Università». (rcs)

Partite all’Unical le lezioni in presenza con il ritorno in aula di 32 mila prenotazioni

di FRANCO BARTUCCI – L’Università della Calabria ha dato il via alle attività didattiche dell’anno accademico 2021/2022, con il ritorno in aula degli studenti dopo i lunghi mesi di lockdown imposti dalla pandemia.

I numeri della ripresa sono andati ben oltre le aspettative e la gestione ordinata degli accessi del primo giorno di ripartenza, rappresenta per la Governance dell’ateneo un grande risultato, che premia il lungo lavoro finora svolto.

Undici dipartimenti su 14 hanno iniziato le lezioni del semestre. L’ateneo ha riportato in presenza tutti i corsi di laurea, utilizzando le aule al 50 per cento della capienza: una precauzione che non è più un obbligo formale, ma che l’Unical ha adottato per innalzare ancor di più l’asticella di sicurezza.

Pur in presenza di questi limiti, grazie a un’attenta programmazione di orari e aule, l’ateneo è riuscito ad accogliere la quasi totalità degli studenti che hanno chiesto di frequentare in presenza. La piattaforma Smart Campus, dopo una fase di calibrazione del nuovo sistema di prenotazione, ha gestito da subito oltre 32mila richieste, pervenute da parte di circa 6mila studenti, confermandone il 99 per cento.

Le richieste non accolte sono  state appena 400, tutte riferite ai corsi che sono ripartiti in modalità doppia. Gli studenti che non sono riusciti a trovare posto in aula, in questo caso, hanno potuto comunque seguire la lezione da remoto, in contemporanea con i colleghi in presenza, grazie alla presenza di tutte le attrezzature per la trasmissione in streaming. Il sistema Smart Campus prevede per loro inoltre una priorità nelle prenotazioni per la prossima settimana.

L’accesso alle aule si è svolto regolarmente: nessun intoppo, né disagio nella fase di check-in che gli studenti sono tenuti ad effettuare, scansionando un QR code tramite app Smart Campus. Un passaggio che consente la verifica del Green Pass, obbligatorio per le attività in presenza, e registra le presenze nei locali dell’ateneo, per assicurare un efficace tracciamento nel caso in cui venga segnalata la presenza di soggetti positivi.

Il rettore Nicola Leone ha visitato personalmente  molte delle aule in cui è ripresa l’attività in presenza, percorrendo il ponte Bucci da un capo all’altro. Ha incontrato molte matricole, emozionate e felici di poter vivere il campus.

«La presenza è un valore. Io sono un convinto assertore dell’importanza di frequentare in aula. Fate caso, del resto, alle parole: non si dice quasi mai ‘io studio all’università’, ma si dice ‘io vado all’università’. Perché all’università si va e  all’università si vive– ha detto il rettore Leone nel suo saluto – È importante il confronto tra docente e studente, ma si cresce anche nel confronto tra studenti. L’Università è il luogo in cui si formano le coscienze critiche, il luogo in cui ci si confronta, si discute e si cresce insieme».

Per tutti è  stato un ritorno a una normalità da tempo attesa, seppur graduale e nel rispetto delle norme anti Covid. «La pandemia non è alle spalle, la variante Delta è insidiosa – ha ricordato il Rettore – Noi abbiamo definito un protocollo che garantisce la vostra sicurezza, voi ricordatevi di rispettare tutte le norme».

Per partecipare alle lezioni (e accedere a mense e biblioteche) è obbligatorio il Green pass e l’uso della mascherina. Non si potrà accedere, inoltre, con temperatura superiore a 37,5°, tosse o sintomi influenzali.

«Per noi è un anno zero in campo di organizzazione didattica, con la condivisione di aule tra dipartimenti, la capienza dimezzata e l’allungamento degli orari delle lezioni. È stato un lavoro complesso – ha sostenuto il rettore Nicola Leone – Un lavoro che ha richiesto tempo, che ci ha messo davanti a numerose difficoltà, ma che ha visto uno sforzo corale dell’ateneo, teso a garantire un rientro sereno per tutti. Siamo consapevoli che non tutto è ancora perfetto, che qualche disguido potrà verificarsi. Chiediamo agli studenti di avere pazienza e di segnalarci eventuali problemi, di darci suggerimenti, come si fa in una comunità solidale e attiva».

Le prenotazioni su Smart Campus restano aperte per i posti ancora disponibili. Contestualmente alla ripresa delle attività didattiche in presenza sono state inoltre aperte pure le tre le mense del campus: Maisonnettes, Martensson e piazza Vermicelli. A cena il servizio sarà disponibile solo alle Maisonnettes. In tutte le mense è attivo il servizio di asporto e sarà possibile ritirare, a pranzo, il cestino per la cena. Come pure è ripreso il servizio pomeridiano presso le Biblioteche centrali. (fb)

All’Università della Calabria è arrivata l’innovazione agricola

di FRANCO BARTUCCIL’Università della Calabria ha ospitato dal 21 al 25  settembre, su iniziativa del Dipartimento di Farmacia SSN, una  sessione dedicata all’innovazione in ambito agricolo con interessanti approfondimenti sulle colture mediterranee e sui benefici della dieta mediterranea.

