TPL e PRT, Greco (Casa Riformista): «Agosto, tempo di vacanze e di riforme da approvare in fretta»

Filomena Greco, capogruppo di Casa Riformista–Italia Viva in Consiglio regionale, ha già trasmesso una richiesta urgente di accesso agli atti e un’interrogazione alla Giunta sulla riforma del TPL e sulla costituzione di AMCAL S.p.A.

«Deve esserci qualcosa di particolarmente stimolante nell’aria di agosto per le grandi riforme portate avanti dal presidente Occhiuto, dall’assessore Gallo e dall’assessore Minenna! Il 10 agosto 2023 abbiamo avuto quella dei Consorzi di bonifica che gravi danni ha creato ai lavoratori e a un settore che ancora oggi paga le conseguenze di una riforma approvata troppo in fretta e più volte corretta strada facendo. Nell’agosto del 2026 tocca al trasporto pubblico locale: si vuole sopprimere ART-CAL, creare una nuova S.p.A. e ridisegnare un sistema che riguarda migliaia di lavoratori e il diritto alla mobilità dei calabresi. Forse il Consorzio di bonifica qualcosa dovrebbe averci insegnato: le riforme importanti è meglio farle bene una volta, piuttosto che approvarle in fretta nel caldo estivo e correggerle più volte dopo».

«Sia chiaro: noi non difendiamo l’esistente. Il trasporto pubblico calabrese deve cambiare. Servono collegamenti migliori, integrazione vera tra ferro e gomma, bigliettazione integrata, servizi dignitosi nelle aree interne. Ma proprio perché la riforma è necessaria vogliamo capire perché la soluzione debba essere la soppressione di ART-CAL e la costituzione di una S.p.A.».

«Gli atti, al momento, raccontano una storia difficile da spiegare. La scadenza degli attuali affidamenti al 31 dicembre 2026 è nota almeno dal dicembre 2023, e già allora esisteva un cronoprogramma per riprendere il percorso delle gare. Nel marzo scorso, poi, la stessa Giunta ha adottato il nuovo Piano Regionale dei Trasporti parlando espressamente della necessità di rafforzare ART-CAL. Passano pochi mesi e l’ente che doveva essere rafforzato viene soppresso. È legittimo cambiare idea, ma sarebbe altrettanto normale spiegare perché».

«ART-CAL, è bene sottolineare, non è un ente che oggi viene liquidato perché in dissesto. Al contrario, non solo dispone di economie accumulate che serviranno anche a sostenere l’avvio di AMCAL, ma, per quanto risulta dagli atti regionali che abbiamo esaminato, aveva predisposto gli atti propedeutici necessari per procedere ai nuovi affidamenti, compreso un cronoprogramma, sottoponendoli al livello politico per le decisioni conseguenti. Un percorso che si inseriva nell’impegno assunto dalla Regione anche nei confronti dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per arrivare all’avvio della gara nel marzo 2025. A questo punto le domande sono semplici: che fine hanno fatto quegli atti e quel cronoprogramma? Perché il percorso predisposto da ART-CAL non è andato avanti? Chi e quando ha deciso di fermarlo o di cambiarlo? E soprattutto, perché oggi il problema dovrebbe essere ART-CAL, fino al punto di sopprimerla, se dagli atti risulta che l’Agenzia aveva fatto la sua parte e attendeva le determinazioni della politica?».

«E c’è anche una questione politica che non possiamo ignorare. Con AMCAL una parte importante delle decisioni si sposta ancora una volta dal Consiglio regionale alla Giunta: lo statuto della nuova società sarà approvato dalla stessa Giunta e molte scelte passeranno attraverso la governance societaria e i poteri del socio Regione. È un tema che ho già sollevato appena poche settimane fa con la modifica della legge urbanistica: infatti anche sull’aggiornamento del QTRP il Consiglio ha perso il potere di decidere, lasciando alla Commissione soltanto un parere, ed è stato eliminato persino l’obbligo della relazione annuale al Consiglio sullo stato della pianificazione territoriale. Ora ci ritroviamo davanti allo stesso problema. Pezzo dopo pezzo, le decisioni si spostano verso la Giunta e si riducono gli spazi di indirizzo e di controllo dell’Assemblea eletta dai cittadini.  Questa maggioranza continua ad approvare leggi che finiscono, una dopo l’altra, per ridurre le prerogative dello stesso Consiglio. Non è una questione di maggioranza o opposizione, ma di equilibrio istituzionale e di rappresentanza dei cittadini. E questo non è un dettaglio tecnico».

«E proprio i cittadini, insieme ai lavoratori, devono essere il punto di partenza. Vogliamo clausole sociali chiare, tutela dell’occupazione, dell’anzianità, dell’inquadramento e dei trattamenti economici. Ma vogliamo anche sapere cosa cambierà davvero per chi prende ogni giorno un autobus: per lo studente che deve raggiungere l’università, per chi va al lavoro, per un anziano che deve arrivare in ospedale, per chi vive in un comune dell’entroterra. Una riforma del TPL non si giudica dal nome della società che creiamo, ma dalla qualità del servizio che diamo ai calabresi».

«Rimane infine il problema dei tempi. Se la legge dovesse essere approvata a settembre, in pochi mesi bisognerà costituire AMCAL, approvarne lo statuto, definirne la governance, trasferire rapporti, patrimonio, personale, archivi e sistemi informativi, renderla operativa e affrontare il tema dei nuovi affidamenti. Ci sarà davvero il tempo per espletare le gare entro il 31 dicembre? Nel frattempo, nonostante la richiesta di rinvio avanzata da tutti i capigruppo di minoranza, il presidente Sergio Ferrari, evidentemente contagiato anche lui dalla fretta che sembra accompagnare questo mese di agosto, ha deciso di confermare per oggi, 31 agosto, la seduta della Commissione Trasporti e di proseguire con le audizioni quando il termine per la presentazione degli emendamenti è già scaduto. Un modo piuttosto originale di intendere l’ascolto e, soprattutto, di rispettare sindaci, sindacati, organizzazioni di categoria e tutti i soggetti convocati: li ascoltiamo quando, però, non è più possibile presentare emendamenti al testo sulla base delle loro osservazioni».

