Università Magna Graecia di Catanzaro e Coldiretti insieme per la Pet therapy

Martedì 17 ottobre alle ore 10:00, presso il Rettorato dell’Ateneo Magna Graecia in Germaneto di Catanzaro, il Magnifico Rettore prof. Giovambattista De Sarro e l’ing. Franco Aceto, Presidente Coldiretti Calabria, sottoscriveranno una convenzione, intesa a sviluppare ed a disciplinare rapporti di collaborazione su temi di interesse comune e finalizzati alla realizzazione di programmi di ricerca nonché a predisporre l’attivazione di corsi di formazione per operatori di Pet Therapy, individuati dalla Legge Regionale Calabria del 9 luglio 2013 n.31 in materia di attività ed educazione assistita con animali (Iaa).

L’impegno principale dei due Enti è rivolto, infatti, all’attivazione delle procedure necessarie all’accreditamento presso la Regione Calabria per lo svolgimento di corsi idonei di preparazione alla formazione degli operatori di Pet Therapy (Iaa), iscritti alla federazione dei Coltivatori Diretti.

Si intende in questo modo ovviare alla carenza nel territorio regionale di iniziative specificatamente dirette alla formazione di professionalità e strutture operative in materia di Pet Therapy, al fine di contribuire all’ampliamento dei processi terapeutico-riabilitativi a favore anche di persone con disabilità, anziani e soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico.

L’Università Magna Graecia di Catanzaro e la Coldiretti Calabria, intendono, inoltre, collaborare nell’ambito dei corsi di studio attivi presso l’Ateneo per lo svolgimento di attività didattiche istituzionali curriculari, nonché per la realizzazione di attività di alta formazione e di altre attività formative finalizzate alla specializzazione professionale, al perfezionamento all’aggiornamento dei laureati, ivi comprese quelle finalizzate all’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. La convenzione costituisce, infine, uno strumento di collaborazione specifica tra i due Enti, in proiezione dell’opportunità di implementare iniziative formative settoriali più estese, anche sotto forma di master di I° e II° Livello.

Il Magnifico Rettore prof. Giovambattista De Sarro e l’ing. Franco Aceto intendono ringraziare, per il contributo e per l’impegno profuso per la stesura della convenzione, i componenti del gruppo di lavoro formato dai proff. Alberto Scerbo ed Antonio Pugliese dell’Università di Catanzaro e dalla dott.ssa Angela Mungo e dal dott. Giuseppe Virgillo della Coldiretti Calabria. (rcz)

Aumentato a 150 il numero di immatricolazioni a Farmacia dell’Università Magna Graecia

Sono aumentati a 150 il numero delle immatricolazioni al corso di laurea in Farmacia all’Università Magna Graecia di Catanzaro. Un’azione volta con l’auspicio di «aumentare il numero degli immatricolati, recependo la crescita delle richieste e, al contempo, dare nuovo seguito alla collaborazione pluriennale con l’Amministrazione comunale», ha spiegato il Rettore, Giovambattista De Sarro.

«Dopo Sociologia e i corsi di alta formazione – ha spiegato –, ora si aggiungeranno anche le lezioni di Farmacia nei locali disponibili in via Eroi, a conferma della volontà dell’Ateneo di mantenere e rafforzare il proprio ruolo di presidio culturale nel Capoluogo di Regione, contribuendo non solo alla crescita e alla formazione delle giovani menti, ma anche alle scelte strategiche che riguardano lo sviluppo del territorio e le sue possibili vocazioni».

Gli studenti del primo anno della Scuola di Farmacia e Nutraceutica, infatti, frequenteranno le lezioni nel Polo didattico di Via degli Eroi 1799, che già ospita le attività di sociologia.

«Ho accolto con grande entusiasmo – ha commentato il sindaco Nicola Fiorita – la scelta dell’organo decisionale dell’Ateneo, su proposta del prof. Arturo Pujia, di investire sulla scuola di Farmacia ampliando il bacino di posti disponibili per le nuove iscrizioni e puntando sul centro storico come sede dei corsi».

