Al Teatro Politeama di Catanzaro torna la musica dal vivo, con il cartellone della stagione sinfonica promossa dall’Istituto Tchaikovsky e condivisa con la Fondazione Politeama, che offrirà tre serate con grandi formazioni e super ospiti pronti a riabbracciare il pubblico dopo la lunga pausa forzata dell’emergenza covid.
TROPEA – Sabato il concerto del duo Milani-Ranieri
Sabato 22 maggio, alle 19.30, a Tropea, a Palazzo Santa Chiara, è in programma il concerto di Alessandro Milano (violino) e Luca Ranieri (viola).
L’evento rientra nell’ambito della rassegna musicale Armonie della Magna Graecia, con la direzione artistica di Raffaele Cacciola, organizzato in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Tropea.
«All’inizio del concerto – si legge in una nota – saranno resi noti anche gli eventi di Giugno, che prevedono la presenza di altri celebri artisti con programmi particolarmente vari, dal classico al moderno, senza dimenticare la musica nazionale, come ad esempio quella spagnola».
L’ingresso sarà libero su prenotazione, che potrà essere effettuata rivolgendosi al 3272149677, numero a cui si potrà chiedere qualsiasi altra informazione. (rvv)
La Calabria che suona, incontro con Nino Stellitano e Marinella Rodà
Per il nono appuntamento della rassegna La Calabria che suona. Storie di musici e dintorni, il format di Calabria Sona con il Maestro Checco Pallone, è prevista la partecipazione di Nino Stellitano e Marinella Rodà, due grandi interpreti e ricercatori attivi da decenni nel territorio reggino, hanno deciso di unire le forze nel nuovo progetto “Rosa russa” con cui rielaborano, cantando insieme, i loro brani più famosi.
Nino Stellittano – architetto, musicista, scrittore – ha unito il suo nome in modo indissolubile al progetto “Kalavrìa”, nato oltre trent’anni fa, e che in tante tournèe nazionali ed internazionali ha contribuito a portare i valori della cultura popolare calabrese in tutto il mondo. Nel 1996, partecipano all’Accademia della Canzone di Sanremo in onda su Rai Uno, si classificarono al terzo posto, in ex-equo, con il brano “Lia Liuzza”. Guardando oltre lo stereotipo del “mare e sole” come unica risorsa della loro terra, i Kalavrìa hanno fatto rivivere tutto il simbolismo classico legato alle proprie origini, inanellando diverse collaborazioni, come quelle con Danilo Amerio e Gigi Miseferi.
Marinella Rodà è figlia d’arte del compianto Totò Rodà, musicista e autore folk di molti brani oggi definiti del “popolo” e pioniere della produzione discografica calabrese. Fin dall’età di 12 anni, ha iniziato a studiare da autodidatta, accompagnandosi al pianoforte e cantando sempre la propria lingua tra scambi culturali con etnie e culture diverse. Ha collaborato con il padre e il fratello nella band “Nuova orsa maggiore”, per poi dare vita a “Musika agorà”, gruppo di ricerca etnica greco-calabro con l’obiettivo di esplorare le origini di una cultura quasi dimenticata. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti, è stata insignita del Premio Mia Martini, del Premio nazionale “Teatro Xs” città di Salerno, del Premio ambasciatrice della cultura popolare calabrese nel mondo e ambasciatrice dell’archeogastronomia greco calabra – premio Annunziato Riggio.
Due nuove preziose testimonianze che arricchiscono la galleria di interviste de “La Calabria che suona”, tutte visibili sul canale YouTube di Calabria Sona. (rrm)
La Calabria che suona, nuovo appuntamento con Sandro Sottile e Nando Brusco
Proseguono, con successo, gli appuntamenti de La Calabria che suona. Storie di musici e dintorni, promosso e diffuso sui canali del circuito Calabria Sona. Nel salotto del Maestro Checco Pallone, questa volta saranno ospiti altri due interpreti delle autentiche radici calabresi: Sandro Sottile e Nando Brusco.
Musicista e polistrumentista, compositore, poeta, presepista e costruttore di strumenti popolari, Sottile, da cultore di tradizioni popolari, ha intrapreso fin da giovanissimo lo studio e la costruzione della zampogna e della ciaramella nelle sue varie forme. Nel 1981 fonda il gruppo musicale popolare “Narratiuncula” e inizia un’attivita’ di ricerca della musica popolare del meridione d’Italia e delle sue tradizioni. Il suo percorso musicale continua con Alchimia Popolare, gruppo di musica etnica i cui concerti riscuotono grande successo in Calabria ed in altre regioni d’Italia. Collabora con Taranta Power, movimento fondato da Eugenio Bennato, e dà vita all’associazione e al progetto discografico “C’è quel Sud”. Dopo il tour di “Ex Voto”, lavoro che ripercorre la nascita di Gesù attraverso i canti di fede del Sud, l’ultima fatica di Sottile si chiama “Alchimia popolare” dove il “cantautore popolare” dimostra grandi doti di musicista e poeta.
