CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Cinque giorni di festeggiamenti per San Nilo

San Nilo di Rossano è uno dei Santi italogreci più rappresentativi, e accoglie in sé le caratteristiche significative del monachesimo bizantino, che si dispiega fra spiritualità e attività della pratica quotidiana. Figura emblematica di un mondo in cui le distinzioni culturali ed etniche non costituivano motivo di diffidenza e di contrasto, ma erano percepite come arricchimento reciproco e fonte di rassicurazione in una realtà dominata dalle incertezze e dall’instabilità. Figura mirabile della Chiesa calabrese e non solo, sarà onorata, ridando alla festa di San Nilo, compatrono di Corigliano-Rossano, una cornice solenne impreziosita da una festa di popolo. Il programma è stato realizzato nell’intento di valorizzare un evento significativo e simbolico per la Chiesa, ma anche per la comunità intera nell’ottica di avviare un nuovo e virtuoso percorso di riscoperta e valorizzazione di un Santo, che con la sua vita ha seminato la Parola di Dio nei cuori degli uomini e portato il nome della sua terra nel mondo.

Cinque giorni di festeggiamenti civili, la parte religiosa sarà a cura dell’Arcidiocesi, si parte sabato 23 settembre, in piazza Steri, con lo spettacolo, a cura della compagnia Codex 8&9, “Dolci note”. Un evento dedicato alla scoperta di giovani talenti locali, con esibizioni di musica, danza, teatro con la direzione artistica di Giampiero Garofalo.

Domenica 24 settembre, sempre in piazza Steri, concerto de “I briganti della Sila”, evento gratuito a partire dalle 21.

Lunedì 25 settembre concerto di Giovanni Candia feat Robyemme e Davide Parini.

Nel giorno del santo, martedì 26 settembre, sacro e civile si incontreranno nella cerimonia di consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al simulacro ligneo di San Nilo in piazza Steri al termine della Messa Solenne – con inizio alle ore 18 – e la seguente processione. L’evento solenne sarà accompagnato da una passeggiata – con partenza alle 17 – nel centro storico, sulle orme di Nicola Malena, alla riscoperta dei luoghi di vita del santo. Dalle 18 – in piazza Steri – evento di intrattenimento per bambini e famiglie.

Alle 20.30 sulla Scalinata di Piazza Toscano Mandatoriccio, lo spettacolo “San Nilo un basiliano in cammino” a cura della Compagnia Teatrale – Musicale Artisti Cilentani Associati. Una rievocazione storica sulla vita e il periodo storico in cui visse di San Nilo da Rossano, fondatore del monastero esarchico di Santa Maria di Grottaferrata che nel 940 vestì l’abito monacale a San Nazario, frazione di San Mauro La Bruca nel Cilento. L’Italia meridionale in quel tempo era un palcoscenico dove si confrontavano le più grandi potenze dell’epoca: impero bizantino, il Sacro Romano Impero Germanico e gli arabi che dal IX secolo avevano fondato l’emirato di Sicilia, con capitale Palermo, e da dove organizzavano scorribande nei territori bizantini della Calabria intromettendosi nella vita politica dei piccoli stati del meridione. Nilo dedicò la sua vita alla preghiera, alla scrittura di numerosi codici, alla carità e alla penitenza fondando numerosi monasteri e agendo sempre da intermediario tra la cultura greca e quella latina a chiudere la serata l’Orchestra all’Italiana in concerto con voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate dalle melodie della musica che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore.

A chiudere la cinque giorni in onore del co-patrono, mercoledì 27, a partire della 17, nella sala rossa a palazzo San Bernardino, si terrà il convegno “Il tempo di Nilo”. (rcs)

ALTOMONTE (CS) – La famiglia Barbieri condivide il progetto Art Fabrique Calabria

Contribuire a raccontare la Calabria dei luoghi, non convenzionali, in modo differente, attraverso il linguaggio dell’arte e della moda che incontra quello dei sapori e delle produzioni autentiche. Raccogliere intorno ad un progetto ambizioso energie e sinergie per esportare fuori dai confini regionali l’immagine di una terra generosa di talenti, genio e cultura.

Nel condividere metodo ed obiettivi dell’evento Art Fabrique Calabria, Laura Barbieri si complimenta con il suo direttore artico, Stefania Sammarro, per il successo di pubblico ed adesioni fatto registrare dalla tre giorni itinerante che ha toccato le città di Cosenza e Montalto Uffugo.

La Famiglia Barbieri ha partecipato, in particolare, alla tappa di Montalto, ospitata nel Chiostro di San Domenico.

Dedicata alla moda trasversale e alla fotografia d’arte concettuale, la settima edizione della kermesse con i suoi abiti scultura si è fatta largo in luoghi abbandonati, restituendo emozioni, contenuti e suggestioni. Le stesse che vedono il progetto protagonista in queste ore alla Settimana della moda di Milano.