«È questo un ulteriore passo in avanti verso il rafforzamento del processo di integrazione dell’Università con la città – ha proseguito – nel segno di una presenza sempre più tangibile della comunità studentesca e accademica che si allarga a tutto il territorio. Una sfida che ha bisogno di un impegno congiunto per far sì che Catanzaro, attraverso il ricco capitale di conoscenze e competenze di cui dispone grazie all’Università, possa trarne slancio dal punto di vista sociale, culturale ed economico, guardando alle prospettive della produzione, dell’innovazione e della ricerca in campo scientifico e sanitario». (rcz)

CATANZARO – I professori universitari spiegano i benefici del peperoncino alla Notte piccante

Delle “lectio magistralis” alla Notte Piccante di Catanzaro, venerdì 22 settembre dalle ore 19 in poi piazza Prefettura, per un giorno, diventerà un’aula magna per spiegare a tutti gli effetti benefici del peperoncino sulla salute delle persone, sull’economia e come utilizzarlo per la difesa personale.

L’evento organizzato in collaborazione con l’Università Magna Grecia di Catanzaro vedrà la partecipazione del prof. Giovanni Cuda in qualità di Presidente Commissione Ricerca di Ateneo nonché Rettore eletto per il sessennio 2023-2029. Dopo i saluti di rito, il prof. Cuda lascerà spazio ai docenti dell’UMG che toccheranno diversi argomenti.

Il Prof. Daniele Torella – Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare -, spiegherà come il peperoncino previene e aiuta nelle implicazioni cardiovascolari.
Subito dopo il Prof. Maurizio Morelli – Professore Associato di Neurologia -, parlerà delle implicazioni cognitive.
Poi sarà la volta del Prof. Rocco Damiano – Professore Ordinario di Urologia e Direttore della Scuola di Specializzazione e della UOC Urologia, che chiarirà ai presenti gli effetti positivi che il peperoncino ha sulla salute della prostata.
Mentre la Prof.ssa Concetta Irace – Professore Ordinario di Scienze e Tecniche Mediche -, illustrerà gli effetti sul metabolismo.

Dal campo medico a quello del marketing territoriale con la Prof.ssa Angela Caridà – Professore Associato di Economia e gestione delle imprese -, spiegherà come il peperoncino made in Calabria sia un vero e proprio brand per la valorizzazione del territorio.

Concluderà l’incontro il Dott. Vincenzo Tigano – Ricercatore di Diritto Penale -, il quale parlerà del “capsicum” come strumento di difesa e di prevenzione chiarendo quando lo spray al peperoncino può essere considerato legittima difesa. Coordinerà e modererà l’incontro il giornalista Salvatore Audia.

Mentre il giorno successivo, sabato 23 settembre, si terrà un incontro dibattito dal tema: NutriCaLab, la ricerca di un’alimentazione sana e sostenibile.
I ricercatori dell’Umg saranno chiamati a rispondere In che modo una corretta alimentazione, salutare per noi, può esserlo anche per il pianeta?

L’attuale industria agro-alimentare ci ha abituati all’utilizzo delle matrici vegetali meramente finalizzate allo scopo per cui vengono prodotte, prestando poca attenzione all’innumerevole quantità di sottoprodotti derivanti dalla loro processazione e che comunemente sono considerati scarti industriali. Questi, tuttavia, conservano numerose e potenziali molecole bioattive capaci di esplicare innumerevoli proprietà benefiche sull’organismo. Per questo motivo la ricerca dovrebbe concentrarsi sul riutilizzo ed il potenziale impiego di questi scarti industriali a benefico dell’ambiente e della salute umana.

A tal proposito, la ricerca è sempre più orientata a rafforzare la consapevolezza nei consumatori del legame esistente fra salubrità umana e salute del pianeta, senza dimenticare l’obiettivo di azzerare la fame e tutte le forme di malnutrizione. Prodotti innovativi e funzionali, processi di produzione basati su tecnologie green, valorizzazione del territorio calabrese e innovazione culturale nell’approccio al consumatore sono, quindi, gli ingredienti messi in campo dall’università Magna Graecia di Catanzaro, in una prospettiva di economia circolare, ovvero meno rifiuti, più crescita ed innovazione. (rcz)

CATANZARO – L’Università “Magna Graecia” nella Top 10 per iscritti magistrali in crescita

Il 9 giugno scorso l’Ufficio Statistico del Mur ha reso noti i dati sulle immatricolazioni dell’anno accademico 2022/2023 dai quali è emerso che i ragazzi e le ragazze che si sono per la prima volta immatricolati nelle università italiane sono stati 329.817.