«Alla luce di tutto questo abbiamo già chiesto gli atti e presentato un’interrogazione urgente. Non siamo contrari ad AMCAL perché è nuova e non difendiamo ART-CAL perché esiste. Vogliamo che ci dimostrino che AMCAL sia davvero la scelta migliore per la Calabria e che questa riforma tuteli lavoratori, cittadini e ruolo del Consiglio regionale».

«La maggioranza sa della scadenza del 31 dicembre 2026 da quasi tre anni. Non può trasformare oggi il tempo che ha avuto a disposizione nell’urgenza di tutti gli altri. Perché agosto passa. Le leggi, e soprattutto le loro conseguenze, restano». (rrc)

Scutellà (M5S): “Occhiuto a Roma fa il liberista, a Cz sul trasporto pubblico sembra fare solo confusione”

Per la consigliera regionale del M5S, Elisa Scutellà, «quella

convocata oggi dal presidente della 4 commissione, Sergio Ferrari, sembra essere una riunione farsa”.

 “Il presidente, fra l’altro primo e unico firmatario della legge di riforma del Tpl, sembra avere l’obiettivo di aprire solo formalmente una riflessione sulla riforma quando ha già bloccato al 27 agosto scorso,  la possibilità di presentare emendamenti alla legge. Per questo non si capisce perché invita alla seduta i sindaci della città capoluogo che potranno solo ascoltare e non saranno nemmeno sentiti. Fatto molto curioso, visto che saranno loro, con propri fondi di bilancio, a dover poi sottoscrivere le quote della nascente Spa e garantire il servizio ai cittadini”. 

“In realtà il vero nodo di questa vicenda non viene spiegato: perché il centrodestra ha deciso improvvisamente di sostituire un ente di diritto pubblico come ArtCal con una Spa? Eppure solo qualche mese fa nella redazione del nuovo piano regionale dei trasporti veniva scritto che lo sviluppo del piano sarebbe avvenuto attraverso ArtCal”.

“Se la società di diritto pubblico funzionava perché cambiare? Così facendo si corre il rischio di perdere altro tempo e differire l’espletamento delle gare di affidamento del servizio. Eppure l’Unione Europea ci sta comminando multe salatissime per la violazione del principio di concorrenza e l’Autorità della concorrenza e del mercato ha imposto alla Regione di procedere, dopo 30 anni, allo svolgimento delle gare entro il 31 dicembre per evitare le sanzioni di Bruxelles”.

Conclude la Scutellà: “In tutto questo l’impressione è che il centrodestra voglia solo fare melina anzichè affrontare il nodo del problema. Altro che svolta liberista di cui Occhiuto si riempie tanto la bocca nelle sue interviste sui media nazionali”. (rrc)

La Reggina si presenta a Reggio: la festa amaranto all’Arena dello Stretto

All’Arena dello Stretto “Ciccio Franco” si è svolta una vera e propria festa, dove la Reggina – ora guidata dal patron Claudio Lotito – si è presentata a Reggio.

Assieme a Lotito, il sindaco Francesco Cannizzaro, il presidente della società Romairone, al nuovo tecnico Marco Marchionni e la squadra.

«Dovete riportare l’orgoglio dell’appartenenza a un calcio che conta attraverso la determinazione, il sacrificio ei risultati. La società mette a disposizione tutti i mezzi e fa la propria parte, adesso voi dovete fare la vostra», ha detto Lotito, ricordando ai calciatori: «avete la responsabilità di portare questa città nel calcio che conta. Dovete riportare il sorriso a questa gente, che troppo spesso si è sentita umiliata».

«Non vogliamo ridurci, ma persone che hanno voglia di fare. Io sono un combattente fino alla fine. Con Lotito risultato garantito: questo è lo slogan che mi accompagna da sempre», ha aggiunto Lotito, annunciando l’arrivo di altri quattro giocatori, oltre che la possibilità di seguire le partite della Reggina:  «Manderemo in onda in diretta tutte le partite del campionato, anche quelle del settore giovanile, affinché i genitori possano avere la soddisfazione di vedere giocare i propri figli». (rrc)

 

Talenti calabresi per la Sanità, il network promosso da Princi entusiasma professionisti in Italia e all’estero

È sempre più conosciuta e apprezzata dalle alte professionalità calabresi operanti in Italia e nel mondo, la Rete dei Talenti calabresi per la Sanità, promossa dall’europarlamentare Giusi Princi.

Sono tantissime le email che quotidianamente giungono all’On. Princi, all’indirizzo dedicato al network (retetalenti@giusiprinci.eu), da parte di professionisti desiderosi di mettere a disposizione della Rete le proprie competenze ed esperienze, contribuendo concretamente alla programmazione delle attività che saranno definite a seguito della presentazione della piattaforma.

“Ho aderito con grande piacere alla Rete dei Talenti Calabresi per la Sanità, condividendone pienamente l’obiettivo di mettere in relazione le competenze cliniche, scientifiche, accademiche e professionali dei calabresi che operano fuori regione, in Italia e all’estero”, afferma in una email Luca Fiorillo, Medico Odontoiatra, Professore Associato presso l’Università degli Studi “Kore” di Enna, ringraziando l’On. Princi per avere promosso “un’iniziativa di così rilevante valore per la nostra Regione”.

