Il Comune di Reggio Calabria, guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà, si è riunito per approfondire i contenuti del bando per l’assegnazione ai Comuni di contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale.
VIBO VALENTIA – La frazione “Porto Salvo” diventa Borgo dei Fiori
La frazione Porto Salvo di Vibo Valentia si accinge a diventare il Borgo dei Fiori, grazie all’iniziativa Il borgo dei fiori promossa dal Comune di Vibo Valentia, che prevede la piantumazione di 200 specialità di fiori, di cui 100 da parte del Comune, e l’altra offerta dalla ditta Cirianni.
L’evento vedrà la partecipazione del sindaco, Maria Limardo, dell’assessore alle Attività Produttive, Domenico Francica, di tutti gli abitanti e, sopratutto, dei bambini.
Si tratta del «primo di un lungo percorso di riqualificazione della frazione vibonese che si vedrà abbellita da composizioni floreali, in attesa dell’avvio delle manifestazioni di “Vibo, Capitale del Libro”. Il fermento, comunque, nella frazione è già partito con l’entusiasmo della popolazione, che anche a livello singolo e privato hanno già avuto modo di creare un ambiente floreale e colorato, appunto, da balconi e fioriere delle proprie abitazioni. Un fermento che, l’amministrazione comunale, vuole mantenere vivo, proseguendo nella bella iniziativa che da domani comincerà a prendere forma». (rvv)
REGGIO – Città Metropolitana e Regione a confronto sui risarcimenti alle imprese agricole per maltempo
Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Regione si sono confrontate per fare il punto della situazione circa lo stato dell’arte del comparto agricolo reggino e le misure a favore del tessuto produttivo su cui l’ente di Palazzo “Alvaro” sta lavorando.
All’incontro, promosso dal consigliere delegato Giuseppe Marino, hanno preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il dirigente generale Dipartimento regionale Agricoltura, Giacomo Giovinazzo, il direttore di Confagricoltura Calabria, Angelo Politi e per Coldiretti Reggio Calabria, il direttore Pietro Sirianni e Antonio Maesano.
Nel corso dell’incontro, è stato analizzato lo scenario complessivo del settore agrumicolo, alla luce degli ingenti danni causati alle coltivazioni dalla forte gelata che si è abbattuta lo scorso 10 aprile in diverse aree del territorio metropolitano.
«Eventi – ha spiegato il consigliere Marino a margine dei lavori – che hanno colpito in modo particolare le produzioni di kiwi della Piana, nelle zone di Polistena, Cittanova e Rosarno, ma anche altri contesti del settore agrumicolo come le piantagioni di avocado e naturalmente anche gli ortaggi. Di concerto con la Regione Calabria stiamo definendo la strategia di intervento a sostegno degli imprenditori colpiti, attraverso dei risarcimenti per danni alla produzione nel quadro del decreto legislativo 102 del 2004. La Città metropolitana e la Regione stanno, inoltre, cooperando anche per raccogliere le segnalazioni stesse degli imprenditori che hanno subito danni. Siamo già arrivati a circa 177 richieste di intervento e gli uffici periferici della Metrocity sono al lavoro per redigere una dettagliata relazione che consentirà alle strutture regionali di attivarsi».
«In questa direzione – ha aggiunto – ci conforta l’impegno assunto dall’assessore Gallo circa l’attivazione di un canale di dialogo diretto con il Ministero delle politiche agricole, per snellire e rendere operative il prima possibile le procedure per i risarcimenti. E’ molto importante in questa delicata fase, peraltro ancora duramente segnata dalla crisi sanitaria, riuscire a operare con senso di responsabilità e capacità di fare squadra tra i diversi livelli di governance, specie per un settore chiave per l’economia e l’occupazione del nostro territorio come quello agricolo».
