di SANTO GIOFFRÈ – Il giornale dei Vescovi, l’Avvenire, ieri ha pubblicato la drammatica notizia che metà degli studenti, in Italia,
persino Laureati, non comprendono ciò che leggono. Ieri, il Governatore della Calabria, Occhiuto, che cura più la promozione mediatica della sua immagine politica, con tecniche hollywoodiane, che i mari calabresi piene di chiazze nere e puzzolenti, ha annunciato, trionfalmente, l’avvento di un’era nuova nella sanità calabra. E che ha detto di tanto rivoluzionario? Che aumenterà la dotazione ospedaliera calabra di ben 1300 nuovi posti letto.
Poi, candidamente, lo stesso afferma che la conta dei numeri, per arrivare a 1300 posti nuovi, comprende quelli previsti nei 3 ospedali tutt’ora inesistenti, ospedali addirittura finanziati fin dal 2007. Due, ancora si trovano nella fase di progettazione e, uno, iniziati i lavori e, subito, fermati. In effetti, è dichiarazione marinara annunciare1300 nuovi posti letto in ospedali che non esistono e che non saranno mai costruiti o che avranno tempi di realizzazione lunghissimi visto le storie che si portano addosso. Poi, dice di aprirne, subito, 3 di ospedali, tutti nella provincia di Cosenza. E come? E il personale dov’è se gli unici medici arrivati in Calabria sono, momentaneamente, i medici provenienti da un Paese Comunista come Cuba? So bene che la situazione è gravissima in tutt’Italia e che questo governo di destra mira all’americanizzazione e alla privatizzazione del Sistema sanitario pubblico, distraendo i soldi dedicati verso l’invio di armi in una guerra che non è la nostra guerra, ma tutto ciò non deve portare a governare la Calabria con modalità in uso nell’oracolo di Delfi: profeziando.
Venti anni di ladroneggi e 13 anni di Piano di Rientro, hanno distrutto, unico posto in Europa, il minimo senso di servizio sanitario pubblico. Questo fatto è avvenuto perché c’era una protezione totale che garantiva e permetteva la rapina sistemica e sistematica del patrimonio economico e sanitario pubblico e che ha portato, negli anni, al depauperamento di ogni barlume di civiltà giuridica, sociale e, persino, antropologica della Calabria stessa. Tenere così la Calabria, conviene a tutti; a chi garantisce, politicamente, le Regioni del Nord che succhiano profitti, dai calabresi, pari a 340 milioni l’anno, causa l’emigrazione sanitaria, ai grandi gruppi imprenditoriali e multinazionali privati che hanno rubato a più non posso, a chi vende, continuamente, speranze per ricavarne utilità. Questo governo, come richiesto da Occhiuto, ha fatto, nel totale disinteresse di chi aveva l’obbligo di vigilare, politicamente, sulla Costituzione e la difesa del minimo vitale della dignità popolare, parlo delle opposizioni parlamentari, del PD e di piazza, i sindacati, un obbrobrio.
Ha permesso di fare quello che, in contabilità, è reato a priori: approvare il bilancio delle Asp 2022, senza aver potuto, mai, approvare i bilanci precedenti, per assenza e mancanza di carte. Questa manovra, che in sè è devastante per una civiltà di diritto e di fatto, è la sempre voluta, da parte di un certo mondo disonesto. Pianificare i debiti nella sanità calabrese. Pianificare significa scaricali sulle spalle della gente, debiti causati e frutto di rapine.Fare questo senza andare ad indagare chi, come, quanti, in che entità, con quali coperture, per decenni hanno rubato, trasformando le Asp in un bancomat, è, non solo la morte di ogni regola giuridica, di contabilità e di convivenza sociale, ma indica il degrado e lo stagno melmoso dove ogni ladro puo sguazzare tranquillamente. Qui nessuno ha pruriti giustizialisti o vuol fare lo sceriffo, ma vedere che chi ha rubato miliardi può farla franca, mentre la gente muore come conseguenza di malasanità, è infame e grida vendetta sociale.
Dire che ci sono avanzi di bilancio senza specificare che derivano da soldi non spesi, vuoi per incapacità politico-gestionali riferibili agli ultimi 3 anni, vuoi perché c’è la giusta paura di firmare, a causa dello sfascio dei conti, è raccontare nessuna verità. Indicare la fine del 2024 come ipotesi per conoscere la verità sui bilanci precedenti significa rinunciare.
Non andare alla doverosa ricostruzione dei bilanci degli ultimi 20 anni, con la denuncia delle eventuali rapine che sono state perpetrate, indagando su entrate e uscite, incrociando i dati dei pagamenti fatti, secondo quali modalità, visto che una recente sentenza ha cassato, persino, come non veri i pagamenti scaturiti da sentenze e decreti ingiuntivi e perseguire il rigoroso accertamento delle responsabilità, è non solo moralmente disonesto, ma favorirà la prescrizione che può fare da padrona e chi si è visto s’è visto.Allo stesso tempo, il Calabrese tace, grida, accetta, acconsente e muore il 5% in più che nelle altre Regioni e si ammala 10 anni prima rispetto alle altre parti dell’Italia. Se vi è vero sforzo, deve esserci estrema e totale verità. Perché solo Apollo poteva essere un dissimulatore. (sg)







