COSENZA – Mercoledì l’intitolazione di Via Luigi Pellegrini Editore
Mercoledì 29 settembre, alle 17, a Cosenza, la strada che conduce da via Camposano, dove ha sede la casa editrice Pellegrini , all’incrocio di via De Rada/Stancati, sarà intitolata a Luigi Pellegrini Editore.
Saranno presenti il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, e l’assessore alla Pianificazione urbana Michelangelo Spataro, che ha avviato un vero e proprio programma di riordino della toponomastica cittadina 2021 con la nuova apposizione della numerazione civica nell’ambito del territorio urbano, comprese le periferie e le contrade.
Un riconoscimento significativo per l’editore Luigi Pellegrini, scomparso nell’aprile del 2018, che ha dato un notevole contributo per la diffusione della cultura nella regione e a Cosenza in particolare, attraverso la casa editrice nata nel 1952 – sta per compiere i suoi primi 70 anni di vita–alla quale dedicò tutta la sua vita, e divenuta oggi punto di riferimento insostituibile, non solo in Calabria.
Dopo la cerimonia di intitolazione, all’interno della casa editrice, l’editore Walter Pellegrini traccerà un profilo culturale e giornalistico del professore Pellegrini. (rcs)
A Corrado Calabrò il Premio Speciale Morgantina
Prestigioso riconoscimento al poeta e magistrato reggino Corrado Calabrò, a cui è stato conferito il Premio Speciale Morgantina, per «le qualità artistiche, per le caratteristiche di stampo esistenziale, per l’autenticità della parola lirica».
Il prestigioso riconoscimento rientra nell’ambito della seconda edizione del Premio Internazionale di Poesia Morgantina, organizzato dall’Accademia di Sicilia
Calabrò, si legge nella motivazione, è stato premiato sopratutto per «l’ultima raccolta dal titolo L’altro, in cui evidenzia – sul filo dell’ironia – una fondante cifra sull’uomo e la sua stessa esistenza». (rrm).
Il clamoroso addio dell’arcivescovo di Catanzaro, Vincenzo Bertolone
«Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace (Italia), presentata da S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Bertolone». Lo ha reso noto il bollettino della Sala Stampa Vaticana.
A ‘colmare’ il vuoto lasciato da Mons. Bertolone, l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Angelo Panzetta, che è stato nominato amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Catanzaro. Ad annunciarlo, lo stesso Mons. Panzetta, che «ha espresso il proprio ringraziamento al Santo Padre per la fiducia in lui riposta – si legge in una nota della Diocesi – desideroso di impegnarsi al meglio, per il tempo che sarà necessario, a servizio della Chiesa di Catanzaro-Squillace. A mons. Vincenzo Bertolone il nuovo amministratore apostolico ha rivolto parole di ringraziamento per il servizio svolto come pastore della chiesa di Catanzaro-Squillace».
«Ho assunto il nuovo incarico – ha dichiarato mons. Panzetta, in un messaggio indirizzato all’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace – con un amore grande verso il Santo Padre che, con tale decisione, mi ha manifestato fiducia e incoraggiamento, e anche con una vera gratitudine verso mons. Bertolone che per tanti anni ha guidato con passione la vostra Chiesa bella e gloriosa».
«Vengo tra voi nel nome del Signore – ha aggiunto – e con i sentimenti di un padre e di un fratello, per accompagnare la comunita’ intera in questo tempo denso di speranza in attesa che sia scelto il nuovo Arcivescovo».
«La prima cosa che mi permetto di chiedere a tutti i fedeli – prosegue il messaggio mons. Panzetta – è il dono della preghiera: in tutte le comunità si moltiplichi l’invocazione dello Spirito, perché ci aiuti a riconoscere i segni della volontà di Dio e le opportunità di grazia seminate nella storia inedita che stiamo vivendo».
La lettera di commiato di Vincenzo Bertolone
Carissimi, mentre lascio il servizio pastorale nell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, ripeto, adattandolo, quanto, domenica 12 settembre 2021, papa Francesco ha detto ai giornalisti accreditati sul volo da Roma a Budapest: «Questo volo ha un po’ il gusto del congedo». “Duc in altum – Prendi il largo” (Lc 5,4), ripete Gesù oggi a me, come ad ogni Vescovo e a ciascuna Comunità diocesana. È questo, nel giorno del congedo e dello A-Dio, il momento favorevole per un nuovo slancio spirituale e pastorale, non velleitario, ma basato sulla forte e profonda esperienza della Grazia, da vivere intensamente nell’anno giubilare in ricordo dell’istituzione della Cattedra episcopale nella nostra città.
