REGGIO CALABRIA – Comune, comitato e liceo discutono della rigenerazione urbana del Rione Ferrovieri

Continuano a Reggio Calabria gli incontri fra il Comune e i Comitati di quartiere. Tra le opere del Museo D’Arte Alfonso Frangipane, ospitato all’interno del plesso del Liceo artistico “Preti-Frangipane”, si è svolto l’incontro tra il sindaco Giuseppe Falcomatà, il vicesindaco Paolo Brunetti, i rappresentanti del Comitato “Rione Ferrovieri-Pescatori”, con la presidente Filomena Malara ed il suo vice Pino Leone, alcuni docenti-referenti del Liceo, Nunzio Tripodi, Loredana Scopazzo e Roberta Filardi.

Dopo aver fatto visitare e conoscere i preziosi “tesori” del Museo e la storia di inestimabile valore socio-culturale che caratterizza la figura di Frangipane, artefice di una realtà cittadina distintasi pregevolmente in tutto il Meridione, sono stati gli stessi docenti ad introdurre e condurre il confronto con i referenti del Comitato di quartiere con il quale il Liceo artistico ha siglato, da poco, un protocollo d’intesa volto a formalizzare una collaborazione fattiva finalizzata, come ha spiegato la stessa presidente Filomena Malara, «a portare le competenze e le arti della scuola fuori ed il quartiere dentro».

«Lo scopo – ha specificato ancora Malara – è quello di favorire la partecipazione e la consapevolezza dei cittadini creando sinergie che favoriscano un processo di identità ed appropriazione di spazi e beni comuni. Rendere protagonisti i residenti facendoli diventare, quindi, i primi custodi dei territori che vivono. La nostra idea è quella che il quartiere deve recuperare le sue identità con l’aiuto di Scuola ed Istituzioni. Bellezza, legalità, civismo e identità sono fattivamente i nostri obiettivi».

Dopo l’illustrazione corposa di idee e di progetti per recuperare differenti aree e zone del popoloso quartiere con le varie istanze rappresentate dalla presidente Malara ai referenti istituzionali presenti è stato proprio il sindaco Giuseppe Falcomatà a dare seguito, anzitutto, alla descrizione degli interventi in corso o programmati per l’intera area compresa tra Calopinace, il Viale Calabria e l’area adiacente all’aeroporto.

Dal Parco Lineare Sud ai progetti di rigenerazione urbana, passando per la riqualificazione dell’area Botteghelle, un polo sportivo integrato, la riqualificazione dell’ex deposito delle Ferrovie (lato mare dello Stadio Granillo) attraverso i Pinqua e molti altri ancora già programmati o in corso di programmazione.

Falcomatà, nell’accogliere pienamente e con favore le proposte del Comitato, ha specificato che «lo spirito ed il metodo delle pratiche di cittadinanza attiva della comunità del quartiere sono e devono essere la normalità; perché è attraverso la partecipazione che il cittadino diventa attore principale e custode dei luoghi che vive. In tal senso il Comune potrà farsi solo interprete e garante di questi processi, favorendoli al meglio in ogni loro fase attraverso il confronto costante con i residenti, in modo tale da scegliere assieme ed al meglio come riqualificare o creare di sana pianta spazi ed aree che devono diventare identitari».

Anche il vicesindaco Brunetti, rispetto alle sue deleghe, ha garantito sostegno alle proposte del Comitato, soprattutto a tutte quelle inerenti alle aree verdi, ai parchi o alla viabilità ed alla sicurezza.

Un incontro che ha partorito, dunque, in modo corale la volontà e la necessità di una sinergia virtuosa tra Istituzioni, Comitati, Scuola e Comunità educante in genere, nel nome di educazione civica, legalità e sviluppo democratico ed armonioso della città. Una modalità che vuole divenire modello anche per ogni altra zona cittadina per far capire che il governo del territorio vuole cittadini protagonisti e non solo spettatori. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Gente in Aspromonte presenta le attività del 2024

Gente in Aspromonte presenta le attività del 2024. Sabato 13 gennaio 2024, presso il “Museo del Bergamotto” di Reggio Calabria c’è stata la presentazione del Programma 2024 dell’Associazione Escursionistica “Gente in Aspromonte” con titolo “Le Fortificazioni in Aspromonte”.

Dopo i saluti del “Padrone di casa”, prof. Vittorio Caminiti che ha accolto con cordialità e cortesia tuti i partecipanti, è iniziata la carrellata di interventi, magistralmente coordinati dalla dott.sa Gabriella Deleo, vicepresidente di Gente in Aspromonte, dando la parola inizialmente al presidente dell’associazione Totò Pellegrino che, dopo aver fatto un piccolo riassunto delle attività svolte nel 2023, ha illustrato il nuovo Programma 2024 che ha per tema “Le Fortificazioni in Aspromonte”.