“Ritengo – prosegue il Prof. Fiorillo – che la costruzione di un network strutturato possa rappresentare un’importante opportunità per favorire nuove collaborazioni, condividere esperienze e buone pratiche e contribuire concretamente alla crescita del sistema sanitario calabrese. Sarò pertanto lieto di diffondere l’iniziativa tra i colleghi calabresi con i quali collaboro in ambito universitario, scientifico e sanitario, invitandoli a valutare la propria adesione alla Rete”.

Per Gabriele Traviglia, medico di Medicina Interna presso l’Ospedale Saint Anne Saint Rémi di Bruxelles, attivo nell’Associazione dei Medici Italiani in Belgio, la Rete dei Talenti calabresi per la Sanità rappresenta “una preziosa occasione – spiega – di valorizzazione delle competenze e delle professionalità calabresi attive in ambito sanitario, in Italia e all’estero”.

“Sono lieto di aver aderito alla Rete e sarà certamente mia cura – aggiunge – condividere l’iniziativa con colleghi calabresi potenzialmente interessati, contribuendo così, per quanto possibile, alla crescita e al consolidamento del network”.

“Sono lieta di poter mettere a disposizione la mia esperienza e sarei molto felice di poter entrare a far parte di questa Rete in modo attivo, contribuendo alle iniziative e alle attività che verranno promosse”, scrive in una email Eugenia Belcastro, biologa ricercatrice presso Università di Pisa, Junior Assistant Professor di Patologia Generale, ringraziando l’On. Princi per “l’iniziativa che ha promosso, che ritengo – afferma – di grande valore per mettere in rete le competenze dei professionisti calabresi”.

“È per me un onore poter far parte della rete dei talenti calabresi per la sanità”, afferma l’Avv. Patrizia Capriccioso, esperta in contrattualistica nella compliance aziendale sanitaria e responsabilità amministrativa degli enti. “Da studentessa – prosegue -, sono andata via dalla Calabria con la promessa di non tornare più. Da professionista mi piacerebbe poter mettere le mie competenze a servizio della mia Regione, con la crescita del network”.

Tra gli autorevoli professionisti che hanno espresso sostegno, anche il Dott. Franco Blefari, Specialista in Urologia e Chirurgia Generale, già Direttore S.O.C. Urologia Ospedale S. Stefano di Prato e Direttore Area Specialità Chirurgiche USL Toscana Centro, che si è impegnato a diffondere la Rete e mettere la sua professionalità al servizio del network.

Alla Rete dei Talenti hanno aderito professionisti sanitari con oltre 200 specializzazioni, tra le quali cardiologia, urologia, biologia molecolare, genetica medica, gastroenterologia, ortopedia, neurologia e neuroscienze, neuropsichiatria infantile, oncologia, dermatologia, ginecologia e ostetricia, pediatria e altro.

Tra gli iscritti al network, professionisti che operano in strutture italiane ed estere, in Lombardia, Lazio, Marche, Emilia-Romagna, Toscana, Sicilia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Francia, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Egitto, Regno Unito e Irlanda. (rrc)

Arpacal: Nel 2026 in Calabria temperature sopra la media

Nel 2026 in Calabria le temperature sono state sopra la media. È quanto ha rilevato il Centro Funzionale Multirischi di Arpacal, esaminando i dati di luglio e agosto, con un approfondimento sulla costa tirrenica: temperature medie quasi sempre superiori ai valori climatici 1991-2020 e picchi prossimi ai 40 °C.

Il Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL ha elaborato un’analisi speditiva delle temperature registrate in Calabria nei mesi di luglio e agosto 2026, mettendo i dati a confronto con i valori di riferimento del trentennio climatologico 1991-2020.

Alla scala regionale, nella seconda metà di luglio le temperature massime medie si sono mantenute quasi sempre al di sopra del valore storico, mentre ad agosto gli scostamenti hanno interessato un numero più limitato di giornate. Ancora più significativo il quadro delle temperature medie: nella quasi totalità del periodo analizzato sono risultate superiori ai valori climatici di riferimento.

A incidere sull’andamento complessivo è stata anche la ridotta escursione termica tra il giorno e la notte. Le elevate temperature notturne, infatti, hanno limitato il raffreddamento e contribuito a mantenere alte le medie giornaliere.

L’approfondimento ha riguardato alcune stazioni della costa tirrenica situate in località nelle quali ARPACAL effettua anche i prelievi delle acque di balneazione: Amantea, Belvedere Marittimo, Capo Vaticano, Cetraro Superiore, Lamezia Terme, Paola e Rosarno.

Anche in questi siti le temperature medie di luglio e agosto sono risultate costantemente superiori ai riferimenti storici. Tra la metà di luglio e la metà di agosto sono state rilevate, per più giorni consecutivi, temperature massime oltre i 30-32 °C, con valori di 36,5 °C ad Amantea, 38 °C a Capo Vaticano, 37,4 °C a Lamezia Terme e un picco di 39,7 °C a Rosarno.

L’analisi comprende inoltre le nuove stazioni di Briatico, Falerna, Guardia Piemontese e San Nicola Arcella, operative da circa un anno. Per questi punti di rilevamento non è ancora possibile effettuare un confronto climatologico, ma le serie progressivamente acquisite contribuiranno a rafforzare il quadro conoscitivo regionale e l’affidabilità delle valutazioni future.

Il lavoro si inserisce in una prospettiva integrata di monitoraggio ambientale. L’utilizzo di stazioni collocate in corrispondenza delle aree interessate dai controlli di balneazione consentirà infatti di approfondire, nel tempo, le relazioni tra temperatura dell’aria e temperatura del mare, fornendo elementi utili per interpretare gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi costieri.

