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Dimensionamento scolastico, i consiglieri Provinciali di Vibo non approvano piano

Dimensionamento scolastico, i consiglieri Provinciali di Vibo non approvano piano

I consiglieri della Provincia di Vibo Valentia, non hanno approvato il piano del dimensionamento scolastico,

Un gesto fatto «in segno di protesta contro gli indirizzi nazionali e regionali che penalizzano fortemente il territorio, facendo passare da 32 a 21 le autonomie scolastiche».

Lo stesso Piano, inoltre, aveva ottenuto a maggioranza (30 voti a favore, 17 contrari e 1 astenuto) il parere favorevole dalla Conferenza d’Ambito, composta da sindaci e dai dirigenti scolastici del Vibonese e da un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale. 

I consiglieri Domenico Tomaselli, Giuseppe Leone, Carmine Mangiardi, Alessandro Lacquaniti, Elisa Fatelli, Maria Teresa Centro e Marco Miceli, nel corso dell’assise presieduta dal presidente, Corrado Antonio L’Andolina, hanno inoltre sottoscritto e presentato un emendamento che, di fatto, rivisita la bozza di Piano di dimensionamento scolastico redatto, in rispetto delle normative vigenti, dall’Ente Provincia, chiedendo alla Regione Calabria «delle deroghe ai parametri che consentano di passare dalle 21 autonomie scolastiche previste ad almeno 24».

I consiglieri hanno, nel contempo, chiesto al presidente L’Andolina di «farsi promotore di un incontro con i vertici istituzionali e amministrativi della Regione Calabria, nonché con i sindaci e i rappresentanti politici nazionali e regionali del Vibonese, al fine di non consentire un’ulteriore spoliazione del territorio in un settore nevralgico quale quello della scuola».

Nei diversi interventi degli esponenti istituzionali provinciali – così come si evince anche nell’emendamento presentato – è stato rilevato che «la scelta delle Regione Calabria di recepire le disposizioni nazionali senza armonizzarle alle realtà locali fa sì che un simile dimensionamento appaia come un vero e proprio arretramento da parte dello Stato».

«Questo effetto si avverte ancor di più in una Regione e in una provincia, quella di Vibo Valentia per l’appunto, in cui il tasso di criminalità organizzata e i fenomeni di scioglimento dei consigli comunali non tendono ad arrestarsi. Togliere autonomie vuol dire chiudere presidi di legalità sul territorio».

Nel corso della seduta pubblica del Consiglio era presente in aula anche una delegazione di alunni e genitori dell’Istituto comprensivo di Mileto, accompagnata dal presidente del consiglio d’istituto, Sergio Crupi e dal sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, quest’ultimo affiancato da una rappresentanza di consiglieri e assessori comunali. In seguito alla civile dimostranza di protesta dei cittadini di Mileto a cui ha fatto seguito l’intervento in Consiglio del sindaco Giordano, nell’emendamento presentato dai consiglieri provinciali è stata integrata la richiesta di mantenere l’autonomia scolastica «accorpando le scuole del primo ciclo a quelle del secondo ciclo» della città normanna. 

A margine dell’assise provinciale –  come accennato – il segretario generale, Domenico Arena e il presidente L’Andolina hanno registrato l’abbandono dall’aula dei consiglieri Leone, Mangiardi, Lacquaniti, Fatelli e Centro e la conseguente mancanza del numero legale. Per cui non si è potuti procedere né alla votazione del Piano di Dimensionamento scolastico né dell’emendamento presentato dai tutti i consiglieri presenti. 

Il presidente L’Andolina nelle comunicazioni finali (presenti in aula i soli consiglieri Miceli e Tomaselli), prendendo atto comunque dell’ampia discussione avvenuta in Consiglio e ribadendo che «l’Istituzione Provincia, nell’elaborazione della bozza di Piano da presentare alla Regione, non poteva non attenersi ai principi di legalità sanciti dalle normative nazionali e regionali», ha asserito che trasmetterà tutti gli atti alla Regione Calabria e che nel contempo «l’alto senso di responsabilità istituzionale che da sempre contraddistingue la sua azione amministrativa lo porterà, quindi, a farsi interprete della volontà del Consiglio di promuovere, al più presto, un incontro ad hoc con i vertici istituzionali e amministrativi della Regione Calabria, nonché con i sindaci e i rappresentanti politici nazionali e regionali del Vibonese». (rvv)