«Carissimi amici di “Gente in Aspromonte” e amanti della montagna – dice Pellegrino – nell’anno appena trascorso si è parlato molto della segnaletica sui sentieri. Ogni anno che passa aumenta questa conoscenza specifica e lungimirante, ma soltanto se si ha la consapevolezza di cosa vuol dire frequentare l’ambiente montano, rispettando chi ci vive e ci lavora. É fondamentale saper tutelare con cognizione i luoghi, maturando la capacità di leggere i cambiamenti in atto e avendo come supporto l’esperienza e la coscienza dei propri limiti. Questa è la missione di “Gente in Aspromonte”: formazione, conoscenza, frequentazione e impegno per la conservazione dell’ambiente montano. Nel programma per l’anno 2024 abbiamo cercato di mettere insieme tutto questo, frutto dell’impegno di molti Soci volontari, spesso silenziosi e fuori dai riflettori.Approfitto per ringraziarli tutti. L’Associazione continua a crescere ed è un dato positivo, ma non dobbiamo preoccuparci dei numeri dei tesserati o delle attività. Cerchiamo di sentirci più soci che tesserati, più protagonisti che utenti e impegniamoci a dare il nostro contributo per la vita dell’Associazione».

Continua Pellegrino: «Il territorio aspromontano, circondato da un anfiteatro di colline meravigliose è ricco di storia, cultura e antiche tradizioni, ed offre innumerevoli e diversificate possibilità per chi vuole, camminando, scoprire i suoi tesori in tutte le stagioni. Si tratta di sentieri in ambiente naturale, facilmente accessibili e privi di grandi difficoltà. Non occorre essere escursionisti esperti e allenati, è sufficiente un abbigliamento adeguato e la volontà di immergersi nella natura con spirito attento e curioso. Nel programma di questo anno “Le Fortificazioni in Aspromonte” per camminare proprio sui sentieri della storia percorreremo un’innovativa serie di itinerari che privilegiano ambienti di alto valore paesaggistico, naturalistico e storico, caratterizzati naturalmente dalla presenza di importanti opere fortificate. Infatti anche se i segni dei tempi, in alcuni casi sono stati disastrosi e negli ultimi decenni il cambiamento del clima e il comportamento non corretto da parte dell’uomo hanno messo fortemente in crisi le nostre montagne ancora oggi, in tantissimi luoghi dell’Aspromonte è ben visibile una parte di quella che all’epoca era stata una grande fortezza. Le Fortezze in Aspromonte erano state infatti pensate per difendersi dalle scorrerie avversarie ed impedire l’eventuale avanzata delle truppe lungo le valli. Erano pertanto collocate su cime elevate, quasi inaccessibili, ed armate con cannoni in grado di assicurare un esteso campo di tiro. Questa guida, ci condurrà in maniera dettagliata lungo questi percorsi, tutti da godere e da scoprire. L’obbiettivo del nostro programma è condividere con l’escursionista, sia abitante che turista, il nostro passato e celebrare l’eredità storico-bellica delle risorse paesaggistiche, che contribuiscono a rendere unico il territorio dell’Aspromonte. Non pretende di essere completa ed esauriente e non può certamente sostituire l’esperienza, la competenza e la disponibilità di un accompagnatore di alpinismo o di altri esperti, con i quali specialmente i giovani possono scoprire un mondo affascinante e vivere esperienze di gruppo ed emozioni che resteranno indelebili nella loro crescita umana».

«Tuttavia – conclude il presidente – occorre un’opera di educazione della società che inizi proprio dai più giovani, che insegni loro a conoscere la montagna e a frequentarla rispettosamente e civilmente per garantire la tutela della flora, della fauna, delle acque e valorizzare ulteriormente tradizioni e conoscenze locali. Questo piccolo contributo divulgativo vuole essere anche uno strumento agile e pratico per aiutare i ragazzi che si avvicinano alla montagna, forse per la prima volta, a frequentarla preparati ed in sicurezza e a rispettarne il territorio, la cultura e le tradizioni. Conoscere la montagna offre la possibilità di scoprire le relazioni che legano gli elementi naturali e il ruolo che l’uomo deve avere per mantenere il delicato equilibrio ambientale. Tutto ciò contribuisce a fare crescere nel giovane il senso di consapevolezza della propria personale corresponsabilità, nell’uso equilibrato delle risorse naturali ed a promuovere comportamenti corretti e civili, orientati verso lo sviluppo sostenibile».

Dopo questa esaustiva trattazione la dott.sa Deleo ha dato la parola al dott. Riccardo Consoli, ricercatore in Conservazione dei Beni Architettonici e Ambientali, che ci ha raccontato, per sommi capi, un po’ di tutte le sue esperienze, ricerche e studi sui siti archeologici del Parco Nazionale d’Aspromonte sottolineando in particolare gli studi sulla muratura calabrese dall’antichità fino all’epoca medioevale, studi e ricerche che continuerà a fare essendo coordinatore del Progetto Isap.