Oggi mi congedo da Voi, con i quali ho lealmente collaborato per la difesa dei beni comuni e, in particolare della legalità e della giustizia, nella comune costruzione della civiltà umana nella nostra amata Calabria. Vi ringrazio per le tante forme di vicinanza che avete voluto mostrare non soltanto alla mia povera persona, ma all’ufficio che, in nome di Gesù Cristo, ho svolto in questi dieci anni nel nostro territorio. “La vita è sogno” la più famosa tra le commedie di Pedro Calderón de la Barca può fungere da sigla del nostro A-Dio: il sogno di una società più giusta, più amica della natura, senza mafie, né corruzione e né sopraffazioni, capace di un abbraccio collettivo, di un annuncio di misericordia a chi sconta pene in carcere, rimettendo al centro di tutto passione, lungimiranza, soluzione dei problemi e politica seria. Ci sono i sogni soltanto onirici e i sogni profetici, quelli che lo Spirito Santo invia per prefigurare un cambiamento.
Ecco il sogno e la speranza profetica per i nostri tempi qui in Calabria: costruire un’altra società fondata sul rispetto e l’aiuto reciproco, sulla speranza per i giovani e sulla consolazione per gli anziani e gli emarginati. Ed i cattolici, che non debbono fare solo gli spettatori o le comparse, continuino a dare, come mi sono sforzato di fare anch’io con le mie umili e quasi nulle possibilità, il loro contributo, sprigionino le energie umane e spirituali migliori da offrire come forma di servizio non solo agli italiani, ma all’Europa e al mondo, dal momento che noi cristiani, vescovi, preti, consacrati e laici, viviamo non fuori, ma dentro la città. In questo senso, facciamo politica. Del resto, come ha scritto papa Francesco per la Giornata della pace 2019: “La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione”.
Mentre vado via, mi ritornano in mente, uno ad uno, i volti delle donne e degli uomini dei più svariati settori, con i quali sono entrato in contatto, a partire dai collaboratori più stretti di Curia, in particolare il vicario giudiziale e i membri dell’équipe formativa del Seminario minore arcivescovile. In primo luogo, ripenso ai volti carissimi dei confratelli arcivescovi e vescovi, sia titolari che emeriti, con i quali ho condiviso la leale collaborazione per la progettazione pastorale regionale nella Conferenza Episcopale Calabra. Inoltre, ritornano in mente i volti dei sindaci di Catanzaro e Squillace) il dott. Abramo e dott. Muccari, i volti di , sindaci e amministratori di ogni livello, che portano la “croce” del servizio alla loro città. A tutti, quelli di ieri e di domani ripeto: lavorate per Catanzaro e per i paesi dell’hinterland arcidiocesano. Con i miei confratelli Vescovi e Arcivescovi, abbiamo già scritto: «La Calabria va continuamente liberata da mali antichi, e curata in modo nuovo, perché le realtà sofferte nei vissuti di ognuno sembrano scendere dai campanili delle nostre Chiese e versarsi sulle coste dei nostri mari, metafora di un continuo ritorno, nelle distese di argilla: metafora di movimenti sempre franosi, di scontro con l’asperità dei monti, simbolo della durezza della nostra storia. Questa nostra terra, segnata da grandi contraddizioni e contrasti, ha bisogno di risanare, con una terapia intensiva, l’azione amministrativa e politica, puntando a curare quei mali che non hanno più l’ossigeno di respiro verso il bene comune; di debellare la sempre vegeta preoccupazione degli interessi privatistici, per come le cronache degli ultimi tempi ci raccontano».
E tu, Catanzaro, città amata, per questi dieci anni di episcopato residente, alla vigilia di una nuova tornata elettorale, svegliati! Guarda lontano, e riconquista il tuo storico ruolo di raccordo tra culture e poteri. Scegli per tua guida politica soltanto chi si mostra disinteressato, disposto a mettere a servizio di tutti serietà, preparazione professionale, dedizione e generosità. Vado altresì ripensando ai volti del Prefetto dottoressa Maria Teresa Cucinotta per la leale collaborazione a quelli dei responsabili delle forze dell’Ordine: il questore dott. Mario Finocchiaro, il Generale di brigata della GdF Guido Mario Geremia per la delicata attenzione ed il Generale di brigata Andrea Paterna, comandante della Legione dei Carabinieri, il capo della Squadra Mobile, della Polizia Stradale, e di quanti ogni giorno soprintendono alla nostra sicurezza. Grazie dal profondo del cuore. Saluto e ringrazio, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, dott. Nicola Gratteri ed il procuratore aggiunto vicario della Repubblica, Vincenzo Capomolla: con la loro solerte, instancabile e indipendente attività investigativa, cercano di frenare sul nascere l’attecchimento della zizzania criminale, mafiosa e corrotta, che attossica il buon campo della città e della provincia, corrodendone il grano e frutti buoni, il presidente della Corte d’Appello, i direttori degli Istituti Penitenziari “Ugo Caridi e Silvio Paternostro”, i responsabili dell’Esercito Italiano, dei Vigili del Fuoco, della polizia Municipale, delle associazioni di volontariato di ogni ramo. Il mondo della prevenzione dei reati, delle giuste e legittime sanzioni a chi sbaglia non mi fa dimenticare i volti di coloro che hanno sbagliato e sono in condizione di privazione della libertà personale.
