REGGIO – Si presenta il libro di poesie “Deserto” di Antonio Zavettieri

Domani sera, a Reggio, alle 19, al Chiostro della Chiesa degli Artisti, sarà presentato il libro di poesie “Deserto” di Antonio Zavettieri.

Apre la manifestazione don Antonio Cannizzaro, parroco della chiesa di San Giorgio al Corso Tempio della Vittoria, e coordina Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria. Interverranno: Fortunato Mangiola, scrittore; Rita Marino, già docente di Lingua e letteratura Inglese; l’autore Antonio Zavettieri. Letture scente a cura dell’attore Pasquale (Pax) Curatola. I

l titolo dell’opera è emblematico, tratta del “deserto interiore”, che ha numerosi risvolti e varie sfaccettature.

La modalità più diffusa sarebbe la solitudine fisica e psichica, in contrasto con il mondo dei social. Elemento negativo nella poetica di Zavettieri è l’insincerità, che si manifesta come indifferenza nelle relazioni.

Con l’ambiguità il soggetto tende a tenersi lontano da chiunque. Esiste anche l’anaffettività, condizione psicologica e descrittiva, che indica la difficoltà o l’incapacità di provare e mostrare affetti, sentimenti ed emozioni. Colpisce l’”inamore, perché altro è disamorarsi, altro è non innamorarsi. Tutti questi diversi aspetti s’intrecciano nella poesia di Antonio Zavettieri. (rrc)

A Camini il libro “Scilla” di Oreste Kessel Pace

Domani pomeriggio, alle 18, alla Sala Polifunzionale di Camini, si presenta il libro “Scilla” di Oreste Kessel Pace.

I saluti sono di Rosa Maria Carnà, presidente della Pro Loco di Camini e di Giuseppe Alfarano, sindaco di Camini.

Intervengono l’autore, il prof. Ulderico Nisticò, e Natale Pace. Dialoga con l’autore Rosaria Micelotta. (rrc)

A Locri al via “Luce dei Parchi”

Al via oggi a Locri “Luce sui Parchi”, il format dedicato alla valorizzazione del patrimonio archeologico della Locride, in programma da stasera a domenica 30 agosto.

Fino al 30 agosto sono previste sei giornate tra i parchi archeologici della Locride con itinerari culturali, musica, teatro, degustazioni e momenti di confronto.

«Un progetto – ha spiegato l’assessore regionale Giovanni Claabrese – che mette al centro alcuni dei luoghi più significativi della storia calabrese e li trasforma in spazi di incontro, scoperta e partecipazione, attraverso un calendario di appuntamenti che intreccia archeologia, cultura, spettacolo, musica e identità territoriale. È un progetto che vogliamo replicare e che ha già ottenuto il patrocinio del Ministero del Turismo, che ringrazio per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti della Calabria. Il programma propone itinerari culturali, visite, momenti di narrazione, spettacoli, degustazioni, talk e occasioni di confronto. Sei giornate nelle quali l’archeologia diventa il punto di partenza di un’esperienza più ampia, capace di mettere in relazione patrimonio, territorio e comunità e di offrire ai visitatori nuovi modi per conoscere e vivere la Locride. L’obiettivo – sottolinea infine l’assessore Calabrese – è di costruire un modello capace di valorizzare i parchi archeologici attraverso la contaminazione tra storia e contemporaneità, coinvolgendo visitatori, comunità, operatori e imprese e rafforzando il legame tra patrimonio culturale, turismo e territorio».

«Da stasera a domenica 30 agosto ci aspetta un viaggio straordinario nel cuore della nostra storia, tra mare, archeologia, cultura, talk, spettacoli e grande musica. Perché la nostra storia non appartiene soltanto al passato: continua a vivere nel mare, nelle pietre millenarie, nella musica e nelle emozioni della nostra bellissima Calabria. Una Calabria che custodisce le proprie radici e le trasforma in bellezza, cultura e futuro», ha spiegato ancora.