Questi dati sono stati a loro volta analizzati dalla Talents Venture società che sostiene persone ed organizzazioni nei loro percorsi di crescita attraverso dati e tecnologie applicate al mondo dell’istruzione.
In particolare la Talents Venture si è soffermata sull’elaborazione di quelle informazioni rese note dal MUR relative ai corsi di laurea magistrali.

Da questo studio statistico è emerso che l’offerta dei corsi di laurea delle magistrali dall’a.a. 2018/2019 ad oggi è aumentata in quasi tutti gli atenei italiani.

Questo dato è al centro del tema del quarto report di Discovery, la banca dati di Talents Venture dal titolo “Lauree magistrali. Il sentiero stretto degli atenei italiani (e come attraversarlo)”, pensata per formare la governance degli atenei italiani, e che porta alla luce sia criticità, sia risultati ragguardevoli per alcune università.

Fra le criticità certamente l’incapacità di chiudere quei corsi di laurea meno richiesti dagli studenti e dal mercato del lavoro e paradossalmente anche l’aumento sulla crescita dei corsi dall’a.a. 2018/2019 all’a.a. 2022/2023 ha generato delle difficoltà, si parla di una percentuale in decrescenza del 30%.
Infatti se è vero sì, che ce stato un aumento dei corsi rispetto a cinque anni fa, risultano però esserci meno iscritti al primo anno delle magistrali.

Questo ha causato un dislivello importante nella percentuale di immatricolati alle magistrali che ha facilitato ulteriormente le grandi università a discapitato di quelle più piccole.
In questo quadro complessivo di informazioni, che se da un lato preoccupa per via di una non uniforme iscrizione degli studenti, dall’altro invece si sta generando una forte e sana competizione tra le università.
Dai dati analizzati, inoltre, emerge un risultato importantissimo per l’Umg.

Infatti oltre alle grandi università, anche alcuni Atenei del Centro Italia e del Mezzogiorno, hanno subito un aumento degli iscritti ai loro corsi di laurea magistrali, fra questi spicca l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, che fra il 2018 e il 2022 ha avuto un aumento del 73% degli immatricolati, classificandosi terza nella top 10 degli Atenei per variazione percentuale negli iscritti al 1° anno dei corsi di laurea magistrali.

Alla luce di questi straordinari risultati il Rettore dell’Umg Giovambattista De Sarro si ritiene soddisfatto per avere in questo ultimo sessennio contribuito anche a questo successo.

Questa una ulteriore prova della fiducia che gli studenti hanno dato all’Ateneo catanzarese confermando l’impegno, l’operato e la dedizione che l’Ateneo a guida De Sarro ha rivolto agli studenti, concludendo il suo mandato con la consapevolezza di aver creato ottime opportunità per le generazioni del futuro.

Fra le lauree magistrali dell’Università Magna Graecia che hanno subito una forte crescita troviamo Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, Scienze e Tecniche dello Sport e delle Attività Motorie Preventive e Adattate ed Ingegneria Biomedica.
Degne di nota anche da considerare diverse lauree triennali che sono state scelte principali per molti studenti, i quali hanno portato corsi di laurea come Infermieristica, Logopedia, Fisioterapia, Sociologia e Dietista a diventare fra i più scelti e frequentati dai ragazzi.

L’Umg con questi risultati continua a confermare la prestigiosità dei suoi corsi mantenendo così sempre più alta la qualità della formazione. (rcz)

All’Umg attivati nuovi corsi di dottorato di ricerca

All’Università Magna Graecia di Catanzaro sono stati attivati nuovi corsi di dottorato di ricerca. Nello specifico, si tratta di Scienze e Tecniche delle Professioni Sanitarie ed Applicate alla Sanità Pubblica, un dottorato presente solo all’UMG e alla Sapienza, e che serve a formare dei giovani in grado di insegnare nelle varie discipline delle professioni sanitarie (dall’infermieristica alla cardiologia, alla fisioterapia).

Altro dottorato attivato quello in Diritto ed Economia delle Transizioni e dello Sviluppo Sostenibile, in Interateneo con l’Università di Lancaster (Regno Unito), che afferisce al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia, e che facilita gli scambi di natura internazionale, rendendo l’Umg competitiva sul piano della formazione, delle opportunità, della conoscenza, rendendosi in tal modo sempre al passo con i tempi.

