I MEZZI DI COMUNICAZIONE CONTINUANO A DARE SUL PROGETTO NOTIZIE ERRATE E SPESSO FUORVIANTI;
Il rendering dle progetto del Ponte sullo Stretto

CAMPAGNA MEDIATICA CONTRO IL PONTE
NUMERI FARLOCCHI, MENTRE L’UE ASPETTA

di ERCOLE INCALZA – Come sarebbe bello se, una volta tanto, avessimo il coraggio di leggere attentamente le dichiarazioni formulate da dei riferimenti al massimo livello sia della Unione Europea che delle nostre Istituzioni relativamente al Ponte sullo Stretto di Messina. 

In particolare la Commissaria ai Trasporti della Unione Europea Adina Vlean dopo aver incontrato il nostro Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato: «Abbiamo discusso dei prossimi passi e ci siamo messi a disposizione. Aspettiamo un progetto solido per finanziare la prima fase di fattibilità e poi il progetto partirà». 

Ebbene, sia ieri che oggi leggiamo su molte testate giornalistiche che «la Unione Europea è disposta a supportare finanziariamente lo studio di fattibilità» oppure «L’Italia prepari bene il progetto, ci sarà una gara».

In realtà la Commissaria aspetta solo una proposta solida, cioè aspetta che in questi prossimi novanta giorni, a valle dell’approvazione dell’articolo 82 del Disegno di Legge di Stabilità 2023, si dia compiutezza alle parti del progetto già disponibile ed approvato sin dal luglio del 2011 ed a cui bisogna solo dare conclusione per alcune parti legate alla Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca), cioè legate ad una specifica procedura valutativa che ha lo scopo di tutelare la integrità dei siti naturali dagli effetti dell’opera dell’uomo (riguarda essenzialmente i possibili danni alla fauna).

Ma, sempre sui dati e sulle notizie legate ai costi già sostenuti finora per la fase progettuale ed autorizzativa, non posso non ricordare un’altra informazione che, a mio avviso, è completamente deviante; mi riferisco in particolare ai dati forniti dal documento prodotto da Milena Gabanelli e Massimo Sideri e pubblicato dal Corriere della Sera e oggetto di una apposita esposizione nel telegiornale della rete televisiva La Sette condotto dal Direttore Mentana. Abbiamo appreso cioè un dato che, purtroppo, trova origine in una banale interpretazione contabile. Infatti ho preso come riferimento il documento della Corte dei Conti (Sezione Centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato); in particolare ho letto attentamente il dossier dal titolo “La problematica chiusura della liquidazione di Stretto di Messina” (Delibera 29.10.2018 n.23/2018/G).

Erroneamente molti tra cui la Gabanelli ritengo abbia sommato queste quantità dimenticando che tali importi sono solo valori progressivi e quindi non vanno sommati; il ponte finora è costato, ripeto, circa 312 milioni di euro. È davvero strano che un Direttore come Mentana, molto attengo ai dati e alla correttezza delle notizie, sia cascato in un simile errore; né d’altra parte ha senso inserire nei costi anche le voci relative al contenzioso generato dalla scelta dello Stato di bloccare l’opera.

I costi della Società Stretto di Messina

 

Inoltre un’altra notizia ricorrente, sempre in questi giorni in cui si è praticamente riacceso l’interesse dello Stato a realizzare l’opera; una volontà non solo legata alle buone intenzioni ma supportata da un chiaro riferimento normativo, cioè, come detto prima l’articolo 82 del Disegno di Legge 2023, ma anche da una vero e misurabile lungo ed articolato processo progettuale; ricordo infatti, ancora una volta, per farlo capire specialmente a coloro che non vogliono convincersi che trattasi di dati veri e disponibili, che a valle di una decisone assunta nel 1968, in cui si chiedeva la fattibilità dell’opera, la Società Stretto di Messina ha studiato per 20 anni, concludendo nel luglio dell’anno 1986 con il “Rapporto di Fattibilità”, in 10 volumi, che la soluzione a campata unica era fattibile e da preferire alle altre soluzioni. 10 anni dopo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, all’unanimità, ha espresso il parere n. 220 del 10 Ottobre 1997, ritenendo che il “… ponte sospeso sullo Stretto di Messina dalla luce centrale di 3.300 possa essere realizzabile in piena sicurezza conservando la completa affidabilità funzionale”. Dopo il 1997, è stato redatto il Progetto Preliminare ed infine il Progetto Definitivo, validato ed approvato da una delle maggiori società di Ingegneria del Mondo (Parsons); dal maggiore Ente validatore italiano (Rina) e da un Comitato Scientifico cui hanno partecipato i massimi esperti italiani. 

Ricordo infine che la condivisione della Unione Europea sulla realizzazione del Ponte non è un dato di oggi, non è la approvazione di una proposta approvata e accettata oggi, ma nella definizione delle Reti Trans European Network del 2005, tra le opere incluse formalmente compare proprio la realizzazione della continuità territoriale tra la Sicilia e la Calabria attraverso la realizzazione del ponte e che questa analisi sulla convenienza delle proposte inserite nelle Reti Ten – T aveva visto come organismo istruttore la Banca Europea degli Investimenti (Bei). Quindi ora la Unione Europea aspetta un quadro progettuale “solido” cioè comprensivo non tanto degli ulteriori aggiornamenti autorizzativi quanto supportato dall’azzeramento di tutti i vari contenziosi. 

Questa volta che, forse, siamo vicini ad una soluzione concreta di una scelta non solo del Paese ma della intera Unione Europea, evitiamo di ricorrere a gratuite masturbazioni mediatiche per deludere ancora una volta uno dei massimi beneficiari dell’opera: il Mezzogiorno. (ei)