REGGIO CALABRIA – Al Teatro Cilea quattro repliche di Rapunzel con la Cuccarini

Arriva Rapunzel al Teatro Cilea. Cresce dunque l’attesa in città per le 4 repliche che dal 26 al 28 Gennaio (26 e 27 gennaio alle 21, 27 e 28 gennaio alle 17) porteranno la splendida protagonista Lorella Cuccarini ed un cast di 20 artisti tra attori ballerini e cantanti ad esibirsi per il pubblico calabrese giunto veramente da ogni dove (Cosenza, Lamezia, Vibo, Gioia Tauro, Riace, Siderno…) per assistere ad uno show unico.

Ancora pochi giorni e la città di Reggio Calabria e il suo Teatro avranno l’occasione unica di assistere a qualcosa di travolgente. La Stagione 2024 della Polis Cultura/Catonateatro al Cilea è partita con grande successo (Romeo e Giulietta, Uomo e Galantuomo di Eduardo) e ora il terzo appuntamento, il più atteso di questo inizio d’anno. Stiamo parlando di Rapunzel, il Musical dei record (acclamato da più di 150 mila spettatori in due Stagioni) che sta entusiasmando l’Italia da Nord a Sud con una tournèe nei migliori teatri nazionali e che terminerà il suo cammino proprio a Reggio, ultima e unica tappa in Calabria, una grande esclusiva Polis Cultura.

Una proposta che, oltre all’importanza di avvicinare un pubblico di giovani e giovanissimi ai grandi spettacoli, ha grandi ricadute anche in termini di turismo culturale per la città e un importante indotto per tutte le attività che ruotano intorno ad un così importante evento. Da sottolineare la parte tecnica dell’allestimento, che vanta una imponente scenografia oltre a effetti speciali e visivi straordinari.

Presenti 15 tecnici al seguito della Compagnia e altrettante maestranze locali richieste appositamente dalla produzione a supporto di uno spettacolo che prevede un giorno e mezzo di pre-montaggio prima del debutto. E per fortuna il Cilea con il suo ampio spazio scenico riesce a supportare tale impianto. La storia richiama l’eterno confronto tra il bene e il male, tra la brama delle vanità delle cose fatue e il gusto per le cose semplici.

Nasce così il confronto tra Rapunzel, l’eroina positiva alla ricerca della sua vera identità, e l’antagonista, Gothel (Go-to-Hell), una donna egoista, concentrata su sé stessa e sul culto della vanità e dell’eterna giovinezza (una sorprendente Lorella Cuccarini) che la spingerà ad usare ogni mezzo pur di fermare lo scorrere ineluttabile del tempo. Rapunzel il musical tutto italiano, scritto da un gruppo di autori diretti da Maurizio Colombi, regista dell’opera, è una versione della celebre fiaba dei fratelli Grimm Raperonzolo risalente al 1815, le musiche inedite e originali sono di Davide Magnabosco, Alessandro Procacci e Paolo Barillari e la direzione musicale di Davide Magnabosco. Le coreografie sono firmate da Rita Pivano.

Le bellissime scenografie di Alessandro Chiti rappresentano una rilettura in chiave moderna dei luoghi e delle ambientazioni della classica favola medievale. L’impianto scenico mostra oltre 15 quadri in continuo movimento grazie al lavoro di uno staff esperto. Tra gli effetti speciali non mancheranno la lunga chioma intrecciata di Rapunzel e le suggestive lanterne che voleranno sul pubblico. I costumi sono stati ideati da Francesca Grossi.

