CASSANO (CS) – Intitolate alcune strade di Lattughelle e Piano Scafo a Oliveto, Rodio e Visciglia

Le richieste di intitolare le tre strade ai tre giovani trovano origine nel lontano 2015 quando, tantissimi cittadini, presentarono due petizioni popolari con le quali chiesero all’amministrazione comunale di intitolare due arterie ad Aldo Oliveto e Stefano Visciglia, due giovani che, in anni diversi, persero la vita in tragici incidenti stradali verificatisi nel cuore della contrada Lattughelle e, successivamente, una terza per chiedere l’intitolazione di una strada di contrada Piano Scafo ad Antonio Rodio, un bimbo di appena tre anni, anche lui vittima di un grave incidente stradale. Tre figli di questa Contrada, accomunati da un tragico destino, strappati alle loro famiglie ed alla comunità nel fiore dei loro anni.

Alla partecipatissima e solenne cerimonia di intitolazione di questa sera erano presenti il sindaco Giovanni Papasso, la giunta, i consiglieri comunali Antonio Strigaro e Natalya Franzese, dirigenti e dipendenti comunali oltre ai familiari dei tre giovani scomparsi prematuramente e a tantissimi familiari, amici e residenti accorsi per ricordarne la memoria e che hanno voluto regalare una targa al sindaco Papasso per l’umanità e l’affetto dimostrato anche in questa occasione. Presente anche don Pietro Groccia per le benedizioni di rito.

«Siamo qui – ha sottolineato l’assessore Sara Russo – a rendere omaggio ai giovani Aldo Oliveto e Stefano Visciglia ed al piccolo Antonio Rodio e ad onorarne la memoria. Siamo qui tutti insieme – ha rimarcato la consigliera Franzese – a nome di tutta la comunità di Cassano Sibari, per dare un segno tangibile di vicinanza a tre famiglie di onesti lavoratori, radicate nel quartiere di Lattughelle, costrette a convivere col dolore immenso e mai superabile che solo la perdita di un figlio, di un fratello, di un nipote può causare alle persone. Questa amministrazione – ha insistito ancora l’assessore Russo – ha sempre avuto un’attenzione particolare nel ricordare concittadini scomparsi tragicamente in incidenti stradali. Ed il senso delle intitolazioni di strade o spazi pubblici, che alcuni criticano, va ricercato nell’esigenza di onorare e tramandare alle future generazioni la memoria e l’esempio di persone che nella loro vita si sono distinte con azioni ed opere in favore della collettività, ma anche di persone che, loro malgrado, sono state protagonisti di storie tragiche che hanno segnato la vita dell’intera comunità».

«Recuperare la memoria e tramandarla a chi verrà dopo – ha rimarcato il sindaco Papasso – è un ottimo strumento di coesione e di conservazione dell’identità di un popolo. Appuntamenti come questo, inoltre, ci consentono di mantenere viva l’attenzione su un tema importante e fondamentale, come quello della sicurezza stradale e della necessità di avviare campagne d’informazione e misure per contenere al massimo il rischio d’incidenti e di gravi lutti che vanno a colpire le famiglie e la comunità intera. Per tali ragioni, il nome di Aldo Oliveto, di Stefano Visciglia e di Antonio Rodio, figli di questa Città strappati troppo presto alla vita, inciso sulle targhe che andremo a scoprire alla fine di questa cerimonia, dovrà essere un monito per chiunque si trovi a passare alla guida di un veicolo ad osservare le regole dettate dal Codice della Strada, ad essere prudente e consapevole del rischio per sé e per gli altri. Continueremo – ha concluso Papasso ad avere al centro della nostra agenda politica anche un altro tema, quello dell’ammodernamento delle nostre strade comunali, provinciali ed extra provinciali. Ne sono un esempio sia il fatto di essere stato il Comune che più di tutti ha lottato per la costruzione del terzo megalotto e sia quello di aver dato ampia disponibilità e collaborazione ad Anas per il tratto Sibari-Rossano per il quale si sta lavorando a definire ed approvare il progetto definitivo. Anche questo è un modo per evitare che queste morti siano vane». (rcs)

Venerdì a Cosenza l’iniziativa pubblica del Pd contro il dimensionamento scolastico

Venerdì 13 ottobre, a Cosenza, alle 17.30, è in programma una iniziativa pubblica del Partito Democratico per ribadire il proprio no al dimensionamento scolastico per come elaborato dal decreto del governo nazionale e accettato supinamente da quello regionale. 