Il report, elaborato dall’ing. Roberta Rotundo del Centro Funzionale Multirischi di ARPACAL, è pubblicato sul sito istituzionale dell’Agenzia. (rcz)

Il Console Naccari incontra l’Ordine degli Architetti di Reggio tra cooperazione e internazionalizzazione

A Gioia Tauro, nella sede Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria, si è svolto un incontro istituzionale tra il Console Onorario avv. Domenico Naccari e una delegazione del Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Reggio Calabria.

La delegazione era composta dalla Presidente arch. Santina Dattola, dal Tesoriere arch. Giuseppe De Leo, dall’arch. Arrigo Lagazzo, delegato Inarcassa e componente del CdA della Fondazione Inarcassa, dall’arch. Sabina Pezzano, Consigliere dell’Ordine, e dall’arch. Giovanni Barone, Presidente della Commissione Pareri.
All’incontro ha preso parte anche l’avv. Giuseppe Saletta, consulente giuridico del Consolato e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Palmi.
Al centro del confronto le prospettive di collaborazione tra il Consolato e l’Ordine degli Architetti, con particolare attenzione ai processi di internazionalizzazione e alle opportunità che il Marocco può offrire al mondo delle professioni, dell’università e alle nuove generazioni.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche del protocollo d’intesa con la Croce Rossa Italiana, quale strumento per rafforzare la cooperazione e promuovere iniziative condivise in ambito sociale, umanitario e istituzionale.
Tra le iniziative emerse, la proposta di organizzare a Reggio Calabria un convegno dedicato all’internazionalizzazione e alle opportunità professionali e di cooperazione con il Marocco, con il coinvolgimento di professori universitari, professionisti e studenti.
Nel corso della riunione è stata inoltre valutata la possibilità di favorire rapporti diretti tra l’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria e analoghi organismi professionali marocchini, promuovendo scambi di esperienze, competenze e buone pratiche e creando le condizioni per future iniziative comuni.
L’incontro ha consentito anche di illustrare il percorso già avviato nel settore delle professioni giuridiche attraverso il gemellaggio in corso tra il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palmi e quello di Settat, in Marocco, indicato come possibile modello per sviluppare ulteriori relazioni tra gli organismi professionali dei due territori.
«Il rapporto tra Calabria e Marocco – ha sottolineato il Console Onorario Domenico Naccari – può crescere anche attraverso il coinvolgimento degli Ordini professionali, delle Università e della Croce Rossa Italiana. L’obiettivo è trasformare le relazioni istituzionali costruite in questi anni in opportunità concrete di confronto, formazione, solidarietà e collaborazione, soprattutto per i giovani professionisti e per gli studenti».
Al termine dell’incontro, il Console Naccari ha consegnato alla Presidente Santina Dattola il gagliardetto del Consolato Onorario del Regno del Marocco in Calabria, quale simbolo di amicizia e auspicio per l’avvio di una proficua collaborazione.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso promosso dal Consolato per rafforzare i rapporti tra la Calabria e il Marocco, favorendo il dialogo tra istituzioni, università, professioni, Croce Rossa Italiana e realtà economiche delle due sponde del Mediterraneo. (rrc)

A Cinquefrondi sei giovani premiati con le borse di studio intitolare al dott. Raffaele Manferoce

È. stata una serata dedicata ai giovani, al merito e alla memoria di una figura importante per la comunità di Cinquefrondi quella di sabato 22 agosto, svoltasi nella piazza adiacente a Palazzo Manferoce, sede del Municipio, dove si è svolta la cerimonia di consegna delle borse di studio intitolate al dottor Raffaele Manferoce, e che ha visto protagonisti sei ragazzi distintisi per il loro percorso scolastico e per i risultati raggiunti.

Un’iniziativa nata dalla volontà della famiglia Manferoce e condivisa dall’Amministrazione comunale, con l’obiettivo di trasformare il ricordo del dottor Manferoce in un’occasione concreta per sostenere e incoraggiare le nuove generazioni.

A rendere particolarmente significativo l’appuntamento è stata proprio la sinergia tra la famiglia e le istituzioni. La scelta di istituire le borse di studio rappresenta infatti la volontà comune di investire sui ragazzi, riconoscere il loro impegno e offrire un piccolo ma importante sostegno al loro percorso di crescita. Un gesto che guarda al futuro e che vuole diventare, nel tempo, un appuntamento capace di coinvolgere e motivare sempre più giovani.
Nel corso della serata sono intervenuti Ornella Manferoce, in rappresentanza della famiglia, l’Assessora alla Pubblica Istruzione Roberta Manfrida e il Sindaco Michele Conia. Successivamente alla consegna delle Borse di Studio, la piazza si è animata grazie alla bravura dei New Wave Duo, che hanno intrattenuto i cittadini in un momento di condivisione e di festa.

Durante il suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato il particolare significato della data e il legame tra la memoria della comunità e i giovani che ne rappresentano il futuro: «Il 22 agosto ricordiamo un pezzo di storia importante di questa comunità, uno dei più importanti che è Raffaele Manferoce e contemporaneamente lo leghiamo ad un pezzo importante di presente e futuro di questa comunità che sono questi 6 meravigliosi ragazzi».

Il Sindaco ha poi ricordato che proprio lo scorso anno erano stati intitolati il Palazzo municipale e la piazza a Raffaele Manferoce e Pippo Tropeano, due figure storiche di Cinquefrondi. Un legame che oggi trova una nuova espressione attraverso una iniziativa rivolta ai ragazzi.