I personaggi ed il ritmo dei dialoghi sono caratterizzati dallo stile di Colombi che utilizza rumori e sottofondi per dare un effetto cinematografico ed un ritmo alla recitazione in stile cartoon. Rapunzel è una storia di amore, amicizia, potere e magia che aiuta a riflettere sull’importanza delle cose semplici che la vita ci regala e vanta la produzione di Alessandro Longobardi (Viola produzioni) firma storica del Musical italiano e anima del Teatro Brancaccio e del Teatro Sala Umberto di Roma: Sister Act, Peter Pan, Aggiungi un posto a tavola, La Regina di ghiaccio, Shakespeare in Love tra i suoi ultimi successi. (rrc)

A Reggio col progetto “Solo tu” riflessione e confronto sulla condizione femminile

È stata un’importante occasione di confronto e riflessione sulla condizione femminile l’evento ospitato all’Odeion di Reggio Calabria, grazie al progetto Solo tu, la campagna di sensibilizzazione sulla cultura e il contrasto alla violenza di genere, promossa dalla Casa Rifugio Angela Morabito” – Piccola Opera Papa Giovanni e realizzata a cura della Compagnia teatrale “Scena Nuda”.

Un appuntamento tra teatro e riflessione, partendo dal monologo Giulia e la luna, tratto dal testo di Fortunato Nocera (edito da Città del Sole), per proseguire con un incontro-dibattito.

«Siamo circa a metà del progetto», ha sottolineato, in apertura, la direttrice artistica di “Scena Nuda”, Teresa Timpano, ricordando come “Solo tu” si sviluppi attraverso una serie iniziative, tra cui anche i laboratori con gli studenti, ed evidenziando la collaborazione con il Comune, “con il quale continueremo a lavorare”, e il sostegno dell’ex assessora alla cultura, Irene Calabrò. La responsabile del Centro antiviolenza e della Casa rifugio “Angela Morabito” – Associazione Piccola Opera Papa Giovanni, Francesca Mallamaci, ha quindi rimarcato l’importanza di condividere con Scena Nuda un progetto «di educazione culturale, come mezzo per contrastare un fenomeno come la violenza di genere. Abbiamo voluto aprirci al territorio, con il compito anche di promuovere un rinnovamento culturale».

Il binomio arte-letteratura ha caratterizzato l’evento ospitato nel sito archeologico dell’Odeion: un luogo che custodisce la storia e nel quale Miryam Chilà, con la direzione di Teresa Timpano, ha dato vita, con grande intensità, alle parole di Giulia, la figlia dell’imperatore Ottaviano Augusto, nella sua ultima notte, rinchiusa in una torre a Reggio Calabria, pagando gli intrighi di potere e il suo essere intelligente, colta e libera. Miryam Chilà ha incarnato i sentimenti della protagonista, nel suo dialogo con l’unica confidente, la luna. Come spiegherà la stessa attrice, nell’incontro successivo alla performance, questo racconto si inserisce nella possibilità, che il teatro offre, “«di parlare delle storie di donne che non hanno voce», strumento «utile per farsi delle domande, non trovando per forza delle risposte, ma chiedendosi perché questa storia sia ancora attuale».

Nel costruire lo spettacolo, ha aggiunto, «ci siamo chieste cosa volesse dire vivere questa condizione, ma anche vivere il contrario», e approfondire i tanti temi che emergono: «il rapporto padre-figlia, l’amare e nello stesso tempo non amare le persone o la propria città”. Ha concluso, quindi, con un pensiero che l’ha attraversata durante le prove, trovandosi a ripetere spesso il nome Giulia: “proporre, in questi giorni, questa performance è sicuramente un valore aggiunto, per Giulia, per tutte le Giulie del mondo».

Proprio dalla performance si è dipanato il dibattito sulla condizione femminile, che ha visto Teresa Timpano ripercorrere, sempre attraverso il Mito, quello che si può considerare un punto fondamentale nella nascita di una determinata visione della donna: l’esempio da cui è partita nasce dalla lettura del testo di Eva Cantarella, Gli inganni di Pandora; dunque, la storia di Pandora come “incipit delle discriminazioni”, la concezione secondo cui le donne «fossero persone di cui avere paura, che potessero provocare il male».