Nando Brusco, invece, è un artista formatosi nel panorama della musica folk calabrese. Si interessa di poesia dialettale, di musica e danza tradizionale, di antropologia e storia delle tradizioni popolari. Dopo aver collaborato, sulla fine degli anni ’90, con molteplici formazioni di musica popolare come ballerino, scopre di essere profondamente allo strumento che genera il ritmo su cui danza: il tamburo. Inizia così, nei primi anni duemila, un vero e proprio percorso esistenziale e di studi sullo strumento, incontrando i più grandi maestri e avviando una carriera che lo vede partecipare a numerosi progetti musicali e discografici. Dal 2010 inizia un percorso solista che lo vede impegnato come cantastorie, prima con lo spettacolo “L’amuri di Calabria” e poi con “Tamburo è voce” col quale ancora oggi si esibisce.
Il format “La Calabria che suona”, che porta la firma anche di Giuseppe Marasco, proporrà, dunque, un nuovo e interessante approfondimento dedicato agli artisti più significativi del panorama musicale regionale, all’insegna della contaminazione di generi e culture. È possibile rivedere tutte le puntate del format sul canale YouTube di Calabria Sona. (rrm)
La Calabria che suona, nuovo appuntamento con Sasà Calabrese e Daniele Moraca
Proseguono, con successo, gli appuntamenti de La Calabria che suona. Storie di musicisti e dintorni, format diffuso sui canali di Calabria Sona dedicato agli artisti più rappresentativi del panorama musicale regionale, che, nel prossimo appuntamento, vedrà come ospiti del Maestro Checco Pallone, Sasà Calabrese e Daniele Moraca.
La Calabria che suona, nuovo appuntamento con Baba Sissoko e Massimo Garritano
Prosegue, con successo, il viaggio de La Calabria che suona. Storie di musicisti e dintorni, format curato da Checco Pallone e Giuseppe Marasco e promosso da CalabriaSona.
Il format, diffuso sui canali del circuito Calabria Sona, proporrà per questa settimana un’incursione nella musica dal mondo e nel jazz con Babà Sissoko, Djane Sissoko e Massimo Garritano, testimoni delle contaminazioni e delle interazioni di generi e culture diverse che vedono nella Calabria il proprio centro nevralgico.
Babà Sissoko è maestro indiscusso del Tamani, che ha imparato a suonare durante la sua infanzia, ed eccelso polistrumentista fortemente legato alla tradizione del Mali. Un artista calabrese d’adozione che ama integrare alle melodie ed ai ritmi propri della tradizione musicale del Mali le sonorità del jazz e del blues, creando un fantastico e originale effetto musicale.
Baba abita in Calabria da oltre 25 anni, dove ha trovato non solo l’amore, ma anche un grande fermento artistico, tanto da sceglierla come propria residenza.
In Calabria è nata anche la sua figlia d’arte: Djana Sissoko, 21enne di Cosenza, attualmente allieva di Conservatorio nel corso di “Canto Jazz”. Grazie all’incontro della sua famiglia in Mali, Djana ha imparato le vocalità tipiche della cultura musicale da cui derivano il Blues ed il Soul. Già nel 2019 ha visto la luce il suo primo album da solista dal titolo “By my own”.
Protagonista della puntata anche Massimo Garritano, chitarrista eclettico e compositore dalle mille sfaccettature, che ha accompagnato la voce di Djana nel suo ultimo disco. Da qualche anno, ha focalizzato la propria attenzione sulla chitarra acustica con la quale continua la ricerca e la sperimentazione avvalendosi dell’uso di effetti a pedale per ricreare originali tappeti sonori. Nel gennaio scorso è uscito il suo nuovo disco intitolato “Freefolk – Songs & Instant Compositions”. (rrm)
Il giovane polistrumentista calabrese Gabriele Macrì rende omaggio a Branduardi
Il giovane polistrumentista di San Vito sullo Jonio, Gabriele Macrì, ha rivisitato, con la lira al posto del violino e all’insegna della tradizione musicale popolare calabrese, le note di un vecchio classico di Angelo Branduardi con il brano Il violinista di Dooney – quando suona la mia lira, prodotto dall’etichetta CalabriaSona.