Il programma

Il viaggio parte da Locri, dal suggestivo Parco archeologico e dalla nuova Arena Epizefiri, per proseguire verso il Teatro Greco-Romano di Portigliola, l’Antica Kaulon di Monasterace e la Villa Romana di Casignana.

Ad aprire la manifestazione, questa sera a Locri, sarà il talk “La storia che viene dal mare”, seguito dallo spettacolo “Live Show” di Alessandro Siani. Una grande partenza per dare il via alla kermesse nel segno dell’ironia, della partecipazione e della capacità dello spettacolo di portare il nostro patrimonio al centro dell’attenzione di un pubblico ampio.

Da Alessandro Siani a Loredana Bertè, da Sebastiano Somma a Tosca, passando per Macagnino, l’Orchestra Cilea e Carmen Consoli, sono i grandi nomi scelti per accendere “LUCE SUI PARCHI – La storia che viene dal mare”, la kermesse promossa dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria e dal Dipartimento Turismo della Regione Calabria, guidato dall’Assessore Giovanni Calabrese, con Calabria Straordinaria, in partnership con Fondazione Calabria Film Commission, con il patrocinio del Ministero del Turismo e della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

La manifestazione toccherà alcuni dei luoghi simbolo del patrimonio archeologico della Locride, mettendo in relazione grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo con la storia e la bellezza dei siti: a Locri saranno protagonisti Alessandro Siani, Loredana Bertè e Carmen Consoli; a Portigliola Sebastiano Somma; a Monasterace Macagnino e l’Orchestra Cilea; a Casignana Tosca. (rrc)

ROCCELLA IONICA / Il prof. Francesco Pira socio onorario dell’Associazione Stampa Locride

“Per l’autorevole attività accademica e scientifica e per il costante impegno nello studio dei fenomeni sociali e comunicativi, interpretando la comunicazione come strumento di conoscenza, responsabilità e crescita civile, con particolare attenzione ai giovani e alle trasformazioni della società contemporanea”. Questa la toccante motivazione sulla Pergamena di Socio Onorario del Circolo della Stampa della Locride, consegnata insieme alla tessera, dal Presidente dottor Francesco Sorgiovanni al professor Francesco Pira, Associato di Sociologia all’Università di Messina, saggista e giornalista. La toccante cerimonia si è svolta a Roccella Jonica, evento brillantemente coordinato dal professore, architetto e giornalista, Rocco Romeo, presso l’Ex Convento dei Minimi.
Occasione della consegna del titolo la presentazione del volume scritto da Pietro Salvatore Reina “Conversazioni sull’umanità con Francesco Pira” che ha visto proprio il professor Pira dialogare con i professori Francesco Rao (Università Tor Vergata), Ciro Romano (Magnifico Rettore Università Montemurro D’Ippolito), Rocco Romeo (Università Guglielmo Marconi) e il Presidente del Circolo della Stampa della Locride, dottor Francesco Sorgiovanni.

L’evento si è aperto proprio con la consegna della Pergamena e della tessera da parte del Presidente Sorgiovanni: “abbiamo voluto consegnare questo riconoscimento al professore dell’Università di Messina, Pira, per la sua capacità di parlare con chiarezza alle nuove generazioni ma anche per l’apporto che saprà dare al nostro territorio per l’attività di formazione ai giornalisti e nelle scuole su temi importanti che riguardano la nostra professione e la società”.