Da lì, «filosofi, storici, autori, hanno scritto spesso storie che relegano la donna in una posizione subordinata». Il Mito, il teatro antico fotografa, dunque, questa visione: ma la sua valenza è universale. Dal teatro antico, come rimarcato dalla critica teatrale Paola Abenavoli, si arriva al contemporaneo, anche guardando, appunto, all’universalità dei classici, che diviene – purtroppo – realtà attuale. Dalle rivisitazioni delle Heroides di Ovidio a quelle della produzione shakespeariana, alla scrittura originale di autori contemporanei, anche il teatro di oggi esprime la possibilità, attraverso la metafora artistica, di arrivare al pubblico con una forza probabilmente maggiore di qualsiasi altro mezzo.

E l’attualità è stata al centro dell’intervento di Francesca Mallamaci: partendo dalle conquiste che riguardano i diritti delle donne, avvenute solo in epoca recente, si è poi soffermata su quanto ancora occorra fare per superare le varie forme di discriminazione, a partire, ad esempio, dai servizi per le madri, soprattutto nel mondo del lavoro, ma in generale per far sì che si «metta la donna nelle condizioni di usufruire di reali pari opportunità». In questo, «l’azione deve partire dall’alto»: occorre parlare di più delle problematiche, occorre che «le donne possano assumere maggiore consapevolezza e fiducia nelle istituzioni».

Occorre puntare su formazione, politiche di genere, politiche del lavoro. Tematiche sviluppate, poi, dalla responsabile del Centro antiviolenza, nel corso di un interessante dibattito, animato da un pubblico partecipe, composto anche da giovani: la differenza tra conflitto e violenza, il coinvolgimento degli uomini nelle azioni formative e informative, l’importanza del ruolo delle famiglie nella destrutturazione degli stereotipi.

Tanti argomenti di assoluta rilevanza, per un tema che sarà al centro anche dei prossimi appuntamenti del progetto “Solo tu”, che proseguirà fino ad aprile. (rrc)

A Reggio in scena il musical Mare Fuori

Domani, martedì 23 e mercoledì 24 gennaio, al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria andrà in scena il musical Mare fuori, diretto da Alessandro Siani.

L’arrivo del musical – in scena il 27 e 28 gennaio al Teatro Rendano di Cosenza – è stato reso possibile grazie all’intuizione di Gianluigi Fabiano e Giuseppe Citrigno con “L’Altro Teatro”. Mare fuori il Musical rientra nella Rete di Distribuzione L’Altro teatro” è co-finanziato con risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Distribuzione Teatrale” della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura”.

La direzione musicale è del maestro Adriano Pennino, le coreografie sono di Marcello e Mommo Sacchetta. La produzione è di Best Live.

Dopo i 25 sold-out registrati a Napoli, gli attori della omonima serie televisiva Rai-Picomedia, che ha già riscosso un enorme successo e ritorna in onda da febbraio con la quarta stagione, si preparano alla loro prima tappa del tour calabrese.

L’amatissima attrice napoletana Maria Esposito interpreta Rosa Ricci anche nel musical, la figlia del boss Salvatore. Un personaggio complesso che ha fatto perdere la testa a Carmine Di Salvo, interpretato dal ballerino Mattia Zenzola, vincitore dell’ultima edizione di Amici. Sul palco anche Antonio Orefice nei panni di Totò, Giuseppe Pirozzi nel ruolo di Micciarella, Antonio D’Aquino che è Milos, Carmen Pommella, la guardia della sezione femminile del carcere. E ancora: Enrico Tijani (Dobermann), Emanuele Palumbo, Leandro Amato, Antonio Rocco, Christian Roberto (Filippo Ferrari), Giulia Molino (reduce dal format “Amici” e da “Sanremo giovani”), Bianca Moccia, Angelo Caianiello, Pasquale Brunetti, Yuri Pascale Langer, Sveva Petruzzellis, Anna Capasso, Fabio Alterio, Benedetta Vari e molti debuttanti. Tra i volti nuovi anche due cantanti e attori: Andrea Sannino, nel ruolo dell’educatore del carcere, e Giulia Luzi, nelle vesti della direttrice dell’istituto minorile.