I lavori saranno coordinati e moderati dal capogruppo Mimmo Bevacqua. Il vicepresidente di minoranza del Consiglio Franco Iacucci introdurrà il dibattito che si avvarrà della relazione del Dirigente scolastico e consigliere delegato all’Istruzione del Comune di Cosenza, Aldo Trecroci.

Le conclusioni, invece, saranno affidate al senatore e segretario regionale del Pd, Nicola Irto

«Nell’attesa che il Tar e la Corte Costituzionale si pronuncino sui ricorsi spinti dalle altre Regioni italiane contro il dimensionamento – spiega il capogruppo Bevacqua – il gruppo del Pd, di concerto con il partito regionale e nazionale, ribadisce il proprio deciso no a questo dimensionamento che cancella storie, identità e territori. Non è più accettabile l’inerzia con la quale la Regione Calabria sta affrontando il problema nonostante altri presidenti di Regione abbiano adito le vie legali per tutelare il diritto allo studio».

«La Calabria, invece, ha anche votato a favore di questo provvedimento – ha proseguito – che di fatto mortifica il diritto allo studio delle aree più svantaggiate, durante la riunione della Conferenza Unificata dello scorso maggio in cui Emilia Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna, Toscana, Upi e Anci, le associazioni dei Comuni e delle Province italiane avevano invece votato contro. Neanche il rischio di potere perdere 79 autonomie e centinaia di posti di lavoro ha provocato una reazione della giunta di centrodestra che rimane supina ai voleri di Giorgia Meloni e del suo esecutivo».

«Serve, dunque – ha concluso – una risposta decisa e forte da parte della politica, delle associazioni, dei sindacati, degli operatori e dei cittadini per bloccare un provvedimento dannoso e che va a colpire soprattutto il Sud, le Regioni più deboli e i territori più isolati che perderanno anche la scuola spesso unico presidio di legalità e punto di riferimento per i giovani del luogo». (rcs)

COSENZA – Si presenta “Il più bel secolo della mia vita”

Domani sera, a Cosenza, alle 20, al Cinema Citrigno, sarà presentato Il più bel secolo della mia vita, il nuovo film di Alessandro Bardani con protagonisti Sergio Castellitto e Valerio Lundini, che contiene “La vita com’è” brano inedito di Brunori Sas prodotto da Riccardo Sinigallia, che ne impreziosisce la colonna sonora.

Prodotto da Lucky Red e Goon Films,”Il più bel secolo della mia vita” è vincitore del 53° Giffoni Film Festival nella sezione Generator +18.

«Questo è il tipo di film che piace a me. Scritto e diretto con cura, interpretato in modo naturale da tutti gli artisti coinvolti. Uno di quei rari film che sa di vero, che sorridi e ti commuovi al tempo stesso e che lascia spazi di riflessione sui rapporti generazionali (ma non solo), in modo poetico e mai banale», hanno dichiarato Dario Brunori, che insieme al regista Alessandro Bardani, sarà presente in sala durante la visione e risponderà subito dopo la proiezione alle domande di curiosi e presenti.

Il più bel secolo della mia vita racconta l’incontro tra un centenario e un 25enne. Il conflitto tra di loro non è soltanto generazionale. Il vecchio, pur contando i giorni che che gli rimangono, è proiettato verso il futuro come sempre ha fatto nella sua vita, in fuga da un passato che non ha mai voluto guardare in faccia. Il giovane, che davanti a sé ha un’eternità, si tiene ancorato alle sue radici con la frustrazione di non sapere a quale albero appartengano.

Il tema toccato dal film è una finestra di accensione contro una legge tuttora in vigore in Italia che impedisce a un figlio non riconosciuto alla nascita, di conoscere l’identità dei suoi genitori biologici, almeno non prima del compimento del centesimo anno di età. È questo l’elemento che accomuna i due protagonisti, interpretati dal perfettamente in parte Valerio Lundini e dal sempre impeccabile Sergio Castellitto. (rcs)

LUNGRO (CS) – Domani manifestazione contro il dimensionamento scolastico

Domani, a Lungro, è in programma una manifestazione di protesta per le nuove linee  guida sul dimensionamento e l’autonomia scolastica che andranno a compromettere ancora  di più la tutela della minoranza linguistica arbëreshe.