Visibilmente commosso il sociologo Pira ha detto: “Ogni attestazione di stima ha un suo valore, ma quando arriva da un luogo simbolico legato al giornalismo, alla cultura e al rapporto con un territorio, il significato diventa ancora più intenso. In questo caso sento che non si tratta soltanto di una nomina, ma di un gesto che richiama un’idea precisa di responsabilità pubblica e di appartenenza a una comunità di valori. Per me questo riconoscimento tocca due dimensioni. La prima è personale: riguarda il cammino compiuto, gli incontri, gli insegnamenti ricevuti, le esperienze maturate in tanti anni tra università, scrittura, ricerca, formazione e presenza nel dibattito pubblico. La seconda è professionale e riguarda il senso del lavoro intellettuale quando non si esaurisce nella trasmissione dei saperi, ma cerca di entrare in rapporto con la vita delle persone, con le trasformazioni sociali, con le domande che attraversano il nostro tempo”.
Poi il momento dedicato al dibattito sul libro che si è sviluppato su importanti parole chiave. Sul valore dell’uomo e sul bisogno di un nuovo umanesimo digitale ha parlato il Magnifico Rettore dell’Università Montemurro d’Ippolito, Ciro Romano, di responsabilità il professor Francesco Rao, di educazione il professor Rocco Romeo. Relazioni di altissimo livello applaudite dal pubblico presente. Poi l’intervento conclusivo del professor Pira: “credo che il compito più alto del giornalismo sia restituire senso ai fatti. Non basta riferire ciò che accade: occorre verificarlo, collocarlo dentro un contesto, distinguerne le implicazioni, renderlo comprensibile ai cittadini. L’informazione perde forza quando si limita a inseguire l’urgenza o a moltiplicare il rumore. Diventa invece essenziale quando aiuta una comunità a orientarsi, a capire, a esercitare giudizio. Il giornalismo, allora, dovrebbe custodire proprio questo: la dignità del linguaggio, la pazienza della verifica, la tutela delle persone, la fedeltà alla verità dei fatti. Dovrebbe difendere la propria vocazione di servizio civile, senza lasciarsi assorbire dalle logiche della spettacolarizzazione. Quando ci riesce -ha concluso il professor Pira – il giornalismo non si limita a raccontare il mondo, ma aiuta anche a comprenderlo meglio e, in questo modo, a renderlo più abitabile”.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato il percorso professionale del professor Francesco Pira. Professore Associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università degli Studi di Messina, ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale di Professore Ordinario (prima fascia). Insegna Teorie e tecniche del giornalismo digitale, Social media e comunicazione d’impresa, Giornalismo sportivo nel corso di laurea triennale e Giornalismo digitale nel corso di laurea magistrale presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne, dove il Direttore professor Giuseppe Ucciardello lo ha nominato Delegato alla Comunicazione dello stesso Dipartimento Affianca all’impegno universitario una intensa attività di studio, scrittura e formazione. Saggista e giornalista, autore di oltre ottanta pubblicazioni tra monografie, saggi, contributi in volume e articoli scientifici in italiano, inglese e spagnolo, è condirettore della rivista Addiction & Social Media Communication. Il suo itinerario scientifico ha assunto negli anni un respiro internazionale: è visiting professor e Docente Erasmus in Università straniere membro del Comitato Accademico del Observatorio Euromediterráneo de Democracia y Espacio Público dell’Università Re Juan Carlos di Madrid. Tra i più recenti incarichi figura la nomina a membro dello Steering Committee della 12ª Conferenza Mondiale sui Media e la Comunicazione di Massa – MEDCOM 2027, in programma a Bangkok il 5 e 6 aprile 2027. Nel 2025 è entrato in un gruppo di ricerca del Centro de Investigación Social Aplicada dell’Università di Malaga sulla famiglia digitale in Europa e nel Mediterraneo. Il suo nome è legato a un lavoro costante sui temi della media education, delle fake news e della responsabilità comunicativa. E’ consigliere nazionale dell’UCSI – l’Unione Cattolica Stampa Italiana – e il quotidiano Avvenire lo ha indicato come uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno delle fake news. Le sue analisi sono apprezzate anche dagli spettatori televisivi di canali nazionali e regionali e, da oltre un anno, è ospite fisso della trasmissione nazionale Fatti di Nera, in onda sul canale 122 del digitale terrestre. Nel 2008, per la sua attività di ricerca e saggistica, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. (rrc)

REGGIO / Con la scrittrice e giornalista Anna Mallamo si concludono staserai Caffè Letterari del Rhegium Julii

Ultimo appuntamento dei Caffè Letterari del Rhegium Julii ospitati dal Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”. S i chiude lunedì 24 agosto, con  una giornalista e scrittrice molto nota, Anna Mallamo, autrice di un titolo molto apprezzato e pluripremiato in diversi consessi letterari “Col buio me la vedo io” edito da Einaudi.