«Questa data è importante perché lo scorso anno eravamo qui ad intitolare il palazzo municipale e questa piazza a due figure storiche per Cinquefrondi: Raffaele Manferoce e Pippo Tropeano».
Nel suo intervento, Conia ha voluto evidenziare anche il valore della scuola e delle tante eccellenze presenti nella comunità: «Ci sono tante altre eccellenze nella nostra scuola e per questo ringrazio chi oggi rappresenta qui la nostra scuola, che oggi è un’eccellenza che non ha nulla da invidiare agli altri paesi».
I sei studenti premiati sono Giorgia Bono e Lucia Napoli, per le classi prime; Giorgia Depino, per la classe seconda; Matteo Francesco Lamanna, Michele Condoluci e Sofia Pia Pagano, per le classi terze. I loro risultati rappresentano un esempio, ma anche il simbolo di una realtà scolastica che continua a offrire alla comunità giovani capaci e determinati. La loro storia e il loro impegno diventano uno stimolo per tutti gli altri ragazzi a credere nello studio e nelle proprie capacità.
Il Sindaco ha inoltre rivolto un ringraziamento all’Assessora Roberta Manfrida per il lavoro svolto e per aver curato l’organizzazione della serata, contribuendo alla riuscita dell’iniziativa.

La cerimonia ha avuto così un significato che va oltre la semplice consegna di un riconoscimento. La famiglia Manferoce e l’Amministrazione comunale hanno scelto di camminare insieme per i giovani, mettendo a disposizione della comunità una iniziativa capace di unire memoria e futuro.
Ricordare il dottor Raffaele Manferoce attraverso il sostegno a sei ragazzi significa infatti dare continuità a una storia e, allo stesso tempo, guardare avanti. Significa dire ai giovani che il loro impegno viene visto, riconosciuto e sostenuto.

È questo lo spirito con cui l’Amministrazione intende proseguire questa collaborazione: fare della memoria un valore vivo e trasformarlo in una opportunità per le nuove generazioni. Una serata semplice ma importante, nella quale Cinquefrondi ha celebrato sei dei suoi giovani talenti e ha ribadito un messaggio chiaro: investire sulla formazione e sul merito significa investire sulla crescita e sul futuro dell’intera comunità. (rrc)

Acquedotto Sila Greca, Regione ottiene finanziamento da 75 mln

La Regione ha ottenuto un finanziamento da 75 milioni per l’acquedotto Sila Greca, «che rappresenta un risultato strategico per la Calabria e, in particolare, per il territorio della provincia di Cosenza». È quanto ha detto l’assessore regionale all’Ambiente della Regione Calabria, Antonio Montuoro, sottolineando come «si tratta del primo di quattro interventi programmati per l’ammodernamento e la stabilizzazione dell’approvvigionamento idropotabile del sistema Abatemarco-Bufalo-Sila Greca, infrastruttura essenziale che serve 47 comuni del Cosentino. Determinante, per il conseguimento di questo risultato, il lavoro svolto da Sorical che ha predisposto il progetto finanziato nell’ambito dello SFNIISSI, lo strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. Le risorse ottenute consentiranno di avviare un articolato programma di opere finalizzate a rendere il sistema più moderno, efficiente e resiliente, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti e la capacità di risposta alle criticità che interessano il territorio. Un investimento importante che conferma l’attenzione della Regione Calabria verso il potenziamento delle infrastrutture idriche e la tutela di un servizio fondamentale per cittadini e comunità locali».

Il progetto prevede un articolato programma di interventi sulle principali infrastrutture del sistema idrico, con l’obiettivo di incrementarne l’affidabilità e la capacità di risposta nei periodi di maggiore criticità.
Tra le opere previste figurano il rifacimento delle opere di derivazione, sollevamento e accumulo sul fiume Trionto, il potenziamento del campo pozzi Mucone, con la realizzazione di una nuova adduttrice a servizio di Bisignano, la sostituzione dei tratti più critici delle condotte esistenti e la realizzazione di nuove vasche di disconnessione.

Particolarmente significativo è inoltre l’intervento che prevede una nuova derivazione dall’invaso di Ariamacina, che consentirà di convogliare a gravità volumi integrativi verso il potabilizzatore Trionto, assicurando una maggiore disponibilità di risorsa soprattutto nei mesi estivi, quando la riduzione dei deflussi del fiume Trionto determina le condizioni di maggiore criticità.

Gli interventi sono destinati ad affrontare in maniera strutturale le problematiche che da decenni interessano il sistema, tra cui i ricorrenti deficit idrici estivi, le frequenti rotture delle adduttrici storiche risalenti agli anni Sessanta, la vulnerabilità delle opere di derivazione agli eventi di piena e i conseguenti disservizi che, in alcune circostanze, hanno reso necessarie turnazioni nell’erogazione dell’acqua potabile.

Il finanziamento consentirà a Sorical di avviare le successive fasi di progettazione e realizzazione delle opere, con l’obiettivo di rafforzare in maniera strutturale il sistema di adduzione e garantire al territorio un servizio idrico più sicuro, continuo e resiliente, anche alla luce degli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sulla disponibilità della risorsa idrica.

«Questo finanziamento – aggiunge inoltre l’assessore all’Ambiente – rappresenta un risultato di grande rilievo per il Cosentino e per l’intera Calabria. Ringrazio l’amministratore delegato di Sorical, Maurizio Nicolai, il direttore generale, Giovanni Marati, il management e tutta la struttura per l’impegno e la competenza tecnica dimostrati nella predisposizione di un progetto complesso ma indispensabile per garantire un servizio idrico più sicuro e continuo a un territorio che da troppo tempo convive con carenze infrastrutturali e opere risalenti a diversi decenni fa».

«Insieme al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria e al prezioso lavoro svolto dal direttore generale, Salvatore Siviglia – dice ancora – abbiamo seguito sin dall’inizio l’evolversi di questo importantissimo progetto, con diverse interlocuzioni con il Ministero, consapevoli della sua valenza strategica per il territorio e per il futuro del sistema idrico regionale. Si tratta di un’opera che offre ampio respiro rispetto agli indispensabili interventi di messa in sicurezza e di ammodernamento delle infrastrutture, consentendo di affrontare in maniera strutturale criticità che si trascinano da anni e di garantire una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti idrici».