Da sempre vicina ad iniziative come queste, l’esperienza imprenditoriale nel solco della responsabilità sociale che la contraddistingue ha inteso confermare la vicinanza al progetto attraverso la proposta enogastronomica identitaria, anch’essa una forma d’arte che emoziona a tavola, con il pecorino ed i fichi dottati ed peperoni cruschi. (rcs)

COSENZA – Il sindaco Caruso conferisce la Civica benemerenza al questore Michele Maria Spina

Il sindaco Franz Caruso ha conferito la Civica Benemerenza della città al dottor Michele Maria Spina, Questore della provincia di Cosenza. La cerimonia si è tenuta, nel pomeriggio di ieri, nella Sala consiliare di Palazzo dei Bruzi, alla presenza del Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mazzuca e delle autorità civili, militari e religiose.

Tra i presenti, il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella, l’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Mons.Giovanni Checchinato, il Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Agatino Saverio Spoto, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giuseppe Dell’Anna, il Prorettore dell’Università della Calabria, Patrizia Piro, in rappresentanza del Rettore, Nicola Leone, il Comandante del I Reggimento Bersaglieri, Francesco Ferrara, il Comandante del Distaccamento Aeronautica militare, Massimo Alligri, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Giampiero Rizzo, il Presidente dell’Accademia cosentina, Antonio D’Elia e tutti i vertci della Questura di Cosenza.

Arrivato a Cosenza nel novembre del 2022, il Questore Michele Maria Spina è in procinto di lasciare nei prossimi giorni il suo incarico per il collocamento in pensione. «Oggi – ha detto il Sindaco Franz Caruso – è una giornata importante per la nostra città e per l’Amministrazione comunale. Sono particolarmente lieto di conferire questo significativo riconoscimento al Questore Michele Maria Spina, perché in esso è racchiuso l’apprezzamento della città nei confronti di una personalità che si è particolarmente distinta nella sua attività professionale ed umana al servizio della comunità. Una figura, quella del dottor Spina – ha proseguito il primo cittadino – che ha suscitato l’apprezzamento della città di Cosenza sin dal primo momento in cui è stato destinato, in ragione del suo prestigioso incarico, al nostro territorio. Attraverso questa benemerenza, la città di Cosenza vuole evidenziare l’esempio del dottor Spina nell’attendere alle sue funzioni sì difficili, ma affrontate sempre con forza e determinazione e mai disgiunte da una ragguardevole carica di umanità».

Franz Caruso ha, inoltre, ricordato l’arrivo in città del Questore Spina e il primo incontro a Palazzo dei Bruzi, risalente al 10 novembre 2022. «Con lui – ha sottolineato il Sindaco – abbiamo instaurato, nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli e funzioni, un rapporto di grande sinergia e collaborazione istituzionale, attraverso un confronto costante e diretto, ogni volta che se ne è presentata l’occasione, e dal quale è emersa un’identità di vedute sin dal primo momento. E queste sinergie abbiamo col tempo rafforzato e cementato, nella piena consapevolezza che nella nostra città c’erano, come ci sono ancora, porzioni di territorio bisognevoli del controllo, degli interventi e della presenza delle forze della Polizia di Stato senza le quali Cosenza sarebbe una città meno tutelata. Siamo oltremodo convinti che i capisaldi sui quali abbiamo fondato la nostra azione amministrativa, e cioè la legalità, la trasparenza e la solidarietà, al fine di ottenere gli obiettivi della sicurezza dei cittadini e del contrasto ad ogni forma di illegalità, potranno continuare ad essere perseguiti solo a patto che si stabiliscano, come è accaduto con il Questore Michele Maria Spina, le giuste sinergie istituzionali perché sono proprio queste ultime che rivelano tutto il loro potenziale per combattere i soprusi, il malaffare ed ogni rigurgito criminale».

Nel corso della cerimonia è stata data lettura, da parte del segretario generale di Palazzo dei Bruzi, dottoressa Virginia Milano, della motivazione della Civica Benemerenza al Questore Spina: “per un solo anno a capo delle Autorità di Pubblica Sicurezza della provincia di Cosenza, ha espresso il massimo livello professionale, attraverso una pressante opera di contrasto dei fenomeni delinquenziali, ottenendo risultati di assoluto rilievo. Ha praticato un’azione di sinergia tra le Forze dell’ordine e i cittadini con molteplici iniziative pubbliche, perseguendo le migliori pratiche di umanizzazione degli apparati di sicurezza, valorizzando soprattutto il dialogo civico tra Istituzioni e i giovani della città. Cosenza, attraverso la Civica Benemerenza, vuole evidenziare l’esempio umano e professionale dell’insignito quale testimone eccellente del funzionamento democratico dello Stato repubblicano e del Territorio».

