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REGGIO CALABRIA - Il Garante comunale dei diritti dei detenuti incontra i sindacati di polizia penitenziaria

REGGIO CALABRIA – Il Garante comunale dei diritti dei detenuti incontra i sindacati di polizia penitenziaria

Il Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, l’avvocato Giovanna Russo ha incontrato i sindacati di polizia penitenziaria all’interno del progetto per la creazione di un welfare penitenziario.

Nella giornata di martedì, a Palazzo San Giorgio, l’incontro con i sindacati di polizia penitenziaria (Daniela Iiriti e Fabio Viglianti per il Sinappe, Maurizio e Silvio Policaro per l’Osapp e Massimo Musarella per l’Uspp) per trattare temi di particolare interesse relativi ai due istituti penitenziari insistenti sul territorio reggino.

I rappresentanti sindacali, in uno spirito di piena collaborazione e condivisione con l’indirizzo offerto dalla Garante, hanno inteso cristallizzare i lavori del tavolo all’interno di un documento permanente, finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni volti a garantire sicurezza e trattamento, non trascurando il fondamentale valore del corpo di polizia penitenziaria.

La proposta della garante Russo, antesignana in tal senso nel “pianeta carceri”, è stata pienamente accolta dalle parti che si sono impegnate nella redazione “a più mani” del primo Protocollo G2P.

«Un documento d’intenti chiari e trasparenti per rendere gli istituti penitenziari una “casa di vetro”», ha commentato l’avvocato Russo, citando un’espressione dalla stessa coniata. «Un luogo in cui sia finalmente visibile l’operato della polizia penitenziaria – ha proseguito la Garante – e se ne possa dare valore proprio in virtù di quell’imprescindibile dialogo in trasparenza e lealtà istituzionale. La polizia penitenziaria, dunque, non solo quale garante della legge, dell’ordine e della sicurezza, ma fondamentale presidio al fine di restituire “cittadini consapevoli” alla società».

I sindacati hanno confermato, nel corso dell’incontro, gli intenti ed anche i risultati già da diverso tempo perseguiti dall’ambizioso progetto portato avanti dall’ufficio del garante comunale. Un esempio per tutti è rappresentato dai risultati raggiunti nell’ambito della sanità penitenziaria, il cui nuovo modello ha saputo mettere in rete e far dialogare tutte le istituzioni interessate. Un tavolo tecnico operativo che ha portato Arghillà a una profonda revisione organizzativa.

Nel pomeriggio di martedì, inoltre, si è discusso anche di “formazione del personale, costruzione di un sistema di rete per la migliore risoluzione di problematiche ataviche che incidono in modo diretto sul territorio libero e non”.

La volontà espressa dall’avvocato Russo è quella di «rendere l’ufficio del garante comunale sempre più di prossimità, di studio e di conoscenza delle problematiche che affliggono le carceri e si ripercuotono sui detenuti in primis, ma anche sulla qualità della vita della polizia penitenziaria. Molto dovrà essere fatto – ha concluso l’avvocato Russo – e il compito è arduo. Ma l’incontro ha l’ambizione di creare un modello virtuoso, che sia d’ispirazione per finalità cui tutti dovranno concorrere. Una filosofia che tende a costruire una società migliore, garante dei diritti di tutti, seguendo gli irrinunciabili passi e sacrifici dei tanti uomini e donne della giustizia». (rrc)