La scienza delle stelle e l’eccellenza dell’Università della Calabria

di FILIPPO VELTRIForse ne sono accorti in pochi – i giornali sono sempre meno letti e figurarsi i dorsi specialistici – ma ieri (venerdì 24 settembre), una pagina del CorriereInnovazione, inserto ultra specialistico del Corriere della Sera dedicato a quanto accade nel Mondo in questo settore, ha pubblicato una intera pagina (la vedete nella foto) con un titolone La scienza delle stelle dalla Calabria agli Usa.

Cos’era successo? La rivista dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, PNAS, ha dedicato la copertina ad uno studio su complessi fenomeni cosmici (sintetizzo: comprendere le interazioni tra shock, plasmi e turbolenza nello spazio) su cui hanno lavorato Sergio Servidio, Domenico Trotta e Francesco Valentini, tre fisici dell’Università della Calabria, assieme a David Burgess, della Queen Mary University di Londra.

Il team del gruppo di Astrofisica, geofisica e fisica della nostra Università, ha messo a punto un modello numerico che aiuta a comprendere nel dettaglio l’interazione tra onde di shock e turbolenza. Sintetizzo ancora e banalizzo sapendo forse di sbagliare: quando ci sono scontri spaziali ci possono essere disturbi sui telefoni cellulari, le trasmissioni radio ecc.

Non entro ancora nel merito della ricerca perché incorrerei in imprecisioni ma è il dato di fondo, anzi di sfondo, quello che qui interessa di più: un nutrito gruppo di ricercatori, donne e uomini, di stanza ad Arcavacata – frazione di Rende, provincia di Cosenza, Calabria, Italia – è additato infatti come uno dei fulcri di una ricerca in un campo altamente innovativo.

Abbiamo fatto tre nomi ma ne potremmo fare almeno altri 10 di colleghe e colleghi di Servidio, Trotta e Valentini. Sono tutti di quel gruppo di ricerca. Quando si dice che quella Università nata non tantissimo fa è forse la più bella cosa realizzata in Calabria non si va dunque molto lontano dal vero. Dovremmo saperlo un po’ tutti e valorizzarla soprattutto di più. (fv)

RENDE (CS) – Il 1° ottobre la masterclass con Michelangelo Frammartino

Fino al 29 settembre, è possibile prenotarsi alla masterclass con il regista Michelangelo Frammartino, in programma il 1° ottobre all’Università della Calabria, al Teatro Auditorium Unical.

La masterclass, dal titolo Frontiera, è coordinata da Roberto De Gaetano (ordinario di Filmologia al Dispes e Delegato del Rettore allo Spettacolo), e prevede gli interventi di Giovanna Giuliani (co-sceneggiatrice de “Il buco”) e Bruno Roberti (docente di Cinema al Dispes), accompagnata dalla proiezione del video Il film come laboratorio – Michelangelo Frammartino all’Unical, a cura di Daniele Dottorini (Coordinatore del Corso di laurea in “Media e Società digitale”). 

Dopo l’importante riconoscimento ottenuto alla 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, con il film Il buco che ha ottenuto il Premio Speciale della giuria, Michelangelo Frammartino torna all’Unical dove, in qualità di docente, ha realizzando diversi laboratori.

Il cinema di Frammartino (che ha al suo attivo anche film come Il dono e Le quattro volte) si contraddistingue per uno sguardo audace e la capacità di dare forma a ciò che per eccellenza eccede qualsiasi sguardo o immagine, come la luce dei paesaggi inesplorati o il buio delle profondità della terra. Nessun regista, come lui, ha colto nella Calabria il luogo esemplare, attraverso cui sperimentare questa forma di cinema, la frontiera di un modo originale di dare vita e respiro alle immagini.

Per partecipare alla masterclass è necessario inviare mail di prenotazione all’indirizzo dir.cams@unical.it, a partire dalle ore 10.00 del 23/09/2021 e fino alle ore 15.00 del 29/09/2021. (rcs)

 

UNICAL, NECESSARIO COLLEGARE COSENZA
RISPETTANDO IL PROGETTO DI ANDREATTA

di FRANCO BARTUCCI – Completare il progetto dell’Università della Calabria, scaturito dal concorso internazionale attribuito agli architetti Gregotti e Martensson, per costruire la nuova grande e unica città nella media Valle del Crati. È la sintesi del dibattito svoltosi a Montalto Uffugo a seguito della presentazione del mio libro L’avventura di Andreatta in Calabria – Un campus per competere nel mondo, pubblicato dalla Pellegrini Editore.

L’evento è stato promosso dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, presieduta dalla prof.ssa Patrizia Piro, Pro Rettore e Presidente del Centro Residenziale dell’Università della Calabria. 

Un dibattito apertosi con gli interventi di saluto dell’assessore Gianfranco Bria, che ha sposato, da laureato dell’UniCal, l’idea progettuale della “città unica” con al centro lo stimolo dell’Università, nonché del  prof. Pietro Brandmayr, vice presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria” e già presidente del Centro Residenziale, che ha parlato delle funzioni della stessa associazione come collante di collegamento e rapporto sinergico tra l’Università della Calabria ed i propri laureati per essere animatori di una società viva e ricca culturalmente, socialmente ed economicamente a dimensione locale (come la stessa università con il suo campus immerso in una città unica) e regionale.

A parlare del ruolo e della funzione svolta dal primo Rettore dell’Università della Calabria, prof. Beniamino Andreatta, nel consegnare alla Calabria un’idea progettuale di un Campus universitario moderno ed innovativo nel contesto di una città nuova tutta da costruire sono stati: il prof. Emerito, Piero Fantozzi, sociologo e politologo ben noto; nonché il dott. Aldo Semeraro, primo studente di Montalto Uffugo laureatosi nel 1977 in Scienze Economiche e Sociali,  primo studente eletto, insieme agli studenti Paolo Guaglianone e Francesco Zaffino, nel Consiglio di amministrazione dell’Opera Universitaria, presieduto dal Rettore Beniamino Andreatta con direttore amministrativo il dott. Antonio Onofrio, dalle prime 600 matricole di studenti calabresi che si iscrissero nel primo anno accademico 1972/73 ai tre corsi di laurea attivati: Ingegneria, Scienze Economiche e Sociali, Fisica; mentre l’analisi e le prospettive del progetto Gregotti/Martensson nel dare stimolo alla sua realizzazione è stato il prof. Mauro Francini, Ordinario di Tecnica Urbanistica e docente del corso di Tecnica Urbanistica della Laurea Magistrale di Ingegneria Civile dell’Università della Calabria.