Dopo del suo intervento la parola è stata data alla Guida ufficiale del Parco d’Aspromonte sig. Lino Licari che a sua volta ci ha parlato delle sue ricerche che hanno portato alla scoperta di circa 31 fortini di cui un primo tratto tra Locri ed il Tirreno situati principalmente lungo gli antichi sentieri che da Locri conducevano a Medma (l’attuale Rosarno) ed in un secondo tratto che attraversava invece tutto l’Aspromonte, da Nord a Sud partendo dal Monte Limina e arrivando fino ad Amendolea di Condofuri definendola «una lunghissima via militare in quota che ha chiamato – con un antico termine grecanico – “Anadromos” delle fortezze, la quale in alcuni punti aveva anche rilevanza commerciale e per certi tratti procedeva in parallelo con i confini dei Calcidiesi reggini. Molti dei risultati delle sue ricerche le ha volute condividere e rendere fruibili a tutti riportandole in alcuni libri da lui stesso redatti tra i quali citiamo “Guida ai siti Archeologici del Parco Nazionale dell’Aspromonte».

Ha concluso l’evento l’ingegnere Sabrina Scalera facente funzione di Direttore dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte a causa dell’indisponibilità, a causa malattia, del dott. Giuseppe Putortì, la quale ci ha voluto illustrare il progetto, oltretutto già iniziato, necessario per il recupero dei vari siti archeologici presenti all’interno del Parco oltre che al recupero dei sentieri necessari per raggiungere e favorire la fruibilità dei siti stessi.

A fine presentazione l’Associazione Gente in Aspromonte ha voluto offrire a tutti i partecipanti ed ospiti di altre associazioni una degustazione di prodotti tipici della zona Ionica tra i quali il Caciocavallo di Ciminà, i vari salumi di produzione locale di Africo, il pane casereccio di Platì, il miele dell’Azienda Agricola Panzera e tanti altri prodotti accompagnati da un ottimo vino, sempre di produzione locale.

Appuntamento alla prima escursione dell’anno che sarà effettuata domenica 21 gennaio e che ci porterà a scoprire il Castello feudale di Ardore fatto costruire a fine 1600 dai duchi Gambacorta. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Al Campanella un simposio sulle soft skill e sul benessere

A scuola un simposio sulle soft skill e sul benessere. Incontro altamente innovativo e coinvolgente quello che si è tenuto ieri nell’Aula Magna del Liceo Classico “Tommaso Campanella”: Michelangelo Marino, Cho (Chief happiness officer) ed esperto in risorse umane, ha portato a scuola il suo team “Io Cambio Rotta” per presentare un percorso orientato sui pilastri, codificati scientificamente, dello star bene.

Obiettivo del simposio è stato quello di permettere agli studenti di sviluppare un pensiero positivo, utile non solo per l’orientamento lavorativo e professionale, ma anche nell’instaurazione di relazioni sociali e umane solidali.

La felicità può essere appresa? Si può imparare a essere felici? Queste le domande poste e alle quali trovare una risposta affermativa. Si è parlato di felicità come diritto, ma anche nei termini di una competenza che va allenata. La capacità di ascolto e comunicazione, il lavoro di squadra, la flessibilità e la leadership diventano dunque essenziali per la costruzione di sé.

Filo conduttore del simposio sono state le soft skill, sempre più utili e richieste sia nel mondo del lavoro, ma soprattutto per un’esistenza di valore all’insegna della sostenibilità. Queste competenze trasversali sono legate, tra le altre, all’intelligenza emotiva, alla consapevolezza di sé e alle abilità naturali che ciascuno di noi possiede. Sono risorse intangibili, ma oggi contano in maniera determinante per la costruzione del futuro professionale delle nuove generazioni. Attraverso metodologie e approcci attivi, quali ad esempio Lego serious play, i ragazzi hanno sperimentato concretamente l’importanza e il valore aggiunto che le soft skill possono offrire al loro bagaglio formativo.

L’iniziativa si inserisce in un’ottica di innovazione del curriculo del Liceo, che ha già previsto nell’insegnamento della Filosofia queste competenze trasversali che trovano riscontro in importanti framework della Commissione Europea come il LifeComp. Empatia, ascolto attivo, problem solving, comunicazione non violenta, gestione del tempo, decision making, intelligenza collettiva sono, dunque, caratteristiche personali che gli studenti debbono iniziare a identificare già nei loro percorsi di istruzione e coltivare per tutto l’arco della vita. (rrc)

CINQUEFRONDI (RC) – L’associazione Italiana diversamente abili compie 20 anni

L’associazione Italiana diversamente abili, Aida, compie 20 anni e Cinquefrondi la celebra. «Sono passati 20 anni esatti da quel lontano 2004 quando assieme a degli amici con cui condividevamo tante passioni, tra cui quella del sociale, abbiamo dato vita a Laureana di Borrello Rc all’ Aida onlus, Associazione Italiana Diversamente Abili.
Venti anni di passione, di amore, di tanto cuore volto alle persone fragili e tanti chilometri in giro per l’Italia per realizzare eventi, convegni, manifestazioni e tanto altro ancora», ricorda il presidente e fondatore Reno Insardà.