A organizzarla il sindaco, Carmine Ferraro, con la partecipazione dei  cittadini, associazioni, studenti e docenti del Polo Arberesh di Lungro e le adesioni degli  omologhi delle comunità dell’istituto omnicomprensivo che comprende Acquaformosa,  Civita, Firmo, Frascineto, San Basile insieme ad altri sindaci di comuni di minoranza  arbëreshe. 

La manifestazione vedrà i partecipanti ritrovarsi alle 10 all’Ipsia di Lungro, sede  della segreteria dell’istituto, per procedere in corteo lungo Corso Skanderbeg sino ad  arrivare alla Sala Consiliare – ex Dopolavoro – dove sono previsti gli interventi delle  autorità. 

Ad animare i paesi arbëreshë il piano di riorganizzazione della rete scolastica regionale per  il triennio 2024-27, la riduzione di tutele per le minoranze e, di conseguenza, il paventato  smembramento del Polo Arberesh di Lungro. 

«A seguito della riunione dei Sindaci della scorsa settimana e della creazione di un  documento-proposta inviato a diversi Enti riguardante sia l’autonomia degli istituti che, a  cascata, la tutela delle piccole scuole e delle formazioni delle classi – ha spiegato il sindaco Ferraro – ora è il momento di far sentire la propria voce contro una possibilità che,  nonostante non sia ancora sulla carta, si fa avanti in modo minaccioso, ovvero la  distruzione dell’Omnicomprensivo di Lungro».

«È bene far capire che, nonostante la soppressione degli omnicomprensivi sia un obiettivo  acclarato, quello di Lungro è ben al di sopra dei numeri minimi previsti per l’eliminazione  e che, anche se non li avesse – ha aggiunto Ferraro – sarebbe comunque tutelato come  plesso montano, nelle linee guida regionali, avendo cinque comuni su sei in area montana». (rcs)

LONGOBUCCO (CS) – Conclusa prima parte del progetto “Coloriamo il borgo”

Il progetto ColoriAmo il borgo, che ha portato nuova vita a Longobucco, il quarto Comune più esteso della Calabria, per il momento si ferma.

Grazie all’impegno degli artisti locali come Michele Straface, Massimo Concas e Natalino Scino, il borgo si è trasformato in una vera e propria opera d’arte a cielo aperto.

L’idea di ridipingere i muri, le porte ed i portoni del borgo è nata grazie all’iniziativa del segretario tesoriere dell’Associazione Vesca (con sede in Longobucco), Luigina Diletto.

«L’obiettivo principale del progetto – ha detto Diletto – è quello di riqualificare le vie e gli spazi della comunità, creando un’esperienza unica per i visitatori che possono ammirare il “tocco in più” che questi colori danno alle stradine del borgo medioevale. Il coinvolgimento dei giovani è stato fondamentale per raggiungere il successo dell’opera. Tanti ragazzi si sono uniti all’iniziativa, portando la propria arte e contribuendo così a rendere ancora più vivace e gioioso qualche angolo dell’antica Themesen».

L’entusiasmo e il successo riscosso dalle opere “itinenarti” che si affacciano dai muri magici di Longobucco o che fanno capolino da un antico portone, è evidente! I residenti sono orgogliosi di vedere il loro borgo trasformato in un vero e proprio museo a cielo aperto. I visitatori, invece, sono attratti dai colori e dalla creatività che risplendono ad ogni angolo. Longobucco, già di per sé, è un borgo affascinante, ora si distingue ancora di più grazie a questa iniziativa artistica.

L’opera di Michele Straface, il quale ha riprodotto le fattezze del famoso brigante nativo di Caloveto, Pietro Domenico Straface, detto Palma (Caloveto17 marzo 1829 – Timpone di Curcio12 luglio 1869) e degli altri artisti, sono da considerarsi un successo non soltanto per il risultato estetico ma anche per l’importanza che ha dato alla comunità.