Il Sindaco Franz Caruso ha poi espresso i sentimenti della più profonda gratitudine e autentica riconoscenza per l’impegno profuso dal Questore Spina al servizio della comunità. «In questo impegno – ha rimarcato Franz Caruso – si riflette quello delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, orgogliosi della divisa che indossano, che il Questore Spina ha diretto egregiamente ed in modo encomiabile, in questo breve, ma intensissimo periodo di permanenza a Cosenza». Ricordati anche alcuni momenti significativi della collaborazione instaurata con l’istituzione comunale, come l’iniziativa “Questo non è amore” che ha visto ospitare in Piazza dei Bruzi il Camper della Polizia di Stato, fulcro della campagna itinerante finalizzata alla creazione di un contatto diretto tra le donne vittime di violenza ed una equipe multidisciplinare di operatori specializzati, pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso per paura, ha delle ritrosìe a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia. Così come è stata ricordata “Una vita da social”, la più importante campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia di Stato e dal Ministero dell’Istruzione, nell’ambito del progetto “Generazioni Connesse” volto alla sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori, per porre un argine alla diffusione del fenomeno del cyberbullismo.

Quindi il Sindaco ha chiuso il suo intervento riferendo le parole pronunciate dal Questore Spina durante il loro primo incontro in Comune: «Sarò qui per un solo anno. E’ un tempo che può sembrare breve, ma sarà sufficiente per far progredire la legalità e la giustizia perché il mio impegno in tal senso sarà forte, determinato e costante».

«Oggi – ha concluso Franz Caruso – mi sento di dover affermare che il Questore Spina non solo ha mantenuto il suo impegno, ma è andato anche oltre e la città di Cosenza ha l’onore di annoverarlo da oggi tra le sue persone più care e più vicine. Grazie, signor Questore, non la dimenticheremo e, ogni volta che vorrà, le porte del nostro Comune saranno sempre aperte e pronte ad accoglierla, perché lei è uno di noi».

Dopo il Sindaco, sono intervenuti il Presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mazzuca per il quale il Questore Spina “è un uomo dello Stato, valido investigatore e persona perbene, che è entrato nel cuore di tutti i cosentini”, e il Prefetto di Cosenza Vittoria Ciaramella che ha definito «prezioso» il rapporto di collaborazione instauratosi con il Questore anche per la sua «empatia e vivacità culturale».

Visibilmente commosso, il Questore Michele Maria Spina ha ringraziato il Sindaco Franz Caruso, la Giunta e il Consiglio comunale per il conferimento della Civica Benemerenza. «Sono rimasto sorpreso – ha detto – perché non me lo aspettavo e ne sono profondamente onorato». Con riferimento alla passione che ha sempre caratterizzato il suo lavoro, il Questore Spina ha aggiunto: «è come se le fibre della Polizia di Stato si fossero intrecciate indissolubilmente alle mie cellule». Ed ha concluso il suo intervento rivolgendo un ringraziamento «a tutte le poliziotte e i poliziotti della città, della provincia di Cosenza, ma anche di tutti i luoghi dove sono stato, lavorando con loro gomito a gomito e senza i quali nessun risultato sarebbe stato possibile». Sul finire della cerimonia, altre significative espressioni di apprezzamento per la sinergia stabilitasi in questo anno di permanenza a Cosenza del Questore Michele Maria Spina sono arrivate dal Procuratore della Repubblica di Cosenza, Mario Spagnuolo, dal Comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, Agatino Saverio Spoto e dal Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giuseppe Dell’Anna. (rcs)

ALTOMONTE (CS) – Festival Euromediterraneo, sabato 23 settembre arriva Luxuria

Verrà recuperato sabato 23 settembre, alle 21.30 con ingresso gratuito presso il Salone Razetti all’interno del Chiostro dei domenicani, lo spettacolo “Princesa” di Vladimir Luxuria, previsto all’interno del cartellone della trentaseiesima edizione del Festival Euromediterraneo di Altomonte.

«Lo spettacolo “Princesa” di Vladimir Luxuria – dice il sindaco di Altomonte Gianpietro Coppola – rientra a pieno titolo nel tema del Festival Euromediterraneo di quest’anno che è “La Cultura è libertà di esprimersi, di essere, di sognare”. La presenza di Luxuria ad Altomonte, infine, spegne ogni polemica innescata nelle settimane scorse».

Princesa per molti è il titolo di una famosa canzone di Fabrizio De André. Ma pochi sanno che la canzone parla di una persona realmente esistita, Fernanda Farias De Albuquerque, soprannominata Princesa, ovvero Principessa, da un ristoratore presso cui lavorava. Princesa è un ragazzino che non si riconosce nel suo corpo, e fin dalla piccola età vuole essere una ragazza.