Una manifestazione voluta per riflettere, oltre che sulla figura del primo Rettore dell’Ateneo di Arcavacata, prof. Beniamino Andreatta, sull’idea della città unica metropolitana, della quale se ne parla da tempo immemorabile, che ha le radici nel cuore pulsante della nascita stessa dell’ Università della Calabria, grazie agli studi elaborati dal Comitato Tecnico Amministrativo, prodotti nel 1971, trovando nel Rettore Andreatta una guida stimolante e propositiva, trasportati nel progetto internazionale, prodotto dal gruppo di architetti, guidati dal prof. Vittorio Gregotti, scelto nel 1974 dall’apposita commissione internazionale. Elementi e  idee che costituiscono ancora oggi validità progettuale per un disegno urbanistico, sociale e culturale nell’area della media Valle del Crati con Cosenza, Rende e Montalto Uffugo visti come fari guida nella costruzione della nuova città.

«Sicuramente una delle possibilità più concrete per pensare ad uno sviluppo socio-economico sostenibile del territorio dei comuni di Cosenza /Rende/Montalto, è quella di investire nello sviluppo dell’intero tessuto produttivo. In tale processo, l’Università della Calabria potrà essere indispensabile a contribuire ad avviare un processo concreto di rigenerazione territoriale, rispondendo, da un lato, alla richiesta di alta formazione e creando, dall’altro, un luogo fisico rinnovato dove moltiplicare occasioni di scambio culturale, rispettando i parametri generali della sostenibilità e della sicurezza. Una sfida importante è appunto quella di realizzare una concreta apertura dell’Università verso l’intera area urbana ripensando questo contesto territoriale come un luogo di eccellenza». 

Sono parole pronunciate in un passaggio del suo intervento dal prof. Mauro Francini, i cui contenuti saranno portati più in avanti; mentre è doveroso parlare adesso delle funzioni svolte dal Rettore Andreatta, attraverso il ricordo del prof. Piero Fantozzi che, durante la fase di partenza delle prime attività didattiche e scientifiche dell’Università, ha pure ricoperto le funzioni di primo segretario del sindacato Cgil che raccoglieva l’adesione sia di docenti che di non docenti.

Facente parte del primo nucleo di ricercatori e docenti della Facoltà di Scienze Economiche e Sociali fin dal primo anno accademico 1972/73, il prof. Fantozzi, nel fare la sua valutazione sul libro, ben scritto e raccontato con dovizia di documenti, delibere, articoli di giornali dell’epoca, ha sottolineato l’importanza di conoscere la storia di partenza dell’Università della Calabria e quanto ha fatto il Rettore Andreatta.

 «Il libro facile da leggere – ha precisato il prof. Fantozzi – ben focalizza quel periodo storico in cui Andreatta ha saputo occuparsi, da accademico e uomo politico esperto, frutto delle sue esperienze in campo nazionale ed internazionale, della nascente Università, quale strumento e lievito per lo sviluppo della Calabria. Un progetto che lo ha visto impegnato nell’avvio delle attività amministrative, nella impostazione dei dipartimenti e delle Facoltà per un’attività didattica e scientifica di qualità, nella predisposizione del primo Statuto, di visione lungimirante ed innovativo, nonché nella definizione e conclusione del progetto internazionale indetto per realizzare la cittadella universitaria con il  suo campus universitario,  guardando con particolare attenzione ad un rapporto di integrazione culturale, economico e sociale tra il nascente Ateneo e la società calabrese, arrivando finanche a valorizzare culturalmente la popolazione arberëshë calabrese».

A distanza di cinquant’anni, quello spirito e quei contenuti di grande partecipazione diffusa nella realizzazione di una Università moderna ed innovativa aperta al territorio, sotto l’aspetto sociale e culturale, è venuta meno anche per effetto delle varie revisioni che sono state apportate allo Statuto originario, per effetto anche di provvedimenti legislativi di riforma universitaria nazionale che non hanno tenuto conto delle specificità particolari della prima Università calabrese e della prima Università statale italiana fondata dalla Repubblica.

«Uno spirito, un clima e contenuti che vanno recuperati – ha concluso il prof. Fantozzi – prima ancora di guardare alle forme migliori per portare a termine il progetto strutturale disegnato dai progettisti Gregotti e Martensson. Una città universitaria che deve trovare oltre al corpo anche un’anima di sentimenti, cultura sociale e valori».

Ma il tema del progetto strutturale Gregotti/Martensson, nel contesto della grande città, i cui lavori sono bloccati dal 2007, sono stati argomenti trattati dal prof. Mauro Francini, come anticipato in apertura del servizio, facendo il punto, come delegato dei Rettori Crisci e Leone, sullo stato delle cose, alla luce di importanti considerazioni di ripresa dell’idea progettuale,  messe in atto in questi ultimi anni dalla stessa Università e supportati dal precedente governo regionale, guidato dall’on. Mario Oliverio

Sì è parlato della stazione ferroviaria di Settimo di Montalto Uffugo e del raddoppio della galleria Santomarco, il cui progetto è in fase di elaborazione da parte di Trenitalia, dell’uscita autostradale A2 di Settimo di Montalto Uffugo ad opera dell’Anas con finanziamenti anche previsti a suo tempo dal governo Oliverio insieme al villaggio dello Sport, nonché delle bretelle di collegamento dall’ uscita autostradale alle strutture universitarie ed alla stazione ferroviaria di Settimo, per finire con il tracciato nuovo della metro leggera progettato dalla stazione ferroviaria Settimo di Montalto/Centro storico di Cosenza, accantonato dal Consiglio e dalla Giunta regionale di centro destra uscenti, a seguito del disinteresse delle amministrazioni comunali di Cosenza e Rende, su sollecitazioni  ed interessamento della parlamentare europea, Laura Ferrara.

Addirittura, ha trovato una citazione anche il nuovo ospedale di Cosenza con un possibile insediamento in un territorio inserito in quello vincolato dall’Università e di proprietà della Provincia di Cosenza, oggetto di ampi dibattiti politici in questi ultimi anni. Mentre una novità costituisce il disegno di realizzare a monte, tra i cubi dell’asse ponte e contrada Arcavacata, una nuova strada alternativa che partendo dall’area di piazza Vermicelli a Nord si sviluppa tra i quattro versanti fino a collegarsi a Sud nella testa d’ingresso di via Bucci, il tutto da concordare con il Comune di Rende.