Infatti, attraverso l’arte, è stato possibile stimolare la collaborazione tra i residenti e il senso di appartenenza al proprio territorio.

ColoriAmo il borgo è sicuramente un esempio di come l’arte possa trasformare e riqualificare un luogo, coinvolgendo i giovani e creando una nuova attrattiva per i visitatori. Questa iniziativa dimostra che Longobucco, oltre a essere una meta per gli amanti della natura e del relax, può diventare anche un punto di riferimento per gli amanti dell’arte e della creatività. (Antonio Loiacono)

 

CASALI DEL MANCO (CS) – Successo per il convegno su Francesco di Paola

Si è intitolato San Francesco di Paola e il creato, il convegno svoltosi al Convento di San Francesco di Pedace a Casali del Manco e organizzato dall’Amministrazione comunale, guidato dalla sindaca Francesca Pisani.

Al convegno hanno partecipato autorevoli relatori che hanno contribuito a ricordare e spiegare, da angolazioni diverse, il Santo patrono della Calabria, in un’ottica molto attuale, attenta all’ecologia integrale. Hanno parlato della vita del Santo e della sua preziosa eredità, Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo emerito di Reggio Calabria-Bova, Don Emilio Salatino, parroco di Spezzano della Sila, Giovanni Curcio, storico e promotore culturale, Angelina Marcelli rappresentante dell’Associazione ‘Il cammino di San Francesco’ e Luigia Granata, stilista e designer identitaria calabrese. 

La serata è stata arricchita dall’intrattenimento musicale del Coro polifonico Mater Dei di Casali del Manco e dall’esposizione di abiti ispirati a San Francesco di Paola a firma di Luigia Granata e quadri della stessa, oltre che degli artisti locali Daniele De Cicco e Francesco Aquino. Presenti all’iniziativa, curata dal presidente del consiglio comunale Francesca Greco, anche Don Francesco Castiglione, parroco della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, alcuni amministratori dei Comuni limitrofi e tante associazioni del territorio.

 La sindaca Pisani ha accolto gli ospiti ed il numeroso pubblico presente all’iniziativa organizzata nel bellissimo convento del Seicento, sottolineando che fu lo stesso San Francesco di Paola a volere la costruzione dell’edificio, posto su un masso di grandi dimensioni, a picco sulla gola sottostante: «Siamo onorati di ospitare un’iniziativa dedicata alla figura di San Francesco, alla quale il nostro territorio è particolarmente devoto».

«Questo culto qui ha origini antiche e forti e infatti in Presila ci sono tre diverse chiese dedicate al Santo e innumerevoli monumenti, statue, altari, dipinti. Questa sera abbiamo l’onore di guardare a San Francesco di Paola, attraverso la storia, la cultura e l’arte – ha evidenziato – e di avvalerci dei contribuiti e degli spunti di riflessione offerti da personalità che hanno studiato la figura del Santo, producendo libri ed opere d’arte, che ci racconteranno Francesco da punti di vista diversi».

Monsignor Morosini, autore di numerose pubblicazioni riguardanti la figura di San Francesco di Paola e la spiritualità dell’Ordine dei Minimi, ha parlato di come il Patrono della Calabria sia illuminante, soprattutto al giorno d’oggi, rispetto all’educazione ambientale ed ecologica.

«Francesco di Paola ci insegna a perseguire il bene comune – ha detto – che deve essere inteso come ricerca di pace, giustizia, uguaglianza, rispetto della dignità umana e della natura. Il consumismo ci rende indifferenti verso i danni causati agli altri e all’ambiente e San Francesco ci indica la via della sobrietà e del rispetto per allontanarci dai suoi influssi malefici, che generano disuguaglianze sociali, corruzione, violenza e distruzione».

Secondo Morosini, dunque, bisogna adoperarsi per la salvaguardia del creato, educando soprattutto le giovani generazioni alla cultura del bene comune. 

Don Emilio Salatino, studioso del Patrono calabrese, ha analizzato il rapporto tra Casali del Manco ed il Taumaturgo, parlando anche dell’influenza sul territorio di San Nicola Saggio, dei francescani e dei martiri calabresi.

