Questa sera, ad Altomonte, alle 21.00, al Teatro Belluscio, in scena Il Lago dei Cigni della Compagnia nazionale di Raffaele Paganini e la Compagnia Almatanz di Luigi Martelletta.
L’evento rientra nell’ambito della 32esima edizione del Festival Euromediterraneo.
Lo spettacolo, con Carlo Piacienza e Mariachiara Grasso, nasce da un’idea che da molti anni il coreografo Luigi Martelletta inseguiva e desiderava mettere in scena. La sua lunga ed intensa carriera come primo ballerino al Teatro dell’Opera di Roma ed in tanti altri teatri italiani ed europei gli ha permesso di studiare a fondo, di esaminare e di danzare molte volte questo spettacolare balletto.
La coreografia, originale del repertorio classico, non ha mai sottolineato alcuni aspetti del libretto, che però in questa versione viene esaltata anche grazie alla presenza in scena di Raffaele Paganini. Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello, più vivace, alleggerendo tutti i manierismi e le pantomime che fanno parte del repertorio classico ma non mancheranno però tutte quelle danze e quell’itinerario danzato che molti conoscono e si aspettano. (rcs)
In scena questa sera, a Catona, alle 21.15, all’Arena “Alberto Neri”, lo spettacolo L’incanto di Venere con Incanto Quartet e Venere Ensemble.
Lo spettacolo rientra nell’ambito della stagione teatrale di Catonateatro, e nasce da una duratura e armoniosa collaborazione tra il quartetto di soprani Rossella Ruini, Laura Celletti, Francesca Romana Tiddi e Claudia Coticelli, e il quartetto strumentale composto da Claudia Agostini (pianoforte), Zita Mucsi (violino), Marta Cosaro (viola) e Rossella Zampiron (violoncello).
Il concerto, sviluppato sulla poliedricità delle otto musiciste sul palco, percorre un viaggio sentimentale, una narrazione del cuore, partendo da note pagine del repertorio classico, comuni alla provenienza di entrambi gli ensemble (ad esempio Carmen, Traviata, Les Contes d’Hoffman), per arrivare ai classici della canzone partenopea (come I’ te vurria vasà, Funiculì Funiculà, O sole mio), al repertorio italiano famoso nel mondo (Con te partirò, Nel blu dipinto di blu), passando attraverso celeberrimi temi di colonne sonore (Amarcord, Nuovo cinema paradiso tra gli altri) e rivisitazioni di successi internazionali (Careless Whisper, Woman in love…). (rrc)
Il Festival del Teatro Classico di Portigliola stasera, 5 agosto, entra nella storia grazie al Doctor Faustus, una originale messa in scena di Carlo Emilio Lerici del Teatro Belli di Roma con protagonisti il grande Antonio Salines ed Edoardo Siravo (che del Festival di Portigliola “Tra Miti e Storia” è anche direttore artistico). È un debutto, in anteprima nazionale, di grande suggestione, che presenta un adattamento del classico moderno di Christopher Marlowe co-prodotto dal Comune di Portigliola e dal Teatro Belli di Roma.
La stagione 2019 del Festival del Teatro Classico di Portigliola, quindi, è pronta a regalare nuove emozioni che faranno entrare la rassegna “Miti e Storia” nel novero dei grandi festival nazionali. Dopo le suggestioni regalate dall’Edipo di Giuseppe Pambieri e l’esaltante successo di pubblico riscosso dal Povero Pluto di Vito Cesaro, la manifestazione che ha dato nuova linfa vitale al Teatro Greco Romano di Locri Epizephiri ospiterà infatti per la prima volta un debutto nazionale destinato a lasciare un ricordo indelebile nel pubblico, il Doctor Faustus di Christopher Marlowe.
L’opera, tradotta in versi da Rodolfo Wilcock e diretta da Carlo Emilio Lerici, è la prima pièce teatrale prodotta dal Teatro Belli di Roma in collaborazione con il Comune di Portigliola e vedrà muoversi sulla scena due mostri sacri della recitazione italiana, il direttore artistico del Festival Edoardo Siravo e Antonio Salines. I due interpreti, che incarneranno rispettivamente i protagonisti Faustus e Mefistofele, saranno affiancati da Francesca Bianco, Fabrizio Bordignon, Gabriella Casali, Giuseppe Cattani, Germano Rubbi, Roberto Tesconi e Anna Paola Vellaccio. A questo già nutrito e straordinario cast si aggiungeranno Salvatore Galluzzo, Annalisa Giannotta, Yonoris Marizan, Federica Modafferi, Giulia Palmisano, Giuseppe Sgambellone e Mariachiara Spatari, attori della scuola di recitazione locale Locriteatro, chiamati a interpretare i sette vizi capitali, che avranno la possibilità di misurarsi per la prima volta con grandi maestri della recitazione nazionale. La messa in scena, resa ulteriormente drammatica dalle musiche di Francesco Verdinelli e dai costumi di Annalisa Di Piero, promette di regalare fortissime emozioni nel ripercorrere il dramma dello studioso così avido di conoscenza da decidere di avventurarsi nel campo della magia nera.