Nel frattempo che tutto ciò possa maturare con l’effettiva realizzazione  di queste opere, l’Università della Calabria ha predisposto i seguenti progetti approvati dal Consiglio di Amministrazione: un piano particolareggiato dell’Università con progetto preliminare; un progetto di nuova mobilità interna all’Università con nuovi parcheggi auto e macchine ed ingresso attraverso un sottopasso su via Bucci e relativa sistemazione della piazza prevista come isola pedonale e relativi servizi commerciali, per finire con la Città dello Sport che potrà essere utile per il 2023 quando la città di Rende insieme a Catanzaro saranno impegnati a dare visibilità al loro ruolo di città europee dello Sport.

«Per fare ciò però occorre avere chiaro – ha sostenuto nel suo intervento il prof. Mauro Francini – il quadro d’insieme e gli obiettivi strategici che si vogliono raggiungere, coinvolgendo in un rapporto sinergico di collaborazione e progettualità l’Università, la Regione, la Provincia e i comuni di Cosenza, Rende, Montalto e relativo hinterland, senza correre il rischio di procedere al contrario, ovvero per singoli interventi non coordinati tra loro che rischiano di determinare risultati inadeguati. Per tal motivo occorre fare riferimento a nuovi modelli di sviluppo sostenibile, utili a contrapporsi all’inevitabile percorso di desertificazione in atto, associando ai progetti di trasformazione fisica processi di mobilitazione e inclusione. Anche perché la storia recente dell’urbanistica ci insegna che siamo di fronte a un cambio di paradigma dello sviluppo territoriale, e soprattutto che con i tradizionali strumenti urbanistici non si possono affrontare queste nuove sfide».

Il prof. Francini, avendo avuto nell’Università un lungo impegno di studio e ricerca, come occasioni d’impostazione di lavori in ambito di Scuole di  specializzazione promosse dalla Facoltà d’Ingegneria e relativi dipartimenti affini, dedicati alla tutela del territorio e dei centri urbani gravitanti nell’area del cosentino, con in primo luogo i centri storici di Cosenza e Rende, si è allargato nel fare in merito alcune sue considerazioni mirate a realizzare il progetto dell’Università della Calabria richiamando l’attenzione delle istituzioni locali e politiche del territorio.

«A questo punto, volendo declinare i vari livelli di intervento, inquadrando il tutto in una prospettiva di rilancio economico durevole – ha proseguito – si possono individuare quattro parole chiave mediante cui racchiudere le priorità strategiche: Innovazione, Inclusione, Sicurezza e Qualità della vita. L’organo di pianificazione, tenendo presente i punti di forza e di debolezza, le minacce, le opportunità e le scelte del target da raggiungere, potrà definire le azioni da effettuare, nonché l’attuazione delle stesse e l’attivazione delle azioni di controllo e di monitoraggio. In particolare lo strumento utile al fine di adottare le logiche del processo di marketing territoriale. Un piano di marketing che deve contenere un documento formale costruito mediante gli elementi sopra descritti, che possono essere così sintetizzabili nel piano elaborativo: la diagnosi della situazione di partenza del territorio (analisi demografica, sociale ed economica); la definizione degli interessi e dei bisogni e l’individuazione dei mercati/pubblici di riferimento e delle loro peculiarità;  la consequenziale costruzione di una visione di lungo periodo; la determinazione di un piano d’azione”

Una idea di lavoro e di prospettiva che deve passare attraverso un piano promozionale che si può suddividere in: attività di image building, attività di investment generating, attività di investment assistance.

«L’attività di image building va effettuata – ha sostenuto il prof. Mauro Francini – dopo avere ben definito l’offerta del territorio ed è importante puntare su elementi forti e peculiari; L’attività di investment generation  è efficace se viene intesa come mezzo attraverso il quale si identificano i decision makers interessati ad investire; L’attività di investment assistance è diretta a concretizzare il percorso decisionale dei soggetti che hanno manifestato interesse; essa viene realizzata mediante azioni di informazione ai soggetti interessati, consulenza alle autorità locali sui miglioramenti da apportare, assistenza per la verifica delle migliori opzioni di localizzazione, organizzazione di incontri di affari con potenziali soggetti interessati».

Un intervento, molto apprezzato dall’assessore alla cultura del Comune di Montalto Uffugo, Gianfranco Bria, che merita un rilancio ed un confronto con le altre istituzioni locali del territorio gravitanti nel comprensorio dell’area urbana estesa nella media valle del Crati,  lì dove dovrà vivere la cittadella universitaria sempre più sotto attenzione da parte degli studenti stranieri, per come si è impegnato a stimolare e promuovere.

Una manifestazione interessante che si è chiusa con una testimonianza del primo studente di Montalto Uffugo, Aldo Semeraro, laureatosi nel 1977 all’UniCal con delle funzioni particolari descritti in apertura del servizio, al quale l’Associazione Internazionale “Amici dell’Università della Calabria”, per mano del vice presidente, prof. Pietro Brandmayr, gli ha conferito la pergamena di merito ed appartenenza con il riconoscimento del prof. Nicola Leone, attuale Rettore dell’Università della Calabria.

«Ricordo il primo incontro – ha esordito il dott. Aldo Semeraro – con il magnifico rettore Beniamino Andreatta. Ero insieme ad altri studenti per rappresentare alcune pressanti esigenze di giovani venuti da tutta la Calabria, per illustrare il disagio a cui erano soggetti. Ci siamo trovati di fronte ad una persona disponibilissima ad ascoltare, con un grande sorriso. Sempre pronto a trovare una soluzione. Ci siamo sentiti non solo oggetto di attenzione, ma destinatari di un progetto politico. Sentivamo che non si stava costruendo una cattedrale nel deserto, una centrale di potere asservita alle logiche clientelari di partiti, gruppi sociali o salotti di benpensanti. Stava nascendo in Calabria una grande “fabbrica” di cultura». 

«La cultura – ha aggiunto – è sempre stata uno strumento formidabile di emancipazione culturale per persone e territori. Non sentivamo la presenza di una macchina burocratica fredda e distante. Ascoltando Andreatta sembrava davvero, usando l’immagine consegnata da Nietzsche, che si potesse legare la realtà e l’arcobaleno. Non eravamo in presenza di un “esamificio”. Tutto sembrava organizzato e funzionale alla crescita di un vero capitale sociale. Tutti vedevamo nell’università un’occasione di riscatto sociale; molti tra di noi non avevano le risorse per studiare fuori regione e questo per la nostra Regione è stata una rivoluzione”.