Giovanni Curcio, autore di numerosi saggi sulla Calabria dal punto di vista storico, culturale ed architettonico, si è soffermato sul convento di Pedace, spiegandone le origini e le caratteristiche, e mettendo in evidenza come il luogo offra importanti opportunità di natura spirituale e turistica.  

Angelina Marcelli ha parlato, invece, di come il cammino di San Francesco unisca gli interessi naturalistici a quelli storici, culturali e religiosi, promuovendo forme di turismo esperienziale, sottolineando che San Francesco si insegna l’importanza della contemplazione della natura, insieme al digiuno ed alla fatica, intese come pratiche ascetiche fondamentali per la concentrazione.  

Luigia Granata, infine, ha portato il suo contributo a Casali del Manco con una serie di abiti e di quadri ispirati alla vita del Santo, che raccontano non solo la storia, ma anche il territorio calabrese, insieme al suo patrimonio artistico e culturale.  (rcs)

 

CASTROVILLARI – Venerdì il convegno “La vita non è un gioco”

Venerdì 13 ottobre, a Castrovillari, alle 10, al nuovo Teatro Vittoria, si terrà il convegno La vita non è un gioco – Nuove dipendenze in un mondo interconnesso, organizzato dalla Fondazione Antiusura “San Matteo Apostolo” in collaborazione con la Diocesi di Cassano allo Jonio e l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Garibaldi-Alfano-Da Vinci” di Castrovillari.

L’evento sarà concluso dal Vice Presidente della Cei – Vescovo della Diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, mentre il saluto agli intervenuti verrà portato dal sindaco, Domenico Lo Polito.

Interverranno Elisabetta Cataldi, dirigente scolastico del “Garibaldi-Alfano-Da Vinci” di Castrovillari; Denise Amerini, referente nazionale per i comitati regionali del movimento “Mettiamoci in Gioco”, Domenico Cortese, psichiatra e Responsabile Serd di Castrovillari e Massimo Lento, presidente Tribunale di Castrovillari. Modera Roberto Barletta, presidente della Fondazione Antiusura “San Matteo” che introdurrà la manifestazione dandone le ragioni.

«L’idea – ha spiegato Roberto Barletta – di organizzare il convegno sulle nuove dipendenze, con particolare riferimento al gioco d’azzardo, nasce dai dati, che, come Fondazione Antiusura, abbiamo intercettato in quest’ultimo periodo e dai quali emerge, in maniera determinante, come il sovra indebitamento delle famiglie è sempre più dovuto alla presenza di componenti familiari dediti in maniera patologica al “gioco d’azzardo».

«Dalle statistiche disponibili – ha proseguito –  si evince poi che le imprese di gaming investano sempre più risorse in campagne di marketing ed in modo mirato per attrarre le giovani generazioni verso tutte le possibilità di gioco oggi disponibili su innumerevoli piattaforme online».

«Partendo da queste premesse – ha concluso – ci siamo chiesti come avremmo potuto contribuire a creare le condizioni perché insieme alle altre istituzioni (Scuole, Tribunali, ASP, Politica, Chiesa), presenti sul nostro territorio, avremmo potuto iniziare a costruire un percorso educativo il quale, parlando ai ragazzi delle scuole superiori (target di riferimento delle campagne di marketing delle società di gaming), possa porre le condizioni per metterli in guardia dai pericoli di dipendenza che il gioco può generare».

Dunque un approccio conoscitivo per accrescere la sensibilità della comunità e per aiutare i diretti interessati a discernere ed a prendere le dovute distanze da tali devianze; questa la preoccupazione dell’incontro  nei confronti di un fenomeno preoccupante (già attenzionato dai soggetti partecipanti), delicato quanto sottilmente invasivo per la salute pubblica a cui, nello specifico, la scuola, con gli altri presìdi, in modo significativo può contribuire alla prevenzione di condotte che portano al gioco d’azzardo online tra i nativi digitali nonostante il loro aumento di conoscenze sui Gap. 