«Questo intervento – rimarca infine Montuoro – rappresenta un investimento strategico per il futuro del sistema idrico calabrese e conferma la volontà della Regione di sostenere con determinazione il percorso di modernizzazione delle infrastrutture, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti e la qualità del servizio a beneficio di cittadini, comunità e territori ciò è stato possibile grazie all’ importante riforma del Servizio Idrico integrato, voluta dal Pesidente Occhiuto che con la costituzione di Arrical ha consentito alla regione Calabria di avere un gestore unico di questo importante e strategico settore». (rcz)

Il sindaco di Vibo Enzo Romeo celebra Michele Aiello

di PINO NANO  – Ricordi, memoria, tradizione e recupero del passato. Giovedì scorso, 20 agosto 2026, il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, a cui non finirò mai di dire grazie per questa sua scelta politica, ha dedicato l’intitolazione di una strada, siamo nello spazio antistante il Liceo Artistico Domenico Colao e all’altezza della centralissima Piazza Martiri D’Ungheria, alla memoria di uno dei cittadini più amati e più riconoscibili della storia del vibonese, il prof. Michele Aiello. Che nei primi anni ’70 è stato poi anche il mio professore di letteratura italiana al Liceo Michele Morelli di Vibo, e che io ho sempre considerato il mio primo vero grande Maestro di giornalismo scritto.

Straordinario padrone di casa di questo evento così solenne e attesissimo dalla città è stato per l’occasione il giornalista Peppe Sarlo, storico direttore di “Pronto? Qui Calabria”, il periodico che ha raccontato almeno mezzo secolo di vita dell’intero territorio vibonese.

A ricordare la figura del mio professore di italiano – non potevano farlo meglio – sono stati lo scrittore Michele Furci, l’antropologo Vito Teti e il Direttore dell’Istituto Teologico San Pio X di Catanzaro, Mons. Gaetano Currà, che ne hanno tracciato un profilo completo e articolato della sulla vita, della sua storia accademica, e del suo impegno politico e culturale. Poi è seguita la solenne benedizione e lo scoprimento della targa commemorativa da parte dello stesso Mons. Gaetano Currà, anche lui prima di diventare sacerdote studente modello del Liceo Morelli dove Michele Aiello insegnava. 

Ma chi era nei fatti Michele Aiello?

Nato a Potenza il 27 giugno 1920, docente di lettere nel ginnasio e di italiano e latino nel liceo classico “Michele Morelli” di Vibo Valentia, dal 1954 al 1976, Michele Aiello è stato, tra l’altro, socio fondatore della Civitas, l’Associazione per la tutela e lo sviluppo del patrimonio artistico e culturale di Vibo Valentia, creata con enorme successo dal mai dimenticato dott. Vincenzo Nusdeo. Consigliere comunale per più mandati dal 1952 al 1984 nelle file del Psi, Psiup e Pci e Consigliere Regionale della Calabria durante la seconda legislatura del 1975. Centinaia di pubblicazioni portano ancora la sua firma, ma lui è stato soprattutto anche autore di fondamentali saggi sul Risorgimento, sul giornalismo calabrese dell’Ottocento e sulla storia di Monteleone Calabro, che era poi l’antico nome di Vibo Valentia. 

Michele Aiello, Guerra e Pace.

Io lo ricordo con immensa ammirazione e gratitudine. Gratitudine, per lo stile e l’attenzione che lui mi ha sempre riservato. Gratitudine eterna per i voti sempre molti alti che mi ha dato soprattutto in italiano.

Per tre anni consecutivi, dal primo liceo al terzo liceo, lui è stato il mio vero grande maestro di letteratura italiana, il mio punto di riferimento imprescindibile, la mia bussola, la mia guida, e il giorno in cui per la prima volta mi disse, erano i primi mesi del primo liceo “Da grande tu potresti fare anche il giornalista“, io mi innamorai di lui come mai avrei potuto immaginare di poterlo fare con altri. 

Fare il giornalista – lo sanno tutti – era il mio sogno da ragazzo, ma sentirmi dire da lui, dal mio professore preferito, “che avevo i numeri per farlo”, fu come avere piena consapevolezza di quello che sarebbe stato poi il mio futuro.

Michele Aiello, ecco perché non finirò mai di ringraziarlo e di ricordarlo per questo.

È vero, noi della Terza A venivamo dalla grande scuola del prof. Enrico Prestia, come dire? Preparati ad affrontare qualunque situazione difficile, ma con lui è stato come concludere un percorso meraviglioso e iniziato già alla grande al quarto e quinto ginnasio.

Vi dicevo, Gratitudine e Ammirazione. Io in realtà lo adoravo. Lo guardavo e pensavo che da grande mi sarebbe piaciuto somigliargli. 

Lui non era uno qualunque. Era un intellettuale fine, un professore visionario, un esteta del linguaggio, un intellettuale che ricercava nelle lezioni che ci faceva il meglio della sua conoscenza, e che era enciclopedica. 

Mai banale, mai superficiale, mai confusionario, mai scontato. Anzi, eccentrico, elitario, solenne in ogni sua manifestazione, con questo suo eloquio sempre elegante e forbito, un uomo di un fascino debordante, e di un carisma che ricordo pesava su tutti gli altri professori del liceo di quel tempo. Come lui forse c’erano solo i fratelli Prestia, Giacinto Namia, Mario Citton, o lo stesso don Vincenzo Rimedio, che più che un sacerdote e professore di religione già allora era per noi un filosofo di grande impatto su noi studenti. 