«Alla Regione – ha poi concluso il rappresentante di Palazzo “Alvaro” – abbiamo anche ribadito la centralità del bergamotto per il rilancio delle politiche di settore e, al contempo, la necessità di predisporre dei bandi nel quadro del Psr che puntino alla prevenzione da eventi calamitosi, attraverso l’istituzione di fondi che consentano alle aziende di dotarsi di sistemi e strumentazioni in grado di proteggersi da eventi atmosferici estremi. Una misura, questa, che consentirebbe anche alle imprese di ottenere delle polizze assicurative a condizioni economiche nettamente più favorevoli. Dalla Regione è stato inoltre ribadito l’impegno e il ruolo della Città metropolitana anche nel quadro della fondamentale attività di programmazione e definizione degli indirizzi del Programma di sviluppo rurale». (rrc)
Il sindaco Giuseppe Falcomatà: Ottenuto il finanziamento per il Museo del Mare di Zaha Hadid
«Il Museo del Mare di Zaha Hadid può finalmente trasformarsi in realtà. Adesso è ufficiale» ha annunciato, con soddisfazione, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, spiegando che «siamo riusciti, grazie alla disponibilità del Governo ed in particolare del Ministro Dario Franceschini, e grazie all’interlocuzione promossa da Anci con il presidente Antonio Decaro, ad ottenere il finanziamento dell’opera, in totale 53 milioni di euro destinati a Reggio Calabria, inseriti nel masteplan delle risorse disponibili per gli attrattori culturali delle Città Metropolitane».
«Il progetto – ha spiegato – è stato ritenuto dal Governo strategico per lo sviluppo dell’intero Paese, a dimostrazione di quanto sia importante investire le risorse del Recovery soprattutto nel Mezzogiorno.Perchè se riparte il Sud, riparte l’Italia».
«Il finanziamento di 53 milioni di euro – ha proseguito – premia il lavoro costantemente portato avanti dall’amministrazione comunale in questi anni, capace di ridare dignità e autorevolezza alla nostra Città, individuata dal Ministero come sede di uno dei finanziamenti più cospicui inseriti nel piano a livello nazionale. Adesso tocca a noi, tocca alla nostra comunità meritarsi l’attenzione e la fiducia riposta con l’assegnazione di questi fondi, attivando immediatamente l’iter amministrativo per arrivare alla cantierizzazione dell’opera».
«Dopo la realizzazione del waterfront, che sarà inaugurato a breve – ha concluso Falcomatà – e le altre opere di rigenerazione urbana che stanno ridando slancio all’economia e decoro urbanistico al paesaggio sull’intero frontemare cittadino, da Bocale a Catona, adesso siamo finalmente in grado di incastonare il gioiello che renderà ancora più unico e prezioso il tratto costiero della nostra città». (rrc)
REGGIO – Al via bando da 3,2 milioni di euro a sostegno delle imprese
Sono 3,2 milioni di euro la somma che il Comune di Reggio Calabria ha stanziato a favore delle imprese reggine.
Una misura fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giuseppe Falcomatà, con l’obiettivo di supportare il tessuto imprenditoriale in una fase particolarmente difficile a causa delle pesanti ricadute economiche determinate dalla crisi sanitaria da Covid 19. Il bando, che è finanziato con fondi del Poc Città Metropolitane 2014-2020, entrerà nei prossimi giorni nella fase operativa con l’apertura della procedura informatica per l’acquisizione delle domande delle imprese.
«È un’idea partita dalla fase uno del lockdown dello scorso anno e che si è poi concretizzata all’interno della task force sull’economia» ha spiegato il Sindaco Giuseppe Falcomatà nel corso della conferenza stampa di presentazione a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria Antonino Tramontana, il consigliere regionale Nicola Irto e il dirigente del Settore Sviluppo Economico, Loredana Pace.
«Un lavoro sinergico – ha proseguito Falcomatà – che ha visto l’assessore Calabrò, la dirigente Pace e tutto il settore sviluppo economico cooperare per l’individuazione di queste risorse il cui punto di forza è quello di dare priorità a quei soggetti, tra imprenditori, commercianti e partite iva, che non hanno potuto beneficiare delle precedenti misure, perché hanno avviato le loro attività nel 2020 senza poter dunque dichiarare un fatturato relativo al 2019».