La figura di Andreatta ci è stata ricordata, giorni fa a Bologna, dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo alla  cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna della Bologna Business School al primo Rettore dell’Università della Calabria. Pur parlando della vaccinazione anti Covid e del Green Pass obbligatorio per tutti ha detto: «Da ministro, Andreatta si è mosso in modo coraggioso e onesto in anni drammatici per la Repubblica e non ha esitato a prendere decisioni necessarie anche quando impopolari. “Le cose vanno fatte perché si devono fare, non per avere un risultato immediato”».

Parole che ci riportano al nostro Andreatta ben descritto dal dott. Aldo Semeraro con la stessa onestà, coraggio ed entusiasmo nel consegnarci un progetto di rilancio e sviluppo della nostra Calabria, che pur a distanza di cinquant’anni deve essere portato a compimento ed avere i risultati sperati e sognati da tanti calabresi di quel tempo. (fb)

                                                                                                                         

All’Unical aperte le iscrizioni per l’11esima edizione del Master in Intelligence

di FRANCO BARTUCCI – Aperte le iscrizioni all’undicesima edizione del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto dal prof. Mario Caligiuri e promosso nel 2007, grazie al sostegno del Presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga

Per partecipare occorre presentare domanda online sul sito rete dell’Università della Calabria. La domanda di ammissione è al seguente link https://unical.esse3.cineca.it/Home.do; mentre la guida alla compilazione può essere letta attraverso il seguente link: https://www.unical.it/portale/ateneo/amministrazione/aree/uocsdfpl/sdfpl/ammissione2122/lm/Guida%20domanda%20ammissione%20LM%202021.pdf.

Per eventuali difficoltà nella compilazione del bando, si può telefonare al numero 347 5889962. Il bando scade il 30 ottobre 2021.

Il master potrà essere interamente seguito in modalità streaming cioè a distanza tramite le piattaforme e-learning interattive dell’ateneo calabrese. La prima lezione si terrà  di sabato, e il percorso formativo si concluderà con la discussione della tesi finale a dicembre 2022. Le lezioni frontali si svolgeranno, da novembre 2021 a maggio 2022, sempre nella giornata di sabato, dalle ore 9 alle ore 18 (pausa dalle 13 alle 14).

Possono presentare domanda laureati del vecchio ordinamento (4 anni) e con la laurea magistrale (5 anni) in qualunque disciplina . La quota di iscrizione è di € 3.000 (tremila). Per gli appartenenti alle forze di polizia è prevista una riduzione del 30% per cui l’importo è € 2.100. Sono previste 4 borse di studio da parte dell’INPS.

Al termine del ciclo delle lezioni, è previsto un Laboratorio di Cyber intelligence che si svilupperà in 5 giornate consecutive (da lunedì a venerdì) con lo svolgimento di seminari e laboratori, d’intesa anche con NTT Data e il Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università della Calabria.  Inoltre andranno svolte 300 ore di stages in strutture convenzionate che nelle precedenti edizioni si sono tenute presso istituzioni pubbliche e società private, tra le quali ENI, ENEL, Sky ed NTT Data. 

Come in ogni edizione, i docenti saranno professori universitari ed esperti italiani del settore. Nelle edizioni precedenti sono intervenuti, tra gli altri, i ministri: Paolo Savona, Giulio Tremonti e Marco Minniti; il presidente della camera dei Deputati Luciano Violante; i Direttori dei Servizi Franco Gabrielli, Vittorio Stelo, Luigi Ramponi, Nicolò Pollari e Gennaro Vecchione; i Direttori delle Scuole dei Servizi Mario Maccono, Maurizio Navarra e Paolo Scotto di Castelbianco; l’agente della CIA Robert Gorelick; i professori Domenico De Masi, Alessandro Barbero, Antonio F. Uricchio, Roberto Baldoni, Alberto De Toni, Evgeny Morozov, Derrick De Kerckhove, Roberto Cingolani, Paolo Benanti, Giorgio Galli, Andrea De Guttry, Antonio Baldassarre, Umberto Gori, Umberto Broccoli e Antonio Teti; i prefetti Carlo Mosca, Marco Valentini e Luigi Varratta; i generali Fabio Mini e Carlo Jean; i giornalisti Lucio Caracciolo, Paolo Messa, Massimo Franco e Andrea Cangini; i magistrati Nicola Gratteri, Rosario Priore, Giuseppe Pignatone, Stefano Dambruoso e Mario Spagnuolo; l’ambasciatore Michele Valensise; i funzionari dello Stato Roberto Riccardi, Nunzia Ciardi, Alessandro Ferrara, Adriana Piancastelli e Giuseppe Scandone; i dirigenti della sicurezza di multinazionali Alfio Rapisarda e Alberto Accardi

Per qualunque informazione ci si può rivolgere al Direttore del Master, Mario Caligiuri, utilizzando il seguente numero di  cellulare 337 980189,  oppure via email: mario.caligiuri@unical.it. (fb)

L’Unical per la prima volta ha ospitato il test di medicina

di FRANCO BARTUCCI – Anche l’Università della Calabria è stata sede, per la prima volta della sua storia, di elaborazione dei test degli aspiranti studenti per i corsi di laurea in “Medicina e Chirurgia” e, in particolare, per il corso di laurea in “Medicina e Tecnologie Digitali”, istituito, come novità assoluta, in collaborazione con l’Università “Magna Grecia” di Catanzaro per l’anno accademico 2021/2022.

Hanno riempito le aule del campus universitario di Arcavacata circa mille aspiranti medici, tra i quali ben 320 hanno partecipato per concorrere all’ammissione del corso di laurea magistrale in “Medicina e Tecnologie Digitali” con una disponibilità di 66 posti. Le prove, ben organizzate in piena sicurezza con un piano ben definito, si sono svolte in modo sereno da parte dei concorrenti che hanno pure goduto della presenza dello stesso Rettore dell’Università della Calabria, prof. Nicola Leone, per un saluto augurale.

Intanto, sono giunti all’Unical dal Ministero dell’Università e Ricerca due importanti riconoscimenti. Si tratta di due progetti di divulgazione scientifica, dedicati alla tutela del mare e dei suoi tesori e alla promozione della cultura scientifica per la formazione di cittadini più consapevoli.

 Ne ha dato notizia il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra, a seguito di una notifica da parte della  Direzione del Ministero dell’Università e della Ricerca che ha approvato due proposte progettuali formulate dall’Università della Calabria e finalizzate alla diffusione della cultura tecnico-scientifica.

I progetti Un Oceano di Scienze e AgoràLAB, saranno coordinati rispettivamente dai professori, Mauro La Russa e Peppino Sapia, entrambi del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra (DiBest).