Anna Mallamo, originaria di Reggio  ma emigrata a Messina, è in continuo andirivieni sullo Stretto.  E’ giornalista, cura le pagine di Cultura e spettacoli della Gazzetta del Sud e gestisce un blog sull’Huffington Post. Per l’Unità ha tenuto una rubrica settimanale che raccontava le gesta semiserie, ma profondamente politiche, di un condominio di anziane donne calabresi.

È autrice di Lezioni di tango (Città del Sole 2010), sul mondo del tango e i suoi protagonisti, e suoi racconti sono apparsi in diverse antologie e riviste.

Per Einaudi ha pubblicato Col buio me la vedo io (2025), con il quale ha vinto il  Supermondello).

Dopo i saluti dei responsabili dei rispettivi circoli e del Presidente dell’Aiparc Salvatore Timpano che collabora alla iniziativa  converseranno con l’autore, la socia Teresa Scordino, la scrittrice  Rosellina Falduto e la socia Nunzia Corigliano. (rrc)

VILLA SAN GIOVANNI / Stasera Correnti: il luogo dell’anima immagini poesie e musiche dello Stretto

Questa sera alle 21.30 a Villa San Giovanni nella sede nautica ANMI “A. Mondello” per la rassegna Correnti “Il luogo dell’anima”: immagini, poesie, prose e musiche dello Stretto. Con la sindaca Giusy Caminiti, la Presidente del Consiglio comunale Caterina Trecroci e Maria Pascuzzi.

Intervengono Giuseppe Belfiore, Antonio COsimo Calabrò, Sonia Calveri, Rocco Cassone, Luca Creazzo, Antonio Idotta, Giancarlo Melito, Carlo Morabito, Luisa Antonella Ottanà, Maria Rita Romeo, Maristelal Spezzano,

BIANCO / La Notte dell’enogastronomia e della cultura Bianchese: tre giorni tra arte musica sapori

È la quarta edizione, per la città di Bianco, nel Reggino, della manifestazione Azzurro di Calabria promossa dall’amministrazione comunale. L’appuntamento bianchese con arte, musica, sapori, si terrà dal 20 al 22 agosto 2026: tre giorni dedicati al territorio, alle sue eccellenze, all’arte, alla musica e ai sapori, La “Notte dell’Enogastronomia e Cultura Bianchese”, qè pensata e voluta per la valorizzazione del territorio e delle sue identità. Si parte il 20 con “Azzurro di Calabria – Il racconto del mare”; il 21 agosto ci sarà l’omaggio all maestro orafo Michele Affidato e il live “Tra l’Oleandro e il Baobab”; e il 22 grande festa nel centro cittadino con artisti di strada, musica e street food.

La seconda giornata, venerdì 21 agosto, con inizio alle ore 21.00, si sposterà nel suggestivo Borgo di Pardesca Vecchia, con l’omaggio al grande Maestro orafo calabrese, Michele Affidato. Porteranno i saluti istituzionali il sindaco Giovanni Versace, il presidente dell’associazione “Brutium – I Calabresi nel Mondo”, Gemma Gesualdi, la senatrice della Repubblica italiana, Tilde Minasi, l’assessore al Turismo della Regione Calabria, Giovanni Calabrese, e l’assessore all’Istruzione della Regione Calabria, Eulalia Micheli, il delegato del presidente della Regione Calabria ai Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco, il consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia, Domenico Giannetta. Michele Affidato, quindi, sarà protagonista di un incontro in cui parlerà della sua storia e del valore dell’arte orafa come espressione di creatività e bellezza. Alle 22.30, musica d’autore con il live “Tra l’Oleandro e il Baobab”, percorso dedicato all’universo poetico e sonoro di Paolo Conte.