«Il nostro progetto – continua – era chiaro da subito, creare una realtà che nel tempo avrebbe dovuto avere rilevanza nazionale e non solo a livello territoriale e così è stato. Piano piano tanti amici e tante persone che condividevano il nostro pensiero da ogni parte d’Italia si sono aggregate e sono diventate parte integrante della nostra grande famiglia. Abbiamo riferimenti in quasi tutte le regioni, tra volontari, sostenitori e ragazzi “speciali” e questo ci consente di poter realizzare i nostri progetti, sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che è il mondo della disabilità e del terzo settore in genere, poter lottare per i “diritti negati” a quanti si rivolgono a noi per avere un supporto ed un aiuto concreto nelle loro battaglie. Dopo aver lavorato per quattro anni alla struttura dell’associazione e cominciato da subito a sostenere la ricerca scientifica per le malattie rare, nel 2008 abbiamo realizzato il nostro primo convegno nazionale parlando di “sport disabilità e malattie genetiche” al quale hanno preso parte il dott. Mario Melazzini allora presidente di Aislae l’avv. Luca Pancalli presidente del Cip Comitato Italiano Paralimpico».

Ricorda ancora Insardà: «Nel 2010 abbiamo sposato il problema di una patologia seria e di cui si parlava poco, “il piede diabetico”, ed anche qui con medici di spessore nazionale ed internazionale degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, San Filippo Neri di Roma e Bergamo, abbiamo realizzato tre convegni nazionali tra il 2010 ed il 2011 nelle stesse città. Negli anni successivi abbiamo deciso di sostenere altre associazioni ed abbiamo fondato la Nazionale di Calcio Aida Onlus, che scende periodicamente in campo per eventi di beneficenza, raccolta fondi e solidarietà. Altro compleanno speciale per i dieci anni dalla nascita è quello dell’asd AIDA nata nel 2014 promossa da Aida onlus/odv, una associazione sportiva dilettantistica, per consentire a ragazzi diversamente abili di praticare sport paralimpico. Il nostro pezzo forte è il paraarchery, che ha portato atleti a vincere titoli nazionali e internazionali e medaglie paralimpiche. Abbiamo all’interno della nostra polisportiva, tra gli altri anche il motociclismo, tennis tavolo e calcio balilla etc., tutto rigorosamente praticato da ragazzi normodotati e diversamente abili, in modo da fare interagire allo stesso livello le due categorie azzerando le differenze».

«Negli ultimi anni, nonostante il fermo causa covid – dice ancora il presidente – abbiamo realizzato un bel progetto finanziato da fondazione Vodafone e fondazione con il sud, portando all’interno delle scuole le attività paralimpiche, contestualmente ci siamo occupati di sicurezza stradale ed abbattimento delle barriere architettoniche con testimonial importanti che hanno portato nelle scuole nei teatri e auditorium di tutta Italia la loro esperienza di vita, spiegando a migliaia di giovani quanto loro accaduto e come sono riusciti a rimettersi nuovamente in pista e rientrare nel contesto sociale e lavorativo. Tanti personaggi del mondo dello sport, della televisione e dello spettacolo sono al nostro fianco e partecipano volentieri e con passione alle nostre iniziative in prima persona».

«Lo scorso agosto 2023 – spiega Insardà – abbiamo realizzato il nostro palazzetto dello sport a Cinquefrondi (Rc), grazie alla sensibilità del sindaco Michele Conia che ci ha concesso il terreno in comodato gratuito, per poter praticare attività sportive, ludico ricreative e convegni grazie all’impianto multimediale realizzato nella struttura. L’Aida onlus/odv e asd aida mantengono orgogliosamente la sede Legale a Laureana di Borrello (RC) mentre quelle organizzative la prima a Roma la seconda a Cinquefrondi. Il 2024 è l’anno dei festeggiamenti, per una associazione così longeva ed allo stesso tempo giovane e affiatata, naturalmente non mancheranno le attività che in questo anno particolare avranno un sapore diverso, il sapore della consapevolezza di essere riusciti nel nostro intento». (rrc)

REGGIO CALABRIA – “La Morte di Callisto” è la nuova opera di Lbs realizzata al Tempietto

“La morte di Callisto” è la nuova opera che l’artista calabrese Lbs ha realizzato per Reggio Calabria. In un’epoca in cui i casi di discriminazione di genere e violenza sulle donne emergono con dolorosa regolarità nelle cronache italiane e mondiali, un’opera di street art cattura l’attenzione e stimola un dialogo cruciale.