Da qui l’importanza del momento di approfondimento e di confronto in un tempo sempre più pervaso dalla tecnologia e da rischi che possono scaturire se non vigilati e tenuti distanti. (rcs)

ROSETO CAPO SPULICO (CS) – Il 19 prende il via il festival “Innesti di futuro”

Un Festival che ancora non c’è mai stato, che scruta il futuro con la consapevolezza del passato nel cuore, tra innovazione e tradizione, all’insegna della valorizzazione delle diverse abilità a partire da quelle che la dimensione “paese” genera e custodisce, costruito dal basso con il contribuito di tutta la comunità territoriale: è questa la visione creativa e valenza evocativa di Innesti di Futuro – Paesi che Erano, Paesi che Saranno, evento che concretizza la tappa finale del lungo, articolato e ricco percorso intrapreso dal progetto Innesti di Comunità – Roseto: il Borgo delle diverse abilità, organizzato da Netural Coop e dal Comune di Roseto Capo Spulico.

Grazie alle risorse connesse al Bando per il sostegno di progetti di valorizzazione dei Borghi della Calabria, risalente al 2018, intercettate dall’Amministrazione comunale del Comune di Roseto Capo Spulico guidato dal Sindaco Rosanna Mazzia, Roseto Capo Spulico si appresta a vivere un appuntamento di quattro giorni che presenterà un paniere di esperienze innovative la cui essenza vibra sulla lunghezza d’onda emotiva propria di chi guarda all’universo “Paese” come dimensione visibile dell’essere, senza dimenticare la ricchezza esperienziale, empatica ed emotiva che deriva dalla cultura della ruralità, propria della storia del territorio.

Il ricco programma si compone di passeggiate esperienziali, tavole rotonde, cene di comunità, laboratori di artigianato futuristico e sessioni di scrittura digital-dialettale per immergersi nella vita di paese e riflettere insieme sul futuro della ruralità, consci del passato, consapevoli del futuro.

Il Festival, che avrà luogo dal 19 al 22 ottobre, vedrà le diverse attività in programma dislocate nei luoghi più evocativi e ameni di Roseto Capo Spulico.

Giovedì 19 ottobre le danze si apriranno con un evento mattutino dedicato alle scuole, per poi proseguire nel pomeriggio con un laboratorio artistico di Comunità a cura del Collettivo More, seguito dalla conferenza stampa di presentazione del Festival e dalla proiezione di un film.

Venerdì 20 ottobre si entra nel pieno delle attività con un’azione di educazione ambientale legata alla pulizia delle spiagge a cura di Legambiente. Nel corso della giornata sarà possibile partecipare alla vestitura a festa del Borgo di Roseto Capo Spulico, o seguire i laboratori quali quello di scrittura poetica ed incursioni dialettali attraverso l’esplorazione del borgo di Emiliano Cribari, i laboratori sartoriali per ripensare i corredi del passato attraverso innesti di creatività a cura dell stilista Betty Concept. Il venerdì del festival di concluderà con la presentazione dell’opera di Emiliano Cribari “La cura della Pioggia”, a cui seguirà un incontro di “Cibosofia”, cioè filosofia del cibo, dedicato alla tavola di Federico II tra tradizione e innovazione, con degustazione, a cura del Maestro Chef Federico Valicenti.

Sabato 21 ottobre sarà una giornata densa di laboratori e tavole rotonde: dalle incursioni techno vintage con i laboratori di artigianato futuristico per dare nuova vita a tecnologie antiquate, forti della presenza di Fayda.exe, al laboratorio di narrazione digitale con albi illustrati per grandi e piccini, arricchito dalla presenza di Inthemiddle. Ivan Iosca di La Capagrossa Coworking sarà invece ospite dell’appuntamento dedicato al riutilizzo della plastica riciclata grazie alle stampanti 3D. Nicola Barbuto e Laura Cantarella saranno protagonisti di un talk dedicato ai nuovi modi di raccontare i paesi per immagini, oltre le retoriche dell’abbandono e della solitudine.

Non mancheranno le passeggiate esperienziali alla scoperta del Borgo di Roseto Capo Spulico e della campagna rosetana tra erbe spontanee, edibili e antiche tradizioni, momento reso ancora più speciale dalla presenza di Massimiliano Capalbo. La giornata si concluderà con due momenti di vita e riflessione sulla comunità: il primo, con Filippo Tantillo e Rita Elvira Adamo, sarà un talk dedicato ai paesi e al cambiamento; il secondo invece sarà un’esplosione di festa con una cena di comunità che, forte della presenza del Gruppo Folk di Castrovillari, si trasformerà in una serata di musiche e balli tra i vicoli del paese.

