SI SPARIGLIANO I GIOCHI DEL CENTRODESTRA PER LA REGIONE, E AVANZA LA PROPOSTA CIVICA DI "DIECI IDEE";
Giorgia Meloni

Le prime spine di Occhiuto nel cammino per la Cittadella arrivano dai Fratelli di Giorgia

di SANTO STRATI – Premettendo, maliziosamente, che in campagna elettorale tutto quello che viene detto potrà esser usato contro (o a favore, a seconda dei punti di vista) di candidati e coalizioni, le ferme dichiarazioni domenicali di Giorgia Meloni a Reggio Calabria sparigliano di brutto i piani di Mario Occhiuto (e di Forza Italia) per la conquista della Cittadella di Germaneto. I “Fratelli” della Meloni – ha detto la leader di FdI – puntano ad avere candidati propri sia per la Regione che per il Comune di Reggio, anzi ha fatto proprio nomi e cognomi (Wanda Ferro «candidata naturale» come Governatore , Alessandro Nicolò o Massimo Ripepi futuro sindaco).

L’architetto sindaco di Cosenza si vede, a questo punto, smontare brutalmente, con fuoco “amico”, i suoi progetti: ForzaItalia lo ha indicato come candidato unico alla Regione (nonostante i malumori di Gentile e dei suoi sodali), ma dovrà fare i conti non più solo con la Lega, che – sotto sotto – stava facendoci un pensierino su Germaneto – ma con l’ala più agguerrita del centro-destra, anzi del destra-centro. Quindi le prime spine, dopo la trionfale convention di Lamezia, Occhiuto se le ritrova proprio in casa e dovrà studiare, immediatamente, una controffensiva “ideologica” per limitare i danni.

Il fatto è che se il centro-destra, che ha in pratica la vittoria in pugno con Occhiuto, candidato ideale e probabilmente uomo giusto per rivoltare come un calzino questa sfortunata regione, vuole suicidarsi, la via più breve è sconcertare gli elettori con tre candidati (FI, Lega e FDI) che remano ognuno per proprio conto. La sconfitta è pressoché garantita. I calabresi hanno certamente voglia di cambiamento: se da un lato fanno finta di restare ammaliati dalle lusinghe leghiste, dall’altro non sembrano disposti a cedere a propositi sovranisti. Il centro-moderato è una soluzione che potrebbe trovare il giusto consenso per trasformare radicalmente la politica regionale. Presentandosi, però, con un progetto unitario e un candidato – unico – che diventi il timoniere del cambiamento, senza condizionamenti e minacce continue di strappi.

In tutto ciò, però, non va trascurata l’incognita delle Europee. Tutto dipende da un numero magico: sopra o sotto il 10%. Se Forza Italia va sotto questa percentuale e Lega e FdI raccolgono voti a piene mani, a danno di PD e Cinque Stelle, gli equilibri già di per sè fragili in Calabria vengono evidentemente rimessi in discussione. Certo, c’è da considerare il potenziale di voti che Forza Italia potrebbe raccogliere in Calabria: i due candidati, Giuseppe Pedà (già sindaco di Gioia Tauro) e l’imprenditrice Fulvia Caligiuri, avranno un bel da fare. Non tanto la Caligiuri (che andrà comunque in Senato riconquistando il seggio contestato di Salvini a Reggio), quanto Pedà che alle passate consultazioni europee raccolse quasi 48mila voti. Proprio ieri il coordinatore provinciale degli azzurri di Reggio, Francesco Cannizzaro, ha annunciato il lusinghiero risultato del tesseramento con un + 230%: dunque, se Pedà e la Caligiuri raccogliessero 100 mila voti il discorso regionale prenderebbe certamente un’altra piega

D’altro canto, mai come questa volta le elezioni europee faranno, drasticamente, da spartiacque tra sovranismi ed europeismo, con ovvie ricadute sul Governo nazionale (per farlo cadere basta un sussulto di ponentino, il dolce vento romano) e, ove necessario, il ritorno alle urne. Che con l’attuale legge elettorale – che nessuno si degna di modificare – consegnerebbe al Paese una rinnovata ingovernabilità.

C’è, ancora, da aggiungere che le spine per Occhiuto non vengono solo da destra. Di Mario Oliverio, probabile e unico candidato della sinistra (anche per mancanza di competitor adeguati), non si hanno notizie sul piano elettorale, restando fermamente convinto il Governatore di tornare con tutti gli onori alla reggia di Germaneto, ma la vera insidia sta nella lista civica appena delineata con la nascita del movimento “Dieci idee per la Calabria”, un progetto che porta 100 firme note e meno nota dell’imprenditoria, della cultura, delle professioni. Prima su tutte quella di Pippo Callipo, il re del tonno, che è stato a lungo corteggiato dai Cinque Stelle (dopo il rifiuto netto dell’imprenditore Antonino De Masi per la candidatura alla Regione) e che, secondo voci romane, sta subendo mielose lusinghe di origine salviniana che lo vorrebbero a capo di una colazione civica appoggiata dalla Lega. Chi conquista il Sud – Salvini lo ha capito bene – ha ottime chances di prendersi l’intero banco. Ma non è una partita di poker e i calabresi, si sa amano molto di più il tressette. (s)