L’opera dell’artista reggino Lbs (Bruno Salvatore Latella) intitolata “La Morte di Callisto” fa irruzione nel panorama artistico urbano della città di Reggio Calabria come un grido contro il silenzio imposto, un appello visivo che non può e non deve essere ignorato. Avvolto in un drappo dorato, il corpo di Callisto, pur essendo l’emblema di una castità idealizzata, è percorso dalla scritta “This is not for you” che, in lettere scarlatte, segna la pelle della dea. Un monito, una rivendicazione di autonomia, un rifiuto netto del diritto di possesso che il consumismo vorrebbe esercitare sul corpo femminile, e non solo.

L’opera è un palcoscenico dove la tragedia classica incontra la critica moderna, dove la cornice dorata, intricata ed elegante, incornicia una scena di crudezza e realtà. Questa dissonanza visiva risuona con la questione della castità, un valore storico e sociale che viene messo in discussione, sfidato e ridisegnato dai contorni di un mondo contemporaneo che spesso lo travisa e lo sfrutta.

Colori saturi e dettagli inquietanti si fondono per creare un’atmosfera che è sia onirica sia disturbante, evocando una tensione palpabile. La rosa solitaria e l’erba vivida sottolineano la vitalità soffocata, mentre il cielo dai toni rosati e violacei suggerisce un universo di possibilità soffocate.

“La Morte di Callisto” interpella, provoca, e invita a una riflessione critica sulla realtà femminile in una società che troppo spesso distorce i concetti di purezza e violazione. L’opera non è solo un richiamo alla mitologia e all’arte classica, ma è un’affermazione potente che scuote la coscienza collettiva, spingendola a confrontarsi con le conseguenze di un sistema che predica il profitto a scapito dell’essenza umana.

Con quest’opera, l’artista pone l’accento sulla crisi di un’ideologia che sacrifica l’identità e l’integrità per il guadagno, offrendo una meditazione visiva sulla castità e sulla violenza nella società moderna. Una meditazione che, nella sua ossimorica esistenza, diviene un appello a riconsiderare, rispettare e proteggere la sacralità dell’individuo contro ogni forma di sopraffazione e di mercificazione.

L’artista Lbs ha una visione che combina il movimento artivista della “super-società liquida” con la Pop art postmoderna. Questa visione si esprime attraverso un simbolismo basato sull’analisi semiologica, sociologica e filosofica/teologica della società contemporanea, caratterizzata dalla tecnocrazia, dalla cultura passiva e dalla mancanza di sogni e certezze, in particolare nelle nuove generazioni. La sua opera è guidata dalla convinzione che “la conoscenza porta alla distruzione e alla rinascita”. LBS utilizza una varietà di tecniche, tra cui fotografia, disegno digitale, stampe fine art e pittura, prendendo ispirazione da opere rinascimentali, simboliste, Pop art e Street art, al fine di comunicare in modo efficace il suo messaggio concettuale e sociale.

La sua ricerca artistica ha una componente pedagogica legata alla sua formazione accademica e alle idee che guidano i suoi progetti. L’artista ha raggiunto tappe significative nella sua carriera, tra cui esposizioni personali, pubblicazioni e premi. Tra i progetti futuri, ci sono ulteriori esposizioni e opere di Street art sia in Italia che all’estero, su invito di collezionisti e enti privati e pubblici. (rrc)

Venerdì a Reggio si ricorda don Italo Calabrò

Venerdì 19 gennaio, a Reggio, la Parrocchia di San Sebastiano Martire ha organizzato un incontro, in programma alle 19 nella Sala Parrocchiale delle conferenze “don Lilio Spinelli”, per ricordare don Italo Calabrò.

Introduce il dott. Ettore Triolo, segretario del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Conclude il parroco don Marco Scordo.

Il teologo don Leonardo Manuli ne farà memoria quale sacerdote che ha vissuto la sua missione radicato nel popolo e accanto ai più emarginati e per il quale è stata avviata la causa di beatificazione. Don Manuli ha studiato ed ha pubblicato sull’attività pastorale di don Italo, in particolare sul suo lavoro educativo di formazione delle coscienze, anche come contrasto alla mentalità mafiosa.

 

REGGIO CALABRIA – Alloggi popolari in una struttura confiscata alla criminalità

Un altro bene confiscato restituito alla legalità che servirà per gli alloggi popolari. Sono stati consegnati i lavori di ristrutturazione di un bene confiscato in località Spirito Santo che diverrà sede per nuovi alloggi destinati al patrimonio comunale di edilizia residenziale pubblica.