Guidato da questa bramosia, Faustus sceglierà infatti di peccare continuamente e consapevolmente, senza riuscire mai a tornare sulla retta via. Peccherà scendendo a patti col diavolo, peccherà di superbia e, anche se pieno di paure e rimorsi, continuerà a peccare anche quando avrà ormai perso tutto. Una parabola con la quale Marlowe criticò i pensatori illuministi che vogliono ampliare sempre di più la conoscenza umana riesumando il concetto antico di hybris, la “tracotanza” greca che ricordava all’individuo la sua finitezza.
Un appuntamento dall’immensa qualità artistica, certamente da non mancare, che segnerà uno spartiacque nella storia del Festival e mostrerà una volta di più la capacità della Locride di produrre e ospitare eventi di importanza nazionale. (rs)
Torna un classico a Catonateatro, Il Mercante di Venezia, di cui ancora si ricorda una grandiosa messa in scena con l’insuperabile Giorgio Albertazzi. Domani sera all’Arena Neri a vestire i panni del perfido marcente Shylock sarà Mariano Rigillo, un attore che non ha bisogno di presentazioni, con la regia di Giancarlo Marinelli.
Shakespeare nel Mercante ci ha messo i temi a lui più cari: il conflitto tra generazioni, la bellezza che muore e che si riscatta ad un tempo e la giovinezza che deve fare i conti con le trasformazioni del tempo e della società
Il regista Marinelli, sullo sfondo di una Venezia divisa tra Thomas Mann e Giorgio Baffo, ha scelto di mettere in evidenza «la crisi della potenza economica e culturale lagunare, assorbita da un gioco festoso, metafora di una persistente primavera della vita che è “perenne amare i sensi e non pentirsi”, come direbbe Sandro Penna. A perpetuare una strada già solcata con successo, il precedente “Mercante” da me diretto – dichiara il regista Marinelli – era interpretato dal grande Giorgio Albertazzi, si staglia l’eccellenza scenica di Mariano Rigillo nei panni di Shylock. Con lui, Romina Mondello nella principessa “terrestre” Porzia, e una nutrita schiera di giovani attori pieni di talento».
Si legge nelle note di regia: «È una Venezia cosmopolita ma già offuscata dalle sinistre ombre della discriminazione etnica e religiosa, che fa da sfondo a una storia incrinata dal male, dal disgusto, dalla percezione che i rapporti umani siano solo violenza e inganno. La tragedia, andata in scena per la prima volta nel 1596, ruota intorno a uno scellerato contratto e alla sua macabra penale: quello stipulato tra Antonio, mercante veneziano in cerca di denaro per aiutare l’amico Bassanio a corteggiare degnamente la ricca Porzia, e l’usuraio ebreo Shylock, che pretende come obbligazione, se la somma non verrà pagata, il diritto di prendere una libbra di carne dal corpo di Antonio. In questo mondo dominato dal potere del denaro, dove il corpo è merce non meno della vile moneta, troneggia l’ambigua figura di Shylock, possente rappresentazione di un uomo che è al tempo stesso tiranno e vittima, sacrificante e sacrificato, aberrante nella crudeltà e tenerissimo nel dolore di chi si vedrà infine costretto a rinunciare al proprio credo e alla propria cultura». (rs)
Stasera a Villapiana Lido (CS) il pregevolissimo lavoro teatrale di Antonio Salines su Oscar Arnulfo Romero dal titolo ” Il Martirio di Monsignor Romero”.
Performance ispirata a Italo Calvino – La città invisibile – venerdì 26 alla Sala Margherita di Crotone con le allieve del laboratorio teatrale per adulti Scenari d’Aprile. In scena le allieve Antonella de Lucia, Antonella Nicoletta, Catia Carlosecchi, Chiara Zizza, Giovanna de Lucia, Maria Gabriella de Santis, Maria Tassone, Marina Como, Teresa Artese e Tiziana Nicotera con la partecipazione di Rosaria Macrì, Emanuele Villirillo e Lorenzo Laino. Regia e drammaturgia Andrea Giuda.
La performance nasce come secondo studio su Le città Invisibili di Italo Calvino da parte degli allievi del laboratorio teatrale per adulti dell’associazione e curato dai registi Andrea Giuda e Rosaria Macrì . Se nella prima parte, andata in scena in dicembre sempre alla Sala Margherita, si entrava nei meandri del libro, ricreando e riassemblando le città immaginate dall’autore sanremese, in questo secondo studio, tramite una scrittura collettiva con gli allievi a cui è stato proposto di essere, oltre che i corpi e le voci, anche le parole dello spettacolo, le città invisibili vengono messe in risonanza con la città reale e tangibile, Crotone, facendo emergere una sintesi tra ricordi e presente del rapporto tra la città e chi la vive, messo in scena senza separazione tra attore e spettatore, diventando un’esperienza condivisa.