Domenica 22 ottobre, il festival si chiuderà con una tavola rotonda dal titolo “Ripensare i paesi” con racconti, idee e testimonianze dai paesi per una nuova idea di futuro delle aree interne. Vi parteciperanno Rosanna Mazzia, Guerino Nisticò, Silvia Salmeri, Tullio Romita, Gianfilippo Mignogna, Elena Console, Faida.exe, e Borghi Autentici.

Nel corso della manifestazione sarà possibile visitare dei veri e propri “Angoli di Futuro”, disseminati per tutta la cittadina di Roseto Capo Spulico:

– Rare memories – Tributo alla città di Roseto: attraverso l’utilizzo di materiale audiovisivo d’archivio, processato con software a nodi, l’installazione restituirà all’utente un’esperienza immersiva nei ricordi di un futuro arcaico – A cura di: Fayda.exe – Presso Museo Etnografico

– Piante che risuonano – Installazione sperimentale che coniuga tecnologia e natura, per dare vita ad una esibizione ibrida che utilizza l’interazione tra il mondo vegetale e quello umano costruendo sonorità inedite – A cura di Mario Di Mauro – Presso Piazza Serbatoio

– Dyi (Doing Yourself in) – Crea la tua maglietta del Festival! – Un corner speciale per creare magliette personalizzate con il simbolo del Festival – A cura del Collettivo More – Presso Piazza Roberto Il Guiscardo

– Con i fiori – Visual poetry mapping – Installazione visiva per affidare alle mura le parole raccolte nei laboratori poetici del festival – A cura di InTheMiddle – Presso Atrio Castrum Roseti

– La camera al buio – Esperienza immersiva – Un’esperienza incredibile per rendere visibile l’invisibile – A cura di Elena Console – Presso Sala Verdi

– Piante che risuonano – installazione electro-vegetale – Installazione sperimentale che coniuga tecnologia e natura, per dare vita ad una esibizione ibrida che utilizza l’interazione tra il mondo vegetale e quello umano costruendo sonorità inedite – A cura di Mario Di Mauro

– Vinile jukebox – Esposizione retrò di giradischi e juke box d’epoca e selezioni musicali dedicate – A cura di Fabio Anaclerio Presso Piazza Niccolò Converti

Inoltre, in occasione del Festival, il borgo di Roseto Capo Spulico ospiterà il designer del suono Alessandro Rizzo, che immergendosi nella vita del borgo ed esplorandone i vicoli e le piazze avrà l’opportunità di registrare i suoni che lo caratterizzano, rielaborandoli in un processo creativo unico che diventerà la
traccia sonora del paese.

Dunque un festival ricchissimo di stimoli, visioni, idee, proposte esperienziali, nato dalla creatività locale e dalle “Diverse abilità” proprie dei cittadini di Roseto Capo Spulico, e reso concreto dall’impegno e dalla passione di Netural Coop e del Comune di Roseto Capo Spulico. (rcs)

COSENZA – Dimensionamento scolastico, Caruso condivide le preoccupazioni dell’Usb Scuola

«Non ho potuto partecipare al sit-in in piazza 11 settembre annunciato ieri mattina dall’ Usb Scuola contro il decreto governativo sul dimensionamento scolastico e per affermare il diritto ad un sistema educativo attento ai bisogni degli studenti, ma condivido pienamente le loro ragioni». Lo afferma il sindaco Franz Caruso ritornando sulla problematica dei tagli alla scuola pubblica che ribadisce «ledono il diritto allo studio degli italiani».

«Condivido con l’Usb Scuola – prosegue il sindaco Franz Caruso – che l’aspetto più preoccupante del decreto governativo sul dimensionamento scolastico, su cui regna il silenzio assordante della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza e dell’Anci Calabria, è l’indifferenza verso la funzione sociale che riveste la Scuola pubblica non tenendo in alcun conto né le criticità territoriali delle zone interne e montane della nostra regione né la carenza del nostro sistema trasportistico. Condizioni queste ultime che accresceranno la dispersione scolastica che, invece, dovrebbe essere contenuta ed arginata. La logica dei numeri rischia, in estrema sintesi, di smantellare il nostro sistema educativo, depauperando ulteriormente presidi culturali di fondamentale importanza soprattutto nel mezzogiorno del Paese dov’è previsto il 70% degli accorpamenti. I numeri dei tagli sono allarmanti ed in Calabria riguardano, per il prossimo triennio, ben 79 autonomie scolastiche, di cui 29 solo nella provincia di Cosenza, che è la più estesa e popolosa della nostra regione».