All’avvio del cantiere erano presenti il sindaco Giuseppe Falcomatà, il vicesindaco Paolo Brunetti, il Rup dell’intervento Giovanni Rombo, insieme ai progettisti e ai responsabili dell’impresa incaricata dei lavori.

«Abbiamo consegnato i lavori per la realizzazione di venti alloggi popolari per rispondere all’emergenza abitativa che c’è nella nostra città – spiega il sindaco Falcomatà – i lavori verranno realizzati grazie a un finanziamento dello Stato, a valere sul Pon Legalità, per circa due milioni e mezzo di euro».

Il primo cittadino poi si è soffermato sulla destinazione e le finalità dell’operazione: «Da un lato c’è la valenza sociale importantissima – ha precisato – perché si consegnano gli appartamenti a chi ne ha diritto e, allo stesso tempo, lo Stato si riappropria di una parte di territorio e di quelli che sono beni e frutto di attività e proventi criminali. Il cronoprogramma per la realizzazione dei lavori è di circa 24 mesi. Ma, in tutto questo tempo, seguiremo passo dopo passo le operazioni di completamento della struttura».

«Gli immobili frutto di attività illecite da assegnare a chi una casa non ce l’ha ma ne ha diritto – ha poi aggiunto il sindaco – è sempre stato questo il messaggio forte e chiaro che la nostra città ha voluto lanciare a chi ancora oggi vuole fare passare Reggio Calabria soltanto come centro del potere criminale. Nel quartiere di Spirito Santo, oggi, nasce un altro importante progetto sociale abitativo. Un bene confiscato alla criminalità, un enorme palazzo incompiuto, che negli anni si era trasformato in un simbolo di degrado, sarà destinato ad alloggi popolari. Ne realizzeremo 20 in tutto ed i lavori per il completamento della struttura, iniziati proprio in queste ore, serviranno a dare respiro a chi da anni attende un alloggio dignitoso. È questo che deve fare la politica, trasformare il degrado in bellezza, tutelare i diritti, offrire un’opportunità a chi è rimasto indietro».

«È una strada lunga e senza sosta e noi non siamo stati di sicuro perfetti. Ci sono stati inciampi, rallentamenti, errori, ma non ci fermiamo perché la nostra città merita il meglio che ognuno di noi possa darle». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Falcomatà: «Avviato proficua interlocuzione con l’Agenzia del Demanio»

Proficua e continua interlocuzione fra Comune di Reggio Calabria e Agenzia del Demanio. «Comune, Città Metropolitana ed Agenzia del demanio hanno avviato un percorso condiviso per monitorare assieme e mettere a sistema i vari investimenti previsti sul territorio». È quanto ha detto il sindaco, Giuseppe Falcomatà, a margine dell’incontro con Vittorio Vannini, direttore regionale dell’Agenzia del demanio, e Antonio Arnoni, responsabile ad interim degli uffici demaniali di via Miraglia, al quale ha preso parte anche il direttore generale di Palazzo San Giorgio, Demetrio Barreca.

«Al confronto, proficuo, sul piano di razionalizzazione del Demanio – ha aggiunto Falcomatà – si è aggiunta una profonda riflessione su alcune situazioni in itinere come, per esempio, il Parco Ecolandia. Insieme al direttore Vannini ed al responsabile dell’area reggina Arnoni, quindi, si è deciso di avere un approccio integrato e sinergico su tutte le questioni che riguardano gli investimenti, e sono tanti, sia per quelli che interessano Comune e Città Metropolitana sia per altri previsti dall’Agenzia del demanio».

«Il mio ringraziamento – ha concluso il sindaco – è rivolto al direttore a Vannini ed al dottor Arnoni che, stamane, hanno inteso inaugurare una serie di incontri operativi che porteranno ad una convenzione con reciproci obblighi e attività da portare avanti, inseguendo l’unico obiettivo massimizzare il valore dei beni ed ottimizzare gli spazi utilizzati dalle amministrazioni pubbliche». (rrc)

CAMINI (RC) – Il libro verità di Douaa emoziona tutti e il sindaco Alfarano annuncia la cittadinanza onoraria

Una storia che emoziona tutti i presenti. La testimonianza di Douaa Alokla è un messaggio di amore, resilienza e speranza. Una testimonianza di dolore ma pure di gioia, il racconto emblematico della forza e bellezza della solidarietà, dell’integrazione e della multiculturalità. La giovanissima rifugiata siriana, di 20 anni, ha ripercorso la sua storia di emigrazione dalla Siria in guerra fino all’accoglienza di Camini, nel 2015, grazie a Eurocoop Jungi Mundu e all’amministrazione comunale, in un libro dal titolo significativo, “Damasco è dove sono”, a sottolineare come oggi il borgo della Locride sia diventato per lei rifugio, sicurezza, casa, presentato nella sala Polifunzionale di Camini.