Il primo progetto, Un oceano di scienza, di durata annuale, vede coinvolto il gruppo di ricerca coordinato dal professor Fabio Bruno del Dimeg (Dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica e gestionale). Le attività saranno rivolte a studenti delle scuole superiori, e tese a offrire occasioni di apprendimento sulla tutela ambientale dei mari e sulla ricerca scientifica funzionale alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico custodito sui fondali marini italiani. In particolare, saranno rese note le più avanzate innovazioni tecnologiche applicate al patrimonio ubicato in mare che consentono di conoscere veri e propri tesori ancora poco noti e accessibili.

Il secondo progetto, AgoràLAB: Laboratorio per la diffusione della cultura tecnico-scientifica per la cittadinanza nel XXI secolo, di durata biennale, vede la partecipazione di ben otto dipartimenti dell’UniCal (Biologia Ecologia e Scienze della Terra, Chimica e Tecnologie chimiche, Fisica, Ingegneria informatica, modellistica, elettronica e sistemistica, Ingegneria meccanica, energetica e gestionale, Matematica e Informatica, Scienze politiche e sociali, Ingegneria dell’Ambiente) e di due partner esterni: la Fondazione Attilio ed Elena Giuliani di Cosenza e il Sila Science Park con sede a Taverna. È inoltre prevista la collaborazione del Centro di Ricerca Interuniversitario GEO, operante a livello nazionale nel campo dello studio della condizione giovanile e dell’organizzazione delle istituzioni educative.

AgoràLAB mira alla diffusione della cultura tecnico-scientifica, nel quadro più ampio della promozione delle moderne competenze di cittadinanza, con particolare riferimento alla dimensione scientifica dell’educazione civica. Le azioni del Laboratorio saranno rivolte sia alle scuole del territorio calabrese, sia al grande pubblico. (fb)

 

Il Circolo ricreativo dell’Università della Calabria (Cruc) si aggiudica anche la Coppa dei Campioni

di FRANCO BARTUCCI – Ricca di successi è stata per l’Università della Calabria la settimana Anciu dei campionati universitari nazionali del tennis, giunta alla XXXIV edizione, che si è svolta dal 24 al 29 agosto 2021, e per la terza volta consecutiva, presso il circolo Due Ponti di Roma, ha consentito al Cruc di arricchire la già nutrita bacheca, grazie ai trofei conquistati con la vittoria negli assoluti femminili e nella Coppa dei Campioni e al secondo posto che ha ottenuto, sia nel torneo maschile che nella classifica degli atenei.

Dopo l’edizione 2020, nella quale la partecipazione è stata condizionata dall’emergenza sanitaria, causata dal Covid-19, quella di quest’anno ha segnato un importante incremento di presenze: 17 sono stati gli atenei al via nei tre tabelloni del torneo e 34 le squadre schierate, per un totale di 127 tennisti iscritti alle gare.

L’Università della Calabria, sotto la speciale guida del capitano/Rettore, Nicola Leone, si è presentata non al completo ma con diversi giocatori di talento e con forti ambizioni. Quattro le squadre iscritte: due negli assoluti maschili, la prima formata da Stefano Aiello, Alessandro Cozza, Nicola Folino e l’esordiente Alessandro Quarta, e la seconda da Federico Guzzi, Marco Papagno e Giuseppe Pellegrino; mentre una squadra è stata presentata negli assoluti femminili, formata da Alberta Aiello e Assunta Venneri ed una negli over 55, formata da Nicola Leone, Massimo Fragola e Vincenzo Pezzi.

Il primo trofeo in palio, la Coppa dei Campioni, incontro di doppio misto tra le squadre vincitrici dei campionati assoluti dell’anno precedente, lo portano a casa i fratelli Aiello affermandosi nettamente per 2-0 (6-3, 6-1) contro la coppia dell’Università di Bologna, formata da Elena Piccolomini e Francesco Girotti.

Ma è la vittoria nel tabellone degli assoluti femminili, grazie ad Alberta Aiello, in condizione strepitosa, e Assunta Venneri, che con la compagna ha formato un doppio imbattibile, a rendere ancor più preziosa la spedizione dei calabresi.

Il forfait di Ines Barone dell’ultimo minuto non consentiva il minimo errore. E così è stato. Le due tenniste dell’UniCal hanno vinto tutti i loro incontri senza mai cedere un set alle avversarie, sia nel singolo che nel doppio: nei quarti di finale contro Perugia, in semifinale contro Bologna 1 e in finale contro Roma “La Sapienza”, con il doppio decisivo chiuso con un secco 2-0 (6-3, 6-0), regalando così l’ennesimo titolo nazionale al Circolo Ricreativo dell’Università della Calabria.

Percorso quasi netto anche per la squadra 1 degli assoluti maschili, campioni uscenti, che dopo aver vinto agevolmente per 2-0 nei quarti contro Roma “La Sapienza” 2, e faticando un po’ di più contro l’ottima Perugia, che si ripresentava ai campionati dopo diversi anni di assenza, ha dovuto cedere in finale con la fortissima Roma 1 solo a causa degli infortuni occorsi nei due singolari a Stefano Aiello, il quale ha abbandonato il suo incontro contro il numero uno di Roma mentre era sul 4-4 nel secondo set, e ad Alessandro Quarta.

Dispiacere per gli infortuni ma morale ugualmente altissimo perché, con il quarto posto della seconda squadra (vittorie per 2-1 contro Milano Bicocca e Pavia 1 e sconfitte contro Roma La Sapienza 1 e Perugia), gli uomini piazzano per la prima volta due squadre tra le prime quattro, raggiungendo il loro miglior risultato nella storia dei campionati.

Non meno importante, poi, il punteggio ottenuto dagli over55, i quali, partiti non con i favori del pronostico, raggiungono un considerevole sesto posto finale (grazie alle vittorie contro Trieste per 3-0 e contro Roma 2 per 2-1), per mezzo del quale l’Unical riesce ad ottenere il secondo posto assoluto nella Coppa Athenaeum, alle spalle dei padroni di casa di Roma “La Sapienza” (che hanno schierato ben 6 squadre) e davanti ai rivali storici dell’Università di Bologna (5 squadre), e a confermarsi ancora una volta ai vertici del tennis universitario nazionale.

Con i risultati ottenuti grande è stata la soddisfazione di tutto il Circolo Ricreativo dell’Università della Calabria e del presidente in particolare, Alessandro Sole, non solo per gli ottimi risultati raggiunti da tutte le squadre e dall’ateneo, ma per essere riusciti a riassaporare il clima di amicizia e socialità, valori fondanti di cui ha bisogno di nutrirsi l’associazionismo, e che sono stati messi a dura prova dalla pandemia.