«Un intervento che vuole dare il segno della vicinanza concreta da parte delle istituzioni cittadine – ha evidenziato il primo cittadino – al tessuto socioeconomico, ribadendo a chiare lettere che nella nostra città è possibile fare impresa, restando sempre saldamente dalla parte della legalità e della trasparenza. Naturalmente, siamo consapevoli che questo intervento da solo non basta, dobbiamo continuare ad occuparci dei problemi della cittadinanza e degli operatori economici, dimostrando che anche il Comune può fornire un supporto tangibile e contribuire a quella fase di ripresa che tutti auspichiamo possa andare avanti il più velocemente possibile».
«In questi mesi – ha detto l’assessora alle Finanze e Attività produttive del Comune di Reggio Calabria, Irene Calabrò – abbiamo lavorato sempre in stretta sinergia con le istituzioni, gli organismi europei e con le rappresentanze di categoria del territorio anche nel quadro dell’attività portata avanti dalla task force sull’economia. Il bando è dunque uno strumento ragionato, che guarda con attenzione alle peculiarità del tessuto produttivo locale, quindi alle micro e piccole imprese che hanno un fatturato fino a 150mila euro, ovvero tutto quell’universo di piccole attività di prossimità che più di ogni altra stanno pagando gli effetti dell’emergenza sanitaria».
La novità di rilievo – ha poi evidenziato l’assessora Calabrò – è che il bando si rivolge anche alle imprese di nuova costituzione che non possono certificare un calo di fatturato, a differenza di quanto accade con i vari decreti ristori».
Il bando prevede un’indennità una tantum di mille euro con domande a sportello in una finestra che va dal 12 al 30 aprile, gestite su una piattaforma telematica che assegnerà un numero di protocollo per garantire la massima trasparenza di tutta l’istruttoria. “Condivisione e concertazione sono i fattori chiave di questa misura”, ha concluso l’assessora Calabrò, “l’amministrazione comunale ha voluto mettere a disposizione queste risorse per chi ne ha effettivamente bisogno. Crediamo molto in questo metodo di lavoro e rivolgo un sentito ringraziamento a tutti gli attori sociali e di categoria, al tavolo sull’economia, che hanno contribuito a questo risultato. E’ l’inizio di una serie di attività e azioni che stiamo definendo per il tessuto socioeconomico anche nel quadro del Next Generation Eu, del React le cui schede abbiamo già presentato all’Agenzia di coesione e delle misure di sostegno all’economia circolare di Agenda urbana che partiranno a breve
Flai Cgil Area Vasta avvia confronto per strategia efficace per le aree interne
Dare vita, grazie al confronto fra amministratori locali e parti sociali, a una idea di progettazione per tecniche, interventi e risorse che portino ad una strategia efficace per ridare sviluppo, economia, occupazione e coesione sociale alle Aree Interne.
È questo l’obiettivo della Flai Cgil Area Vasta, che ha promosso un webinar sul tema Aree interne: progetti e prospettive, che si è svolto alla presenza di numerosi sindaci e amministratori.
All’iniziativa, infatti, aperta dalla relazione del segretario Flai Cgil Area Vasta, Battista Platì, hanno partecipato tra gli altri: Bruno Costa, segretario generale della Flai-Cgil Calabria; Domenico Galelli, sindaco di Zagarise; Francesco Durante, sindaco di Castelsilano; Antonio Demasi, sindaco di Nardodipace; Davide Zicchinella, sindaco di Sellia Superiore; Francesco Angilletta, sindaco di Mongiana; Nicola Belcastro, sindaco di Cotronei; Emanuela Talarico, sindaco di Carlopoli; Angelo Frascarelli, professore associato dell’Università di Perugia; Ercole Mete, presidente Alpaa Calabria; Raffaele Mammoliti, direttivo nazionale Cgil; Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria; Enzo Scalese, segretario generale Cgil Area Vasta, e Giovanni Mininni, segretario generale nazionale della Flai-Cgil, al quale sono state affidate le conclusioni.
«Credo sia quanto mai opportuna – ha detto Platì – una riflessione più accurata per meglio definire una nuova strategia delle aree interne e loro riattivazione sociale ed economica. Una riflessione che miri a contrastare la caduta demografica e rilanciare lo sviluppo e i servizi di queste aree. In altre parole, serve un senso di responsabilità più attiva nell’ambito di una visione programmatica che dovrebbe avere come obiettivo prioritario quello della difesa delle “Zone Interne».