Molte specie officinali, sia spontanee che coltivate, che rappresentano importanti prodotti del comparto agroalimentare calabrese, hanno mostrato caratteristiche che ne hanno permesso la larga diffusione a livello nazionale ed internazionale.

In anni recenti, l’attenzione verso la qualità dei prodotti alimentari si è andata via via allargando fino ad arrivare ad approfondire anche aspetti  legati a caratteristiche differenti dalle sole qualità organolettiche, come ad  esempio, le proprietà salutistiche derivanti dal consumo alimentare o dall’uso nutraceutico di questi cibi.

Una materia ed un aspetto molto importante tenuto sotto osservazione e studio da parte dei  professori Filomena Conforti e Giancarlo Statti, del Dipartimento di Farmacia Scienze della Salute e della Nutrizione, dell’Università della Calabria,  che si sono ben inseriti in seno al progetto europeo di tipo Erasmus+ KA2 Management of diabeti diseade using hypoglycemia food and plant extracts, che vede coinvolte, oltre che lo stesso Dipartimento dell’Unical, anche la Banat’sUniversity of Agricultural Sciences and Veterinary Medicine “King Michael I of Romania” di Timisoara (Romania), e il Department of Pharmacodynamics and Biopharmacy dell’University of Szeged (Ungheria). 

Un lavoro che li ha portati a collaborare sulla pubblicazione di un volume, dove sono state evidenziate le proprietà salutistiche di molte specie vegetali usate tradizionalmente nei paesi partner del progetto, approfondendo aspetti legati al rapporto pianta/habitat in funzione della produzione di “phytochemcals”, le sostanze bioattivi a cui imputare la specifica attività nutraceutica. Mentre nell’ambito delle attività progettuali sono stati organizzati  dei corsi di alta formazione in ciascuno dei paesi coinvolti, per un totale di 60 studenti impegnati in approfondimenti di tipo teorico e laboratoristico, sull’argomento generale dell’uso di specie vegetali con particolare attività ipoglicemizzante.

L’Università della Calabria, come già sopra evidenziato  dal 21 al 25 settembre ha  svolto, presso il dipartimento di Farmacia SSN, la sessione dedicata all’innovazione in ambito agricolo, seguita da studenti ungheresi e romeni, con interessanti approfondimenti sulle colture mediterranee e sui benefici della dieta mediterranea. Tale argomento è stato approfondito anche attraverso la visita di alcuni centri di eccellenza in ambito agroalimentare locali come: il Crea, dove è stata presentata ed approfondita l’ulivicoltura (praticamente assente nei Balcani) correlandola non solo all’attività salutistica dell’olio evo, ma a tutti i sottoprodotti ad alto valore aggiunto ricavabili dall’estrazione della sansa o dalle foglie di potatura delle diverse cultivar di olivo. 

Un altro incontro è stato organizzato presso il Molino Bruno,  dove è stato approfondito l’aspetto riguardante la trasformazione dei diversi tipi di grano e l’uso di grani antichi (autoctoni) non solo per le loro intrinseche proprietà, ma per la realizzazione di basi (panificati) per la realizzazione di functional food di grande interesse in nutraceutica.  

Sono stati, infine, approfonditi argomenti riguardati le tecniche di trasformazione (estrazione) dei prodotti primari o secondari dell’agroalimentare al fine di ottenere fitocomplessi bioattivi utili all’inibizione degli enzimi deputati all’assorbimento degli zuccheri. 

Queste operazioni sono di fondamentale interesse nella realizzazione di estratti destinati al mercato nutraceutico, che possono rappresentare un importante valore aggiunto per le aziende agricole. Le aziende agrumicole, per esempio, (altra eccellenza dell’agroalimentare calabrese) possono usare i prodotti di quarta gamma per tali scopi, attraverso adeguamenti aziendali non estremamente costosi o complessi dal punto di vista tecnologico.

«L’intero progetto, conclusosi con la consegna di pergamene ai partecipanti della sezione lavori tenutasi all’Università della Calabria  – ci ha dichiarato il prof. Giancarlo Stati, entusiasta di questo lavoro ed esperienza – ha evidenziato come la filiera produzione – ricerca- trasformazione – applicazioni nutraceutiche è un elemento virtuoso nell’economia agricola dei paesi vocati come la Calabria, che può vantare, oltre che produzioni agricole di eccellenza, anche un patrimonio di biodiversità di notevole interesse non solo paesaggistico o conservazionistico, ma anche applicativo in ambito nutraceutico, farmaceutico o cosmetico» (fb).