«La speranza è che momenti simili – ha dichiarato il presidente Sole – tornino a rappresentare la normalità, ma ciò sarà possibile solo continuando a mantenere tutti comportamenti responsabili e aderendo alla campagna di vaccinazione».

Anche il Rettore Nicola Leone, che è stato chiamato ad inaugurare i campionati con il primo singolo del torneo over55 (in cui ha battuto con un secco 6-1 6-0 il numero uno triestino), sul palco della premiazione ha ribadito l’importanza di queste manifestazioni, «che contribuiscono ad accrescere il senso di appartenenza al proprio ateneo e ad instaurare significative e durature amicizie tra colleghi di atenei di tutta Italia». (rcs)

In copertina, Alberto Aiello e Assunta Venneri

La Regione finanzia con 4,5 milioni tre progetti delle Università calabresi per la ricerca anti-covid

Sono tre i progetti delle Università calabresi che la Regione Calabria finanzierà, con la somma di 4,5 milioni di euro, per investire nella sperimentazione di soluzioni innovative e promuovere azioni per il contrasto all’epidemia da Covid-19.

«Il dipartimento Presidenza – settori Ricerca scientifica e Innovazione ecnologica, Formazione professionale, Alta formazione, Accreditamenti e Servizi ispettivi -, preso atto dei lavori della commissione di valutazione, ha avviato – spiega una nota dell’assessorato – la formalizzazione del decreto contenente la graduatoria delle proposte progettuali ammesse e presentate dall’Università della Calabria, dall’Università Magna Grecia e dalla Mediterranea.

«L’invito – continua l’Assessorato – in attuazione dell’Asse 1 e 12 del Por Fesr Fse Calabria 2014/2020, si articola in due differenti azioni: “Sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate critiche/cruciali per i sistemi regionali” e “Azioni per il rafforzamento dei percorsi di istruzione universitaria o equivalente post-lauream”. Gli interventi sono finanziati fino al 100% delle spese ammissibili».

«Siamo arrivati al nostro obiettivo con grandi risultati: le tre università calabresi – ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione, Università, Ricerca scientifica e Innovazione, Sandra Savaglio –, hanno presentato progetti di alto livello che riguardano la salute delle persone, la ricerca scientifica internazionale, il miglioramento del servizio sanitario che gli ospedali possono offrire al cittadino. Sono davvero contenta».

«L’università Mediterranea di Reggio Calabria – spiega ancora, entrando nel merito dei progetti – si propone di migliorare la digitalizzazione di ospedali con l’uso della piattaforma iCare System e si prospetta, inoltre, l’uso di qualcosa che il Covid ci ha lasciato, in positivo: la telemedicina. La Magna Greacia di Catanzaro si occuperà delle malattie infettive e della cura specifica dei malati di Covid-19, per la prima volta e specialmente da un punto di vista multidisciplinare. Infatti, saranno diversi i gruppi di ricerca coinvolti, dalla genomica, alla chimica farmaceutica, alla neuroscienza».

«L’aspetto multidisciplinare – ha aggiunto – è presente anche nel progetto dell’Unical. Il focus saranno le nanotecnologie applicate alla salute. Questa nuova disciplina della scienza offre la possibilità di diagnosi precoci e molto precise dei tumori anche della cura del Covid. Le conseguenze positive sono enormi. Il progetto Università della Calabria ha anche una parte internazionale molto forte con, tra le altre cose, finanziamenti europei già ottenuti e collaborazioni con laboratori all’estero, che mostrano che si parte da una base molto solida. Da segnalare anche il coinvolgimento dell’intelligenza artificiale, una disciplina che, ormai, ha invaso tutti gli aspetti della conoscenza umana».

«È stato un percorso lungo e faticoso per tutti gli scienziati coinvolti ma ne è sicuramente valsa la pena. Ognuno di loro – ha concluso l’assessore – avrà a disposizione un milione e mezzo di euro per realizzare un laboratorio che abbia respiro internazionale. Buon lavoro e buona ricerca». (rcz)

Università della Calabria, il campus che parla al mondo con nuovi corsi in inglese e la sfida dei medici ingegneri

di FRANCO BARTUCCI – L’offerta formativa dell’Università della Calabria per il nuovo anno accademico 2021/2022 è cambiata, puntando sull’innovazione per rispondere alle sfide professionali del futuro con uno sguardo internazionale.

Il bando per studiare a Cosenza ha ricevuto richieste da 120 diversi Paesi. E l’ateneo investe su laboratori e strutture didattiche: dalla Medicina digitale all’intelligenza artificiale, dalle nuove frontiere della comunicazione alla mediazione culturale. Per il nuovo anno accademico 2021/2022 l’Università della Calabria si presenta con un’ offerta formativa rinnovata, frutto di un percorso di revisione orientato all’evoluzione degli scenari professionali e occupazionali.

Ancora pochi giorni di tempo per presentare la domanda di partecipazione al concorso di  ammissione, sia per i corsi triennali che magistrale a ciclo unico, il cui termine scadrà il prossimo 26 agosto. I posti a disposizione come noto sono 3.924, che si sommano ai 395 previsti per i corsi soggetti a vincoli ministeriali e regolati da bandi specifici (Conservazione e Restauro dei beni culturali, Ingegneria edile-architettura, Medicina e Tecnologie digitali, Scienze della formazione primaria) e ai circa 1.300 già assegnati nella fase di ammissione anticipata.

Il piano di studio predisposto dagli Organi Accademici, ben guidati dal Rettore, prof. Nicola Leone, per questo prossimo nuovo anno accademico prevede l’attivazione di  9 nuovi corsi di laurea (tra triennali e magistrali a ciclo unico) e salgono a 12 le biennali magistrali con percorsi formativi interamente erogati in lingua inglese, il cui campus universitario (Centro Residenziale), con presidente il Pro Rettore, prof.ssa Patrizia Piro, rafforza così il carattere di internazionalità della sua proposta didattica.

In questo ambito si inserisce, inoltre, il progetto Unicaladmission, che ha raccolto 6.847 domande di studenti di oltre 120 Paesi del mondo, il cui concorso è in fase di elaborazione per la selezione dei migliori studenti. Al momento ne sono stati già selezionati all’incirca 500, ed il numero per la fine del mese di settembre crescerà ancora per come ci ha sottolineato il dott. Gianpiero Barbuto, dirigente dell’ufficio speciale Relazioni Internazionali della stessa Università.