Macrì, sin da bambino, ha calcato i palchi più importanti e, grazie alla sua passione, riesce a suonare qualsiasi strumento tradizionale. Oggi, a 22 anni, arriva l’esordio da solista dopo aver completato gli studi classici in accademia approfondito la tecnica della lira. È cresciuto suonando con grandi del calibro di Mimmo Cavallaro e Ciccio Nucera, è stato al fianco anche di Nour Eddine Fatty, noto musicista del Marocco e, dopo qualche anno trascorso a Milano, ha fatto ritorno in Calabria fronteggiando la chiusura forzata del covid con la creatività musicale.
«Insieme a Pietro Procopio, al basso e chitarra, e a Maddalena Grosso, voce e chitarra battente – ha raccontato – abbiamo registrato il brano in un giorno. L’idea è stata quella di riarrangiare il brano di Branduardi con gli strumenti tradizionali calabresi e traducendo il testo in dialetto rispettandone il significato originale. È una ballata che ben si coniuga con la musica etnica popolare e del Mediterraneo, lo stesso Branduardi ci ha ringraziato, ci ha fatto i complimenti e ci ha detto che condividerà volentieri la canzone sui suoi canali social».
Questo è il primo tassello di un progetto più ampio ideato insieme a CalabriaSona e al suo Ceo, Giuseppe Marasco: «C’è la volontà di lavorare su un più ampio repertorio omaggiando il cantautorato italiano – ha concluso Macrì – da rileggere in chiave etnica e popolare con le nostre peculiarità e sonorità inconfondibili. Anche se non possiamo ancora suonare dal vivo, non vogliamo stare fermi e le difficoltà del momento non devono essere un pretesto per fermare la passione». (rcz)
Su Esperia Tv il Concerto di Pasqua della Schola Cantorum Officium
Domani sera, alle 21 – e in replica lunedì alle 14 – su Esperia Tv sarà trasmesso il Concerto di Pasqua della Schola Cantorum Officium e dei Piccoli Cantori di Calabria, diretti dal Maestro Christian Cosentino.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione Culturale Schola Cantorum Officum in collaborazione con Esperia Tv, il Comune di S. Andrea Jonio e l’IC di Davoli Marina.
Presenta Domenico Milani. (rrm)
CROSIA (CS) – Successo per il concerto “Perduname”
Grande successo per la seconda edizione del concerto Perduname dell’Orchestra di Fiati “Giacomo Puccini” di Mirto Crosia, diretta dal Maestro Salvatore Mazzei.
L’evento musicale è stato realizzato in una location d’eccezione: la rettoria “Madonna della Pietà” di Crosia, guidata dal rettore, don Giuseppe De Simone. Lo stesso presbitero, nell’introdurre l’esibizione, ha evidenziato come questo concerto sulla Passione di Cristo sia riuscito a lanciare un messaggio di fede e di amore, ricordando tutte le vittime a causa del Covid e tutte le persone che stanno combattendo contro questo virus. Lo stesso sacerdote ha tracciato la storia dell’antica chiesetta crosiota, già abbazia, costruita alla fine del XVI sec.
«Significativo realizzare questo concerto di Passione in questo luogo – ha commentato don Pino De Simone – in cui si presenta ai nostri occhi l’immagine di Maria, Madonna della Pietà, che ha fra le sua braccia il Figlio morto, deposto dalla croce».
L’antica chiesa, situata alla periferia del centro storico crosiota, dunque, ha rappresentato il centro propulsore dell’attività musicale e canora pianificata dall’Orchestra di fiati della cittadina ionica.
«Un progetto di unione nella musica e di grande rilievo socio – culturale per far rivivere – ha commentato il Maestro Mazzei – le tradizioni popolari della Settimana Santa nella Valle del Trionto, attraverso i canti di Passione del maestro, nonché preside emerito, Giuseppe Carrisi».
L’evento, trasmesso in prima visione sulla pagina Facebook “Banda G. Puccini Mirto – Crosia” ha riscosso un ampio successo di pubblico e di critica, raggiungendo circa 10mila interazioni sulla rete.
Il progetto ‘Perduname’ è stato ideato e diretto da Giuseppe Blefari (che ha curato anche le trascrizioni e gli arrangiamenti), con don Umberto Pirillo, Salvatore Mazzei e Isabella Eugenia Falcone, capobanda della ‘Puccini’ nonché primo clarinetto.
