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A Casali del Marco si è parlato delle potenzialità del Parco Fluviale del Cardone

A Casali del Marco si è parlato delle potenzialità del Parco Fluviale del Cardone

Nella Sala Consiliare di Casali del Manco si è svolto un convegno sulle potenzialità ambientali e turistiche del Parco Fluviale del Cardone e sulle nuove forme di paesaggio a sud dell’area urbana.

L’incontro, patrocinato dal Comune di Casali del Manco, dall’Associazione Parco fluviale Cardone Ets, dal Comune e dalla Provincia di Cosenza, è stato moderato dal giornalista Enzo Pianelli, che ricopre anche la carica di Vice Presidente dell’Associazione Parco fluviale Cardone.

Ha concluso i lavori il sindaco Francesca Pisani che ha ringraziato tutti i presenti e l’Assessore comunale all’Ambiente Gianluca Ferraro per l’organizzazione e l’ottimo lavoro che sta svolgendo.

«Oggi riaccendiamo l’attenzione su tematiche importanti – ha detto – come lo sviluppo ecosostenibile del territorio, argomento attualissimo che abbiamo la fortuna di affrontare alla presenza di un parterre molto qualificato».

Il primo cittadino ha sottolineato che l’interesse verso il Parco fluviale del Cardone è nato già con il Sindaco Martire e che l’amministrazione da lei guidata ha immediatamente ripreso l’interlocuzione con i partners, ben consapevole di quanto il fiume rappresenti una risorsa, oltre che storia, identità e qualità paesaggistica.

«Il parco del Cardone ed il territorio casalino – ha specificato – costituiscono un importantissimo corridoio ecologico che deve fungere da cerniera tra il Parco Nazionale della Sila e Cosenza”».

Secondo Pisani, se si vuole pensare ad uno sviluppo della città capoluogo verso sud, non si può prescindere da questa area e dal Cardone che, insieme al Crati, rivestono un ruolo strategico.

«Parchi fluviali e risorse idriche sono beni comuni e per tutelarli e gestirli al meglio è necessario fare rete con il mondo dell’associazionismo, con gli altri enti, i professionisti ed i cittadini – ha detto il primo cittadino –. Pretenderemo di sedere ai tavoli di lavoro e che il contratto di fiume del Crati, fondamentale strumento di programmazione e di sviluppo, venga rinominato inserendo il Cardone».

Il sindaco ha assicurato, inoltre, che le risorse di bilancio disponibili saranno impiegate per la valorizzazione del parco fluviale, nell’ottica dello sviluppo dell’intero territorio. 

Aveva introdotto il confronto l’assessore all’Ambiente, Gianluca Ferraro che ha evidenziato il ruolo del Cardone come leva per migliorare la qualità della vita della popolazione.

«Il Cardone, che nasce in Sila in contrada Macchia Sacra, attraversa il territorio casalino e confluisce nel Crati – ha detto Ferraro – è anello di congiunzione tra la città e la montagna ed è un prezioso patrimonio di ricchezze. La nostra amministrazione ha posto sin dal suo insediamento la massima attenzione nei confronti della tutela del territorio, con atti amministrativi, con l’istituzione di un gruppo di lavoro e con la promozione della sinergia con i Comuni limitrofi».

L’assessore ha fatto riferimento poi al piano di riqualificazione ambientale e paesaggistico del Comune, volto ad uno sviluppo sostenibile ed etico del territorio ed alla salvaguardia della considerevole biodiversità presente. Ferraro, infine citando l’articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni, ha auspicato inoltre che la Provincia inserisca il Comune di Casali del Manco, insieme all’Associazione parco fluviale del Cardone Ets, nel tavolo tecnico del costituendo contratto di Fiume Crati – Cardone. 

Il presidente dell’Associazione Parco fluviale del Cardone Ets, Mario Imbrogno è intervenuto spiegando che l’associazione costituita da poco, ha però origini antiche, con i vari comitati di salvaguardia e le numerose azioni di valorizzazione del sistema ecologico della valle del Cardone. Imbrogno ha sottolineato che l’intento è quello di salvaguardare il corso d’acqua, l’ambiente, la fauna e di far rivivere tutte le attività produttive che si svolgevano nella valle e farle conoscere alle nuove generazioni, in quanto linfa vitale del territorio. Imbrogno ha auspicato un percorso ecologico che sia fruibile da tutti i cittadini. 

Il dirigente del settore Ambiente della Provincia di Cosenza, Giovanni Amelio ha sottolineato che i contratti di Fiume collegano la tutela dell’ambiente alla fruibilità turistica ed al ritorno economico. Ha raccontato della nascita del contratto di fiume, che oggi sarebbe uno dei più avanzati a livello nazionale e che la Provincia ha coinvolto l’Unical, che ha redatto un documento strategico, con una serie di obiettivi da perseguire. Amelio ha sottolineato il ruolo della Provincia, come casa dei Comuni, dicendo che l’ente sta cercando di concludere il contratto di fiume per poter mettere in atto tutte le azioni opportune finalizzate alla valorizzazione dell’area.   

Il direttore del Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università della Calabria, Roberto Gaudio ha rimarcato l’importanza di fare rete, in una causa rilevante come questa, spiegando che l’università sta rivedendo la sua offerta formativa, orientandosi verso temi come quelli della rigenerazione urbana e territoriale, dei bassi impatti sulla natura e dei suoi cicli. Un’offerta più moderna, in sostanza, in quanto c’è la necessità di una serie di competenze che lavorino in sinergia, al servizio del welfare della popolazione.

Il componente del gruppo misto di lavoro Comune di Casali del Manco/Associazione Parco fluviale del Cardone Ets, Marco Caferro ha affermato che il gruppo costituisce una best practice di collaborazione tra enti e cittadini. Un comitato che nasce dal basso, dalla volontà di partecipazione attiva dei cittadini, riunendo, sulla base di un’idea, tante associazioni del territorio, che si occupavano anche di cose diverse, ma che si sono riconosciute nell’idea del Parco fluviale del Cardone.

Caferro ha raccontato che nel 2020 il comitato ha avanzato al Consiglio comunale una proposta relativa al parco fluviale, ratificata all’unanimità dallo stesso e che è stata inserita nel Psc, il Piano strutturale comunale. Il rappresentante del gruppo misto ha auspicato infine che il Parco fluviale non sia solo un’area protetta, ma che inverta la tendenza allo spopolamento ed al depauperamento delle risorse del territorio.

L’architetto ed urbanista Daniela Francini ha svolto un excursus su quanto è stato fatto negli ultimi decenni in termini di progettazione urbanistica, ponendo l’accento sull’importanza di far ritornare fiumi e paesaggi storici protagonisti di un nuovo sviluppo sostenibile. Francini ha evidenziato come la nuova urbanistica debba puntare alla conservazione dei paesaggi storici ambientali ed alla creazione di nuovi paesaggi di qualità, augurando un incontro fra urbanistica e paesaggio, per una rinnovata qualità della vita e per porre rimedio ai danni ambientali creati dall’uomo. (rcs)