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Francesco Tassone

La scomparsa di Francesco Tassone, grande meridionalista

È morto il 5 febbraio a Vibo Valentia l’avv. Francesco Tassone, fondatore di “Qualecultura”, una delle più impegnate case editrici che abbiano operato in Calabria negli ultimi decenni.

Nato a Spadola nel 1926, nel 1974 aveva lasciato la magistratura ed aveva iniziato l’attività forense anche per avere maggiore libertà nello svolgimento di attività editoriali e culturali che, per decenni, lo hanno posto tra i maggiori intellettuali impegnati nella nostra regione. Già nel 1968, nell’ambito del Circolo Salvemini di Vibo, in collaborazione con Mariano Meligrana, Lombartdi Satriani e Nicola Zitara, aveva dato vita alla storica rivista “Quaderni del Sud-Quaderni calabresi” della quale è stato direttore fino ad oggi. Il suo impegno è stato per anni proteso a stimolare “la presa di coscienza delle classi popolari meridionali per contribuire ad affrettare la fine della loro subalternità”. In collaborazione anche con sodalizi di altre regioni, come i Circoli città-campagna che operavano in Sardegna, negli ultimi anni, ha promosso e sostenuto l’attività di sodalizi quali il “Movimento Meridionale” e “L’Unione Mediterranea” per il recupero della memoria storica del sud e per la riconquista della sua identità e della sua storia. Un’idea che ha animato le sue molteplici attività è stata infatti quella di creare una rete di movimenti ed associazioni capaci, col tempo, di dar vita ad  una forza dirompente per l’emancipazione  e la rinascita del Meridione. Proprio per questo, con la sua morte, la Calabria perde uno dei maggiori intellettuali impegnati ed un operatore di grande livello culturale, forse l’ultimo vero meridionalista.  (Giuseppe Antonio Martino)