Si trucca, gioca con le bambole, desidera disperatamente di essere altro dal suo corpo. Inizierà quindi un suo viaggio, difficile e disperato, che parte da un piccolo paese rurale del brasile, fino ad arrivare alle grandi metropoli brasiliane ed europee; il filo conduttore di questo viaggio è la costante ricerca di un’identità sessuale emotiva. Scoprirà la sessualità con gli uomini e vorrà modificarsi, cambiando il suo corpo. Ma cosa rende la storia di Princesa così speciale? Così epica da sembrare una tragedia greca ambientata nella nostra epoca moderna? Ognuno di noi nella vita ricerca la propria realizzazione, la buona riuscita del proprio demone, come dicono i greci.

Lo scopo della nostra vita è infatti, per i greci, la “eudaimonia”. Realizzare cioè il nostro demone, la nostra virtù, la nostra spinta vitale. Lo spettacolo, tutto tratto da lettere autentiche, si svolgerà in carcere. Con tutte le azioni reali e le attività che avvengono in carcere. Vedremo i sogni, le malinconie della nostra protagonista trans, che troverà conforto grazie al rapporto che ha, soltanto dalla sua finestra, col suo vicino di cella, con cui nascerà un amore platonico che la salverà dall’inferno. Il personaggio con cui la protagonista Princesa interagisce non parla mai, la ascolta soltanto, come avvenne nella realtà.

Sarà proprio questo rapporto che salverà, almeno in carcere, la nostra protagonista che vivrà, proprio nella sua cella, uno dei momenti più belli della propria vita solo grazie all’ascolto di Giovanni, ergastolano sardo. Purtroppo i tormenti della protagonista, paradossalmente, torneranno a farle visita proprio dopo aver abbandonato il carcere di Rebibbia.

Vladimir Luxuria regalerà le emozioni e le malinconie di Princesa che ha purtroppo vissuto anche lei sulla sua pelle. Sarà in tutto e per tutto una interpretazione, che potremmo definire neorealista, in cui lo spettatore non vivrà uno scollamento tra l’interprete e la storia. Tutti i fatti che racconteremo sono reali, e il copione teatrale è frutto sia di testimonianze raccolte dall’autore Fabrizio Coniglio, sia le lettere d’amore scritte all’ergastolano. (rcs)

CASTROVILLARI – Presentazione oggi del libro Nel ventre della balena

oggi pomeriggio, giovedì 21 settembre, a Castrovilalri, presso la Parrocchia di San Francesco (Sala Varcasia) presentazione del libro Nel ventre della balena di Pietro Rende. Saluti istituzionali del sindaco Domenico Lo Polito e interventi di Domenico Iannibelli, Giovanni Donato e Peppino Aloise. Coordina Pasquale Pandolfi dell’Associazione Kontatto Production di Castrovillari.  Intermezzo musicale di Fabio Donato e Antonio Crescente.
Il libro riporta una conversazione a tutto campo con il politico Pietro Rende a cura di Attilio Sabato. Il libro è pubblicato Luigi Pellegrini Editore. (rcs)

SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – Riparte l’affascinante viaggio alla scoperta dei luoghi danteschi in Calabria

Riparte da San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, l’affascinante viaggio alla scoperta dei luoghi danteschi in Calabria. Un rapporto nato dagli approfondimenti del Vate fiorentino delle opere e della spiritualità di Gioacchino da Fiore, fondatore dell’Ordine florense e fra i maggiori pensatori dell’Europa medievale che nacque e visse gran parte della propria vita sull’ Altopiano Silano.

Grazie al progetto “La Calabria per Dante” – promosso dall’associazione “Arpa”, l’Associazione di Ricerca, Produzione ed Animazione del Territorio – è stato possibile in questi mesi approfondire un legame rimasto per anni in parte inesplorato: quello tra la regione calabrese e il Sommo Poeta, Dante Alighieri. Un modo originale per rendere omaggio alla poetica dantesca.

Inizialmente programmato per celebrare il 700° anniversario della morte del Sommo Poeta, l’evento – rinviato a causa della pandemia di Covid-19 e diventato realtà nell’anno 2023 – nasce dall’intuizione dell’associazione Arpa che promuove attività culturali, artistiche, formative ed editoriali per il recupero del patrimonio delle tradizioni orali, oltre che per creare opportunità di crescita sociale ed economica nel territorio.

Il progetto “La Calabria per Dante” è stato incluso tra gli Eventi Culturali 2021 della Regione Calabria, selezionato e finanziato nell’ambito dell’avviso pubblico (Annualità 2021-DDG n°7864 del 29/07/2021).