«Ribadisco, pertanto – conclude il sindaco Franz Caruso – il mio netto dissenso contro un provvedimento che avrà ricadute negative sulla scuola pubblica e che insidia il nostro futuro, perché è alla scuola pubblica che è demandato il compito, alto e nobile, di formare i cittadini del domani». (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Udicon segnala disservizi sulla costa

Se un cittadino prima ancora che un turista avesse voluto farsi nei giorni scorsi o fare ancora oggi una normalissima passeggiata sul un lungomare qualsiasi dei famosi 800 km di costa calabrese avrebbe incontrato ed incontrerebbe serissime difficoltà a trovare aperto non diciamo un lido con ombrelloni (impossibile, impensabile, blasefmo!) ma neppure un bar per un bicchiere d’acqua o fruire di un servizio, soprattutto ad esempio per le categorie più fragili (anziani, donne incinte, bambini, etc).

«Ferragosto – dichiara Ferruccio Colamaria, presidente provinciale di UdiCon Cosenza – non può più essere considerato, alle nostre latitudini, l’assurda e manicale linea di demarcazione tra il sole e le tenebre, tra la possibilità di fare attività commerciali ed il deserto totale, perché così continuando non saremo mai in condizione di poter minimamente non diciamo competere ma finanche parlare seriamente di turismo».

«La responsabilità principale – continua – è sicuramente delle rete imprenditoriale o sedicente tale. Ma il ruolo che gli enti locali posso e debbono avere è fondamentale. Salvifico. Strategico».

«La sfida e la proposta? Emulando quanto già accade in destinazioni turistiche calabresi di successo, le amministrazioni comunali – sostiene – coinvolgano ed incentivino i gestori in concessione delle licenze stagionali ad un minimo di giorni di apertura obbligatoria, anche a garanzia della fruibilità del servizio pubblico dalle stesse comunque erogato. Si dialoghi quindi con la rete dei gestori e si costruisca con loro una prosecuzione della stessa capacità attrattiva della destinazione».

«È però inammissibile – prosegue richiamando l’attenzione di tutti i diversi soggetti coinvolti – che vengano affidate concessioni demaniali ad uso balneare a soggetti che impiantano gli stabilimenti a fine luglio e spicchettano gli ombrelloni già nella terza settimana di agosto. Serve maggiore controllo? Forse sì. Servono certamente incentivi diversi per sollecitare, pur sempre nel rispetto delle dinamiche del mercato, l’effettiva destagionalizzazione nella rete commerciale, dimostrandone i benefici economici complessivi».

«E cio vale – sottolinea – soprattutto in questa fase nuova di emersione di nuovi turismi e differenziazione internazionale dei target, con attenzione rinnovata verso tutto ciò che è fuori stagione ed esperienziale».

«Al netto di Tropea, unica destinazione calabrese che numeri alla mano continua a far registrare il tutto esaurito ininterrotto dai primi mese dell’anno ed anche in queste settimane, non sono pochi neppure nei nostri territori i viaggiatori che, a prescindere da programmazioni milionarie per intrattenimento estivo nelle piazze, hanno scelto e scelgono fine settembre come mese delle loro vacanze. Purtroppo, dallo ionio al tirreno, questi sventurati trovano attività ricettive chiuse. Esattamente come oggi capita al turista che dovesse decidere di fermarsi anche solo per un aperitivo, pur con le temperature alte di questi giorni che invitano ad andare al mare, su uno dei più grandi litorali comunali d’Italia, quale quello di Corigliano-Rossano. È assurdo! Così come è assurdo – conclude Colamaria – parlare di turismo a tutti i livelli se la fotografia resta questa e la disattenzione istituzionale in merito pure». (rcs)