Ieri sul Lungomare  grande successo per l’evento“Azzurro di Calabria – Il racconto del mare”, progetto “Azzurro di Calabria 2026 – La costa e il mare dello Jonio: storia, futuro e identità, in una serata in cui il mare è stato celebrato come patrimonio culturale e identitario, come esaltazione dei sapori. Lo spazio dedicato a “Il mare come risorsa” ha visto gli interventi del sindaco di Bianco, Giovanni Versace, di Francesco Scordino, consigliere direttivo del GALP “Calabria Jonica”, e di Giuseppe Palmisani, dirigente Regione Calabria.

A seguire, c’ stato spazio alla narrazione e alla poesia con gli scrittori Gioacchino Criaco, Anna Maria Milone e Giuseppe Zucco, protagonisti di un racconto dedicato alla bellezza del mare attraverso parole, immagini e poesia. Alle 21.30 sarà la musica a diventare protagonista con Francesco Loccisano e la sua chitarra battente, nello spazio “I suoni del Mediterraneo”. Una mostra e artisti di strada sul tema faranno da cornice all’evento curato e condotto dalla giornalista Maria Teresa D’Agostino.

Per raggiungere il borgo di Pardesca Vecchia sarà disponibile una navetta gratuita dalla piazza di Pardesca.

La conclusione della quarta edizione è affidata, sabato 22 agosto, a un gran finale nel cuore di Bianco, tra Corso Vittorio e via Garibaldi. A partire dalle 21.00, spazio a street food, area gonfiabili e artisti di strada, per una serata pensata per coinvolgere un pubblico di tutte le età, che vedrà protagonista la musica della “Ottopiù Street band”.

La Notte dell’Enogastronomia e Cultura Bianchese si conferma così un appuntamento capace di valorizzare le diverse anime di Bianco: il mare e il paesaggio, l’arte e la creatività, le tradizioni enogastronomiche, l’artigianato e la musica; un momento di incontro e promozione culturale del territorio. (rrc)

MARINA DI GIOIOSA IONICA / Stasera si presenta il libro sull’infamia subita da innocente dal sindaco Femia: “Basta coprire i polsi”

Stasera alle 21.30 alla Torre del Cavallaro di Marina di Gioiosa Ionica sarà presentato il libro del sindaco Rocco Femia e della giornalista Simona Musco “Basta coprire i polsi” (Media&Books). Modera il gironalista Tommaso Labate. Partecipano il prof. Ilario Ammendolia, il direttore di Calabria.Live Santo Strati, e l’avv. Domenico Lupis, Presidente del Consiglio comunale. In collegamento Alessandro Barbano, direttore dell’AltraVoce Quotidiano.

Il libro racconta l’infamia subita dal sindaco Femia e le soffeenze patite a seguito di una falsa accusa che lo ha trattenuto in carcere per molti anni da innocente. “Una ferita profonda di un uomo innocente che non ha mai perso la fiducia nella forza inarrestabile della verità”. (rrc)

S. ILARIO DELLO IONIO (RC) / Salute e benessere con il professor Rocco Maurizio Zagari

Ha registrato grande interesse e un’ampia partecipazione alla Marina di Sant’Ilario dello Ionio, l’evento “Salute e benessere” 2026, appuntamento scientifico-divulgativo promosso dall’amministrazione comunale e curato dal professore Rocco Maurizio Zagari.

Dopo il successo registrato lo scorso anno con l’approfondimento su uso e abuso dei gastroprotettori, il professor Zagari, direttore dell’Unità operativa “Patologia organica esofago-gastrica” dell’IRCCS – Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna e della Scuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Digerente dell’Università “Alma Mater” di Bologna, ha affrontato un altro tema importante e complesso “Il mal di stomaco: miti e realtà”. Zagari ha accompagnato il numeroso pubblico alla scoperta delle principali problematiche legate alla salute dello stomaco, sfatando falsi miti e convinzioni errate e affrontando con chiarezza e rigore temi di grande interesse per la salute: dai sintomi da non sottovalutare ai comportamenti che favoriscono il benessere dell’apparato digerente, a partire dall’alimentazione.