Un gran lavoro che ha messo in luce l’impegno dei sette delegati del Rettore Nicola Leone ai rapporti internazionali, suddivisi per aree geografiche del globo terrestre, coordinati dal prof. Giancarlo Fortino, che ha la delega specifica per i rapporti con la Cina e l’Australia.

I futuri medici con competenze digitali

Nella nuova offerta, le aspiranti matricole troveranno l’ambizioso corso di laurea in Medicina e Tecnologie digitali, pensato per formare una nuova generazione di medici: professionisti capaci di utilizzare le nuove tecnologie per offrire migliori servizi di diagnosi, prevenzione e cura e di contribuire anche al loro sviluppo. I laureati in Medicina e Tecnologie digitali uniranno forti  competenze ingegneristiche e bioinformatiche alla solida formazione di base nel campo delle Scienze della vita. Al termine dei 6 anni, sostenendo pochi esami aggiuntivi, lo studente potrà conseguire oltre al titolo di dottore in Medicina e Chirurgia anche la laurea triennale in Ingegneria informatica, curriculum Bioinformatico. Il corso è interateneo con l’Università Magna Graecia di Catanzaro. I posti disponibili sono 60 e si accede con test nazionale, in programma il 3 settembre prossimo.

I nuovi corsi di laurea

Negli altri ambiti, l’offerta formativa presenta anche Mediazione linguistica, per futuri mediatori interculturali e traduttori con solide competenze anche nel campo giuridico ed economico. Partono Media e Società digitale, dedicato alla comunicazione web e multimediale, e Scienza e Ingegneria dei materiali, che formerà ingegneri esperti in materiali e processi di lavorazione. Scienze dell’Educazione, uno dei corsi di laurea più richiesti, si sdoppia, con l’avvio di un secondo corso di laurea erogato in modalità mista.

Si rinnovano e aggiornano, anche, diversi corsi che erano già presenti nell’offerta  tradizionale dell’Unical. Partono, infatti, Scienze naturali e ambientali, Ingegneria chimica, Ingegneria per l’Ambiente e la Sicurezza del Territorio, Statistica per Data Science. La proposta didattica del prossimo anno accademico vede, inoltre, un sensibile aumento dei corsi di laurea magistrale (o dei curricula) erogati interamente in lingua inglese, che saliranno a 12.

Nel complesso, l’Università della Calabria offre agli aspiranti iscritti la possibilità di scegliere tra 34 lauree triennali, 7 magistrali a ciclo unico e 39 magistrali.

Da segnalare, per quanto riguarda le tasse universitarie, che nuovi sgravi sono stati previsti dall’ateneo, in aggiunta a quelli introdotti lo scorso anno. Si va dall’esonero dal pagamento della IV rata per i diplomati con 100 e lode all’esonero totale per i figli di vittime di mafia e per gli studenti insigniti del titolo di Alfiere del lavoro.

Studiare e formarsi all’Università della Calabria significa anche dialogare e scambiare con studenti che arrivano da tutto il mondo che farà crescere lo stesso Ateneo con il suo Campus universitario come la società del territorio circostante dell’area urbana Rende, Cosenza, Montalto e relativo hinterland, se questi avranno la capacità di interagire per una integrazione culturale e sociale. Come già detto in precedenza quest’anno, in particolare, il bando Unical Admission, destinato agli studenti che arrivano da Paesi esterni all’Unione Europea, ha fatto registrare un record di adesioni. 

Studiare nel Campus

La cornice che accoglierà gli studenti conserva il fascino pensato negli anni Settanta, quando l’Università della Calabria divenne il primo campus accademico italiano che seppe accogliere un primo nucleo di sedici studenti cinesi. Nel prossimo anno, la cittadella che sorge sulle colline di Arcavacata di Rende – nell’hinterland di Cosenza e a 40 minuti d’auto dall’aeroporto di Lamezia Terme – si presenterà rimodernata dopo i mesi di isolamento e lockdown. Tutte le aule nel corso del 2021 sono state rinnovate nella dotazione tecnologica, con nuovi sistemi audio e video, nell’ambito di un programma d’ateneo di oltre due milioni di euro, integrato da un ulteriore progetto per il potenziamento della connessione senza fili in tutto il campus.

Un robusto piano di interventi ha riguardato anche i laboratori, con un investimento complessivo di oltre 8 milioni di euro. Importanti lavori hanno interessato inoltre la riqualificazione del Polifunzionale, cuore storico dell’Unical, ed è stata avviata la costruzione nel campus di tre edifici con nuove aule e di sei piazze, progettati per favorire lo studio di gruppo e la socializzazione.

L’Università della Calabria, tra l’altro, nel corso della pandemia si è dotata di un sistema di tracciamento basato sull’app SmartCampus. L’applicazione – progettata e realizzata “in casa”,grazie agli spinoff d’ateneo – permette di tracciare gli accessi agli spazi e consente agli studenti di prenotare il posto a lezione e verificare la disponibilità di posti liberi in biblioteca e a mensa.

Come iscriversi

La domanda di ammissione deve essere compilata on line, sul portale Esse3 Unical. Le aspiranti matricole dovranno prima registrarsi (nel caso in cui non lo abbiano già fatto) e poi accedere al sistema con le credenziali ottenute. Effettuato l’accesso, occorre selezionare, da ‘Menu’, ‘Segreteria’ e poi ‘Bandi d’ammissione’. A quel punto sarà possibile compilare la domanda, scegliendo un solo corso di laurea, tra quelli previsti nel bando di ammissione ‘standard’.

È possibile invece partecipare contemporaneamente a più concorsi d’ammissione presso l’Unical, nel caso in cui siano disciplinati da bandi diversi (ovvero si può concorrere per uno dei corsi di laurea previsti dal bando standard e per quelli regolati da test d’accesso nazionale come Conservazione e Restauro dei beni culturali, Ingegneria edile-architettura, Medicina e Tecnologie digitali, Scienze della Formazione primaria). Per maggiori informazioni, è possibile consultare il bando d’ammissione.

La graduatoria provvisoria sarà pubblicata il 30 agosto (e il 7 settembre quella dei corsi con obbligo di test). La graduatoria definitiva uscirà il 2 settembre (e il 10 per i corsi che prevedono test obbligatorio). Se si risulta vincitori, è possibile immatricolarsi entro 6 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva pagando la prima rata di 16,50 euro.

