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Usb Calabria: Rilanciare il turismo senza sfruttare i lavoratori

Usb Calabria: Rilanciare il turismo senza sfruttare i lavoratori

«Rilanciamo il settore del turismo in modo serio e non sullo sfruttamento di tantissimi lavoratori». È quanto ha ribadito il coordinamento provinciale di CZ, KR, VV dell’Unione Sindacale di Base, nel corso del dibattito svoltosi nel Castello Murat di Pizzo.

Tema dell’incontro, proprio lo sfruttamento nel corso della stagione estiva nei settori della ristorazione, del commercio e del turismo, dove si vedono tantissimi giovani che «cercano di sbarcare il lunario in una terra fatta di povertà, molti altri per  mantenersi agli studi, altri ancora per sostenere il bilancio familiare lavorando per 12,14,16 ore al  giorno».

«Non è questo il modo di mantenere i giovani nella nostra regione – è stato evidenziato dalla Usb – non si incentivano con lo  sfruttamento, ne tanto meno si possono sentire le ricette vacue che ogni amministratore propone,  peggio ancora le promesse da campagna elettorale. La Usb ha ribadito che bisogna partire dal nemico storico dei lavoratori, ovvero il virus dello  sfruttamento della disuguaglianza, che non fa altro che produrre miseria tra i cittadini e lavoratori. Oggi, anche grazie alla Usb, questo modus operandi degli imprenditori sta emergendo con forza.  Se prima era sostenibile in qualche modo, oggi è diventata una situazione contaminata, che rischia  seriamente di trasformare i lavoratori in rimasugli nella regione».

«Per questo la Usb anche attraverso i suoi militanti – spiega la nota – ha introdotto la sua presenza nei centri  balneari, per le strade e nelle istituzioni, per dare coraggio, sostegno fattivo, per non far sentire soli i  lavoratori stagionali facendo sapere che hanno dalla loro parte una sponda sindacale pronta a ridare e  garantire dignità lavorativa».

«Dignità – viene evidenziato – contro quei padroni che mutano facilmente pelle e si attrezzano con contratti pseudo  reali per poi farsi restituire i soldi – contratti di due tre ore per poi farne svolgere 15- passando da  lavoro povero a lavoro poverissimo, in quanto “se non viene pagato è più che povero”. Lavoratori dimenticati dalla politica, mai interessata al tema degli stagionali, mai preoccupata  del fatto che in questi settori si vive di sfruttamento; – sfruttamento giornaliero che produce solo di  lavoro nero, grigio, sottopagato, senza diritti».

«Che produce meno contribuzione previdenziale e meno indennità di disoccupazione – si legge nella nota – divenendo in sostanza una sopraffazione dei diritti. Sono buoni solo ad aprire bocca e dare fiato con slogan preconfezionati promuovendo lo  stereotipo di lavoratori fannulloni che fruiscono del reddito di cittadinanza! Nessun lavoratore è fannullone se ha un contratto vero, e soprattutto il RdC li ha resi liberi dal  ricatto dei padroni».

«La battaglia non finisce oggi, anzi – conclude la nota – la Usb rilancia con una battaglia nazionale per il reddito  minimo, in cui nessuno può percepire meno di 10€ all’ora anche perché in questo momento, con una  inflazione che supera il 10%, valgono sempre meno. Questo è un impegno a voler dare dignità a tanti giovani ed a tanti genitori che hanno fatto  studiare i propri figli in questa terra, pensando che il loro futuro sarebbe stato meglio del presente o del passato». (rvv)