Cosa non di poco conto per i giovani che vivono questa contemporaneità in continua crescita e che richiede sempre più specifiche acquisizioni professionali.

Dottorato nato invece lo scorso anno e che è stato ulteriormente perfezionato è Tecnologie Digitali Applicate, mentre fra i dottorati che si annoverano fra quelli che nel Meridione, nascono alla Magna Graecia, troviamo: il dottorato in Intelligenza Artificiale. Ingegneria Biomedica, Informatica e Scienze dell’Esercizio Fisico e dello Sport, quest’ultimo esistente anche all’Acquacetosa a Roma.

Infine, dato altrettanto degno di nota, quello rivolto alle borse di studio.

A fronte delle settanta dello scorso anno, quest’anno, la Magna Graecia ha ottenuto quarantotto borse a cui se ne aggiungono quarantadue del Pnrr, per un totale complessivo di novanta borse.

Ed altre venticinque borse saranno utilizzate contemporaneamente per coloro i quali frequenteranno gli ultimi anni della specializzazione assieme al dottorato o per chi lavora e vuole allo stesso tempo continuare a formarsi attraverso un dottorato di ricerca.

Grande soddisfazione viene pertanto espressa dal Rettore De Sarro: «Abbiamo dato delle opportunità sia ai nostri ragazzi ma anche a tanti giovani che essendo attirati da questi corsi vengono, appunto, nel nostro Ateneo», ha detto De Sarro, sottolineando che «la cosa per noi importante è quella di aver accresciuto la nostra rete formativa».

In conclusione De Sarro è soddisfatto di aver dato la possibilità a tanti giovani di formarsi in questa terra, sperando che queste opportunità li spingano a restare. (rcz)

L’Università Magna Graecia inaugura il nuovo punto ristoro

Nei giorni scorsi l’Università Magna Graecia di Catanzaro ha inaugurato un nuovo punto bar-caffetteria-tavola calda “Papilla”nel campus S. Venuta, alla presenza del Magnifico Rettore, Giovambattista De Sarro.

 L’affidamento è avvenuto mediante procedura aperta con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa della quale è risultata vincitrice l’Ati Gerico – Scamar Srl.

Papilla, già presente in altre grandi realtà, è un brand nazionale con forti radici calabresi che punta a promuovere le eccellenze del territorio ricorrendo prevalentemente a food a chilometro zero.

«È importante avere in Università un marchio che ricorre ai prodotti locali e che li ricerca tra i migliori di questa regione – ha detto il Magnifico Rettore Giovambattista De Sarro –. I ragazzi devono conoscere le peculiarità di questo territorio, specie tutti quegli studenti che vengono da fuori regione, molti dei quali seguono il corso di Medicina o quelli legati alle professioni sanitarie. Conoscendo le nostre produzioni diventano i migliori propagandisti delle delizie calabresi».

Il rappresentante legale Mario Vescio ha spiegato che tra i valori di Papilla c’è pure quello di coinvolgere le giovani maestranze del territorio offrendo opportunità di lavoro. Anche il progetto del punto di ristorazione è opera di un giovane calabrese, così come l’artigiano che lo ha materialmente realizzato.

Il bar-caffetteria si trova nell’Edificio Clinico Corpo D livello 1 e sarà a servizio degli studenti, docenti e di tutta l’utenza fruitrice dei servizi dell’Azienda Universitaria ed Ospedaliera. (rcz)

L’OPINIONE / Filippo Veltri: Tanti gli interrogativi per l’Università di Catanzaro

di FILIPPO VELTRISono tanti gli interventi, netti e duri, di questi giorni da parte di esponenti del mondo politico e culturale di tutte le fazioni sull’Università di Catanzaro, dove tra meno di 3 settimane si voterà per l’elezione del nuovo Rettore, il quarto dopo il compianto Salvatore Venuta. Quasi sicuramente ci sarà – ancora una volta – un candidato unico, è stato già scritto il nome da alcuni, ovviamente proveniente dalla facoltà di Medicina.