L’incontro ha confermato il grande interesse per i temi della salute e della prevenzione da parte della comunità che, grazie alle doti di comunicatore del professore Zagari, ha avuto accesso a contenuti scientifici complessi, resi comprensibili attraverso una relazione puntuale e chiara.

«Il mal di stomaco è una delle condizioni in cui il sapere medico e quello popolare si incontrano e spesso si sovrappongono. Il primo compito del medico è capire cosa il paziente intenda realmente per “mal di stomaco”, perché non sempre il disturbo proviene dallo stomaco. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione benigna, sulla quale incidono anche stili di vita e fattori come stress e ansia. Per questo, insieme alle cure appropriate, è fondamentale promuovere uno stile di vita sano, evitando fumo e pasti troppo abbondanti e ricchi di grassi, praticando attività fisica e mantenendo un peso adeguato» ha detto il professore Zagari, sintetizzando il suo ampio e dettagliato intervento.

«Desideriamo ringraziare di vero cuore il professore Zagari per aver accolto nuovamente il nostro invito e per aver regalato al comprensorio una serata di grande valore. La grande partecipazione e l’interesse dimostrato dai cittadini confermano quanto sia importante creare occasioni di confronto e di informazione sulla salute e sulla prevenzione. Il professor Zagari, con la sua autorevolezza, la sua disponibilità e il suo amore per il territorio, rappresenta un prezioso punto di riferimento. A lui va la nostra gratitudine per aver messo, ancora una volta, la sua esperienza e la sua umanità al servizio della comunità. Un sentito grazie anche ai tanti medici e ai rappresentanti istituzionali presenti, in particolare al sindaco Vincenzo Maesano, sindaco di Bovalino e presidente di AssoComuni Locride» ha concluso il sindaco, Pasquale Brizzi. (rrc)

REGGIO / Il valore educativo dell’errore: una bella serata in piazza Castello

Il valore educativo dell’errore: occasione per comprendere, correggere, imparare e sviluppare le proprie potenzialità. A Reggio una bella serata nell’ambito del progetto nazionale “Scienza Serviziovole in Cammino”, guidato da Bepi Giorato Martina Gottardo-

Il tema affrontato alla luce delle neuroscienze educative dalla professoressa Daniela Lucangeli, ordinaria all’Università di Padova e tra le principali esperte italiane di psicologia dello sviluppo e neuroscienze applicate all’educazione.

L’iniziativa è stata organizzata dal CNIS Reggio Calabria, in collaborazione con lo spin-off Minde4Children dell’Università di PadovaScienza Servizievole in CamminoPotenzia-MenteEquilibri Pedagogici, gli istituti scolastici partner e con il coordinamento della FIDESP. A confrontarsi con la Lucangeli anche la dirigente scolastica Eva Nicolò e la psicologa Francesca Rotiroti, presidente del CNIS Reggio Calabria.

«La professoressa Lucangeli, questa è la terza edizione – ha spiegato Rotiroti – ogni anno, alla fine di una marcia che attraversa tutta l’Italia, vuole incontrare le comunità, in modo tale che possa condividere con la comunità stessa i temi per cui lei è molto sensibile. In qualche maniera la città ha risposto alla sensibilità della professoressa Lucangeli e noi abbiamo accolto il suo invito e siamo qui per questo».

A raccontare il significato del viaggio è stato Giuseppe “Bepi” Giorato, portabandiera di «Errando» e di «Scienza Servizievole in Cammino». Novantanove tappe, circa 2.000 chilometri percorsi interamente a piedi, da nord a sud, fino all’approdo finale a Reggio Calabria.

«Non mi porto a casa luoghi, non mi porto a casa spettacoli della natura – ha raccontato Giorato – mi porto a casa l’umano che ho incrociato in queste 99 tappe, l’accoglienza delle persone, la gente che vuole conoscere la Scienza Servizievole in Cammino e la scienza servizievole di Daniela Lucangeli».