Saluto i carcerati e le carcerate, e vi ripeto ancora: è sempre possibile cambiare vita. Saluto i cappellani delle carceri che con amore e sacrificio offrono il loro servizio per aiutare i carcerati al cambiamento radicale di vita. Saluto i dirigenti, medici, paramedici, infermieri, personale ausiliare degli ospedali, ringraziandoli per quanto fanno a beneficio degli ammalati, unitamente ai cappellani che non cessano mai di stare accanto a chi soffre, soprattutto in questo tempo di pandemia. A tutti rivolgo un affettuoso saluto, pregate per me come io continuerò a fare per voi. Un saluto al Magnifico Rettore, e quanti si adoperano per la crescita intellettuale dei giovani.
Rivedo poi i volti dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, che ringrazio per la cortese attenzione alle scelte pastorali del Vescovo e della Conferenza Episcopale Calabra. In particolare, ringrazio i direttori del Quotidiano del Sud, della Gazzetta del Sud che dal novembre 2007 ospita una mia breve riflessione settimanale”, ringrazio anche i responsabili e gli addetti delle testate online regionali e locali ed in particolare (Corriere della Calabria, Catanzaroinforma, Nuova Calabria) per catanzaresità molto attente alle questioni del nostro territorio.
Rivedo, saluto, ed assicuro il mio ricordo verso i volti dei vecchi e dei nuovi poveri, a motivo della pandemia sanitaria, che sono venuti a bussare alle porte dell’Episcopio e delle strutture Caritas. Non mi sfuggono, infine, i volti di tutti coloro che a diverso titolo il Signore ha messo sul mio cammino. Ognuno è stato per un appello dall’alto, una sollecitazione a riconoscere i segni dei tempi, un invito a ricordare che, sulle orme del Pastore bello, esisto soltanto per asciugare qualche lacrima, incoraggiare gli sfiduciati, testimoniare, con umiltà, la nostra fede. (rrm)
CATANZARO – Inaugurata l’opera d’arte ecologica “Caretta Caretta Mangiaplastica”
È stata inaugurata, a Catanzaro Lido, sul Lungomare, l’opera d’arte ecologica Caretta Caretta Mangiaplastica di Nuccio Loreti e voluta dall’Associazione Vitambiente, guidata da Giuseppe Marino.
Caretta Caretta” altro non è, infatti, che un enorme contenitore “mangia plastica”: realizzare una “mission” ambientale e sociale destinata alla collettività, per tramite dell’arte, è quanto ha voluto fare Vitambiente che, dopo una prima installazione sul Lungomare di Catanzaro Lido (Loc. Giovino), si impegna a volerne promuovere la diffusione agli altri comuni del litorale, lanciando così contestualmente una campagna di sensibilizzazione ed una “sfida” ecologica alle altre località del comprensorio a volersi impegnare nell’attuazione della raccolta differenziata dei dannosissimi materiali plastici e derivati, specie sulle nostre coste.
Non a caso la specie che l’artista Loreti, specializzato nell’arte del ferro con materiali di recupero che si trasformano in straordinari esemplari animali, ha voluto questa volta rappresentare è quella delle tartarughe marine: la Tartaruga marina (Caretta caretta) è una delle più grandi tartarughe viventi, è una specie rarissima protetta a livello internazionale; è una nuotatrice solitaria in grado di restare in immersione senza respirare anche per diverse ore, e da diversi anni ormai nidifica costantemente sulle nostre coste.
È consueto, infatti, che durante il periodo estivo alcuni esemplari adulti vengano avvistati sulle spiagge calabresi ove probabilmente hanno nidificato o stanno per farlo. Per garantire la loro protezione è attualmente in corso il monitoraggio e la raccolta delle segnalazioni di possibile nidificazione da parte di Vitambiente, grazie alla collaborazione di volontari e dei gestori di lidi che si stanno mobilitando per verificare la presenza della specie sulle nostre spiagge.