Lui in particolare, Michele Aiello aveva una visione della società così potente da trasformare ogni sua lezione in una lectio magistralis di politica sociale. 

Dante e la Divina Commedia diventavano per lui motivo di riflessione sul mondo di allora, su un Paese che stava entrando nel vortice della contestazione giovanile del 68, di una regione che arrancava a crescere e che soffriva di miserie profonde diffuse e insanabili, e lui attraverso la storia della letteratura italiana provava a trovare soluzioni e metodi di ricerca che potessero in qualche modo cambiare le cose. 

Perché non ricordarlo? Michele Aiello, il grande letterato vibonese, nella vita era anche e soprattutto un comunista convinto. Era un apostolo di quella che allora era la questione meridionale di quegli anni, un condottiero come pochi. Oggi di lui diremmo, “un professore che faceva politica in classe”, ma la politica era per lui vangelo, e il solo vangelo in cui credeva davvero era il rispetto degli ultimi. 

Meraviglioso maestro di vita. A volte anche eccessivamente saccente, a tratti palesemente presuntuoso e volubile, caratterialmente ribelle ed estroverso, lo era sempre e comunque, ma era questo che faceva di lui un protagonista di grande carisma. 

Se vivesse oggi, uno come lui, sarebbe di diritto professore ordinario e direttore di un dipartimento di lettere moderne in una delle università italiane di massimo prestigio. La sua preparazione, il suo bagaglio culturale era tale da non ammettere concorrenti e similitudini di genere. 

Io l’ho amato in maniera viscerale. 

Michele Aiello era per me una forza della natura, un uomo che ti trascinava e ti coinvolgeva, che ti ammaliava e poi ti conquistava, se aveva voglia di farlo. Era un uomo che o amavi o detestavi, perché con lui non esistevano vie di mezzo. 

Da consigliere regionale era poi diventato uno dei massimi esperti di politica sanitaria, conosceva le nostre sacche di miseria come pochi altri, e aveva con il resto della politica un confronto sempre duro, serrato, quasi scontroso, intollerante, ma era la sua anima guerriera che lo portava ad essere sempre dall’altra parte del guado. 

Nessuno forse lo sa, ma tra le tantissime cose importanti scritte nel corso della sua vita c’è anche una ricerca analitica sui giornali periodici vibonesi che varrebbe la pena di recuperare e di ripubblicare, tanta cura maniacale lui mise in quella sua indagine da topo di biblioteca. 

Caro Peppe Sarlo, scusami se mi rivolgo direttamente a te, ma noi “ragazzi” di “Pronto? Qui Calabria” dovremmo davvero dedicargli, e solo per questo, dopo questa festa bellissima che ha voluto per lui Enzo Romeo, una giornata di studio e di approfondimento serio.

Ricordo che da politico lui aveva con noi giovani cronisti un rapporto davvero speciale, perché quando io per via del mio mestiere lo ritrovai tanti anni dopo in Consiglio regionale, lui non più mio professore di letteratura italiana ma leader della sinistra del tempo, mi trattò con un’attenzione e un rispetto davvero speciali. 

Indimenticabile. Era avvolgente, a tratti quasi melanconico, ma credo che tutta la sua vita fu un rincorrere sé stesso, come tutti i grandi intellettuali di questa nostra terra disperata, lui soprattutto eternamente lontano dal potere e dalle beghe di campanile, nauseato e nemico dichiarato delle trappole insidiose e trasversali delle mille lobby di allora. Un intellettuale puro di grande fascino.

Ma l’uomo era anche un eterno innamorato della vita. 

Credo che alle donne piacesse moltissimo, soprattutto per questa sua aria sorniona paciosa sorridente e da eterno bohemienne, che aveva conservato anche da vecchio. Poeta, filosofo, letterato, sofisticato critico d’arte, lui in realtà era tutto questo insieme, un mix di emozioni e di pulsioni che lo rendevano davvero speciale.

Io lo invidiavo molto, soprattutto quando vedevo che la nostra professoressa di francese, la professoressa Attinà, una bellissima donna dai capelli biondi e fluenti, pendeva letteralmente dalle sue labbra. Ma non era la sola e l’unica delle tante professoresse di quegli anni.

Che dirvi di più? 

Grazie professore. Grazie per tutto quello che mi hai saputo dare. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato, e soprattutto grazie per l’esempio di trasparenza morale e di rigore che hai saputo trasmettere in tutti noi che allora eravamo la tua Terza A del Liceo Michele Morelli di Vibo Valentia. Posso dirlo perché i miei vecchi compagni di scuola mi hanno autorizzato a dirlo, “La tua meravigliosa Terza A”. (pn)

 

Il discorso del sindaco Enzo Romeo per l’intitolazione di “largo Michele Aiello”

Gentili cittadini, autorità civili, religiose e militari, un saluto particolarmente affettuoso ai familiari del professor Michele Aiello. 

È con un sentimento di profondo orgoglio che vi do il benvenuto a questa cerimonia. 

Oggi la nostra città compie un gesto di alto valore morale e civile. Intitolare una strada non è mai una semplice formalità burocratica o un passaggio di routine: è l’atto con cui una comunità decide quali principi intenda custodire, quali esempi voglia offrire alle future generazioni e su quali fondamenta intenda costruire il proprio domani. 

Da questo momento, lo spazio urbano su cui ci troviamo – incastonato nel cuore pulsante della città, all’altezza di piazza Martiri d’Ungheria e proprio di fronte al nostro Liceo Artistico “Domenico Colao” – porterà per sempre il nome del professor Michele Aiello. Un uomo straordinario che ha dato immenso lustro a Vibo Valentia, dedicando la sua intelligenza, la sua passione e le sue energie migliori al bene della collettività. 