È soprattutto l’incontro con le comunità ad aver segnato il cammino: «Le persone nei territori, nei piccoli paesi, nei villaggi, nelle grandi città, tutti si sono adoperati per far arrivare Errando 2026 qui a Reggio Calabria. Questa è la cosa più grande, il dono più grande che questo cammino mi ha fatto».

Un viaggio che, secondo Giorato, ha anche restituito un’immagine dell’Italia meno divisa di quanto si potrebbe pensare.

Piazza Castello: sede di un evento educativo«Le persone che ho incontrato non sono diverse da nord a sud, sono tutte desiderose di un cambiamento – ha sottolineato – quello che la scienza servizievole di Daniela Lucangeli può in qualche maniera attuare».

Il filo rosso è dunque «il desiderio di cambiamento, il desiderio di innovare quello che può essere la scuola», insieme alla necessità di recuperare una dimensione autenticamente umana.

«L’umano deve essere sempre più connesso, ma non con i telefonini, ma connesso col cuore», ha affermato.

E sul futuro del progetto, Giorato non nasconde il desiderio di proseguire: «Io me lo auguro, non so se camminerà sulle mie gambe, ma sicuramente vorrei che questa esperienza continuasse nel tempo. È stata un’esperienza meravigliosa, è un progetto di tutti, non è un progetto di Bepi o chissà chi, è un progetto di tutta una comunità che chiamiamo in modo semplice il noi».

La lectio della professoressa Lucangeli ha riportato il discorso al cuore dell’iniziativa: che cosa significa davvero sbagliare e quale ruolo può avere l’errore nel processo educativo?

La risposta della neuroscienziata è netta: «Non solo può, ma dovrebbe esserlo già da sempre».

Lucangeli ha ricordato la frase di un bambino incontrato nel corso della sua esperienza: «Dai, dai, non ti preoccupare, che se sbagli non fa niente». Un’espressione semplice che racchiude, secondo la studiosa, una profonda verità educativa.

L’errore, infatti, può diventare un’indicazione preziosa per chi educa. È una sorta di bandierina” che segnala dove il bambino ha bisogno di aiuto e quale strategia didattica può permettergli di superare la difficoltà. In questo processo entra in gioco anche la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di modificarsi e riorganizzarsi attraverso l’esperienza e l’apprendimento.

«Il cervello non può non sbagliare – ha spiegato Lucangeli – è un meccanismo attraverso cui riorganizza le informazioni dentro le strutture neurali».

Da qui la necessità di cambiare prospettiva, soprattutto nella scuola. L’errore non dovrebbe essere letto innanzitutto come una colpa, né automaticamente come il segnale di una difficoltà patologica. Deve diventare, invece, un’informazione utile per comprendere dove intervenire con la competenza didattica.

È questa, secondo Lucangeli, una delle grandi sfide affidate oggi alla scuola: riconoscere nell’errore il punto da cui partire per accompagnare ciascun alunno verso la conoscenza e verso la piena espressione delle proprie capacità.

«Ogni errore indica non dove c’è una colpa o dove c’è una patologia, bensì dove c’è la necessità della competenza didattica che porta fuori da quell’errore», ha affermato.

Un cambio di paradigma che coinvolge insegnanti, genitori e più in generale l’intera comunità educante. L’obiettivo non è eliminare l’errore dal percorso di crescita, ma imparare a leggerlo, comprenderne le cause e utilizzarlo per costruire nuovi apprendimenti.

La serata di Piazza Castello ha così chiuso simbolicamente un viaggio lungo 99 tappe, ma ne ha aperto un altro: quello verso un’idea di educazione capace di considerare l’errore non come una sconfitta, bensì come parte integrante del percorso.

Perché, in fondo, “errando” si può continuare a camminare. E proprio strada facendo si può imparare a conoscere meglio se stessi, gli altri e il mondo. (rrc)