;
Michele Conia

Il sindaco di Cinquefrondi Michele Conia attacca tutti sulla sanità

Il sindaco di Cinquefrondi, Michele Conia, ha dichiarato che «il tempo dell’attesa e della pazienza, per quanto mi riguarda, è finito».

Per il primo cittadino, infatti, «l’incontro del 19 novembre a Roma tra i sindaci della Calabria e il Governo nazionale non solo non ha prodotto alcun cambiamento nella situazione sanitaria in Calabria, ma le problematiche continuano ad aggravarsi» e, intanto, «continuano i balletti “politici” alla ricerca di un Commissario alla sanità senza, inoltre, tenere in considerazione le proposte dei Sindaci calabresi che vivono quotidianamente le necessità del territorio. Continuano le “passerelle“ televisive, gli annunci ed i grandi “giudizi” da parte di chi la Calabria nemmeno la conosce».

«In tutto questo sfascio – ha proseguito il sindaco Conia – i giorni passano ed in Calabria si continua a morire di Covid 19 ​ e di tutte le altre patologie che non si riesce a curare per l’emergenza sanitaria in atto, e per la risaputa mancanza di strutture ospedaliere adeguate. I calabresi meritano “rispetto vero” non solo proclami,​ e principalmente necessitano di azioni ed interventi concreti e risolutivi».

«Il tempo dell’attesa e della pazienza, per quanto mi riguarda, è finito – ha ribadito –. Ho già ritenuto offensivo non permettere ai Sindaci, il giorno del sit-in,​ di avere accesso a​ ​ piazza​ ​Montecitorio. Forse qualcuno dimentica che siamo “organi di governo” democraticamente eletti,​ salvo poi ricordarsene quando in Tv veniamo definiti “sentinelle del territorio” per gestire le situazioni spinose o quando siamo “utili” a sostituirci​ alle Asp ed a tutti gli altri enti nelle attività di prevenzione, tracciamento e gestione del Covid sul nostro territorio».

«L’Anci Calabria e Nazionale – ha detto ancora – si faccia sentire al più presto se davvero vuole rappresentare i Comuni ed i Sindaci della Calabria. Il Governo smetta di “giocare” sulla pelle dei nostri cittadini e l’opposizione nazionale smetta di usare la Calabria per giochi politici,​ perché sono responsabili anche loro di tutti i disastri nella nostra sanità degli ultimi 20 anni. Da sindaco e da cittadino calabrese sono indignato e pretendo subito risposte concrete».

«Smettetela tutti – ha concluso – di considerarci una colonia elettorale o una terra da teatrino televisivo, siete e sarete responsabili di tutte le sofferenze degli ammalati in questa regione». (rrm)