Pre-Corsi

Con la compilazione della domanda di ammissione, all’aspirante matricola sarà anche chiesto di rispondere a un questionario e di aderire ai pre-corsi: un piano di attività formative d’introduzione allo studio universitario, che saranno erogati a distanza nel mese di settembre. I pre-corsi hanno l’obiettivo di rafforzare le conoscenze di base in inglese, matematica, comprensione del testo e logica. Sono aperti a tutte le matricole e fortemente raccomandati per i nuovi iscritti che riporteranno dopo i test d’ingresso obblighi formativi. (fb)

Rapporto Censis, l’Università della Calabria è il quarto ‘grande’ Ateneo statale migliore d’Italia

L’Università della Calabria è il quarto ‘grande’ Ateneo statale migliore d’Italia. È quanto è emerso dal Rapporto Censis dedicato alle Università italiane, che posiziona l’Unical al quarto posto, e vede migliorare il proprio punteggio complessivo che passa dall’89,5 del 2020 a 90,2. Perugia, che guida la classifica, ha una media di 93,3.

L’Università della Calabria conferma, però, il primato assoluto tra tutti gli atenei statali per i servizi per gli studenti: l’indicatore, che fa riferimento ai pasti garantiti, alle residenze e ai contributi alloggi, assegna all’Unical anche quest’anno il punteggio massimo di 110.

La performance dell’Unical, inoltre, migliora per le voci borse di studio (si passa da 97 a 98, terzo miglior punteggio assoluto della classifica) e strutture, indicatore che fa riferimento ai posti in aula, biblioteca, laboratori (si sale da 80 a 81). La crescita più significativa si registra per il parametro occupabilità, che rappresenta un indicatore ostico per l’ateneo, visto il contesto territoriale e la modalità di rilevazione (si prende in considerazione il tasso di occupazione dei laureati magistrali a un solo anno dal conseguimento del titolo). L’Unical quest’anno cresce di ben 4 punti, passando dal 76 del 2020 a 80.

In totale gli indicatori presi in considerazione dal Censis sono sei: servizi, borse, strutture, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione, occupabilità. I punteggi fanno riferimento all’anno accademico 2019/2020, con l’eccezione delle categorie comunicazione e servizi digitali (2021) e occupabilità (rilevazione Almalaurea 2021 sui dati 2020). (rcs)

L’Università della Calabria 177esima nella graduatoria del Times Higher Education

di FRANCO BARTUCCI – Una graduatoria stilata da Times Higher Education sui migliori giovani nelle Università del mondo, con anzianità al di sotto dei cinquant’anni di vita, l’Università della Calabria si è piazzata al 177° posto; mentre l’Italia, nel suo complesso, nella top ten delle migliori giovani università del mondo si trova collocata al settimo posto con una posizione di prestigio per la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Una posizione che continua a mantenere da ben sei anni consecutivi.

A rappresentare il nostro Paese in questa graduatoria ci sono complessivamente 16  università italiane, otto delle quali nelle prime cento posizioni. Un bilancio positivo per il nostro Paese, nel quali le giovani università stanno dimostrando di rispondere pienamente ai cinque requisiti chiave per accedere alla classifica: dalla qualità dell’insegnamento e della ricerca, fino alle citazioni all’apertura internazionale e alla collaborazione con l’industria.

La classifica The Young University Rankings 2021 comprende complessivamente 475 università di 68 Paesi. Al primo posto c’è la Nanyang Technological University di Singapore, seguita dalla francese Paris Sciences et Lettres e dalla Hong Kong University of Science and Technology. L’Italia, con la Scuola Sant’Anna, occupa il settimo posto con una retrocessione rispetto al quarto posto dello scorso anno, dovuta a una competizione sempre più accesa. Basti pensare che la selezioni è stata fatta su 1.527 università di 93 nazioni, rispetto alle 1.993 che hanno presentato i dati richiesti senza raggiungere la soglia minima. 

A dominare la top ten sono le università asiatiche: ben sei su dieci, tutte accomunate da un taglio decisamente tecnologico. Di queste tre si trovano nella Corea del Sud e sono il Kaist (Korea Advanced Institute of Science and Technology), Postech (Pohang University of Science and Technology) e Unist (Ulsan National Institute of Science and Technology); due sono di Hong Kong (The Hong Kong University of Science and Technology e City University of Hong Kong) e una da Singapore, che occupa la prima posizione. 

Nella top ten è presenta anche l’Australia, con la University of Technology di Sydney, e l’Europa è rappresentata da Francia, Olanda (università di Maastricht) e Italia. Le otto università Italiane che si posizionano fra le prime cento sono: San Raffaele (in posizione 30), Roma Tor Vergata (68), entrata per la prima volta nella classifica con l’Università di Bolzano (96),  Università  Bicocca di Milano  (74), Verona (93), Brescia (96), Politecnico di Bari (99). Dalla posizione 100 in poi troviamo le università di Sannio (102), Insubria (119), Tuscia (138), Udine (140), Roma Tre (169),  Università della Calabria (177), Piemonte Orientale (187) e Foggia (201).

Una graduatoria che, negli anni a venire, sarà certamente migliorata nelle posizioni dall’Università della Calabria, alla luce degli impegni che sono stati assunti negli ultimi due anni dalla gestione del Rettore, prof. Nicola Leone, che ha  puntato molto sul programma di internazionalizzazione, attraverso un’apposita squadra di docenti referenti dei rapporti internazionali per la collocazione dei Paesi nelle varie aree geografiche del mondo,  il rafforzamento organizzativo ed amministrativo dell’ufficio internazionale, un incremento dell’offerta didattica dei corsi di laurea in lingua inglese e per ultimo l’investimento finanziario sull’erogazione di apposite borse di studio per gli studenti stranieri di maggiore merito.

Un impegno che ha portato per il nuovo anno accademico ad un incremento delle domande di circa 7 mila studenti stranieri appartenenti a 120 paesi del mondo, la cui fase concorsuale è in elaborazione per la copertura di circa novecento posti. Un vero successo, che stimolerà il Rettore Leone e la sua squadra ad esprimere il meglio nella programmazione internazionale, che dovrà trovare grande attenzione negli Enti territoriali calabresi (Regione e Comuni) per un percorso di grande accoglienza comune con in primo piano il ruolo e la funzione di coordinamento  del centro residenziale (Campus) della stessa Università della Calabria.

Per questo è urgente cercare strade e sostegni economici e politici, a livello regionale, nazionale ed europeo, perché il progetto dell’Università della Calabria, di cui agli elaborati Gregotti e Martenson, abbia ad essere portato a termine per una sua compiutezza e collocazione nell’area della nuova unica grande città oggetto finora d sogni e discussioni interminabili. (rcs)