Una serata di emozioni, aperta dal sindaco Giuseppe Alfarano che, dopo avere ricordato i primi incontri con Douaa e la sua famiglia e le difficoltà iniziali, ha annunciato per lei e la sua famiglia la cittadinanza onoraria. «La prima fase nel nostro paese non è stata facile per Douaa e per i genitori e i fratelli, non è stato facile lasciarsi tutto alle spalle e ritrovarsi in un luogo straniero, ma grazie a Eurocoop e a tutti noi la strada poi si è fatta più facile e oggi per loro Camini è casa. Per questo, nel prossimo consiglio comunale, delibereremo la cittadinanza onoraria» ha detto Alfarano. Notizia accolta dalla ragazza con lacrime di gioia e il lungo applauso dei presenti.

Il presidente della Eurocoop Jungi Mundu, Rosario Zurzolo, che insieme al sindaco ha aperto Camini ai popoli del mondo, costruendo una società multiculturale, modello e caso di studio a livello internazionale, ha poi ricordato il percorso della famiglia Alokla verso la fiducia e la scelta di progettare il proprio futuro in Calabria.

«L’accoglienza è un dovere morale alto e, al tempo stesso, un’opportunità, una condivisione che fa crescere tutti. Vorremmo che questo fosse compreso e tenuto sempre presente, soprattutto a livello istituzionale, soprattutto in territori ai margini come i nostri. Camini era stata svuotata dall’emigrazione ed è ora ripopolata dall’immigrazione, è un fatto importante, fondamentale per la vita dei piccoli paesi. L’accoglienza è anche una missione. Ed è con questo spirito, di attenzione e amore, che ogni giorno, io e tutti gli operatori, affrontiamo le mille problematiche che portano con sé quanti lasciano il proprio paese per una terra straniera. E siamo felici poi di vedere che i nostri sforzi vengono ripagati, con migranti e rifugiati che trovano finalmente la serenità per andare verso il futuro, come è avvenuto con Douaa che ci ha fatto dono della sua storia» ha detto Zurzolo.

Una storia simbolo, appunto, che per l’incontro culturale condotto da Maria Teresa D’agostino, ha portato a Camini rappresentanti istituzionali, del mondo della scuola e dell’impegno sociale che hanno elogiato Douaa per la determinazione e la forza con cui ha affrontato i cambiamenti della sua vita, insieme alla famiglia, con la salda guida di Rosario Zurzolo e di Giusy Carnà, coordinatrice del progetto, e hanno sottolineato il valore dell’accoglienza.

La dirigente dell’Istituto Comprensivo Monasterace-Stilo-Riace-Bivongi, Gioconda Saraco, ha spiegato: «Entriamo quotidianamente in contatto con storie di migranti e la scuola diventa la seconda famiglia. La sinergia con Eurocoop e con il comune di Camini è quindi fondamentale per l’inserimento dei ragazzi che arrivano da noi, con tante difficoltà da superare, a partire dalla lingua, ed è poi motivo di grande soddisfazione vedere che il loro percorso trova sbocchi importanti come è avvenuta con Douaa»; la direttrice della Caritas diocesana Locri-Gerace, Carmen Bagalà, in prima linea nelle situazioni più delicate riguardanti l’accoglienza, ha evidenziato il valore umano della multiculturalità: «È importante mettersi sempre al fianco degli altri, al di là di confini e steccati, comprendersi, capirsi. Abbiamo percepito come vicina a noi la guerra in Ucraina ma non le tante guerre del mondo che hanno vissuto molte delle persone che sono qui questa sera. Dobbiamo imparare ad ascoltarci di più. Solo così possiamo davvero dare corpo a una società migliore, a un’idea alta di solidarietà tra i popoli»; il consigliere della Città Metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Marino, ha ribadito il sostegno dell’ente per tutto ciò che necessita l’accoglienza: «Camini rappresenta l’eccellenza nel campo dell’integrazione, della creazione di una società in cui persone da luoghi distanti si incontrano per dare vita a un mondo nuovo. Questo è un esempio mirabile di ciò che può e deve essere fatto in Calabria e che per la Città Metropolitana è un impegno prioritario»; infine, il senatore della Repubblica Nicola Irto, dopo aver invitato la giovane autrice a presentare il suo libro in Senato, ha concluso che, per una Calabria “diversa e migliore”, dal titolo di un suo interessante saggio, «la dimensione multiculturale è la strada da seguire, con determinazione, per uscire dall’impoverimento sociale e culturale cui la nostra regione sembra storicamente condannata; Camini è in controtendenza rispetto ai dati catastrofici sullo spopolamento, quindi dobbiamo percorrere questa via e, personalmente, porterò tutto questo all’attenzione del Parlamento».