Nulla quaestio sull’autonomia dell’ Università ma il punto che riemerge in queste polemiche è sul ruolo che potrebbe giocare dentro e fuori il capoluogo di Regione, soprattutto dopo le clamorose e chiassose proteste dei mesi scorsi sulla facoltà di Medicina all’Unical e poi sulla nascita (per ora solo sulla carta) di una grande azienda sanitaria da oltre 700 posti letto. A questo si è aggiunto l’allarme sul possibile abbandono del Cnr dalla stessa Università catanzarese.

  Il consigliere regionale nonché consigliere del Comune capoluogo Antonello Talerico non ha usato mezze parole: « …Non ci saranno altri candidati, non ci potranno essere altri candidati. La debolezza della nostra Città si misura anche in queste occasioni, in altri contesti la scelta della figura del Rettore è scelta strategica del territorio e dell’intera comunità, sino al punto di coinvolgere le altri parti sociali (Confindustria, Camera di Commercio, Comune, etc…), poiché capace di incidere sullo sviluppo economico e sociale. A Catanzaro non è così, la nostra Università si caratterizza sempre più dall’annidarsi di posizioni di potere che hanno totalmente estromesso qualsiasi tipo di coinvolgimento esterno all’Università, sempre più lontana da quel processo di integrazione tanto proclamato».

Sergio Dragone, giornalista e scrittore, è stato addirittura più caustico: « …nell’università catanzarese è praticamente assente la dialettica e il confronto. Se si aggiunge anche la circostanza, forse unica nel mondo occidentale, che a Catanzaro non esiste movimento studentesco e gli studenti – che nel resto del pianeta sono una spina nel fianco dei vertici – qui firmano comunicati di sostegno al rettore. (…) Le istituzioni e i partiti, sostanzialmente disinteressati ai destini dell’università e concentrati esclusivamente su buche, erba alta e Stadio, dovrebbero riflettere molto seriamente su quanto avviene nel campus e capire che, come avviene in molte città italiane, lo sviluppo cittadino e quello dell’ateneo vanno a braccetto, che dall’alleanza tra città e università si generano ricchezza, occupazione, produzione, innovazione. Ecco perché l’elezione del rettore non è un affare di famiglia, ma un evento di straordinaria rilevanza pubblica. Che purtroppo si consumerà nell’indifferenza generale».

Abbiamo riportato solo questi stralci (altri sono intervenuti con parole altrettanto chiare come l’ex sindaco Antonio Bevacqua e la consigliera Daniela Palaia) per sottolineare un dato politico ineludibile, che riguarda sia la stessa Università che il mondo politico catanzarese. Cominciamo da quest’ultimo: forse sarebbe il caso di buttare un occhio lì e non di alimentare sciocche battaglie municipalistiche o innalzare pennacchi che, come si è visto, non portano a nulla e durano lo spazio di un mattino, crollando dinanzi all’evidenza dei fatti. 

O smetterla magari di occuparsi ossessivamente del verde pubblico o dello stadio Ceravolo (Dragone ha ragione da vendere) in un’ottica piccola e miope da paesello e non da capoluogo di regione, che non riesce a guardare allo sviluppo vero e ai problemi veri della città.  Se davvero – è citiamo solo questo –  va via il Cnr forse questo è un problemino un po’ più serio del rifacimento del manto erboso o del diserbo dei canaloni cittadini? Talerico e la Palaia che fanno parte della maggioranza che governa ormai quasi da un anno la città dovrebbero darsi da fare anche in quell’ambito o no?

 L’Università, infine: anche qui qualche problema dovrebbero porselo se persiste dopo vari decenni una questione non solo di vera democrazia interna ma di un rapporto inesistente con la città! L’autonomia è un bene sacro e nessuno vuole intaccarla ma autonomia è anche sinergia, collaborazione, sintesi, crescita. Altrove ci sono riusciti, anche non lontano da Germaneto, e non vediamo perché l’Umg non debba riuscirci. 

Che qualcuno, però, per carità risponda! L’unica cosa che chiediamo è che ci venga risparmiata, da entrambi i fronti, la litania delle cose fatte e delle magnifiche sorti che ci attendono! (fv)

L’assessore Gallo: Veterinaria all’Umg occasione di crescita per zootecnica calabrese

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha sottolineato come Medicina Veterinaria all’Università Magna Graecia di Catanzaro sia «un arricchimento dell’offerta universitaria calabrese, ma anche un sostegno prezioso per la crescita della zootecnia, comparto dalle grandi potenzialità».