Dopo il successo della prima tappa a Crotone, nella suggestiva Torre Aiutante all’interno del Castello di Carlo V, e le suggestioni vissute nel Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, “La Calabria per Dante da domani, giovedì 21 settembre (e fino a venerdì 6 ottobre) nella sala espositiva del Museo Demologico – dalle 9 alle 19 – potrà essere visitata la mostra itinerante dal titolo “La Calabria nella Divina Commedia”, con la riproduzione e la spiegazione dei passi nei quali è citata la Calabria (le illustrazioni sono di Simonluca Spadanuda). Oltre alla mostra, sono previste conferenze-concerto, nelle quali si rintraccia un filo rosso che collega incredibilmente la poesia di Dante agli usi conservati nella musica popolare calabrese.

“Nel Paradiso, XII,139-141, brillava accanto a me l’abate calabrese Gioacchino, dotato di spirito profetico…”, così Dante presenta la figura di Gioacchino da Fiore nel dodicesimo canto del Paradiso. Gioacchino da Fiore, grande filosofo, esegeta e fondatore dell’Ordine monastico florense, rappresenta un elemento importante nella formazione giovanile del Sommo Poeta fiorentino. Dante ebbe l’opportunità di conoscere il pensiero gioachimita attraverso gli insegnamenti ricevuti nella scuola di Santa Croce, a Firenze, dove i suoi maestri erano rinomati teologi come Pietro di Giovanni Olivi e Ubertino da Casale (quest’ultimo reso celebre nel romanzo di Umberto Eco, “Il nome della rosa”). L’influenza dell’abate calabrese, nato a Celico (presso Cosenza) verso il 1130 e morto nel monastero di S. Martino di Canale (Pietrafitta) nel 1202, fu profonda e illuminante. Nella Divina Commedia si possono riscontrare diverse similitudini con le affascinanti immagini frutto delle intuizioni mistiche di Gioacchino, come ad esempio la figura della candida rosa dell’Empireo nel XXXI canto del Paradiso, ispirata alla tavola XIII del “Libro delle Figure” di Gioacchino. Allo stesso modo, nel XXII canto del Paradiso, quando Dante contempla la Trinità e la descrive come “tre giri, di tre colori e d’una contenenza”, si ispira ai tre cerchi tricolori disegnati da Gioacchino nell’XI tavola del “Libro delle Figure”.

Programma:

– Sabato 23 settembre, sul sagrato dell’Abbazia Florense, alle 18 è in programma la conferenza su “Gli strumenti musicali nella Divina Commedia e in Calabria, con il professor Vincenzo La Vena e Antonio Critelli

– Sabato 30 settembre (isola pedonale), alle 21.30 i Phaleg in Concerto;

– Domenica 1 ottobre, sul sagrato dell’Abbazia Florense, alle 18 è in programma la conferenza sugli Stilnovisti di Calabria con Danilo Gatto e Salvatore Megna;

– Sabato 7 ottobre, sul sagrato dell’Abbazia Florense, alle 18 si parla di Polifonie di Calabria con il gruppo Le Mystére de voix calabres. (rcs)

COSENZA – Primavera del cinema italiano, il regista Giorgio Verdelli ospite della serata di giovedì 21 settembre

Per la decima edizione del festival “La Primavera del cinema italiano – Premio Federico II”, domani, giovedì 21 settembre, arriverà al Cinema Citrigno di Cosenza anche il regista, Giorgio Verdelli. Sarà intervistato, alle ore 20.00, dal giornalista Rai, Massimo Proietto e a seguire verrà proiettato “Enzo Jannacci – Vengo anch’io”, presentato in anteprima, nella sezione Fuori concorso, all’80esima edizione della Mostra del cinema di Venezia. A dieci anni dalla scomparsa di Enzo Jannacci, il documentario è un ritratto unico e appassionato che riporta alla luce le mille sfumature di un grande uomo della storia culturale e musicale del nostro Paese.

Giorgio Verdelli, autore, regista, produttore di documentari e programmi musicali, è anche uno dei maggiori esperti di musica internazionale. Tra i documentari da lui diretti recentemente troviamo anche “Pino Daniele. Il tempo ritrovato” che verrà proiettato sempre giovedì, alle ore 18.00.

Venerdì 22 settembre giornata dedicata ai cortometraggi. Alle ore 18.00 al Cinema Citrigno si terrà un incontro dal titolo “L’importanza del cortometraggio nella crescita dei giovani autori”. Saranno presenti alcuni dei registi dei cortometraggi selezionati e il presidente nazionale della Fice (Federazione italiana Cinema d’essai), Domenico Dinoia.

Ecco i cortometraggi selezionati dalla Fice: “Big” di Daniele Pini (14’), “Destinata coniugi Lo Giglio” di Nicola Prosatore (15’), “Maestrale” di Nico Bonomolo (11’), vincitore del David di Donatello 2022, “Notte Romana” di Valerio Ferrara (12’). Subito dopo, la proiezione di altri tre cortometraggi, sostenuti dalla Fondazione Calabria Film Commission: “U Figghiu” di Saverio Tavano (15’), interamente prodotto e girato nel borgo di Badolato, “U Scantu” di Daniele Suraci (15’), ambientato a Palmi, “Lo Sport nazionale” di Andrea Belcastro (18’). Tutti i cortometraggi verranno proiettati dalle 18 in poi.