Dall’assessorato regionale alle Politiche per il lavoro e formazione professionale, guidato da Giovanni Calabrese, la cui struttura doveva essere rappresentata da Domenica Bumbaca, assente per motivi di famiglia, un messaggio di saluto e di impegno nella direzione dell’accoglienza, in cui è stato brevemente illustrato il progetto Oikos per il lavoro e l’inclusione, attraverso corsi di formazione finalizzati a creare figure specializzate e, perciò, con maggiori possibilità di inserimento.

«Ho realizzato tanti desideri, qui a Camini, e tanti ancora spero di realizzare. Sono grata per tutto questo alla mia famiglia, che mi sostiene sempre, in ogni cosa, al sindaco, a Rosario, a Giusy e a tutti gli operatori della Eurocoop, che sin dall’inizio ci hanno fatto sentire al sicuro e, oggi, ci fanno sentire a casa. Per questo ho scelto come titolo del mio libro “Damasco è dove sono”, perché Damasco è la mia terra e ora la mia terra è anche qui, è anche Camini, con la Siria sempre nel cuore. E quello che spero con tutto il cuore è che la parola guerra scompaia subito da tutti i vocabolari. Non dobbiamo parlare di pace, pace è una parola vuota perché non c’è pace, dobbiamo farla, dobbiamo costruirla. Questo è il mio desiderio più grande» ha concluso Douaa. (rrc)

REGGIO CALABRIA – Il gruppo consiliare della Lega contro Falcomatà

Il gruppo consiliare della Lega punta il dito contro il sindaco Giuseppe Falcomatà. «Non abbiamo più parole per descrivere la deriva etica, politica ed amministrativa che sta caratterizzando il ritorno del sindaco Falcomatà sugli scranni di Palazzo San Giorgio – è scritto in una nota – Pare non esista più un limite all’indecenza politica delle scelte compiute da Falcomatà in questi tre mesi. La Giunta, diventata terreno di scontro tra sindaco e maggioranza, è ancora oggi impossibilitata ad operare e non si sta riunendo per via della violazione delle norme sulla pari opportunità previste dalla Legge Del Rio. Altro che bene comune. È tutto fermo: i cantieri, la cultura, la partecipazione, i fondi comunitari stanziati e non spesi. Anche il Welfare è fermo e senza indirizzo politico e persino le fasce più fragili della popolazione sono senza risposte. Ma la cosa davvero intollerabile è che è tutto fermo, tranne gli incarichi di staff».

Poi i leghisti accusano il sindaco per alcune assunzioni: «È delle ultime ore la pubblicazione sull’albo pretorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria del Decreto del Sindaco n. 2 del 15.01.2024, con il quale viene assunto il figlio di un consigliere comunale di maggioranza del Comune di Reggio Calabria. No, non è una cosa normale. È qualcosa, che letta insieme alla totale indifferenza del sindaco nei confronti della sofferenza della città, desta sentimenti di pubblico sdegno da ogni punto di vista. Si tratta, infatti, di scelte inopportune dal punto di vista etico, politico, giochi di potere che suonano come schiaffi in pieno volto a tutti i figli di questa terra, spesso madri e padri di famiglia, costretti a migrare o a fare sacrifici immani per trovare un lavoro, magari part time».

«Ma come? – si chiede la Lega – Non era proprio Falcomatà a dire che con lui questa sarebbe stata la città nella quale si va avanti non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa? Salvo poi assumere nello staff parenti di consiglieri comunali di maggioranza. Lungi da noi sindacare le competenze, le attitudini e le capacità di chi viene assunto, ma ci chiediamo cosa possa aver indotto il Sindaco a compiere un’operazione così spregiudicata e scellerata. Forse sarà stata la necessità di puntellare la maggioranza, assicurandosi i voti favorevoli di qualche Consigliere in occasione della mozione di sfiducia che andrà discussa in Consiglio Comunale. Che indipendenza può avere un consigliere comunale il cui figlio viene assunto in uno staff? Come può assumere decisioni libere, nell’interesse della città? Come può un sindaco determinare tutto ciò? È inaccettabile, da ogni punto di vista. La Città metropolitana, inoltre, viene usata nel peggior modo, un ente pubblico sfruttato per compensare gli squilibri politici, economici ed amministrativi di Palazzo San Giorgio, esattamente come è successo per il cosiddetto “Natale metropolitano”».

«Sembra non esistere più un limite a questa deriva etica e politica – conclude la Lega – che avvolge ormai le scelte del sindaco e l’agire di questa amministrazione. Noi, come consiglieri della Lega, dopo aver contribuito assieme a tutta la coalizione di centrodestra a presentare la mozione di sfiducia, non intendiamo avallare l’agire di questo sindaco e di questa amministrazione, che sembra ormai aver fatto di Palazzo San Giorgio il centro dei propri interessi personali». (rrc)