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Agostinelli: A Gioia Tauro il Gateway ferroviario realizzato in soli quattro anni una scommessa vinta

Agostinelli: A Gioia Tauro il Gateway ferroviario realizzato in soli quattro anni una scommessa vinta

«In linea con gli standard europei, siamo riusciti a realizzare un’opera pubblica considerata strategica, completata in soli quattro anni, con una spesa per la parte pubblica di poco più di 19 mln di euro su 20 preventivati». È quanto ha dichiarato Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio alla 25esima edizione di Euromed Convention from Land to Sea di Sorrento.

La manifestazione, organizzata dal Gruppo Grimaldi, riunisce 700 delegati, rappresentanti di enti governativi internazionali e nazionali, rappresentanti dei settori logistico, portuale e marittimo dell’area euromediterranea.  

Nell’ambito della sessione dedicata a “Intermodal Transport in the Mediterranean area: which toolbox for a sound growth?” hanno preso parte Andrea Agostinelli, presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Ettore Morace, amministratore delegato di Trasmed GLE, Maria Teresa Di Matteo, direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Damia Calveti Valera, presidente dell’Autorità portuale di Barcellona, Francesco Di Sarcina, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia Orientale, Guido Grimaldi, presidente Alis, e Morena Pivetti, giornalista di Fortune Italia che ha condotto l’incontro. 

Il presidente Agostinelli ha centrato il proprio intervento sul percorso di sviluppo del porto di Gioia Tauro, primo scalo di transhipment italiano, sempre più indirizzato verso la piena intermodalità. Nell’evidenziare la crescita dei volumi, tra gennaio e settembre sono stati movimentati oltre 2,6 milioni di teus, Agostinelli ha illustrato lo sviluppo intermodale del porto grazie ai quotidiani collegamenti con gli hub intermodali di Bari, Nola, Padova e Bologna. 

«Si tratta – ha dichiarato Agostinelli – di risultati importanti che vedono il nostro porto inserito nelle tratte che uniscono le principali e più trafficate linee internazionali dei traffici, da e per il Far East, per poi trovare a Gioia Tauro anche piena connessione intermodale».

Il Gateway ferroviario di Gioia Tauro, infatti, occupa una superficie di 325 mila metri quadrati, con una lunghezza complessiva dei nuovi binari pari a 3,825 metri ed aste da 825 metri ciascuna, che consentono di fare partire convogli di lunghezza pari a 750 metri, lo standard internazionale di competitività del cargo ferroviario. La sua gestione è a capo del Consorzio composto da Medcenter Container Terminal, Medway Italia e Medlog Italia, individuato dall’Ente tramite gara pubblica.

«Senza alcun dubbio, – ha precisato Agostinelli – il gateway rappresenta l’elemento che, più di altri, configura il porto di Gioia Tauro come porto gateway e non solo di transhipment. Nei primi sette mesi di quest’anno, il transito in porto ha registrato 423 treni, con una previsione di 900 convogli in un anno.  Si tratta di un risultato importante che determinerà, tramite avviso pubblico, l’individuazione del gestore unico di manovra». 

Nel 2023 il numero di treni in arrivo e in partenza dovrebbe aumentare. A tale proposito è stato interessato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Mercitalia Logistics, affinché assicuri l’ulteriore transito di treni nel prossimo anno.

«Abbiamo ricevuto, in tal senso, assicurazioni che Gioia Tauro sarà uno dei principali obiettivi dell’Azienda, nel percorso di crescita della quota di merci trasportata su treno. Una scelta che va nella stessa direzione del memorandum, sottoscritto di recente tra il Gruppo FS e Msc, per favorire la sinergia tra trasporto marittimo e ferroviario, in un’ottica di maggiore efficienza e più sostenibilità».   

A sostegno dello sviluppo intermodale del porto di Gioia Tauro, e così della sua ulteriore crescita, Agostinelli ha individuato anche la scelta del terminalista Automar Spa, che gestisce il trasbordo delle autovetture nello scalo calabrese.

«Con lungimiranza – ha spiegato – si è dotato di una propria asta ferroviaria, per permettere ai treni di giungere direttamente nell’area interna alla propria concessione. Nonostante, infatti, la crisi del settore, che vede l’Azienza, partecipata al 40% da Grimaldi, lavorare in regime di cassa integrazione al 25%, non è venuta meno la sua ferma volontà di credere nella prospettiva di Gioia Tauro e di continuare ad investire nello scalo calabrese. Si è così dotata di una asta autonoma per ricevere, via treno, le autovetture, realizzate dal marchio Stellantis, che attraverso Gioia Tauro raggiungono il mercato internazionale. Sono molto orgoglioso, quindi, di poter dichiarare che Gioia Tauro non è più solo un porto container ma anche automotive». 

Per Agostinelli, il cammino a supporto dell’incremento dei traffici intermodali dello scalo calabrese è segnato anche dalla strategica attenzione che, recentemente, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha riservato al porto di Gioia Tauro attraverso la realizzazione del cosiddetto “fast corridor”.

«Si tratta di una nuova e importante infrastruttura digitale, realizzata lungo la tratta ferroviaria di 1000 km tra lo scalo portuale di Gioia Tauro e l’interporto di Bologna. In questo modo si rafforza ulteriormente la nostra leadership a livello italiano e nel Mediterraneo, in quanto si permette alle merci di arrivare a destinazione in modo rapido e controllato. Grazie al “corridoio digitale veloce” si avrà la possibilità di trasferire la merce di origine extra Ue, in entrata in Italia attraverso il porto di Gioia Tauro, direttamente nell’hub intermodale di Bologna dove saranno effettuare le pratiche di sdoganamento».

«Saranno, così, evitati eventuali ritardi causati da colli di bottiglia generati dalla congestione delle banchine portuali delle procedure doganali. Per noi è motivo di grande orgoglio – ha concluso Agostinelli – perché quello di Gioia Tauro è il primo fast corridor che interessa un porto del Mezzogiorno ed è il più lungo finora mai attivato».

Tra gli altri elementi strategici che puntano allo sviluppo intermodale, Agostinelli ha evidenziato anche l’interesse di Anas, che realizzerà il nuovo raccordo autostradale di Gioia Tauro, collegato direttamente al porto, finanziato dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.  (rrm)