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Riforma regionale Consorzi, la protesta da Palazzo Alvaro: Da Regione ipotesi scellerata

Riforma regionale Consorzi, la protesta da Palazzo Alvaro: Da Regione ipotesi scellerata

Da Palazzo Alvaro di Reggio Calabria monta la protesta contro la riforma regionale dei Consorzi di Bonifica, che prevede di accorpare gli attuali 11 enti in un unico organismo con sede a Catanzaro.

Di questa riforma se ne è parlato nella Sala “Perri” di Palazzo Alvaro con il presidente del Consorzio Basso Jonio reggino, Giandomenico Caridi, alla presenza del sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, insieme ad altri rappresentanti del Comune reggino, degli altri presidenti dei consorzi del territorio, Domenico Cannatà e Pasquale Brizzi, di quello del tirreno vibonese, Domenico Piccione, di numerosi sindaci e consiglieri regionali, dei rappresentanti dei sindacati, degli agronomi, degli agricoltori, degli allevatori, oltre ad una vasta platea di lavoratori.

«Si ripresenta – ha detto Versace – l’identico scenario che, soltanto un anno fa, ha portato all’approvazione di una legge regionale, in appena sette minuti, che ha stravolto il sistema di gestione dei rifiuti e dell’idrico in Calabria. La Regione, con un colpo di spugna, vuole accentrare i poteri creando un’unica unità di sistema e mortificando la storia, l’attività, l’impegno e il sacrificio dei nostri Consorzi di bonifica».
«Mi appello alla sensibilità dei consiglieri regionali – ha aggiunto – affinché non perdano di vista la tutela del territorio. Io sarò al loro fianco, in chiave propositiva, per affrontare ogni battaglia che interessa il comprensorio». A tal proposito, il sindaco facente funzioni, Carmelo Versace, ha annunciato di voler «convocare, a stretto giro, la Conferenza metropolitana dei sindaci affinché ogni amministratore, indipendentemente dal proprio orientamento politico o partitico, possa assumersi le proprie responsabilità di fronte alla proposta di legge della Regione».

Versace ha, dunque, criticato il metodo che si è imposto la Cittadella per «affrontare un tema che va sicuramente approfondito e rivisto». «Soltanto ora – ha spiegato – stiamo iniziando a pagare le conseguenze della legge sull’Ato unica per i rifiuti e l’idrico, con la perdita della gara, da 21 milioni di euro, per la discarica di Siderno. Quell’esperimento, in due materie così importanti, sta creando un cortocircuito che non vorremmo fosse riproposto anche sul destino dei Consorzi di Bonifica. Bisogna discuterne, si deve approfondire e sentire la viva voce dei territori e delle comunità. Non si può pensare che, se c’è un consorzio gestito male ed un altro virtuoso, si possa procedere ad azzerare debiti e crediti, creando una disfunzione nel modello».

Secondo il sindaco facente funzioni, quindi, «è bene che si intervenga prima che sia troppo tardi, con sensatezza e fuori da ogni polemica».
«L’appello che rivolgo al presidente Roberto Occhiuto – ha aggiunto – è quello di aprire uno spiraglio al dialogo. Ed ai Consiglieri regionali dico di rimboccarsi le maniche e lavorare per un territorio che, per troppo tempo, è stato spogliato delle sue funzioni cardine».

Rivolgendosi ai sindacati, cui è andato il ringraziamento per la partecipazione ed il supporto, Carmelo Versace è stato categorico: «Visto che l’iter su questa legga mi sembra ormai spianato, non ci lamentiamo a posteriori se i lavoratori finiranno in mezzo ad una strada o se questo ente, come altri, non riuscirà a dare le giuste risposte. Serve aprire subito un tavolo istituzionale e dare sostegno ai Consorzi che, da soli, non ce la faranno. Avremo, infatti, un secondo problema che riguarderà i lavoratori e la soluzione non potrà essere quella di farli migrare in Calabria verde».

Il presidente del Consorzio Basso Jonio, Giandomenico Caridi, ha parlato di «scelerata ipotesi», immaginando l’accorpamento degli attuali 11 organismi in un unico ente regionale.

«La Regione – ha detto – mortifica il ruolo di autogoverno dei Consorzi, crea un’insanabile frattura tra i consorziati e gli organismi di governo con riverberi sugli agricoltori, specie per gli utenti irrigui. La proposta di riformanon può essere calata dall’alto, ma deve avere la più larga condivisione con gli attori reali del territorio, ponendo al centro l’agricoltura e la difesa idrogeologica delle aree. Tende, invece, a produrre una struttura burocratica elefantiaca, ingessata per l’alto numero di dipendenti, con un ragionevole e prevedibile incremento del contenzioso tributario ed un grave pregiudizio per l’erogazione dei servizi. Noi stessi abbiamo presentato una proposta alla VI Commissione consiliare regionale, ma ancora attendiamo i risultati di questa attività. Arriva, invece, un progetto di legge che viola l’intesa Stato- Regioni e che potrebbero vedere vanificati gli sforzi dei Consorzi sulla progettazione del Pnrr».

C’è, infine, un altro aspetto sottolineato dal presidente Caridi: «I Consorzi hanno maturato ingenti crediti nei confronti della Regione, accertati dall’unanimità dello stesso consiglio di “Palazzo Campanella” in 56 milioni di euro. Soltanto il Basso Jonio, per esempio, ne vanta circa 15,2 milioni. Non vorremmo che, un’idea di questo tipo, sia intesa ad eludere questa mole debitoria». (rrc)