;
capogruppi in consiglio regionale della calabria

L’impegno della Conferenza capogruppo contro la precarietà

Lavoratori precari della legge 12/2014 e i diversi bacini del precariato storico in Calabria è il tema su cui si è incentrata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giovanni Azzurrolo.

Presenti, i capigruppo Giuseppe Graziano (Udc), Giacomo Crinò (Casa delle Libertà), Marcello Anastasi (Io resto in Calabria), Filippo Pietropaolo (FdI), Domenico Bevacqua (Pd) e Tilde Minasi (Lega); il consigliere Raffaele Sainato per il gruppo Forza Italia e il consigliere Antonio Andrea Billari per il gruppo Democratici Progressisti – Calabria. 

In apertura, il presidente Arruzzolo ha comunicato: «Sono pervenute richieste da parte di sigle sindacali in merito all’esigenza di avviare un dibattito sulla legge regionale n. 12».

«Abbiamo avviato, oggi – ha aggiunto – un confronto tra maggioranza e minoranza che sicuramente richiederà ulteriori approfondimenti. Il primo passo sarà effettuare, con il conforto degli uffici deputati, una valutazione tecnico-giuridica – così come richiesto da più parti, in primis dal capogruppo del Pd, Bevacqua – dei provvedimenti che possano rientrare nella qualificazione di atti di ordinaria amministrazione, trovandoci in questa fase, in regime di prorogatio».

In particolare Bevacqua, «ha chiesto all’Ufficio Legislativo una nota ufficiale che dia una indicazione precisa sugli atti che possano qualificarsi come urgenti ed indifferibili».

Anastasi, invece, ha manifestato apertamente «la massima condivisione e personale disponibilità per affrontare e risolvere il problema del precariato storico in Calabria».

«Per precariato – ha spiegato – s’intende anche la posizione dei 6.500 tirocinanti per i quali ho informato i colleghi Capigruppo di aver chiesto un Tavolo interministeriale nel quale assumano l’impegno di risolvere la questione. L’obiettivo è consentire agli interessati di aver riconosciuto un contratto di lavoro e la stabilizzazione, usufruendo di tutti i diritti previsti».

«È un atto dovuto – ha proseguito il capogruppo di Io Resto in Calabria – che la questione precariato si affronti e si definisca positivamente senza più indugiare per cancellare una condizione di generale incertezza che condiziona la quotidianità ed il futuro di tante famiglie. Un momento così fortemente critico quello attuale nel quale è nostro dovere da calabresi spenderci per i nostri ‘fratelli lavoratori calabresi’ e portare nelle loro case la certezza tanto anelata di cui mancano per affrontare la vita con serenità».

«Un problema – ha concluso – per il quale va investito il Governo nazionale come, peraltro, ho già personalmente fatto». (rrc)