Evento speciale in serata: alle ore 20.00 si terrà la proiezione del docufilm “Paolo Rossi. L’uomo. Il Campione. La Leggenda”, di Michela Scolari. Sarà presente Federica Cappelletti, moglie del compianto Paolo Rossi, neopresidente della Serie A di calcio femminile, e il vicedirettore di Rai Sport, Marco Lollobrigida.

A ideare la manifestazione, sostenuta dalla Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il Cinema”, Giuseppe Citrigno, presidente Anec Calabria, e il direttore artistico Massimo Galimberti. (rcs)

COSENZA – Al Museo dei Brettii e degli Enotri la Festa della consulta intercultura

Una Festa fortemente inclusiva che ha voluto suggellare un traguardo importante: la costituzione ufficiale della Consulta Intercultura della città di Cosenza avvenuta il 6 luglio scorso. Il Museo dei Brettii e degli Enotri ha ospitato la prima uscita ufficiale della Consulta che si è così presentata alla città. Un momento di particolare condivisione, tra musica, canti, balli e degustazioni gastronomiche delle diverse tradizioni, che ha visto insieme i rappresentanti delle 13 comunità presenti in città e appartenenti a diversi paesi (Filippine, Brasile, Nigeria, Mali, Ucraina, Ecuador, Marocco, Pakistan, Tunisia, Somalia, Cuba, Niger e Senegal) e gli amministratori di Palazzo dei Bruzi, accomunati nell’obiettivo di tracciare la strada per costruire un percorso partecipativo e progettualità condivise, in funzione di un’integrazione sostanziale.

Per l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso, alla Festa della Consulta Intercultura erano presenti il Vice Sindaco Maria Pia Funaro, gli assessori al welfare, Veronica Buffone, e alle attività economiche e produttive, Massimiliano Battaglia, la consigliera delegata alla Cultura, Antonietta Cozza e la consigliera comunale Alessandra Bresciani, presidente della commissione consiliare servizi al cittadino, promotrice della Consulta Intercultura e che ha creduto fortemente nel valore di questo strumento di grande partecipazione alla vita democratica cittadina.

Anche altri consiglieri, come Ivan Commodaro, Aldo Trecroci e Bianca Rende, non hanno voluto far mancare la loro presenza.

Per il Vice Sindaco Maria Pia Funaro «la Festa della Consulta Intercultura è stata contaminazione, incontro, dialogo. I colori, i suoni, le arti e i sapori delle tante comunità straniere di Cosenza si sono incrociati nello spirito della condivisione, del confronto e dell’interazione, in un luogo pieno di storia e di narrazioni come il Museo dei Brettii e degli Enotri».

«L’organismo vivente della Consulta Intercultura – ha aggiunto Alessandra Bresciani – è una società in miniatura. Così la sua costituzione può essere vista come una prefigurazione, una promessa, un’immagine della società che vogliamo costruire, cooperativa, ugualitaria, amichevole».

E ad Alessandra Bresciani ha rivolto i suoi complimenti Antonietta Cozza, delegata del Sindaco alla Cultura che ha espresso particolare soddisfazione sottolineando come sia intenzione dell’Ammninistrazione comunale continuare a lavorare in maniera fattiva con la Consulta «affinché questo momento di Festa non resti un momento isolato, in quanto è compito delle istituzioni impegnarsi al dialogo, all’incontro e alla progettualità».

Cozza ha anticipato l’intenzione di costruire una serie di incontri programmatici, come ad esempio la presentazione di libri che raccontino le diverse comunità presenti nella città di Cosenza, ma anche, più a lungo termine, una sorta di festival. Cozza ha ringraziato sia la direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Marilena Cerzoso che Sergio Mazzuca, titolare della Gioielleria Scintille, che ha sostenuto la Festa della Consulta soprattutto da nonno che ha a cuore il futuro dei suoi nipoti e quindi un mondo migliore, più accogliente ed inclusivo.

Il messaggio delle comunità straniere è stato portato, a nome di tutte, dal Presidente della Consulta Intercultura, Ibrahima Deme Diop che ha parlato della Consulta come «una straordinaria opportunità che può contribuire a portare Cosenza tra le più illuminate città contemporanee interculturali».