Il successo fenomenale di Mare Fuori diventa dunque una nuova sfida musicale, con i brani originali della serie e non solo. La location è il carcere minorile di Nisida, si narra in modo profondo e crudo la vita di un gruppo di ragazzi all’interno di un istituto penitenziario. Dietro le sbarre, guardando oltre, si affaccia un mare libero e immenso, una sorta di sogno, di miraggio. La detenzione è ancora più dura guardando il “Mare fuori”.

Mentre all’esterno imperversa la guerra dei Ricci contro i Di Salvo, dentro l’Istituto penale minorile i loro eredi, Rosa Ricci e Carmine Di Salvo, si trovano l’una contro l’altro, ma in modo inspiegabile tra loro inizia a scorrere una corrente magnetica che presto si trasforma in un sentimento forte e travolgente. I due ragazzi non possono sottrarsi a quello che provano e Beppe, l’educatore, ne approfitta, perché vede proprio nel loro amore l’antidoto per l’insensata e tragica guerra tra le loro famiglie.

«La versione teatrale – come spiega Alessandro Siani nelle note di regia – sicuramente aveva bisogno di non perdere dei temi fondamentali: le motivazioni che hanno portato in carcere i ragazzi, la famiglia distrutta nei suoi valori primordiali, la lotta fra bande, la delinquenza beffarda che trascina una persona non “adulta” a fare determinate scelte. Si tratta di riflettere su una sorta di gioventù bruciata, figlia di un destino amaro e inaccettabile. Il tema che pervade questa trasposizione teatrale è il “momento”».

«L’amicizia, la fratellanza e soprattutto l’amore copriranno il dolore – ha concluso – ma nessuno sarà mai sereno, perché tutto potrebbe cambiare da un “momento” all’altro. Gli occhi dei ragazzi, le loro voci, la musica, l’anima e le risate amare, tingono l’anima. Questo dramedy non vede l’ora di abbracciare e stringere il pubblico che guarderà dalla platea e per gli attori dal palco la gente rappresenterà la speranza, la vita pura, il loro mare fuori!». (rrc)

REGGIO – In scena “Giulia e la luna”

Domani pomeriggio, a Reggio, alle 17.30, al sito archeologico Odeion, andrà in scena il monologo teatrale Giulia e la luna, interpretato da Myriam Chilà.

L’evento rientra nell’ambito del progetto Solo tu, campagna sensibilizzazione sulla cultura e il contrasto alla violenza di genere, promossa dalla Casa Rifugio “Angela Morabito” – Piccola Opera Papa Giovanni e realizzata a cura della Compagnia teatrale Scena Nuda.

Giulia e la luna è tratto dall’omonimo testo di Fortunato Nocera ed edito da Città del Sole e diretto da Teresa Timpano.

La performance sarà, quindi, seguita da un dibattito sulla condizione femminile, a cura della Piccola Opera Papa Giovanni, con gli interventi dell’avvocato Lucia Lipari, della dottoressa Francesca Mallamaci, della direttrice artistica di Scena Nuda, Teresa Timpano, dell’attrice Miryam Chilà e della giornalista Paola Abenavoli(rrc)

LAMEZIA TERME (CZ) – A teatro “Caino si è fatto prete” di e con Sasà Palumbo

Una bella commedia in arrivo per il pubblico di Lamezia Terme. Il fine settimana a teatro del pubblico de I Vacantusi promette ancora risate. Dopo lo straordinario sold out dello spettacolo comico “Tutta colpa del poliamore” del duo siciliano I Soldi Spicci, che ha trascinato la platea gremita in un dialogo esilarante e coinvolgente, divertendo i tantissimi giovani presenti con battute e riferimenti a tendenze e mode dei nostri giorni e appartenenti al decennio passato, aprendo uno squarcio sul modo di intendere i rapporti di coppia e una riflessione profonda sul significato di amore e “appartenenza”, ancora in programma una serata a sfondo umoristico che celerà non troppo velatamente una morale su cui riflettere.

