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Matteo Cibic

CATANZARO – Al Materia c’è anche l’ipercreativo Matteo Cibic

C’è anche l’ipercreativo Matteo Cibic e il suo inginocchiatoio alla quinta edizione del Materia Independent Design Festival, la più importante manifestazione del Sud Italia dedicata al design ideata da Officine Ad degli architetti Domenico GarofaloGiuseppe Anania, in programma a Catanzaro dal 2 al 4 ottobre.

In questa edizione, dal titolo Materia Sospesa, il direttore artistico, Antonio Aricò, ha invitato i più importanti designer italiani a reimmaginare i simboli religiosi e gli arredi delle chiese con un risultato straordinario che ribalta l’immaginario tradizionale calabrese.

Tra questi, Matteo Cibic, esponente di punta della cultura del progetto contemporanea, fusione di design, arte e alto artigianato. Cresciuto in una famiglia con forti tradizioni di design, ha maturato un approccio sperimentale che lo porta a fare ricerca sui materiali, sulle forme e sulle tecniche di produzione. I suoi lavoro sono esposti in alcuni dei principali musei al mondo.

«Sono un desiger e un lavapiatti professionista – si definisce simpaticamente Cibic –. Non scherzo, sono molto bravo a progettare oggetti luxury ma anche a lavare i piatti. A causa del Covid, tutti abbiamo messo in discussione tutto. Io stesso sto cercando di capire come realizzare degli oggetti che abbiano un senso ed una sostenibilità verso un mondo che è cambiato drasticamente. Stiamo vivendo un momento di crisi e di ripensamento totale. La cosa più difficile è pensare a delle nuove strade, dei nuovi sistemi progettuali, con aziende, imprenditori e politici che investano in innovazione e visioni completamente diverse da ora».

«Sono un grande fan di Antonio Aricò e del suo lavoro realizzato con gli artigiani – racconta il designer – Per Materia sono stato coinvolto in una speciale “contaminazione”, dando vita ad un oggetto simbolico che rispondesse alla chiave “Il design come Rito italiano sospeso nel tempo”. Fino a 14 anni volevo diventare Papa. I miei genitori mi mandarono d’estate da mio zio Aldo, anche lui designer, che ai tempi aveva lo studio vicino a un’agenzia famosa di modelle, per cui decisi che era meglio designer che Papa. A parte questa divagazione, quando prego tendo a non concentrarmi, essendo una persona iperattiva, e ho pensato che avere in quell’atto una distrazione fisica potesse portare ad avere un’attenzione maggiore. Non a caso le vie crucis venivano fatte in ginocchio dopo un percorso estremamente doloroso. Per questo ho creato l’inginocchiatoio sul quale bisogna stare in equilibrio, realizzato per Materia 2020 in partnership con Studio F Atelier».

«Materia – afferma lo Studio F atelier – è un festival che ha la missione di mostrare la ricchezza delle eccellenze italiane, e di quanto l’Italia abbia da offrire in termini di design e artigianato. In particolare, quando progettiamo i nostri oggetti, la tradizione per noi è radicata in ciò che facciamo, e il tema di quest’anno è qualcosa a cui ci sentiamo profondamente legati. Siamo entusiasti della nostra collaborazione con Matteo Cibic, artista e designer di grande talento».

1Sono stato felice di essere coinvolto in questo evento – ha aggiunto Cibic –. Far interagire i designer internazionali con gli artigiani del luogo è una straordinaria operazione per dare un respiro più ampio alle creazioni e dare vita ad uno scambio biunivoco». (rcz)