«Siamo convinti – ha continuato Platì – che le zone interne delle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, possano rappresentare una grande occasione di sviluppo con forti ricadute occupazionali».
Secondo Platì serve un confronto serio con la Regione Calabria per «stabilire un Piano straordinario di assunzioni nel settore, e ancora un piano per la tutela dei beni materiali e immateriali, identificati come risorsa principale del Paese e come fonte importante di sviluppo economico diffuso su tutto il territorio, un piano di tutela del paesaggio. Ed ancora parallelamente alle azioni derivanti dall’impiego del Recovery Fund nel quadro delle linee indicate sia in relazione all’ambiente che alla cultura, promuovendo politiche fiscali e di programmazione economia di medio e lungo periodo che possano invertire il processo di progressivo abbandono delle aree interne e superare tutte quelle diseguaglianze territoriali, frutto della decrescita generalizzata».
Non bisogna, quindi, sottovalutare nemmeno le risorse previste per l’agricoltura dal Recovery Fund, parliamo di circa 2,5 miliardi di euro che potrebbero essere utilizzati per aumentare la capacità produttiva.
«Nel corso degli anni – ha affermato Raffaele Mammoliti – il salario previdenziale anche di carattere assistenziale, i 30.000 operai forestali oggi ridotti a circa 6 mila, la fiscalità di vantaggio per le Pmi hanno garantito la permanenza nel territorio nelle zone interne e quindi di produrre reddito, garantire dignità e tenuta sociale».
«Oggi – ha aggiunto – siamo di fronte ad un quadro profondamente cambiato sia dal punto di vista demografico che economico sociale. Tuttavia, bisogna essere consapevoli della quantità di risorse disponibili che vanno utilizzati proficuamente per affermare i diritti di cittadinanza e attuare un Piano straordinario del lavoro sia per garantire una manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio valorizzando l’importante patrimonio boschivo esistente sia per ammodernare la pubblica amministrazione».
«Il nostro obiettivo come sindacato deve essere quello di creare occasioni per lo sviluppo economico e sociale – ha detto invece il segretario generale Enzo Scalese – e lo sviluppo si crea solo con le concrete opportunità di lavoro, puntando ad esempio allo sviluppo sostenibile, alla tutela del territorio con attenzione particolare alla forestazione e al turismo di prossimità che, proprio la pandemia ci ha insegnato, essere una opportunità per coniugare l’ambiente e il diritto alla salute. Dobbiamo lavorare per connettere le aree interne con il resto del paese e rendere esigibili i diritti di cittadinanza».
Il segretario nazionale della categoria, Mininni, ritiene che iniziative come quella realizzata oggi (ieri ndr) dalla Flai Cgil Area Vasta «debbano essere esportate in tutte le altre regioni, il tema delle aree interne e quindi di un diverso sviluppo appartiene anche ad altre regioni, anche del nord Italia».
Mininni si è detto colpito dagli interventi dei sindaci, che hanno raccontato la realtà di amministratori locali con i problemi concreti con cui si approcciano quotidianamente, riportando al tema dello sviluppo di quasi il 60 per cento del territorio nazionale.
«Quando parliamo di comuni – ha detto Mininni – che vengono qualificati come periferici, parliamo di territori fragili, afflitti da scarsità di servizi essenziali, si è creata una vera polarizzazione urbana che ha investito tutte le aree. Non siamo stati efficaci nel chiedere politiche e promuovere politiche per contrastare questo fenomeno, e non ce la caviamo solo dando la colpa alla politica che non è riuscita a contrastare questo fenomeno, anche noi siamo stati poco efficaci. Quindi, bisogna con forza, proprio come avete fatto questa mattina, tornare ad individuare le priorità, e in queste zone non si può che ripartire dal lavoro».
Ritornare al lavoro, quindi, per produrre la ricchezza del territorio e non solo delle persone. Nella discussione e nella definizione di un percorso comune, quindi, Cgil e Flai Cgil Area Vasta avviano un confronto concreto che porti ad una visione coerente a soluzioni condivise per il futuro sviluppo dei nostri territori. (rcz)











