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CROTONE – Il nuovo Piano Strutturale Comunale

Discusso alla Sala Pitagora della Camera di Commercio di Crotone lo stato dell’arte del Piano Strutturale Comunale, uno strumento che cambierà volto alla città. L’incontro ha offerto l’occasione di fare il punto della situazione in vista delle nuove disposizioni normative che favoriranno la crescita urbanistica senza incrementare i volumi edificabili.

È stato un evento molto partecipato non solo dai rappresentanti degli ordini professionali, ma anche da forze sindacali, cittadini e la partecipazione di studenti delle scuole cittadine. Una iniziativa fortemente voluta dal sindaco Ugo Pugliese affinché questo nuovo strumento urbanistico sia condiviso dalla comunità cittadina proprio perché destinato ad incidere nella vita sociale, economica e produttiva della città di Crotone.

«Ci sono strumenti urbanistici – ha detto il sindaco Pugliese – che travalicano il senso tecnico per abbracciare quello più complessivo dell’impatto socio-economico sul territorio È il caso del nuovo Piano Strutturale della città di Crotone. I piani di sviluppo, a mio avviso, non possono solo contenere dati tecnici, numeri, cifre, computi metrici. Debbono avere un’anima. Perché lo loro applicazione incide nella vita sociale della comunità. Le strade, i quartieri, una città non è fatta solo di case o uffici. Sono fatte soprattutto di persone che le vivono. Ritengo fondamentale questo punto. Il coinvolgimento, soprattutto “emotivo”, della comunità in questo percorso è fondamentale. Ed un coinvolgimento serio ed emotivo avviene solo attraverso la conoscenza, la partecipazione, l’evoluzione dello stato dell’arte».
Il sindaco poi si è soffermato sulla validità del nuovo strumento urbanistico rispetto alle precedenti esperienze di piani regolatori: «Eravamo alla presenza di un precedente piano regolatore comunale che aveva una visione di espansione per oltre centomila abitanti con una discrasia tra un basso numero di abitanti e molti metri quadrati. Non è solo un fatto puramente numerico. Il vecchio piano regolatore ha creato dei “piccoli deserti” che, in un contesto urbano, significa produrre quartieri anonimi, difficoltà nella gestione e nell’erogazione di servizi e, soprattutto, impoverimento dei rapporti umani. Il Piano Regolatore precedente puntava ad “allargare” il tessuto urbano. A questo punto abbiamo voluto dare una svolta con il nuovo Piano Strutturale Comunale che è finalizzato a migliorare. Che è tutt’altra cosa. Un piano strutturale è sicuramente uno strumento maggiormente flessibile di un piano regolatore».
Il sindaco ha poi tracciato le linee guida del PSC: «Le linee guida che ho voluto dare dal primo giorno sono state quelle di orientare la proposta con un obiettivo specifico: una città con una visione turistico-culturale. Le linee guida sono state impostate con aree di intervento che innestano questa visione di sviluppo turistico con altre misure fondamentali sulle quali abbiamo lavorato e stiamo lavorando con attenzione e che abbiamo portato a definizione. Mi riferisco all’Antica Kroton, un progetto che non ha solo una importanza ristretta al perimetro della città di Crotone ma è di respiro nazionale ed europeo. Ed ancora all’Agenda urbana che riqualifica numerosi quartieri. O il risarcimento per il danno ambientale, anch’esso con interventi di riqualificazione. O la bonifica dell’ex area industriale, la madre di tutte le battaglie che abbiamo vinto, dopo vent’anni di inutili chiacchiere, segnando una pagina decisiva nella storia della nostra città. Basta cementificazione selvaggia. Basta creare deserti urbani e culturali. La nostra intenzione è stata chiara fin dal primo momento: consumo suolo zero che non è solo uno slogan! È una realtà concreta che vogliamo applicare perché il nostro territorio non ha bisogno più di cementazione ma di aumento e miglioramento dei volumi».
Il sindaco, nel ringraziare gli ordini professionali per il grande contributo offerto in sede di tavoli tematici, ha poi annunciato l’istituzione di un “Urban Center” localizzato nel centro città dove tutti possano essere partecipi della progettazione.
Sugli aspetti tecnici del piano si è soffermato l’architetto Sergio Dinale, consulente del Comune. Un piano, ha ribadito, elaborato in modo tale da non prevedere alcun incremento di volumi edificabili rispetto allo strumento precedente, proponendo anzi, soluzioni in grado di concentrare i volumi in modo da limitare la dispersione insediativa e il consumo del suolo, in piena sintonia con gli indirizzi Regionali.
Tutto il dispositivo normativo è concepito per favorire una trasformazione chiara e urbanisticamente integrata delle aree edificabili, anche attraverso l’iniziativa privata e la progettualità dei professionisti presenti sul territorio.
»Dopo quindici anni di vita del vecchio piano regolatore è quanto mai necessaria l’adozione di un nuovo strumento urbanistico più dinamico che risponda alla nuova visione della città di Crotone che deve diventare più bella, moderna e creativa. L’indirizzo è quello di realizzare una azione di riqualificazione, di recupero e di messa in sicurezza del territorio» ha detto nel suo intervento la consigliera regionale Flora Sculco.
Mentre la presidente della II Commissione Consiliare Angela Familiari ha evidenziato il ruolo partecipativo dei Consiglieri Comunali in questo nuovo percorso la presidente dell’ordine dei Geometri Anna Maria Oppido ha sottolineato l’importanza di innestare misure importanti già programmate da parte dell’amministrazione nel nuovo strumento urbanistico.
Sul ruolo partecipativo delle ordini professionali si sono soffermati sia il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Antonio Grilletta che il presidente dell’Ordine degli Architetti Danilo Arcuri.
Le conclusioni sono state affidate all’assessore all’Urbanistica della Regione Calabria Franco Rossi il quale ha evidenziato come Crotone possa rappresentare un laboratorio importante e di riferimento per altri contesti in questa nuova concezione degli assetti urbani. (rkr)