Diop ha anche ripercorso l’excursus travagliato che in passato aveva incontrato molti ostacoli “poiché era mancata una effettiva volontà e la reale convinzione che forme di partecipazione come la Consulta fossero davvero utili ai tanti cittadini stranieri residenti anche da molto tempo in città. Il Presidente della Consulta ha ringraziato il Sindaco Franz Caruso, gli assessori e i consiglieri (di maggioranza e minoranza) e in particolare Alessandra Bresciani per aver colto il senso di questo importante strumento di democrazia. La necessità fortemente avvertita dalle comunità straniere di Cosenza è stata quella di avere a disposizione uno strumento di integrazione per migliorare i rapporti tra cittadini stranieri e cittadini autoctoni, sia nelle relazioni con le istituzioni locali sia nella lotta più generale a tutte le forme di razzismo e discriminazione. Obiettivi trasferiti in un documento programmatico della Consulta che intende intavolare con il Comune un dialogo sulla questione abitativa, la salute, l’inserimento nel mercato del lavoro, la sicurezza pubblica ed altre stringenti questioni. (rcs)

SAN LORENZO BELLIZZI (CS) – Gli scavi archeologici riscrivono la Storia della Calabria

Le scoperte archeologiche avvenute nel territorio di San Lorenzo Bellizzi riscrivono la storia della Calabria e di tutto il Meridione.

È quanto emerso dai risultati dello studio condotto dal Laboratorio del Dna Antico dell’Università di Bologna (recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista Scientific Reports) che ha ricostruito il profilo bioarcheologico dell’uomo sepolto all’interno della Grotta di Pietra Sant’Angelo di San Lorenzo Bellizzi e rinvenuto nel corso della campagna scavi del 2017.

Ciò che gli studi hanno messo in evidenza è la probabile esistenza di un “corridoio mediterraneo preferenziale” che ha permesso agli abitanti del Neolitico di popolare il Sud Italia con modalità diverse rispetto al Centro e Nord Europa.

Di queste e di altre importanti scoperte si è discusso nel corso dell’evento “Da Ötzi all’Uomo della Pietra Sant’Angelo. La preistoria dell’Italia scritta nel nostro Dna”, organizzato dall’Amministrazione Comunale di San Lorenzo Bellizzi, in occasione della presentazione della nuova campagna scavi, che avrà sempre come palcoscenico la Grotta di Pietra Sant’Angelo e altre cavità dell’omonimo massiccio.

Nel corso dell’evento sono intervenuti, dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonio Cersosimo, Paola Aurino, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Cosenza, Mariangela Barbato, funzionario archeologo della medesima Soprintendenza competente per il territorio di San Lorenzo Bellizzi, Felice Larocca, codirettore degli scavi (referente per il Centro di Ricerca “Enzo dei Medici” e per l’Università di Bari), Antonella Minelli, codirettrice degli scavi (Università degli Studi del Molise), Donata Luiselli e Francesco Fontani, del Laboratorio di Dna Antico dell’Università di Bologna, responsabili degli studi effettuati sui ritrovamenti.

L’amministrazione comunale di San Lorenzo Bellizzi ha da subito creduto nell’importanza fondamentale dell’investire fondi comunali nella campagna scavi, la cui nuova stagione è stata presentata propria nel corso dell’appuntamento legato all’archeologia tenutosi presso il Centro Polifunzionale.

Un’intuizione felice che ha pagato in risultati, perché a pochi giorni dall’inizio della campagna archeologica, nel 2019, vengono rinvenuti, oltre a materiale quali punte di frecce in selce e resti di vasellame, dei resti scheletrici che oggi sono al centro dello studio in questione.

La campagna scavi, coordinata da Antonella Minelli e Felice Larocca, porta dunque alla luce un corpo inumato, prono con il corpo rannicchiato e il volto rivolto verso il terreno, molto probabilmente legato, deposto in una fossa poco profonda e priva di corredo. Datato con il Carbonio-14 risulterà risalente ad un periodo che corrisponde al Neolitico Medio, collocabile precisamente attorno a 7000 anni fa.

Lo studio effettuato, tanto sul Dna della popolazione del borgo situato nel Parco Nazionale del Pollino, quanto sui ritrovamenti, ha fatto emergere diversi dati interessanti.

Dall’analisi del Dna antico dei resti rinvenuti nella Grotta di Pietra Sant’Angelo si evince che l’individuo presenta forti affinità genetiche con i primi agricoltori europei che arrivarono in Europa circa 8000 anni fa, e in particolare con popolazioni provenienti dal Peloponneso e dall’Anatolia. La distanza genetica del campione di Grotta di Pietra Sant’Angelo da altre popolazioni coeve dell’Europa Centrale permette di ipotizzare come la storia del popolamento del Sud Italia potrebbe aver vissuto dinamiche diverse. Un’ipotesi già sostenuta da numerosi ricercatori propone che il popolamento del Sud Italia da parte di popoli di agricoltori potrebbe essere avvenuto attraverso un ‘corridoio’ lungo le coste del Mediterraneo, diversamente rispetto alla rotta caucasica e poi est-europea intrapresa dagli antenati delle popolazioni del Neolitico medio in centro Europa.