Ci tengo a evidenziare come questa intitolazione non sia il frutto di un gesto isolato, ma rappresenti un compimento corale. L’iniziativa nasce dal basso, dall’affetto di tantissimi cittadini che non hanno mai dimenticato l’impronta umana e culturale del professore, ed è stata accolta, fatta propria e sostenuta con assoluta unanimità da tutta l’Amministrazione comunale. È la testimonianza di come, di fronte a figure d’eccellenza che hanno segnato la storia della nostra terra, le istituzioni sappiano ritrovare una compattezza esemplare. 

Ripercorrere la vita di Michele Aiello significa attraversare oltre mezzo secolo di storia culturale e democratica di Vibo Valentia. Giunto nella nostra città, la fece sua con un amore viscerale. Per più di vent’anni, tra le aule del Liceo Classico “Michele Morelli”, non è stato soltanto un docente; è stato un vero maestro. Insegnando italiano e latino, ha cresciuto generazioni di giovani vibonesi, educandoli al pensiero critico, al rispetto della parola, alla curiosità intellettuale e al senso del dovere.

Per Aiello la cultura non era un esercizio accademico separato dalla realtà, ma la leva fondamentale per il riscatto sociale, la libertà e la crescita di una cittadinanza consapevole. 

Allo stesso tempo, Michele Aiello è stato un protagonista di primissimo piano della vita politica e amministrativa. Serve ricordare i suoi oltre trent’anni di presenza in Consiglio comunale e il suo contributo autorevole in Consiglio regionale. In un tempo in cui la politica richiedeva uno spessore umano e ideale altissimo, il professor Aiello ha interpretato il suo ruolo come puro servizio. La sua azione amministrativa è sempre stata guidata dal dialogo costante con i cittadini, dall’attenzione verso le periferie e i bisogni dei più deboli, ma soprattutto da un’apertura straordinaria nei confronti dei giovani, verso i quali nutriva una fiducia incrollabile, anche capace di piena collaborazione e confronto costruttivo con gli esponenti di aree politiche diverse. Questo mi consta personalmente perché fin da giovanissimo, ricordo le parole di stima ed apprezzamento espresse da mio suocero Achille Colombo, esponente di una parte politica diversa rispetto alla sua. 

A tutto questo si unisce la sua rigorosa attività di studioso e storiografo. Con la fondazione dell’associazione Civitas – nata al fianco di un’altra figura illuminata come il dottor Vincenzo Nusdeo – e con le sue pubblicazioni sul Risorgimento, sul giornalismo dell’Ottocento e sulla storia di Monteleone, Aiello ha tolto dall’oblio frammenti preziosi del nostro passato. 

Scegliere questo luogo non è stato un caso: la strada si trova davanti a un istituto scolastico. L’auspicio mio e di tutta l’Amministrazione è che ogni studente che varcherà la soglia di quella scuola, ogni cittadino o passante che alzerà lo sguardo verso questa targa, possa trarre ispirazione dalla figura di Michele Aiello. Possa ricordare che l’onestà, il rigore nello studio, la passione civile e il servizio verso la propria comunità sono i valori più grandi a cui un uomo possa aspirare. (er)

Tropea sul New York Times, Macrì: «Sguardo mondiale sulla Costa degli Dei”

Il racconto che il New York Times dedica alla Calabria e al suo litorale più evocativo, quello della Costa degli Dei, conferma ancora una volta che Tropea è entrata stabilmente nello sguardo internazionale come luogo simbolo di un Sud capace di emozionare, sorprendere e restituire al viaggio una dimensione autentica.

Il New York Times – evidenzia il Sindaco Giovanni Macrì, commentando l’articolo pubblicato dal quotidiano statunitense – racconta una Costa degli Dei stratificata, affascinante, ricca di storia, cultura, mare, tradizioni e identità. Dentro questo racconto Tropea occupa una posizione centrale: per il Santuario di Santa Maria dell’Isola, per il suo centro storico, per l’architettura aristocratica, per il rapporto unico tra rupe e mare, per quella capacità di restare impressa negli occhi e nella memoria di chi arriva. È una visibilità importante, autorevole, che conferma il posizionamento internazionale della destinazione.

Quando una testata di questa autorevolezza guarda a Tropea – continua Macrì – cresce anche la nostra responsabilità. Ogni dettaglio pesa: il paesaggio, la storia, il commercio, la mobilità, i servizi, la pulizia, il modo in cui si vive il centro storico. La reputazione non si difende soltanto promuovendo ciò che abbiamo di straordinario, ma governando ciò che rischia di indebolire la qualità percepita della destinazione.

La nostra linea è chiara: vogliamo una Tropea viva, accogliente, elegante, ordinata, capace di soddisfare un ospite sempre più esigente e attento alla qualità dell’esperienza. Per questo stiamo lavorando su decoro urbano, sicurezza, gestione dei flussi, regole e programmazione. Una grande destinazione non può subire il proprio successo, deve saperlo governare.

Naturalmente – conclude il Sindaco – leggiamo con attenzione anche le sollecitazioni critiche contenute nell’articolo, a partire dalla percezione di un centro storico soffocato da Spritz Bar, appesantito da affollamenti, consumo veloce e presenza diffusa di persone con alcolici in mano. È un tema che non ci piace e che coincide con le azioni già messe in campo dall’Amministrazione, a partire dall’ordinanza sul divieto notturno di vendita per asporto e consumo su suolo pubblico di bevande alcoliche e superalcoliche. Non siamo contro la socialità, né contro chi lavora bene. Siamo contro il consumo disordinato della città: capannelli spontanei, bottiglie, bicchieri, rifiuti, assembramenti impropri e uso indistinto di strade, vicoli, scalinate e belvederi. Tropea deve continuare ad essere vissuta fino a notte fonda, ma dentro una cornice di rispetto, misura e responsabilità. (rvv)