Commoventi le performance dei solisti Antonio Vaglica (“Pietà di me”), Giovanni Comite (“Perduname”), Emilio Ruperto (“Madre io vorrei”), Chiara Palermo (“Popolo mio”), Martina Diaco (“Pietro”), Pako Cena (“Cum ‘a jumara”), Giuseppe Fusaro (“Anima Christi”), introdotte da alcuni monologhi, declamati da Debora Calarota e scritti da Francesca Abossida, che da anni affianca il maestro Carrisi nella composizione strofica di alcuni suoi canti.
Impeccabile la performance del Coro dell’Accademia Musicale “Euphonìa” diretto dal maestro Giuseppe Fusaro. Particolarmente attenta e interessata la folta platea di pubblico che, da remoto, ha seguito l’importante evento, manifestando messaggi di commozione per la bellezza della musica espressa dagli artisti, ma anche per le suggestive immagini dell’antica rettoria “Madonna della Pietà” di Crosia e del ben tenuto antico borgo. Immagini sapientemente elaborate da Mattia De Vincentis, Davide Brunetti e Giovanni Pedace, in collaborazione con Euphonía recording.
L’iniziativa, che conferma il grande valore artistico dell’orchestra di fiati crosiota, magistralmente diretta, sin dal 2010, dal maestro Mazzei, ha unito nella preghiera l’intero territorio aprendo l’orizzonte a futuri progetti musicali di condivisione tra i tanti talentuosi musicisti del basso Jonio cosentino e della valle del Trionto che, nella diversità di stili e caratteristiche, sono riusciti, in questa seconda edizione di Perduname, a creare momenti musicali di grande spessore.
«Il progetto – ha commentato il sociologo Antonio Iapichino, referente per la Calabria della Società italiana di sociologia – riveste per il territorio una valenza, oltre che puramente musicale, anche di carattere socio – culturale, senza sottovalutare l’importanza di tipo religioso, sia per la tipologia dei canti e sia per il periodo, liturgicamente forte, appunto, la Settimana Santa».
«È solo l’inizio – ha affermato il direttore Mazzei – di un percorso nel quale la musica, la cultura e il territorio saranno valorizzati, in modo unitario e sinergico, attraverso una serie di iniziative che, man mano coinvolgerà una platea sempre più ampia di protagonisti». (rcs)
La Calabria che suona, intervista a tu per tu con Francesco Loccisano
Proseguono, con successo, la serie di incontri de La Calabria che suona, format curato da Checco Pallone e Giuseppe Marasco e promosso da CalabriaSona.
Dopo il successo dell’esordio con Cataldo Perri, visibile anche sui canali social di CalabriaSona, la nuova puntata della settimana, in onda da martedì, sarà dedicata al suggestivo mondo della chitarra battente e di uno dei suoi interpreti più acclamati: Francesco Loccisano.
Nell’intervista a tu per tu con il maestro Checco Pallone, per il progetto curato insieme a Giuseppe Marasco, il musicista di Marina di Gioiosa Jonica (Rc) racconterà il suo lungo percorso di ricerca mirato ad esplorare tutte le potenzialità sonore della chitarra a dieci corde. Una carriera che l’ha visto negli scorsi anni entrare a far parte dei Taranta Power di Eugenio Bennato, inanellare collaborazioni d’eccezione con artisti del calibro di Vinicio Capossela e Gianna Nannini, fino alla collaborazione con il regista spagnolo Carlos Saura per il docu-film “La Jota” che l’ha consacrato come virtuoso della chitarra battente sul panorama internazionale.
Durante l’intervista, si parlerà anche dell’album Venti, pubblicato in duo con il lucano Marcello De Carolis, che ha riscosso un grandissimo interesse ed è stato inserito tra i “20” album citati per il Premio Loano per la musica tradizionale d’autore. In questi ultimi giorni, inoltre, Loccisano è stato impegnato a Parigi per collaborare alla registrazione di un nuovo disco del gruppo “L’Arpeggiata di Christina Pluhar” nell’ambito del filone della musica antica.
Tra musica e parole, sarà l’occasione per scoprire un altro pezzo della musica che si suona e si produce in Calabria e che rappresenta un patrimonio dagli importanti risvolti culturali e occupazionali ancora da valorizzare. Un obiettivo che emerge con forza dal progetto grazie alle storie e agli aneddoti personali, raccontati nelle interviste di circa un’ora, con al centro alcuni degli artisti più riconosciuti del panorama calabrese. (rrm)







