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Giacomo Mancini jr

L’OPINIONE / Giacomo Mancini: i calabresi e il ticket Occhiuto-Spirlì

di GIACOMO MANCINI – Non era mai accaduto prima di ieri, nella storia del moderno regionalismo, che il centrodestra annunciasse due nomi : quelli dei candidati a presidente e vice presidente della Calabria.

La Costituzione prevede la sola figura del Presidente che viene eletto direttamente dei cittadini e che poi in autonomia sceglie gli assessori tra i quali indica il vice presidente.

Oggi invece il centrodestra chiede che gli elettori si pronuncino e legittimino due nomi e non solo uno. Che premino un ticket. Non un candidato e un suo progetto.

Ovviamente la novità non è solo di diritto, ma è tutta politica perché disvela il disegno che quella coalizione ha per la nostra terra.

Il progetto lascia il posto alla spartizione del potere dove a prevalere è quella destra rozza, becera, omofoba, illiberale che tanto discredito ha portato alla Calabria dopo la prematura e dolorosa scomparsa dell’onorevole Santelli.

Mi auguro che questo punto sia fin da subito chiaro ai leader che in Calabria e a Roma rappresentano tutte le forze del campo largo del centrosinistra. Da oggi (ancora di più da oggi) tutti (nessuno escluso) devono sentirsi in dovere di trovare una sintesi unitaria che esprima una proposta alta inclusiva e rappresentativa per tutti e che offra un’alternativa valida al disegno del centrodestra.

Perseverare nelle divisioni, nelle contrapposizioni, nelle lotte intestine, negli scontri fratricidi significa rinunciare in partenza a giocare una partita fondamentale per i calabresi e per il nostro futuro. Correre divisi in due o addirittura tre aggregazioni significa perdere in partenza e spalancare la vittoria a questa destra.

Si abbandoni l’interesse di parte e si persegua quello di una comunità democratica che trova linfa quotidiana nei valori di uguaglianza, solidarietà, accoglienza, libertà, onestà.

Ci si sforzi di rappresentare un popolo di donne e uomini liberi che vogliono avere la possibilità di scegliere una alternativa autorevole al disegno spartitorio della destra.

Ognuno di noi pronuncia spesso la parola unità. Oggi, mai come oggi, è il caso di praticarla. (gm)

[Già deputato socialista]