«Compie nuovi passi avanti – ha detto Gallo – un cammino iniziato nei mesi scorsi, su iniziativa del Rettorato della Magna Graecia, di concerto con la Regione: la delibera con la quale la Giunta regionale guidata dal Presidente Occhiuto ha espresso parere favorevole consente di considerare prossimo il traguardo».

«In particolare, attraverso l’atto di recente adozione – ha spiegato Gallo – si evidenzia la necessità della Regione Calabria di puntare sul rafforzamento del settore zootecnico e delle produzioni ad esso correlate nel rispetto dell’ambiente, della salute, del benessere animale e della biodiversità del territorio. Inoltre, anche attraverso l’impegno alla realizzazione dell’ospedale veterinario, si punta da un lato a potenziare, con la formazione di figure professionali idonee, la conoscenza e il rispetto della normativa comunitaria e nazionale su qualità e sicurezza dei prodotti di origine animale e, dall’altro, con finalità di tutela della salute pubblica, a monitorare in maniera efficace le emergenze alimentari, ambientali e le malattie trasmissibili all’uomo e agli animali».

«La Calabria – ha concluso l’assessore Gallo – ha una zootecnia già di buon livello e una produzione agroalimentare di tutto rispetto: l’attivazione di un corso di laurea in medicina Veterinaria costituirà certo un sostegno di fondamentale importanza». (rcz)

Medicina all’Unica, Occhiuto: Abbiamo preparato piano di investimenti per Umg

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, è intervenuto in merito alla vicenda della Facoltà di Medicina all’Unical, annunciando che «abbiamo preparato un poderoso programma di investimenti» destinato all’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Per Occhiuto, infatti, «è chiaro che l’Università di Catanzaro che ha acquisito una dimensione importante, soprattutto nella Facoltà di Medicina, dove ci sono delle eccellenze, è un’università che va sostenuta» per questo è stato predisposto il piano Capitalia Calabria 20/30.

Un piano che destina 50 milioni di euro di fondi comunitari «per potenziare l’offerta formativa prevalentemente dell’Università di Catanzaro attraverso borse di studio per specializzazioni mediche e per iniziative che la stessa università suggerirà».

Il Governatore, poi, ha spiegato che «i Rettori quasi all’unanimità hanno accolto questa proposta, perché hanno approvato proposte per l’aumento dell’offerta formativa per tutte e tre gli atenei calabresi».

«La Calabria è la regione di Italia – ha aggiunto Occhiuto – che in rapporto agli abitanti ha meno sedi di facoltà di medicina e io governo una regione che ha problemi straordinari in termini di assistenza sanitaria. Seminare più competenza attraverso l’università è sicuramente una buona cosa».

«Avanti, dunque, con il potenziamento dell’Università di Catanzaro ma il mio compito è quello di impedire che il potenziamento dell’offerta formativa della regione sia ostacolato da spinte campaniliste. In altre occasioni il mio voto decisivo andò a favore dell’università di Catanzaro quando altre università si opponevano favorendola, perché ritengo che sia un valore l’aumento dell’offerta formativa». (rcz)

UNIVERSITÀ CALABRIA, PERCHÈ SARÀ UTILE
UN’ALTRA FACOLTÀ DI MEDICINA A RC O A CS

di MIMMO NUNNARI – Le prime Università in Italia nacquero nel Medioevo prevalentemente con lo scopo di formare il futuro clero; poi, col tempo furono ammessi anche studenti laici e si cominciò con lo studio di Lingua latina o Grammatica, Retorica e Dialettica e Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica.

Stiamo parlando di un periodo a cavallo tra l’XI e il XII secolo, quando nacquero Bologna (1088) – cui spetta anche il primato di Università più antica dell’Europa – Padova (1222) e Napoli, fondata nel 1224 da Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, che ha invece il primato di primo ateneo statale.