Il prossimo sabato, 20 gennaio, alle ore 21, infatti la rassegna Vacantiandu accoglie lo spettacolo “Caino si è fatto prete”. Scritto, diretto e interpretato da Sasà Palumbo, la commedia promette di trasportare il pubblico in un viaggio tragicomico attraverso le sfide e le speranze di una comunità in un quartiere a rischio di Napoli. La trama, ambientata in una parrocchia già alle prese con numerosi problemi, si sviluppa intorno al personaggio di padre Fedele che trova l’opportunità ideale per i suoi loschi affari, approfittando della scarsa affluenza di giovani e fedeli. Tuttavia, il destino ha in serbo una svolta inaspettata quando don Angelo, stanco degli intrighi e del declino spirituale della sua parrocchia, decide di reagire. Il suo alleato improvvisato è il suo gemello Carmine, un cuore buono e ignorante che, con il suo arrivo, cambierà il corso degli eventi e darà vita a situazioni esilaranti e commoventi.

“Caino si è fatto prete” offre uno sguardo unico sulla redenzione e la forza dell’unità comunitaria, il tutto condito con un tocco di umorismo irresistibile. La trama, che gioca con l’idea di “come può essere contraddetto un testo biblico”, si sviluppa in modo sorprendente, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile.

Oltre al carismatico Sasà Palumbo, il cast include Raffaele Wirz, Orlando Rea, Franco Tortora, Antonella Romano, Rosa Cece, Daniele Lops, Laura Minichini, Fabio Sautariello, Fatima Sugliano, Luca Palumbo, Diego Palumbo, Diego Sugliano, Miriam Guadagno, Sofia Sautariello. La scenotecnica è curata con maestria da Raffaele Guadagno.

Lo spettacolo è un mix perfetto di commedia e dramma che non mancherà di catturare il cuore del pubblico.
“Caino si è fatto prete” in cartellone il 20 gennaio prossimo arricchisce la rassegna Vacantiandu 2024 che sta già registrando un grandioso successo di pubblico per una programmazione ricchissima in cui compaiono nomi di spicco del panorama italiano e spettacoli internazionali.

Tutte le informazioni riguardanti biglietti e prevendite sono disponibili sul sito www.ivacantusi.com o presso la segreteria organizzativa di Corso Giovanni Nicotera, 237. (rcz)

LOCRI (RC) – Paolo Conticini per la rassegna del Centro teatrale meridionale

Ritorna il teatro a Locri. La prima volta di Paolo Conticini in scena sabato 20 gennaio alle ore 18.30 presso il Palazzo della Cultura di Locri, per la XXX Stagione teatrale della Locride, organizzata dal Centro Teatrale Meridionale per la direzione artistica di Domenico Pantano.

Il celebre attore toscano di cinema, tv e teatro canta e si racconta in uno spettacolo che è un viaggio tutto personale, la storia di un percorso artistico in continua evoluzione e ricco di soddisfazioni: la famiglia, gli studi, i primi lavori, e poi gli inizi e gli sviluppi della sua carriera di attore.

Tra un aneddoto e l’altro, Conticini svela le sue prime volte, in una serie di coincidenze incredibili che narrano cose credibili. Una vita, come quella di tutti, densa di dubbi, occasioni perse, piccole soddisfazioni e condizioni favorevoli.