La motivazione prioritaria dell’installazione dell’artista Nuccio Loreti con Vitambiente si incentra proprio sull’importanza del rispetto dell’ambiente e della flora e della fauna, in questo caso la fauna marina. Per Nuccio Loreti l’opera non è più contenuta nello spazio ma è essa stessa lo spazio. Spazio inteso come ambiente, prima di tutto: paradigma estetico che si diffonde progressivamente su tutto il territorio nei diversi settori della creazione artistica.
L’installazione di Caretta Caretta nel quartiere marinaro del capoluogo ha, come scopo principale, quello di indirizzare le comunità verso una progressiva consapevolezza ed una personale crescita. Sottesi all’installazione dell’opera, vi sono diversi progetti e obiettivi, tra cui realizzare percorsi informativi per favorire l’integrazione e inclusività: opere d’arte nel complesso del territorio per sensibilizzare al bello e alla protezione dell’habitat, quindi dove sia possibile vivere l’arte sviluppando la creatività; sviluppare la capacità di osservazione, condizione necessaria per creare un atteggiamento di curiosità e di interazione positiva con il mondo artistico; sviluppare la capacità di espressione e comunicazione in modo creativo e personale, e di acquisire sensibilità estetica ed interesse verso il patrimonio artistico, sviluppando in modo adeguato il possesso delle capacità linguistiche.
Tra gli obiettivi, ancora, quelli di favorire l’integrazione e la promozione delle pari opportunità nel rispetto della biodiversità, acquisire nuove conoscenze territorio e della flora e fauna marina; acquisire autonomia nell’uso delle opere d’arte come elemento di sensibilizzazione ambientale; sviluppare conoscenza e conoscenza verde; favorire, attraverso lo sviluppo di attività artistiche, l’espressione delle capacità creative individuali.
La comunità attraverso l’interazione con Caretta Caretta si renderà ulteriormente consapevole delle proprie responsabilità civiche e sociali e potrà imparare, in armonia con l’arte, a contribuire al benessere ecologico della nostra terra, dando spazio alla dimensione personale emotiva assieme a quella civica.
Sono intervenuti al momento inaugurale, oltre al presidente di Vitambiente, Pietro Marino, ed all’artista, Nuccio Loreti, anche l’assessore comunale all’Ambiente, Lea Concolino, il sindaco di Marcellinara -Comune altrettanto impegnato nella diffusione del messaggio ambientalista- Pietro Hiram Guzzi, la senatrice Bianca Laura Granato; ha altresì inviato un messaggio di forte entusiasmo per l’iniziativa l’Assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio. (rcz)
REGGIO – Rinviato l’evento “Reggio Legge Dante”
Per meteo avverso, sarà indicato nei prossimi giorni la nuova data.
Elezioni regionali / Art. 1 critico con la Ventura, candidata del centrosinistra
Il coordinamento Area Centro di Articolo Uno (Movimento Democratico e Progressista) critica quanto apparso sui media relativamente all’incontro tra la candidata del centro sinistra Maria Antonietta Ventura e la coalizione che dovrebbe sostenerla. Pino Greco e Ivan Marra contestano le informazioni diffuse alla stampa su questo incontro: «Scusate – scrivono in una nota –, ma chi erano i soggetti dell’incontro? In rappresentanza di quale partito o Movimento erano presenti? Quali sono i temi trattati e qual è il manifesto politico che la Candidata ha proposto? Semplici domande che non ci saremmo posti se, sulla nota stampa fossero apparsi nomi ed argomenti.
«Non è difficile elaborare progetti e proporre percorsi politici se si conoscono le problematiche calabresi e se ci si confronta con i territori seriamente. Ci rendiamo conto però che ormai non si cerca di salvare neanche la forma, figurarsi la sostanza.
«È vero, non sarebbe difficile battere la Destra se soltanto il Candidato fosse la sintesi di un confronto vero tra le forze di Sinistra, del Centrosinistra, dei Movimenti, delle forze ambientaliste, delle Associazioni, del Mondo Cattolico e delle forze sociali e rappresentasse la voce unanime e accorata dei territori.
«Purtroppo, a oggi la realtà è ben diversa e le scelte non appartengono ai calabresi ma a ristretti gruppi che cercano con ostinazione di incastrare un mosaico senza tasselli. Voci responsabili hanno chiesto di arrestare questa deriva, di fermarsi, di confrontarsi e mettere da parte decisioni calate sulla testa di tutti.
«Noi non ci stanchiamo di chiedere la riapertura della discussione. Non ci stanchiamo di chiedere che prevalgano gli interessi collettvi e non quelli personali. Fermatevi, si sta distruggendo un patrimonio e la sconfitta questa volta avrà le sembianze di una pesante e severa punizione. Noi non vogliamo essere e non saremo complici di questa tragedia che avrà conseguenze sul futuro della nostra gente». (rp)