Quali altre e nuove scoperte, oltre a quelle prestigiose già maturate, riserverà l’attività archeologica che avrà luogo all’interno del Comune di San Lorenzo Bellizzi non è oggi determinabile, ma la scelta di investire in un processo di ricerca che ha posto il borgo montano sotto i riflettori internazionali, prologo di presenti e future dinamiche turistiche legati al mondo dell’archeologia, dimostra una lungimiranza politica propria di chi crede nell’incredibile valore della propria terra, spesso forte di ricchezze e prerogative da portare alle luce. (rcs)

TREBISACCE (CS) – La città diventa internazionale con gli enotri

Un voyage, une expérience. L’Italie naît à Trebisacce (Un viaggio, un’esperienza. L’Italia nasce a Trebisacce). A fare da sfondo al titolo che cattura l’interesse del lettore è l’immagine dall’alto del Parco del Broglio, l’unico villaggio degli Enotri oggi conosciuto. È, questa, la cartolina condivisa dal portale della Camera di Commercio italiana a Nizza, Sophia Antipolis e Costa Azzurra con la quale continua la collaborazione dell’Amministrazione Comunale, impegnata a promuovere fuori dai confini regionali l’Antico Borgo Marinaro.

Ad esprimere soddisfazione per questa nuova opportunità di visibilità internazionale è il sindaco Alex Aurelio sottolineando che questa nuova pubblicazione segue a quella che ha visto nei mesi scorsi, nell’ambito della partecipazione al Progetto 10 Comuni, Trebisacce e l’alto Jonio cosentino protagonista nella rivista e nel portale dedicato Visitez l’Italie. «Nulla succede per caso. Si tratta – aggiunge il primo cittadino – di risultati precisi, attesi e costruiti sulla base di strategie chiare e di concreti investimenti in marketing territoriale, sui quali continueremo a sperimentare ed a misurarci».

C’è un luogo in Calabria – si legge in lingua francese nello speciale pubblicato sul portale https://ccinice.org/ – dove sono stratificati quattromila anni di storia dell’uomo. È un viaggio lungo, affascinante, coinvolgente e carico di mistero quello che accompagna il visitatore nella storia di questo angolo di Calabria, da dove si domina tutto. Questo luogo è il Parco archeologico di Broglio, una terrazza naturale sullo Jonio posta ad un’altezza di quasi 200 metri, sulle propaggini del Monte Mostarico, stretto a nord dalla catena costiera del Pollino e a sud dalla Piana di Sibari, sovrastando l’antico borgo marinaro di Trebisacce, oggi tra i più importanti centri turistici della Calabria settentrionale.

Cos’è Broglio di Trebisacce? Non è solo un villaggio protostorico fondato dagli Enotri. E questo lo si percepisce subito inerpicandosi a piedi lungo quella collina selvaggia dove, passeggiando, si incontrano arbusti di ginepro, colonie di ginestre ed un caratteristico albero d’arancio, tipico di quest’area, con il suo frutto biondo che matura alle porte dell’estate.

4mila anni di civiltà stratificate. Il Parco Archeologico di Broglio di Trebisacce (PAB) – si approfondisce nello speciale rivolto ai francesi – è l’unico villaggio degli Enotri oggi conosciuto dove sono state poste in luce le strutture di un centro abitativo, la cui vita si estende dall’Età del Bronzo medio 1700 a.C. alla conclusione dell’Età del primo Ferro, che avviene con la fondazione di Sibari (720 a.C.).

Nel cuore dell’enotria che ha dato il nome all’Italia. Da alcuni rinvenimenti archeologici si ipotizza che Italo, re degli Enotri, abbia posto domicilio in terra calabrese, stabilendo villaggi su alture a diretto contatto visivo l’uno con l’altro per favorire il controllo e la stabilità delle comunità, tendendo ad esercitare un’azione di pacificazione e di costruzione solida. Dal nome del suo fondatore, fu proprio questo territorio a chiamarsi per primo Italia. Da Aristotele ad Antioco di Siracusa, passando da Strabone, fino a Tucidide, c’è una preziosa letteratura scientifica che conferma la tesi secondo cui l’Italia deve l’origine del nome a questo angolo di Calabria. Tant’è che oggi la parola Italìa, fatta derivare proprio da Italo è stata inserita nella proposta ufficiale della mappatura dei Marcatori Identitari Distintivi (Mid) della Calabria Straordinaria, progetto regionale finalizzato a riscrivere la narrazione esperienziale della Calabria, quella inedita ed inesplorata, da destagionalizzare e da internazionalizzare. https://ccinice.org/2023/09/07/un-voyage-une-experience-litalie-nait-a-trebisacce/. (rcs)