In un susseguirsi di sliding doors, si snoda un percorso di eventi unici che hanno inconsapevolmente costruito la struttura portante di una vita originale. L’incontro casuale con Christian De Sica gli offre la possibilità di intraprendere il lavoro di attore in film comici e commedie che lo hanno reso volto notissimo al grande pubblico: lavora infatti con il regista Neri Parenti in Vacanze di Natale ’95, Natale sul Nilo, Natale in India, Natale a Rio, Natale a Beverly Hills, Natale da chef. Moltissime sono anche le apparizioni per la regia di Carlo Vanzina, Un’estate ai Caraibi, Buona giornata, Sapore di te. Conticini partecipa anche a diversi programmi televisivi e in celebri serie tv come Un posto al sole, Un medico in famiglia e Provaci ancora, prof!

Contemporaneamente inizia anche la sua carriera di attore di teatro che culmina in questo spettacolo da lui scritto in collaborazione con Luigi Russo, che ne firma anche la regia, produzione Good Mood.

L’artista confida le sue insicurezze, mostra le sue paure e le sue fragilità̀, permettendo di vedere cosa c’è dietro l’immagine dell’attore bello e atletico, scoprendosi tanto simile a «quel nostro amico della porta accanto». Tra divertenti, poetiche e drammatiche esperienze che fanno riflettere su quanto sia sorprendente la vita, il monologo svela un’altra grande passione dell’attore, il canto. Così, con una sedia e una chitarra, molto semplicemente, propone alcune canzoni che hanno un significato particolare nel suo mondo e che confermano le sue doti di artista completo e carismatico.

Un nuovo appuntamento inserito nella Rassegna “Locri al Teatro” e che fa parte del ricco cartellone ideato dal Centro Teatrale Meridionale, in programma anche a Roccella Ionica fino ad aprile, con il patrocinio del Comune di Roccella, del Comune di Locri e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Locri e il co-finanziamento dell’Assessorato regionale alla Cultura della Regione Calabria. (rrc)

PALMI (RC) – Domani in scena “Il Lago dei Cigni”

Domani sera, al Teatro Manfroce di Palmi, alle 21.15, in scena Il Lago dei Cigni del Russian Classical Ballet.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna Synergia 48, organizzata dall’Associazione culturale Nicola Antonio Manfroce di Palmi, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata con l’avviso pubblico Promozione Eventi Culturali 2022 della Regione Calabria.

Balletto in due atti, con le straordinarie musiche di Ciaikovskij, l’intramontabile coreografia di Marius Petipa e i costumi di Evgeniya Bespalova, il Lago dei Cigni è il classico ottocentesco per antonomasia che da oltre un secolo emoziona il pubblico di tutto il mondo.

Una storia d’amore, tradimento e trionfo del bene sul male incarnati dalla purezza del cigno bianco e dalla tenebrosità del cigno scuro. 

La straordinaria interpretazione del Russian Classical Ballet esalta la poesia romantica insita nella storia, offrendo al pubblico una produzione con sontuose scenografie, raffinati costumi e un cast guidato da stelle dello scenario internazionale del balletto. Lo spettacolo sarà scandito dalle letture di Marco Mittica, attore di teatro della Scuola di Recitazione della Calabria. 

«Purtroppo per gravi problemi familiari, Pamela Villoresi ha comunicato la sua impossibilità a presenziare. Siamo, pertanto, stati costretti ad annullare lo spettacolo previsto per domenica 21 gennaio “La Musica dell’anima. Ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca”. Ci dispiace molto per questo momento difficile e confidiamo di potere presto programmare nuovamente lo spettacolo», ha detto Antonio Gargano, presidente dell’associazione Amici della Musica, Nicola Antonio Manfroce aps di Palmi. (rrc)

CROTONE – “Crotone.. Voglia di Teatro”, venerdì in scena “Uomo e Galantuomo”

Venerdì 19 gennaio, a Crotone, al Teatro Apollo, riparte la rassegna Crotone… Voglia di teatro, ideata da Gianluigi Fabiano e organizzata dalla Gf Entertainment e finanziata dalla Regione Calabria, rientra nella Rete di Distribuzione L’altro teatro, co-finanziato con risorse PSC Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura” e con il patrocinio gratuito dell’Amministrazione comunale di Crotone.