«Un modo – dicono i curatori – che abbiamo scelto per accendere un dialogo intorno alla percezione che ognuno di noi ha dell’ambiente in cui vive e quanto esso influenzi il nostro agire o il non-agire. Scegliendo di ambientare il tutto presso la Sala Margherita , nel centro storico, città invisibile per eccellenza, in continuità con gli eventi passati da noi autoprodotti e con l’obbiettivo di usare il mezzo artistico allo scopo della riqualificazione sociale dei luoghi, ci auspichiamo di dare risalto e più visibilità ad una parte del tessuto urbano troppo nascosta alla vista, ma non per questo meno interessante».
Repliche alle 20:30 – 21:00 -21:30. Ingresso Gratuito. (rkr)
Mercoledì a Catanzaro al Caffè delle Arti Luca Vullo porta in scena il suo Io al posto tuo, tratto dall’omonimo fumetto della Rete Genitori DSA di Cuneo.
Partendo dalla sua nascita fino ad arrivare all’oggi, Luca Vullo ripercorre in modo crudo e divertente, le diverse fasi della sua vita, quella di una persona D.S.A. con tutte le sue difficoltà ed i suoi risvolti tragicomici. Come se fosse un dialogo aperto con il pubblico, l’attore si sfoga e con cinica autoironia si racconta coinvolgendo tutti con momenti interattivi e stimolando i sensi e le percezioni con alcuni espedienti grafici, visivi e sonori. In questo modo l’artista porta gli spettatori ad immedesimarsi una volta per tutte e per qualche minuto, con chi nasce e convive con i disturbi dell’apprendimento. L’autore per rendere completo ed emotivamente più incisivo il suo spettacolo, utilizza anche musiche ed immagini suggestive estratte dai suoi documentari, rielaborate però in una nuova formula, dando così la luce ad una sorta di riciclo artistico.
Il performer ha deciso di mettere in campo tutte le sue abilità artistiche e di miscelare teatro, cinema, comunicazione, tecnologia e comicità per far vibrare le coscienze di ognuno su un tema importante e per realizzare quindi un progetto sociale e di sensibilizzazione che difficilmente lascerà indifferenti. (rcz)
Le vicende di una celebre coppia di comici che dopo 11 anni si reincontra in occasione di uno show televisivo che li vuole commemorare come star. Il pretesto per raccontare il mondo dello spettacolo nelle sue sfaccettature e nei lati meno conosciuti dal pubblico. Il tentativo della celebrazione tv – che la commedia racconta – è disastroso, perché emergono tutte le nevrosi e le liti dei due che si sono evitati da quando il loro duo era stato sciolto. Da allora, nessuno dei due ha avuto successo mentre l’età avanza portando con se vuoti di memoria, artrosi e acciacchi vari. Uno non ha mai perdonato l’altro per averlo abbandonato di punto in bianco, dopo 43 anni di successi. E il loro nuovo incontro sarà l’occasione per la vendetta…
In scena anche le giovani e brave attrici Fabiana Latella e Alessia Maio. La regia è dello stesso autore Marco Cavallaro. (rs)
Noi si prova …🎭🤡“Se stiamo insieme ci sarà un perché.”La prima Nazionale: Sabato 23 Marzo Teatro Cilea di Reggio Calabria. #happy #enjoy #smile #teatro #comic #comedy #
Appuntamento questa sera con Ho perso il filo, un divertentissimo spettacolo di Angela Finocchiaro al Cinema Teatro Comunale di Catanzaro. L’evento è coorganizzato dalla Show Net di Ruggero Pegna con l’Associazione Teatrale “I Vacantusi”, nell’ambito dei rispettivi “eventi storicizzati” che vedono la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria.
Il nuovo spettacolo della Finocchiaro, concepito dalla stessa attrice insieme a Cristina Pezzoli e Walter Fontana, che ne ha scritto il testo, è firmato da Hervè Koubi per le coreografie originali, dall’ex Pfm Mauro Pagani per le musiche e da Giacomo Andrico per le scene; le luci sono di Valerio Alfieri, mentre la regia è di Cristina Pezzoli.
In scena, insieme alla protagonista dello spettacolo, le “Creature del Labirinto”: Michele Barile, Giacomo Buffoni, Fabio Labianca, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito.
In Ho perso il filo!, si scopre un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e la sua elegante ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela Finocchiaro si presenta sul palcoscenico come un’attrice stufa dei soliti ruoli: qui sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, ma soprattutto le tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue, come del mondo di oggi, e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando, di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando, promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.
Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con lei, provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Il Labirinto è un simbolo antico di nascita, morte, rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso, che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.
Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e, allo stesso tempo, vicino al cuore di molti. (rs)
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