Se allarghiamo lo sguardo al mondo scopriamo che il primo centro di produzione e diffusione del sapere nasce in Africa nell’859, con l’ateneo di Al Qarawiynn, che si trova in Marocco, nella città imperiale di Fès, cui segue l’Università Al Azhar del Cairo, fondata nel 975. Facciamo questo tuffo nella storia delle Università per sottolineare quanto importanti queste istituzioni siano state nel gettare le basi per lo sviluppo, lavorando a pianificare e costruire il futuro e consentendo a territori e comunità di agganciare più facilmente il trend della crescita e del progresso.

Oggi, in una concezione moderna, le Università sono viste come depositarie di una sorta di “responsabilità morale”: istituti in grado anche di promuovere pratiche sostenibili, capaci di fornire alle generazioni future gli strumenti necessari per affrontare e gestire un mondo sempre più eco-sostenibile e solidale. In Italia, anche in questo settore del sapere, da sempre si sono fatti due pesi e due misure.

Nel Sud più periferico – Calabria e Basilicata, per fare un esempio – gli atenei sono stati istituiti soltanto molto secoli dopo le altre. Nel 1972 è nata Cosenza e nel 1982 Potenza, università regionali che sono arrivate non solo in ritardo ma con enormi difficoltà dopo umilianti attese, dinieghi, ostacoli, cavilli burocratici, diritti negati.

Per fortuna, pur dopo secoli, il gap nord sud in questo campo è stato in qualche modo colmato e adesso in Calabria ci sono tre Università statali: l’Unical di Cosenza, la Mediterranea di Reggio, la Magna Grecia di Catanzaro, atenei che hanno dato (e danno) tanto alla regione, formando laureati e ricercatori in grado di competere con chiunque, a livello nazionale e internazionale.  L’Unical – che è stata la prima – continua a macinare risultati, ed è sul podio, tra altri grandi atenei italiani.

La Mediterranea si è guadagnata riconoscimenti importanti per gli studi di Architettura, Ingegneria e Agraria e la Magna Grecia ha una sua collaudata esperienza per le facoltà di Giurisprudenza e Medicina. Se questi tre Atenei riuscissero a mettere insieme le enormi potenzialità la Calabria ne trarrebbe sicuramente vantaggio. Accade tutto questo? A chi guarda dall’esterno sembra di no. Salvo rare, occasionali collaborazioni, gli atenei calabresi appaiono più in conflitto, anziché in armonia, tra loro. Sembra abbiano ereditato il vecchio vizio della politica calabrese, che vive di municipalismi, rancori, provincialismi, senza capire che le differenze, se messe insieme, sono ricchezza.

Domanda: serviva creare tre facoltà di Giurisprudenza in regione (Catanzaro, Cosenza, Reggio), cui si può aggiungere Messina, che sta lì, ad un braccio di mare? Tutto ciò in un territorio che conta un numero di avvocate e avvocati che lo rende il più densamente popolato di professionisti: con quasi sette avvocati ogni mille abitanti. Altra domanda: serve un’altra facoltà di Medicina, oltre Catanzaro? In questo caso la risposta è sì: per una serie di ragioni, locali e nazionali, come carenza di medici generici, di specialisti, di strutture sanitarie che assicurino a tutti il sacrosanto diritto alla salute.

Tuttavia, già la sola ipotesi che possa nascere una nuova Medicina (all’Unical) ha scatenato istituzioni, politica, opinione pubblica e vertici dell’ateneo catanzarese. Sono stati fatti pure cortei (funerali) di protesta, portando in processione bare; cose di pessimo gusto. Addirittura si chiama in causa il Consiglio comunale per evitare gli “scippi” e il rettore della Magna Grecia Giovambattista De Sarro dice un no, chiaro e deciso, a un’altra facoltà di Medicina: “Non aiuterebbe”, rivendicando che Catanzaro ha 40 anni di storia e ammonendo: “Nessuno può improvvisare di fare il docente a Medicina, ci vuole una conoscenza delle problematiche che non si inventa in due giorni o in due anni”.

Un ragionamento sbagliato, nella regione con la sanità più massacrata d’Italia, senza contare che una sana competizione aiuterebbe Catanzaro, anziché danneggiarla: quantomeno servirebbe alla facoltà catanzarese a scalare la graduatoria dei migliori e dei peggiori corsi medicina in Italia (fonte Censis) che trova in testa Pavia (108 punti) mentre Catanzaro è al terz’ultimo posto (71,5 punti), poco prima di Chieti-Pescara, che è l’ultima. (mnu)