In scena, dunque, la brillante commedia di Eduardo De FilippoUomo e Galantuomo, alle 20.30, con la regia di Armando Pugliese e interpretata da Geppy e Lorenzo Gleijeses con la partecipazione di Ernesto Mahieux.

Uomo e Galantuomo, primo testo in tre atti scritto da Eduardo De Filippo nel 1922, è un meccanismo comico straordinario, narra la storia di una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare. Proverbiale la scena delle prove di “Mala Nova” di Libero Bovio, in cui un suggeritore maldestro, continuamente frainteso dagli attori, ne combina di tutti i colori. Poi gli intrecci amorosi si mescolano alla finta pazzia, unica via per evitare duelli e galera.

Geppy Gleijeses veste i panni di Gennaro De Sia: allievo di Eduardo, dal quale ricevette il permesso a rappresentare le sue opere, è alla settima interpretazione delle opere del Maestro. Lorenzo Gleijeses, allievo prediletto di Eugenio Barba, ha già interpretato con grande successo Luigi Strada in “Ditegli sempre di sì” con la regia del padre. Ernesto Mahieux, David di Donatello per “L’imbalsamatore” di Matteo Garrone sarà il Conte Tolentano. Al loro fianco agli otto valentissimi attori. Armando Pugliese, tra i più grandi registi italiani, ha diretto più volte opere di Eduardo, soprattutto successi storici che hanno visto protagonista Luca De Filippo.

La rassegna, poi, proseguirà il 27 gennaio con il musical La Leggenda di Belle e la Bestia della Compagnia dell’Ora. Si tratta di un’opera completamente inedita con testi di Luca Cattaneo e musiche di Enrico Galimberti, un grande spettacolo ispirato alla nota favola di Jeanne-Marie Leprince De Beaumon.

Sabato 24 febbraiosarà la volta della pièce Così è (se vi pare) di Luigi Pirandello, diretto da Geppy Gleijeses con Milena Vukotic, Pino Micol, Gianluca Ferrato;martedì 5 marzo, Il Giocattolaio con Francesca Chillemi e Kabir Tavani.Martedì 12 marzol’intenso spettacolo Il cacciatore di nazisti con un grande Remo Girone.

Mercoledì 24 aprile,un’altra grande interprete calcherà il placo del Teatro Apollo: Lunetta Savino in La madre, diretta da Marcello Cotugno. Mercoledì 8 maggio, l’irriverente commedia di Dario Fo e Franca Rame Coppia aperta…quasi spalancata con Chiara Francini e Alessandro Federico(rkr)

POLISTENA (RC) – In scena all’auditorium comunale “Abattoir Blues”

Uno spettacolo dove si uniscono più arti. Questo si vedrà nel prossimo appuntamento di “Teatro chiama Terra”, la nuova stagione di Dracma – Centro sperimentale d’arti sceniche all’auditorium comunale di Polistena.

In programma il 19 gennaio alle ore 21.00, “Abattoir Blues”: regia di Adrian Schvarzstein, di e con Luigi Ciotta che porta nuovamente all’attenzione dello spettatore un tema caldo dei nostri tempi: il maltrattamento degli animali negli allevamenti intensivi e il rapporto ambivalente con la carne, ai giorni nostri caratterizzato da sempre nuovi tabù. Uno spettacolo in cui non si vuole puntare il dito contro qualcuno. Il tema è l’uomo con le sue contraddizioni e debolezze nell’affrontare i sentimenti più oscuri della sua anima, della sua parte più bestiale, rappresentata appunto dal suo rapporto con gli animali in scena.

Il protagonista è un semplice lavoratore di un macello che subirà profondi cambiamenti nel corso dello spettacolo. Una persona dai tratti borderline, sola, che trascorre la vita in mezzo ad animali, vivi e morti. Il suo è un lavoro alienante, ripetitivo, che si presta alla coreografia del movimento e alla giocoleria per esprimere la sua tensione relazionale con la vita, sospesa tra la gravità e la morte. Gli animali, vivi e morti, sono gli unici compagni di questo suo fare, ed è con loro che si rapporta in ogni momento, in un gioco di proiezioni in cui vittima e carnefice vedono i propri ruoli invertirsi progressivamente.

In “Abattoir Blues” non c’è un giudizio sul personaggio e le sue azioni: il suo è puro istinto di sopravvivenza, una danza continua tra le azioni da compiere per realizzare il suo mestiere di artigiano.

Tutto questo in chiave comica, grottesca e surreale, secondo le regole del buffone e del clown. Lo spettacolo unisce teatro di figura, circo, teatro fisico e comicità in una dimensione in cui le parole cedono il passo a suoni, versi e rumori, sia registrati che dal vivo.

La componente visiva di “Abattoir Blues” è di forte impatto e influenza la drammaturgia e la scenografia. Lo spettacolo ruota intorno ad un caotico carro trasporto bestiame (con in vista numerosi animali da fattoria di plastica, lattice e peluches) che si aprirà per svelare al suo interno un secondo ambiente freddo e asettico: un mattatoio simile a una cella frigorifera in cui regnano luci al neon, acciaio, teli di plastica cerata e piastrelle bianchissime.

La stagione teatrale di Polistena 2023/2024 è sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Calabria e Comune di Polistena. (rrc)

REGGIO – Mercoledì in scena “Uomo e Galantuomo”

Mercoledì 17 gennaio, al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria andrà in scena Uomo e galantuomo, commedia di Eduardo De Filippo e la regia di Armando Pugliese.

L’evento rientra nell’ambito della stagione teatrale della Polis Cultura.

Padrone della scena e dei perfetti meccanismi comici che l’attraversano è Geppy Gleijeses attore e regista di lungo corso (che impersona il capocomico Gennaro), allievo di Eduardo, dal quale ricevette il permesso a rappresentare le sue opere. Accanto a lui il figlio Lorenzo Gleijeses (allievo di Julia Varley dell’Odin Teatret e Premio Ubu come miglior attor giovane), Ernesto Mahieux (David di Donatello per “L’imbalsamatore” di Matteo Garrone) e tra gli altri Antonella Cioli, Ciro Capano, Gino Curcione e Roberta Lucca. Una Produzione Teatro della Toscana e Gitiesse Artisti Riuniti.

Un testo classificato spesso e impropriamente come farsa ma che in realtà, seppure caratterizzata da una ricca serie di battute ed episodi irresistibilmente comici è una commedia tra le più rappresentative del suo teatro. Ed anche per questo spettacolo il pubblico reggino ha risposto positivamente riempiendo il Cilea, segno di grande attenzione verso i classici e il teatro di qualità, lo spettacolo infatti è in tournèe nazionale nei maggiori Teatri italiani. Nella commedia ritroviamo i punti fermi della poetica eduardiana, emergono una gran quantità di contraddizioni tra l’apparire e l’essere della borghesia contro il dramma proletario di chi ogni giorno affronta la sopravvivenza. Falso perbenismo contro tragedia.

Onore da salvare contro fame. E in tutto questo dov’è l’uomo e dove il galantuomo? Ecco perché “Uomo e Galantuomo” è considerata una commedia di altissimo livello, forse la più divertente di tutte come dicevamo, imperniata tra l’altro proprio sul teatro. Narra la storia di una compagnia di guitti scritturati per una serie di recite in uno stabilimento balneare. Proverbiale la scena delle prove di “Malanova” di Libero Bovio, in cui un suggeritore maldestro, continuamente frainteso dagli attori, ne combina di tutti i colori. Poi gli intrecci amorosi si mescolano alla finta pazzia, unica via per evitare duelli e galera. Attraverso il classico meccanismo della commedia degli equivoci, si scatena così il teatro nel teatro, la follia tra farsa e dramma evocando sapori pirandelliani. (rrc)